Incontri di "Fine Settimana"

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don Girolamo Giacomini

Don Giacomini nasce in Ancona il 16 settembre 1913, ultimo di quattro fratelli. Suo nonno paterno, originario del trentino, fu garibaldino "e - scrive don Gek in alcuni appunti - penso comunicò un certo anticlericalismo a mio padre, che io ereditai".
La famiglia si trasferisce a Firenze allo scoppio della guerra del 1915, dove il padre Ettore morì di spagnola nel 1919, sepolto alle Porte Sante a S. Miniato.
Alle elementari ha come maestro Pietro Bargellini ("Ci interessava la sua lezione. Tre, quattro ore immobili sul banco ad ascoltare, nonostante fossimo degli accidenti.")
Frequenta a Firenze il Collegio Eugeniano per i primi tre anni di ginnasio ("Ebbi la fortuna di avere per insegnante don Alessandro Alessandri che ci insegnava materie letterarie e ci intratteneva leggendoci il teatro di Shakespeare e di Schiller. Fu allora che scoprii il grande anelito alla libertà di quegli autori: li paragonai a Mussolini, che dichiarai perdente.")
Nell'estate del 1928 si trasferisce ad Arona, dopo la morte della sorella Anita, maestra, a Firenze. Sua madre, rimasta sola, volle riunirsi alla sorella che abitava ad Arona.
Qui conosce Carlo Berrini, in seguito docente di teologia dogmatica nel seminario di Novara, e la famiglia Torelli, tutti di chiaro orientamento antifascista. La mamma, Failoni Diomira, morirà il 19 febbraio del 1935.
Il 29 giugno del 1937 don Giacomini è ordinato prete.

Per due anni, dal 1938 al 1940, è coadiutore nella parrocchia di Galliate, assistente dell'Associazione Juventus Christi Regis. Qui incontra giovani, che vengono educati ad una identità umana e cristiana lontana dalla retorica, dal formalismo e dall'autoritarismo imperanti. Molti di loro matureranno un atteggiamento di aperta ribellione al fascismo.
Chiamato a Novara nell'ottobre del 1940 alla segreteria diocesana dell'Azione Cattolica, si occuperà in seguito dei giornali diocesani, di cui sarà direttore responsabile per una decina d'anni, e degli universitari, come assistente della FUCI.
Dopo l'8 settembre del 1943 prende parte all'attività clandestina nelle più svariate forme. Fa parte del servizio informazioni partigiane, tiene i contatti con diverse formazioni partigiane di montagna, diventa cappellano della Divisione partigiana "Remo Rabellotti" (un giovane di Galliate, partigiano della divisione Val Toce, fucilato dai nazifascisti), operante nel basso e medio novarese.


don Girolamo Giacomini e don Giuseppe Masseroni

Sempre a Novara è presente in molteplici attività culturali. È parte attiva nell'organizzazione delle biennali d'Arte Sacra dal 1948 al 1962. È anche assistente del Cenacolo degli Artisti e del Comitato Messa dell'Artista. Collabora alla nascita del circolo cinematografico "Pasinetti" a cui seguirà il Circolo di Cultura Cinematografica, sostenuto dalla FUCI di Novara, iniziativa che in seguito fu trapiantata a Verbania.
Nel 1958 infatti è nominato parroco di Santo Stefano di Pallanza, incarico che ricopre sino al 1990. Nella nuova sede svolge, nei fecondi anni del post-Concilio un importante ruolo di stimolo nella pastorale, nella liturgia, nella catechesi, attivando corsi sistematici di approfondimento teologico, con la partecipazione di qualificati esperti come Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Michele Do, Paolo Ricca, Rinaldo Fabris, Giuseppe Barbaglio, Armido Rizzi, Maria Cristina Bartolomei, Giannino Piana e molti altri ancora. A tutt'oggi gli incontri sono un punto di riferimento per molti laici della zona.
Si spegne, dopo un progressivo e rapido declino, il 14 luglio del 1998.


don Girolamo Giacomini e don Michele Do
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