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Incontri di "Fine Settimana" percorsi su fede e cultura |
anno 31° - 2009/2010 "Ero forestiero e mi avete ospitato" |
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ciò che è davvero in gioco è il Concilio, che veniva annunciato esattamente cinquant'anni fa. E Concilio vuol dire un'ispirazione, un programma: «La Chiesa del dialogo e del rispetto», anche nel contesto sociale e politico.
"Ritornare al Concilio Vaticano II perché si attui pienamente. Auspici e sogni per la Chiesa di oggi da parte di chi ha vissuto la sua primavera." "Quando parlo del Concilio Vaticano II, lo commento sempre con un "già e non ancora": ha già dato molto, ma ha ancora molto da dare. Ed è per questo che anziché sognare un Concilio Vaticano III, io sto sognando che si attui pienamente il Concilio Vaticano II!" "" L'appellarsi - come è stato fatto - all'attenzione di Paolo VI nei confronti delle richieste della minoranza non comporta che "il Concilio vada interpretato secondo la mente riduttiva della minoranza", bensì che così come è stato stabilito con il contributo di tutti e confermato dal Papa, praticamente con l'unanimità dei vescovi, va accolto e vissuto come un dono dello Spirito Santo""
"è il concetto stesso di guerra, e della sua legittimità, «ad avere subìto un drastico ridimensionamento nel corso del secolo scorso»,(...) anche alla luce di quanto accaduto durante le due guerre mondiali e allo sviluppo dell'arsenale nucleare." «fare la pace richiede investimento di intelligenza ben maggiore di quello necessario a fare la guerra»
"per riaffermare senza ambiguità il «nulla salus extra Ecclesiam», bisogna azzerare il significato della Shoah, ovvero negarla con qualche artificio dialettico. La palla passa nel campo di Benedetto XVI: o i lefebvriani o gli ebrei, tertium non datur."
"il 27 gennaio di quest'anno per noi, zingari d'Italia, nessun riconoscimento istituzionale per i nostri morti (più di un milione di cui, oltre 500.000 nei campi di concentramento nazisti)"
In una lettera al cardinale Dario Castrillon Hoyos,(...), il vescovo lefebvriano - per il quale nessun ebreo è morto nelle camere a gas - esprime «sincero rammarico per avere creato a lei e al Santo Padre così tante tensioni e problemi non necessari». Come già era successo con il leder internazionale dei lefebvriani monsignor Fellay, anche Williamson si guarda bene dal chiedere perdono agli ebrei e non menziona nemmeno la Shoah.
"... per fare ordine intorno a tale nozione [di laicità] risulta indispensabile distinguere due significati di fondo del termine: uno largo e uno ristretto. In senso largo la laicità allude ad una serie di atteggiamenti metodici (autonomia discorsiva, pluralismo, tolleranza, ecc.) ... e può essere fatta propria da chiunque ... In senso stretto la laicità è invece propria di coloro che non si limitano a rispettare i sopraccitati criteri metodici, ma che pensano e vivono a prescindere da (qualsivoglia) Dio e da (qualsivoglia) credo religioso... Risultano entrambe possibili e legittime." "Poste queste delucidazioni di ordine linguistico e teorico, è chiaro che lo Stato, in quanto rappresentativo di un'area pubblica comune, in cui coesistono credenti, non credenti e diversamente credenti, è tenuto a farsi garante di tutte le identità e di tutte le voci e quindi ad evitare che, in nome di un'unica identità e di un'unica voce (ossia di un determinato progetto egemonico) si soffochino tutte le altre identità e le altre voci."
"Certi ritengono che "l'operazione - di riabilitazione - è già fallita; dopo questo scandalo, i quattro vescovi non potranno essere pienamente reintegrati". Le affermazioni di un prete italiano della Fraternità, che diceva, giovedì, che "le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare" senza poter dire "se abbiano causato dei morti", sembrano accreditare l'idea che certi integralisti non hanno l'intenzione di emendarsi."
"al vecchio «sporco negro» e al nuovo «sporco rumeno» sarà il caso di aggiungere «sporco italiano»"
"la revoca, due giorni dopo, delle scomuniche che colpivano i lefebvriani ha creato una tragica ambiguità, lasciando pensare che Roma riabilitasse il negazionismo o almeno lo considerasse come un'opinione lecita o addirittura innocente. Questa ambiguità è assolutamente insopportabile... Chiediamo al papa di condannare chiaramente le affermazioni di monsignor Williamson. Ai nostri occhi è ormai il solo mezzo di riparare i danni che questa situazione fa vivere alla Chiesa stessa."
"Don Floriamo Abramovich non è solo uno dei preti tradizionalisti che in base alla recente decisione del Papa si apprestano a rientrare nella Chiesa di Roma. In rete il suo nome è infatti associato decine di volte a quello di esponenti di primo piano della Lega Nord." "I valori cattolici - ha spiegato Borghezio - sono condivisi da Bossi ma anche da molti altri parlamentari leghisti. Non penso a difficoltà con il Vaticano per il fatto che noi seguiamo anche i lefebvriani. Ci sentiamo semplicemente vicini a loro, ma siamo ossequiosi nei confronti di Papa Ratzinger. E' legittimo coltivare un rapporto con questi cattolici che si dimostrano capaci e a volte gli unici a difendere i valori della Chiesa tradizionale. Io li vedo come la Militia Christi più avanzata»."
30 gennaio 2009
"Un aspetto importante che contraddistingue gli esseri umani è che, pur avendo differenti esperienze di vita in diversi tempi e contesti culturali, condividono un nucleo comune di umanità. Ciò che suggerisce Berlin dopo Vico ed Herder è che, a dispetto delle enormi differenze tra le culture, è ancora possibile tentare una comprensione reciproca attraverso l'empatia... tradizioni culturali storiche o nazionali potrebbero rispondere in maniera diversa a questi bisogni e fini (comuni), creando valori obiettivamente diversi e spesso divergenti e incompatibili; ciononostante simili esigenze comuni sono sufficienti a sviluppare una comprensione reciproca e un dialogo tra diverse culture. È proprio questa capacità di mutuo intendimento ed empatia che contraddistingue il pluralismo di valori di Berlin dal relativismo."
«Il sacerdote ha detto di essere stato frainteso» ... Allora è colpa dei giornali? «Certo, quelle dichiarazioni nella migliore delle ipotesi possono essere definite border line...»
"La bufera tra il Vaticano e gli ebrei non è ancora passata del tutto ma va placandosi... Ratzinger ha chiesto ai lefebvriani di riconoscere l'autorità del Concilio Vaticano II. Che invece continua ad essere una bestia nera per gli ultras della Fraternità San Pio X."
"la definizione delle camere a gas «che servivano per disinfettare» ha fatto il giro del mondo... Eppure lui... non esita a ribadire le proprie origini ebraiche... la vulgata mediatica lo vuole «prete di partito» vicino alla Lega Nord... C'è chi ricorda i suoi attacchi al cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi dalle frequenze di Radio Padania Libera... «Ultimamente ho sentito tanti mea culpa da parte della Chiesa. Perché non ne fanno uno anche per monsignor Lefebvre?»"
"la situazione tra Chiesa ed ebrei si va ... ricomponendo e ora, dicono in Vaticano, è la Fraternità lefebvriana a dover fare pulizia al proprio interno, se vuole davvero rispondere alla «paterna misericordia » del Papa... Il problema è che la Fraternità appare divisa, c'è chi attacca il Papa per lo «scandalo» della preghiera nella moschea di Istanbul" "ieri è saltato fuori un altro prete della Fraternità, stavolta italiano di Treviso - è capo dei lefebvriani del Nord Est nonché una sorta di «cappellano » dei leghisti («gente sana, che può fare solo bene alla Chiesa») -... , capace di dire tra l'altro che le camere a gas «sono state usate per disinfettare, è l'unica cosa certa, non so dire se abbiano fatto morti»" " Quanto alla Fraternità, i vertici italiani hanno preso le distanze ... Ma il mondo dei lefebvriani è in fermento..."
"I cattolici tedeschi si schierano con le comunità ebraiche in rivolta, contro Roma. Il presidente dei vescovi di Germania, monsignor Robert Zollitsch, ha definito «infelice» la posizione di Benedetto XVI, e ha espresso piena comprensione della gerarchia cattolica tedesca per le proteste della comunità ebraica di Germania."
"Il cardinale Ratzinger, il suo successore col nome di Benedetto XVI, è, invece, un papa di guerra. Il ritorno della religione, fenomeno che avrebbe segnato il nuovo secolo secondo le tesi da lui stesso sostenute, non va solo a vantaggio della Chiesa, tutt'altro." "Benedetto XVI sa che per opporsi all'Islam ha bisogno di tutte le forze della Chiesa, comprese le più dure e reazionarie fra di esse."
"La fragilità dell'apparato attuale che governa la Santa Sede non è affatto slegata dall'impostazione dottrinale del pontificato, che rischia una sorta di autorefenzialità e autosufficienza che a volte appare indifferente al terreno concreto dell'azione di un sistema complesso e articolato, globale qual è la Chiesa cattolica nel mondo." "C'è una familiarità col mondo lefebvriano nelle stanze più alte dei palazzi vaticani."
"La bellezza può solo essere ricevuta e donata, accolta e condivisa. A quanti la seguono chiede di avere la fiducia tipica di chi mette semi in ogni terreno che incontra."
29 gennaio 2009
«Perché e solo alla fine si torna al Concilio Vaticano II? Papa Benedetto XVI ai lefebvriani chiede di accettare il Concilio Vaticano II. Ma non poteva chiederlo subito?». Se lo chiede Alberto Melloni, tra i massimi esperti di storia della Chiesa.
"Con il suo sguardo dolce e penetrante, si è impegnato a rassicurare preti, monaci e laici sulle sue intenzioni e si è posto al centro tra le correnti slavofile, legate all'identità russa, ed occidentaliste, aperte al mondo. "Credo che esistano oggi delle condizioni propizie affinché la società russa rinunci all'idea di una scelta radicale tra questi due modi di pensare e si metta sulla via dell'elaborazione di un'idea nazionale che includa ciò che c'è di meglio, tanto tra gli slavofili che tra gli occidentalisti", ama sottolineare ... Soprattutto affermando che "la Chiesa non deve immischiarsi nella politica, ma annunciare la verità di Dio", il futuro patriarca ha saputo calmare le preoccupazioni del Cremlino"
"Se è determinante per i 165 milioni di fedeli, l'avvento del nuovo patriarca, Kirill, lo è altrettanto per l'insieme della società russa, di cui la Chiesa ortodossa è tornata ad essere uno dei pilastri principali, e per il potere a Mosca, di cui essa è un partner determinante. Anche se ufficialmente separati, Chiesa e Stato agiscono, in realtà, di concerto." "Certo, il clero è poco incline a dipendere, come nel passato, dal potere temporale, zarista e poi sovietico. Ma è favorevole al ritorno alla tradizione e attraversato da correnti di pensiero xenofobe e scioviniste. Ideologo e diplomatico di primo piano del patriarcato dal 1989, Kirill non ha esitato a seguire questa preoccupante inclinazione."
"La sua immagine di apertura è una delle sue sfaccettature ... ma difende anche una dottrina ultra-conservatrice e nazionalista." In materia di dottrina sociale, in particolare, la Chiesa ortodossa nel suo insieme resta infatti l'istituzione cristiana meno aperta alla modernità." "A livello internazionale, i due principali dossier sui quali sono attesi i suoi primi gesti riguardano il dialogo con i cattolici e la pacificazione delle relazioni intra-ortodosse."
"A capo della diplomazia della Chiesa dal 1989, Kirill è considerato dalla comunità ortodossa sostenitore del dialogo ecumenico. Ha già incontrato papa Benedetto XVI nel dicembre 2007. I suoi detrattori gli rimproverano di avere troppa simpatia per la Chiesa cattolica romana, accusata di fare del proselitismo sulle terre dell'ortodossia." "Questo figlio e nipote di prete dovrà resistere alle pressioni delle correnti ultraconservatrici della Chiesa ortodossa, favorevoli ad un ritorno alla tradizione e al ripiegamento su di sé. Per la maggioranza degli osservatori, Kirill si augura di vedere l'ortodossia svolgere un ruolo più importante nella vita politica e sociale del paese, a rischio di una maggiore collusione con il Cremlino."
"non possiamo più accettare - dice il loro presidente, Franco Giacomoni - che la montagna, con croci, altari, lapidi, Madonne, diventi un luna park. La montagna è già un inno al creato senza bisogno di tanti orpelli."
"Due fondamentalismi, quello del Vaticano e quello dei rabbini, si specchiano reciprocamente, e si scontrano rovinosamente. Come d'altra parte si specchiano e si scontrano il fondamentalismo d'Israele e quello di Hamas. Ritengo che il fondamentalismo sia una delle radici più profonde della violenza che insanguina la terra di Palestina, così come molte altre parti del mondo." Ernesto Balducci,(...)«Il Dio unico è la cifra assoluta dell'aggressività umana. Non si esce dalla cultura di guerra se non si esce dalla cultura del monoteismo sacrale». "Sia l'ebraismo sia l'islamismo sia il cristianesimo (...) Solo se daranno spazio al pluralismo al proprio interno e si apriranno a una fede laica, rispettosa della molteplicità religiosa e etica, purificata dai dogmatismi, disponibile a intrecciarsi con tutte le religioni e le culture su un piano di parità, saranno capaci di favorire il superamento della spirale della violenza e il raggiungimento della pace."
"Papa Ratzinger, giunto sul precipizio di una rottura clamorosa con gli ebrei, afferra la fune e pronuncia frasi appropriate sulla Shoah. Ciò non basta a sanare completamente la ferita. Benedetto XVI ricorda la propria visita ad Aushwitz, «l'eccidio efferato di milioni di ebrei, vittime innocenti di un cieco odio razziale e religioso» e soprattutto ammonisce «contro la negazione o il riduzionismo». «La Shoah - afferma - sia per tutti monito, insegni alle vecchie e alle nuove generazioni che solo il faticoso cammino del dialogo, dell'amore e del perdono conduce i popoli, le culture e le religioni alla fraternità e alla pace»."
"Fa male riconoscere che il vescovo Williamson non è un marziano, ma il prodotto degenere di una corrente di pensiero più vasta." "è indubbio che la Chiesa stia faticando a elaborare una visione pacificata e amorevole d'Israele anche perché non ha risolto il problema teologico della persistenza ebraica nel mondo, senza conversione." "il dialogo interreligioso derubricato a "dialogo interculturale"; per giunta impraticabile "senza mettere tra parentesi la propria fede"," su cui convergono papa e certi rabbini, costituisce una "rinuncia a quel dialogo che per divenire efficace comporta la disponibilità a rimettersi in discussione grazie, e non contro la propria fede."
"se il negazionismo "laico" serve a rendere spendibile politicamente il nazismo, liberato dalla colpa dello sterminio e trasformato in uno sforzo di difesa dell'Europa dalle minacce dell'Occidente americano e dell'Oriente bolscevico, l'antisemitismo tradizionalista (più o meno avventato nelle sue formulazioni) è interno e funzionale all'interpretazione autoritaria e identitaria del cattolicesimo." " la Chiesa sembra trattare i tradizionalisti come "fratelli che sbagliano", come un figliol prodigo esuberante ed estremista ma recuperabile, appunto perché è orientato nel senso giusto, perché crede prima di tutto nell'autorità come dimensione essenziale della vita religiosa organizzata" (ndr.: al di là di riflessioni anche interessanti si continua a identificare la chiesa con la gerarchia, anzi con il papa. Con questa contraddizione: per un verso si critica la svolta autoritaria, per un altro verso la si accoglie)
"la memoria della Shoah e il rapporto con i «fratelli della Prima Alleanza» non sono elementi che un cattolico può rimuovere. E soprattutto - rispondendo alle ambiguità della lettera indirizzatagli dai lefebvriani prima della riabilitazione - il Papa sottolinea che non basta seguire genericamente gli insegnamenti della Chiesa, ma bisogna riconoscere l'autorità del Concilio.
L'effetto positivo non è mancato."
"Concilio, dialogo ecumenico e rapporti con l'ebraismo sono per i tradizionalisti lefebvriani - a differenza dei tradizionalisti cattolici tout court - i mezzi principali della congiura giudaico-massonica che starebbe distruggendo la Chiesa di Roma. Su 365 giorni il meno adatto a fare la pace con gli scismatici dell'anticoncilio era proprio quello scelto." "la melassa dottrinale indistinta dove quattro lefebvriani hanno il diritto di camuffarsi nel collegio apostolico, senza nulla apportarvi, alimenta solo quel manipolo di pasticcioni, cultori di liturgie tridentine, e di una disciplina muscolosa per tutti ma non per loro, che né la Chiesa né il Papa meritano."
"è possibile che si debba essere noi laici a invitare i credenti a dar prova, nei loro rapporti, di moderazione, prudenza e reciproco rispetto? (O forse queste virtù sono assai più laiche che religiose?)."
Nella Chiesa cattolica, da un punto di vista cattolico, non possono coesistere i lefebvriani e il concilio Vaticano II. Se entrano i primi deve uscire il secondo e se resta il secondo, non possono entrare i primi. A mio avviso, infatti, i nodi dovranno ancora venire al pettine e questa riconciliazione porterà molta più frattura di quanto si possa immaginare
28 gennaio 2009
"Non tanto tempo fa, penso agli Anni Ottanta ... per far riconoscere lo stupro come reato ... contro la persona ... le donne dovettero calare in massa davanti ai tribunali ... per rompere la teoria secondo la quale ogni donna era in realtà colpevole dell'abuso sessuale che aveva subito. Oggi assistiamo invece a un'enorme reattività in difesa delle vittime di violenza. ... La sensibilità sociale si è evidentemente evoluta, dobbiamo concludere. O no? ... se lo stupro fa rabbia solo quando è fatto da «stranieri», forse entriamo in un diverso campo, in cui diventa simbolo ... di una guerra per il controllo del territorio... Una battaglia in cui, paradossalmente, le donne si trovano di nuovo «oggetto», in quanto proprietà collettiva di un gruppo contro un altro."
"Il riavvicinamento che si è registrato in questi ultimi anni è in gran parte opera sua, visto che da tempo Kirill era responsabile delle relazioni internazionali del patriarcato. Non stupisce dunque la reazione del Vaticano che «si rallegra» e «guarda con fiducia alla prosecuzione dei rapporti tra ortodossi e cattolici», ha riferito il portavoce della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi."
"La Shoah è uno spartiacque, dopo il quale il mondo ... non lo si può più pensare come prima. Il senso e l'ordine delle cose, il rapporto tra progresso e barbarie, il significato dell'umano, sono passati anch'essi attraverso i forni crematori. ... Naturalmente non basta condannare e aborrire. Occorre capire come e perché la Shoah ha potuto aver luogo. ... La Shoah non è l'unica inaccettabile infamia della storia. Altre infami violenze - i gulag, la tratta dei neri, molte altre - hanno fatto anche più vittime. Popoli interi sono periti nei secoli in violenze indicibili. ... (Ma) la Shoah è un vertice dell'orrore per la simbiosi di barbarie e razionalità scientifica ... che è alla sua base. ... lo sterminio (è stato) ... esplicitamente e intenzionalmente, scientificamente, programmato e voluto. (....) L'antisemitismo, che oggi vediamo con sgomento di nuovo all'opera, sia pur in sordina, può avere molte facce, anche molti nomi... La memoria è anche una garanzia di libertà ... La memoria guarda avanti; si porta con sé il passato, ma per salvarlo..."
"si può con relativa certezza, anche se con dolore, parlare del declino di un'epoca. Siamo al declino dell'epoca del Concilio Vaticano II. Un'epoca che, con le importanti conseguenze che l'avevano caratterizzata, aveva segnato una svolta."
" La prima perplessità è nell'avere riammesso i quattro vescovi senza alcun atto di pentimento: non è stata una grazia, ma una resa" "La seconda perplessità scaturisce dalle conseguenze pastorali di quest'atto: non solo la Chiesa prepara le condizioni per reintrodurre una schiera di 500 sacerdoti intrisi di cultura antisemita, ma, dal 24 gennaio 2009, annovera al suo interno addirittura un vescovo negazionista," " La terza perplessità concerne i tempi tecnici scelti per la comunicazione del provvedimento"
"Adesso è bene che parli il Papa. Perché la lettera di scuse di monsignor Fellay, leader dei lefebvriani, chiude una breccia e apre una voragine. Richard Williamson, il vescovo che nega le camere a gas, ha ricevuto l'ordine di tacere e i seguaci del movimento si distanziano dalle sue affermazioni. Ma gli ebrei devono evidentemente fare ribrezzo ai custodi della Tradizione, perché Fellay nella sua missiva chiede perdono al Papa e agli uomini di buona volontà, ma non ce la fa a inchinarsi davanti alle vittime delle Shoah."
"A un problema serio che coinvolge la sicurezza delle città, si risponde invocando controlli più alti (illuminazione, forze dell'ordine) e pene più severe. A un problema dunque che implica la dimensione educativa si risponde affidando ad altri le risposte che mai saranno in grado di dare." "Invocare, di volta in volta, severità, tolleranza zero, giri di vite, forze dell'ordine sono solo falsità per nascondere l'incapacità a rendere vivibile (e per questo sicuro) il territorio che si amministra."
"il superamento dell'antisemitismo è stato uno dei punti più alti del Vaticano II, per giungere al quale quel Concilio non ha dovuto fare semplicemente un'opera di misericordia, ma ripensare profondamente i rapporti del cristianesimo con l'ebraismo, compiendo qui, come in molte altre materie, un significativo "aggiornamento" teologico" "se il Concilio è riaperto, allora a parlare devono essere di nuovo tutti i vescovi, e non solo il primo di loro; la comunità cristiana deve essere coinvolta e gli "altri" (altri cristiani, ebrei, musulmani, fedeli di altre religioni, non credenti) diventano, come allora, i necessari interlocutori."
"«Inflessibile nei suoi dogmi, ardente nel suo proselitismo, di un'agilità sconcertante nel diffondersi, insinuarsi, infiltrarsi». Tra i maggiori esperti europei del fondamentalismo cattolico e direttore della rivista lionese Golias, Christian Terras non ha dubbi nel considerare un pericolo la piccola ma combattiva comunità di fedeli che si richiama al tradizionalismo."
""Benedetto XVI si è spinto troppo avanti nelle concessioni fatte ai lefebvriani?" "Non è piuttosto monsignor Fellay, il loro capo, che è andato troppo avanti rispetto ai suoi fedeli e al suo clero? La sua lettera a Roma mostra un ammorbidimento della posizione della Fraternità, che fino ad ora chiedeva l'annullamento del Vaticano II e che adesso si limiterebbe ad "esprimere delle riserve"."
"Il reato di negazionismo non esiste in quanto tale, ma io penso che le affermazioni di Monsignor Williamson potrebbero essere assimilate ad "una offesa alla reputazione altrui" (...) Resta il problema dell'opportunità o meno per il "superiore ecclesiastico" di monsignor Williamson (il papa) di stabilire una pena e di applicarla."
Sconcertati, vescovi, preti e laici attendono spiegazioni da Roma ed esprimono le loro reazioni. "La maggioranza dei vescovi francesi sono stati sorpresi venendo a conoscenza, venerdì, della revoca da parte di Benedetto XVI della scomunica dei quattro vescovi integralisti. Niente, nei contatti tra Roma e Parigi, lasciava prevedere questa decisione. E nessuna lettera del papa è giunta per dare loro la notizia in anteprima, come per il Motu proprio del 2007..."
27 gennaio 2009
"La tesi centrale è che il concilio non sia né un'occasione perduta, né un evento chiuso nel suo passato" "si ha come l'impressione che si voglia mettere tra parentesi il Vaticano II, che si dica che il cattolicesimo può essere tale anche senza il concilio." " lo sforzo di Trento e del Vaticano II è stato esattamente il contrario, cioè di fare i cambiamenti che erano necessari perché la Chiesa conservasse e migliorasse la sua fedeltà al Vangelo e all'atto di fede" "il fatto che la Chiesa si rendesse conto che dentro la sfida della modernità ci sono una quantità di rischi e pericoli da essa ritenuti inaccettabili, ma anche grandi occasioni." " Non mi meraviglia che oggi il Vaticano II sia oggetto di discussione. E' un segno che la sua fecondità dura nel tempo"
" Bagnasco alterna argomenti «sottovoce» a dichiarazioni a voce alta. Sonora è la difesa del "confratello" Severino Poletto" "«Sottovoce», invece, il cardinale prova ad affrontare la questione della pillola abortiva RU486"
"Altro che battute sceme sulla bellezza! Lo stupro non centra nulla con il sesso: è una pura prepotenza, puro desiderio di sottomissione delle donne e sogno di voler ripristinare il dominio maschile sulla base della forza e della violenza."
"Lo stabilisce il tribunale amministrativo con un'ordinanza depositata ieri, in risposta adue ricorsi, presentati a novembre e dicembre, contro il diniego della Regione ad accogliere gli ultimi giorni di vita di Eluana in ospedali o hospice del territorio." "Dure le reazioni sul fronte politico (...) Parole severe dal presidente della Cei..."
"Anche la famosa lettera del ministro del Welfare, che aveva scoraggiato una clinica di Udine, già pronta ad accogliere Eluana, e invece incoraggiato la Regione Lombardia nel suo atteggiamento di chiusura, è «inidonea» a intaccare il diritto degli Englaro. La convenzione Onu sui diritti dei disabili «non contraddice affatto - afferma il Tar - il diritto di rifiuto delle cure da parte dell'incapace»."
"E se gli italiani fossero più antisemiti oggi che al tempo del fascismo...? È il dubbio che mi pesa sull'anima, leggendo i risultati dell'inchiesta sull'antisemitismo in Italia pubblicata sul Corriere della Sera di ieri." "Trovo soltanto un pensiero, un monito: state attenti, amici non ebrei, che la Shoah non ricorda una tragedia ebraica, ma una tragedia europea. Non riguarda le vittime, ma i colpevoli. Il Giorno della Memoria non è fatto per ricordare gli ebrei morti, ma i non ebrei che li hanno ammazzati. È fatto per mettervi in guardia contro le idee ignobili dei carnefici, nella speranza che queste idee siano morte. Sembra che non lo siano."
"Agli studenti in procinto di diplomarsi o di laurearsi Levi riservava ... un tempo e uno spazio davvero notevole. Li riceveva in casa, dialogava con loro, rispondeva con lunghi racconti ricchi di dettagli... Così è anche il lungo colloquio con Alessandra Carpegna ... Le domande molto belle e illuminanti, le risposte altrettanto. Rimasta nel cassetto per molto tempo, è poi è stata ripresa, col titolo «Io non pensavo di scrivere»..."
"gli animali non si suicidano. Ed in lager la vita era quella dell'animale: non c'era tempo per pensarci, c'era da pensare a mangiare, a proteggersi dal freddo, a proteggersi dalle botte. Il tempo per meditare sulla vita e sulla morte e di scegliere per il suicidio non c'era. (...) ho letto in molti libri che ... profughi che si erano salvati da condizioni disastrose e non si erano uccisi in lager od in condizioni analoghe, si erano, poi, uccisi dopo. Forse tornati a casa non avevano più trovato una famiglia, non avevano più trovato una patria." " i primi mesi in Italia sono stati molto duri. Ma poi ha prevalso... l'incontro con mia moglie ... ritrovare il mio lavoro di chimico. E poi in Italia allora c'erano tante speranze ... si viveva molto male in quell'inverno, però c'era la speranza di costruire un paese civile, moderno e prospero ed invece poi... non ha funzionato tanto"
"Questa domanda sull'oblio me la pongo, perché non c'è niente di male che si attenui ... la drammaticità di una memoria... La cosa che mi inquieta è un'altra, e cioè subentri la negazione dei fatti: questo è intollerabile." "l'oblio si può vincere, secondo me, in un solo modo: se cioè il ricordo della memoria non è solo legato alle vicende ... che si ritiene di dovere riportare all'attività mentale della memoria, ma anche alla ragione per cui l'evento viene rievocato. Che cos'è che, oggi, mi spinge a pensare alla Shoah? (...) La memoria richiede il riconoscimento. Se il riconoscimento non c'è o è manchevole, la memoria non funziona e non è possibile nessuna riconciliazione. L'esempio di Mandela è stato abbastanza chiaro." "Riconosco il nesso profondo che esiste tra lo Stato di Israele e tutta la vicenda della Shoah. Però non si può pensare che al mio avversario interessi solo la forza e non la ragione... Se penso che la forza sia l'unico argomento valido, non vado da nessuna parte."
"«Mangiavamo la neve. Quello era il solo modo di nutrirci» (...) Gli americani trovarono i ragazzini soprattutto in due blocchi, il numero 8 e il 66, altri nel 23 e nel 49. A proteggerli, nutrirli, scaldarli, furono un pugno di detenuti, anch'essi molto giovani, che si batterono con tutte le forze contro i comandanti per assicurare i bambini nei blocchi speciali, e non spedirli sui vagoni piombati destinati a mete terminali come Auschwitz." " Nei faldoni impolverati si scorrono i nomi di detenuti giovanissimi. Alcuni diventeranno celebri. Come il 15enne Elie Wiesel, immortalato assieme agli altri nella celebre immagine scattata dal fotografo americano Henry Miller quando gli Alleati irruppero nel Lager"
"il direttore dell'Osservatore Romano si sbaglia se crede di potersela cavare con quelle parolette finali: secondo lui la bontà della scelta fatta «non sarà offuscata da inaccettabili opinioni negazioniste e atteggiamenti verso l'ebraismo di alcuni». E invece lo sarà, anzi lo è già, irrimediabilmente. Quella che è stata offuscata dalla decisione papale è l'immagine della Chiesa cattolica nella coscienza civile del mondo intero."
"«Prima o poi monsignor Williamson dovrà ritirare le sue dichiarazioni, perché non appartengono all'insegnamento della Chiesa cattolica, sono inaccettabili, contraddicono a fondo l'insegnamento del Concilio ecumenico vaticano secondo», ha affermato ieri parlando alla tv pubblica Matthias Kopp, presidente della conferenza episcopale tedesca. E non si è fermato qui, ha suggerito pressioni e linea dura: «la Chiesa cattolica - ha detto - dispone di mezzi per fare pressione su un uomo che espone posizioni incompatibili»."
"«Nel contesto generale gli ultimi eventi sono un segno del continuo irrigidimento del Vaticano, la continua marcia indietro (...) In generale, la volontà di riconciliazione con i membri della confraternita è da valutare positivamente. Ma insisto, resta del tutto non chiaro se questi vescovi riconoscano il Concilio Vaticano II o se rispettino il decreto sulla libertà religiosa. (...) Sarei felice di passi di riconciliazione specie verso gli ambienti dei fedeli progressisti. Ma Benedetto non vede che sta alienando se stesso dalla gran parte della Chiesa cattolica e della cristianità. Non vede il mondo reale, vede solo il mondo vaticano.»"
"Avvampa di sdegno e malumore il mondo ebraico. Affidare solennemente la missione di vescovo ad un antisemita apertamente negazionista è troppo anche per gli ebrei più affezionati al dialogo con la Chiesa cattolica. E ancora una volta il Vaticano compie un clamoroso passo falso, rivelando di non avere il polso dell'opinione pubblica." "è soprattutto dall'Osservatore Romano, che viene quel «segnale» chiesto da esponenti ebraici in varie parti del mondo perché siano sconfessate al massimo livello le posizioni antisemite di Williamson."
"nelle parole del presidente della Cei, c'è l'«apprezzamento per l'atto di misericordia del Santo Padre», la revoca della scomunica ai lefebvriani, e insieme il «disappunto» per le «infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro vescovi circa la Shoah», dichiarazioni peraltro «rese alcuni mesi or sono» e «solo adesso riprese con intento strumentale e già ripudiate dalla stessa Fraternità». E c'è anche un riferimento alle «singolari riserve » di «alcuni esponenti dell'assemblea rabbinica italiana» sul caso della preghiera in latino del Venerdì Santo" "L'Osservatore Romano scrive che è «offensivo» pensare «che Benedetto XVI possa svendere anche in parte il concilio a chicchessia" "(per) la posizione di Williamson ...Walter Kasper, responsabile vaticano dei rapporti con l'ebraismo, è «sconvolto » e prova «orrore»: «Questa data ci ricorda lo sterminio di sei milioni di ebrei: è bene ripetere il numero. Negare questo sterminio, una vergogna per la Germania e l'Europa, è una nuova ingiustizia verso le vittime."
"Il caso Williamson, deflagrato a pochi giorni dalla data del 27 gennaio, scelta in Europa per ricordare la Shoah, rimbalza sulla Cnn, e in tutto il mondo ... Mentre in Germania il monsignore diventa eroe nei siti d'estrema destra tedeschi..." "«Il problema» - afferma Di Segni - «... è lo spazio e la dignità dati non soltanto ad un singolo negazionista, ma a un movimento che sul tema teologico che riguarda gli ebrei non accetta le posizioni del Concilio»"
"Williamson rappresenta una punta estrema ma non si può far finta di non sapere che l'antisemitismo è non un accessorio ma una parte costitutiva del lefebvrismo. Lefebvre si battè nel Concilio Vaticano II contro l'abbandono dell'interpretazione degli ebrei come "popolo deicida" perché contraddiceva l'insegnamento dei Pontefici del passato." " Non accettare il Vaticano II significa contraddire ciò che Pio IV, Pio IX e Paolo VI hanno ribadito in diverse occasioni storiche: non è possibile permanere nella Chiesa cattolica se non si accettano le decisioni adottate da un Concilio."
"«Il percorso verso l'unità è importante e può favorire un condizionamento delle posizioni estremiste, in questo caso di quelle antisemite. Ma deve essere vero»." "«I lefebvriani dovranno dichiarare la loro adesione al Vaticano II. È fondamentale che il loro cambiamento nei confronti degli ebrei sia reale. Passando per la condanna di ogni tesi negazionista, ma non limitandosi a questo: dovranno anche loro un giorno considerarli come "fratelli maggiori" ».
"il negazionismo, appunto, non è un'opinione privata o un terreno su cui possa esercitarsi un legittimo diritto di espressione a proposito di una controversa pagina della storia. Non è un affare interno alla Chiesa (lo è invece la decisione di riaccogliere i lefebvriani), ma una prova di tolleranza verso l'intollerabile." (ndr.: non si fanno però opportune distinzioni: criticare anche duramente il governo israeliano per la guerra fatta nella striscia di Gaza non ha nulla a che vedere con l'antisemitismo, anzi...)
26 gennaio 2009
"Pur avendo definito la decisione del papa "un gesto di apertura", l'arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale francese ha ammesso che essa costituisce un "colpo" per la Chiesa. Già obbligati, loro malgrado, a liberalizzare la messa in latino dopo il motu proprio del papa nel 2007, i vescovi dovranno farsi carico di un "dovere di chiarimento" per far passare questa nuova decisione.
"Perché fare tanti sforzi per delle persone così critiche verso la Chiesa?" si chiede un gran numero di fedeli."
"la mano paternamente tesa va accolta, non respinta. Ma ieri mons. Fellay ha ribadito che con la remissione della scomunica è la Tradizione di fede che rientra nella Chiesa cattolica, e che loro accettano i Concili, ma «fino al Vaticano II»" " nel Vangelo, sulla bocca di Gesù, la più dura parola è per il peccato detto «bestemmia contro lo Spirito Santo» (Lc. 12, 10), da sempre interpretato come negazione voluta e cosciente della verità evidente. Ora Williamson è chiaramente in questa situazione. Che fare? Chiedergli una ritrattazione, ovviamente, e darne un segno evidente"
"Concludo ricordando che nel 1998 il Vaticano pubblicò un documento intitolato «Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah». Accettando monsignor Williamson come vescovo cattolico, Benedetto XVI ne ha scritto un altro, con un titolo diverso: «Noi dimentichiamo». Desidero dire ai fratelli ebrei che molti cristiani non leggeranno mai quel documento, e continueranno a ripetere con Giovanni Paolo II: Noi ricordiamo!"
"È sempre alta la tensione tra ebrei e Santa Sede per la decisione del Papa di cancellare la scomunica ai 4 vescovi lefebvriani, tra cui il presule britannico, Richard Williamson, che nega la Shoah. Ieri Benedetto XVI non è ritornato direttamente sull'argomento, pur dando l'impressione di sfiorarlo quando, parlando alla basilica di San Paolo fuori le mura ha invocato «gesti coraggiosi di riconciliazione tra noi cristiani». Ma da Israele sono scesi in campo con duri comunicati di condanna i responsabili del Museo dell'Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme (dove è esposta la targa sui presunti «silenzi» di Pio XII) e il Centro Wiesenthal"
«È un gesto pensato per favorire la ricostituzione dell´unità nella Chiesa. È solo un primo passo, perché c´è ancora da discutere su una serie di temi. Bisognerà vedere in che modo accettano il Concilio. E resta da vedere quale sarà lo status della Fraternità Pio X». «Non mescoliamo le due questioni: la revoca della scomunica per i vescovi della Fraternità San Pio X e le dichiarazioni di Williamson. (...) Parole inaccettabili, parole stolte. Negare l´Olocausto è stolto ed è una posizione che non ha nulla a che fare con la Chiesa cattolica».
«E' un premio dato a gente che non lo merita. Riporta la Chiesa alle sue passate posizioni più primitive, xenofobe e antisemite, apporta un colpo terribile a decenni di sforzi. Per i cattolici sinceri ci sarebbe da vergognarsi...».
Lo storico Bensoussan indaga su antichi pregiudizi e condotte criminali. Quei germi nell'Europa del '600. "«L'idea di selezione, ovvero di sterminio, è all'origine di un razzismo moderno che si basa su studi scientifici distorti. Quest'idea è inseparabile dall'Europa della rivoluzione urbana e industriale e del colonialismo che rimette in discussione l'eredità biblica e dell'Illuminismo per giustificare la sua impresa di dominio. Se si dimentica questa realtà, il trionfo del nazismo appare come un incidente incomprensibile. (...) Ma senza quel contesto anti-illuministico che in Germania assunse una forma più violenta che altrove, senza il movimento völkisch, il pangermanesimo, il luteranesimo non si capirebbe Hitler. E nemmeno senza lo studio della tradizione di obbedienza all'autorità, qualunque essa sia, o delle strutture del potere e della famiglia che caratterizzano la società tedesca. (...) il nazismo resta una rottura nella tradizione politica dell'Occidente. Fare l'archeologia del disastro non deve nascondere questa verità»."
"In Vaticano si continua a chiarire, a distinguere. La revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani è un gesto di «pace e misericordia» che nulla ha a che vedere con «inaccettabili opinioni negazioniste » di uno di loro, il vescovo Williamson, quello che nega siano mai esistite le camere a gas. Ma intanto la polemica monta. E arriva, durissima, una nota dello Yad Vashem, il museo della Shoah di Gerusalemme: «È scandaloso che qualcuno di tale statura, nella Chiesa, neghi l'Olocausto»."
"«premesso che il negazionismo è un'abiezione, un abisso di stupidità e di settarismo (...) faccio notare che se la ricomposizione dell'unità andasse avanti, probabilmente avrebbe un effetto positivo, proprio riguardo ai negazionisti». «È evidente che il gesto del Papa non intende né avallare le posizioni di un vescovo né introdurre questi pensieri surrettiziamente nella Chiesa. Al contrario, l'ambiente dove circolano queste idee, se circolano, sarebbe sottratto diciamo così ad una deriva settaria e inserito nel sentire più vasto della Chiesa»."
"Il 27 gennaio si celebra il giorno della Memoria. Ma quanto è diffuso oggi l'antisemitismo in Italia? La risposta dipende da ciò che si intende per ostilità antiebraica. Essa può mostrarsi come il classico odio xenofobo verso una minoranza diversa sotto il profilo religioso, etnico o culturale. Oppure può prendere le sembianze, tipicamente moderne, di fobia verso un gruppo ritenuto potente e dai legami di fedeltà ambigui. Infine, il pregiudizio può legarsi alle nuove componenti dell'identità ebraica: Israele e la memoria della Shoah. Si tratta di tre tipologie storiche, ciascuna sviluppatasi in un preciso periodo. Oggi queste tre forme convivono, mescolandosi tra loro."
La replica ai «profeti di sventura» in un fuori onda di Giovanni XXIII. Un volume di Alberto Melloni su Angelo Roncalli, il pontefice che aprì alla modernità. "l'ottimismo di Giovanni XXIII non è solo né principalmente quel viso sorridente che, come disse Federico Fellini, guardava dentro la macchina da presa, lasciandosi guardare nel profondo degli occhi. È una prospettiva che tocca un nodo delicatissimo per il Papa e per la Chiesa perché riguarda e racchiude la roncalliana teologia dei segni dei tempi, la convinzione che non è solo la Chiesa a insegnare alla storia, ma la storia stessa a insegnare alla Chiesa. Una fiducia semplice solo in apparenza, in realtà dirompente rispetto ai giudizi allora dominanti nell'episcopato, cambiamento di prospettiva su cui Giovanni XXIII ha deciso di giocare sino in fondo la sua partita, indirizzandovi la Chiesa intera attraverso il volano epocale del Concilio Vaticano II."
"Noi oggi rispettiamo il rifiuto della trasfusione di sangue, anche in caso di gravissima emorragia, da parte di un gruppo religioso, i testimoni di Geova, la cui fede la proibisce, anche se può salvare la vita. Se vi è diritto a rifiutare la trasfusione, vi è diritto a rifiutare la nutrizione artificiale. (...) in una società multietnica e multiculturale è imprescindibile abbandonare gli integralismi, sia religiosi che scientifici, e abbracciare la libertà di pensiero, che può essere pensiero cattolico, musulmano, ebreo, ateo, o scientista. Nessuno chiede ai credenti di rinunciare a testimoniare la loro fede, ma tutti chiediamo loro di non imporre le loro scelte agli altri."
"Si tratta di una decisione personale (di Benedetto XVI). Nel 1988, il cardinale Ratzinger, che guidava i negoziati (con Lefebvre), è stato profondamente ferito dalla loro rottura. (...) preoccupato dell'unità della Chiesa (...) fin dall'inizio del suo pontificato, si dà da fare in questo senso. Pochi mesi dopo la sua elezione (agosto 2005), riceve monsignor Bernard Fellay. Il suo discorso davanti alla Curia (dicembre 2006) riposiziona il Vaticano II nella tradizione della Chiesa, per rispondere alle critiche integraliste. Infine, il Motu proprio (luglio 2007) liberalizza la messa secondo il rito di San Pio V, che era la richiesta della Fraternità. Ultimo papa del Concilio, Benedetto XVI ritiene senza dubbio che sia suo dovere riassorbire le divisioni che ne sono seguite, e di darne la giusta interpretazione."
"Le pecore eretiche del defunto monsignor Lefebvre hanno forse segretamente promesso al papa di non contestare le sue affermazioni né di attaccare duramente i fondamenti di questa Chiesa post-Vaticano II, come fanno voluttuosamente nei loro cenacoli confidenziali? Forse. Ma in realtà Benedetto XVI riconduce all'ovile dei fedeli in totale rottura ideologica con la Chiesa di oggi. Strana unità!" "Resta il fatto che questa riconciliazione tonante offre solidi argomenti a coloro che vedono in Benedetto XVI un papa ontologicamente conservatore. (...) Se le uniche aperture che Benedetto XVI è disposto a fare sono del tipo di questa riconciliazione a sorpresa con gli integralisti, i fedeli ancora legati allo spirito del Vaticano II hanno di che rattristarsi."
"Alla messa solenne delle 10 h 30, il sermone dell'abate Régis de Cacqueray, superiore della Fraternità San Pio X in Francia, ha avuto toni offensivi: "La Tradizione cattolica non è più scomunicata!" ha affermato dall'alto del pulpito, davanti ad una chiesa sovraffollata. Ai suoi occhi è venuta l'ora di "dimostrare al papa, ai vescovi e ai preti" che "la crisi della Chiesa non ha come origine cattive interpretazioni del Concilio, ma il Concilio stesso". Dopo aver attaccato la "libertà religiosa", ha denunciato "lo sguardo demagogico" sulle altre religioni, in particolare l'islam, prima di fustigare la "collegialità": "La Chiesa è una monarchia il cui monarca è il papa", ha martellato, deplorando "lo spirito democratico" dell'episcopato che "penalizza" il potere di Roma. In breve, il Concilio deve "essere rimesso in discussione"."
25 gennaio 2009
"«Roncalli sin dai tempi in cui era patriarca di Venezia aveva favorito l'ottavario per l'unità; la preghiera che si faceva in San Zaccaria era qualcosa di sentito in modo profondo... L'anelito all'unità dei cristiani se lo portava dentro dai tempi della Bulgaria (dove fu visitatore apostolico dal 1925 al 1934, ndr), dei primi incontri con gli ortodossi. Ad un vecchio armeno che in quegli anni gli aveva chiesto cosa pensasse della disunione, aveva persino baciato le mani e - al ritorno da una visita al Papa - portato una medaglia e un'offerta di Pio XI. L'unità delle Chiese in Cristo era un desiderio forte in lui... E non è questo uno degli obiettivi del Concilio?»."
"come diceva don Tonino Bello, il compianto vescovo di Pax Christi, deve essere capace di realizzare anche al suo interno una «convivialità delle differenze» tra chi la pensa in modo diverso, fatte salve le Verità di fede". Ma "come mai si sdoganano solo i gruppi più reazionari, che appoggiano politiche di estrema destra, razziste e xenofobe, che negano l'Olocausto, che ripropongono una immagine di Chiesa slegata dalla gente e nella quale i fedeli laici non valgono nulla, una Chiesa trionfalmente alleata con i potenti, potente essa stessa, mentre al contrario si condannano e si contrastano aspramente i settori progressisti e le Teologie della liberazione?"
"La sostanza è chiarissima: rientrano nelle file di Roma i più duri oppositori del Concilio II, gli stessi che finora hanno preteso l'azzeramento delle riforme conciliari e che oggi confermano in una lettera ai propri seguaci la «convinzione di restare fedeli alla linea di Lefebvre», la speranza che il loro fondatore venga «prontamente riabilitato» e la volontà di «portare rimedio alla crisi senza precedenti che investe il mondo cattolico» per colpa delle innovazioni."
"Il vescovo riabilitato spara a zero contro l'illegittimità e la nocività del Concilio Vaticano II, della nuova Messa, dei nuovi riti sacramentali, del nuovo codice di diritto canonico, del nuovo catechismo, delle nuove beatificazioni (Giovanni XXIII). E sentenzia: «I tanti cattivi frutti dei pontefici conciliari, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e adesso Benedetto XVI, provano che si tratta di cattivi pontefici». Così parlò mons. Richard Williamson, vescovo riabilitato."
"In questo momento fra le varie religioni del mondo l'islam è in primo piano. Non tanto per le cifre, quanto per la vitalità. Energia, vitalità, gioventù"
"Roncalli diventa il papa Giovanni XXIII che tutti abbiamo amato perché come cristiano non si pone alla testa di alcun progetto culturale e preferisce invece coltivare intensamente la vita cristiana accrescendo le qualità morali e le condotte sapienti." "Ieri, nell'anniversario dell'annuncio del Vaticano II, un Papa che ha lo stesso nome di quel Benedetto che in anni difficili seppe essere lungimirante, ha ceduto ai nomignoli e ai pettegolezzi. E ha sdoganato una porzione di Chiesa, minoritaria e intollerante, che tra i tanti negazionismi pratica anche quello del dinamismo del concilio di Trento. Il giorno era sbagliato per arrendersi ai profeti di sventura. E rende ancora più struggente la memoria di un Papa che predicava e praticava sempre e solo sapienza."
"Mi chiedo se a farci dimenticare il vangelo siano i laicisti che combattono, a suon di slogan corrivi, i segni residui della presenza cristiana nella società, o i rappresentanti della Chiesa stessa, che di tutto si occupano, fuorché di rendere culturalmente ed esistenzialmente vitale l´annuncio di fede."
Il fondamento della distinzione fra diritto e morale"non (è) certo il relativismo della morale, ma la circostanza che l'ultima parola della coscienza personale non può essere scritta in forma di legge di uno Stato, in tutti i casi in cui non c'è consenso universale sull'illiceità morale di determinati comportamenti." " Ogni legge che tutela una libertà civile, per definizione, non "costringe" nessuno a fruire del diritto che accorda: e nichilistico è negare questa verità, come sembra fare purtroppo il cardinal Poletto" " C'è anche la seconda distinzione, quella fra religione e morale": c'è "Qualcosa di più religiosamente nichilistico che trasformare una grazia in un dovere?"
"Non è una grazia, è una resa. Non è un gesto benigno del Papa a pecorelle smarrite e pentite la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani. È la rinuncia del Vaticano ratzingeriano a chiedere che tutti i fedeli cattolici si riconoscano nelle decisioni di un Concilio."
"Definendo gli Stati Uniti come "una nazione di cristiani e di musulmani, di ebrei, di indù e di non credenti" e, in seguito affermando "riporteremo la scienza al rango che deve essere il suo", Barack Obama ha comunicato che poneva fine ad ogni influenza dei fondamentalisti religiosi sul governo del paese."
24 gennaio 2009
"finora né Giovanni Paolo II né Benedetto XVI sono arrivati a riconoscere fino in fondo le responsabilità dell'istituzione ecclesiastica e le sue manovre di occultamento" "Ancora di più pesa che la maggioranza dei vescovi non abbia saputo instaurare un rapporto umano con le vittime. Troppi vescovi, commenta il gesuita James Martin, hanno finito per anteporre alle vittime gli interessi dei preti violentatori." "E' pronta la Chiesa a formare preti disposti a crescere con la propria comunità, ad ascoltarla, a considerarsi guide che «imparano» smettendo di autorappresentarsi in versione super-sacralizzata di «altro Cristo»? Il pastore che non è nutrito, sottolinea la pastora anglicana Anne Richardson, «divorerà la pecora»"
Analisi e valutazione del documento Dignitas personae della Congregazione per la Dottrina della fede. "Al di là dei dubbi già espressi circa alcune affermazioni di principio, prima fra tutte quella relativa al momento di inizio della vita personale, l'impressione di fondo che immediatamente si ricava accostandolo è che l'intento perseguito sia più negativo che positivo; che prevalga, in altri termini, la tendenza a segnalare pericoli e a pronunciare divieti piuttosto che ad offrire prospettive positive di crescita, richiamando valori irrinunciabili e indicando concretamente le vie da percorrere per perseguirli." "Un atteggiamento che (...) sembra dettato dal peso assai rilevante riservato a comportamenti che riguardano la difesa della vita nell'ambito della sfera privata (e che sono in larga misura legati - non a caso - alla gestione della sessualità), mentre non si riserva altrettanta attenzione a comportamenti dello stesso segno riguardanti la sfera pubblica come quelli provocati dalle ingiustizie sociali e politiche - basti pensare alle varie forme di violenza e soprattutto alle guerre - che hanno peraltro un grande impatto sulla collettività."
"l´invito all´obiezione di coscienza dei medici" più che obiezione di coscienza è semmai "obbligazione di appartenenza, perché l´identità cattolica di quei medici diventa leva e strumento collettivo su cui puntare con impulso gerarchico per vanificare una pronuncia della Repubblica.". Dichiarare che la legge di Dio è superiore a quella dell'uomo e che quindi il cattolico può trasgredirla, significa ritenere che "la precettistica morale della Chiesa e la sua dottrina sociale coincidono con il diritto naturale, dunque la legge statale deve basare la sua forza sulla coincidenza con questa morale cattolica e naturale, trasformando così il cattolicesimo da religione delle persone in religione civile, dando vita ad una sorta di vera e propria idea politica della religione cristiana." " in democrazia ogni verità è relativa, anche le fedi e i valori sono relativi a chi li professa e nessuno può imporli agli altri"
"In soli tre giorni sono state radicalmente messe discussione le basi etiche e ideologiche della Casa Bianca di George W. Bush: mercoledì Obama ha promesso un'Amministrazione più trasparente e il ritiro dei soldati dall'Iraq in 16 mesi, giovedì ha riscritto la dottrina della sicurezza nazionale, ordinando la fine della tortura, delle carceri segrete della Cia e la chiusura di Guantanamo e infine ieri ha riaperto il dibattito sull'aborto e gli embrioni. La decisione della Fda non dipende da Obama, ma non è casuale la scelta dei tempi: si è aspettato che Bush lasciasse Washington e giurasse un presidente che in campagna elettorale ha promesso di rimuovere i divieti al finanziamento federale della ricerca che utilizza gli embrioni."
23 gennaio 2009
"Rompicapo in vista per gli organizzatori di future manifestazioni in Italia. Almeno se il ministro degli interni, Roberto Maroni (Lega Nord), porterà a buon fine il suo progetto di proibire le assembramenti davanti ai luoghi di culto, alle ambasciate, alle caserme, ai centri commerciali e nei quartieri molto popolati." "Una direttiva... che pone più problemi di quanti non ne risolva" "A Roma, per esempio, piazza Navona, fiancheggiata dalla facciata barocca della chiesa di Sant'Agnese (...) E che dire di Piazza del Popolo e delle sue tre chiese (...) O San Giovanni in Laterano, davanti alla quale, nel maggio 2007, si riunirono centinaia di migliaia di manifestanti in favore della famiglia, tra cui Silvio Berlusconi, allora all'opposizione..." "gli organizzatori di manifestazioni (...) riusciranno ancora a trovare un luogo dove poter esprimere la loro collera...?"
"La decisione di Benedetto XVI appare contestabile in quanto sembra unilaterale, senza che in contropartita la Fraternità abbia manifestato il minimo pentimento pubblico o attenuato la sua opposizione al Vaticano II e alla libertà religiosa. Inoltre il decreto che il papa si appresta ad emanare arriva in un momento decisamente inopportuno, dato che uno dei quattro vescovi implicati, il britannico Richard Williamson, ha appena pronunciato delle affermazioni negazioniste, negando la Shoah e assicurando che "non ci sono state camere a gas" e che "non un solo" ebreo vi è morto."
"È un gesto storico e, tutto sommato, logico, nella strategia adottata, fin dall'inizio del suo pontificato, da Benedetto XVI." "Togliendo questi due ostacoli, il papa agisce in maniera unilaterale e magnanima e mette gli integralisti con le spalle al muro. Ma non è certo che essi facciano dei passi verso la Chiesa", commenta un vescovo. "Questo annuncio sarà una grande gioia per la Fraternità ed una vittoria per la Chiesa, che ritrova così certe verità", ci ha detto l'abate Grégoire Celier, uno dei responsabili dell'organizzazione in Francia, che si rallegra anche "degli scontri intellettuali e teologici che seguiranno"". "La notizia ... coincide con la diffusione ... di affermazioni negazioniste fatte da uno dei vescovi implicati, Monsignor Richard Williamson"
"Bisogna aspettare e vedere il decreto ed il suo contenuto per conoscerne le conseguenze. Infatti si ignorano ancora le condizioni della revoca della scomunica. In generale, ricorda un canonista, "la revoca della scomunica necessita di una dichiarazione pubblica dell'interessato, un passo in cui afferma la sua volontà di unione con la Chiesa". Non si sa se monsignor Fellay, chiedendo la revoca della scomunica, abbia fatto atto di pentimento. Inoltre, anche se si tratta di un passo decisivo, tale decreto non significherà ipso facto il ritorno completo della Fraternità nel grembo cattolico"
"La Chiesa cattolica considera il dialogo interreligioso un suo dovere impellente non come semplice mezzo di conoscenza degli altri, ma come ambito di ascolto della Parola rivelatrice e di accoglienza dell'azione dello Spirito Santo." " Una ragione chiara quindi del dialogo interreligioso è la ricerca della piena verità che per la chiesa continua nel tempo e che può trovare risposta anche attraverso il confronto con la Parola che risuona nelle altre esperienze religiose e con l'accoglienza dei frutti che lo spirito fa fiorire in loro" "È comprensibile che il Senatore Pera, da laico come si proclama, (pensi) la fede esclusivamente come «conoscenza» e la identifica perciò con la dottrina. Mentre per il cristiano la fede è «abbandonarsi fiduciosamente a Dio, prestando l'ossequio dell'intelletto e della volontà» (ndr.: il problema non è costituito dalle posizioni di Pera, ma dal pieno assenso che ad esse ha dato l'attuale papa)
"Non è affatto affacciata sul nulla la cultura di chi è favorevole al rifiuto delle cure (...), e non è necessariamente atea (...). È affacciata, semplicemente, su un diverso ordine tra i valori."
"a voi piace vivere in un mondo in cui le suore misericordine sono sostituite dai volontari spegnitori di una ragazza disabile al massimo grado?"
"Decisamente una brutta notizia per l'eredità del Concilio Vaticano II e bruttissima per i rapporti tra la Chiesa e gli ebrei, già tesi a causa di quella preghiera in latino per la conversione dei giudei contenuta nel vecchio messale che papa Ratzinger ha liberalizzato su ampia scala." "Per i difensori del papa la pace lefebvriana è un gesto di magnanimità verso il "pluralismo" interno alla Chiesa. Per altri è un'ulteriore picconata a quello spirito innovatore del Concilio che, d'altra parte, Ratzinger ha sempre visto con sospetto: per lui infatti il Vaticano II non va interpretato come rottura ma in continuità col passato."
"Beato fra gli emigranti, le mondine, i poveri contadini e le sordomute. Fedele all'azione pratica, flessibile come un pezzo di ghisa, inesauribile nella sua pastorale. A Piacenza, è sempre e comunque il vescovo. Giovanni Battista Scalabrini è stato un "profeta" della Chiesa dell'altro secolo, esempio della determinazione che abbatte il pregiudizio. «Ero straniero e mi avete accolto»: Vangelo di Matteo, "tradotto" in pastorale più di cento anni fa, quando gli stranieri eravamo noi."
"Sono sconcertato di fronte all'orrore di un negazionismo tanto più grave e imbarazzante perché proviene da un esponente ecclesiastico. Mi chiedo come Benedetto XVI potesse ignorare posizioni del genere quando ha deciso la riammissione nella Chiesa."
"Le camere a gas naziste non sono mai esistite. Nei lager sono morti 200 mila e non 6 milioni di ebrei», dichiara il vescovo lefebvriano Richard Williamson, uno dei quattro presuli che Benedetto XVI si appresta a riaccogliere nella Chiesa revocando una scomunica durata vent'anni."
«Se i fatti risultassero fondati - premette subito il vescovo Zenti - segnerebbero la comunità cristiana con una ferita lacerante, a partire da quella delle persone abusate, alle quali andrebbe il senso della più vera vicinanza e solidarietà cristiana, e in questo senso saranno istruite tutte le pratiche necessarie per dare trasparenza alla Chiesa ed evitare zone d'ombra o sospetti. Se la giustizia dei tribunali conosce i tempi della prescrizione, quella della coscienza non prevede scadenze»
Gli ex allievi del Provolo (sordomuti) hanno denunciato di aver subito pesanti abusi sessuali da parte di preti che avrebbero dovuto aver cura di loro. "Se quei fatti dovessero trovare conferma sarebbe una ferita lancinante per la nostra comunità" ha dochiarato il vescovo di Verona.
"Beppino Englaro, il papà di Eluana, sta dando forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Ciò credo debba essere evidente anche per chi non accetta di voler sospendere uno stato vegetativo permanente e ritiene che ogni forma di vita, anche la più inerte, debba essere tutelata." "Ha fatto riscoprire una delle meraviglie dimenticate del principio democratico, l'empatia. Quando il dolore di uno è il dolore di tutti. E così il diritto di uno diviene il diritto di tutti."
""la legge di Dio è superiore a quella degli uomini" (e delle donne, s´intende). Ora, questo è vero, ma a un paio almeno di condizioni. Che si creda in Dio, altrimenti la frase è senza senso." " L'altra condizione è che Dio sia senz'altro dell'opinione dell'arcivescovo: illazione di cui è lecito anche ai credenti più fervidi dubitare in parecchi casi, e in questo più robustamente" " Non c'è galera, né martirio, né morte per i fedeli che si uniformino alla chiamata dell'arcivescovo. Semplicemente, una felice combinazione fra aspettativa ministeriale e aspettativa cardinalizia"
"L'obiezione di coscienza, non esiste nell'ordinamento, vale solo per la legge 194, quindi quello del cardinal Poletto è un invito a non rispettare la legge vigente. Tuttavia sono convinta che nessuno possa essere obbligato a compiere azioni contrarie alla propria coscienza. Per questo una legge sul testamento biologico deve prevedere l'obiezione di coscienza che, ne sono certa, i medici adotterebbero con grande cautela."
" Solo in queste ultime (nelle teocrazie) le leggi religiose si pongono al di sopra delle «leggi degli uomini», che vanno disapplicate quando siano in contrasto con le prime"
"Il cardinale si richiama a una legge morale e ha diritto, in tal senso, a esprimere la sua visione delle cose, ma il presidente del Piemonte ha altrettanto il diritto e il dovere di amministrare secondo quanto previsto dalla giustizia dello Stato."
22 gennaio 2009
"Governata da una coalizione di sinistra, la città-stato ha scelto di imporre alle scuole medie il corso di etica, tipo educazione civica ... nel 2006, alcuni mesi dopo la scoperta di un terribile fatto di cronaca: un "delitto d'onore" commesso da un giovane turco contro la sorella. "L'obiettivo del corso di etica è quello di riunire alunni di diversa origine per riflettere su temi quali l'identità e l'amicizia, la violenza e la tolleranza" "...l'associazione Pro Reli ... chiede che gli studenti possano scegliere tra le lezioni di etica, le sole attualmente obbligatorie, e quelle di religione, organizzate separatamente per ogni confessione. I berlinesi saranno chiamati alle urne per prendere una decisione su questo problema."
"Curiosamente, ci sono rappresentanti delle Chiese che si dichiarano contrari all'iniziativa che porta il nome Pro Reli... L'iniziativa Christen pro Ethik ... si dichiara a favore della lezione obbligatoria di etica." "L'idea che sta dietro ad un insegnamento di etica obbligatorio, è quella di far abituare gli studenti in aula al dialogo tra diverse culture. Un insegnamento di religione separato per studenti cristiani, ebrei e islamici porterebbe "a società parallele e all'intolleranza" "D'altro canto (è importante anche che la scuola possa) far sperimentare agli adolescenti la loro specifica religione. Una conoscenza teorica sulle proprie radici non sarebbe sufficiente. "Gli studenti devono crescere all'interno della loro tradizione e riflettere su di essa in modo critico." ... "Etica e religione non sono alternative l'una all'altra, ma devono completarsi reciprocamente"
Benedetto XVI ha deciso. Il decreto contenente la revoca della scomunica per i vescovi scismatici lefebvriani è pronto. E uscirà nei prossimi giorni, probabilmente entro questa domenica. L'ha redatto e firmato, per volere del Papa, il presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, l'arcivescovo Francesco Coccopalmerio. (ndr.:si tratta di comunione con Roma o di comunione con i lefebriani?)
Il tempo della retorica - della grande retorica del cambiamento e della speranza - è finito e per Barack Obama è iniziato quello del governo e quindi anche di decisioni complesse e difficili. "Dopo gli anni della religione della paura, sembra venuto il tempo della religione della speranza. Lo diceva già Martin Luther King: «Un giorno la paura bussò alla porta. La fede andò ad aprire. E non trovò nessuno»."
"«I cittadini italiani troppe volte non si mettono nei panni dei cittadini stranieri. E anche noi non riusciamo a far vedere quale sia la realtà rispetto a queste persone» «... se un mio nipote è un drogato è un bravo ragazzo da aiutare, se è uno straniero è un delinquente. ... non c'è niente di nuovo. Siamo a livelli di ferocia primigenia» «Penso che il problema sia la pervasività di quell'ideologia dell'onnipotenza dell'individuo, dell'io contrapposto alla dimensione collettiva e sociale. Che è l'ideologia dell'onnipotenza del mercato e dei consumi, in cui la competizione esasperata tra i singoli è l'unico orizzonte delle relazioni... Le persone hanno bisogno di essere aiutate a ritrovare un senso comune dello stare in una società» « Occorre tornare rigidamente, quasi in forma imperiosa, ai principi cui uno si appella, senza mediazione » «... siamo messi male. Perché se svolgi la funzione profetica sei costretto ad essere un solitario. Se invece "gestisci", lo schiacciamento della profezia s'attenua fino a scomparire...»"
"(Nel) nuovo libro di monsignor Luigi Bettazzi, In dialogo con i lontani, sottotitolo (con ossimoro) Memorie e riflessioni di un vescovo un po' laico (...) si ritrova a tutto tondo questo generoso e vivace uomo di Chiesa, a disagio non tanto in partibus infidelium quanto piuttosto fra gli atei devoti, i teodem o i teocon (...). Ma anche il giovane vescovo presente al Vaticano II con Lercaro e Dossetti (...) l'autore della lettera a Berlinguer precedente la proposta del 'compromesso storico' e (...) il presidente di Pax Christi. Il vescovo emerito di Ivrea non rinuncia ad intervenire sulle forme attuali di integralismo religioso, analizzando le difficoltà nel rapporto delle religioni con le società."
C'è una distinzione invalicabile tra fede e Stato. Chiesa e governi non devono interferire reciprocamente. Lo afferma il vescovo di San Marino-Montefeltro. "L'assunzione della religione come competenza della società e dello stato distrugge la sostanza etica e personale della religione a prescindere dal fatto, poi, che i totalitarismi moderni e contemporanei nati sulla base del laicismo hanno, ad un certo punto, gettato la maschera, rifiutato la stessa religione civile o dello stato erigendo lo stato a religione." " E' improponibile, oggi, rimettersi nelle braccia di questa rovinosa collusione fra stato e religione (...) L'Occidente ha al suo centro non la società o lo stato ma la persona, con la sua dignità, la sua libertà; quindi, al centro quella libertà di coscienza che si esprime in tutte le forme dell'espressione umana ma, significativamente, nella libertà della scelta religiosa." "La strada maestra è un'altra, è quella della tradizione laica e cattolica dell'Occidente che ha, oggi, di fronte a sé la possibilità di essere riattualizzata, rivissuta e riproposta."
21 gennaio 2009
"In gennaio si tiene tradizionalmente la settimana per l'unità dei cristiani, un'unità mai realizzata ma sempre possibile. E che passa innanzitutto dalla riconciliazione di ciascuno con se stesso." "lo Spirito che suscita l'unità è anche quello che fa nascere la diversità. (...) È un progetto totalitario volere che tutti siano simili agli altri, mentre il cammino di unità è una ricerca di ciascuno per diventare l'essere unico che egli è davanti a Dio. L'unità non è l'uniformità, è un cammino di condivisione, di riconoscimento e di accettazione delle differenze. (...) In questo rispetto della diversità, il cammino verso l'unità comincia con la conoscenza ed il riconoscimento della Chiesa sorella. (...) Il cammino verso l'unità passa per la visita delle altre Chiese come una visita fatta ad un amico, per accogliere ciò che ha di meglio da offrirci."
"Nel suo libro Identité confessionnelle et quête de l'unité, il teologo protestante Marc Lienhard cita le affermazioni di un confratello cattolico: "Anche se le divisioni sono anzitutto opera umana e derivano dalla colpa degli uomini, in esse c'è anche una dimensione che corrisponde ad una volontà divina... Non era forse bene, sotto molti aspetti, per la Chiesa cattolica in Germania e altrove, che ci fosse, accanto a lei, il protestantesimo...? Inversamente, si potrebbe concepire il mondo protestante da solo?" (Joseph Ratzinger)"
"Melloni ha studiato il cristiano Roncalli in funzione del concilio. E ha scartato il genere biografico per non seppellire nei dettagli quel punto d'arrivo che gli sta a cuore: la ricerca sulla genesi della svolta storica che portò dal cattolicesimo dei «profeti di sventura» e degli anatemi contro i tempi moderni all'apertura confidente verso quella che papa Roncalli definì la famiglia umana «nella sua più ampia composizione e armonia»." "Se è così urgente per Melloni rintracciare dietro l'evento conciliare un progetto non impulsivo né casuale del pontefice è perché tutta l'eredità del concilio gli appare al centro di incertezze sostanziali e di interpretazioni riduttive."
"Chi ha paura del Concilio Vaticano II? A cinquant'anni esatti dall'annuncio di Giovanni XXIII, lo storico Alberto Melloni e il teologo Giuseppe Ruggieri si misurano con una domanda che non è retorica (...) Quel che fa paura, dicono i due studiosi, è la novità. Allora come oggi. Allora la novità era incarnata dallo stesso pontefice (...) da una visione della Chiesa non più "organizzazione gerarchica di diseguali" ma "comunione di eguali in dignità". E oggi, cosa fa più paura? «Non è un caso, sostiene Melloni, «che il punctum dolens sia ancora la liturgia, cioè il punto dal quale il Concilio cominciò, disincrostando il culto divino dalle superfetazioni devozionali, dal sentimentalismo e soprattutto dall'idea che la celebrazione potesse ridursi a teatro nel quale alcuni assistono ed altri partecipano»" "Quello del Vaticano II è ancora lo "stile" con cui le attuali gerarchie vogliono misurarsi con la modernità?"
"Attorno a Jacques Maritain, classe 1882, si annodano infiniti fili della storia del cattolicesimo del Novecento... Piero Doria, studioso dell'Archivio Segreto Vaticano, ripercorre questa storia nel suo volume La condanna della «dottrina Maritain»..."
20 gennaio 2009
"La famiglia è costituita dal "matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna" e non deve essere "confusa con altre forme di vita in comune", ha ricordato papa Benedetto XVI domenica 18 gennaio... alla chiusura del sesto Incontro mondiale della famiglia a Città del Messico." "Più di diecimila persone, venute in Messico da tutti i continenti, hanno seguito per tre giorni le conferenze del congresso teologico e pastorale, a testimonianza della combattività del cattolicesimo in un'epoca di crisi, ma anche della sua difficoltà a dialogare con coloro che contestano la sua dottrina." "Partecipanti e organizzatori provenivano in maggioranza dalle classi medie, rimaste fedeli al cattolicesimo tradizionale. Che però perde terreno negli strati popolari, soprattutto tra le popolazioni indigene maggiormente attirate dalle chiese evangeliche. E anche se l'Incontro era aperto a tutte le tendenze del cristianesimo, vi si sentiva la forte influenza di organizzazioni conservatrici..."
"Questo prete e teologo tedesco si era dedicato negli anni 80-90 a delle ricerche che coniugavano teologia e psicologia. Viene criticato per la sua lettura della Bibbia, gli viene proibito l'insegnamento, poi anche la predicazione, prima di essere sospeso dal suo ministero nel 1992, dopo la pubblicazione di Kleriker (Funzionari di Dio), in cui critica un certo ideale cattolico di sacerdozio. Lascia formalmente la Chiesa nel 2005."
"anche quest'ultima operazione a Gaza, in fin dei conti, non è che una tappa lungo un cammino di violenza e di odio in cui talvolta si vince e talaltra si perde ma che, in ultimo, ci condurrà alla rovina" "il successo dell'operazione non ha risolto le cause che l'hanno scatenata. Israele tiene ancora sotto controllo la maggior parte del territorio palestinese e non si dichiara pronto a rinunciare all'occupazione e alle colonie. Hamas continua a rifiutare di riconoscere l'esistenza dello Stato ebraico e, così facendo, ostacola una reale possibilità di dialogo." Anche "i palestinesi non possano essere sollevati dalla responsabilità dei loro errori" "i morti e la devastazione causati da Israele ci garantiscono che un'altra generazione di palestinesi crescerà nell'odio e nella sete di vendetta." "Parlare con i palestinesi. Questa deve essere la conclusione di quest'ultimo round di violenza. Parlare anche con chi non riconosce il nostro diritto di vivere qui." "A lungo andare questa ostinazione potrebbe contribuire alla nostra sicurezza molto più di centinaia di aerei che sganciano bombe sulle città e sui loro abitanti."
Nel 1989 si annunciava un tempo di pace. Non è stato così. Imperversa lo spirito di distruzione. "la potenza del male non sta tanto nei mezzi a disposizione di pochi leaders malvagi, quanto nel sonno dei 'normali'" "È vero che grazie ad alcune forme di volontariato sono compiute opere preziose, che prefigurano un'altra politica. Ma quando il volontariato n on è critico e non promuove la giustizia sociale, diventa il complice della cattiva politica." " ognuno matura la coscienza critica del male se riesce anzitutto a riconoscere quel male di cui è responsabile"
"Il medico deve imparare a pensare come fa un malato. Bisogna avere l'umiltà di imparare da chi soffre." "Il dolore che umilia la dignità di una persona è un'inutile tortura. Umanità è far cessare il dolore, avere in ogni ospedale la necessaria attenzione per rilevare e controllare la sofferenza del paziente." "umanizzazione vuol dire rendere un ambiente più vivibile, conferirgli dignità umana." "Il dovere di consolare vale sempre, e non è un fatto di parole. Dipende da come si guarda un paziente, da come lo si tocca."
"In un'intervista concessa nel 2004 al settimanale France catholique, quest'uomo arguto riconosceva che "l'età permette di approfondire un sacco di cose. E soprattutto di rinunciare alla polemica". "Ho rinunciato a pensare contro, riconosceva. Ed è il patriarca Atenagora che mi ha liberato dalla paura dell'altro, che mi ha dato la capacità di amare e, quando si tratta di un cristiano, di sentirlo come un fratello. La cosa è venuta con l'età, e con l'età si è approfondita, e anche con l'incontro di Giovanni Paolo II.""
"Olivier Clément è stato il portavoce di un'ortodossia aperta al mondo ed al dialogo ecumenico. (...) Più di chiunque altro ha avuto coscienza delle derive nazionalistiche generate dal legame storico e teologico tra religione e nazione, in Russia, in Grecia, in Serbia... Lascia il ricordo di un uomo che ha sostenuto una concezione libera dell'ortodossia in un mondo plurale e libero. Sapeva che, nelle volute d'incenso delle sue chiese, sotto l'oro delle sue cupole e delle sue iconostasi, essa rischia di diventare una religione da museo. Ma ha sempre avuto con l'ortodossia una relazione di tenerezza esigente, sempre lucida."
19 gennaio 2009
"Il punto non è giustificare Hamas, cosa che mi guardo bene dal fare. Il punto è che è difficile far credere che sia esistita una tregua a un milione e mezzo di persone che hanno continuato a vivere in una gigantesca prigione"
"Si parla sempre più frequentemente, soprattutto negli ambienti cattolici e in quelli laici interessati alla religione come religione civile, di «nuova», «giusta» o «sana» laicità. Questa laicità «nuova» pretende di far convivere pluralismo e privilegi (...) L'epoca della neutralizzazione politica rispetto alle religioni sembra terminare la sua curva ascendente. Gli Stati laici vengono percepiti come ostacoli a una nuova confessionalizzazione degli spazi. Dove non è possibile imporre direttamente regimi teocratici o ierocratici, si parla almeno di «nuova» laicità. L'intensità è diversa; il movimento è lo stesso." "Che, poi, questa «nuova» laicità sia anche «sana» oltre che «giusta», sembra da escludere..."
"Marco Viglino aveva diciannove anni ... quando una sera dell'aprile 1978 arrivò, a sorpresa, la telefonata dello scrittore dalla quale è nata l'intervista inedita... «La lettura di Se questo è un uomo mi aveva sconvolto - racconta Viglino, oggi giudice al Tribunale di sorveglianza di Torino -. Così, avevo dedicato a Levi la tesina che ognuno doveva preparare per l'esame finale. ... Quel compito da liceale arrivò fino a lui... Ancora oggi, trent'anni dopo, mi commuovo pensando a quella semplicità, uno scrittore famoso che chiama un ragazzo sconosciuto»."
"Quella carica di ribellione che sta alla radice dei primi due libri si è attenuata con gli anni oppure no? «Io contesto "quella carica di ribellione": di indignazione sì; di ribellione purtroppo no perché non c'era modo, almeno per chi era al mio livello (...) l'indignazione sì persiste, ma diciamo che si è ramificata. Sarebbe stupido oggi continuare a vedere il nemico solo lì, solo il nazista (...) Però il mondo di oggi è molto più articolato che non quello di una volta. Non erano bei tempi quelli in cui io ero giovane, però avevano il grande vantaggio che erano netti; l'alternativa amico/nemico era molto netta e la scelta non era difficile. Oggi lo è molto di più. Perciò anche l'indignazione persiste, ma è... erga omnes. Verso molti, non più verso "quelli"»."
"Furono novemila gli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento, quasi tutti ad Auschwitz-Birkenau. Per 15 anni lo storico Marcello Pezzetti è andato alla ricerca degli ultimi sopravvissuti e li ha convinti a ridestare nella loro mente le immagini di un viaggio agghiacciante: 105 testimonianze in presa diretta, delle quali ha lasciato intatto il sapore dialettale della gente comune e perfino alcuni accenti ironici paradossali. Ne è venuto fuori un libro, edito da Einaudi, unico nel suo genere che rende ancor più sconvolgente la realtà dell'Olocausto. Eccone alcuni stralci."
Morto Alessio II "fra una settimana la Chiesa ortodossa russa aprirà i lavori del Concilio straordinario per eleggere il nuovo Patriarca." "[Alessio II e Kirill] insieme, sono stati ... i principali artefici del processo di riavvicinamento tra la Chiesa ortodossa russa e quella cattolica, malvisto dai tradizionalisti.""E tuttavia, proprio Kyrill è considerato il favorito numero uno di questa corsa al «trono» patriarcale. Lo conferma un imponente sondaggio lanciato dal sito www.patriarh.ru." "Quanto può essere attendibile questo test virtuale?" "Il sito patriarh si dichiara «indipendente». E' certo, però, che vede di buon occhio il riformismo di Kirill e una Chiesa più moderna."
"Il Vaticano, nei confronti della Repubblica italiana, non sta certo con le mani in mano. Le usa entrambe: una mano aperta a palma larga per chiedere quattrini, l'altra mano svolazzante per suonar ceffoni in faccia alla politica. Questo doppio registro si consuma all'ombra del diritto, trova nella legge il proprio schermo protettivo. Anzi: l'alibi perfetto è la legge più alta, quella scolpita sulle tavole della Costituzione." Ma "tutta questa ricostruzione è un falso giuridico, benché da lungo tempo accreditato. Non è vero che le ingerenze vaticane siano protette dalla libertà di parola o dalla libertà di religione; non è vero che il Concordato sia protetto dalla Costituzione."
"Al di là delle convinzioni personali di ciascuno di noi sul merito complessivo della dolorosissima vicenda ... ci troviamo ... di fronte a una importante questione di principio...: che le sentenze irrevocabili della Cassazione, piacciano o non piacciano, siano condivise o non siano condivise, devono essere, in ogni caso, applicate, adempiute, eseguite. Infrangere tale regola significherebbe innescare una rottura gravissima del principio di legalità attorno al quale ruota l'intero nostro sistema giuridico."
"Dopo una tempesta di fuoco che ha fatto circa 1300 morti a Gaza, c'è modo davvero di emettere comunicati di vittoria? Ci volevano così tante vittime, da parte palestinese, ed un'immagine internazionale così screditata, da parte israeliana, per un risultato così ambiguo?" "Questo cessate il fuoco era certo indispensabile, ma il lavoro per la costruzione di una pace durevole resta ancora da fare."
18 gennaio 2009
"La "pubblicità ateistica" può davvero essere una bella occasione per riparlare di Dio in maniera un po' meno devozionistica o dottrinaria del solito; e in particolare è una sfida alla capacità dei cristiani a testimoniare concretamente, visibilmente, che la fede in Dio è una buona notizia. Ciò vale anche nel campo politico"
"Si supera, allora, il rapporto di subordinazione o complementarità, come quello di un'astratta e assoluta parità, e si giunge al riconoscimento di una reciprocità indispensabile causata dalla "differenza" accettata, sulla base però di un"'equivalenza" radicale. Naturalmente scattano a questo punto le applicazioni di ordine ecclesiale e pastorale che aprono nuove questioni e interrogativi (pensiamo, tanto per fare un esempio, al sacerdozio femminile) che non possiamo affrontare nei limiti di questa considerazione generale."
"Nel suo discorso alla sinagoga di Colonia nel 2005, Benedetto XVI si è augurato che il dialogo ebraico-cristiano possa portare a una interpretazione condivisa delle questioni storiche. Resta tuttavia aperto il quesito se sia possibile giungere a una vera comprensione reciproca senza superare il paradosso di una contrastante percezione delle questioni a-storiche." "Al di là delle sottigliezze dottrinali, la diatriba coinvolge un tema fondamentale dell'ebraismo prima, e del cristianesimo poi, ovvero il rapporto tra corso della storia e attesa messianica"
"La minacciata campagna in favore dell'ateismo sui trasporti pubblici urbani non allarma soltanto la Curia genovese...."
"Di fronte alla contestazione della Lega l'altra sera a Varese contro Tettamanzi vien da dire: com'è difficile il mestiere dell'arcivescovo a Milano." (ndr.: più che l'essere criticati credo sia qualificante o squalificante il motivo per cui si è criticati)
Quello che segue è un testo scritto quasi 20 anni fa da Franco Fortini. «Il manifesto» lo pubblicò il 24 maggio del 1989. Rileggerlo fa una certa impressione. Perché i problemi e gli interrogativi che pone rimangono ancora oggi aperti e sostanzialmente immutati. Semmai «solo» aggravati
"Nei prossimi giorni (18-25 gennaio) a livello mondiale si vivrà la settimana annuale di riflessione e preghiera per l'unità dei cristiani. Questo periodo in varie regioni del Pianeta è immediatamente preceduto da una giornata di studio e riflessione sull'ebraismo. Da qualche anno nascono copiosamente manifestazioni analoghe relative alla cultura e religione islamica. Sono tutti segnali e occasioni per dare spazio ad un'umanizzazione sempre più significativa delle coscienze e dei cuori, senza irenismi e sincretismi, ma nella logica di rendere sempre più assurde e impraticabili le violente rivendicazioni della propria identità individuali o sociali."
"mi sembra di intuire troppa religione nell'ateismo che contesta Dio e troppo conformismo nella costruzione di pagani altari ateici."
"La religione che inneggia alla guerra e santifica le povere vittime come martiri offerti ad Allah, prende così il sopravvento sulla politica." " Dobbiamo fare il possibile perché tale perversione dell´islam non prenda piede anche in Italia" "Il sangue di Gaza costringe anche la democrazia italiana a fare i conti con un lascito d´odio tale da imporle scelte delicate che richiedono fermezza e saggezza. Fermezza nella sfida culturale a un integralismo che avrebbe solo da guadagnarci da una politica limitata a ottusi divieti. Saggezza per non demonizzare i leader musulmani rappresentativi cui oggi la situazione sta sfuggendo di mano, e che avvertono il pericolo. Per contrastare la guerra d´importazione, ricordiamo agli arabi italiani che la democrazia si fonda sulla separazione fra politica e religione. I loro diritti di cittadinanza, troppo spesso calpestati, si legittimano proprio con questa distinzione."
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