Incontri di "Fine Settimana"

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"Ero forestiero e mi avete ospitato"

Ogni giorno parliamo e sentiamo parlare di stranieri e di immigrati, della loro presenza sempre maggiore nel nostro paese. E' un fenomeno nuovo per l'Italia, da secoli terra di emigrazione. Secondo l'ultimo rapporto "Caritas/Migrantes", da poco reso noto, sono più di quattro milioni gli stranieri presenti regolarmente nel nostro paese, e cioè uno straniero ogni quattordici cittadini. Questa presenza è destinata ad aumentare. Non si può pensare di alzare i muri per impedire l'ondata migratoria quando nel cuore dell'Africa si muore. La storia del resto ci insegna che quasi mai il pane va verso i poveri e che quasi sempre sono i poveri che vanno verso il pane.
Alcuni eventi drammatici di questi mesi ci hanno interpellato come esseri umani e come cristiani: il "respingimento" di migranti nel canale di Sicilia verso paesi che non aderiscono alla convenzione internazionale dei diritti umani; l'introduzione del reato di clandestinità, che può suggerire e alimentare l'idea del povero come delinquente e della povertà come delitto; la presentazione di proposte "bizzarre", come quella di riservare solo ai milanesi alcune carrozze del metrò; la diffusione di un linguaggio violento ed esplicitamente razzista; il riferimento blasfemo alle radici cristiane per rifiutare lo straniero; le paure, i pregiudizi, le chiusure che serpeggiano anche nelle comunità cristiane.
E' necessaria anzitutto una seria opera di informazione, e per certi aspetti anche di controinformazione, per cercare di arginare i pregiudizi e modificare l'immagine che ci siamo formati di un fenomeno complesso e inarrestabile come quello dell'immigrazione, che deve essere non subìto ma governato con sapienza e lungimiranza.
Che cosa significa essere cittadini e credenti nel mondo di oggi, in una società multietnica e multiculturale, tra testimonianze di ospitalità e di accoglienza spesso esemplari da un lato e crescenti paure e intolleranze xenofobe al limite del razzismo dall'altro?
La serie di incontri dei "Fine Settimana" vuole tentare di offrire una prima risposta.
Nell'incontro iniziale saranno fornite alcune chiavi di lettura di questo fenomeno strutturale (Chiara Colombo e Giovanni Mari).
In un secondo momento (Giannino Piana) saranno presi in considerazione i possibili modelli di convivenza tra etnie e culture diverse, i valori che entrano in gioco e le identità da perseguire.
Nell'affrontare i problemi che nascono dal rapporto con gli stranieri i cristiani non possono prescindere dal trarre ispirazione soprattutto dalla Bibbia, dalla testimonianza credente del popolo di Israele e della primitiva comunità cristiana così come ci è stata tramandata dalle Scritture. Dai testi del Primo Testamento che invitano ad amare lo straniero "perché anche voi foste stranieri in Egitto" (Dt 10,19) sino ai Vangeli che giungono all'identificazione di Gesù con il forestiero ("Ero straniero e mi avete ospitato") emergono grandi orientamenti sugli atteggiamenti che i cristiani sono chiamati ad assumere, e precisi criteri di giudizio sul proprio e sull'altrui comportamento (Rinaldo Fabris).
La riflessione teologica è sollecitata dagli interrogativi posti dalla convivenza umana tra culture diverse. L'ideale della tolleranza oggi appare inadeguato. L'altro non vuole essere solo tollerato, ma riconosciuto con il suo volto. Dalla vicenda umana di Gesù, dal suo sedersi a tavola con i peccatori, dalla sua morte in croce emergono la centralità del farsi carico dell'altro senza condizioni, l'importanza della relazione di accoglienza e di misericordia (Giuseppe Ruggieri).
L'immigrazione che nel nostro paese desta maggiori preoccupazioni e suscita incontrollate paure è quella di fede musulmana. Paolo Branca, attento studioso del mondo islamico, ci offrirà piste di riflessione per comprendere meglio il fenomeno e favorire una pacifica e arricchente integrazione.
In fase di definizione è infine un ultimo incontro su testimonianze significative di immigrazione e di accoglienza.

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