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11 febbraio 2009

"Lei è una voce fuori dal coro... «No. Sono nel coro che è la Chiesa cattolica. Sarò forse un solista. E i solisti mettono in evidenza alcuni aspetti della partitura. In questo coro io ho voluto mettere in evidenza un aspetto: quello della libertà della persona, quello della vita che è vita quando è fatta di relazioni, quello del rispetto della volontà anche quando non è espressa con un atto formale, come è stato per questa giovane donna che lunedì sera ha concluso il suo cammino. Rifiuto qualsiasi forma di "intruppamento", di mobilitazione, di crociata. Perché le crociate hanno lasciato brutti segni nella storia della Chiesa»."
"«Le posizioni in tema di etica possono essere prese in due modi. In nome della verità e del dogma, con regole generali e astratte; oppure in nome della carità e della com-passione, con atteggiamenti e comportamenti concreti. Nella Chiesa cattolica, ovviamente, ci sono entrambe queste posizioni...» «Una legge comune è possibile solo se si abbandonano i dogmi, se si affrontano i problemi non brandendo quella verità che consente a qualcuno di parlare di "omicidio" e "boia", ma in una prospettiva di carità.» «Il Concilio Vaticano II ha rovesciato la tradizione della Chiesa come potere alleato dello Stato, ha voluto liberarla da questo legame tutt'altro che evangelico... invitò i cattolici a un impegno responsabile nella società, uomini con gli altri uomini, con la fiducia riposta nel libero esercizio delle virtù cristiane e nell'incontro con gli "uomini di buona volontà"». «Oggi la politica è succuba della Chiesa, ma domani potrebbe accadere l'opposto.»"
"Nel caso di Daniele Capezzone e delle sue idee su casi come quello di Eluana... dobbiamo esserci persi qualche puntata. Prima che si schierasse al fianco del Cavaliere ... avevamo annotato opinioni diverse. Ma non per questo meno bellicose. Su Eluana, ad esempio, aveva tuonato sette anni fa che «nulla consente di chiamare "vita" le condizioni» in cui versava... Lui sì lo sapeva, cosa bisognava fare... Occorreva «la legalizzazione dell'eutanasia»."
"Non occorre invocare la religione, né rivolgersi alla Chiesa, né ancor meno occorre la supponenza di insegnare alla Chiesa come essere Chiesa. Ai laici autentici è sufficiente la religione dell'art. 2: tutti gli uomini sono uguali in dignità e hanno gli stessi diritti inviolabili rispetto alla loro dignità."
"Oggi sembra che tutti gli argini si siano rotti nelle due sponde del Tevere e prevale una strumentalizzazione ed esasperazione dei temi controversi che si riverberano sulla famiglia di Eluana che ha vissuto e vivrà un dramma che le istituzioni e la Chiesa avrebbero dovuto rispettare."
" Davvero non si può ammettere che una persona decida se la propria vita è ancora degna di essere vissuta o no? Se si pone questa semplice domanda, si vede come dietro la questione di principio (la vita è un bene indisponibile) si nasconda una pura questione di potere, e specificamente di potere ecclesiastico: nessuno di noi è in grado di conoscere il proprio «vero» bene, solo la Chiesa lo può" " Anche quelli fra noi che, come me, sono convinti della necessità dell'esistenza della Chiesa per trasmettere il Vangelo, non si sentono più di accettare per questo lo scandalo delle questioni di principio invocate per puro scopo di potere. "
"Beppino Englaro è stato grande nell'aver voluto una soluzione legale senza mai cercare scorciatoie sotto banco. Personalmente non avrei trasferito Eluana a Udine, ma non pronuncerò mai condanne contro la famiglia Englaro né farò campagne. Va rispettato il dolore personale, soggettivo di un padre che si è fidato della giustizia ed è stato esemplare nel rifuggire dai sotterfugi"
"Ciò che divide non è soltanto la diversa lettura di queste situazioni limite offerta dagli esperti (biomedici, giuristi), ma anche un differente modo di pensare la vita e la sua dignità." "da più parti si spera in una convergenza di orientamenti che ci offra una legge che per lo meno porti a scegliere il «male minore». Le posizioni si possono avvicinare se ognuno riconosce le buone ragioni degli altri e gioca al meglio le proprie risorse per arricchire la cultura della nazione."
Il pastore della chiesa riformata di Francia Antoine Nouis: "La revoca delle quattro scomuniche non rimetterà in discussione le amicizie coltivate con i nostri amici cattolici. Sappiamo tutti che nella Chiesa cattolica c'è una vera diversità. La lacerazione dei cattolici rispetto alla loro Chiesa può solo incoraggiarmi a proseguire il cammino con loro. Ma sono intransigente sul problema del revisionismo."
"La teologia è al centro dell'insegnamento: la tecnica artistica è a servizio della preghiera per creare delle icone, di cui ogni tratto esprime il raccoglimento, quale che sia la confessione dell'autore. "I nostri 250 allievi sono per l'80% cattolici, poi ci sono dei protestanti e, naturalmente, degli ortodossi. L'icona ha per vocazione lo spezzare le frontiere e riunire i cristiani di tutte le confessioni."

10 febbraio 2009

"La "cattiveria", invocata dal ministro Maroni, è diventata politica di Governo, trasformata in legge. Così, questo Paese, già abbastanza "cattivo" con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall'accanimento persecutorio"(ndr.: Perché parlare così grevemente di cultura di morte? Non si tratta forse di intendere in modo diverso il rispetto della vita? Qualche dubbio in più non guasterebbe)
"E' il carattere relazionale dell'esistenza, dato ontologico ineliminabile della costituzione dell'umano, nonché bussola prima di orientamento etico delle vite reali, a farne le spese, che si tratti della relazione primaria del concepito con la madre all'inizio della vita o delle relazioni di cura e affidamento alla fine della vita."
"Io sono credente e non credo si debba avere timore di accettare la morte. In un dialogo on line con una suora le ho chiesto cosa farebbe un grande santo di fronte all'ipotesi di interrompere cure eccessive e tornare alla casa del Padre»." Ha risposto "con l'esempio di San Francesco. Quando si ammalò i suoi confratelli volevano prolungargli la vita ma lui disse: lasciatemi stare. Non è suicidio assistito o eutanasia, ai quali sono contrario, ma il diritto costituzionale a non doversi curare per forza"
"L'accusa è terribile. «L'Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali». Firmato, Famiglia Cristiana." "La fantasia del "cattivismo" padano fa strame dei diritti di uomini, donne e bambini venuti nel nostro Paese in fuga da fame, guerre, carestie, in attesa di un permesso di soggiorno. Eppure nessuna indignazione da parte dei cattolici della maggioranza, nessun sussulto di dignità in nome del Vangelo: peccano di omissione e continuano a ingoiare "rospi" padani senza battere ciglio, ignari della dottrina sociale della Chiesa"
"E' diventato uno squatter con la tonaca pur di dare una casa a una bambina di otto anni. «Una situazione intollerabile, disumana. Non si può stare a guardare. Ho provocato clamore, tra i parrocchiani c'è chi l'ha presa male e mi ha rimproverato: "Certe cose non bisogna farle". A loro ho replicato: ospitate voi questa bimba con la mamma?»."
"A differenza dalla sua fase iniziale, in quella finale la vita non conosce un punto preciso in cui essa possa considerarsi conclusa... Non è un criterio la qualità della vita, che può essere valutata solo dall'interessato, l'unico autorizzato a decidere sulla propria vita e sulla propria morte ... Non è certo un criterio il lasciare libero corso alla natura, la quale produce pure lo tsunami e le epidemie, alle cui vittime dobbiamo prestare soccorso. La Chiesa se la cava condannando l'accanimento terapeutico, concetto in sé vago" (...) "in questo campo non sono lecite ipocrisie: togliere cibo o altre sostanze necessarie per vivere significa togliere la vita; pure chi, seguendo la Chiesa che condanna l'accanimento terapeutico, smette di fornire al paziente le cure per la sua sopravvivenza deve sapere che egli lo abbandona alla morte e in certo senso gli dà la morte, perché ritiene sia, in quella circostanza, la cosa meno inumana."
"Chi pratica gli ospedali sa che la morte dolce da noi è già una realtà. E nasce dalla consapevolezza che la tecnologia diventa sempre più invadente e presuntuosa... Ma appena qualcuno pretende di agire alla luce del sole, secondo la legge della pietà e dell'amore, diamo in escandescenza.
Chi davvero conosceva quel corpo martoriato, chi ha percorso tutta la spinosa strada del coma, dapprima colmo di speranza e poi mano mano sempre più disilluso e scoraggiato, chi, dopo quasi vent'anni di tormenti e attese, chiedeva la fine del supplizio, credo avesse diritto alla nostra fiducia. O veramente abbiamo perso ogni capacità di giudicare un caso, un uomo, la sua onestà, i suoi affetti, le sue decisioni dolorose, per correre dietro ai principi astratti?"
"Il nuovo Calvario su cui è salita Eluana Englaro e dove è morta ieri sera, è questa fine tutta politica, usata, strumentalizzata" (...) "... il dramma di un padre. Accanto al letto della sua Eluana, lui è vivo, vede, ama, soffre, s'interroga, si dispera e ragiona. Diciassette anni sono lunghissimi... Il padre potrebbe risolvere il problema nell'ombra, come fanno molti e come vogliono i Pilati italiani" (...) "Quel gesto verso lo Stato - ... dimmi cosa devo fare... - è un gesto che nasce dall'interno di una famiglia. Strano che nessuno lo abbia detto. Quel padre fa la spola tra una moglie malata gravissima e una figlia incosciente... Nessuno ha nemmeno il diritto, da fuori, di immaginare il suo tormento, il filo dei pensieri, la disperazione..." (...) "È miserabile sfruttare una morte per trarne un vantaggio politico."
"Sono cambiati i soggetti, i temi e i fini del confronto: anche se le persone sono le stesse, più che una contrapposizione tra detentori del potere ecclesiastico e di quello statuale, prevale la discussione tra autorità morali, gruppi sociali, élites intellettuali, individui comuni; l´oggetto del contendere riguarda spesso problemi senza spessore materiale ma di grande rilievo simbolico; i fini su cui ci si divide non toccano più gli interessi della Chiesa e dello Stato ma i comportamenti concreti dei singoli cittadini e così via." "La storia della laicità, com´è noto, non è stata solo segnata da duri scontri e da dure contrapposizioni, ma anche dal dialogo e da una crescente capacità di comprensione reciproca. Se oggi il dialogo tra credenti e non credenti si interrompe, entrambi rischiano un progressivo impoverimento e, soprattutto, lo rischia tutta la società."
"Mettete via i cartelli opposti che intimano: "Giù le mani da Eluana". Salutiamola, Eluana, con l´amore che si sapeva riservare alle ragazze perite, tenerelle, pria che l´erbe inaridisse il verno. Quanto a noi, scriviamo ciascuno sul proprio cartello: "Giù le mani da me, per favore"."
"Il cardinale (Poletto) non specifica chi dovrà fare, a suo parere, l´»onesto esame di coscienza». Dice semplicemente «tutto il Paese» e non sembra voler escludere a priori anche quella parte dell´Italia che ha creduto alla linea seguita dalle gerarchie cattoliche."
"In consonanza con tanta parte di questa grande comunità di persone che nella tradizione biblica cercano il senso della propria vita, penso che la testimonianza di una Chiesa cristiana non debba mai consistere nell'indicare la soluzione giuridico-legislativa specifica da preferire, né tanto meno le concrete modalità dell'impegno politico" "chiedo alla Chiesa di affermare con forza il valore della vita; ma di rendere alla scienza ciò che le è proprio." "ma essa deve lasciare loro - e in particolare a quelle che sono impegnate negli organi legislativi e amministrativi dello Stato - la libertà di compiere secondo coscienza le scelte proprie della funzione civile o professionale che esse svolgono, confrontandosi in proposito con le persone di fede diversa senza la pretesa di possedere in quel campo una verità rivelata, direttamente attinta dalla volontà divina."
"più in generale, c'è la pretesa di affermare la presenza , l'autorevolezza, l'incidenza della Chiesa con strumenti visibili, mediatici, giuridici, economici, politici. Si manifesta così una drammatica emergenza educativa: si vorrebbe imporre l'obbedienza alle norme poste e interpretate dall'autorità forse perché non si riesce a educare alle scelte in coscienza, con amore e rispetto."
"Mentre i lefebvriani sfidano il Vaticano e annunciano nuove prossime ordinazioni sacerdotali e la già avvenuta consacrazione di diaconi (secondo quanto afferma il quotidiano tedesco Kolner-Stadt Anzeiger del 5 febbraio), le Chiese locali continuano a mobilitarsi e a esprimere reazioni più o meno forti nei confronti del provvedimento vaticano e della vicenda Williamson. A prendere"

9 febbraio 2009

"Il teologo ribelle, Hans Küng, intervenendo ieri alla trasmissione su Rai Tre di Lucia Annunziata «In mezz'ora», ha alzato il tiro verso il Papa. «I suoi collaboratori sono solo "yes-men". È come al Cremlino - attacca Küng -. Hanno la loro dottrina, il loro sistema, ma non vedono il mondo e siamo in pericolo se il Papa non lavora in collegialità con i vescovi e se i suoi collaboratori non hanno coraggio di criticare»." "Il Papa «già sapeva da cardinale che i seguaci della fraternità di San Pio X sono antigiudei». Insomma, «uno sbaglio di calcolo, nel senso che il Papa non ha pensato alle conseguenze di questo gesto»."
"Sconcordato, piuttosto: un patto rotto, un accordo in evidente stato di confusione, un attrezzo inservibile, nel migliore dei casi un simulacro. Non lo si dice qui per polemica, al modo dei radicali. Sono i fatti degli ultimi anni che parlano da soli, e danno la misura dello strappo, degli strappi: fecondazione assistita, istruzione privata, astensionismi, vittimismi, aborto, unioni civili, pressioni, anatemi. Il contenzioso si allarga mese dopo mese..." "No, davvero non si invidiano i potenti italiani e i dignitari pontifici che nel bel mezzo della storia angosciosissima di Eluana e dell'aspro conflitto che ne deriva s'incontreranno sotto la loggia del Sansovino per poi sedersi sulle poltroncine di raso rosso e spalliera dorata, come se nulla fosse."
"La Santa Sede si smarca dalla guerriglia istituzionale di Berlusconi." "nel Palazzo apostolico non è piaciuto né l´attacco larvato del premier al presidente... (né) le battute sui parti possibili..., le affermazioni irresponsabili..., le implicite accuse al padre... espressioni che offendono una certa sensibilità pastorale." "In ogni caso il Vaticano si premura contemporaneamente di trasmettere alla maggioranza governativa il suo esplicito plauso per la leggina portata in Senato... Dietro le quinte arrivano poi incoraggiamenti prelatizi alle manovre del ministro Sacconi per trovare pretesti amministrativi, che blocchino l'opera dei medici nella clinica di Udine."
"Meraviglia la crudeltà di un padre che ha vissuto lo stesso dolore."
«Gli italiani chiedono testimonianza, non comandi dal pulpito. Si prova disagio quando il vertice ecclesiastico pretende di dire l´ultima parola su tutto, arrogandosi una triplice corona quale rappresentante di Dio, interprete della Ragione e al tempo stesso della Natura»«La verità è che la Chiesa ha paura di una società in cui è esplosa la soggettività di massa, una società in cui si sono andati affermando il gusto, l´abitudine, il diritto di impostare la propria esistenza secondo la propria coscienza e le proprie convinzioni»«oggi ci sono più laici che chiedono il confronto con noi cattolici che cattolici che chiedono il confronto con i laici»
" un giorno dialogo, un altro scomuniche; un giorno benevolenza, un altro minacce; un giorno legalità, un altro illegalità; ciò che è detto un giorno è contraddetto il giorno dopo. La coerenza non riguarda i fini ma i mezzi, cioè i mezzi come fini: si tratta di operare, non importa come e con quale coerenza, allo scopo di incrementare risorse, influenza, consenso" "il "politico" di successo, in questo regime, è il profittatore, è l´uomo "di circostanza" in ogni senso dell´espressione, è colui che "crede" in tutto e nel suo contrario." "una definizione che, in una parola, condensi tutto questo (...): nichilismo, inteso come trasformazione dei fatti e delle idee in nulla, scetticismo circa tutto ciò che supera l´ambito (sia esso pure un ambito smisurato) del proprio interesse. Chi conosce la storia di questo concetto sa di quale veleno, potenzialmente totalitario, esso abbia mostrato d´essere intriso. Ciò che, invece, si fa fatica a comprendere è come chi tuona tutti i giorni contro il famigerato "relativismo" non abbia nessun ritegno, addirittura, a tendergli la mano."
" Una chiesa che non rispetta al proprio interno i principi della democrazia pretende di dare lezioni di umanità a un intero paese. Quando un'autorità religiosa pretende di parlare nel nome di Dio in modo assoluto sulle questioni di vita e di morte senza più alcun distinguo, abbandona il terreno della credibilità, sia per chi non è credente, sia anche e forse prima ancora, per chi è credente" "come mai ciò che per la stessa Chiesa è possibile in Germania non può esserlo in Italia?"
  • Lettera a Eluana di Alberto Simoni in KOINONIA-FORUM n. 129 del 7 febbraio 2009
Cara Eluana, voglio pensare e sperare che il tuo sacrificio diventi motivo di resipiscenza, per trovare il senso della misura e del mistero, e cioè il silenzio rispettoso e magari orante. Dio è davvero più grande del nostro cuore!
" «... Io non come papa ma come italiano mi ver­gogno!... Io parlerò, non avrò paura. Mi preme il Concordato, ma più mi preme la coscienza. Non avrò paura! Preferisco an­dare a chiedere l'elemosina». (dagli Ar­chivi segreti ora in Emma Fattorini, Pio XI, Hitler, Mussolini, Einaudi 2008). La co­scienza dunque viene prima: più impor­tante di qualsivoglia Concordato a ripro­va della natura spirituale e non tempora­le che dovrebbe avere la chiesa." (ndr.: forse anche oggi non mancano motivi di cui vergognarsi come italiani)
Ci facciamo portavoce di quanti non riescono a farsi sentire in questo clamore mediatico per chiederLe che la Chiesa faccia un passo indietro e che scelga per Eluana e i suoi genitori la linea del silenzio e della preghiera.
Di Eluana Englaro, crocifissa sul calvario del suo letto, non importa niente ad alcuno. E' diventata un vessillo da issare nella guerra ignobile per assicurarsi una supremazia (Vaticano e Cei) o per rafforzare il proprio potere (governo)

8 febbraio 2009

"Dal Vaticano e dai vescovi ci si potrebbe attendere qualche presa di posizione più umana e più cristiana, meno adatta a una «religione civile». Quel tipo di religione gradita ai governi che ormai sta dominando in quasi tutto il mondo. Comprese le terre cristiane. "
"Ho visto spuntare lo scisma cattolico del Novecento, quello che Bene­detto XVI sta tentando di cancel­lare, una domenica di giugno del 1977... Nell'inter­vista con me, la prima a un gior­nalista italiano (...) Lefebvre mi­se in chiaro che gli sponsor del­la rivolta erano altolocati: «vari cardinali in Vaticano - disse - sostengono la mia posizione». (...) dichiarò tran­quillo che «il nuovo cardinale Ratzinger si augura di poter in­tervenire presso il papa per fa­vorire una soluzione». (...) Nelle au­le dell'antipapa si trovavano car­te geografiche dell'Europa delle Crociate ... schemi di predicazione dell'Ottocento ... lo Spiri­to della filosofia medievale di Etienne Gilson e El liberalismo es pecato di Sarda y Salvany (1884), agiografie di Pio IX e di Pio X, libri di De Maistre e di Evola ... catechismi di Pio X e trattati di esegesi che riciclavano gli ste­reotipi antisemiti. Della Sacra Scrittura neanche l'ombra."
Ottant'anni dai Patti lateranensi, venticinque dalla revisione di Craxi. Due anniversari in un'Italia sempre più soggiogata dal potere ecclesiastico "La legge in Belgio è uscita, senza scandali e scomuniche, e si muove nella direzione di assecondare la libertà di coscienze mature e determinate. Alle Chiese rimane tutto lo spazio per sollecitare l'attenzione a non cadere nella faciloneria, ai medici e alle coscienze personali l'esercizio nobile della libertà e del servizio. (...) I cattolici italiani sono invece considerati come dei bambini ai quali è necessario dire ogni giorno ed in ogni momento che cosa devono fare, senza promuovere la loro responsabilità personale. Dato e non concesso che con i bambini sia opportuno fare così. Nella difficoltà ad avere dei cattolici adulti che sappiano tenere in giusto conto le raccomandazioni della Chiesa, ma poi interpretarle secondo coscienza, non resta altro che fare decreti e leggi impositive e limitative. Se questa è laicità!"
"Era evidente sin dalle prime mosse di questa orribile partita, ma ora è arrivata la più clamorosa conferma. La tragedia di Eluana Englaro, di questa ragazza da 17 anni in stato vegetativo, non c'entra. (...) E' il gesto di un incantatore senza più incanti. Di chi sta cercando in tutti i modi di distrarre il Paese dalla crisi gravissima che lo sta investendo, e di proporre all'attenzione dell'opinione pubblica altri temi, e altre prospettive. (...) Un diversivo, dunque, freddamente compiuto sulla pelle del Paese: ma un diversivo che ci conduce sull'orlo dell'abisso; un diversivo nel quale il destino politico di un uomo che ormai ha fatto il suo tempo viene scambiato con quello dell'Italia e della Repubblica."
"Il progressivo cedimento culturale alla xenofobia, lo slittamento semantico verso il linguaggio della pura forza, produce ora una novità imprevista dagli stessi leader leghisti. Perché è vero che in tutti i governi, di destra e di sinistra, al ministro dell'Interno tocca sempre il ruolo del duro, del "cattivo". Ma solo nell'Italia del 2009 un ministro come Maroni si ritrova ad assumere la funzione politica di capo dei cattivi. Cioè di un movimento d'opinione che, facendo leva su diffusi istinti popolari, teorizza la disuguaglianza dei diritti come difesa della nazione. Ormai chi fa politica si ritrova mutilato perfino nel vocabolario. Davanti a una telecamera sarebbe controproducente esprimere disagio per la dimensione umana degli sbarchi a Lampedusa, l'eccidio quotidiano, la tragedia di una nuova frontiera epocale. Quelli lì non ce li possiamo permettere, punto e basta. Paghiamo la Libia purché li rinchiuda in lager lontani dalla nostra vista. I difensori della vita recano inutili pagnotte e bottiglie d'acqua al capezzale di Eluana Englaro, non tra i naufraghi africani, essendo anche la bontà ridotta a ideologia."
"Nello spazio della laicità l'esperienza di fede ha trovato anche l'occasione di dare alla società cose pregiate e molto sue: in termini di salvaguardia dei legami sociali, di formazione delle coscienze, di interpretazione delle attese degli ultimi, e perfino (lo mostrò Riccardi per De Gasperi e Pio XII) in termini di laicità vissuta. Cose che ovviamente non contano per chi sogna di vincere il titolo da anni vacante di «uomo della Provvidenza » o per chi calcola di usare contro Giorgio Napolitano l'inarcarsi del sopracciglio papale o di quello cattolico, già così storto per la cittadinanza concessa al randello padano, verga del dio Po; per tutti gli altri, laicamente, contano."
"Per sensibilità umana ma anche per correttezza di credenti dovremmo confinare la riflessione al livello della coscienza individuale. Non farne una bandiera da innalzare nei cortei di piazza»."
"Il diritto e la Costituzione tengono insieme, per vocazione, etiche e individui diversi. Il dubbio su questioni di vita e morte è in ciascuna persona, e proprio per questo si fa parlare la legge e si separa lo Stato dalle chiese. È quello che permette allo Stato di non essere Stato etico, dunque ideologico. Nell'ignorare la necessità di questi vincoli il Vaticano non si differenzia in fondo da Berlusconi, oscurando quel che invece li divide eticamente. L'interesse o la morale del principe contano per loro più della legge, della costituzione. Il particolare, sotto forma di spirito animale dell'imprenditore-re o di convinzione etica del sacerdote-guida, non si limita a chiedere un suo spazio d'espressione e obbedienza (com'è giusto), ma esige che lo Stato rinunci a fare la laica sintesi di opinioni contrarie." "È il dono di governo e contemplazione che manca tragicamente sia in chi conduce la Chiesa, sia in chi governa la Repubblica."
"È stata una dura mazzata e molti cattolici hanno la testa ancora dolorante. I responsabili ecclesiali hanno un bel parlare di fare i pacificatori, evocando en passant la parabola del figliol prodigo e spiegando che il papa pensa solo al bene della Chiesa sulla scala dei secoli: sembra che qualche cosa si sia veramente spezzato dall'annuncio della revoca della scomunica dei quattro vescovi della Fraternità San Pio X (...) La redazione di Témoignage Chrétien ha ricevuto molte reazioni... Riproduciamo qui due di quei testi. Uno scritto da un prete, teologo e poeta... L'altro è una riflessione di un laico... sociologo ... che, per una volta, ha messo da parte il suo atteggiamento "distaccato" di studioso."
"In un mondo che sembra essere ad anni luce dalla seconda guerra mondiale, qual è il valore della tradizione, della fede, della trascendenza, di tutto ciò in cui si identificano ebrei e cristiani? La religione sembra appartenere ad un passato superato, sottolinea il filosofo Luc Ferry..." "Il suo collega Marcel Gauchet ritiene che la laicità ha ottenuto solo una falsa vittoria in Francia. "Il politico ci ha perso moltissimo, nell'indebolimento delle religioni" (...) Non si tratta di rimettere le religioni al potere, ma di integrarle nello spazio pubblico. Però è necessario che cambino linguaggio..."
"...se tutti i racconti mitici delle società arcaiche si pongono dalla parte della comunità che scarica la sua violenza su un capro espiatorio destinato a ristabilire l'ordine sociale, "il cristianesimo racconta la stessa scena, ma dal punto di vista della vittima innocente", Cristo. Il cristianesimo non è quindi un mito né una religione come le altre, assicura René Girard. Il che visibilmente non impedisce a delle pecorelle smarrite di braccare il capro espiatorio, ebreo o omosessuale, come si faceva un tempo. E se una certa frangia della Chiesa non fosse ancora del tutto cristiana?"

7 febbraio 2009

"Si dice che strumentalizzano la preghiera in pubblico, i primi; non si dice che strumentalizzano la preghiera in pubblico, i secondi. Per cui ci si scandalizza e si vuole impedire che la ripetano, i primi; per cui non ci si scandalizza e non si vuole impedire che la ripetano, i secondi. ..."
"In nome della «riconciliazione» con un ristrettissimo gruppo di tradizionalisti reazionari, questo papa rischia di perdere la fiducia di milioni di cattolici del mondo intero rimasti fedeli al Concilio Vaticano II. E il fatto che a farlo sia un papa tedesco peggiora ulteriormente le cose. Le scuse tardive non risolvono nulla."
"Premesso che sulla difesa della vita non c´è discussione, penso che si sia passato il limite. Taluni, in omaggio ai sacri principi, emettono sentenze definitive e giudizi irrevocabili. Sono cose inaccettabili. Incivili. Se qualcuno le fa in nome dei principi cristiani, io credo che i principi cristiani parlino di amore, di carità, di comprensione, di partecipazione alla sofferenza. Ma non vedo cosa c´entri con i principi cristiani un´invasione così aggressiva dello spazio di libertà di ciascuno"
"Nel caso di Eluana vedo un abuso da parte di una civiltà tecnologica totalizzante, così gonfia di sé e dei suoi successi da volersi sostituire alla natura. Si è perduta la saggezza della giusta misura. La Chiesa, e il governo insieme a lei, sono vittime di questo paradigma culturale dominante" " Reale, da credente, rivendica la libertà di coscienza dei cattolici sul caso di Eluana. Di più: dice che la libertà di coscienza «è un preciso dovere morale"
Due pesi, due misure. Grande mobilitazione e impegno nella battaglia per impedire l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali di Eluana Englaro autorizzata dalla magistratura, grande silenzio e assenza sul provvedimento che cancella il divieto per i medici di denunciare gli immigrati irregolari precostituendo quindi la condizione perché i sanitari "facciano la spia" alle forze dell'ordine.
"Consummatum est. Non solo il mostruoso atto di forza di un decreto che fa strame della legge, della nostra Costituzione, e dell'ufficio stesso del presidente della Repubblica. Ma consumato e compiuto è lo strazio della coscienza. Da sempre la violenza si oppone alla coscienza." "Basta far credere che la battaglia che si svolge oggi sia una battaglia fra avversari e difensori della vita indifesa e innocente, invece che una battaglia per la coscienza adulta, e per l'onore che le è dovuto." "La gerarchia cattolica attuale e la Chiesa preconciliare non ne hanno mai fatto mistero: loro non riconoscono la dignità e l'onestà della coscienza adulta."

6 febbraio 2009

"Ecco il vero pericolo: che la «cattiveria» del governo si insinui, come una infezione, nelle relazioni quotidiane e nei «mondi vitali», dove medici e impiegati comunali, agenti di polizia e insegnanti si comportano, provvidenzialmente, come se Roberto Maroni non esistesse."
"... quest'uomo incandescente che fa di tutto per farsi detestare dagli intellettuali e dai borghesi, ma che alla fine è su quel mondo, quello degli intellettuali e dei borghesi, che esercita tutto il suo dirompente richiamo di maieuta di una sacralità della parola..."
"Un Benito Mussolini convinto di essere «più bravo di Cavour», dopo la firma dei Patti Lateranensi,..."
"vi è un debito che ogni Paese ha con la propria storia. Quella italiana appare troppo inestricabilmente intrecciata alla vicenda del Cristianesimo e della Chiesa romana perché sia realmente plausibile immaginare un reciproco disinteresse, una reale indifferenza dell'una rispetto all'altra all'insegna dell'unilateralità. Alla fine, nella sua essenza e al di là di ogni possibile, anche necessaria, disputa sui suoi contenuti, il Concordato non è che la presa d'atto di questo dato"
"Si spaccano i lefebvriani. L´ala trattativista, che vuole il rientro nella Chiesa cattolica grazie alle concessioni liturgiche di Ratzinger, tace e prepara la riposta alle condizioni del Vaticano. Esplode, invece, il malumore dei falchi."
" ho imparato a distinguere il possibile dall´impossibile. Ciò che si può fare, è, da parte della scienza, lottare fino all´ultimo per la salute del malato e annullare il dolore fisico, e, da parte della società, aiutare le persone nel momento di massima debolezza, quando sono colpite da malattie gravi, senza calpestare mai i loro diritti"
"Resta da chiarire, purtroppo, la capacità di autonomia della politica italiana, del suo governo, del Parlamento e di questa destra davanti alle pretese della Chiesa. Che ha tutto il diritto di dispiegare la sua predicazione e di affermare i suoi valori, ma non di affermare una sorta di idea politica della religione cristiana, trasformando il cattolicesimo italiano da religione delle persone a religione civile, con forza di legge."
" un secondo fattore di debolezza, che chiama in causa la laicità delle nostre istituzioni. Se la politica fin qui si è rigirata i pollici senza provvedere, se in ultimo ha tentato la mossa disperata del decreto, è perché subisce i venti che soffiano sopra il cupolone. Curioso: le gerarchie vaticane sono diventate pervasive, ed anche più aggressive, da quando le chiese sono vuote di fedeli"
"Se le spiegazioni della nota della Segreteria di Stato del 4 febbraio fossero state date fin dalla pubblicazione del decreto, ci saremmo risparmiati diverse giornate di passione. Soprattutto quando si tratta di argomenti "scottanti", è preferibile preparare bene le spiegazioni. Ma è impossibile evitare ogni difficoltà. Dobbiamo anche essere pronti a correre dei rischi. E non si può certo pensare di progredire in un cammino di riconciliazione senza togliere le ambiguità."
"Le precisazioni mirano a rassicurare i cattolici preoccupati di veder rimessi in discussione gli orientamenti del concilio sulla libertà di coscienza e sul dialogo con le altre religioni, rifiutati dagli integralisti. Ma questo testo, in forma di chiarimento solenne, si rivolge più ampiamente all'opinione pubblica mondiale e alla comunità ebraica, che si erano messe in agitazione nel vedere il papa tendere la mano ad un negazionista e nel timore di un ritorno dell'antisemitismo cattolico. "Se questo fosse stato detto fin dall'inizio, si sarebbero evitati inutili danni", ha dichiarato mercoledì il rabbino David Rosen"
"Da una decina di giorni, gli ambienti cattolici subiscono un'inedito tsunami, e riversano sui siti internet dei giornali confessionali, sui forum comunitari e sui blog personali tutti gli interrogativi e le giustificazioni che ispira loro questa controversa decisione. L'argomento viene affrontato nelle parrocchie e nei seminari; incontri-dibattito sono organizzati in tutta la Francia. Imbarazzati, i vescovi offrono a loro volta ciascuno i loro commenti personali e le loro "interpretazioni del testo" (...) "Le tensioni potrebbero ... amplificarsi all'interno della Chiesa tra i "legittimisti", che riservano al papa tutta la loro fiducia, ed i più critici, decisi a non seguire più un "pastore" che li condurrebbe su una cattiva strada."

5 febbraio 2009

Per Ratzinger questa è la seconda Ratisbona, dopo "l'incidente" in cui incappò contro tutto l'Islam a causa della sua lectio magistralis nell'università tedesca. Stavolta però il caso investe direttamente la natura del suo pontificato ed in particolare la sua "interpretazione" del Concilio come «continuità» senza rotture rispetto alla Tradizione e al magistero dei secoli precedenti
"5 febbraio 1959: Giovanni XXIII ricevette in udienza don Primo Mazzolari... L'udienza del 5 febbraio restò in bilico per qualche giorno, ritenuta da alcuni inopportuna... Non mi soffermo a commentare la piccola trama intesa ad impedire a Mazzolari l'accesso al Papa. ...«Ho deciso di non andar mai oltre la semplice e schietta documentazione, memore di estreme parole dette a me, a me solo, da Papa Giovanni il 31 maggio 1963, dopo aver ricevuto il Santo Viatico: 'Non ci siamo soffermati a raccattare i sassi che, da una parte e dall'altra della strada, ci venivano gettati addosso per rilanciarli; abbiamo pregato, obbedito, lavorato, sofferto; abbiamo perdonato e amato' ». Il filo di quell'udienza sta nel diario e nell'epistolario di Mazzolari."
"Finalmente il Vaticano ha richiesto in modo netto ed esplicito al vescovo Williamson di ritrattare le sue tesi negazioniste. Era ora - e condividiamo la soddisfazione generale. (...) alcuni membri della comunità sembrano dar voce a un aperto disprezzo - in nome della Verità - verso tutte le altre religioni e verso le altre confessioni cristiane. Non c'è bisogno di essere esperti della dottrina della Chiesa per capire che siamo alla negazione delle tesi del Concilio Vaticano II. (...) viene il dubbio che in Vaticano ci sia qualcuno che apprezza proprio l'intransigenza dogmatica e il gusto della pura e semplice restaurazione liturgica e cultuale tradizionale... Questo atteggiamento tradisce una logica del primato assoluto dell'istituzione ecclesiale che rischia di essere fatale per la Chiesa."
"Lasciar morire Eluana è carità cristiana? «Sì. Non è tollerabile accanirsi ancora ... Dovremmo smettere di agitarci contro i mulini a vento e chiederci se quella della Englaro sia realmente vita. Una vita senza relazioni, alimentata artificialmente non è vita. Come cattolici dovremmo interrompere tutto questo clamore e dovremmo essere più sereni affinché la sorte di Eluana possa svilupparsi naturalmente. I trattamenti medici cui è stata sottoposta non possono prolungarle una vera vita, ma solo un calvario disumano. E' giusto lasciarla andare nella mani di Dio. Invece di fare campagne bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre»."
"Chi si assume l'arduo compito di assistere malati che, come Eluana, non hanno più una ragionevole speranza di recupero e non possono esprimere direttamente le proprie volontà, di fronte a interrogativi e dubbi quotidiani, immagino facciano prevalere il senso della missione: studiare, informarsi, valutare ogni possibile soluzione, consigliare e poi ascoltare, dialogare, capire e non imporre mai nulla. È proprio questo il difficilissimo esercizio di equilibrio che il medico è chiamato a fare: agire secondo scienza e secondo la propria coscienza ma senza mai trascurare le convinzioni di chi gli sta di fronte e la sua visione della vita, che non sempre corrisponde alla nostra."
"E' durata ventiquattr'ore la speranza del Vaticano di poter archiviare lo scandalo, rispondendo seccamente alla cancelliera Merkel attraverso un comunicato del portavoce vaticano. Né potevano servire le critiche a lei rivolte in Germania dal fratello del Papa, Georg Ratzinger. Non era mai successo che un capo di governo straniero chiamasse in causa ufficialmente il pontefice, chiedendogli una rettifica. Né c'era da aspettarsi che le acque si calmassero dal momento che interi episcopati (Germania, Francia, Svizzera, Austria) erano in rivolta e persino la Cei, pur esprimendo fedeltà al Papa, sentiva il bisogno di ricordare la necessità che i lefebvriani accettassero «tutto il Concilio»."
"Dipende da Ratzinger se gli episcopati di Francia, Svizzera e Germania non sono stati né coinvolti né informati. Dipende dai suoi collaboratori più stretti se, a scandalo scoppiato, i vertici vaticani siano convinti che tutto si placherà e che la colpa è, al solito, del presunto anticlericalismo dei media. La verità è che Benedetto XVI tende a non calcolare (perché ritiene la sua missione molto al di sopra) l'effetto delle sue decisioni sull'opinione pubblica."
"Questa lezione di teologia continua non rischia di spegnere quello che il sorriso di Giovanni XXIII aveva acceso? I princìpi sono importanti; ma gli uomini, in tempi come questi, hanno bisogno di comprensione e rassicurazione. Qualcuno direbbe: hanno bisogno di amore. Circondato dall'affetto sospetto degli atei devoti e dall'adulazione interessata degli incoerenti, il Vaticano da tempo istruisce, ammonisce, invita alla perfezione. Ma spesso sembra di vederlo dal lato sbagliato di un cannocchiale: una presenza distante, irraggiungibile."
"Censura cattolica scatenata sui manifesti del film... La campagna pubblicitaria rappresenta tre scimmiette che ironicamente simboleggiano le tre maggiori fedi monoteiste... il regista Larry Charles: «Ringrazio i dilettanti dell'Inquisizione per il loro aiuto nel promuovere Religiolus». Ma se è ironico il messaggio del regista, più duro è il segretario dell'Uaar, l'associazione degli atei, Raffaele Carcano. «...queste associazioni spuntano come funghi e diventano sempre più invasive. È una gravissima violazione della libertà di espressione. (...) La situazione peggiora» prevede Carcano «gruppi di persone hanno tentato di bloccare, alla clinica di Lecco, l'ambulanza che doveva portare Eluana Englaro a Udine. Fino a oggi questo era patrimonio dei fondamentalisti americani che assaltavano le cliniche dove si praticava l'aborto. Ora queste cose succedono anche da noi».
"se, in termini d'immagine, la revoca delle scomuniche può essere definita una "Ratisbona II" - allusione alla polemica sollevata dalle affermazioni di Benedetto XVI quando, nel settembre 2006, aveva assimilato l'islam alla violenza -, nel contenuto è senza dubbio più grave per la Chiesa cattolica per ciò che manifesta della sua attuale e, sembra, ineluttabile evoluzione."

4 febbraio 2009

"La prigione della tecnica che s'accanisce in nome di valori morali è terrorista ... tratta l'individuo non come fine ma come mezzo. Lo trasforma in uomo docile e utile per la politica, l'ideologia: quale che sia l'ideologia ... Quel che vediamo è il trionfo della tecnica umana sull'umanità, la natura, il divino. L'autonomia del morente restituisce naturalezza e sacralità a un'esperienza inalienabile, sia che si stacchi la sonda sia che il malato non voglia farlo (...) Anche questa solitudine va ascoltata: anche la paura dell'eutanasia, della morte della persona accelerata non per amore, ma in nome di volontà collettive, politiche. È già accaduto nella storia, e se esiste un tabù sull'eutanasia non è senza ragione (...) Scrive la Bibbia che la parola divina sorprese Elia in modo inaspettato, sul monte Oreb... era una voce di silenzio sottile... (1 Re 19,11). Forse la voce di silenzio sottile si sente a malapena perché viene da dentro, dalla nostra coscienza. Se solo si potesse parlare così delle questioni essenziali, del vivere e morire... non da una parte il popolo della vita e dall'altra la cultura della morte, da una parte i credenti dall'altra gli atei. Ma tutti egualmente confusi, sperduti, assetati, poveri di parole."
"Quello che decide è l'immedesimazione nella vicenda di quella famiglia. Che cosa vorrei per me, che cosa vorrei per le persone che amo? E qualunque risposta particolare dia a questa domanda, c'è una cosa che non posso volere: che altri, autorità di ogni rango, ministri dello Stato e della Chiesa e della Scienza, mi esproprino della mia libertà di vivere e di morire. (...) C'è un bellissimo pensiero, forse il più umano dei pensieri, nel discorso che il Papa ha voluto dedicare domenica all'ennesima condanna dell'eutanasia. «Nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio». Un pensiero così bello, la ribellione alla dilapidazione delle lacrime non asciugate, non viste, non ascoltate che bagnano la terra, ha tuttavia santificato in passato e vorrebbe giustificare ancora una rassegnazione alla sofferenza. Rifiutare il dolore, curarlo, lenirlo, ridurne l'aggressione alla dignità dei corpi e delle menti, è un compito decisivo. Non basterà a cancellare la sofferenza dalla condizione umana: quella sofferenza che, anche senza cercarne il riscatto in un Dio, vissuta da ciascuno e da ciascuno immaginata, permette agli umani di sentirsi prossimi e fraterni."
"Frau Merkel si è anche resa conto di uno slittamento dell'opinione pubblica tedesca a sfavore di papa Ratzinger. Da giorni ormai si moltiplicano le critiche alla linea del Pontefice, mosse non solo dalla comunità ebraica, con cui Merkel vuole evitare passi falsi, ma anche da esponenti di primo piano del mondo cattolico."
"«Immagino che abbia sentito il dovere politico di difendere l'immagine internazionale della Germania. La quale ha un grande orgoglio per il fatto che il Papa sia tedesco. Ma ora è di fronte alla contraddizione che le sue scelte possano essere viste come la negazione dell'Olocausto da parte dell'intero Paese. ... E la Germania, che soprattutto negli ultimi dieci anni ha fatto un grande lavoro sulla sua storia recente e sul nazismo, non può sopportare che nel mondo passi questa immagine »."
"Più di quarant'anni fa questo concilio ha raccolto i frutti del dinamismo e della vitalità della Chiesa e ha dato loro la loro efficacia istituzionale. Il movimento liturgico, il movimento ecumenico, le ricerche bibliche e patristiche, sono usciti dai circoli dei pionieri e degli specialisti per arricchire la vita cristiana di tutti. Ciò che è sorto dal Concilio non è un'altra Chiesa, è la Chiesa cattolica con tutta la sua tradizione, ringiovanita e rinvigorita. Interpretare il concilio come una frattura generante un'altra Chiesa, non è fare precisamente il gioco di coloro che negano alla Chiesa conciliare il diritto di assumere la tradizione e che se ne riservano la difesa esclusiva contro tutti?" "Se devo credere a certi discorsi ampiamente diffusi su internet, un certo numero dei membri della Fraternità San Pio X non si dicono pronti a riconoscere la tradizione ecclesiale nel concilio Vaticano II né la messa che viene celebrata dal papa e dalla totalità dei vescovi cattolici. Aspettiamo anche di sapere se quelli di loro che sono a favore del negazionismo sono decisi a rinunciarvi, non solo con parole di circostanza, ma realmente e profondamente."

3 febbraio 2009

"Se non è un'esperienza quotidiana per ognuno, la vita s'immiserisce. Oggi è andata perduta la stima per il pensiero, che viene esercitato male, per aderire a pregiudizi. E poco, poiché molti si lasciano saturare dagli stereotipi dei media... Dalla tradizione socratico-platonica sino a voci del Novecento, come quella di Hannah Arendt, si attesta che pensare significa dialogare interiormente con se stessi. Quando il dialogo cessa, l'individuo si perde in quella banalità acritica che lo trasforma in una pedina del male."
"Sostenere che si tratti "solo" di razzismo è anche un modo per dire che noi non c'entriamo. Non è così, invece. Qui c'è soprattutto la caduta della percezione dell'altro. Una perdita di umanità della quale i delinquenti di Nettuno sono un sintomo forte, ma che, forse, non riguarda soltanto loro."
"«... c'è un'emergenza italiana in questo momento. La parola chiave resta "imbarbarimento" (...) Si svela qui la profonda corruzione della società civile e la caduta di ogni velo ipocrita: gli italiani non sono buoni e generosi... Emergono etnocentrismo e xenofobia come altrove, ma con l'aggravante di un ritardo maggiore su questi temi: istituzionale, culturale e politico. E il ritardo è di tutti, da destra a sinistra. E anche la Chiesa non lo percepisce fino in fondo»."
"la vita ... di ogni essere umano, è un bene totalmente indisponibile: da parte dello Stato, della società, dello stesso soggetto che la vive. Questa preclusione assoluta è un principio di salvezza, che siamo ben lontani dall'aver realizzato nell'ordine globale... Non riflette per necessità una prospettiva originalmente cristiana, o cattolica... Vi si può arrivare anche da un'altra strada: dalla scoperta cioè, in ogni singola vita, di un aspetto così fortemente unico e irripetibile... da renderla un bene da proteggere nei confronti di chiunque, anche dalla scelta soggettiva dell'io cui appartiene. L'indisponibilità... riguarda la vita, e non il ricorso illimitato a tecniche ancora largamente imperfette, che stiamo appena iniziando a sperimentare. La tecnica sta (provvisoriamente) creando spazi intermedi fra la vita e la morte ... attraverso il ricorso permanente ad impianti esterni che consentono il mantenimento di alcune funzioni biologiche primarie. In questi casi, non è più in questione il valore assoluto della vita e la sua totale indisponibilità, ma solo gli effetti potenziali ... del rapporto fra tecnica e vita. E allora, non può che rientrare in gioco la volontà del soggetto..."
" Nata a Parigi da genitori ebrei il 3 febbraio 1909, morta a 34 anni nell'esilio inglese con l'anima consumata dalle tragedie della storia, da giovane fu esplicitamente antireligiosa... l suo cammino spirituale si era fatto sempre più intenso fino a una vera e propria esperienza mistica nel 1938... «La mia vocazione è di essere cristiana fuori della Chiesa». Perché? Perché «la Chiesa non è cattolica di fatto, come lo è di nome». Cattolico, com'è noto, significa universale, ed è proprio questo che per lei mancava alla Chiesa cattolica romana, l'essere pienamente universale, in grado di abbracciare gli esseri umani di tutti i tempi e di tutti i luoghi... «Quelli che posseggono allo stato puro l'amore per il prossimo e l'accettazione dell'ordine del mondo, compresa la sventura, costoro sono tutti sicuramente salvati, anche se vivono e muoiono in apparenza atei»... Sono molti oggi i credenti che non riconoscono più alla Chiesa un potere sulla loro intelligenza. La seguono quando si tratta di testimoniare la carità e di celebrare la liturgia, ma non sono disposti a cederle l'ultima parola nell'ambito del pensiero. La fede per loro non è più basata sul principio di autorità ma sul principio di verità. E per consegnarsi alla verità vogliono pensare con la loro testa..."
"Oggi i movimenti giovanili di estrema sinistra si incontrano con quelli di estrema destra sulle piazze dove bruciano i vessilli con la stella di David ... Di fronte a questo ritorno di fiamma antisemita è opportuno comprenderne, non tanto o non solo le ragioni che attraversano la società civile, quanto quelle che si riscontrano all'interno della chiesa. ...infatti la negazione dell'Olocausto (è) anche la manifestazione indiretta di un problema che ha coinvolto e continua a coinvolgere la parte più tradizionale del clero... la soluzione del problema dello scisma lefebvriano appare complicata e non vicina. Coinvolge in prima istanza la sorte del concilio Vaticano II."
"I negazionisti vogliono essere considerati dei revisionisti. Una qualifica cui non credo abbiano diritto. Non è revisionista l'intellettuale impegnato a contrastare la realtà, concretamente provata, di un fatto storico, la cui veridicità non richiede supplementi di indagine. Il revisionismo ridefinisce il giudizio su un evento, ne dà un'interpretazione diversa, non ha come fine la sua cancellazione."
"per i negazionisti quei testimoni sono non credibili perché sono ebrei e dunque per natura, raccontano il falso e lo raccontano perché il loro obiettivo sarebbe la conquista fraudolenta del potere."
"Con questa presa di posizione il Vaticano spera di chiudere tutta l'incresciosa vicenda ... La questione cruciale riguarda il governo della Chiesa. ... I malumori sono evidenti. Il cardinale Kasper alla Radio vaticana si è detto molto preoccupato per gli «errori di gestione» della Curia nella revoca delle scomuniche. Kasper, riprendendo le inquietudini degli episcopati di Germania, Austria e Francia, ha ribadito che i quattro vescovi lefebvriani sono «tuttora sospesi» e che c'è un «dialogo pesante», non frettoloso, da avviare. Il porporato ne ha elencato i punti: ecumenismo, dialogo interreligioso, eucaristia e libertà religiosa."
"Due vescovi cattolici tedeschi criticano apertamente il Papa, un teologo tedesco ne chiede le dimissioni «per il bene della Chiesa», grave dissenso viene espresso dal presidente democristiano del Parlamento federale, Norbert Lammert, e i movimenti di base dei fedeli si mobilitano."
"Da qualche anno, ad esempio, va di moda prendere una distinzione sottilissima di Benedetto XVI e usarla come una clava: a fine 2005 il Papa sostenne che due ermeneutiche, una della continuità, una della discontinuità, avevano segnato la ricezione del concilio ed indicava una via d'equilibrio - quella della riforma nella continuità del soggetto Chiesa - come punto di raccordo. Questa tesi è stata brutalizzata in una tesi che di fatto scomunicava il post concilio, e addirittura la storia del concilio, in nome d'una continuità nella quale, alla fine, non si capiva più nemmeno se il concilio fosse mai esistito e cosa mai avesse fatto." "il disgusto che ha accolto le parole di Williamson dice quanto profondamente il Vaticano II abbia risanato le corde profonde della Chiesa... Un risanamento che oggi si esprime anche attraverso un senso di serena amarezza."
"Questo nuovo libro si sofferma sul mondo islamico, ma parte da un'analisi generale, secondo cui l'intero genere umano procede nella stessa direzione: società alfabetizzate, secolarizzate, con un basso indice di fecondità, tendenzialmente pacificate e democratiche. Un moto che deriva da due fattori associati, la crescita dell'istruzione, specie femminile, e il declino della fede religiosa, che fanno calare il tasso di natalità e mandano in crisi il tradizionalismo autoritario... Attenzione però: la transizione verso la modernità ha a lungo termine conseguenze virtuose, ma provoca nell'immediato crisi violente, perché destabilizza i rapporti gerarchici, a cominciare da quelli familiari, con micidiali ricadute politiche. In Europa ci è costata due guerre mondiali, il Gulag e la Shoah; in Estremo Oriente è passata attraverso il militarismo giapponese e il maoismo. Non c'è da stupirsi se nel mondo islamico ha prodotto Khomeini e Osama Bin Laden."
"Un bestseller cinese, intitolato La guerra monetaria, descrive in che modo gli ebrei si propongono di dominare il mondo manipolando il sistema finanziario internazionale." "Come si spiega ... il notevole successo che riscuotono le varie teorie di congiura ebraica? La risposta dev'essere in parte politica. Tali teorie difatti proliferano laddove l'accesso all'informazione è limitata e la libertà di ricerca ostacolata... Questo accade soprattutto in Asia, dove quasi ogni Paese è rimasto sotto il controllo delle potenze occidentali per diversi secoli... Tra le grandi ironie della storia coloniale vi è quella che i popoli colonizzati hanno spesso adottato i pregiudizi che giustificavano il governo dei loro oppressori. L'antisemitismo sbarcò nelle colonie assieme all'intero pacchetto di teorie europee sulla razza."
"... il "caso Williamson" diventa un rivelatore. Dalla fine degli anni 60, la Chiesa è travagliata da un movimento centrifugo di un'inaudita violenza simbolica ... Questo movimento si è tradotto in uno scisma (ultraminoritario) e in un'apostasia (massiccia). Lo scisma arriva da destra: è la secessione, a partire dal 1988, dei discepoli di monsignor Lefebvre ... L'apostasia arriva da sinistra: è la fuga massiccia di fedeli delusi sia dall'enciclica Humanae Vitae sulla contraccezione o da certe speranze utopiche di un concilio visto come il massimo del cristianesimo progressista... In questo contesto, la disgregazione del cattolicesimo in seno a società sempre meno recettive ai suoi valori e ai suoi dogmi sembra ineluttabile. Ora, ciò che rivela il caso Williamson, è forse il contrario: una coerenza più manifesta, benché ancora dolorosa. Innanzitutto l'attaccamento dei "delusi di sinistra"... E poi, la volontà di ritorno sincero delle frange non politicizzate dei tradizionalisti, almeno di quelle che si distinguono dall'estrema destra e che continuano una ricerca spirituale autentica."
"Certo, il principio della riconciliazione possibile è inerente al cristianesimo. Ma c'è qualche cosa di profondamente scioccante nella riconciliazione esclusiva con lo scisma dei lefebvriani, ed è il suo carattere unilaterale. Ciò che fa scandalo, non è in sé la riconciliazione proposta a coloro che hanno trovato che il Vaticano andasse troppo in là, è che essa li riguarda esclusivamente. Trascura coloro che sono stati sanzionati, sfiniti, rifiutati perché, per loro, il Concilio non andava abbastanza in là."

2 febbraio 2009

"Parole nette che riaffermano la posizione della Chiesa e tuttavia ... lontane anni luce dalle asprezze e polemiche impietose che scandiscono il dibattito politico intorno al «caso» Eluana"
"«Ratzinger è libero di esprimersi, come crede e come sa, sui temi dell'eutanasia, della sofferenza. Ma non può imporre le sue opinioni e operare perché diventino legge vincolante dello Stato. Il Pontefice sostiene che l'eutanasia è una risposta sbagliata e che la vera risposta sarebbe costituita dall'amore». Ma, obietta la vedova di Coscioni, «ma io da laica e da cittadina di un paese laico osservo che non si tiene in nessun conto la volontà del malato che deve essere preminente a tutto»."
"Non c´è la disperazione, la miseria, il degrado (banale e consueta spiegazione sociologica) dietro gli autori di questi reati. ... No. Nella violenza di questi ragazzi, italiani o stranieri, c´è soltanto un cieco desiderio di sopraffazione, il piacere di infliggere sofferenza e così sentirsi più forti, padroni del corpo dell´altro." "Se le cose stanno così, allora siamo tutti chiamati ad un serio esame di coscienza. Dobbiamo intanto riconoscere che il nostro è un mondo intriso di violenza. ... anche per la cultura di cui la nostra società si nutre. Una cultura che promuove a vincente colui, o colei che, anche violando le regole, conquista la ricchezza o il successo." "È la nostra cultura, quella che caratterizza la nostra società, che in qualche modo abbiamo costruita, che disprezza e irride alla mitezza, alla pazienza, alla solidarietà, alla debolezza, alla sobrietà."
"«Si accetta l´altro se il paese da cui proviene è guardato positivamente dal cittadino del paese di accoglienza. La questione del rapporto degli italiani con la Francia si è risolta negli anni ´50, quando si è cominciato a parlare del miracolo economico e l´Italia è apparsa come un paese dinamico, quando il suo cinema si è imposto». «Oggi le cose sono diverse... Secondo me si tratta della conseguenza diretta e inquietante della crisi, la tentazione della chiusura e del protezionismo, che non si applica solo agli extra-comunitari ma anche agli europei. E´ un fatto preoccupante, perché la crisi può rafforzare protezionismo e xenofobia»."
"Il commercio di bambini come fornitori di organi... Nessuno ha fornito dati reali a questo proposito. Ma intanto l'effetto della falsa notizia ha messo in ombra la notizia vera, quella che riguarda una macchina giudiziaria svuotata - lei sì realmente - dei suoi organi, inascoltata e vilipesa nelle sue sentenze più lungamente e accuratamente elaborate (caso Englaro). Altri corpi non umani ma pur sempre essenziali all'esistenza di una società moderna vivono in Italia in condizioni di silenziosa inarrestabile mutilazione: le strutture della ricerca, l'università, la scuola, la sanità pubblica, i corpi di polizia e via elencando. Ci si chiede perché proprio dal Ministero preposto agli organismi della sicurezza sia stata lanciata questa fantasia terrificante. Quel che è certo è che ancora una volta si fa ricorso alla stimolazione delle paure profonde." "Queste favole hanno radici antiche. Uno studio recente ha raccolto e analizzato le fonti di un genere di letteratura che raggiunse il suo massimo sviluppo tra '600 e '700 e che ebbe nella paura il suo ingrediente essenziale."
"Dimentichiamo che siamo creati per formare una famiglia, che siamo tutti complementari ed interdipendenti. Al contrario noi applichiamo un modello darwiniano dove solo i più forti sopravvivono. Questa ipercompetitività, portata dal capitalismo, porta a vedere negli altri solo dei rivali, mentre dovremmo al contrario vedere in loro i nostri fratelli e le nostre sorelle. Affermare questo ha un tono romantico, sembra sentimentale. Ma non lo è! È vera politica."
"Perplessi, preoccupati, aperti alla riconciliazione, o al contrario molto arrabbiati, i cattolici francesi interrogati ieri reagiscono in maniera molto diversa alla decisione presa da Benedetto XVI di revocare la scomunica che colpiva quattro vescovi integralisti. Con un punto in comune, però: si aspettano da parte dei membri della Fraternità San Pio X il riconoscimento pieno e completo del Concilio Vaticano II"
non è detto che il talento letterario vada d'accordo con la logica e con l'etica. Ma in queste circostanze viene solo da dire: vergogna.
"La questione principale è relativa però,(...) alla natura stessa della chiesa e al suo rapporto con il mondo. La chiesa si presenta soltanto come depositaria di tutta la verità, o piuttosto mostra la differenza cristiana nell'essere un comunità alternativa al mondo (cf. Carlo Maria Martini), alternativa prima di tutto per lo stile e la testimonianza di vita che per le dottrine proclamate, per quanto esse siano vere e sublimi? Che cos'è che cambia il mondo? La forza dei nostri valori non negoziabili, magari imposti anche a chi non li riconosce come tali servendoci delle leggi civili, oppure la fede nel Vangelo, vissuto nella speranza e nell'amore per tutti gli uomini?"
sconcerto e disagio di fedeli laici novaresi: "A vincere non è la conversione al vangelo e la sequela del Signore Gesù, ma coloro che appoggiano teorie xenofobe tendenti a continuare a considerare gli ebrei un "popolo deicida"

1 febbraio 2009

"Il Concilio Vaticano II ha rappresentato una svolta, un nuovo inizio o un rinnovamento nella continuità? Non è stato suffi­cientemente "applicato" o si era spinto troppo avanti? Già questi termini, questi paradigmi bipola­ri rimandano a un dibattito datato nel senso che allude alle idee di "progresso", innovazione e cam­biamento, concetti che, nella cul­tura degli anni Sessanta, rivestiva­no un'accezione univocamente "positiva". Che poi sia in atto una difficile traduzione del migliore spirito conciliare, quando non un suo misconoscimento, non mi pa­re ci siano ormai più dubbi."
"Forse il Vaticano ha avuto troppa fretta di sanare lo scisma dei lefebvriani. Uno scisma che era - è - non soltanto contro Roma, ma contro la verità. La vicenda di questi giorni dei lefebvriani negazionisti può leggersi come una conferma di una situazione generale che sta cambiando. Non tutti i cattolici si uniformano ai dettati di Roma. Probabilmente nel futuro anche prossimo Roma dovrà accettare quelle divergenze che altri cristiani hanno già accettato da tempo: penso al mondo protestante. Divergenze, comunque, non sulla Shoah."
"Il branco è un fenomeno antico ma ci sono epoche in cui s'accentua perché nelle classi dirigenti manca l'essenziale: la custodia esemplare del bene comune, la dimostrazione che un'altra via è praticata, proposta a modello. Anche per esse vale invece la legge dell'impunità, l'esaltazione di amicizie che assolvono crimini o irresponsabilità in nome della propria corporazione. Il criminale, quando difende il gruppo col silenzio, è addirittura celebrato come eroe." "Le intercettazione indispongono perché rivelano queste parentele, tra branchi minuscoli e maiuscoli... L'amicizia non è meno corrotta quando ai più alti livelli vien chiamata stabile comunanza, contiguità, cosa..." "(Ma) le nuove figure ci sono. Sono i contribuenti totali che approvano la solidarietà sociale e dunque i suoi costi. È Peppino Englaro, che invece di rifugiarsi in una clinica straniera per rispettare il volere della figlia decide di battersi molto più faticosamente in Italia, attraverso la sua giustizia. Sono i magistrati che lottano contro mafie, clan. Sono i cronisti giudiziari e di nera che fanno domande accanite, candide e logiche. Eroi simili non sono protetti da tribù."
«Quello che in certi ambienti non si vogliono accogliere sono le due rivoluzioni copernicane fatte dal Concilio. Non è il mondo al servizio della Chiesa, ma la Chiesa è al servizio dell'umanità. All'interno della Chiesa non vi è il clero che è al centro e il laicato ai margini. È il popolo di Dio che è al centro, la gerarchia è al suo servizio. Sono questi due percorsi che sono stati rallentati»
«Mobilitiamoci per togliere ogni moralità, definitivamente, a dichiarazioni strappate per mezzo di torture. Dobbiamo avere l'intelligenza di scoprire nel terrorismo reazioni - primitive e barbare - a ingiustizie stratificate, a strutture di oppressione»
Le sfide e gli impegni che attendono il metropolita Kirill. "come ritrovare e difendere un'identità culturale e religiosa senza fomentare conflitti né arrendersi alla mentalità dominante?" "Consapevolezza della realtà in cui viviamo, amore per la propria identità, disponibilità all'ascolto e attenzione all'altro sono un patrimonio prezioso dell'umanità che siamo tutti chiamati a custodire e alimentare, in modo da nutrircene noi e da offrirlo come eredità vitale ai nostri contemporanei e alle generazioni che verranno."
«No, assolutamente no. Noi non cambiamo le nostre posizioni ma abbiamo intenzione di convertire Roma, cioè di portare il Vaticano verso le nostre posizioni».
"«La data è prossima». L'ora X per riportare l'intera galassia lefebvriana in seno alla Chiesa doveva essere domani, festa della Purificazione di Maria. La controversia sui rapporti con l'ebraismo ha rallentato la corsa contro il tempo nei Sacri Palazzi, ma, nonostante «le resistenze interne e gli attacchi esterni», Oltretevere la strategia è quella di procedere a tappe forzate verso la piena comunione."
panoramica di critiche dentro e fuori la chiesa al ritiro della scomunica nei confronti dei vescovi lefebvriani
"Gli esperti canonisti analizzano le sottigliezze tecniche del decreto del 24 gennaio che fa riferimento a quello del 1° luglio 1988, che scomunicava i quattro vescovi ... La revoca del decreto del 1988 non equivarrebbe formalmente ad un ritiro. Il decreto quindi è "privato di effetti giuridici", ma non è annullato. In altri termini, la decisione del 1988 era ben giustificata, ma i tempi sarebbero cambiati e anche gli interessi." "Tutta la questione è quindi oggi sapere se i rapporti di forza porteranno gli integralisti in via di reintegrazione ad adattarsi in un modo o in un altro alle decisioni conciliari, oppure se, come molti temono, l'istituzione cattolica si lascerà andare senza dirlo ad abbandonare lo spirito del Vaticano II. In entrambi i casi, assistiamo oggi ad un vero arretramento di almeno quarant'anni."
"Mi piacerebbe, in questo giorno della conversione di San Paolo, poter gioire perché degli integralisti ritornano in seno alla comunità. Anche Paolo era stato un integralista... Sulla via di Damasco, incontra il volto di Gesù che lo ferma nel suo slancio, perché si unisca umilmente al piccolo popolo dei cristiani... Come mi piacerebbe poter celebrare in questo giorno la riconciliazione di tutti quegli integralisti generosi e in buona fede che accettassero umilmente di riprendere posto nella comunità. Ma, a mia conoscenza, niente sembra indicare un qualunque cambiamento in questi uomini del rifiuto!"
"Come poteva il papa ignorare il negazionismo di monsignor Williamson? Se la revoca della scomunica è un invito alla riconciliazione, come riconciliarsi con colui che si è escluso dalla cristianità con le sue affermazioni? Come dialogare con quell'altro che vede nella negazione della Shoah un'opinione personale?" "Gli ebrei francesi sono spesso interpellati sulla sproporzione della reazione di Israele. I missili di Hamas avrebbero potuto uccidere centinaia di persone se Israele non avesse fatto di tutto per proteggere la sua popolazione civile. Hamas, invece, si consegna all'esaltazione del martirio e della morte. Quando i guerrieri di Hamas si infiltrano nelle scuole, nelle moschee e negli ospedali, sanno che saranno di conseguenza la causa di numerose vittime civili."

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