Problema della secolarizzazione ed atteggiamento dei cristiani
sintesi della relazione di Piero Balestro
Verbania Pallanza, 13 gennaio 1972
PROBLEMA DELLA SECOLARIZZAZIONE E RISPOSTA DEI CRISTIANI
Sintesi da registrazione della relazione del prof. Piero Balestro, non revisionata dal relatore. Pallanza 13-1-1972.
La nostra epoca è caratterizzata dalla conquista da parte dell'uomo di una mentalità secolarizzata.
Per secolarizzazione si intende quel processo secondo il quale l'uomo ha preso gradualmente coscienza dell'autonomia del mondo. L'uomo ha scoperto che il mondo ha leggi proprie e che quindi deve rifiutare qualunque spiegazione estramondana ai fenomeni del mondo.
Uomini primitivi - mentalità non ancora secolarizzata.
Il mondo non è soggetto all'uomo. Gli avvenimenti ed i fenomeni lo superano. L'uomo quindi immagina che esistano forze più grandi di lui e all'origine di tutto una forza primigenia, la forza-Dio
Caratteristiche di questa mentalità:
1) Senso magico del reale.
Il reale è misterioso. I fenomeni che succedono nel mondo vengono spiegati in base a forze sovrastanti ed esterne a questi fenomeni. Conseguentemente si cerca una soluzione miracolistica e magica ai problemi dell'uomo. Si tenta di impadronirsi delle forze misteriose che regolano questi fenomeni per poterli dominare (Es. scongiuri, benedizioni per curare un'epidemia)
2)Senso sacrale del reale.
Le cose acquistano valore nella misura in cui partecipano della forza primigenia, della forza-Dio.
-Per questo alcune cose diventano intoccabili.
Le cose sacralizzate sono tolte all'uomo: più c'è Dio e meno c'è uomo.
-Determinate cose sacralizzate acquistano un potere taumaturgico (es. immagini, statue)
3)Senso rituale del reale.
Il rito diventa non solo simbolo di avvenimento già accaduto o espressione di realtà presente nell'uomo, ma acquista un valore in sè e per sé. Il rito rende presente la forza primigenia. Non è solo simbolo e strumento ma santifica la situazione. (Es.la benedizione del prete rende buono l'uso della sessualità).
Come conseguenza di questa mentalità la storia non è vista come sviluppo, ma come ripetizione, come tentativo di ripetere, di riportarsi alla forza primigenia. La storia non è progresso, andare avanti. Il valore della storia è fuori della storia.
La rivelazione inizia il processo di secolarizzazione.
Nella Genesi viene introdotto il concetto di creazione:
-Dio è distinto dalle cose,
-Le cose sono buone perché create da Dio.
-Il mondo col concetto di creazione acquista la sua storia. Perché distinta da Dio, la storia del mondo non la scrive più Dio, ma il mondo stesso.
-Al centro e protagonista di questa storia la Bibbia colloca l'uomo.
Non c'è più posto in questa mentalità per una concezione magica e sacrale del reale. Le cose sono tutte buone, hanno un valore autonomo: non c'è bisogno di ricorrere a Dio.
In questo contesto il rito cambia radicalmente. Il rito non ha più un valore in sé e per sé, ma diventa:
-momento in cui ricordo quanto Dio ha fatto per me (Es.13,11-16);
- festa, riposo (Deut.5,15);
-momento di liberazione, che si attualizza in ogni celebrazione (Lev.26,1 segg.).
Tutta la storia del popolo ebraico è una lotta continua contro la tentazione di ritornare agli idoli, alla mentalità magica e sacrale, al disimpegno nelle cose del mondo.
I profeti cercano di riportare il popolo ebraico al modello originario. Perciò desacralizzazione del mondo ed impegno nel mondo (Amos 5,21 segg.).
Cristo riprende e completa questo discorso. Riporta l'attenzione degli uomini al mondo nel quale essi sono; mondo che è loro e che deve essere vissuto da loro perché dato loro da Dio.
(Es. Cristo si oppone a Pietro quando questi intende la lavanda dei piedi come un rito magico e sacrale.)
La chiesa è stata fedele ed ha tradito questo messaggio.
Quando è stata fedele è diventata sempre liberatrice dell'uomo (es. liberazione dalla circoncisione, lotta contro le concezioni che negavano valore alla materia).
Spesso però la Chiesa ha tradito facendo portare agli uomini fardelli troppo pesanti, nella morale, nel culto, nella politica....
Conseguenze per l'uomo secolarizzato.
La secolarizzazione è un processo, una conquista che l'uomo deve fare quotidianamente.
1)La secolarizzazione comporta una estrema maturità. L'uomo che tratta il mondo in maniera autonoma, lo deve affrontare in solitudine, non può più permettersi di scaricare su Dio i propri impegni.
2)La secolarizzazione comporta una enorme capacità di superare sé stessi. Poiché il mondo non si ripete devo superarmi continuamente, devo seguire la dinamica interna al mondo,
3)È necessario relativizzare tutto il mondo.
Non devo accettare più nessun idolo.
Non è facile vivere la secolarizzazione,
Nella nostra società esistono molte tracce della società primitiva:
-senso magico del reale: mito della scienza e della tecnica, che risolveranno tutti i problemi dell'uomo. Mito del denaro, con cui si crede di poter comperare tutto, anche l'amore.
-Senso sacrale del reale: molte cose son ritenute sacre ed intoccabili come il mito dell'efficienza. Molte cose sono assunte a simboli sacri della ricchezza: auto, elettrodomestici....
-Senso rituale del reale: invece delle processioni i cortei, i festival, i concorsi di bellezza...