Costruzione della città politica. Soluzione liberale ed atteggiamento dei cristiani
sintesi della relazione di Piero Balestro
Verbania Pallanza, 27 gennaio 1972
COSTRUZIONE DELLA CITTÀ POLITICA - SOLUZIONE LIBERALE ED ATTEGGIAMENTO DEI CRISTIANI
Sintesi da registrazione della relazione del prof. don Piero Balestro, non revisionata dal relatore.=Pallanza, 27 gennaio -1972
Il termine liberalismo è usato in questo contesto ad indicare non un singolo movimento storico o un partito, ma una mentalità, una visione globale dell'uomo e del mondo.
Le cause del movimento liberale sono complesse:
1. lo sviluppo di elementi culturali antecedenti al liberalismo. Il liberalismo si presenta come un superamento dell'assolutismo.
2 -.Situazioni di conflitto tra gruppi di potere. Re e borghesia.
3 . Esigenze economico-pratiche. Libero scambio, dogane,ecc.
Questa complessità di cause spiega la diversità di attuazioni storiche del liberalismo nei vari stati.
ASSOLUTISMO
Il liberalismo segue storicamente e si contrappone all'assolutismo.
1. Caratteristiche dell'assolutismo.
a - accentramento di ogni potere nel re, nell'autorità. Ordinamento sociale a piramide: tutto parte dal re e tutto a lui ritorna.
II re, all'interno del suo stato, non riconosce nessuna autorità all'esterno o al di sopra di sé.
b - Conseguentemente deriva una società di diseguali, fondata sul Privilegio. La dignità di una persona deriva per eredità. La disuguaglianza si riflette sul piano sociale ed economico (diversità di trattamento nei tribunali, nelle pene: per lo stesso reato ai "villani" la galera, ai nobili la relegazione). L'economia viene asservita alla politica. Il re non cerca di favorire il commercio, ma si serve del commercio per arricchirsi.
2. Rapporti assolutismo-Chiesa.
Principio fondamentale: per il bene comune deve regnare un perfetto accordo tra potere civile e potere spirituale.
La società civile mutua aspetti sacrali dalla religione: il re è tale per investitura divina.
La società ecclesiastica adotta la mentalità della società temporale: chiesa come società perfetta in tutto eguale alla società civile.
Inquisizione: 80.000 eretici e streghe bruciate; disposizione di
Pio V: i medici pena la scomunica, l'esplusione dall'ordine dei medici, una multa e una pena corporale, non devono visitare un ammalato più di tre volte se questi non può provare con un certificato scritto di essersi confessato.
La chiesa in questo connubio aveva il monopolio dell'istruzione e
dell'assistenza pubblica e godeva di immunità fiscali. Tutto questo avvantaggiava la Chiesa, ma la rendeva schiava con intromissioni nella Chiesa da parte dello Stato.(Gallicanesimo, giuseppinismo) Contro questo stato di cose nasce il liberalismo.
LIBERALISMO
Nella rivoluzione francese si sancisce l'uguaglianza e la libertà di tutti gli uomini.
A livello ideale:
- uguaglianza. Si riconosce l'uguale dignità degli uomini, fondata sul fatto di essere uomini, e non su qualcosa di esterno all'uomo; come la nobiltà. Niente è superiore all'uomo. Lo Stato è al servizio dei cittadini. L'uomo è dunque posto al „entro
Ma l'uomo viene definito anche in base alla proprietà. La proprietà è considerata un diritto inviolabile e sacro. Di fatto quindi l'uguaglianza degli uomini viene incrinata, perché non tutti nascano con la stessa proprietà.
- libertà. Con una concezione ottimistica dell'uomo, si crede che il progresso nascerà dall'uomo lasciato libero, lasciato a se stesso. Unico limite della libertà è non ledere la libertà altrui. Lo Stato diventa il tutore dello spazio entro cui gli uomini possono fare il loro giuoco.
A livello di attuazione concreta. Questa nuova impostazione sociale è stata realizzata dalla parte più ricca della società di allora, dalla ricca borghesia. Questo influirà nell'attuazione dei pricipii.
L'uguaglianza degenera nell'individualismo. Poiché gli uomini sono uguali per ciò che sono e non per ciò che hanno il più forte vince. In realtà in questa concezione è più importante la libertà che non l'uguaglianza. La libertà intesa come possibilità di giocare le
proprie carte, ma di fatto molti sono senza carte e così sono estromessi dal gioco. La legge tutela colui che ha i mezzi per arricchirsi. In questo contesto la ricchezza diventa l'unico strumento di sopravvivenza sociale attraverso cui l'uomo può emergere. Nasce così il mito della ricchezza, della proprietà, della produzione, e tutto questo a scapito della persona umana nella sua intierezza, a scapito del debole, a scapito degli aspetti più spirituali dell'uomo.
Rapporti liberalismo-Chiesa.
La società civile diviene ufficialmente non cristiana. La religione intesa come fatto privato. Si riconosce l'origine puramente umana della società e dell'autorità. Lo Stao assume le funzioni prima lasciate alla Chiesa. Fine dell'immunità e dei privilegi della Chiesa. Questi principii verranno attuati diversamente nei vari stati. Atteggiamento dei cattolici.
Documenti ufficiali.
-Gregorio XVI nella "Mirari vos" condanna l'assurda ed erronea opinione secondo la quale si debba sostenere e garantire la libertà di coscienza,condanna la pessima e non mai abbastanza esecrata e detestabile libertà di stampa, condanna la tesi di coloro che vogliono separare la Chiesa dallo Stato.
Testimonianze simili si trovano anche nel "Sillabo",
I cattolici liberali italiani che hanno cercato di vedere le istanze positive del liberalismo, sovente sono stati condannati. Purtroppo le posizioni di privilegio e di ricchezza di cui la Chiesa ha goduto raramente si sono arrese da sole ai segni dei tempi; si sono arrese solo di fronte alla forza ed alla violenza.
Osservazioni conclusive ed indicazioni per i gruppi di studio.
1. Di fronte alla separazione tra ideali e costruzione storica del liberalismo relative all'uguaglianza della persona umana si può affermare che il valore della persona umana sarà sempre sminuito
se non si tiene conto di tutto l'uomo.
2. Oggi in che misura l'uomo può dirsi libero?
3. Oggi fino a che punto si è individuato il giusto ruolo della proprietà, sia nei suoi aspetti positivi che negativi?
4. Origine dell'autorità. L'autorità esiste solo in funzione delle esigenze collettive. Questo fino a che punto vale per la Chiesa?
Conclusione. Una costante negli atteggiamenti della Chiesa: ossessione del nuovo per difendere le proprie posizioni di potenza; attenzione a sé e non al mondo. Questo è un atteggiamento cristiano?