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Costruzione della città politica. Soluzione marxista ed atteggiamento dei cristiani

sintesi della relazione di Piero Balestro
Verbania Pallanza, 10 febbraio 1972

COSTRUZIONE DELLA CITTÀ POLITICA - SOLUZIONE MARXISTA ED ATTEGGIAMENTO DEI CRISTIANI.

Sintesi da registrazione della relazione del prof. don Piero Balestro, non revisionata dal relatore.=Pallanza,17 febbraio 1972.

E' necessario rifarsi al periodo storico in cui è nata la dottrina marxista, ossia all'ambiente liberale, il quale incominciava, nella prima metà del secolo scorso,a dare sul piano pratico le prime conseguenze in una forma disastrosa:
- sperequazione sociale (lavoro dei ragazzi...).
- L'uomo viene assoggettato al capitale e al lavoro e diventa così mezzo e strumento del più potente
- Le costruzioni spirituali sanciscono le situazioni di fatto:
+la filosofia speculava in astratto;
+la religione, accentuando alcuni temi, come la vita futura, finisce per educare alla rassegnazione; elargendo molte elemosine crea rattoppi e mantiene un sistema basato sull'ingiustizia.
- L'etica familiare: la famiglia in piccolo doveva ripetere l'individualismo imperante su scala sociale. La famiglia è considerata un nucleo chiuso, pronta a dare la scalata alla società. Di conseguenza ogni famiglia deve essere competitiva nei confronti di tutte le altre. Marx reagisce contro questo tipo di mondo.

Punti essenziali del marxismo

Di fronte ad un uomo reso strumento del capitale e del padrone il marxismo rivendica l'uomo come fine. Se è fine, l'uomo è posto al centro.
La libertà è esaltata in forma molto concreta: non essere mai mezzo e strumento di qualcuno. L'ideale marxista è quello di una socie­tà in cui questo tipo di libertà venga rispettata.
Ma l'uomo nella miseria per forza di cose è costretto ad alienarsi.
L'alienazione indica un processo attraverso il quale l'uomo cede una parte di sé ad un altro, rimanendo così mutilato.
L'uomo si vede diviso da sé. La realtà di cui è stato privato vive
fuori di sè, come qualcosa di non reale, di ideale, divenendogli estranea. Proprio perché è una parte sua, l'uomo, che ne sente il fascino, cerca di conquistarla in qualche modo, identificandosi con essa.
Questa realtà ideale a cui l'uomo tende gli si presenta come sua antagonista, come qualcosa da raggiungere.
Questa parte che era sua diventa quindi la sua padrona.
La lotta per la libertà diventa allora lotta contro ogni alienazione:
- lotta contro l'etica borghese che protegge la disuguaglianza degli uomini;
- lotta contro l'arte borghese, nella misura in cui porrà l'uomo lontano dai suoi problemi;
- lotta contro la religione perché:
+la religione è stata il difensore del sistema alienante.
+mettendo al centro l'uomo non si possono accettare concorrenze: o
l'uomo o Dio. Se Dio è l'assoluto l'uomo è il servo. Se-non vegliamo l'uomo servo bisogna togliere Dio.
Dio del resto è il frutto di un processo di alienazione. L'uomo, privato di qualcosa di sé (della sua azione, della sua iniziativa) abituato all'idea di un padrone, accetterà facilmente l'idea di un padrone di tutti i padroni, il quale metterà le cose a posto.
- lotta contro l'alienazione economica che è la fonte di ogni altra alienazione.
I rapporti economici (forze produttive e rapporti di produzione) ingenerano un certo tipo di società, con una certa etica, con una certa arte (sovrastrutture),La libertà dipende quindi dalle strutture economiche.
Di conseguenza il lavoro dell'uomo non è solo uno strumento con cui poter capitalizzare, ma è estrinsecazione della libertà umana, è artefice della personalità umana. Se il tipo di libertà è determinato dai rapporti economici sarà facile studiare i rapporti tra gli uomini per giudicare la situazione presente e prospettare una società nuova.
Il male sarà tolto quando i rapporti produttivi saranno parificati per tutti gli uomini, quando non creeranno più lo schiavo ed il padrone.
Di conseguenza la proprietà dovrà tornare alla collettività, alla quale deve servire.

La concezione.dell'uomo.

L'uomo individuo è un puro astratto, perché:
1)l'uomo singolo è sempre in rapporto alla natura che lo costituisce
2)e agli altri uomini.
Ogni cosa è collegata alle altre: se si deve cambiare una cosa si devono cambiare tutte. Cambiare tutto.
Il problema di un uomo è sempre il problema di tutta la società e di tutto il sistema.
Da questo scaturisce lo slancio rivoluzionario del marxismo: se è il sistema produttivo liberale che non funziona occorre distruggerlo per ricostruire un sistema nuovo in cui non ci siano più classi da strumentalizzare.
Per combattere il sistema ingiusto occorre essere organizzati, essere coordinati, è necessario il partito, che svolge funzione di coordinamento dell'azione collettiva di lotta. Al partito si deve piena obbedienza nella misura in cui sa fare la lettura giusta della realtà.
Il criterio per conoscere se la strada intrapresa dal partito sia quella giusta non è la pura teoria, ma la prassi, il concreto storico, la vita vissuta concretamente. La teoria è solo teoria della prassi, ossia analisi della vita concreta, in base alla quale poi agire. In dipendenza dai risultati dell'azione concreta si potrà giudicare se la teoria è o non è giusta.

Alcune domande per i cristiani.

1 - Interpretazione materialistica del mondo: riduzione di tutte le attività dell'uomo alle componenti socio-economiche. Questa interpretazione è stata in un primo tempo rifiutata in bloc­co dai cristiani.
In realtà le strutture materiali non condizionano forse l'uomo? Forse la stessa consapevolezza religiosa? Le condizioni temporali nelle quali la religione vive non condizionano la stessa autorità?
L'incarnazione di Cristo non vuol forse significare il lasciarsi condizionare dallo spazio, dal tempo, dalla lingua, dalla cultura?
Ma la riduzione dell'uomo alle sue forme socioeconomiche salva tutto l'uomo?
La prassi è davvero l'unico criterio di verità di. ciò che l'uomo pensa, desidera, ama? Basta stabilire rapporti economici esatti per togliere tutti i mali dell'umanità? L'egoismo umano non è forse antecedente alle forme di proprietà?
2 - Il problema della rivoluzione.
Il cristianiesimo, come il marxismo, pone al centro l'uomo.
nella misura in cui un sistema è ingiusto, cioè non pone al centro l'uomo, il cristiano ha il dovere di combatterlo, di capovolgerlo. E se la lotta di classe è necessaria per capovolgere il sistema, rimane necessaria anche per il cristiano. E lotta di classe non vuol dire odio per l'avversario, ma distruzione della posizione ingiusta dell'avversario.
Le forme di questa lotta saranno dettate dalla situazione concreta.
3 - Il marxismo addita la rivoluzione e la lotta di classe come
fase intermedia, tendendo, come meta finale, ad una società senza classi, nella quale ogni uomo sarà trattato come fine.
Tutto il destino dell'uomo si riduce a questo.
Ma è sufficiente questa meta che chiude la sua parabola nel tempo? Non si perde forse di vista il soggetto individuo,la persona concreta? Di fronte al problema della morte che senso ha per l'individuo l'impegno altruistico per una umanità migliore?
Per il cristiano l'orizzonte non termina nel tempo. Il lavoro per la giustizia non è per il cristiano l'ultima meta, anche se necessario
ed insostituibile.
4 - L'ateismo
Storicamente Marx polemizzava con un determinato tipo di religione, serva del più forte.
L'ateismo in quanto tale fa parte del marxismo? Oggi ci sono marxisti che si interrogano a questo riguardo.
5 - Date le concretizzazioni storiche del marxismo, fino a qual punto ed in che misura è possibile la cooperazione? Il marxismo ha come criterio di verità la prassi e perciò bisogna giudicarlo in base alle sue concretizzazioni.

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