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Racca, Annarosa

"Massimo rispetto per la sensibilità religiosa, io stessa sono cattolica, ma non possiamo violare le leggi dello Stato"

Racca, Piero

"Per don Michele, il Dio rivelato da Gesù ("l'immagine visibile del Dio invisibile") non ha mediatori, ma sacramenti, icone, attraverso cui si rende visibile, è forza creativa dentro di noi, ci fa crescere, ci porta in alto, ci dilata, permettendoci di raggiungere la verità di noi stessi" "In quest'ottica le parole chiave del Cristianesimo non sono piú sottomissione e obbedienza, ma apertura e creatività."

Radcliffe, Timothy

Nel mese di dicembre quando lo scandalo della pedofilia era appena esploso nella Chiesa irlandese, padre Timothy radcliffe tenne un ritiro spirituale a Dublino rivolto ai preti di quella comunità ecclesiale. Il testo della sua riflessione è stato pubblicato su "Il Regno-Documenti". Ne riportiamo alcuni passaggi. Sul sito internet www.oreundici.org lo si può leggere per esteso. "Sono persuaso che l'intera crisi della sessualità sia profondamente legata al potere e al modo in cui il potere funziona nella Chiesa a tutti i livelli, dal Vaticano al sacrestano della parrocchia. Non è il potere di Gesù, che era mite e umile di cuore..."
Una riflessione di p. Timothy Radcliffe, già maestro dell'odrine domenicano, sul tema della pedofilia e sul perché rstare nella Chiesa cattolica. L'articolo, apparso sul settimanale cattolico The Tablet è stato tradotto da Maria Teresa Pontara e pubblicato su "Koinonia". Non dobbiamo valutare con le conoscenze di oggi fatti che risalgono a 40 o 50 anni fa. La linea intransigente di Benedetto XVI. Le ragioni della riservatezza. Perché sono e resto cattolico. Il servizio all'unità visibile del papato. "Potremmo anche sentirci in imbarazzo ad ammettere di essere Cattolici, ma ricordiamo che Gesù aveva messo insieme fin dall' inizio una compagnia che agli occhi della gente appariva disonorevole."
"Nel novembre scorso, il Rapporto Murphy rivelava che dei vescovi irlandesi avevano coperto degli atti pedofili... È in questo contesto che Padre Timothy Radcliffe, domenicano inglese, ex Maestro dell'ordine dei Predicatori, è intervenuto alla fine del 2009 davanti ai membri del clero dell'arcidiocesi di Dublino (Irlanda), al fine di aiutarli nella loro riflessione per far fronte a questa situazione estremamente dolorosa."
  • Perché restare? di Timothy Radcliffe in La Croix del 31 marzo 2009 (nostra traduzione)
"Io non potrei mai lasciare la Chiesa cattolica perché credo che Gesù ci chiama a vivere insieme come un solo Corpo... La crisi che ci tocca vivere in questo momento è veramente modesta, in confronto a quelle subite da altre persone vissute prima di noi... Tuttavia, la nostra piccola crisi può essere fruttuosa se la viviamo nella fede. Quali potrebbero essere questi frutti? Innanzitutto incoraggiare un dibattito più aperto all'interno della Chiesa... È venuto il momento di far.. partecipare maggiormente [i vescovi] al processo decisionale. La reazione forte di certi vescovi alla situazione attuale lascia sperare in un riequilibrio in questo senso. La lettera ... di Benedetto XVI ai vescovi ... mostra la sua attenzione alle loro preoccupazioni"
" Dobbiamo formare delle comunità più solide nelle quali ognuno possa sentirsi accolto incondizionatamente. Attualmente, molte persone non si sentono le benvenute, perché hanno divorziato e poi si sono risposate, perché vivono in coppia fuori del matrimonio, perché sono omosessuali o in un'altra situazione ancora che la Chiesa considera come irregolare.... Bisogna però che trovino un'accoglienza totale, senza riserve, nelle nostre comunità. Chiunque di noi potrebbe trovarsi in una tale situazione. E' quindi una prima sfida: come formare delle comunità forti che siano veramente aperte a tutti?"
La verità è una, ma non la posso cogliere pienamente. "Molte persone che appartengono ad altre religioni o che non hanno religione possono avere delle idee, delle concezioni che ci aiuteranno nel corso del nostro cammino. Per esempio, noi crediamo che Dio è amore e che l'amore è pienamente rivelato in Cristo. Ma nessuno di noi comprende totalmente ciò che questo significa. Ho degli amici atei che possono insegnarmi qualcosa in più sul modo di amare. Possono dunque insegnarmi qualcosa su Cristo, anche se loro non credono in Lui." "quindi accogliere ogni verità, ovunque essa si trovi, anche se mi sembra incompatibile con l'insegnamento della Chiesa o con quello che ho creduto fino a questo momento. Perché se è vero, non può che essere parte della verità di Cristo, perché Lui è il Verbo di Dio, la via, la verità e la vita."

Raffaeli, Massimo

Un apologo sull'opportunismo degli italiani nel singolare saggio di Angelandrea Zottoli, «Il sistema di Don Abbondio», uscito per Laterza nel '33 e meritevole di essere ristampato. "Quello degli atei devoti non è affatto un fenomeno nuovo, inediti sono semmai l'aggressività e il compiaciuto cinismo col quale si allinea, o per meglio dire consuona coi pronunciamenti vaticani."

Ragone, Vittorio

Un altolà senza sfumature al cardinale Ruini, se davvero vuole imbrigliare nei precetti della Chiesa la libertà di decisione politica sui Dico, un tempo noti come Pacs. Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica e padre nobile del centrosinistra, non è contrario alla mediazione Bindi-Pollastrini, e teme la "distruzione" del cattolicesimo parlamentare se la Cei dovesse lanciare diktat a chi riconosce il suo magistero. In sessant'anni - dice - questo non è mai accaduto. Prima di correre certe avventure Ruini dovrebbe avviare "un ampio esame" dentro l'assemblea dei vescovi.

Ragozzino, Guglielmo

"Resta l'otto per mille e un po' di sobrietà ambrosiana da praticare almeno in chiesa. Almeno in qualche chiesa. E resta un esempio di un vecchio signore che forse cattolici, protestanti, musulmani, ebrei, agnostici, atei e chi più ne ha più ne metta, raccoglieranno."

Raiser, Konrad

"le Chiese tendono, a seconda delle situazioni, semplicemente a delegare al Consiglio Ecumenico delle Chiese la responsabilità che deriva dalla loro vocazione ecumenica, e poi a criticare il Consiglio per i risultati insoddisfacenti. Ma in ultima analisi solo le Chiese stesse possono compiere i passi decisivi per rendere più profonda la propria comunità ed hanno bisogno del Consiglio Ecumenico delle Chiese come il luogo comune a tutte, nel quale possono osare interrogarsi reciprocamente ed arricchirsi nel loro essere Chiesa."

Ramadan, Tariq

Tariq Ramadan. Serve una piattaforma di valori universali da condividere. Superando le percezioni errate di entrambe le parti. Come quella di Ratzinger, che non voleva la Turchia in Europa. In Italia? Sono sbagliate le classi separate: segregano gli studenti.
Dal 4 al 6 novembre si terrà a Roma il primo incontro del Forum cattolico-islamico nato dalla lettera aperta "A Common Word" indirizzata al Papa da 138 esponenti musulmani. I partecipanti saranno ricevuti da Benedetto XVI, tra di loro Tariq Ramadan. "Non si tratta di creare una nuova alleanza tra religioni contro l'ordine "secolarizzato" o "immorale", ma piuttosto di contribuire in maniera costruttiva ai dibattiti in modo che le logiche economiche o di guerra non distruggano ciò che resta di umanità negli esseri umani." "Gli spiriti dogmatici che in entrambe le religioni, si accaparrano la verità lavorano a conti fatti contro gli interessi delle loro rispettive religioni. Chiunque affermi di essere l'unico depositario della verità e che «la menzogna sono gli altri»... sta già errando."
"Il matrimonio forzato è semplicemente anti-islamico. Nessuno conosce il numero esatto di casi ma è il silenzio di piombo che copre queste pratiche che potrebbe far pensare che il fenomeno è marginale. Ci sono troppi casi e bisogna avere la dignità di parlarne."
"Bisogna assolutamente uscire da questo clima politico malsano che semina il terrore e rende impossibile la coesione sociale e un pluralismo pacato. Il rapporto dell'istituto americano Pew Research Center pubblicato la settimana scorsa rivela che circa la metà degli europei (45%) ha un'immagine negativa dell'Islam e parallelamente cresce in modo inquietante l'antisemitismo. Invece di pensare solo a vincere le prossime elezioni, la classe politica dovrebbe occuparsi di questo problema cruciale per il futuro delle nostre società." "I musulmani, dal canto loro, se vogliono invertire la tendenza devono assumersi maggiori responsabilità."

Rame, Franca

"una società che produce un dolore, una mortificazione, un'umiliazione di questo livello a dei ragazzini innocenti - ma che razza di società è? Che razza di valori ha nel corpo, nel cuore e nel cervello? Che cultura produce? Quale dimensione sociale?" " Di colpo ci è venuto in mente Sant'Ambrogio..."

Rampini, Antonella

"«L'ho incontrata per caso qualche anno fa...», racconta Giovanni Bachelet. «Non l'avevo cercata, il perdono è un'altra cosa, il perdono è un'educazione interiore. Diceva Martin Luther King che "l'amore può trasformare un nemico in amico", e l'odio invece si può prendere noi stessi, la nostra vita»... La lezione che resta di quella vita «è la difesa e l'impegno ad attuare la Costituzione... la forza e il simbolo di una giovinezza che rinasce dalle macerie...». E poi l'altra Costituzione, il Concilio Vaticano II. «Alcuni lo credono superato, come fosse stato abrogato. Non è così...»"

Rampini, Federico

"Per fermare Jones, a cinque giorni dall'autodafé sono scesi in campo tutti: la Casa Bianca, la Nato, il Vaticano... [che ha ammonito]: «Nessuno bruci il Corano». E' evidente la preoccupazione per le vendette che potrebbero prendere di mira proprio i fedeli di altre religioni, già bersagli di violenze e persecuzioni in molti paesi musulmani."
«Mentre padre Gauthé (il pedofilo, ndr) veniva processato in Louisiana, il cardinal Ratzinger stava sanzionando pubblicamente i preti del Brasile e del Perù per aver sostenuto che la Chiesa doveva impegnarsi a favore dei poveri e degli oppressi. I suoi strali colpirono poi un teologo olandese favorevole a dare funzioni ecclesiali ai laici, e un americano che sosteneva il diritto al dissenso sull´aborto, il controllo delle nascite, il divorzio e l´omosessualità»
"Per l'editorialista Ross Douthat la Chiesa è prigioniera di una «gerarchia conservatrice con una mentalità da bunker», una psicosi di stato d'assedio che le impedisce di «capire la dimensione dello scandalo»."
"L'induismo è una delle religioni più praticate del mondo, con un miliardo di fedeli. E' anche l'unica importante religione che sancisce il principio di non eguaglianza degli esseri umani fin dalla nascita. La sopravvivenza delle caste è la ragione per cui il cristianesimo - come anche l'islam e il buddismo - continuano a reclutare nuovi adepti nei ceti più diseredati."
Il nostro viaggio nella città proibita dopo gli scontri di marzo con l'esercito inviato da Pechino. I racconti del terrore, le uccisioni a sangue freddo e il mistero del santuario di Sera, ormai deserto.
"«Conosco la Cina e i suoi dirigenti: in confronto a loro, ho paura che perfino la Santa Sede possa peccare di ingenuità. Se apriamo a Pechino per ristabilire le relazioni diplomatiche senza ottenere una vera libertà religiosa, per noi è finita". "

Rampino, Antonella

"Una frasetta... pronunciata dal cardinale Camillo Ruini... ha dato... la netta sensazione di una presa di distanza, se non di una condanna, dello «stile di vita»... di Silvio Berlusconi... Quella frattura che nella Chiesa si è consumata sul caso di Dino Boffo... è destinata a ricomporsi, in tempi relativamente rapidi... Quanto invece ai rapporti col centrodestra, la vicenda è assai più complicata e la cesura più profonda..."
"Affossato, insabbiato, coperto dalla polvere, se non ancora del tempo, di certo dei sondaggi: il 70 per cento degli italiani, fecero sapere all'epoca gli esperti, una legge sul fine-vita la vuole, ma non quella legge lì, non una norma che impedisca al cittadino la libertà di cura che ha sempre avuto, e che l'articolo 32 della Costituzione gli ha sempre garantito... «il premier allora reagì a pressioni continue, convergenti e concentriche»... la Chiesa, la Cei..."
"La famiglia in piazza c'è scesa. La sua è una crisi delicatissima. Noi che siamo credenti e leggiamo la Bibbia lo chiamiamo "dare la benedizione": di generazione in generazione, Tramandare i valori, il senso della vita, la cultura, il rispetto civile. Nella società italiana nessuno trasmette benedizione. E nemmeno quelli che vanno al Family Day. "
"Il Family Day è stata la manifestazione sbagliata di una Chiesa che si sente minacciata dal processo di secolarizzazione. Lo dico con amarezza, perché la Chiesa potrebbe svolgere un magistero di autorità morale, se soltanto seguisse cosa ha scritto Benedetto XVI su Gesù, o ancora di più gli insegnamenti di Martini."
«La Chiesa deve parlare ma è la politica che poi laicamente decide».«Se ognuno pianta le sue bandiere e dà battaglia il risultato è il conflitto»

Rampoldi, Guido

"I clandestini che sbarcano in Europa suscitano paura, ostilità o una qualche generica compassione: mai curiosità... Sono non-persone di cui riteniamo di sapere già abbastanza... Dunque non scommetteremmo sul successo di questo Nel mare ci sono i coccodrilli, col quale Enaiat Akbari adesso prova a suscitare la nostra curiosità... Però il libro ha le qualità per smentirci. All'epoca dei fatti Enaiat era un clandestino-bambino..."
"Per ammazzare con quella frenesia dovevano avere nella testa molto koskovo, il gin locale, piuttosto che le incitazioni allo sterminio rivolte al suo popolo dal Dio dell'Antico Testamento: «Uccidi uomini e donne, bambini e neonati». Ma hanno macellato i musulmani del villaggio proprio in quel modo... Questi conflitti non potrebbero ricorrere alla maschera della religione se i cleri si opponessero... Lì dove musulmani e cristiani coabitano da secoli, lo spirito del tempo sembra soffiare nelle vele della religiosità più aspra... Come altrove in Asia e in Africa, anche in Nigeria ne profitta tanto l'estremismo islamico quanto il cristianesimo dei pentecostali..."
"Come adesso è chiaro, e come dimostrano due libri recenti (un saggio di Nina zu-Fürstenberg; Islam e libertà dello stesso Ramadan), l'ex "amico dei terroristi" in realtà è un riformista musulmano di indirizzo "liberale", se la parola non è eccessiva, avendo fatta propria la scelta decisiva: contestualizzare la parola delle Scritture, non fermarsi al significato letterale ma cercarne il significato profondo."
"nell'Europa multietnica quale posto spetta oggi ai cleri delle religioni nazionali? Può la Chiesa cattolica rivendicare una centralità, e i relativi privilegi, in base ad una sorta di diritto storico?" "Se si tribalizza per difendere la propria centralità dagli assalti del "relativismo" e dall'invasione di fedi straniere, le religioni degli immigrati, la Chiesa cambia. Perde non solo lo slancio universalista ma anche la vocazione grossomodo liberale che le aveva instillato il pontificato planetario di Wojtyla."
"Se però provate a cercare il pensiero cattolico in una libreria italiana è improbabile che troverete molto di più che i Socci e i Biffi, la miracolistica di Medjugorie, l'islamofobia e l'idolatria di Pietralcina. Andate invece al secondo piano della Casa del Libro, la più grande libreria madrilena, e avrete l'impressione di un cattolicesimo vivo, dinamico, interessante."

Randacio, Emilio

"È questa la chiave della motivazione con la quale, l'Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sanzionato il direttore de il Giornale con la sospensione di sei mesi dalla professione."

Rangeri, Norma

La Rai ha trattato l'argomento in punta di telecamera, lasciando parlare, spiegare, criticare, abbassando i toni (l'unico, e si capisce, a non poter placare la foga polemica era l'autore del documentario).

Ranjith, Malcolm

Il latino, il sacerdote di spalle ai fedeli, la comunione in ginocchio. Intervista a monsignor Malcolm Ranjith, segretario della Congregazione del culto. "La fede della Chiesa nella presenza reale di Cristo nell'eucarestia va espressa attraverso gesti adeguati e diversi da quelli quotidiani" . "C'è stata la tendenza a porre l'uomo al centro della celebrazione e non il Signore" . "Prendere l'ostia e metterla noi stessi in bocca riduce il significato della comunione" (ndr.: perché l'apertura al trascendente, al sacro, al mistero si esprime in lingue sconosciute, in gesti lontani dalla quotidianità e non invece al di dentro della realtà profondamente umana? Perché riservare il celebrare al solo prete e non anche a tutta l'assemblea, convocata non ad assistere ma a partecipare? Perché non si dice nulla del Dio che si rende presente oltre che nella frazione e condivisione del pane anche nella proclamazione e ascolto della parola? Il culto cristiano non è anzitutto il culto della vita condivisa di cui l'eucaristia è fonte e culmine? Perché sono scelte queste persone a ricoprire tali incarichi?)

Raponi, Federico

"gli autori della ricerca si sono accorti che finora nessuno, nel nostro paese, aveva mai fatto i conti in tasca al Vaticano, il cui patrimonio immobiliare non è mai stato censito. «E' questo - spiega Maltese - il vero tabù nazionale, sul resto si può dire tutto e criticare i politici di qualsiasi tendenza. Anzi, attaccarli tutti è ancora meglio, da un certo punto di vista. A indagare sulla Chiesa invece ti ritrovi da solo, senza copertura. Non c'è alcuna convenienza, da nessuna parte, a toccare il problema»."

Rashid, Ali

" Il luogo ormai abbonda di religioni e scarseggia di fede, i fedeli giubilano in modo pagano per la disgrazia dei loro fratelli e, in nome di dio, augurano e preparano loro mali peggiori. Dio, penso - non sono un esperto - guarda con stupore com'è inferocito l'uomo che avrebbe dovuto essere a sua immagine e somiglianza. Di fronte a questo credo che ben poco possa fare un pontefice. Che almeno stavolta ha detto cose precise"...
un appello per la pace in Medio Oriente. "abbiamo anche imparato in tutti questi anni che gli obiettivi di pace, sicurezza e prosperità non passano attraverso l'uso della forza delle armi, ma attraverso l'adozione di scelte accettabili per entrambe le parti in causa e l'avvio di un processo di riconoscimento reciproco, del dolore dell'altro in primo luogo, che è il primo passo verso la riconciliazione."

Rastelli, Alessia

"«Un non musulmano non può diventare un nostro cittadino» recita invece il punto (d) dell'articolo 9, aggiunto ex novo rispetto alla vecchia Carta del 1998. Un principio che non solo impedirà di ottenere la cittadinanza ai non musulmani ma ne provocherà la perdita anche da parte di chi si converte o è figlio di un non islamico."

Rastelli, Paolo

"il mercato, dopo la crisi finanziaria seguita allo scoppio della bolla dei mutui subprime e in cui le banche hanno avuto grande parte, la (la trasparenza) chiede a gran voce: basta con i paradisi fiscali, basta con il riciclaggio"

Ratzinger, Joseph

Nel Giorno della memoria il Papa ha ricordato tutte le vittime dell'"odio razziale e religioso", in particolare quelle della Shoah, e ha auspicato che "non si ripetano più simili tragedie". L'appello di Benedetto XVI è risuonato al termine dell'udienza generale di mercoledì 27 gennaio, nell'Aula Paolo VI
"Risuonano nel nostro cuore le parole di Gesù: «Ero forestiero e mi avete ospitato» ( Mt 25,35)... anche l'accoglienza e la solidarietà verso lo straniero, specialmente se si tratta di bambini, diviene annuncio del Vangelo della solidarietà."
Il quotidiano anticipa due paragrafi dell'Enciclica di Benedetto XVI "Caritas in Veritate". Il testo integrale sarà reso pubblico martedì 7 luglio. "lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità" "Senza forme interne di solidarietà e di fiducia reciproca, il mercato non può pienamente espletare la propria funzione economica"
"Il senso del bene è stato impresso in noi, dichiara Agostino. A partire da ciò siamo ora in grado di comprendere correttamente il brindisi di Newman prima per la coscienza e solo dopo per il Papa. Il Papa non può imporre ai fedeli cattolici dei comandamenti, solo perché egli lo vuole o perché lo ritiene utile." (ndr.: 1) non è un problema che coinvolge solo il ministero di Pietro, ma "il ministero" di qualunque educatore; 2)il rapporto coscienza - soggetto - autorità può essere letto in modi profondamente diversi, pur riconoscendo una funzione all'autorità, o comunque ad apporti dall'esterno e pur riconoscendo la possibilità per l'uomo di accedere, anche se in modo sempre parziale, alla verità. Il rapporto con gli altri è costitutivo del nostro essere persone. Pertanto l'ascolto della voce della nostra coscienza implica l'essere in relazione con gli altri: con il magistero, ma anche con i teologi e con la comunità cristiana tutta ecc.; 3) l'aiuto dall'esterno, la funzione maieutica di portare alla luce le verità sedimentate nella coscienza, può essere letto in termini di quasi sostituzione: "sono io autorità che sono davvero in grado di far ascoltare a te, soggetto, la voce della tua coscienza, le verità che vi sono nascoste": in questo caso il primato della coscienza è solo formale non sostanziale. Il vero primato spetta a chi detiene le chiavi di lettura della coscienza e della verità; 4)oppure l'aiuto dall'esterno può essere visto come finalizzato a formare delle coscienze adulte e mature di soggetti capaci di pensare con la propria testa e di camminare con le proprie gambe insieme agli altri credenti, in compagnia degli uomini; 5) il rapporto autorità - soggetto non può essere inteso solo come un rapporto tra chi sa e chi non sa. In qualche misura e in modi diversi tutti sanno e tutti non sanno e quindi tutti hanno bisogno dell'apporto degli altri e quindi tutti possono esercitare una funzione maieutica; 6) Infine il primato della coscienza significa che alla fine l'ultima parola spetta al soggetto.)
"all'essenza del liberalismo appartiene il suo radicamento nell'immagine cristiana di Dio" "Ella spiega con grande chiarezza che un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo" (ndr.: come sono cambiati i tempi! un predecessore di Benedetto XVI, Pio XI, nel 1864. affermava nell'ultima proposizione del Sillabo: è anatema chi sostiene che "Romanus pontifex potest ac debet cum progressu, cum liberalismo et cum recenti civilitate sese reconciliare et componere" (che "il pontefice romano può e deve riconciliarsi e farsi amico con il progresso, il liberalismo e la civiltà moderna")
Le lezioni tedesche del teologo Ratzinger raccolte in un volume da oggi in libreria. "il nucleo più profondo della sua (di Gesù) passione non sia un qualsivoglia dolore fisico, bensì la radicale solitudine, il completo abbandono" "la sua (dell'uomo) essenza: che essa è la paura della solitudine, la paura di un essere che può vivere soltanto nell'essere in comunione." "inferno: indica una solitudine nella quale non penetra più la parola dell'amore e significa quindi la vera sospensione dell'esistenza." "La morte è la solitudine per antonomasia. Ma quella solitudine nella quale l'amore non può più penetrare è l'inferno."
Benedetto XVI rievoca la figura del cardinale Leo Scheffczyk e il clima irrequieto degli anni Sessanta. «Cresceva la confusione nella Chiesa, era a rischio la vitalità della fede. Dovevo osare di più»
il 16 aprile prossimo, giorno in cui compirà 80 anni, Benedetto XVI pubblica per Rizzoli il primo volume della sua opera sulla figura di Gesù. Il libro si intitola semplicemente «Gesù di Nazaret». «Ognuno è libero di contraddirmi», avverte il Pontefice: non si tratta dunque di un atto magistrale ma di una sua «personale ricerca del "volto del Signore"». Ecco uno stralcio tratto dal capitolo VII, «Il messaggio delle parabole»

Rauhe, Walter

"Il celibato, l'infallibilità del Papa, l'esclusione delle donne dall'altare e dai vertici ecclesiastici, la confessione o addirittura la reintroduzione delle messe in latino incontrano in Germania un muro d'incomprensione e di aperta dissonanza con il Vaticano rafforzando il movimento ecumenico che chiede una riconciliazione tra le due grandi chiese cristiane" "Ma non c'è teologo, critico o riformatore così minaccioso per i cattolici di lingua tedesca come lo scandalo pedofilia"

Rault, Claude

"Con i suoi fratelli, personalità forti provenienti da monasteri diversi, costruire quell'unità non era per niente scontato. Ma più il pericolo si avvicinava, più cresceva la comunione... La migliore delle comunità non potrà mai rivivere quell'esperienza di unità, con dei legami così profondi."

Ravasi, Gianfranco

"Ora che persino la renitente scuola italiana sta per dotarsi di una conoscenza culturale di base della Bibbia ..., possiamo sperare che non si assista più all'emissione di esilaranti strafalcioni nella decifrazione dell'iconografia dei nostri tanti capolavori artistici, e che si riesca finalmente a intuire che la filigrana di un numero enorme di pagine letterarie o di spartiti musicali è costituita da testi del "grande codice" per eccellenza che è appunto la Bibbia..."
"Anche per il monoteismo unità e pluralità sono due poli necessari che devono essere in interazione e in contrappunto e non in dialettica e opposizione. Se viene meno questo equilibrio, si precipita o nell'esclusivismo integralistico o nell'anarchia relativistica. L'unico Dio che ha creato l'unica umanità assicura l'uguaglianza; il Dio infinito che crea la ricchezza sempre nuova degli uomini e della donne tutela la variegata bellezza della diversità."
"Come l'eccesso di affermazione identitaria può diventare duello... così il concordismo generico può degenerare in un incolore uniformismo... Conservare l'armonia della diversità nel dialogo e nell'incontro, come accade nel duetto musicale... è la meta di una genuina e feconda esperienza multiculturale, interculturale e interreligiosa."
"«Lettere di un'amicizia. Nazareno Fabbretti e Ernesto Balducci»... queste poche pagine riescono a riflettere sinteticamente un'epoca vivace e tormentata anche per la Chiesa, in modo però ben più nobile dei nostri giorni... di scena erano le attese, prima, e le speranze e tensioni, poi, legate al Concilio Vaticano II. Era l'ansia per la purezza della fede che si doveva però confrontare anche con la sua storicità e con l'«incarnazione» del cristianesimo. In questa luce non stupiscono, allora, gli ardenti dibattiti intra-ecclesiali"
"...La lista potrebbe continuare a testimonianza del fascino esercitato da questo personaggio imprigionato - a livello popolare - nel cliché delle "geremiadi" .... In realtà la sua è una figura possente, è la voce più "personale" e, oseremmo dire, "romantica" delle Sacre Scritture"
"Nel libro della Sapienza, 13,5 si legge: «Dalla grandezza e dalla bellezza delle realtà create si contempla... per analogia... il loro artefice». La frase, che sarà ripresa in modo più «speculativo» da san Paolo in Romani 1,20, delinea con una terminologia attenta al linguaggio filosofico greco quella che tradizionalmente verrà definita come la via pulchritudinis, l'itinerario conoscitivo teologico che «dalla grandezza e bellezza»... creaturale ascende di grado in grado quasi in una sorta di scala paradisiaca... dalla terra al cielo, dall'umano al divino, dall'effetto creato alla causa creante."
"ci si muove sempre di più secondo un reciproco e coerente rispetto tra i due campi: la scienza si dedica ai fatti, ai dati, al «come»; la metafisica e la religione si consacrano ai valori, ai significati ultimi... [ma] ha preso vigore, accanto alla sempre valida (a livello di metodo) «teoria dei due livelli», una sussidiaria «teoria del dialogo» propugnata da Józef Tischner che fa leva sul fatto che ogni uomo è dotato di una coscienza e, quindi, ogni ricerca sulla vita umana e sul rapporto con l'universo esige una pluralità armonica di itinerari e di esiti."
"Da appassionato di archeologia ho incoraggiato, in questi due anni di lavoro difficilissimo in un ambiente umido, Barbara Mazzei e la sua équipe a utilizzare le più moderne tecnologie per riportare alla luce queste raffigurazioni uniche della cristianità delle origini."
Il Decalogo "È uno specchio, dunque, nel quale deve riflettere il suo volto morale innanzitutto il fedele, ebreo o cristiano che sia, ma vi si devono accostare anche tutti gli uomini e tutte le donne che si interrogano sul senso della vita, sul valore del bene e del male, della verità e della menzogna, della giustizia e del crimine, sull'individuo e sulla società."
"una raccolta di saggi cristologici di taglio teologico molto rigoroso e di grande accuratezza tematica, approntati dall'arcivescovo salesiano Angelo Amato... siamo... introdotti all'interno di una sorta di galleria. Sulla parete di fondo domina una solenne figura di Cristo... la sua preghiera e la sua «fede», «liberatore della donna» e «vincitore di Satana», «fonte e criterio della morale cristiana»... alle pareti laterali vari "pittori" offrono il loro ritratto di Gesù, naturalmente ciascuno coi propri colori e tratti."
"Certo, la legione dei mediocri o comuni ha continuato a moltiplicare le macchiette dei preti goffi, bacchettoni, agiografici, operatori sociali, detective, corrotti, manipolatori e altro ancora. Ma alcuni sacerdoti sono emersi in tutta la loro "pesantezza" e "grazia", per usare la celebre formula di Simone Weil, attraverso l'occhio di registi non necessariamente credenti."
Per la cultura moderna il ricordo "è un'eredità dissipata nella smemoratezza, ..., oppure è un bagaglio duro da portare perché parla di felicità perduta o di errori commessi (...). Per la fede ebraico-cristiana, invece, ricordare è vivere ed è professare la fiducia in una salvezza e in una presenza sempre disponibile ed efficace: «I miei giorni sono come ombra che s'allunga, come erba mi sento inaridire. Ma tu, Signore, rimani per sempre, il tuo ricordo di generazione in generazione » ( Salmo 102, 12-13)
Due volumi cercano di fare ordine tra gli studiosi e i movimenti di pensiero che hanno discusso e si sono divisi sul tema della colpa- "Interrogarsi sul peccato radicale della creatura umana è, quindi, tutt'altro che un esercizio teorico perché i corollari giustificano la stessa esistenza o meno di un'etica, della libertà, della responsabilità, della colpa, del merito e così via"
"«Dove è scritto che il prete debba farsi voler bene? A Gesù o non è riuscito o non è importato». Ne sapeva qualcosa don Lorenzo Milani quando scriveva queste parole nel 1958 nelle sue Esperienze pastorali,..."
"Lasciato alle spalle ormai da tempo (nella realtà storica le vischiosità, però, non si raffinano mai del tutto...) il paradigma della "subordinazione" della donna all'uomo (curiosamente nel libro della Genesi "immagine di Dio" sono "il maschio e la femmina" e non il solo uomo!), anche il suo antipodo, cioè il femminismo radicale e la stessa teoria del gender, sta per essere accantonato"
"Si parte dalla paura della morte, quando egli è sotto le fronde degli ulivi del Getsemani... C'è la solitudine degli amici che sonnecchiano prima e poi fuggono, anzi, sono pronti a tradire... c'è poi la "via dolorosa" vera e propria... tuttavia... non era ancora colma la coppa della desolazione. Alla fine, infatti, incombe il silenzio del Padre divino... come canta David M. Turoldo: «No, credere a Pasqua non è / giusta fede: / troppo bello sei a Pasqua! / Fede vera / è al venerdì santo..."
"Placido mi confessava di stupirsi nel vedere come i predicatori - che ascoltava in occasione di funerali o matrimoni di amici - riuscissero a fare omelie così fredde e scontate dopo aver letto pagine così "drammatiche", impastate di fuoco come erano quelle delle Sacre Scritture"
«Il nostro dicastero sta organizzando una Fondazione intitolata "Il cortile dei gentili" che si ispira al discorso del Papa alla Curia a dicembre». Dialogo e annuncio si conciliano nella identità, "come nel dialogo con le religioni, che richiede il mantenimento delle reciproche identità, vi deve essere rigore anche con l'ateismo" (ndr.: se il dialogo è autentico, non può essere solo mantenimento delle proprie identità. Sarebbe un dialogo tra sordi, tra chi ritiene da non dover apprendere nulla dall'altro. Il dialogo modifica i dialoganti, tutti)
"L'iconografia mariana, che in questo dizionario ha una trattazione specifica, forse riesce a superare persino quella cristologica, anche se una corretta teologia deve sempre non solo subordinare, ma finalizzare Maria a suo figlio, («Maria è il tempio di Dio, non il Dio del tempio», ammoniva già sant'Ambrogio). È per questo che anche oggi si deve essere molto sorvegliati nell'impedire ogni degenerazione e ogni deviazione devozionale (Medjugorje insegna...)"
"tutta la sua opera - prescindendo dal rimando esplicito al codice sacro - è costantemente una celebrazione dell'Incarnazione, il centro teologico del cristianesimo. Infatti, le sue prostitute, i suoi clown, i giudici, gli orrori della guerra, gli stessi «fiori del male» non fanno che trasformare in teofania anche i bassifondi della storia, sulla scia di quel Cristo che non era venuto per i sani ma per i malati"
"L'esperienza ecumenica tra cattolici, ortodossi, protestanti e anglicani rimane, comunque, un capitolo decisivo nell'agenda di tutte le Chiese e denominazioni, esclusi alcuni gruppi fondamentalisti che optano, invece, per un proselitismo aggressivo."
Al concetto di acculturazione la Chiesa ha preferito il termine inculturazione perché difende meglio il confronto e le diversità, evitando il rischio del sincretismo (estinzione delle diversità culturali e religiose) e del fondamentalismo (negazione del confronto)
Esce una nuova edizione del libro biblico della Sapienza, con un saggio introduttivo di Gianfranco Ravasi e una postfazione di Salvatore Veca. "L'opera inizia con l'esaltazione della giustizia che è infusa da Dio nell'anima retta, mentre rifugge da coloro che hanno il cuore pervaso da ragionamenti deviati e insensati. Si noti... il linguaggio che riflette l'atmosfera filosofica greca, respirata dall'autore: si distinguono abbastanza nettamente anima e corpo, mentre nella concezione ebraica le due realtà sono considerate come un'unità coerente e armonica."
«A volte più che di un mondo nuovo, c'è bisogno di occhi nuovi per guardare il mondo»«Per compiere grandi passi, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo pianificare, ma anche credere»
"La famiglia di Gesù si iscrive subito nel lungo elenco che giunge fino ai nostri giorni e che comprende i profughi, i clandestini, i migranti. (...) siamo proprio agli antipodi di quel «Natale bianco» assurdamente prospettato da certe attuali ignoranze religiose e da isterie xenofobe. Il Natale cristiano ha, in verità, per protagonisti una famiglia di fuggiaschi e migranti con la loro storia di sventure."
"Uscirà in settimana il nuovo libro di Gianfranco Ravasi, 500 curiosità della fede (Mondadori, pagg. 328, €19,00): un dizionario di parole delle Sacre Scritture di ciascuna delle quali viene chiarito il significato storico, simbolico ed etimologico. Ne abbiamo scelte alcune che anticipiamo ai nostri lettori."
"A distanza di quasi mezzo secolo da quell'appello di Paolo VI, si deve riconoscere che l'incontro tra arte e fede è rimasto archiviato nell'orizzonte dell'auspicio. Fatta qualche eccezione soprattutto nel campo dell'architettura, i due protagonisti al massimo si sono sfiorati, qualche volta provocati più spesso ignorati" " il cuore stesso del cristianesimo esige l'immagine, proprio a causa dell'incarnazione di Dio in Gesù Cristo" "Henry Miller nel suo libro The Wisdom of the Heart: «L'arte non insegna niente, tranne il senso della vita»"
"Don De Luca è stato un protagonista del dialogo tra cultura religiosa e laica, non esitando ad avventurarsi anche nel terreno della politica, ove gli scontri allora erano, sì, aspri ma di alto tenore ideale. Quel sacerdote era, però, soprattutto un eccezionale studioso di fenomeni culturali, uno dei quali era l'ambito della religiosità popolare e colta, un campo scarsamente dissodato... l'"Archivio italiano per la storia della pietà" ... ha continuato a vivere anche dopo la sua morte e... è giunto ora al suo ventesimo volume... Le pagine... si allargano a orizzonti... ampi dai quali vengono fatte emergere... figure emblematiche."
La volontà di evangelizzare la Cina partendo dalla comprensione dell'altro è la grande eredità lasciata dal gesuita marchigiano. “La scelta dell'inculturazione non è, quindi, di tattica missionaria o al massimo di larga strategia pastorale, ma è strutturale alla stessa fede cristiana.” “ È naturale che questa imprescindibile inculturazione deve, però, custodire l'autenticità del messaggio”
"È la seconda assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi... Certamente questo continente è per la Chiesa cattolica un serbatoio di nuovi fedeli, di vocazioni religiose, di vitalità. Lo fu anche alle origini del cristianesimo... Una cristianità che è vigorosamente radicata nel terreno indigeno, ove attecchiscono lussureggianti culture locali... L'accento di questo Sinodo è caduto su una trilogia tematica capitale... «La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace». Attorno a questa costellazione di virtù, anche nel documento preparatorio, si annodano le varie crisi politiche, economiche, sociali e culturali che agitano il continente africano."
"una mini-bibliografia di testi letterari recenti che si nutrono delle pagine brucianti delle S. Scritture... Dimostrare... che la Bibbia è per eccellenza «il grande codice» della nostra cultura è un'impresa facile e obbligatoria (si pensi solo alla storia dell'arte occidentale)... [Della dimensione estetica] del Testo sacro... si disinteressano di solito esegeti e teologi (le eccezioni sono poche e lodevoli)... Ma anche molti studiosi di estetica affrontano serenamente analisi critiche di opere letterarie o artistiche, privi di qualsiasi attrezzatura biblica, cadendo spesso in equivoci o abbagli clamorosi e riducendo a scheletri i soggetti che esaminano."
Ravasi ci ricorda che Gesù abolisce il sacro che separa dal prossimo e rivoluziona il nostro modo di guardare il mondo e l'umanità.
"ricorrendo a un bisticcio lessicale, si può verificare l'evoluzione dello stesso pensiero dei Papi, pur nella continuità di un'antropologia generale. L'avvio era stato dato dall'Humani Generis di Pio XII... Giovanni Paolo II ... il 22 ottobre 1996 ... dichiarò che «nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell'evoluzione una mera ipotesi»... Benedetto XVI... ricondurrà l'evoluzione all'interno del quadro epistemologico teologico, ricorrendo all'idea tomistica di "creazione continua"."
"Il prossimo 10 luglio cadranno i 500 anni dalla nascita di Jean Cauvin, a tutti noto nella trascrizione latinizzante di Giovanni Calvino, il celebre riformatore... un interesse molto vigoroso in Calvino è quello di taglio ecclesiale, a differenza di Lutero che si era dedicato solo all'anima della Chiesa, incentrata sul Vangelo... L'opera di Calvino inciderà anche nella società civile europea, esaltando il ruolo della nascente borghesia... Non si devono, però, ignorare le coordinate storiche entro cui si colloca una figura così complessa..."
"È [ai]... "Cercatori" inquieti che si rivolge una Lettera dei Vescovi italiani: ... persone che s'interrogano sulle domande "ultime"... Importante è... lo sforzo di queste pagine per una purificazione del linguaggio... Certo, su questo argomento delicato si potrebbe procedere ulteriormente... Tuttavia, questa Lettera è già un grande passo... Per usare la terminologia teologica, è un esempio di kerygma, ossia di primo annunzio che dovrebbe artigliare attenzione e coscienza di chi è consapevole del primato del significato profondo rispetto all'ovvietà superficiale."
"Solo quel­lo che costruisce e libera l'essere uma­no redime. Ora, la sofferenza in sé non lo fa, di conseguenza non può redime­re. Lo fa, invece, il modo in cui ciascu­no cerca di umanizzare la propria vita dentro le sue sofferenze"
"Certo, il diavolo non può essere un alibi per scaricare su di lui ogni accusa di colpevolezza, ma è anche il segno che non siamo soli nel sopportare il peso enorme, immenso, soffocante della colpa." (ndr.: sarebbe però necessario operare una distinzione: un conto è ritenere che non tutto il male, non tutta la sofferenza presente nel mondo sia attribuibile alla responsabilità umana, un conto è ritenere che tutto ciò che non è attribuibile alla responsabilità umana debba essere personificato. Come scriveva Barbaglio in un articolo che riproduciamo, la bibbia afferma con forza la presenza di un male oscuro presente nella storia fin dalle origini, un male da non banalizzare, ma ne dà spiegazioni diversificate e alcune culturalmente segnate)
"Anselmo è una delle figure più alte del pensiero medievale, sal­damente attestato sul crinale tra filosofia e teologia," " il 21 aprile di quest'anno cade il lX centenario della morte di questo figlio d'Aosta, migrato altrove"
"riguardo al tema specifico dell'evoluzione umana, una delle questioni capitali che la scienza presenta, ma al cui svelamento contribuiscono in modo determinante sia la filosofia sia la teologia, è quella, delicata e fluida, del segnale o degli indizi che mostrano l'emergere dell'ominizzazione lungo la grande e complessa traiettoria evolutiva..." "Blaise Pascal... distingueva un triplice livello progressivo: l'ordine della carne, l'ordine dello spirito e quello della carità. Quest'ultimo livello con la sua gratuità non solo va oltre il meccanismo della carne... ma... trascende anche «tutti gli spiriti insieme e tutte le loro produzioni», aprendo l'uomo all'infinito e all'eterno."
"La cosmologia è per la Scrittura Sacra un grande simbolo. Nel cielo è iscritto un messaggio che è continuamente decifrato e diventa Rivelazione." "Il cielo è, quindi, un grande codice teologico, è una delle più alte modalità per dire Dio e la sua trascendenza." " Eppure c'è la consapevolezza dell'impotenza anche di questo simbolo, pur superiore e ideale, a dire Dio in modo definitivo. Il cielo non può esaurire l'infinito divino di cui è solo figura." "L'oscillazione tra i due estremi della scienza e dell'allegoria rende affascinante anche all'uomo contemporaneo, forse scettico e agnostico, l'immensità degli spazi celesti, consapevole del celebre detto della Critica della ragion pratica di Kant: «Due cose riempiono l'animo di ammirazione e di riverenza sempre nuove e crescenti, quanto più spesso e a lungo il pensiero vi si sofferma: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me». "
"Si supera, allora, il rapporto di subordinazione o complementarità, come quello di un'astratta e assoluta parità, e si giunge al riconoscimento di una reciprocità indispensabile causata dalla "differenza" accettata, sulla base però di un"'equivalenza" radicale. Naturalmente scattano a questo punto le applicazioni di ordine ecclesiale e pastorale che aprono nuove questioni e interrogativi (pensiamo, tanto per fare un esempio, al sacerdozio femminile) che non possiamo affrontare nei limiti di questa considerazione generale."
Un dizionario di scuola inglese, ora in italiano, fa luce su diversi nodi teologici spesso non chiariti. "tutti i dati biblici indispensabili, siano qui collezionati, offrendo così un sussidio prezioso al lettore, allo studente e allo stesso studioso della Bibbia. L'opera nasce in ambito protestante e, quindi, ne riflette l'impronta, soprattutto nei lemmi teologici"
"è tutt'altro che artifi­ciosa l'applicazione delle tormenta­te storie degli immigrati, dei noma­di, dei clandestini che occupano i nostri giornali alla vicenda del bam­bino Gesù di Betlemme" "Il popolo ebraico, a cui Gesù era legato secon­do la carne e il sangue, si autodefini­va nella Bibbia come una comunità di «forestieri e pellegrini», tant'è ve­ro che aveva codificato questa stra­ordinaria normativa su cui dovreb­bero riflettere anche molti legislato­ri sedicenti cristiani: «Vi sarà una so­la legge sia per il nativo sia per lo stra­niero residente in mezzo a voi... Quando un forestiero dimorerà pres­so di voi nel vostro paese, non gli do­vrete far torto, ma lo tratterete come colui che è nato fra voi; l'amerai co­me te stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto» (Esodo 12, 49; Levitico 19, 33-34)."
«nulla è più dolce dell'amore», scriveva sant'Ambrogio nella sua opera dal titolo ciceroniano De officiis. Ma nulla è anche più difficile da comprimere in una trattazione come l'amore. Noi, allora, ci accontenteremo di illustrare in forma essenziale e simbolica i vari "nomi", ossia le diverse iridescenze del tema dell'amore, l'entolé megále, come diceva Gesù, ossia il «comandamento massimo, cardinale, principe» dell'impegno morale e spirituale cristiano (vedi Mt 22, 34-40). Cercheremo anche di identificare alcuni "numeri" simbolici che esaltano l'autentica carità. Iniziamo col lessico biblico dell'amore.
""la Parola di Dio non può essere incatenata" (II, 2, 9). Essa, infatti, è - come confessavano i profeti - un fuoco inestinguibile che arde e illumina, è una pioggia che dall'alto feconda e rigenera il terreno arido della storia"
" è da poco apparso nella magnificenza di tre volumi che totalizzano quasi 1300 pagine un grandioso percorso storico, letterario, artistico, spirituale sull'iconografia e l'interpretazione della croce, a partire dalle sue origini cristiane, fino ad approdare alle soglie del XVI secolo. A fare da guida è un'autorità come Boris Ulianich della Federico II di Napoli"
Presentiamo un'altra riflessione apparsa sul foglio sull'importanza e sul significato della bibbia per i credenti. "in modo progressivo l'accento si è andato spostando sulla dimensione esistenziale ed etica, che è fondamentale ma non primaria e fondativa. Ritengo che la lezione di san Paolo, peraltro profondamente evangelica, debba essere riproposta in tutta la sua nitida bellezza: l'uomo non si salva per le opere, ma per l'amore di Dio. Il primato è della grazia, e occorre predicarlo sempre."
"Per l'Apostolo il rapporto con lo Stato non è solo una questione giuridica estrinseca, è anche un problema di coscienza e, come tale, tocca la morale cristiana. Il civismo, la correttezza fiscale, i doveri sociali sono altrettanti capitoli dell'impegno etico del credente. Anzi,(...), la trascrizione 'attualizzata' e aggiornata degli impegni proposti in questo paragrafo secondo la sensibilità moderna comporterebbe maggiori esigenze rispetto all'antico contesto: supporrebbe, infatti, partecipazione responsabile, cooperazione sociale, attenzione critica, solidarietà e uno spiccato senso democratico e civico. Siamo, perciò, davanti a un testo che non dev'essere, certo, assunto in modo fondamentalistico come avallo sacrale del potere. Esso è aperto a nuove incarnazioni secondo le moderne istanze del diritto, della politica sociale, della giustizia, dell'obiezione di coscienza e così via."
Il "ministro della cultura" vaticano segnala in questo anno paolino alcuni studi significativi e tra questi "l'impor­tante Gesù di Nazaret e Paolo di Tarso di Giuseppe Barbaglio, uno studioso di prim'ordine della letteratura neotesta­mentaria e paolina in particolare, scom­parso lo scorso anno (Dehoniane, Bolo­gna, pagg. 312, € 25,00), compara il Gesù annunziatore del Regno di Dio all'Apo­stolo del Cristo morto, risorto ed escato­logicamente atteso."
La Conferenza episcopale ha finalmente presentato la nuova traduzione dei due Testamenti. "siamo di fronte a un'operazione condotta attraverso un lungo itinerario pluriennale (già descritto in un precedente articolo) e fio­rita in uno scritto dal dettato elegante e rigo­roso, capace di coniugare una certa fedeltà al cursus del testo originale con una duttilità "diafana", in grado cioè di approdare a una trasposizione non solo di segmenti testuali, ma anche di significati."
"Questo anno paolino, anche se ancorato a una data di nascita più simbolica che reale, potreb­be allora essere il tempo per riproporre una meditazione personale e comunita­ria dell'epistolario paolino. Sarà, certo, un vigoroso esercizio men­tale ma anche l'occasione per ritrovare una spiritualità pura, spoglia da fronzoli secondari, da ridondanze devoziona­li, da derive evanescenti, una fede che abbia il suo cuore profondo e vitale in quel Gesù Cristo che è nominato alme­no quattrocento volte negli scritti del­l'Apostolo."
"La conoscenza dei meccanismi insiti al «linguaggio silenzioso», co­me definiva la gestualità comporta­mentale e comunicativa Edward J. Hall (Garzanti 1972), deve diventare un costante impegno sociale e insie­me pastorale. Lo è soprattutto oggi in un tempo di interculturalità ove i codi­ci non solo linguistici ma anche ge­stuali s'incrociano"
"Siamo, dunque, davanti a un originale «canto della vita» nel quale domina il timbro della crisi ma non si cancellano i fiori di felicità e di piacere che qua e là occhieggiano nel panorama dell'esistenza" "Qohelet è ... la testimonianza di un Dio povero che ci è vicino, non in virtù della sua onnipotenza, ma della sua «incarnazione», ed è in questa fratellanza che salva e si rivela. Così, in modo paradossale, Qohelet anticipa il Cristo sofferente e desolato, fratello dell'umanità eppure salvatore glorioso."
"Il Salterio ritma la vita quotidiana e segna la storia della cristianità. Scrisse Kierkegaard: «Gli antichi dicevano che pregare è respirare. Si vede, così, quanto sia sciocco voler parlare di un motivo. Perché io respiro? Perché altrimenti morrei. Così con la preghiera»"
Da san Paolo sulla via di Damasco fino ai casi più recenti, chi improvvisamente abbraccia o ritrova la fede cristiana viene spinto a questa scelta dalla «teofania»: un atto esterno alla creatura che procede direttamente da Dio. Il verbo che lo stesso Gesù usò nella sua prima predica significava «torcere» la mente verso una visione nuova della vita. "«La conversione più difficile» scriveva un autore spirituale, Louis Evély, nel saggio C'est toi cet homme «è quella a cui tutti siamo chiamati, all'interno della nostra religione»" (ndr.: non sempre la conversione rende esenti da aspetti intolleranti...si pensi al modo in cui Agostino valuterà la sessualità)
Viaggio tra i diversi riti e calendari (ebraico, cattolico, ortodosso) che si intrecciano nella celebrazione liturgica più importante dell'anno. Dagli antichi legami con la transumanza al significato di risurrezione impostosi con Gesù.
"Tanto per cominciare, meno cattedratici e più giovani nei grandi eventi culturali. Poi una bella spolverata al linguaggio troppo paludato e curiale della comunicazione ecclesiale. In generale, niente chiusure o integralismi ma dialogo a tutto campo con la scienza, la filosofia, l'economia. In particolare, mano tesa alle avanguardie e alle sperimentazioni nel campo artistico. Occhi puntati sulle realtà continentali, soprattutto su Asia e Africa. E maggiori risorse da investire in internet, dove forum e blog aprono spazi enormi di confronto con le grandi questioni esistenziali e religiose dell'uomo."
presentazione dei tre nuovi grossi tomi del Lezionario domenicale e festivo approntato dalla Conferenza episcopale italiana per il ciclo triennale delle letture bibliche che scandiscono ogni celebrazione liturgica delle domeniche e delle feste e solennità.
  • Bibbia Tour intervista a Gianfranco Ravasi a cura di Antonio Bozzo in Corriere della Sera del 24 gennaio 2008 (Milano)
Presentazione del Libro "Atlante della Bibbia". "Ravasi specifica che la Bibbia feconda la cristianità in modo particolare. «Diversamente che nell'Islam, dove la Divinità è distante come il Sole, nel cristianesimo Dio si è fatto uomo. Interagisce con noi. Le sue epifanie sono nelle vicende umane: Dio devi scoprirlo nella tua storia personale, non salendo verso cieli mistici. La morte è la carta d'identità del genere umano, e Cristo muore, si fa storia. Ecco perché saperla, questa meravigliosa storia, è necessario. Non ci sarebbero stati neanche Voltaire e Nietzsche, senza l'humus biblico»
La storia per la Bibbia è la sede delle epifanie divine. Con l'Incarnazione, dunque, si ha un'unione intima tra due realtà che sono antitetiche, il tempo e l'eterno. Non è più il "divoratore delle cose" (Ovidio), il "vorace cormorano" (Shakespeare), il "boia delle ore" (Gongora), il "sinistro iddio, impassibile, spaventoso" (Baudelaire). Diventa invece "storia della salvezza"
Il Natale è per i credenti segno di luce e di redenzione e per tutti simbolo di vita che fiorisce nel grembo oscuro della storia. "È in questa crisi di ottimismo "scientifico" che si innesta di nuovo la speranza cristiana come annunzio di una redenzione non intramondana, autoreferenziale e autosalvatrice, bensì come offerta di un amore "esterno", perfetto e trascendente". (ndr.: dopo la severa e "conciliare" critica di Masina all'enciclica papale, l'encomio, gravato di mille erudite citazioni, di Ravasi).
"Le convinzioni che la filosofia fosse necessaria per la mediazione della fede, che la tradizione cristiana avesse in sé verità e sostanza per soddisfare le istanze culturali della modernità, che il dialogo tra ragione e fede fosse non solo decisivo ma anche fecondo per la stessa cultura, che la razionalità della fede dovesse essere conquistata al suo interno e non con meri soccorsi esterni apologetici, queste e altre convinzioni rendono, a mio avviso, ancor oggi Rosmini una guida e lo svelano come autentico teologo"
«Troppo accanimento. Più terapia del dolore» «I medici, considerati un tempo anche un po' sciamani, devono tornare a stringere un'alleanza con i pazienti».
Un poema di Alda Merini dedicato al Santo di Assisi "Libero e nudo, Francesco entra agli occhi degli uomini in quella pazzia che è suprema saggezza; egli è la prefigurazione dell´«idiota» di Dostoevskij, che con la sapiente follia della croce coglie il nodo d´oro che tiene insieme la storia evitando che si disperda in una superficiale nomenclatura di eventi e di parole: «folle come te, Signore, folle d´amore». E così il santo, con accanto la dolce figura di Chiara, può dichiarare: «Noi siamo due torce d´amore per Dio»."
Un biblista legge l'Ecclesiaste: la vanità delle vanità. Terra, sole, vento, mare, portano in sé le stesse malattie dell'uomo: ripetitività, stanchezza, noia, agitazione. Un gorgo circolare: «Ciò che è, già è stato e ciò che sarà, già è... Non c'è niente di nuovo»
"«Anche il filosofo che crede di guidare il mondo - scrive un commentatore, Daniel Lys - non guida che il vento. Il paradosso della sapienza è che la sapienza suprema consiste nel sapere che la sapienza è vento quando pretende di essere suprema»."
  • Io, ministro del Vaticano lettera e risposta di Fabio Paolucci e Gianfranco Ravasi in Il Sole-24 Ore del 9 settembre 2007 (domenicale)
Breve descrizione della struttura dei dicasteri vaticani, con particolare riferimento al Pontificio Consiglio della Cultura, alla cui guida Ravasi è stato appena nominato.
"«Prevale decisamente lo scontro (tra credenti e non credenti), almeno da parte di una sedicente cultura laica ...C'è un clima di aggressione non soltanto verso la Chiesa, ma anche verso tutto quello che il cristianesimo ha significato sul piano culturale...Ma quella di oggi non è la polemica illuminista, o addirittura marxista, che permetteva alla Chiesa di confrontarsi con ambiziosi sistemi "alternativi" rispetto all'annuncio evangelico. E non è neppure il nichilismo drammatico di Nietzsche.... No, quello di oggi è un nichilismo spicciolo, un gioco di società all'insegna dello sbeffeggio e del complottismo a buon mercato, una libellistica senza sostanza e, in ultima analisi, senza possibilità di replica seria». (ndr.: la cultura dello scontro è alimentata anche da molti adulatori della chiesa che inneggiano all'identità cristiana contro gli invasori...)
Superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, pigrizia (o accidia). Sono i nemici perenni della virtù, i seduttori della coscienza, le indicazioni per quella via larga che conduce alla perdizione. Un volume del biblista Gianfranco Ravasi ne ricostruisce la storia all'interno della cultura occidentale, fra teologia, arte e letteratura
Per San Paolo l'avarizia è "la radice di tutti i mali". Tommaso d'Aquino la definiva "il veleno della carità". Tra i sette vizi capitali. è uno di quelli che più umiliano la sacralità della persona umana. Dalla "roba" del Mazzarò di Verga all'"auri sacra fames" di Virgilio
Ravasi espone, senza prendere posizioni, il contenuto del documento della Congregazione per la dottrina della fede, in cui si spiega il senso del "subsistit in". Espone quindi la posizione protestante rifacendosi a Lutero e a Zwingli (ndr.: sembra che per Ravasi non sia esistito nessun dialogo e approfondimento rispetto ai temi del ministero e dell'eucaristia in questi 40 anni che ci separano dal Concilio. Perché non dice quale ecumenismo sia possibile a partire da questo documento se non quello del ritorno all'ovile? Meno reticenza e più coraggio)
Il saggio "da teologo" di Joseph Ratzinger segue una trama in dieci tappe e, come un corso di lezioni accademiche, dipinge un ritratto sulla verità storica e simbolica della figura cardine della Cristianità.Ratzinger invita a camminare sul crinale in cui si incontrano e coesistono la dimensione storica e quella di fede. Non bisogna accamparsi sull'uno o sull'altro versante. (ndr.: la ricerca storico critica ha una sua autonomia? quando i dati della ricerca storica entrano in conflitto con quelli "di fede", come nel caso dei fratelli e sorelle di Gesù, che si fa?)
  • Via Crucis: la parte di Giuda intervista a Gianfranco Ravasi a cura di Carlo Brambilla in la Repubblica del 5 aprile 2007
  • il Cantico di Gianfranco Ravasi in Corriere della sera del 28 marzo 2007
"Eppure il Cantico non vuole costruire né un ritratto di membra avvinghiate in un amplesso né un'eterea raccolta di anime. Il suo è un percorso simbolico in senso stretto che parte dalla corporeità e da una relazione d'amore per scoprirvi ed esaltare un Oltre e un Altro trascendenti"

Ravasino, Mauro

  • Isola LIBERA di Mauro Ravasino in il manifesto del 11 luglio 2010
La mente è in Piemonte, il cuore in Calabria. A Volvera (Torino) il raduno nazionale dei giovani di Libera. Tra incontri sulla legalità e voglia di «fare movimento» e combattere la mafia. E a Isola Capo Rizzuto, dove la cooperativa che gestisce i campi confiscati è nel mirino delle cosche, la manifestazione contro le intimidazioni mafiose

Ravelli, Fabrizio

Dorme in una roulotte, si lava all´aperto, battaglia con sindaci e prefetti per proteggere dalle ruspe gli abitanti dei campi nomadi. Don Mario Riboldi ha settantanove anni e da cinquantacinque, dice, si è "messo in cammino" insieme ai rom. Dopo l´appello alla tolleranza dell´arcivescovo di Milano, siamo andati a trovarlo tra la sua gente. "Il suo mestiere è evangelizzare. «Quando predico, prendo in mano la Bibbia e leggiamo. Io imparo qualcosa, loro imparano qualcosa, e con la parola di Dio cerchiamo di camminare su questa strada».

Ravera, Lidia

"Insomma, sgombriamo il cuore e la mente dal cumulo di gravi problemi che ci attanagliano e discutiamo, alla radio, in tivù, su tutti i giornali del tema più urgente, scottante, ammaliante: bisogna staccare il crocefisso dal muro dietro la cattedra oppure no? ... Stacchiamolo e facciamola finita. Abbiamo ben altro per la testa!"
"L'empatia è la religione dei laici, si soffre come all'inferno, ma non ci si può rinunciare. Pena la perdita dell'unico Dio concreto, praticabile: l'altro, la persona."
"Forse noi laici non siamo capaci. Però sappiamo "sentire con la mente", e la nostra mente sanguina pensando al divieto di usare il preservativo, sempre e comunque, anche in Africa, dove si muore di Aids. La nostra mente sanguina pensando a quante donne saranno costrette ad abortire (con dolore, con orrore, con un senso di morte che non dimenticheranno più) per non aver saputo, potuto o voluto servirsi dei contraccettivi. E ci dispiacerebbe se, a salvarsi da una gravidanza non voluta sradicando dal proprio ventre un feto invece che inghiottendo una pillola per prevenire la sua formazione, dovessero essere soprattutto loro, le donne cattoliche. Quelle che obbediscono al Papa."
"A me viene da piangere perché oggi,in Parlamento, purtroppo, ci sono effettivamente i numeri per risbattere le donne nel baratro degli aborti clandestini, ci sono i numeri per ribadire il concetto che le donne non sono padrone di scegliere se e quando mettere al mondo un figlio, benché lo producano col proprio corpo, a scapito della propria salute e, talvolta, del proprio equilibrio psichico."
"le donne e soltanto le donne, in quanto tocca a loro prestare carne e sangue alla procreazione, possono valutare se portare a termine o no una gravidanza. Lo faranno con coscienza, cercheranno in tutti i modi di non doversi avvalere del diritto d'aborto, ma devono sapere che possono farlo. Non sono macchine, sono persone. Non sono proprietà né della Chiesa né dello Stato, sono libere cittadine, le donne."
Sull'uso strumentale della religione
Il problema delle famiglie è che stanno male (ndr.: troppo semplicistico)
"dopo duemila anni di esplicita o sottintesa inferiorità obbligata, ecco, alfine, un'occasione di letizia per le donne: siamo state scagionate."

Ravizza, Simona

"Monsignor Rino Fisichella ha subito dato la sua benedizione alle dirompenti iniziative leghiste contrarie all'uso della pillola abortiva... «Non bisogna confondere la battaglia anti-abortista con quella contro le leggi sull'interruzione di gravidanza... altrimenti si rischia... di favorire l'aborto clandestino... l'aborto non è mai una passeggiata: l'iter è sempre quello previsto dalla 194, che cerca di prevenirlo. Ma una volta che la scelta è stata presa è importante informare correttamente le donne»."
«Troppo accanimento. Più terapia del dolore» «I medici, considerati un tempo anche un po' sciamani, devono tornare a stringere un'alleanza con i pazienti».
"«Uno decide di morire se è solo e soffre come un cane - sottolinea -. È la sconfitta del sistema sanitario, impotente davanti alla sofferenza risolvibile con le cure palliative»"
"Un medico deve potersi astenere da trattamenti che procurano più sofferenze che aiuto e lasciare morire senza dolore chi l'ha espressamente chiesto. L'ultima parola deve spettare al malato"..."No (le mie convinzioni non sono in contrasto con la fede cattolica). Evitare a un malato una morte tremenda è un dovere di qualunque medico. Come dice il gesuita padre Carlo Casalone: "Noi dobbiamo avere come finalità il sollievo dalle sofferenze, salvaguardando la dignità umana
Lambertenghi, ematologo al Policlinico, è uno strenuo sostenitore dell'importanza di lasciare ai malati la libertà di rifiutare le cure che prolungano lo stato vegetativo, in linea con quanto prevede il testamento biologico. «È giusto affermare il diritto del paziente a respingere le terapie che prolungano la vita artificiale - dice -. La libertà di scegliere il proprio destino in condizioni terminali non è in contrasto con la difesa della sacralità della vita: ambedue rappresentano principi fondamentali che devono regolare l'atto medico». È una nuova linea di pensiero, influenzata dal padre gesuita Carlo Casalone, vicedirettore della rivista Aggiornamenti Sociali.

Rawls, John

«come potevo pregare e chiedere al Creatore di aiutare me o la mia famiglia, se non avevqa salvato milioni di ebrei?»

Razemon, Olivier

La nuova tendenza di scegliere la chiesa e il prete per sposarsi irrita un po' i rappresentanti della Chiesa, che non apprezzano di essere giudicati e l'atteggiamento da consumatori. (la chiesa come agenzia che fornisce all'utente servizi religiosi su richiesta)

Razzauti, Paolo

"Se c'è una realtà che vive una tragedia e una sofferenza del genere non vedo perché non dovrei aprire la cattedrale, che è la casa di tutti, a chi ha bisogno, senza distinzioni"

Reale, Giovanni

"«Sono atterrito dall'attuale situazione politica che corrisponde a quello che Platone descrive come "il momento in cui per eccesso di libertà e di licenza, ed essendo l'unico interesse quello per la ricchezza, si rischia di cadere in una forma di tirannide". Per esempio, i tre mali supremi che colpiscono la gioventù indicati da Platone sono identici a quelli di oggi: lui parlava di forme di ebbrezza, di eccesso dell'amore sessuale e di melancolia: che corrisponde alla depressione, il male oggi più diffuso»"
"Ma è soprattutto là dove Hawking si spinge più lontano, sostenendo che l'enorme varietà del «multiverso» proverebbe l'inesistenza di Dio, a suscitare in lui un'illuminazione (o, se si preferisce, una fantasia metafisica sull'aldilà)"
La figura dell'ateo più ambigua è però quella del sedicente credente, che si nasconde sotto la maschera della fede, e che contrae la dimensione del religioso in quello che- sotto molti aspetti - è il suo contrario.
"[La] continuità tra inferno totalitario e nichilismo ateo, secondo Reale, esiste e come: «È una verità assai amara, ma incontestabile... »... «Necessariamente nichilista non è l'umanesimo laico, ma quello laicista, che cancella quanto non rientra nella sfera della pura ragione, nega la trascendenza e la dimensione religiosa...». Le filosofie liberali, poi, diventano colpevoli, come diceva Platone, «quando non si fondano su valori e degenerano in licenza...»"
"vengo a un punto-chiave che fa comprendere lo spirito rivoluzionario di Ratzinger." "«La filosofia e teologia neoscolastica, pur avendo al proprio attivo tante benemerenze, oggi sembra in qualche modo giunta alla fine », in quanto non è più «uno strumento adatto a far sì che la fede dialoghi con il proprio tempo»" "scriveva nel Catechismo" ... che "certe cure particolarmente gravose e senza esiti vantaggiosi possono essere «omesse lecitamente e perfino doverosamente. Il malato ha diritto di morire con dignità» "Questo, però, rende le ultime prese di posizione del Vaticano incomprensibili. Spero che Benedetto XVI su questo argomento non sia vittima dei suoi collaboratori e mantenga le idee espresse nel Catechismo, ossia difenda «il diritto del malato di morire con dignità», che per l'uomo è irrinunciabile."
"«L'ideale è la santità, ma bisogna pensare all'uomo com'è oggi, non solo a come dovrebbe essere. Certo che il Papa pone il problema di fondo, cioè cos'è il vero amore, ma i cardinali nei Palazzi che ne sanno della vita normale, dei giovani d'oggi, delle coppie di oggi? I preservativi saranno palliativi, ma perché negarli? Perché escluderli?»."
"Nel caso di Eluana vedo un abuso da parte di una civiltà tecnologica totalizzante, così gonfia di sé e dei suoi successi da volersi sostituire alla natura. Si è perduta la saggezza della giusta misura. La Chiesa, e il governo insieme a lei, sono vittime di questo paradigma culturale dominante" " Reale, da credente, rivendica la libertà di coscienza dei cattolici sul caso di Eluana. Di più: dice che la libertà di coscienza «è un preciso dovere morale"

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