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Incontri di "Fine Settimana" percorsi su fede e cultura |
anno 31° - 2009/2010 "Ero forestiero e mi avete ospitato" |
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"Anche se certi ricordano che Pio XII fu realmente preoccupato della sorte del popolo ebraico, il problema del suo pesante silenzio resta intatto. Una decisione così prematura e poco consensuale è deplorevole. E la deploriamo per altre due ragioni. La prima è che indirettamente essa sminuisce ciò che era acquisito attraverso il Vaticano II... La seconda ragione è che si resta colpiti soprattutto per lo scarso numero di laici a cui questa onorificenza viene attribuita... Esiste un abisso profondo tra la grande massa dei cattolici e una gerarchia che conosce e guarda solo se stessa e non ascolta più nessuno..."
Proponiamo quest'oggi, sul sinodo africano dell'ottobre scorso, due interventi, tratti da riviste: uno maggiormente volto a cogliere i limiti, imposti soprattutto dall'alto (solo carattere consultivo e proibizione di affrontare temi scottanti), l'altro teso a cogliere soprattutto gli aspetti più vitali della chiesa africana. In ottobre si è celebrata a Roma un'Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi dedicata al continente nero. Il dibattito ha evidenziato la crescente coscienza di sé dell'episcopato locale, ma anche la sua impossibilità, dato il veto vaticano, di prendere decisioni operative per risolvere annosi problemi pastorali pendenti (come il celibato connesso al ministero sacerdotale, come il fronteggiare il flagello dell'Aids...)
"Questioni importanti aspettano i Padri sinodali una volta rientrati nelle loro sedi. L'integrazione "più ampia delle donne nelle strutture della Chiesa e nei processi decisionali"; l'impegno per l'inculturazione attraverso la promozione del lavoro di teologi "autenticamente" africani; il confronto con la Religione tradizionale africana.."
"perché il pensiero religioso, tanto saldo per quanto concerne la santità della terra dei padri e il rifiuto di rinunciare alla benché minima parte di essa, non ha spinto gli ebrei a giungere a questa terra in passato, quando era scarsamente popolata e per lo più desolata?" "L'intenso attaccamento religioso al territorio non è che un pretesto, un elemento della sfida a un governo democratico nazionale."
"L'Avvenire non è mai stato, come lui vorrebbe, il giornale dei cattolici italiani. Tutti i cattolici che in politica non si sentono rappresentati dai partiti di destra, e in genere dai poteri oggi costituiti, sanno di non essere di quella partita e devono cercare notizie e riflessioni altrove"
"Questo è l'amore, del resto: vedere l'altro, ascoltare l'altro. Il non vedere, il non ascoltare è il contrario dell'amore. E cioè, la morte. Il mondo ha bisogno di questo ascolto dell'altro. Ne ha bisogno come non mai. E la Chiesa parla al mondo." (ndr.: e qualche volta dovrebbe ascoltarlo)
30 dicembre 2009
"Qual era l'urgenza di accelerare la procedura di beatificazione di Pio XII...? Se si esclude l'ipotesi della provocazione verso l'esterno... forse bisogna intendere questo gesto come una tappa ulteriore nel processo di normalizzazione interna della Chiesa e di reinterpretazione attuale dell'ultimo concilio. Beatificando Pio XII e presentandolo come colui che già aveva aperto la via verso il Vaticano II (1962-1965), diventerà possibile far riferimento alla sua teologia per reinterpretare il Concilio in un senso che si immagina mediamente profetico."
c'è "un elemento di paura. L'idea che appena si dia un po' di spazio alle donne, quelle rivendicheranno il sacerdozio. Ma è un alibi. Per questo abbiamo esplicitato nell'intervento che non è quel che si vuole. E poi c'è un approccio tutto di testa, disincarnato. Ci vuole una sede sapienziale che tenga presente anche il corpo, che tenga conto dei soggetti. E se ammetti il soggetto, ammetti il corpo, che è corpo di donna e di uomo". (ndr.: è vero che esiste la paura, anche solo quella di parlare, con bruttissima espressione, di "sacerdozio femminile". Il sacerdozio femminile già esiste, quello proprio di tutti i battezzati. Proprio perché le parole non sono innocenti sarebbe opportuno, da parte oltretutto di studiosi, di usare un altro linguaggio. Perché poi, come sostiene Scaraffia, partire dalle religiose? Se davvero si fosse accolta la riscoperta conciliare della chiesa come popolo di Dio tutti i credenti laici, donne e uomini, dovrebbero sentirsi maggiormente coinvolti e corresponsabili sul modo di essere una comunità di credenti)
"Che il simbolo della sua croce fosse usato dalla Chiesa come emblema identitario, passi; ma che divenisse ragione di lesa maestà, Gesù Cristo proprio non se lo sarebbe aspettato." "L'indifferentismo non lo si affronta con la restaurazione di simbologie tradizionali ormai di debole significato, ma con la ripresa del valore: non il crocefisso andrebbe tenuto nelle aule, ma il cartello delle Beatitudini. Allora, forse, qualcuno ricorderebbe la sostanza dell'essere cristiani e laici nella speranza."
E' da poco uscito in Francia un libri di Cheneaux sui rapporti tra chiesa e comunismo durante l'ultimo secolo. "l'acme dell'anticomunismo cattolico, cioè, coincide con il "trentennio" pacelliano. Pio XII, generalmente giudicato per il suo atteggiamento verso il nazismo e la persecuzione degli ebrei, fu in realtà a lungo impegnato soprattutto dalla questione comunista."
Privo di biglietto perché impossibilitato a farlo mostra i soldi al controllore. Ma viene costretto a scendere dalla polizia ferroviaria, tra il silenzio di tutti i presenti (ndr.: "il sabato è fatto per l'uomo..." e l'eventuale samaritano non gode di grande sostegno e considerazione)
"...è bene coglierne tutti gli aspetti positivi, insieme ad eventuali sia pure ipotetici rischi di utilizzazione strumentale. " (ndr.: era ora che anche Avvenire aprisse un qualche dibattito sul tema dell'esposizione del Crocifisso, nonostante le diverse opinioni in merito esistenti anche nel variegato mondo cattolico. E' strano che Cardia sia preoccupato delle eventuali strumentalizzazioni della proposta di Ossola, senza neppure minimamente accennare alle strumentalizzazioni che esistono di fatto sulla presenza del crocifisso in sedi pubbliche nel nostro paese, con totale e blasfemo stravolgimento del senso della croce ridotta a simbolo identitario contro altri. Occorrerebbe un po' più di coraggio)
"In luogo di abolire il Crocifisso, occorrerebbe moltiplicare i luoghi di raccoglimento. Conosco almeno due luoghi - ma altri esistono certamente - nei quali questo convergere al centro di noi stessi nel raccoglimento e nella meditazione ha spazio proprio."
"L'utilizzo di un linguaggio guerrafondaio, che non scopriamo oggi ma che certamente mostra una preoccupante recrudescenza. Faccio notare che se alle dichiarazioni di certi politici sui musulmani, sostituissimo la parola «ebreo» ci sarebbero i termini per azioni penali. Il problema, ovviamente, non è soltanto italiano. Ma la peculiarità è che in Italia un partito anti islamico come la Lega è al governo sia nazionale che locale."
"Le parole così forti di Claudel e di Maritain non ci impegnano sulla via di un processo alle intenzioni il cui atto d'accusa sarebbe stato scritto in precedenza. In compenso, esse giudicano e condannano senza alcuna ambiguità, con una forza che supera ogni polemica, il silenzio colpevole - e non la colpevolezza silenziosa - di Pio XII"
Completiamo le informazioni e riflessioni della stampa sul teologo olandese da poco scomparso, con l'articolo apparso sull'Osservatore Romano. ""Schillebeeckx è stato certamente un autore in movimento, ma non ha prodotto un pensiero eclettico. Nella sua stessa idea di teologia era presente il germe dell'attenzione alle cangianti figure del mutamento culturale. Col rischio di professare una visione intuizionista della verità, depotenziando la concettualità a mera mediazione culturale, e di dover sottoporre la verità della fede al cambiamento della sua mediazione storica."
29 dicembre 2009
"rovesciando il titolo di un best seller degli anni '60 Onesti con Dio si potrebbe caratterizzare l'istanza che guida la sua intera riflessione con la richiesta di essere «onesti con il mondo». " (ndr.: profilo e spazio modesti per uno dei teologi più significativi del 900. Ben diverso lo spazio dato da "La Croix")
"Berlusconi pensa di acquistarsi la neutralità benevolente della Chiesa pagando prezzi concreti: il pentimento tardivo di Feltri sul caso Boffo, il recupero in Finanziaria di 130 milioni di euro per le scuole cattoliche, il ricovero forzato in ospedale delle donne che abortiscono con la pillola Ru486, il sabotaggio del testamento biologico. E ora, lo sbandieramento dei "valori cristiani" e l'impegno per la pace sociale proprio mentre Famiglia cristiana lo accusa di non sostenere le famiglie."
(E' solo una favola triste inventata da un cronista stanco).
"«Non voglio parlare di responsabilità: ma è vero che buona parte dei terroristi che hanno agito o sono stati scoperti negli ultimi anni hanno un qualche legame con l´Europa. C´è il pericolo reale di una radicalizzazione dei musulmani che vivono in Europa: questo in parte si riconduce alla fobia e al razzismo nei confronti dei musulmani»."
"Sull'immigrazione i luoghi comuni sono duri a morire. E possono fare danni." Due sono gli stereotipi più diffusi. Anzitutto l'identificazione dell'immigrato con lo straniero e con l'islamico. E poi l'identificazione dell'immigrato come il più povero e misero. Ma chi arriva in Italia per rifarsi una vita non ha nulla in comune con chi sbarcava a Ellis Island tra la fine dell'800 e l'inizio del 900. L'extracomunitario è assimilato troppo spesso ai musulmani, aumentando ansie e insicurezze Dall'estero sono venuti tanti giovani e diversi imprenditori
"La Chiesa si mobilita per i «ninos de rua» della porta accanto. «Con trenta euro al mese i bambini poveri di Napoli potranno avere cibo e andare a scuola», afferma il cardinale Crescenzio Sepe, promotore dell'iniziativa «Aiutami a crescere»... «Non c'è pace senza giustizia e non c'è giustizia senza lotta alla povertà», evidenzia Sepe, reclamando «una più equa distribuzione delle ricchezze che pochi uomini e nazioni pretendono di controllare e governare in nome di una superiorità e di un diritto che spesso si traduce in sfruttamento e violenza»."
È necessaria una comunità di destini fra popoli ma per ora gli intellettuali italiani tacciono: così si formano sacche di marginalità. "L'integrazione non è mai stata un processo facile, ma non abbiamo scelta. Gli esseri umani devono inventare la nuova comunità di destino: sentirsi italiano ed europeo non è impossibile per chi non vi è nato"
"... battagliero missionario comboniano Giorgio Poletti, per 14 anni parroco degli immigrati del Litorale Domitio, in provincia di Caserta... I parrocchiani di colui che è stato etichettato come «prete dei neri e delle prostitute» gli hanno regalato la scultura d'un elefante, simbolo di grandezza e di forza. Che passa lasciando profondi ed inconfondibili zampini nel suolo."
28 dicembre 2009
"A poche settimane dal referendum svizzero contro i minareti promosso dall'Unione democratica di Centro (Svp), l'editore Gollion pubblica il saggio Les minarets de la discorde in cui gli autori ripercorrono le varie tappe dell'islamofobia elvetica...."
"Che fare perché ai pur autorevoli riconoscimenti del Magistero seguano finalmente atti di grande portata e concretezza? E troppo ingenuo pensare all'urgenza addirittura di un Sinodo sulla donna?" (ndr.: un sinodo sulla donna fatto da uomini? Perché ritenere insignificante la questione del presbiterato femminile?)
"Allievo di Chenu e Congar, Schillebeeckx era diventato un'autorità internazionale non solo per i suoi volumi, ma soprattutto per un ciclostilato di Animadversiones («Osservazioni») diffuso alla vigilia del Vaticano II, nell'estate 1962... Respingeva, in nome della vitalità cattolica, l'idea che i problemi del Vangelo e della Chiesa andassero ridotti a essenza, tolti dalla storia, disossati dal tempo, «risolti» a suon di condanne facilone che... chiudevano ogni possibilità di contatto fra la Chiesa e il futuro."
"Con Edward Schillebeeckx, nato ad Anversa (Belgio) nel 1914, scompare uno degli ultimi grandi della teologia del 20° secolo... Per padre Schillebeeckx, Gesù è effettivamente la rivelazione definitiva di Dio, e ci mostra anche "chi e che cosa noi altri uomini possiamo e dobbiamo essere..."
27 dicembre 2009
"Incontrare i migranti, essere testimoni delle loro sofferenze, delle loro angosce, della loro piccola resurrezione quando ottengono un permesso di soggiorno, tutto questo alimenta la mia fede, mi dà speranza, mi invita a riscoprire nel Vangelo quello sguardo di Gesù che rimette in piedi"
"In nome della fraternità universale, il diritto ad emigrare è chiaramente enunciato come un diritto umano da Giovanni XXIII nell'enciclica Pacem in terris (1963): "Ogni uomo (...) ha anche il diritto, per motivi validi, di recarsi all'esterno e di fissarvisi." Il Concilio Vaticano II vi aggiunge il "diritto di emigrare con la propria famiglia", che la Chiesa non smette di difendere. Del resto, la costituzione Gaudium et spes insiste sul rispetto della dignità dei migranti, che devono essere trattati "come persone e non come semplici strumenti di produzione"."
"I presbiteri sono al servizio del sacerdozio di tutti i fedeli e non viceversa. Ciò posto è evidente dal Nuovo Testamento che il celibato per il Regno di Dio è un grande valore evangelico e non è necessariamente legato al presbiterato" "Nell'agire della Chiesa latina non v'è discriminazione, perché tutti i cristiani sono uguali e hanno gli stessi diritti, ma non esiste per nessuno il diritto a essere ordinato prete." (ndr.: è vero che il diritto non esiste per nessuno, ma la vocazione al presbiterato potrebbe essere per tutti)
"Personalmente ritengo che la cosa più importante è avere il Crocifisso nel cuore."
" sono dell'avviso che la storia ci mostri come la Chiesa nel suo insieme non sia mai stata così fiorente come essa è ora" " la Chiesa non va vista solo nel suo aspetto istituzionale, identificandola per giunta con la gerarchia, cioè con i preti, i vescovi e il Papa" " la configurazione (dell'aspetto istituzionale) però è primigenia solo in pochi punti. Per il resto è sottoposta alla legge dell'adattamento e del cambio, con risultati più o meno felici", e poi la prospettiva non deve limitarsi all'occidente.
«Le condizioni abitative che ho potuto rilevare in tante celle sono offensive della dignità umana», ha raccontato l'arcivescovo nel silenzio della cattedrale gremita... Ma la tappa a San Vittore, era solo l'inizio di una lunga giornata di visite pastorali... prima i rom reduci dallo sgombero di via Rubattino, poi una comunità cinese del quartiere Sarpi, infine un circolo di anziani... «Ho voluto portare la mia solidarietà... ma devo dire che sono loro che portano a me la loro solidarietà, perché mi accolgono. Vorrei capovolgere un po' le cose»."
"È l'incontro con l'altro che può rivelarci a noi stessi. Il rispetto per l'altro riapre il nostro orizzonte, ci chiama più lontano. Ma questo lontano è anche dentro di noi, è l'intimo che non conosciamo. E se questo ci è ancora precluso è perché siamo vissuti in una cultura che ha privilegiato la vista sul tatto."
"Sono usciti in questi due mesi due libri che riferiscono di due vite esemplari e ai più poco note": Rocco Mazzarone, medico lucano, e Tullio Vinay, pastore valdese. " l'Italia e il mondo non sono migliorati grazie al lavoro di persone bellissime come Mazzarone e Vinay e al rigore delle loro azioni. La storia continua a dar ragione non a quelli come loro ma agli opportunisti e alle canaglie" "Non ci si mette in un'impresa di riforma del mondo, con le misere forze di cui possono disporre un singolo o un piccolo gruppo, perché si è convinti che essa avrà buon fine, ma semplicemente perché è giusto così. Il miglior memento per l'anno che va a cominciare è, a mio parere, sempre lo stesso e oggi più che mai: «Fa' quel che devi, accada quel che può»
" Elevato a simbolo di potere, e non solo di martirio per l'umanità, il crocefisso traduce l'incombenza di una Chiesa che tende a proporsi come guida etica e politica di una società in crisi non di valori, ma di futuro e di autonomia individuale" "Da etnologa, Gallini ripercorre il lato chiaroscurale di questa storia, popolato di memorie scomparse e di «relitti» culturali oggi sommersi. In essi rispuntano bagliori di lotte che, se costruirono il cristianesimo ai suoi inizi, si sono sviluppati sia dentro che contro di esso."
In realtà più che non contare più nulla i cattolici nella politica italiana sembrano contare sempre di più, ma a destra. Una tendenza che speriamo possa essere smentita nel prossimo futuro.
"Ma c'è un costo più alto che si paga con una corsa gridata, e non meditata, alla repressione. Un ragionevole richiamo all'ordine può trasformarsi e si sta trasformando in qualcosa di culturalmente molto rischioso: da una parte la disumanizzazione del reo, reale o anche solo potenziale, dall'altra l'innalzamento al di sopra delle regole del tutore dell'ordine." " Quella persona perde il diritto a non essere umiliato, a non essere picchiato, a non essere privato di assistenza medica" " ... il Natale dovrebbe dare maggiore luce al messaggio cristiano di riconoscimento comunque e verso chiunque delle ragioni dell'umanità..."
25 dicembre 2009
I coniugi Benciolini ( lei psicoterapeuta e lui professore di Medicina legale e presidente di uno dei primi consultori familiari non confessionali) intervengono sul problema della transessualità e sul matrimonio religioso in una lettera pubblicata da Rocca. "La questione di fondo è se la Chiesa è in grado di riconoscere la nuova identità sessuale; se, cioè, accogliendo anch'essa i contributi della scienze umane, (la cui importanza lo Stato Italiano ha da tempo riconosciuto), riesce a comprendere che anche questo è un matrimonio fra un uomo e una donna."
Brunetto Salvarani impegnato da tanto tempo sul fronte di una presenza più seria della cultura religiosa nelle nostre scuole rinnova la sua proposta di ampliare l'attuale ora di IRC in un'ora delle religioni, obbligatoria per tutti: " soltanto una scuola capace di favorire e promuovere un dialogo interreligioso e interculturale (può) contribuire a rafforzare il fondamento della convivenza sociale e civile, in un paese che sta conoscendo una fase di disgregazione"
In assenza della stampa quotidiana qualche spigolatura dai settimanali e riviste. Uno sguardo anzitutto al mondo della riforma. Il settimanale "Riforma" presenta un'analisi abbastanza severa del protestantesimo italiano. Si lamenta che il protestantesimo italiano ha giocato negli ultimi decenni di rimessa, con piagnistei e servilismi: lamenti continui di non essere ritenute chiese, del rifiuto dell'ospitalità eucaristica. C'è una specificità del protestantesimo italiano che dovrebbe più chiaramente emergere a livello europeo. Se sul piano teologico non ci sono più veri dissensi tra luterani e riformati perché questa unità non si esprime più chiaramente?...
24 dicembre 2009
"Teniamoci magari il Bambino Gesù. Lo dico per chi crede e per chi non crede." " il presepe ha una sua attualità molto significativa, che sostiene una proposta di pace fondata nella storia umana."
"Il Vaticano spiega ma non rettifica. Ribadisce le «virtù eroiche» di papa Pacelli e tiene il punto sul silenzio pubblico di Pio XII di fronte alla Shoah: ha agito con l'intenzione «di svolgere al meglio» il suo servizio. Comunque non verrà beatificato insieme a Giovanni Paolo II: «Le due cause sono del tutto indipendenti». La comunità ebraica italiana «apprezza il chiarimento», ma ricorda: «Una sua parola avrebbe potuto cambiare le cose. E non c'è stata»"
"Io non so se esista una definizione di eroismo nella dottrina teologica o nei codici di diritto canonico; ma so che nel nostro linguaggio ordinario l'eroismo comporta sempre un'assunzione di rischio, un mettersi in gioco, mentre la capacità (o se vogliamo la virtù) mediatrice e diplomatica di Papa Pacelli durante la guerra e la Shoah consistette precisamente nel tenere fuori dal pericolo la sua istituzione e la sua persona, e di compiere a protezione dei perseguitati tutte, e solo, quelle azioni che si potevano compiere senza correre rischi. A rischiare, anche in seno alla Chiesa, furono altri. " "la resistenza sta soprattutto dentro di noi, sta anche nella nostra capacità di ricordare senza dipendere troppo dai promemoria e dagli oggetti."
"Il Natale ci riporta a questa fiducia in ciò che è nuovo, in ciò che viene ora nel mondo. Facciamo sì che questa fiducia sia condivisa da molti. " " L'avvenire è sempre stato di minoranze forti, non di masse passive attratte solo dal gusto di ciò che piace. Questi giovani vanno aiutati, sostenuti, incoraggiati. Con loro si può guardare avanti, ma a condizione che si lasci loro il giusto spazio, sia di azione che di parola, e che siano riconosciuti come veri protagonisti del nostro vivere sociale"
"il presepe insegnava che Gesù era nato povero, che i poveri erano i primi clienti di diritto della buona notizia, che a loro per primi si era rivolto l'angelo, che Gesù era venuto tra i suoi ma non era stato accolto, che appena nato aveva conosciuto la persecuzione da parte del potente di turno ed era stato costretto ad andare come uno straniero in Egitto."
"mi piace pensare che per Benedetto XVI il dialogo col mondo ebraico sia molto più importante della beatificazione di un suo predecessore" " non ci sono dubbi che egli voglia quanto prima giungere alla beatificazione di Pio XII e porre un altro tassello per anestetizzare del tutto il carattere innovativo del Vaticano II" " In che senso la vita cristiana non riguarda le scelte operate storicamente? Non ha insegnato forse Gesù a proposito dei profeti che «dai loro frutti li potrete riconoscere» (Matteo 7,20)?"
"Cesserà l'imbarbarimento dei rapporti quotidiani?"..."crescerà il dialogo franco e autentico all'interno della chiesa e tra le chiese?... A questo dovremmo pensare quando ci scambiamo gli auguri: non a un gesto formale e scaramantico, ma a una promessa di impegno e a un'assunzione di responsabilità. Perché lo sguardo critico e sereno sul grigiore del passato è già apertura a un futuro colorato di speranza."
"se l'indagine dimostra che, anche rispetto a una questione tanto delicata come quella della persecuzione antiebraica, il papa operò con assoluto amore per il Signore e in totale comunione con Dio, ecco che la Chiesa ritiene di essere in presenza di virtù eroica, a prescindere dalla valutazione storica su ciò che il papa disse o non disse" (ndr.: 1) come posso amare il Dio che non vedo se non amo i fratelli che vedo? 2) la grande Teresa d'Avila preferiva ai confessori santi ma poco intelligenti, confessori meno santi ma più intelligenti, più capaci di leggere la realtà; 3) nell'articolo si contrappongono "mondo" e "chiesa", ma nei fatti anche nella chiesa cattolica c'è chi la pensa diversamente. Basta a questo proposito sfogliare il quotidiano cattolico "La Croix"; 4) è davvero così importante e urgente proporre come modello una persona il cui comportamento è per lo meno controverso? 5) l'ultima considerazione non vale solo per Pio XII; 6) se sono prese in considerazione solo ragioni eminentemente spirituali come mai sembra ancora lontana la beatificazione del martire Oscar Romero? 7) se davvero si ha a cuore l'ecumenismo, e sapendo che il papato costituisce il maggiore ostacolo nella riunificazione tra le chiese, non pone dei problemi la continua beatificazione dei papi fatta dai loro successori?)
"Ma il cristianesimo, per una nazione, non sono solo delle radici, una cultura, un patrimonio. Non solo dei riti e dei ritmi. Non è un monumento storico, da proteggere contro dei miscredenti o dei diversamente credenti che sappiamo presenti ormai... È un tesoro vivo, un messaggio che parla oggi, nella loro lingua di oggi, agli uomini di oggi. Portato da uomini e donne, di qualsiasi vocazione, impegnati a costruire una società più giusta, più fraterna, più sobria."
23 dicembre 2009
Nel bel sito "www.sullasoglia.it" è appena apparsa l'ultima riflessione natalizia di don Angelo Casati che ci stimola come sempre a guardare in profondità la realtà nella quale viviamo sia per coglierne involuzioni e derive, denunciate da inascoltati profeti, sia germi e segni di speranza. "Vorrei oggi onorare le sentinelle e i profeti che lucidamente avvistavano l'approssimarsi di un pericolo esiziale per la fede, quello di un cristianesimo senza volto," di "un Cristo ridotto a manichino senza volto, senza la sua vita concreta, senza le sue scelte concrete, senza le sue parole e i suoi gesti, e ognuno vi attacca impudentemente il suo vestito". "Il pericolo, ... , è spettacolo sotto i nostri occhi, è quello di non confrontarci più con la vita reale di Gesù. E allora può succedere che si pretenda di difendere il Natale, il mistero di un Dio che condivide, che annulla le distanze, esiliando uomini e donne che hanno un diverso colore della pelle!..." Ma ci sono anche pensieri di speranza, magari offerti da non credenti...
"trattare di questi problemi con superficialità, alimentando pregiudizi tanto diffusi quanto lontani dalla realtà non aiuta certo a risolverli"
«Senza dubbio in alcuni ambienti ecclesiastici c'è un atteggiamento debole, come un senso di inferiorità verso certi ambienti intellettuali. E questo anche in posizioni di vertice. Certo non in Benedetto XVI che ha una posizione critica sulla teoria dell'evoluzione. Esistono invece vescovi e teologi che la accettano, e sono gli stessi per esempio che sostengono che il libro della Genesi è una metafora e che non va preso alla lettera» (ndr.: incredibili le competenze sul piano dell'esegesi biblica! Ma come può essere vicepresidente del CNR?)
"È una contraddizione predicare che bisogna trovare risorse, fare sacrifici, e poi quadruplicarsi il premio elettorale." "«Il diritto alla libertà religiosa e al luogo di preghiera è sacrosanto"
"Clima di tensione crescente tra le comunità ebraiche europee e la Santa Sede dopo la decisione di papa Benedetto XVI di accelerare la beatificazione di Pio XII"
«Oggi il Papa mi ha ricevuto in udienza per un'ora - telegrafa l'ambasciatore inglesi due giorni dopo la retata degli ebrei romani -. Sembrava in buone condizioni e di buon umore, il suo atteggiamento era sereno in rapporto all'attuale situazione, ma pienamente cosciente dei futuri pericoli...».
"Era più che prevedibile che l'annuncio della decisione di Papa Benedetto XVI di dare avvio al processo di beatificazione di Pio XII venisse giudicato, non solo dagli ebrei romani ma dalle più alte personalità dell'ebraismo italiano e mondiale, pur impegnate intensamente nel dialogo interreligioso, quanto meno intempestivo, a tre settimane dall'attesa prima visita del Papa alla grande sinagoga di Roma."
"I vertici della comunità ebraica chiedevano un «segnale distensivo» e il segnale è in arrivo, in parte è anzi arrivato...."
"I cattolici di lingua ebraica vivono all'interno del popolo ebraico nella società israeliana. La loro esistenza è basata sulla loro appartenenza alla Chiesa e al loro amore per essa, e la loro vicinanza (in certi casi anche la loro appartenenza) e il loro amore per il popolo ebraico. È naturale... che l'appartenenza a questi due mondi possa essere talvolta straziante... "sentire" sia con la Chiesa sia con Israele e cercare di essere un ponte tra i due, e talvolta vivere... la divisione dolorosa... "Il papa avrebbe potuto fare di più?" La domanda è insieme legittima e comprensibile, tuttavia forse non c'è risposta umana a questa domanda. Dio solo può sapere se ha effettivamente fatto ciò che poteva fare."
"Per l'Amicizia ebraico-cristiana in Francia... il problema non è sapere se Pio XII ha dato un aiuto diretto o indiretto per salvare degli ebrei durante la guerra, "ma l'assenza della sua parola pubblica che denunciasse il massacro degli ebrei": "La vera questione è quella della responsabilità del Pastore supremo della Chiesa cattolica nell'illuminare il popolo cristiano con i suoi insegnamenti, indipendentemente dalle circostanze, in nome delle esigenze della Parola di Dio di cui è il primo interprete nella tradizione cattolica"."
22 dicembre 2009
"Il nazismo resta tutt'al più un male minore, un tributo da pagare perché dalla faccia della terra sia eliminato il nemico principale, l'avversario epocale, il comunismo, quello sì avvertito come potenza con la quale è impossibile stabilire patti. E non è del tutto forzato vedere nella Chiesa di Pio XII impegnata a fondo, con tutte le proprie energie, in una battaglia spirituale contro la modernità - ieri il comunismo, oggi il relativismo - il modello che ispira Benedetto XVI."
"Tracciando il bilancio dell'anno che si va concludendo, papa Ratzinger ha ricordato ieri con toni vibranti la sua visita al memoriale dell'Olocausto Yad Vashem del maggio scorso:(...). Ma anche queste parole potrebbero non bastare: come ha ricordato ieri la filosofa Donatella Di Cesare, gli ebrei contestano alla Chiesa non solo di «occultare i propri errori» ma anche di voler «cristianizzare la Shoah»
"Il minimo sarebbe che Benedetto XVI, non nuovo a decisioni contestabili, faccia trasparenza e apra tutti gli archivi. Altrimenti la beatificazione di Pio XII apparirebbe come la ricompensa per un silenzio colpevole"
"Quindici responsabili cristiani palestinesi, tra cui l'ex patriarca Michel Sabbah, il vescovo luterano Munib Younan e dei teologi di fama, hanno lanciato un appello l'11 dicembre per denunciare l'occupazione israeliana delle terre palestinesi. Chiedono alle Chiese cristiane nel mondo di sostenere questa proposta... "La nostra opzione cristiana di fronte all'occupazione israeliana è la resistenza; si tratta di un diritto e di un dovere dei cristiani. Questa resistenza deve seguire la logica dell'amore. Deve quindi essere creativa, cioè bisogna trovarle i mezzi umani che parlino proprio all'umanità del nemico"."
"Se qualcuno sperava che il papa penitente al Muro del pianto facesse da contrappeso al papa di un silenzio che, come dice Gian Maria Vian, «ci fu», ha sbagliato, come si vede in queste ore."
"Per la piccola comunità dei cristiani di Ramallah, Nablus e altre località della Cisgiordania, la festa più attesa arriva anche stavolta «impacchettata» dai muri che segnano la vita nei Territori." «Israele vuol convincere il mondo di essere a favore della soluzione dei due Stati - dice - ma basta guardarsi intorno per capire che non è così. Israele sta prendendo tutto. Le barriere non sono per la sicurezza, ma per delimitare il territorio"
"Che i silenzi ci siano stati, è giudizio condiviso sia dai sostenitori di Pio XII che dai suoi oppositori... La discussione nasce non sulla realtà dei silenzi, ma sulle loro motivazioni. Per i sostenitori del Papa, i silenzi furono volti ad evitare maggiori disastri... Un altro punto è quello dell'aiuto dato dalla Chiesa agli ebrei... Di questa protezione il mondo ebraico si è detto e si dice ancor oggi riconoscente. Lo scontro è quindi sulla mancanza di una netta condanna... A consolidare l'immagine di un Papa ostile agli ebrei... contribuì anche il duro clima del dopoguerra..."
"Lo sciagurato furto di Auschwitz ha offerto una testimonianza straordinaria di come la Polonia stia cambiando... Oggi, l'antisemitismo che tuttora alligna in alcuni settori della società polacca ha dovuto inchinarsi alle passioni e alle ragioni di una nazione altrimenti matura e civile. Quanto alla prospettiva di un'elevazione agli altari di Papa Pacelli, non c'è dubbio che si tratti di una faccenda carica d'implicazioni gravi. Lo attestano i segnali di protesta che si vanno levando - oltreché dalle comunità ebraiche - dagli ambienti cattolici più impegnati sul fronte dell'ecumenismo... il Vaticano potrebbe ben guardare alla vicenda di cattolici i quali, durante la Soluzione finale, mostrarono di possedere "virtù eroiche" assai più sviluppate che quelle di Pio XII."
«Si è enfatizzato il no alla politica del Papa, ma se è vero che la Chiesa non è una lobby politica o di potere, è però inevitabile che la fede abbia ricadute pubbliche e sociali. Questo è inevitabile. La Chiesa non può tacere su tutto ciò che attiene l'uomo e Benedetto XVI ci ha voluto dare un esempio di come il sacerdote debba occuparsi di ogni cosa che attiene alla vita degli uomini, sempre però da pastore»
"Quanto più negli ultimi cinquant'anni è cresciuta la consapevolezza internazionale del carattere radicalmente disumano della Shoah tanto più appare chiaro che Pio XII ha mancato nel ruolo profetico che dovrebbe svolgere un "vicario di Cristo"."
"Dietro la polemica che accompagna la beatificazione di Pio XII, fa malinconia un nome che non c'è. Le "virtù eroiche" del vescovo Romero ucciso in Salvador vengono rimandate a chissà quando."
«La Chiesa intervenne solo a livello diplomatico, mai pubblicamente» "un papato che si sente in difficoltà in una società contemporanea che sfugge al suo controllo tende a rafforzarsi santificando se stesso."
"Nel 1979 Küng da quasi 10 anni negava "l´infallibilità" della Chiesa e del Papa su verità di fede e morale contenute in Scrittura e Tradizione perenne e definite da Concili o Papi come "dogmi", che non chiudono a ricerca ulteriore, ma indicano un cammino su cui non si torna indietro..." (ndr.: sarebbe bello se le affermazioni fatte sulla riformabilità della Humanae Vitae venissero fatte anche su Avvenire. Purtroppo oltre ad una infallibilità di diritto c'è anche una infallibilità di fatto molto estesa)
""Bisogna anche sottolineare l'importanza dei suoi insegnamenti, che hanno contribuito a preparare il rinnovamento conciliare, in particolare nell'esegesi, nella accresciuta partecipazione dei fedeli nella liturgia e nell'apostolato dei laici. Fu del resto il papa più citato nei testi del Vaticano II."... "il riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù conclude, secondo me, una campagna di riabilitazione condotta dalla Chiesa da diversi mesi [che] si inscrive in un movimento generale che mira a ridimensionare il Vaticano II: si cerca di mostrare che fu una conferma del magistero di Pio XII, mentre questo papa se l'era presa violentemente con tutti i teologi - Congar, Chenu, de Lubac - che hanno trionfato durante il Concilio"."
"Ecco, dice Benedetto, oggi dovremmo fare qualcosa del genere: un moderno "cortile" in cui consentire ad atei e agnostici di avvicinare Dio sia pure in quanto sconosciuto." (ndr.: mi pare che esista una profonda differenza di prospettiva rispetto alla Gaudium et Spes e alla cattedra dei non credenti. Benedetto XVI indica ciò che i credenti devono dare ai non credenti. Il concilio e la cattedra dei non credenti - lo dice lo stesso termine - quanto i credenti possano apprendere dai non credenti. E' diverso lo sguardo sul mondo e sull'umanità)
"È una decisione, coerente con le linee maestre del pontificato, che riafferma e tenta di imporre una "continuità" tra la chiesa di Pio XII e quella del secolo XXI e sottende una lettura riduzionista delle novità del concilio Vaticano II."
Proponiamo un confronto tra gli editoriali del quotidiano cattolico "Avvenire" e il quotidiano cattolico "La Croix" a proposito del riconoscimento delle virtù eroiche di Pio XII. I toni encomiastici di Avvenire e l'accento problematico di La Croix. Sottendono modi diversi di intendere la santità e di essere chiesa?
"Conoscendo le reticenze emerse nel popolo di Dio nel caso di Pio XII, ci si aspetta dal vescovo di Roma che spieghi la sua scelta, dicendo perché."
"Sono sicuro che in Benedetto XVI non c'è antisemitismo, ma in lui veramente non c'è comprensione storica. Questo papa non si muove con la Storia, si muove in un mondo teologico, un mondo di spiritualità. È comprensibile, ma un papa deve anche essere ancorato nella Storia -, del resto in questo consisteva la forza straordinaria di Giovanni Paolo II."
"La rappresentazione dell'identità francese è soggiacente a molti dibattiti politici. In sé, porre il problema, non è incongruo. Ma Nicolas Sarkozy la tratta unicamente sotto l'angolo dell'islam, ridotto a una religione di immigrati recenti, il che è sbagliato. Il presidente ha messo la laicità al centro di nuovi problemi. Di fatto, da diversi secoli, la questione politico-religiosa si trova al centro dell'identità francese."
"Può essere utile dissipare alcune idee preconcette sull'immigrazione... Dell'immigrazione beneficiano anche i paesi d'accoglienza... gli immigrati laureati non sono i soli ad arricchire i paesi di arrivo. Un immigrato che si stabilisce in un paese corrisponde ad un posto di lavoro che vi si crea... [La constatazione che] i benefici diretti dell'immigrazione per i paesi di accoglienza [sono] sostanziali... ha portato il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ad insistere, nel suo ultimo "Rapporto mondiale sullo sviluppo umano", sulla necessità di "rassicurare gli autoctoni, in modo che non percepiscano più l'immigrazione come una minaccia alla loro persona o alla loro società"."
21 dicembre 2009
Riceviamo da Christian Albini il suo contributo in vista del prossimo Convegno di Firenze2 su "il Vangelo ci libera e non la Legge" che si terrà sabato 6 febbraio 2010. Volentieri lo diffondiamo. Si articola in due momenti. Il primo riguarda l'iniziativa stessa con l'esigenza di prestare maggiore attenzione ai giovani e all'aspetto della comunicazione, di allargare la cerchia ai tanti che sono a disagio e in ricerca, di divulgare i contenuti più rilevanti a livello ecclesiale.
Il secondo monento riguarda i contenuti: quale legge naturale, un'etica concreta, storica e con un approccio spirituale più connesso all'esistenza dei credenti.
"Il suo anniversario contiene il ritorno a nascere in una catapecchia di periferia. Da noi una malintesa legalità, anche peggio applicata, sgombera in città capanne e rifugi di fortuna, gettando in strada famiglie di accampati, Miriam con figli in braccio. Così viene insultato il compleanno di chi nacque spaesato e forestiero. Perciò da noi ogni gesto opposto, di fraternità, di aiuto, di sorriso, celebra e onora la sua ricorrenza."
Significativa presa di posizione del Consiglio Pastorale della diocesi di Crema sulla crisi economica e sugli atteggiamenti che la comunità cristiana è chiamata ad assumere. "La crisi economica sta facendosi sentire anche nel nostro territorio: aumentano le famiglie che vedono ridursi pericolosamente il proprio reddito e cresce la tentazione di trovare "capri espiatori" (soprattutto gli stranieri) cui attribuire la colpa dell'insicurezza che ne deriva. Questo chiama in causa le istituzioni, i partiti, le parti sociali e la società civile, poiché, come ricordava don Lorenzo Milani, "sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è avarizia". Ma interpella anche ciascun credente e tutta la comunità ecclesiale..."
"A Natale c'è un unico «cumpleañero», uno solo di cui festeggiare il compleanno: quel bambino di Betlemme. È a lui che andrebbero fatti i regali, non ad altri - se non a quegli «ultimi» della terra con cui lui si è esplicitamente identificato.""La Chiesa tuona contro la secolarizzazione, ma - forse ritenendo di dover patteggiare con la sua potenza crescente - quasi sempre esita a dire troppo apertamente che col Natale, con la nascita di Cristo, il nostro Natale non c'entra proprio niente e somiglia piuttosto alla festa delle zucche di Halloween. Ma per una zucca vuota, almeno, non si è mai suicidato nessuno."
"Il problema dei cristiani, nella storia, è che spesso abbiamo dimenticato e dimentichiamo ciò che ha detto Cristo: il mio regno non è di questo mondo. Anche oggi la Chiesa non si è del tutto spogliata dalla dimensione del potere" " sono preoccupato per i cattolici che lavorano al dialogo. Ho decine di amici cattolici e queste cose mettono in difficoltà anzitutto loro: c'è un popolo cristiano che va in tutt'altra direzione"
«La Chiesa dice che lui era un modello come cristiano e su questo non si può interferire. Se poi alcuni storici valutano che il suo pontificato poteva avere una linea diversa, sono liberi di farlo, si possono avere opinioni differenti e magari se ne discuterà per secoli »
«Mi auguro di no, ma non mi meraviglierei se dopo quanto è stato deciso su Pacelli la visita potesse saltare», commenta preoccupato il rabbino Giuseppe Laras, presidente dell´Assemblea rabbinica italiana. «A questo punto - aggiunge il rabbino - tutto può succedere. Non capisco perché il Papa abbia preso una decisione tanto intempestiva, pur rispettando l´autonomia della Chiesa in materia di beatificazioni»
" La beatificazione è distinta dalla ricerca storica e solo il Papa può decidere su questo. Poteva andare avanti, rallentare, rinviare. Ha scelto di chiudere la partita perché tutti gli elementi vanno a favore di Pio XII che ha fatto il possibile per salvare gli ebrei durante l'Olocausto"
"è «deplorevole» secondo lo «Yad Vashem» che Benedetto XVI «abbia deciso di avanzare nel processo di beatificazione prima che tutti i rilevanti documenti relativi a quell'epoca storica siano stati resi pubblici dal Vaticano».
"l'Islam non è una religione domestica; è invece un invasivo monoteismo teocratico che dopo un lungo ristagno si è risvegliato e si sta vieppiù infiammando. Illudersi di integrarlo «italianizzandolo» è un rischio da giganteschi sprovveduti, un rischio da non rischiare. " (ndr.: l'autore ha il dono della chiarezza non certo della comprensione della realtà, obnubilata da comodi pregiudizi. Proprio l'intervento di Ben Jelloun riportato in questa rassegna sulla situazione francese costituisce un'adeguata risposta)
"Milioni di uomini e di donne sono immigrati in questo paese e non riescono ad annullare il loro corpo, la loro apparenza fisica, i loro desideri per sopportare di vivere in una società che non li accetta completamente. I loro figli, alcuni dei quali (il 40%, sembra) condannati alla disoccupazione... gridano la loro disperazione. Allora moschee, minareti, velo, burqa e molti altri segni esteriori di presenza diventano secondari... L'immigrazione... invade la scena e la Francia si chiede che cosa ha fatto per meritare l'invasione turbolenta di una cultura in cui tutto la innervosisce e la esaspera."
20 dicembre 2009
"La famiglia di Gesù si iscrive subito nel lungo elenco che giunge fino ai nostri giorni e che comprende i profughi, i clandestini, i migranti. (...) siamo proprio agli antipodi di quel «Natale bianco» assurdamente prospettato da certe attuali ignoranze religiose e da isterie xenofobe. Il Natale cristiano ha, in verità, per protagonisti una famiglia di fuggiaschi e migranti con la loro storia di sventure."
"Nonostante le apparenze monolitiche, qualche cosa si muove nel cattolicesimo italiano. È bene rendersene conto, anche per reagire ad una certa tendenza ad uniformare e a tacitare tutte le forme di discussione."
«Di fronte ad una figura complessa come Pio XII sarebbe meglio osservare un doveroso silenzio, in attesa di saperne di più e con più mirata certezza quando saranno completamente aperti gli archivi del suo tormentato pontificato. Ma non credo che la decisione assunta da Benedetto XVI su papa Pacelli possa compromettere i rapporti tra ebrei e cristiani, e, tantomeno, mettere in pericolo la visita che papa Ratzinger farà alla Sinagoga di Roma il 17 gennaio prossimo»
" il Carroccio continuerà a offrire a Sacra Romana Chiesa uno scambio politico a livello nazionale su temi sensibili quali bioetica, famiglia, aborto, perseguendo una linea che alternerà blandizie a epiteti. Per ottenere, a Milano come altrove, la nomina di vescovi graditi, un po' più "padani" o, quantomeno, più silenti"
"ne (di Pio XII) preannuncia la beatificazione insieme a quella di papa Wojtyla affermando anche per questa via altamente simbolica la «continuità» del pontificato romano oltre la varietà talora divergente delle singole figure." (ndr.: davvero è così urgente proclamare beati i già molto noti vescovi di Roma? Non sarebbe più evangelico prestare più attenzione agli ultimi? Proprio Accattoli in un articolo per il quindicinale "il Regno" del 2005 scriveva: "Un papa è posto sul candelabro fin dall'elezione. Ogni sua parola è raccolta e diffusa, ogni gesto echeggiato fin oltre il ragionevole. (...) Non sarebbe più utile la proclamazione di cristiani esemplari vissuti nel nascondimento, mai segnalati o mal segnalati?" si può leggere l'intero articolo in questa rassegna in http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa200810/081019accattoli.pdf)
Ci si può legittimamente chiedere "se convenga alla riforma del papato e alla causa ecumenica questa esaltazione canonica della carica, che Urs von Balthasar auspicava ricondotta alla sua umiliazione, nel segno della crocifissione di Pietro, con la testa all´ingiù"
" Si parla sempre del 'silenzio' di Papa Pacelli, ma come storico mi turba ancora di più il silenzio dei pontefici successivi, che non hanno dato accesso alle fonti per capire e valutare. C'è un'intera comunità di studiosi internazionali che aspetta. Se non si aprono questi archivi, il rapporto rimane problematico"
"Con sobrietà ecclesiastica, i due nomi compaiono oltre la metà di un lungo elenco, tra le «virtù eroiche» di Giacomo Illirico da Bitteto e quelle di Luigi Brisson: c'è il «Servo di Dio Giovanni Paolo II», e questo si sapeva, ma c'è anche il «Servo di Dio Pio XII», al secolo Eugenio Pacelli, e questo è il colpo di scena che Benedetto XVI ha riservato al mondo ieri mattina...."
" La decisione di ieri riaccende le polemiche innescate dal perdono accordato ai lefebvriani (tra cui il negazionista Williamson) e dalla reintroduzione della messa pre-conciliare in latino, con la preghiera del Venerdì santo per la conversione degli ebrei"
"Accelera la corsa verso gli onori degli altari di papa Wojtyla. E, a sorpresa, nel percorso ecclesiastico che porterà alla santità si inserisce anche papa Pio XII, un processo di beatificazione fermo per i dubbi sui silenzi davanti alla Shoah."
"La tradizione cristiana, infatti, non può e non sa separare giustizia ed ecologia, condivisione della Terra e rispetto della Terra, attenzione alla vita della natura e cura per la qualità buona della vita umana: sono due aspetti di un'unica urgenza: contrastare il disordine, la volontà di potenza, far regnare la giustizia, la pace, l'armonia. La terra è desolata quando viene meno la qualità della vita dell'uomo e della vita del cosmo, e la qualità della vita umana dipende anche dalla vita del cosmo di cui l'uomo fa parte e nel quale è la sua dimora."
19 dicembre 2009
"La libertà è vera quando è condivisa: la tua libertà non è il limite della mia, ma la condizione della mia libertà: non sono davvero libero se non lo sei anche tu. Libertà e giustizia si sostengono a vicenda, non si può opporle l'una all'altra. E insieme possono resistere alla violenza senza riprodurla."
"Saranno gli uomini e le donne della politica - con le loro scelte, con le loro scale di priorità, con la loro tenacia nella lotta alle vecchie e nuove povertà - a decidere, alla fine, se continuerà, o cesserà, lo scandalo di un Crocifisso onorato a intermittenza sui muri e troppo spesso disprezzato sulle strade." (ndr: mi sorprendo che ci si sorprenda che molti di coloro che difendono l'esposizione del crocifisso sui muri - meglio: sui muri delle scuole di stato - sono ben poco attenti ai tanti crocifissi che percorrono le nostre strade. Forse la decisione della corte europea non era così cervellotica, come sostengono tra gli altri anche gli amici protestanti)
"nei prossimi mesi si preparano a cambiare alcune caselle decisive, nel governo della Chiesa: a cominciare dalla potente Congregazione per i vescovi"
"Un'aria nuova circola anche nei conventi femminili. Molte religiose raddrizzano la schiena, anche di fronte al Vaticano"
"Amarezza per la Finanziaria, ma anche senso di responsabilità, nonostante i tentativi di assassinare la nostra speranza"
"Da tempo, in questo carcere, Ristretti Orizzonti (essenziale strumento di informazione sul sistema penitenziario) promuove incontri tra "vittime e carnefici". Ovvero incentiva la comunicazione tra autori di reati e persone che ne hanno subito le conseguenze sul proprio corpo o negli affetti."
"Da parte mia, penso che il reato di immigrazione clandestina non sia solo anticostituzionale, ma sia una vera negazione del principio basilare della giustizia: una persona deve essere giudicata e condannata per quello che fa, non per quello che è."
"Perdita di memoria: è questo che si vuole ottenere. Lo tentarono gli aguzzini... E tuttavia da allora una legge non scritta, incisa nei cuori, ci dice che c´è un solo dovere, una sola legge obbligatoria per chi vuole continuare a vivere nel mondo che ha conosciuto la Shoah: ricordare."
"preferisco pensare che chi ha perpetrato il furto - si è parlato retoricamente, ma non a torto di un sacrilegio - sia un nazista nostalgico o un inguaribile negazionista. In fondo, la rimozione della memoria o la sua cancellazione, ha qualcosa di nobile, al cospetto della ebete e trucida santificazione del presente sotto forma di merce. Che la «banalità del male» stia cambiando i suoi caratteri? "
"Gli autori di quel vandalismo inflitto al luogo in cui si è consumato uno dei più atroci abominî della Storia meritano solo disprezzo, silenzio e oblio; una campagna di proteste che li facesse sentire importanti e pericolosi fomenterebbe quel delirio." "Quel vescovo lefebvriano che ha minimizzato la Shoah non è certo più intelligente dei teppisti che hanno tirato giù la scritta di Auschwitz, ma è più pericoloso."
"Chiunque voglia cancellare il passato ha naturalmente interesse a rimuovere quella scritta, che è parte così visibile del Passato della Memoria."
"Quando ero un bambino, a casa di mia nonna c'era sempre il posto del povero. Non l'ho mai dimenticato. Perché il problema dei poveri è che nessuno ha bisogno di loro. Ora, il senso profondo del Natale è proprio aver bisogno del più piccolo, non di aiutarlo. "La mano che dà è sopra alla mano di chi riceve", diceva un proverbio africano. Bisognerebbe che la nostra mano fosse alla stessa altezza di quella con cui vogliamo condividere..."
18 dicembre 2009
"Non mi sento nel Pd un cattolico del disagio: sono convinta che abbiamo molto da dire e da fare, e molti lo stanno facendo. Potrei semmai aggiungere che è spesso maggiore il disagio che sento, come cattolico-democratica, nella vita della mia Chiesa."
Nello spirito ecumenico che cerchiamo di custodire ed alimentare diamo spazio al punto di vista del protestantesimo italiano sulle modalità stabilite per l'ingresso nella Chiesa cattolica di gruppi di anglicani. Ricca sottolinea oltre ad alcuni aspetti positivi (non si parla di conversione e non si cancella completamente l'anlgicanesimo) alcune gravi lacune: la negazione delle ordinazioni anglicane; l'impossibilità per i cattolici di far parte di questi gruppi; l'unità vista come ritorno all'ovile.
"La rivoluzione copernicana nel suo vissuto prende forma in due righe essenziali, risolutive: «La Chiesa deve accettare l´umiliazione totale della potenza nell´impotenza divina, nella debolezza definitiva del Dio che muore nella croce»." " Padre Lombardi mostra come si possa cogliere nel magistero del Vaticano II non solo le continuità con la tradizione ma anche la capacità di aprirsi a una forma più ampia e alta di verità rispetto a quella storicamente già acquisita, in modo da renderne più comprensibile il significato ai contemporanei. È convinto che si debba far leva sulla coscienza, più che su osservanze "esterne e massive"." " Non la Chiesa ma il Regno di Dio è annunziato in molte parabole del Vangelo"
«So bene - ha ammesso il vescovo - che le mie dimissioni non possono annullare il dolore che le vittime di quegli abusi hanno sofferto in passato e continuano a soffrire ogni giorno. Chiedo umilmente scusa..."
"Allontanato per le proteste leghiste relative al trasferimento della comunità sinti di terraferma da un campo nomadi, senza più servizi e riscaldamento, alle nuove casette prefabbricate di un villaggio alla periferia di Mestre."
""L'asse istituzionale non ha avuto sbocchi concreti, perché i corpi rappresentati sono poco mobili, nota J. F. Colosimo. Anche se i teologi hanno lavorato molto, i loro sforzi non hanno risolto i problemi e la loro produzione è poco percettibile tra i popoli cristiani." Il suo sguardo è più ottimista sul dialogo alla base e vi riconosce degli effetti positivi: abbandono di controversie passate..., migliore conoscenza degli altri. "Ma ha fatto nascere una specie di quarta confessione cristiana, gli 'ecumenisti', impazienti di arrivare all'intercomunione senza un accordo preventivo sulla fede.""
"Da questo disagio e questa irrilevanza, Chiesa e cattolici sono invitati anzitutto a riscoprire il loro "specifico", il linguaggio, i valori e gli obbiettivi della propria fede. Poi servirà un grande sforzo culturale e creativo per individuare una politica che meriti di mobilitare la coscienza cristiana."
"Povero Milingo. Mi viene da pensare così dopo l'ultimo atto della sua triste vicenda. A nulla sono serviti i tentativi di ricomposizione...."
"Quelli del card. Martini non li considero quesiti accademici. Sorprende, semmai, che spesso rimangano là, a fare testimonianza solitaria" " quanto a vocazioni: tra le altre cose, «anche una revisione delle norme di accesso al ministero potrebbe aiutare in questo senso»" (ndr.: forse più che estendere anche a uomini sposati questo tipo di prete, occorrerebbe anzitutto ipotizzare modalità diverse di esercizio del presbiterato e senza dimenticare le donne. Ritenere poi che la carenza di preti derivi dalla denatalità mi pare un'idea per lo meno bizzarra, che fa torto all'intelligenza del vescovo teologo Forte. Non solo in proporzione ma anche in termini assoluti ci sono più laureati, più medici, più ingegneri... rispetto ai tempi della grande natalità. Forse le ragioni sono altre.)
17 dicembre 2009
"la Lega presidia davvero il territorio? E in secondo luogo: compito della Chiesa è quello di presidiare il territorio?" "Quando la Chiesa presidia il territorio, di certo non si comporta secondo il Vangelo."
"il cristiano sperimenta la condizione di trovarsi quasi ai margini della città, nell'atteggiamento vigilante della sentinella: per un verso, egli si occupa della città e se ne prende cura; per l'altro verso, confessa di attendere una redenzione dall'alto, confidando in un messaggio che soltanto dal di fuori può raggiungere la storia degli uomini"
"Costruire insieme a chi è sradicato un percorso terapeutico che rispecchi la stessa ibridazione del suo essere migrante. Aiutarlo cioè a mantenere intatta l'appartenenza, ma insieme la consapevolezza che qualcosa è giocoforza vada perduto... Dalla chiusura dei manicomi, strutture pubbliche come carceri e Servizi Psichiatrici sono affollati di persone straniere... Medicare le ferite di sradicamento, esilio, nostalgia, fatica immane per integrarsi nel mondo nuovo"
"Processare gli immigrati clandestini che sbarcano a Lampedusa è probabilmente incostituzionale. È quello che è emerso martedì scorso dopo la sentenza pronunciata ad Agrigento dal giudice di pace.... «l'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero non paiono rappresentare, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, quella di migrante»... «la perseguibilità penale dello straniero appare irragionevole, non agevolando in alcun modo le procedure di espulsione»... in contrasto con il principio di uguaglianza previsto dall'art. 3 della Costituzione... infine, la norma risulta contraddittoria con «gli obblighi assunti dall'Italia in materia di trattamento dei migranti»"
"Il Natale non può essere un nemico. " (ndr.: ma neppure una melassa... per i credenti è buona notizia, a partire degli ultimi)
"Il sasso nello stagno è stato lanciato. E la scoperta è di quelle che faranno discutere."
"In un'Europa secolarizzata, la Chiesa post-conciliare, secondo Godfried Danneels, sta "riscoprendo la sua essenza fondamentale"... dopo "secoli d'orgoglio". "Siamo passati dall'immagine della Chiesa come cittadella a quella del lievito nella pasta." Ed "è una purificazione salutare"... Herman Van Rompuy... definisce questo cardinale "costruttore di ponti, per Roma che vive ancora nell'abisso tra la modernità e la tradizione". Godfried Danneels riserva del resto le sue righe più severe per la Curia romana, "un organo esecutivo che, senza saperlo e senza cattiva volontà, evolve verso un apparato di funzionari", e per la mancanza di collegialità tra il papa e i vescovi "che mancano di ispirazione e di idee"."
16 dicembre 2009
"Modestamente, Greg Mortenson si limita a costruire scuole. Soprattutto scuole per ragazze. Ad oggi, ne ha aperte 91 in Pakistan e 40 in Afghanistan... comincia tutti i suoi interventi con "Salam aleikoum", la pace sia con voi... Ha cercato a lungo di cambiare il sottotitolo imposto al suo libro dall'editore: "La missione di un uomo contro il terrorismo". Quando il successo è arrivato, ha finalmente potuto imporre il suo: "La missione di un uomo per promuovere la pace". "Terrorismo, fa leva sulla paura, dice. La pace, sulla speranza.""
"Se il Novecento è Il secolo del martirio ... questo dei gesuiti e delle donne del Salvador è un martirio classicamente novecentesco. Si svolge ... nella polvere e nella sporcizia di società dilaniate, nella polvere e nello sporcizia di una Chiesa dove il riconoscimento di questa visitazione è detta o negata fra mille astuzie. Forse anche su queste piangeva la lungimiranza di padre Arrupe. "
"la situazione cui mi trovai di fronte fu la richiesta di una sottomissione e resa incondizionata al Diktat da Roma" " C'è anche il pericolo che la Chiesa cattolica diventi luogo di raccolta di correnti arciconservatrici"
"Contrariamente a quello che si riteneva in Europa, Dio non è morto, anzi sta benissimo, e anche il capitalismo sta meglio di quello che pensavamo. Infatti, dato che sarà il mercato globale a decidere dove Dio tornerà, e soprattutto quale Dio tornerà, sarà un Dio cristiano, occidentale e americano. Questa è, in estrema sintesi, la tesi di fondo dell'ultimo libro di John Micklethwait e Adrian Wooldridge, God Is Back" "La maggiore differenza rispetto all'Europa è che l'America si divide sull'interpretazione della religione nello spazio pubblico, più che sull'opportunità di dare alla religione uno spazio pubblico."
15 dicembre 2009
"Imbarazzo superato, Costituzione adattata ai buoni rapporti internazionali. Possiamo partecipare a ogni guerra preventiva nel rispetto della nostra Carta fondamentale. Ma non basta: purtroppo la Carta lega le mani a chi governa. Si vuole allargare lo strappo per cambiare la vita di tutti. Meno uno. Protagonisti gli stessi nomi. Solo Dossetti è la memoria della speranza. "
"Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, scriveva Brecht. Ma sventurati anche gli eroi che hanno bisogno del popolo"
"Non puoi combattere l'odio se non lo combatti tutto. Andando a colpire sia i teppisti razzisti che sputano online su Umberto Bossi chiamandolo «paralitico di m.» sia quanti aprono gruppi di Facebook intitolati «Io odio Di Pietro» o «Uccidiamo Bassolino». Mai come stavolta, però, il buon esempio deve venire dall'alto. Occorre abbassare i toni. Tutti."
"Non abbiamo bisogno di intelligenze "al di sopra delle parti", né abbiamo bisogno di edulcorare le nostre asprezze. La democrazia non sa che farsene di queste finzioni e di queste ipocrisie. Abbiamo solo bisogno di maestri di vita morale."
"a quello (rancore) verso Rosi Bindi, che fu rea di «indisponibilità» verso il premier e oggi è rea di dire una verità impronunciabile (anche per i suoi compagni di campo), cioè che se clima di violenza c'è, fra i suoi artefici va annoverato anche Berlusconi che pertanto non ne è solo vittima."
14 dicembre 2009
Da Giancarla Codrignani riceviamo questo contributo per l'incontro di Firenze2 che si terrà il prossimo 6 febbraio 2010, che volentieri diffondiamo. "La chiesa cattolica - sostiene Williams - riafferma il linguaggio della regola e della gerarchia stabilito per decreto, con opposizioni formali tra docente e discenti, direttori e diretti, nonostante il Vaticano II avesse superato il verticismo giuridico gerarchico e posto il tema dell'unità in termini di compatibilità reciproca" "Ma è necessario ottenere ascolto e non essere emarginati perché "cristiani adulti". Vorrei per questo che l'istituzione ecclesiastica si rendesse fraternamente presente al prossimo incontro, se è vero che crediamo tutti nella potenza dello Spirito."
«La ragione vera è che Cristo, dando alla Chiesa la sua fondamentale costituzione, seguita poi sempre dalla Tradizione, ha stabilito così» (ndr.: è sufficiente il principio di autorità-tradizione e cioè che le cose stanno così perché si è sempre detto e fatto così? Come poter distinguere il contenuto della rivelazione dalle forme culturali di cui è rivestito? la tradizione non è forse una realtà viva, non semplice ripetizione del passato ma riattualizzazione nell'oggi di quanto abbiamo ricevuto? Non sarebbe necessaria una purificazione della memoria? Non è quanto meno sospetta l'esaltazione del femminile che si accompagna all'esclusione da funzioni di governo nella chiesa? ...)
" E se ciò che è stato fatto di me fosse di confrontarmi col silenzio di Dio? Dovrei assumermi questa responsabilità e comportarmi di conseguenza? Dovrei combattere insieme a Lui che sta combattendo anche per me, insieme al Dio della mia favola, al Dio Vincente della creazione? Ma chi, se non Lui, me ne darà la forza? "
"Il nocciolo del problema non è l'Islam o l'anti-Islam, non sono i minareti e il velo, ma gli elementi essenziali a garantire una società libera"
"questa barbarie può essere contrastata certamente con gesti grandi, ma anche con tanti piccoli gesti quotidiani..."
"All'inizio... ha accettato il principio di un dibattito sull'identità nazionale... poteva ancora immaginare che la riflessione avrebbe riguardato il modo di "riconciliare le nostre molteplici identità... tutto quello che ci costituisce in quanto francesi..." Purtroppo, questa francese d'origine tunisina, impegnata nel dialogo cristiano-islamico, constata oggi che il dibattito ormai è occupato da un'unica domanda, che riassume così: "I musulmani sono dei francesi come gli altri? E, ancor di più, la loro presenza sul suolo francese è compatibile con la Repubblica?". E deplora il fatto che "si suggerisce la risposta nel momento in cui si pone la domanda"."
13 dicembre 2009
"Il prete non è un "in sé", che si potrebbe considerare al di fuori delle relazioni che gli danno la sua ragion d'essere e lo fanno vivere... Se l'anno "sacerdotale" diventasse una esaltazione del prete per se stesso, posto fuori o al di sopra del popolo di Dio che però è esso stesso tutto "sacerdotale", allontanerebbe i cristiani dal suo vero significato e da ciò che comporta... L'ordinazione non separa, ma invia... Come ha sottolineato il teologo Joseph Ratzinger... "non è in primo luogo il sacrificio che rende ragione del ministero dei preti, ma è la riunione del popolo di Dio". Queste considerazioni teologiche e pastorali lasciano aperte importanti questioni sollevate dalla situazione dei preti. Un "Anno sacerdotale" non può fingere di ignorarle."
"C'è in Francia una tradizione che presuppone che la religione abbia una virtù antipolitica, che allontani dalla comunità dei cittadini. Le inchieste recenti invitano a maggiori sfumature. Le religioni hanno una capacità di integrazione. Non è un caso che le autorità pubbliche tentino oggi di fare alleanza con loro. Le religioni sono diventate delle welfare religions, che rispondo alle mancanze dello Stato-provvidenza. Ma al di là del sostegno materiale, mirano anche ad integrare le persone nella società. Inoltre, tutte, indipendentemente dalle tendenze, fanno dei discorsi di lealtà per la Repubblica, e incitano i loro membri alla partecipazione civica. Del resto, i praticanti dei diversi culti partecipano più dei non praticanti alla vita politica e associativa."
"Il profondo Veneto vive una contraddizione per il momento insanabile. Ad una altissima percentuale di credenti e praticanti corrisponde una altissima percentuale di leghisti... Nei mesi scorsi don Matteo prese carta e penna e scrisse un articolo duro contro il respingimento dei migranti africani in Libia e lo pubblicò sul bollettino parrocchiale... «Mi sorprese tuttavia la reazione dei miei parrocchiani. Erano stupefatti. Mi dicevano: perché fai politica? Ho tentato di spiegare che l'accoglienza non è una parola vuota, e che mi indignavano le immagini dei barconi affondati. Alcuni mi diedero ragione, ma furono pochi»"
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