Incontri di "Fine Settimana"

chi siamo

relatori

don G. Giacomini

programma incontri
2018/2019

corso biblico
2025/2026

incontri anni precedenti
(archivio sintesi)

pubblicazioni

per sorridere

collegamenti

rassegna stampa

preghiere dei fedeli

ricordo di G. Barbaglio

album fotografico

come contattarci

Cause dell'ateismo contemporaneo

sintesi della relazione di Ubaldo Pellegrino
Verbania Pallanza, 9 marzo 1972

Sintesi

Il fenomeno dell'ateismo viene qui analizzato da un punto di vista cristiano.

1. C'è innanzitutto una incredulità dei credenti.

Secondo la lettera di Giacomo 2,14 segg. esiste una fede diabolica, morta, senza opere, senza amore. E' una fede nelle formule, una fe­de intellettuale. I cristiani possono essere increduli per questi mo tivi.
a - La fede è un atto di libertà in quanto la fede è il libero rapporto personale con Dio, e perciò un rapporto di amore, un dono di Dio cui deve rispondere il libero dono del nostro amore. Ora possiamo conservare la fede nelle formule rifiutando quel rapporto d'amore con Dio.
b - Le formule con le quali esprimiamo la nostra fede non sono adeguate al mistero che vorrebbero rappresentare. Se ci fermiamo al­le formule, confondiamo le formule con la persona di Dio.
c - In questa vita non possiamo avere la certezza assoluta di a­vere una fede viva. La fede trascende la coscienza di ciascuno.
La condizione del miscredente quindi non è estranea a quella del cristiano.

2 . C'è una fede possibile dell'incredulo.

Cristo porta la salvezza a tutti gli uomini. Il suo criterio di salvezza è fare la volontà del Padre! non dire: Signore, Signore. I cri­teri del giudizio finale riguardano il modo con il quale si è ope­rato.
Se Cristo è morto per tutti, ogni uomo, in qualunque condizione ­storica, quando compie atti onesti, di giustizia, d'amore, con quegli atti risponde agli appelli di Dio. E' una scelta non con le formule, ma esistenziale per Dio.

3. L'irreligiosità (non dal punto di vista della rivelazione, del rapporto vitale con Dio, ma dal punto di vista della religione, della ricerca ché l'uomo fa di. Dio).

Dal punto di vista storico e fenomenologico la irreligione è un fenomeno sempre più vasto, tanto sul piano pratico quanto dal punto di vista teorico.
I motivi dell'irreligiosità, secondo Tommaso d'Aquino, sono il considerare come autosufficienti i beni di questo mondo e la presenza del male inconciliabile con un Dio infinitamente buono.
Tre grandi forme di irreligione:
a. la magia. La religione dice altruismo,ricerca di un rapporto persorale con Dio; la magia dice egoismo, desiderio di impossesarsi delle forze nascoste della natura per fini e scopi umani.
b. L'umano-latria, la deificazione dell'uomo.
c. l'antiteismo, la lotta contro Dio. Se l'uomo vuole essere veramente libero deve sbarazzarsi di Dio, di un Dio gerarca.

Responsabilità dei cristiani nei riguardi del fenomeno dell'irre­ligione.
- La religione cristiana dice che c'è un unico mediatore, il Cristo. Noi abbiamo posto una serie di mediatori tra Dio e gli uomini (le .varie gerarchie...)
- I concetti di libertà, uguaglianza e fraternità, accolti dal vaticano II, sono stati combattuti dalla Chiesa nel corso degli ul­timi due secoli. La Chiesa ha appoggiato di frequente regimi reazionari.
- L'ateismo è un grande richiamo alla terra, al nostro mondo. La Chiesa ha spesso predicato un al di là dimentico del nostro mondo.

Sintesi da registrazione della relazione del prof.don Ubaldo Pellegrino, non revisionata dal relatore. Pallanza, 9 marzo 1972

Login

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!