Incontri di "Fine Settimana"

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Le vie della pace possibile

Quaranta anni fa Giovanni XXIII con la promulgazione della lettera enciclica Pacem in terris faceva voltare pagina alla chiesa ponendo fine alla lunga serie di compromissioni dei cristiani con lo spirito di violenza e proclamando con forza, fedele alla radicalità evangelica, che pensare di risolvere con la guerra i problemi del mondo è "al di fuori della ragione". La spaventosa violenza distruttiva delle armi di oggi e la presenza di una organizzazione mondiale che potrebbe risolvere in modo non violento i conflitti inducono a ritenere la guerra un metodo non umano che premia non chi ha più ragioni ma il più forte.
Che cosa permane di valido e di duraturo di questa sapiente testimonianza profetica in un mondo per molti aspetti mutato, con il venir meno della guerra fredda e dei blocchi contrapposti, con il moltiplicarsi di tante guerre "locali" altrettanto letali e funeste, con l'insorgere del terrorismo attuato su larga scala, con la pratica della guerra preventiva? Mons. Bettazzi ci aiuterà nel fare memoria viva di Giovanni XXIII e del suo testamento spirituale Pacem in terris, cogliendone ricchezze e freschezza, perché si possa continuare oggi nella novità del cammino allora iniziato. Sicuramente è sempre più condivisa la convinzione che la pace è un valore non negoziabile per tutti e di tutti, che la pace è espressione e fonte di giustizia, che la pace si alimenta della cultura e della pratica della riconciliazione e del perdono, come più volte ci ha ricordato l'attuale pontefice. - Proprio sulla dottrina della pace - afferma il priore di Bose Enzo Bianchi - la chiesa misura la sua fedeltà al Signore e la sua capacità di testimoniare l'evangelo nella compagnia degli uomini -.
Ecco perché ci è parso urgente e importante mettere il tema della pace al centro dell'attenzione degli incontri dei Fine Settimana, che proseguiranno poi con l'abituale itinerario che parte da una analisi socioculturale della situazione (Ettore Masina e Giuliano della Pergola), per interrogare successivamente le Scritture ebraico-cristiane al fine di coglierne luci e prospettive (Giuseppe Barbaglio) e prestare infine attenzione ai necessari ripensamenti sul piano della riflessione teologica ed etica (Armido Rizzi, Giannino Piana, Lidia Menapace).

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