Incontri di "Fine Settimana"

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"E Dio vide che tutto era bello"

La perdita della bellezza sembra una dimensione che accomuna credenti e non credenti. Dovunque trionfa l'utile, il produttivo, il pratico. Come dice Balthasar "la bellezza disinteressata ha preso congedo in punta di piedi dal moderno mondo degli interessi, per abbandonarlo alla sua cupidità e alla sua tristezza". Le stesse forme artistiche tendono a ridursi a spettacolo, a pubblicità, per fare audience e attrarre clienti.
Spesso poi regna sovrano il cattivo gusto sia nell'ambito delle costruzioni civile che in quello delle espressioni del sentimento religioso
E se la bellezza, come scrive il cardinal Martini, non è solo un aspetto esteriore, ma "è ciò che suscita attrazione gioiosa, sorpresa gradita, dedizione fervida, innamoramento, entusiasmo; è ciò che l'amore scopre nella persona amata, quella persona che si intuisce come degna del dono di sé, per la quale si è pronti a uscire da noi stessi e giocarsi con scioltezza", allora la bellezza è certamente negata dovunque il male, la violenza, l'intolleranza, l'odio, la sopraffazione trionfano, ma anche quando ogni gioia e ogni entusiasmo sono spenti nella vita dei credenti, quando vien meno la capacità di meravigliarsi, di stupirsi, di dire grazie.
Come far sì che la chiesa che ogni giorno costruiamo sia capace di irradiare la bellezza di Dio? Come possono i nostri ragazzi, in un mondo consumistico, in cui sembra che sia possibile comprare tutto col denaro, cogliere la bellezza di Dio, della vita, del mondo, di ciò che gli uomini sono riusciti a realizzare nel corso dei secoli?
Così affermava Paolo VI in un messaggio del Concilio all'umanità: "Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell'ammirazione"
Su questi temi si svilupperà il consueto itinerario che, partendo da una analisi di alcune caratteristiche del modo di percepire e vivere la bellezza da parte degli uomini e delle donne di oggi, si interrogherà su come ripensare l'essere credenti oggi in un contesto di perdita e di ricerca di bellezza. Come accogliere, annunciare e testimoniare la bellezza di Dio? Come lasciarci interpellare dalla realtà di oggi e come illuminarla con l'esperienza cristiana? Come educare oggi alla bellezza?
Al primo incontro (quale spazio per la bellezza nel mondo d'oggi) tenuto dalla dott.ssa Emanuela Mora, dell'Università Cattolica di Milano, (sabato 21 ottobre), seguiranno due incontri biblici (18 novembre e 16 dicembre). Rinaldo Fabris affronterà il tema della bellezza nelle Sacre Scritture, mentre Giuseppe Barbaglio rivolgerà la propria attenzione al Cantico dei Cantici.
Elio Guerriero (10 febbraio), poi, presenterà il tentativo più completo e riuscito di ripensare il Cristianesimo attraverso la dimensione della bellezza, quello compiuto da Von Balthasar.
Armido Rizzi (13 gennaio) e Giannino Piana (10 marzo) svilupperanno la loro riflessione più sul versante etico.
Brunetto Salvarani (31 marzo), interessato alla teologia narrativa e studioso dei rapporti tra letteratura e religione, tratterà della "bellezza del raccontare Dio".
L'itinerario terminerà con una testimonianza su Padre Turoldo "Cantore e testimone di bellezza tra le tragedie del mondo".
Il tema di quest'anno vuole essere anche un omaggio e un ringraziamento a don Girolamo Giacomini, per la sua tensione alla bellezza che ha testimoniato e irradiato a quanti lo hanno incontrato.

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