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30 settembre 2008

"ci sono esperienze paradigmatiche della verità nel cuore delle dinamiche dell'esistenza.
La prima delle esperienze paradigmatiche della verità risale alla realtà del dono." "La metafisica logicodeduttiva e il pensiero postmetafisico che usa la scienza come spiegazione totale del reale sono ugualmente costretti a rappresentare le cose in modo riduttivo. Un modo più povero di quello che sperimentiamo esistendo: la persistenza del bene nonostante il male, la libertà generosa, l'amore, l'apertura alla trascendenza, la creatività, la nostra stessa dignità, il desiderio di senso." "Per comprenderla occorre superare i pregiudizi che identificano il dono con il regalo oppure con il sacrificio."
"Opus Dei, «opera di Dio» in quanto pensata, ispirata, voluta da Lui stesso, progetto celeste che fu affidato non a chi si fosse segnalato per meriti e per santità ma a un pretino di 26 anni che stava ancora completando la sua formazione. Non a caso, don Josemaría ripeté sempre di essere «un fondatore senza fondamento», di non avere avuto alcuna intenzione di creare una simile opera, di non immaginarla neppure, ma di esservi stato costretto da un comando divino. Da qui, peraltro, anche la convinzione che, non nascendo da un progetto umano, l'istituzione non avrà fine, se non al ritorno del Cristo." (ndr.: evviva l'umiltà)
Mentre si conclude il mese più importante del calendario musulmano, il Ramadan, uno tra i maggiori intellettuali musulmani contemporanei propone da Torino la sua via per la libertà nella fede. Professore emerito alla Sorbona, autore di circa una trentina di saggi tradotti in varie lingue, questo studioso di origine berbera spiega come l'Islam debba ritrovare il proprio rapporto con la cultura, la filosofia e la ragione per sconfiggere il fondamentalismo.
"Chiunque guardi ai fenomeni religiosi d'oggi non può non stupirsi del grande investimento che il Vaticano e il Papa continuano a fare sul ritorno della messa in latino." "Viene da chiedersi se la questione del latino sia davvero così decisiva per una Chiesa cattolica che è alle prese con le molte sfide cui la espone l'annuncio cristiano nella società pluralistica. Non si stanno affrontando nella cattolicità due diverse visioni di Chiesa?"
"Il Primate anglicano, Douglas Rowan Williams, è nella tempesta per il suo pellegrinaggio a Lourdes, e soprattutto per l'omelia pronunciata nel corso della messa celebrata dal cardinale Walter Kasper, il responsabile vaticano dei contatti con le altre confessioni cristiane."
"A Wall Street si chiudono le Borse e si aprono le chiese. Nel giorno più buio dall'inizio della crisi, il popolo della grande finanza riscopre la fede in Dio e cerca rifugio nella religione."
"Apertura agli altri e all'universale. Ma anche povertà, contemplazione della Creazione, fraternità, gioia... Parole chiave per coloro, religiosi o laici, che vivono della spiritualità del "poverello" e compongono la famiglia francescana."
In occasione degli 800 anni dalla fondazione dei francescani, viene pubblicata una traduzione francese del testo all'origine dei "Fioretti" di San Francesco. Jacques Dalarun, che dirige la nuova edizioni delle "Sources franciscaines", spiega ciò che il testo ci dice del "Poverello" e dell'ideale francescano.

29 settembre 2008

"Obiettivo dell'«editore» Joseph Ratzinger è «potenziare l'informazione sulle altre confessioni cristiane e le altre religioni», aprendo il giornale della Santa Sede «a un numero crescente di collaboratori non cattolici»."
"Soltanto la Lega intercetta l'insicurezza esistenziale, ma la interpreta, ingannevolmente, non come il tipico prodotto del capitalismo senza regole (che significa in pratica libertà per i potenti e impotenza per chi è a corto di risorse), bensì come la conseguenza, per i ricchi lombardi, di dover condividere il loro benessere con i pigri calabresi o siciliani, e come la disgrazia di dover condividere, gli italiani tutti, i loro mezzi di sussistenza con gli zingari ladri e con tutti gli altri stranieri (dimenticando che la migrazione di milioni di loro antenati italiani negli Stati Uniti e nell'America Latina ha contribuito enormemente all'attuale ricchezza di quei Paesi)."
"Nella lunga tradizione che abbiamo alle spalle l'amore per Dio era il più delle volte contrapposto all'amore per il mondo" " Il '900 ha prodotto grandi figure spirituali che hanno fatto dell'amore per Dio e dell'amore per il mondo il medesimo movimento, senza nessuna contrapposizione, senza nessun dualismo" " per la spiritualità del '900 la suprema sapienza è tendere al Regno dei Cieli mediante l'immersione, il legame, la comunione, col mondo" " Di questo amore per il mondo quale lieta nota di novità introdotta dal '900 nella vita spirituale, il più grande interprete teologico per il mondo cattolico prima del Vaticano II è stato Pierre Teilhard de Chardin" "In Italia abbiamo la fortuna di avere un insigne erede di Teilhard de Chardin, il teologo don Carlo Molari, ottantenne come Benedetto XVI e come lui in splendida forma. Molari è stato sospeso dall'insegnamento universitario alla fine degli anni Settanta a causa della sua vicinanza a Teilhard e del suo dialogo con Darwin. Il gesto di apertura che ho chiesto a monsignor Ravasi è di invitarlo tra i relatori del convegno. Sarebbe come dare la parola a Teilhard de Chardin."
"I colori dell'arcobaleno devono essere banditi dalle piazze. Incredibile, ma vero. E' successo a Verona, dove la giunta del sindaco Tosi ha aspettato cento giorni per dare il suo via libera alla Carovana della Pace, un'iniziativa che da alcuni giorni vede i padri comboniani itineranti per tutta l'Italia."
"Qualche cosa, dunque, si muove nel difficile campo dell'ecumenismo. Molto lentamente: non si può dimenticare che poco fa lo stesso Benedetto XVI aveva contestato la qualifica di «chiese» per quelle non cattoliche. D'altronde Roma non può né dimenticare né sottovalutare quello che si muove nel mondo."

28 settembre 2008

" è da poco apparso nella magnificenza di tre volumi che totalizzano quasi 1300 pagine un grandioso percorso storico, letterario, artistico, spirituale sull'iconografia e l'interpretazione della croce, a partire dalle sue origini cristiane, fino ad approdare alle soglie del XVI secolo. A fare da guida è un'autorità come Boris Ulianich della Federico II di Napoli"
"La vita umana stessa è in pericolo. Non è solo in pericolo perché minacciata dalla morte: lo è stata sempre. È in pericolo perché non amiamo più la vita. [...] Oggi di nuovo viviamo un'allarmante «reli­gione della morte»." "La resurrezione di Cristo rivela il grande Sì di Dio alla vita e l'eterno no di Dio alla morte. La fede nella resurrezione di Cri­sto risveglia tutte le nostre energie di vita, in mo­do che noi stessi ci alziamo e viviamo... Gesù non ha portato una nuova religione nel mondo, ma nuova vita. Credo che questo debba essere il cuore del messaggio cristiano nel XXI secolo."
Nell'ambito di «Torino Spiritualità», la poetessa Rosita Copioli dialoga sulle «Speranze dell'individuo» con i colleghi Franco Loi e Maria Soresina. Ecco alcuni passaggi del suo intervento. "quel fondamento di assoluto che dentro di noi, e nel più profondo gelo balza, ha le ali, porta verso l'altro, e verso l'alto, cosa è, se non una folle, sensatissima necessità dell'amore inconoscibile?"
"Si tratta di una raccolta di una trentina di testi scritti dall'arcivescovo emerito di Milano ... tra il 1983 e il 2004 ... intitolata "Paolo VI uomo spirituale". Che ci parlano della sua limpida testimonianza di fede, del significato della cultura nel suo insegnamento, del suo stile e della sua eredità, del suo amore a Cristo e alla Chiesa." " Senza dimenticare il prezioso inedito posto in conclusione del volume e intitolato «Affidamento totale a Dio»: una riflessione scritta a Gerusalemme nel febbraio 2008, attraverso la quale padre Carlo Maria rilegge in modo originale il celebre Pensiero alla morte [di Paolo VI]".
"Il confronto con la morte che sta davanti a ogni uomo è onesto, sincero e perfino drammatico nel Pensiero alla morte di Paolo VI. Non si tratta di un monologo soggettivo. Esso è scritto in dialogo costante con Dio. In tale dialogo Paolo VI rivela tanti angoli riposti della sua anima ... il suo immenso amore per la vita, la sua gratitudine, il suo desiderio di conoscere sempre di più questo mondo." Una riflessione che assume anche un carattere di vissuto personale, sul limitare della vita, il dolore del passaggio per la porta stretta finale, l'incontro con Dio.
Ora, è vero che storicamente, come ha sintetizzato lo studioso Alberto Melloni, «quasi tutte le destre a corto di idee indossano i paramenti». E in effetti, oltre che nelle riabilitazioni degli zuavi (per i quali il gruppo di Militia Christi ha richiesto l'immancabile lapide), la nuova temperie post-papalina pare cogliersi in un dispiego di sfarzo mediatico che all'insegna della liturgia e del suo evocatissimo mistero, esibisce sacri ornamenti, addobbi lussuosi, canti gregoriani, come pure stemmi di battaglia e nobiliari, simboli, aquile, spade."
"un gesuita che in chiusura di La variabile di Dio dice che «gli insegnamenti morali e dottrinali della Chiesa dovrebbero tenere conto al meglio dei risultati della scienza moderna», trova difficile «credere che al concepimento Dio immetta un'anima dentro un organismo biologico» e preferisce «pensare che lo spirito sia una proprietà emergente». Quanto a noi, possiamo solo rammaricarci che non tutti i cattolici siano come padre Coyne, né tutti gli ebrei come Arno Penzias, perché le loro sagge e informate opinioni ci mostrano come potrebbero essere l'umanità e il mondo, se solo Dio volesse (o potesse)."
"L'Osservatore Romano, con l'ultimo ma non casuale intervento, punta il dito non solo sulla politica migratoria, ma sulla politica più in generale. Scrive: «La politica... è creazione di opinioni non tenute al guinzaglio dell'opinione corrente; è capacità e coraggio di influire sul giudizio politico dei cittadini; è azione capace di operare affinché si determinino cambiamenti nell'opinione pubblica imperante»" "La visione della Chiesa sull'immigrazione mostra forte senso della realtà. Abbiamo bisogno di immigrati." "La sensazione degli operatori dell'emigrazione è che i flussi migratori si stiano rallentando." "Il vero problema è l'integrazione. Per questo è sbagliata la limitazione dei ricongiungimenti familiari."
"Sul versante laico Giorello chiarisce che il relativismo non è affatto il rifiuto di distinguere il bene dal male, ma l'atteggiamento di chi nega a tutte le credenze, comprese le proprie, il diritto di arrogarsi «il monopolio della verità e della giustizia»" "A sua volta Antiseri, (...), afferma la «insostenibilità degli assoluti terrestri » e si richiama a un pensiero debole che «non pretende di fondare la fede» su presupposti filosofici razionali, «ma apre, invece, alla possibilità della scelta di fede», sulla base del fatto che l'uomo non può fare a meno di porsi domande cui non riesce a dare risposta, quindi «è e rimane un mendicante di senso»"
"Per entrare in relazione con gli altri dobbiamo fare spazio, essere incompleti. Tutte le spirituali­tà più vere sono incomplete. L'errore di tante religioni, pur­troppo anche di quella cristiana, è quello di credersi unica perché completa. Una religione è veramente unica quando è incompleta, come una chiesa in cui tutti pos­sono entrare e mettere un quadro, possono entrare e parlare un linguaggio."
"L'intelligenza della speranza sta nel mantenere aperto il corso degli eventi e del tempo. In questa apertura si esprimono la libertà del pensiero e la vera ricerca." "Per Dio o per un essere umano, amare qualcuno significa dargli tempo, attenderlo, avere tempo per lui o per lei. Da questo punto di vista il tempo non è più un nemico, è un dono di cui avere cura condividendolo con gli altri." "Ciò che realmente vale - da un atto d'amore alla fedeltà di una vita, da un dono sincero alla stessa dignità di ogni creatura - non è confutato neppure dalla morte."
Presentiamo un'altra riflessione apparsa sul foglio sull'importanza e sul significato della bibbia per i credenti. "in modo progressivo l'accento si è andato spostando sulla dimensione esistenziale ed etica, che è fondamentale ma non primaria e fondativa. Ritengo che la lezione di san Paolo, peraltro profondamente evangelica, debba essere riproposta in tutta la sua nitida bellezza: l'uomo non si salva per le opere, ma per l'amore di Dio. Il primato è della grazia, e occorre predicarlo sempre."

27 settembre 2008

"dentro l'alternativa secca che vede Ferrara (...) la soggettività è visto come uno scivolamento verso l'arbitrio soggettivistico da evitare assolutamente. Ma la persona non è una cosa..." " non si può pensare a un'etica fissa, universale e immutabile che valga sempre e per tutti allo stesso modo" "Non è vero che la scelta di rifiutare una cura non può essere assunto come diritto morale o legale. Questa è proprio una negazione della soggettività. Se io scelgo di fare il medico in una zona di guerra, di lottare contro la mafia, metto a rischio la mia vita, ma non ne nego il valore. Piuttosto scelgo di perseguire un altro valore. Se divento prete scelgo di non avere figli in nome di un dato valore, ma non nego il valore del diventare genitore. Così, se scelgo di non ricevere un determinato trattamento, non per questo rifiuto il dono della vita o ne nego il valore. Non è una scelta contro la vita, ma per un altro valore. Ed è una scelta che né una legge né un sistema morale possono fare per me."
"Prima d'ora il tema dell'immigrazione era stato affrontato, in stile prettamente ruiniano, ponendo alla pari le esigenze dell'accoglienza e quelle della sicurezza. La relazione di Bagnasco, sull'onda dell'Angelus papale di metà agosto, ha orientato invece il pendolo dalla parte degli «irregolari nostri fratelli» e della necessità di consentire agli stranieri già residenti di far immigrare anche la propria famiglia. Un cambio di passo che tuttavia ha evitato pronunciamenti puntuali sulle misure del governo. Ma è proprio in questo quadro che vanno valutati i due interventi vaticani così severi nei confronti sia dell'Europa che dell'Italia."
I cambiamenti climatici e le continue aggressioni agli ecosistemi sono stati al centro della lectio magistralis dell'intellettuale brasiliano Leonardo Boff, tra i più importanti esponenti della Teologia della liberazione. A Torino Spiritualità ha spiegato che solo nel rapporto con la terra l'essere umano può ritrovare gli aspetti più intimi e profondi del suo essere. "Lo spirito è quel momento della coscienza in cui l'essere umano si sente parte e particella del tutto. Che appare quando ci domandiamo: da dove vengo? Verso dove vado? Quale è il senso della mia vita? Che posso sperare oltre la morte? Queste domande che stanno sempre nell'agenda di ognuno di noi, rivelano la dimensione spirituale dell'essere umano che ci consente di percepire i messaggi che vengono dall'universo e dalle cose e di capire che un cordone ombelicale ci unisce alla Terra."
"il mondo in cui viviamo e di cui facciamo parte è un libro il cui messaggio poetico può essere interpretato in molti modi diversi, ma che è scritto in una lingua la cui sintassi e semantica di fondo sono stabilite in forma universale dal metodo scientifico." Un insegnamento religioso non è tollerabile: le spiegazioni religiose sono false perché non sono verificabili né falsificabili (ndr.: il sapere non è riducibile alla "spiegazione" scientifica. C'è tutta la dimensione del "comprendere" che ha a che fare con il senso. Molteplici sono i modi di conoscere, tante sono le prospettive sulla realtà. Le cose più importanti del vivere non sono verificabili empiricamente... Questo non significa evidentemente giustificare qualsiasi forma di insegnamento religioso)
per invertire la tendenza bisogna "«Seguire la lezione di Gandhi: le religioni si mostrino senza aggressività. Dobbiamo saper agire dal di dentro della società indiana. Dobbiamo imparare a cogliere la ricchezza delle altre religioni. Non solo noi abbiamo tesori, anche loro. Dobbiamo rinunciare alle false rappresentazioni. L´induismo visto come politeista e idolatrico»
"Il vento della violenza soffia dall'alto e dà forza agli attori che trova di volta in volta nelle più diverse pieghe della società, tra le forze dell'ordine come tra i camorristi e che si sfoga contro l'immigrato dalla pelle scura, gli zingari delle baracche, la prostituta gettata sul pavimento della questura. Di fatto l'umiliazione dei senza diritti sta diventando una pratica abituale e prende stabilmente posto nella vita quotidiana" "Questo è oggi il razzismo istituzionale e civile italiano. È sbrigativo e concreto. Non ha bisogno di leggi razziali come quelle del 1938 su cui si attardano le nostalgie del sindaco Alemanno."
"Prima ancora del «razzismo», della «discriminazione», di tutte le discussioni su «sicurezza» e «solidarietà», dice il cardinale, «io vedo in molti e a volte anche nelle istituzioni un problema di linguaggio». Lancia un appello: sul «linguaggio che viene usato - appunto - di fronte a situazioni incresciose o problematiche. Il linguaggio è portatore di idee e deve ispirarsi a una cultura più umana»."
"Perché dei molti spunti del pamphlet (...) questo mi pare decisivo: uscire dal mito che fede e scienza abbiano un rapporto deciso a priori e restituire a ciascuno la propria libertà di obbedire a quella vocazione irrinunciabile alla ricerca della verità che include e non esclude."
"Io trovo quelle osservazioni sacrosante. Poi, che ciascuno faccia il proprio esame di coscienza. È chiaro che la Chiesa cattolica non può essere per l'intolleranza. Se si assicura la legalità, proprio l'intolleranza diventa ancora più grave. Ma la Chiesa non può essere favorevole nemmeno all'immigrazione selvaggia"(ndr.: perché illanguidire il contenuto dell'editoriale?)
"L'immigrazione è un tema complesso, non riducibile alla strategia della "mano pesante". Impedendo i ricongiungimenti familiari e ostacolando le richieste di asilo si contraddice la centralità dell'uomo su cui è fondato il cristianesimo"
"Nella bufera delle Borse le finanze del Vaticano e della Chiesa Anglicana se la sarebbero cavata piuttosto bene: a Roma con una provvidenziale inversione di rotta, che già nel 2007 aveva trasformato gli investimenti della Santa Sede da titoli azionari in oro, obbligazioni e contanti."
"Restrizioni, ostacoli, barriere. Sono i segnali che arrivano dal Parlamento europeo e dal patto per l'immigrazione e il diritto d'asilo che dovrebbe essere adottato dal vertice europeo dei capi di Stato e di Governo del prossimo 15 ottobre. Con possibili eccezioni e corsie preferenziali per i lavoratori altamente specializzati. Un giro di vite anche in Italia sui ricongiungimenti e per i richiedenti asilo. Tolleranza zero contro gli irregolari, ma anche qui con eccezioni in base alle nostre convenienze. Tendenze che non meravigliano in questo primo segmento del terzo millennio in cui c'è sempre meno memoria e scarsa speranza. In cui la vita è sempre più "usa e getta", più che curata e vissuta. Con i deboli e i poveri costretti a pagare due volte."

26 settembre 2008

"Si direbbe che assistiamo, negli Stati Uniti degli anni Ottanta, ad una grande anticipazione di ciò che accadrà alcuni decenni più tardi, nel comportamento e nelle decisioni della Chiesa di Roma, che sotto il papato di Joseph Ratzinger, dovendo scegliere fra il sostegno a un cattolico rigoroso e praticante come Romano Prodi, leader del centrosinistra, e un personalità pronta a ogni cerimoniosità ma evidentemente estraneo ai valori religiosi, come Silvio Berlusconi, Ratzinger non ha esitato a offrire a quest'ultimo il pieno ed esplicito sostegno della Chiesa italiana."
"«In principio Dio creò il Cielo e la Terra». Tutto inizierà con il primo capitolo della Genesi. Sarà papa Benedetto XVI domenica 5 ottobre ad aprire a Roma, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, la lettura «no stop» della Bibbia: sette giorni e sei notte intere di lettura ininterrotta. Solo qualche brano musicale ne scandirà i passaggi. Lettori illustri e gente comune per la manifestazione «La Bibbia giorno e Notte»."
"Sparare sui morti per difendere una riforma contestata, crearsi un nemico di comodo per evitare un esame serio della realtà: è uno sport nazionale del quale la figura di don Milani ha fatto più volte le spese."
"Va fermamente respinto il luogo comune secondo cui la percezione del mistero della vita e della contingenza del mondo, l'emozione davanti all'universo, il senso profondo del limite dell'uomo siano prerogative di un spiritualità religiosa. È sciocco scambiare come indifferenza il pudore e la riservatezza che il laico prova davanti alla morte." "Respingere l'idea di una «speranza» legata al premio o alla punizione non è un atto di «disperazione», legato a un gesto di arroganza contro Dio o espressione di uno scriteriato senso di onnipotenza." "Pensiamo al caso Eluana. Ridotta dall'intervento medico-scientifico a una vita vegetativa, la speranza non può essere l'irragionevole attesa di un ritorno alla vita vera, integra, né il premio nell'aldilà per avere atteso una morte che di «naturale» non ha più nulla. Per Eluana la speranza è la possibilità di affermare la dignità del vivere al di là della mera dimensione biologica con un congedo accettato dall'amorevole consenso di chi le vuol bene. Si può chiamare tutto questo spiritualità laica? "
"Vista «dal basso» quella stagione appare storicamente legata a Pio XII sol che ci si rammenti del drammatico «incontro» col popolo di Roma in piazza San Pietro, il 12 marzo 1944. «Sono con voi, tornerà la luce», disse il Principe romano ai concittadini. Un Principe-Papa che certamente agì con curiale prudenza ma certamente non replicò Don Abbondio; fu la voce severa di Roma, della cristianità. Voce nel deserto?"
"Un sistema di governo in cui le decisioni legislative siano la traduzione immediata e diretta - cioè senza il filtro e senza l´esame della ragione pubblica - di precetti e norme derivanti da una fede (fede in una verità religiosa o mondana, comunque in una verità), sarebbe inevitabilmente violenza nei confronti del non credente («l´infedele»), indipendentemente dall´ampiezza del consenso di cui potessero godere" "Entrambe le formule (etsi Deus non daretur o veluti Deus daretur) non hanno dunque aiutato a fare passi avanti" " la legge deve essere aperta a tutti gli apporti, compresi quelli basati su determinate assunzioni di verità. La verità può trovare posto nella democrazia e può esprimersi in «legislazione che persuade», perché la democrazia non è nichilista. Ma solo a patto però - questo è il punto decisivo - che si sia disposti, al momento opportuno, quando cioè ci si confronta con gli altri, a difendere i principi e le politiche che la nostra concezione della verità a nostro dire sostiene, portando ragioni appropriatamente pubbliche. Così, i sistemi religiosi, filosofici, ideologici e morali non sono esclusi dalla legislazione, ma vi possono entrare solo se hanno dalla propria parte anche buone ragioni «comuni», su cui si possa dissentire o acconsentire"
"Papa Ratzinger torna a chiedere la «parità» tra scuola cattolica e scuola statale e la garanzia della «libertà di scelta» dei genitori. Ancora una volta è l´insistente richiesta di finanziamenti alla scuola privata. La parità, infatti, c´è già. La libertà di scelta non è messa in discussione da nessuno. L´argomento in gioco è quel finanziamento pieno e sistematico che la Costituzione esclude."
"Ecco, la cifra media del comportamento degli italiani «bianchi ariani cattolici» sembra sia stata di noncuranza, adesione passiva o adesione attiva. Quelli perbene furono una ridotta minoranza. E forse non è un caso se proprio su questo tema la storiografia è rimasta così indietro. Forte è la sensazione che il silenzio sugli italiani perbene sia il prezzo che il nostro Paese ha pagato per non mettere troppo in rilievo troppi italiani mala gente."
"Si può vedere in questa nomina un altro passo verso quel riequilibrio di ruoli dichiaratamente perseguito dal cardinale Bertone: la Cei accentua la sua caratterizzazione pastorale mentre i rapporti con lo Stato saranno curati soprattutto dalla Segreteria di Stato vaticana."

25 settembre 2008

"Un ebreo in Vaticano parlerà di Bibbia e di sacre scritture davanti a papa Ratzinger e a una nutrita rappresentanza di vescovi di tutto il mondo. Quasi un "miracolo" storico nel suo genere, destinato a rafforzare i rapporti tra cristiani ed ebrei, sulla scia di quanto già fatto da eventi altrettanto storici come la visita di Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma del 1986 e la pubblicazione del documento conciliare Nostra Aetate del 1963 che cancellò, tra l´altro, l´anacronistica accusa di deicidi agli ebrei."
"Ancora una volta è la Chiesa a ricordarci dove sta il giusto e lo sbagliato e ad ammonirci che l´Italia tradisce i diritti umani." "una società nella quale ciascuno sa di poter apertamente essere razzista senza venir mal giudicato o redarguito (punito cioè con la disapprovazione pubblica) è a rischio di barbarie. L´Italia ha di fronte a sé questo rischio. Sarebbe sbagliato mettere la testa sotto la sabbia o rifiutare di vedere." " Il fatto gravissimo è che in Italia, sui giornali, in televisione e perfino in Parlamento, si fa a gara per tirar fuori la parola più razzista o l´espressione più volgare e intollerante. E il pubblico ride, senza rendersi conto che ridicolizza se stesso per l´insipienza con la quale questa sua noncuranza trascina la società in una spirale di disunione e violenza, con prezzi altissimi per tutti, anche per i razzisti"
"Contro il falso realismo che, pretendendosi concreto o addirittura scientifico, vede solo il seme e ritiene che esso sia e possa solo restare seme, la speranza è una conoscenza più profonda e più oggettiva, perché sa che quel seme può diventare fiore e frutto, anche se tante cose minacciano di soffocarlo." "La speranza è sempre rivoluzionaria, perché si rifiuta di ammettere che il presente - una situazione esistenziale, un sistema politico e sociale - sia immutabile e non lo scambia truffaldinamente per l'eterno, bensì mira a creare un altro mondo, un nuovo stato di cose, un altro uomo." " Questo spirito di speranza-utopia è custodito soprattutto nella civiltà ebraica, nell'impavida tensione dei suoi profeti..."
"Il governo italiano e l'Unione europea giocano «al ribasso» sui diritti umani degli immigrati: lo afferma con un'intervista alla Radio Vaticana l'arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, con diretto riferimento all'approvazione delle nuove misure sui rifugiati e sul ricongiungimento familiare avvenuta martedì da parte del Consiglio dei ministri."

24 settembre 2008

"non solo il cardinal Bagnasco dà indicazioni circa la Costituzione e l'ordinamento giuridico, ma anche sulla medicina...

L'"apertura" del cardinal Bagnasco sul testamento biologico si spiega come il tentativo di ritardare il processo storico di affermazione dell'autodeterminazione e dell'autonomia dei cittadini"
"Bisogna assolutamente uscire da questo clima politico malsano che semina il terrore e rende impossibile la coesione sociale e un pluralismo pacato. Il rapporto dell'istituto americano Pew Research Center pubblicato la settimana scorsa rivela che circa la metà degli europei (45%) ha un'immagine negativa dell'Islam e parallelamente cresce in modo inquietante l'antisemitismo. Invece di pensare solo a vincere le prossime elezioni, la classe politica dovrebbe occuparsi di questo problema cruciale per il futuro delle nostre società." "I musulmani, dal canto loro, se vogliono invertire la tendenza devono assumersi maggiori responsabilità."
"«Abbattere tutti i muri che ancora dividono i popoli e le razze, i ricchi dai poveri». Così, da Berlino, Barack Obama, candidato presidente degli Stati Uniti e sim­bolo meticcio della contemporaneità. E noi? Noi siamo impe­gnati a ergere il patetico muro di Lampedusa." "a colpire di più è stato il carosello di cittadini interpellati dalle tv, che senza imbarazzo pare­vano unanimi nel bollare i mendicanti come un "fasti­dio", quasi fosse un termine neutrale o del galateo, e non contenesse invece una sottile, perversa e inconfessabile carica di violenza." "For­se è tempo di ricordare, che rovistare in un cassonetto o nell'immondizia non è un divertimento per nessuno. Tantomeno per un povero."
"Spirano venti di polemica in Puglia a causa del nuovo Piano sanitario approvato il 10 settembre scorso dalla giunta regionale guidata da Nichi Vendola (con il voto contrario dei consiglieri del centrodestra e del capogruppo del Pdci). Ad alzare le barricate è stata la Conferenza episcopale pugliese con il suo presidente, mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto: l'accusa, mossa dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno - che ha ospitato il botta e risposta tra il presidente della Regione e i vescovi pugliesi (10/09) - riguarda la mancata rispondenza del piano "ad un criterio generale che potremmo definire 'pro vita'". I nodi della questione riguardano la somministrazione della pillola del giorno dopo e della Ru486"
"Ma cosa pensare, oggi, di questi ventimila testardissimi valdesi più laici di tanti nostri concittadini che pure si considerano agnostici? Come giudicare chi alla gerarchia e all'obbedienza preferisce la democrazia degli organismi comunitari e l'autonomia della scelta individuale? Chi non si oppone aprioristicamente ai processi di secolarizzazione, perché la secolarizzazione l'ha accompagnata fin dai tempi dell'Illuminismo e dunque ne valuta razionalmente ogni suo passaggio? Chi ha un tale rispetto della chiamata di fede della singola persona da rifuggire per lo più dal proselitismo?"
"Come ogni anno l'anniversario della breccia che ha unito l'Italia trova nuovi sostenitori del Papa, non solo nobiltà nera, ma anche retrovie vaticane, revisionisti incalliti, giovani per cui quel varco è storia presente." "E dire che nel 1970 Paolo VI il XX Settembre aveva celebrato la breccia in Campidoglio definendola una «liberazione» per la Chiesa da un potere temporale che ne ostacola la missione. E adesso chi glielo dice al generale Antonino Torre?"
"Al suo pontificato Roncalli dà come orizzonte e cornice il Concilio, il più classico degli strumenti del rinnovamento ecclesiale. Perché è sacrosanta tradizione cristiana, perfettamente intatta nella Chiesa romana, che nei momenti di massima difficoltà tocca ai vescovi, che sono per definizione l'epicentro d'ogni crisi, trovare la soluzione. E che la soluzione non viene dall'uso dell'autorità, ma dall'esperienza della comunione."
"Il cardinale Bagnasco che chiede una legge sul «fine vita» e «apre» al testamento biologico ottiene consensi anche a sinistra e in particolare dall'ex ministro della salute Livia Turco."

23 settembre 2008

  • Un prete all'ONU di Anne-Laure Frémont in La Croix del 23 settembre 2008 (nostra traduzione)
Padre Miguel d'Escoto Brockmann, uomo politico e prete nicaraguense, è presidente della 63a sessione dell'Assemblea generale dell'ONU
"L'Assemblea generale dell'ONU si apre, lunedì 22 settembre, in un contesto difficile per gli Occidentali, messi di fronte ad una resistenza accresciuta delle potenze emergenti, che intendono difendere la loro visione dei diritti umani e della sovranità degli Stati. Sulla Birmania, lo Zimbawe, il Darfur, la politica portata avanti dagli occidentali si è scontrata, durante lo scorso anno, con forti opposizioni di paesi del Sud, sostenuti da Russia e Cina, detentrici del diritto di veto."
Continuiamo a riproporre le interviste apparse su "Il Foglio" in questi ultimi mesi sull'importanza della Bibbia. "Nella conclusione della sua opera fondamentale, 'Così parlò Zarathustra', si legge: 'Ogni gioia vuole eternità, vuole profonda eternità'. Ecco, se devo associare l'idea di vita eterna a una esperienza da me vissuta - ma vissuta, penso, da ogni essere umano - io desidero associarla all'esperienza della gioia e la forma più elementare, ma anche più misteriosa, eloquente, limpida e straordinaria di gioia è il sorriso di un bimbo".
"Esce il testo pressoché integrale del discorso che Gentilini ha tenuto alla festa della Lega, domenica scorsa a Venezia, ed è un testo di così rozza violenza, che merita di essere analizzato"
"Ma questo accostamento (tra il divieto di Colonia e le espressioni razziste pronunciate e Venezia) mostra il diverso senso di responsabilità di chi governa, dietro il quale vi è una diversa sensibilità delle opinioni pubbliche" "Il linguaggio anticipa, accompagna, spiega. Invece, viene ormai ignorato (silenzio di quasi tutto il sistema dell'informazione sulla qualità dell'oratoria veneziana), mentre offre una traccia preziosa, seguendo la quale si chiariscono fenomeni che vanno ben al di là del mondo leghista." "I razzisti sono tra noi, non in Italia soltanto, ma noi dobbiamo chiederci se stiamo facendo abbastanza non solo per combatterli, ma per evitare che si sentano i veri rappresentanti del tempo."
"Gli africani, anche italiani di nascita e di passaporto, raccontano storie dolorose, di esclusioni, rifiuti, umiliazioni, sfruttamenti, paure e misere manifestazioni di razzismo conscio e inconscio da parte dei nostri connazionali. Molti fra l'altro parlano di un crescendo minaccioso" "Per fortuna ci sono italiani che reagiscono e si rimboccano le maniche per aiutare chi non ha diritti"
"È positiva la reazione di Ignazio Marino (...) alle parole del cardinal Bagnasco sulla necessità di una legge sul «fine vita», anche se con regole «certe» e limiti «etici». Con una postilla però, che tocca il cuore del problema: «Al Parlamento spetta scrivere una legge, il più possibile condivisa, che conservi il dettato costituzionale previsto dall'articolo 32, e cioè la libera scelta del cittadino su quali cure accettare e quali eventualmente rifiutare»"
"«Gli irregolari sono nostri fratelli». In queste parole "pastorali" del cardinale Angelo Bagnasco, in apertura del Consiglio permanente della Cei, si esprime la preoccupazione più acuta dei vertici ecclesiastici. L'accento non va più sull'allarme sicurezza, diffuso e pompato ad arte di fronte alle ondate migratorie, ma alle dimensioni «epocali» del fenomeno» e al rischio che i frequenti episodi di «contrapposizione violenta» siano già il sintomo di «una regressione culturale»" " Adesso è cambiata la situazione fuori e dentro la Cei (circa il testamento biologico). I vescovi temono che senza legge prevalgano le sentenze «inopinate» che avevano autorizzato l'interruzione dell'alimentazione ad Eluana e si giunga così ad «esiti agghiaccianti»introducendo forme di eutanasia per malati «non in grado di esprimere deliberatamente ciò che vogliono». La legge dovrebbe fissare invece limiti precisi"
"Nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei, il presidente dei vescovi non soltanto «apre» al testamento biologico, non soltanto ammette l'urgenza e invita il Parlamento a varare una legge sul fine vita, ma anche riconosce che si deve accettare la volontà dei malati terminali, quando essa sia espressa in modo certo e esplicito e quando tutti gli sforzi per tenere in vita una persona siano stati perseguiti. (...). Se non è una rivoluzione, poco ci manca, per una materia oggetto in questi anni di grande contesa pubblica e di forte lacerazione delle coscienze." " Tra le novità della dichiarazione del presidente della Cei vi è anche il tono con cui sono state affrontate questioni così spinose"
"Forte spinta del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, perché il Parlamento faccia una «legge sul fine vita» che dia spazio al testamento biologico senza favorire «forme mascherate di eutanasia»" " Dunque tre sono le indicazioni del presidente della Cei per la legge sul fine vita: valore legale al testamento biologico (ma il cardinale non usa mai questa espressione), presa in carico del malato «gravemente invalidato» da parte del sistema sanitario, massimo risalto al «rapporto fiduciario » tra malato e medico"
"L'impressione è che i vescovi confidino in una legge approvata a grande maggioranza: anche da quei cattolici che sono stati eletti nelle liste del centrosinistra. Per questo non è da escludersi qualche tensione soprattutto nel Pd. Ma nelle parole di Bagnasco si avverte la convinzione che in Parlamento esistano i numeri e la volontà trasversale per arrivare al risultato sperato. Sebbene la Cei continui a non mostrarsi particolarmente «governativa»"

22 settembre 2008

"Luciani fu uno dei pochi vescovi italiani a dare la sua approvazione in Concilio sia alla libertà religiosa che alla dottrina della collegialità episcopale." " Emergevano dunque, nello scena­rio di una Chiesa in dibattito, due di­stinte forme della fedeltà alla Tradi­zione, quella riformistica di Luciani (sostenuta da Paolo VI che gli impor­rà la propria stola a Venezia, quasi per presagio e che aveva candidato a presidente della Cei) e quella convin­ta che il Concilio fosse una parentesi da chiudere"
"Insomma non si pretende il dono del discernimento che è opera dello spirito, e dunque della grazia (che si può invocare e non pretendere), ma quello che si dovrebbe finalmente esigere dagli storici, credenti o meno che siano, è il senso di una ricerca scientifica seria. Che non dovrebbe mai essere asservita ad alcuna causa di beatificazione."
  • Libertà sulla Parola intervista a Rinaldo Fabris a cura di Cristina Uguccioni in Il Foglio del 10 agosto 2008
"Dio ci ha creati liberi e vuole che usiamo la nostra libertà per amare, perché questo coincide anche col desiderio più profondo di felicità che abita nel nostro cuore. Affinché ciò sia possibile Egli ci dona il suo Spirito, fonte permanente dell'amore, perché Dio è Amore. Questo, a mio parere, è il centro caldo, pulsante, dell'esperienza cristiana". "l'origine della libertà come liberazione, come uscita da uno stato di schiavitù, di paura e di dipendenza, sia antecedente e debba essere fatta risalire all'esperienza dell'Esodo" " La novità cristiana, ben illustrata da san Paolo, è che la libertà non è soltanto libertà-da, ossia processo di liberazione, ma anche e soprattutto libertà di, cioè libertà positiva di scegliere di amare" "dal punto di vista evangelico le cose stanno diversamente e la frase andrebbe formulata così: 'la mia libertà comincia dove comincia quella dell'altro'. Poiché l'uomo è ontologicamente fatto per 'essere-per'" "il medesimo gesto può essere espressione di un servizio disumanizzante, oppure - se nasce da una scelta interiore d'amore - espressione suprema di libertà." " Chi si accosta alla Scrittura in modo aperto, con cuore accogliente nei confronti dell'azione dello Spirito, entra in comunione con Dio"
"No alla Resistenza perché "comunista", no al Risorgimento perché borghese, massonico e anticlericale, il tappeto della storia si riavvolge pian piano, secolo dopo secolo. A quando la commemorazione del Papa Re, con l´aristocrazia nera in prima fila e un signore con la fascia tricolore che, anche in rappresentanza nostra, commemora i mercenari caduti contro i ghibellini?"
"I distinguo della Scolastica tomistica possono a volte produrre travisamenti gravi, al contrario del buon senso parrocchiale e solidale di "Famiglia cristiana" o dei militanti di Sant'Egidio che sul razzismo non hanno incertezze e sanno bene che alla sua base c'è proprio, come elemento insito fondamentale, la paura dell'altro."
"mi è tornato alla mente che Paolo VI, in ossequio alle direttive del Concilio Vaticano II sull'abbandono da parte della Chiesa di ogni potere temporale, decise motu proprio di non far più celebrare la tradizionale Messa in ricordo di quei caduti contro i bersaglieri del generale Lamarmora."
"Una benedizione il prete, infatti, l'ha sempre data a tutti: al condannato a morte che rifiuta i sacramenti e agli animali portati sul sagrato delle Chiese dai contadini, alla persona che muore disperata o senza riconoscere chi gli sta vicino e al soldato che va in guerra sapendo solo la paura che ha e nulla sapendo del come e del perché della sua chiamata alle armi, alle vittime dei bombardamenti e ai piloti che hanno gettato o debbono gettare le bombe, ai cristiani, ai miscredenti e perfino, per liberarlo, a chi si muove (qualcuno nella Chiesa ci crede ancora) sospinto dal diavolo che lo possiede. Testimonianza diretta della misericordia di Dio, della misericordia infinita di Dio, la benedizione non assolve i peccati e non regala nulla infatti altro che, per chi non ha mai avuto o non ha più la fede, l'occasione di un ripensamento che chi crede davvero in Dio mai dovrebbe negare. A nessuno."

21 settembre 2008

  • Parole fondamentali intervista a Bruno Volpi e Enrica Volpi a cura di Cristina Uguccioni in Il Foglio del 21 settembre 2008
"Capimmo che essere bisognosi - di Dio e degli altri - è un valore, non qualcosa di cui vergognarsi. Per Gesù è beato chi riconosce di aver bisogno. Il dramma è che la nostra società, l'intera nostra cultura, proclama il contrario: oggi è considerato un valore non aver bisogno di nessuno" "Penso che oggi, nella nostra società, la vocazione al matrimonio non sia abbastanza valorizzata, tanto che quando si parla di vocazione si pensa immediatamente a quella religiosa. Invece è una vocazione nel senso pieno della parola: va scelta, capita e vissuta con impegno e fedeltà. Il matrimonio, prima ancora di essere la scelta di un partner, è la scelta di un modo di vivere: a due." " Gesù ci ha fatto capire che la famiglia non è solo quella di sangue e che i figli non sono nostri, non possiamo imporre loro la nostra visione della vita, ciò che riteniamo sia giusto. Gesù ci ha liberato dalla pesantezza del ruolo di genitore: non si tratta di trascurare o di amare di meno i nostri figli, ma di amarli rispettando ciò che sono e lasciandoli liberi come Dio, che ci ama, rispetta e lascia liberi noi"
In vista del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo Andrea Lebra, presidente di "Liberazione e speranza-onlus", associazione impegnata nel sostegno alle vittime della tratta degli esserei umani a scopo di sfruttamento, ci ha inviato questa ulteriore riflessione (dopo quella inserita in questa rassrgna il 31 agosto 2008) che volentieri diffondiamo. "Quello della reciprocità tra diritti e doveri è un insegnamento assolutamente costante nel magistero della Chiesa in materia di diritti umani: magistero di cui almeno i credenti farebbero bene a prendere coscienza." "Bisogna, in sostanza, coniugare diritti e doveri: responsabilità dell'individuo e responsabilità della società. L'individuo è sempre responsabile. Oggi, invece, la cultura dei diritti, anche dei diritti umani, è una cultura che tende a responsabilizzare sempre un altro, e mai noi stessi"
"La necessità di esorcizzare il rischio connesso ai mutamenti si ripresenta oggi come un carattere profondo del pontificato di Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI. Nessuno, a quanto sembra, ha rilevato una singolare contraddizione tra il discorso papale agli uomini di cultura parigini e l´invito rivolto da Lourdes la domenica successiva a favore della messa in latino. Questa contraddizione si riassume in una sola parola: comprensione. Una sola parola, due significati: da un lato, comprensione nel senso di spirito di apertura e di disponibilità verso chi vorrebbe ascoltare la messa in latino; dall´altro comprensione nel senso letterale di intendere il significato delle parole." "Alla religione che il Concilio Vaticano II ha voluto fondare sulla adesione consapevole e creativa di una comunità che quando prega comprende ciò che dice e ciò che legge e che alla messa dialoga con un celebrante rivolto verso di lei, si oppone sempre più spesso l´antica religione dei tempi di guerra e di intolleranza riassunti nella figura e nell´opera di Pio V." (ndr.: pertecipazione e comprensione non si oppongono al senso del mistero, o meglio, non dovrebbero opporsi)
"il meccanismo del documento papale ha una sua logica inesorabile. Con Giovanni Paolo II toccava ai vescovi autorizzare il vecchio rito. L'ordine di Ratzinger trasforma invece la questione in un diritto dei fedeli tradizionalisti, a cui le parrocchie devono assicurare questo servizio."
"Un dialogo costruttivo, quindi, che permetta a tutti di parlare nel proprio ambito, senza invadere gli ambiti altrui."
Nella rivista mensile Oreundici di settembre è proposta una interessante riflessione di Arturo Paoli sull'identità cristiana. "Farsi vittima vuol dire abbandonare tutti i progetti egoistici e adottare il grande progetto di Dio che è mettere la nostra vita a sua disposizione perché da una umanità di belve feroci, di persone che si straziano tra loro arriviamo a una umanità pacifica, amorosa, di perso­ne che collaborano tra loro e si vogliono bene."

20 settembre 2008

"E' proprio questo approccio «laico» ai problemi della convivenza civile che fa dell'autore cosmopolita una memoria scomoda per tutti ... Forse sono proprio quelle faglie di divisione che hanno lacerato la carne e il cuore di Predrag Matvejevi che hanno suscitato in lui non solo una profonda sofferenza, ma anche una rara capacità di discernere l'altro e di gettare ponti tra le rive del fiume Neretva come tra le sponde del Mediterraneo e l'Europa."
"...le note raccolte... non solo ci schiudono visioni più esatte, più persuasive, più illuminate delle opere di Miró, sottraendole a una contemplazione passiva e talvolta opaca; ma ci conducono a esplorare fin dentro il cuore dell'esperienza creativa di un artista... E questo non perché la parola abbia un potere maggiormente espressivo rispetto all'immagine, ma perché, insieme, parola e immagine, costituiscono quel «campo sonoro» che è l'opera creata... seguendo questi indizi linguistici ... ci si avvicina a quello che Kandinsky chiamava lo «spirituale nell'arte». In Miró esso prende forma nella tendenza alla spoliazione di sé per fare spazio al mondo"
"Sessi racconta ... il Priore di Barbiana attraverso sedici lunghe lettere rivolte a Matilde e a Nicola, i suoi nipoti adolescenti."
Zuanazzi: "Condivido i richiami del Papa sui divorziati" Docente di diritto ecclesiastico è stata scelta da Poletto: "Porterà sensibilità".
"«Non sono più episodi isolati di fanatismo come vogliono far credere le autorità indiane. La sistematica persecuzione in atto contro la Chiesa è una vergogna per l'India, un paese ammirevole per la varietà di culture. Ci odiano perché infrangiamo il sistema castale e combattiamo la schiavitù della discriminazione di casta da cui l'India non si è ancora liberata... Il terrore scatenato in India è sì un problema di rispetto delle minoranze, ma mette pure a rischio il futuro della democrazia più vasta del pianeta»"
"... negli ultimi vent'anni partiti estremisti hindu come il Bjp hanno sempre più spesso accusato i missionari cristiani di praticare conversioni forzate. E' la loro propaganda in nome dell'«hindutva», l'ideologia che reclama un'India senza «infedeli» cristiani e musulmani. Le elezioni nazionali in India sono previste nel 2009 e quello della «cristianizzazione» sembra essere diventato un'efficace spettro da agitare per amalgamare l'elettorato radicale."
"Contro le malefatte della Chiesa, contro l'inquinamento di Dio, contro l'idolatria, ha un antidoto?
«La Bibbia è un buon antibiotico. Ma dipende dall'uso che se ne fa. Niente come la sacra scrittura si presta a distorsioni fondamentaliste, all'abiezione più sconfinata. Quando alla fine dei tempi l'umanità riconsegnerà la Bibbia a Dio, non so se la riconoscerà»."
"«La speranza oggi è merce rara. Parlare di speranza può essere illusorio o terapeutico», dice lo storico Alberto Melloni, che nell´edizione 2008 di Torino Spiritualità collabora al fianco della presidente Antonella Parigi come supervisore al programma. Paradossale - e interessante - farlo quando il termometro delle Grandi Paure del mondo contemporaneo, il terrorismo, il surriscaldamento del pianeta, il collasso del sistema economico, l´esaurimento delle risorse e dei combustibili, sembra aver raggiunto la temperatura massima."
"...per decidere bisogna conoscere i termini della scelta, essere informati, consapevoli e maturi. ... il Consenso Informato alle cure ... ha consacrato anche a livello normativo il diritto del paziente ad accettare o rifiutare i trattamenti che gli vengono proposti. Ora io penso che dobbiamo andare più in là e spostare i confini del consenso informato ... Per questo ho appena presentato in Senato un mio disegno di legge sul Testamento Biologico, per dare la possibilità di esprimere, in condizioni di lucidità mentale, le direttive anticipate che i medici devono rispettare nel caso un danno cerebrale grave impedisca la consapevole espressione dell'assenso o il dissenso alle cure."
"la religione si sposta sempre più dai banchi di chiesa ai pixel, dai pastori ai consulenti di marketing ... Si tratta di offrire un prodotto che valga lo sforzo, che permetta alle chiese di «emergere dal caos» e di farsi sentire oltre i rumori di un ambiente affollato. Da questa affannata rincorsa mediatica non ne derivano delle religioni annacquate? Che per trovare un marchio ultramoderno rischiano di perdere quel linguaggio distintivo che le ha rese salde nella storia? I media e la pubblicità non fagocitano il messaggio? Il testo in questione non affronta questi temi, ma più si procede nella lettura più si vedono i rischi di una fede che si confonde troppo col mondo."
  • Le donne e l'islam intervista a Fatema Mernissi a cura di Francesca Caferri in la Repubblica del 20 settembre 2008
"In un´epoca di paure e contrapposizioni, la Mernissi teorizza che la principale merce d'esportazione dell´Islam deve essere l´amore: non il petrolio e tanto meno la violenza. Davanti agli occhi del lettore sfila una galleria di donne forti, come Sukayna, nipote del profeta, e Aisha, sua moglie. ...racconta come seduzione, passione, fedeltà e matrimonio si evolvano nel corso dei secoli, ma restino il cuore della cultura araba. E come le radici dell´amor cortese occidentale affondino nel trattato sull´amore del poeta medievale Ibn Hazm."
Continua su Le Monde il dibattito sugli interventi del papa durante il suo viaggio in Francia. E' la volta di un filosofo ateo e non credente. "Davanti ad un uditorio di intellettuali attoniti e senza la minima reazione critica, Benedetto XVI ha fatto tre affermazioni che scandalizzano il filosofo (miscredente, è vero) che è in me. Affermare, innanzitutto, che "una cultura puramente positiva sarebbe una capitolazione della ragione" non ha alcun senso." "D'altronde, affermare che non c'è "vera cultura" se non fondata sulla ricerca di Dio significa confondere un auspicio, accompagnato da un giudizio di valore soggettivo e parziale, con l'intelligenza teorica di ciò che la cultura è da secoli e che continuerà ad essere" Infine " l'affermazione chiaramente morale o esistenziale secondo la quale la vera vita si trova nella ricerca e nella conoscenza di Dio, nella fede stessa, che "questo solo è importante e sicuro"." (ndr.:ci sono molti modi di essere non credenti e molti modi di essere credenti)
Proseguiamo nel dare spazio al punto di vita dei protestanti italiani, così poco preso in considerazione nel nostro paese. "Come cristiano sono preoccupato della cosiddetta 'rivincita di Dio', soprattutto pensando al nostro contesto occidentale, al protagonismo politico assunto dai gruppi evangelicali o dal cattolicesimo istituzionale. Proprio nel quadro delle democrazie occidentali, vedo un disegno culturale e religioso teso a mettere tra parentesi la modernità e il suo portato di laicità e di pluralismo. E questo appare spesso molto chiaro nei discorsi di Benedetto XVI: è come se lui dicesse, al modo di certe nostre vecchie maestre, "Ragazzi, la ricreazione è finita"." A parlare in questi termini non è un accanito "laicista", ma un teologo cristiano - Daniele Garrone - intervenuto al convegno, svoltosi dal 27 al 29 agosto presso la sede di Bruxelles del Parlamento europeo, sul tema "Laicità e religioni di fronte alla violenza fondamentalista".

19 settembre 2008

"«Le iniziative ecumeniche si concordano », è l'amaro commento che accompagna, al Ghetto, il forfait dato di Di Segni, non nuovo alle polemiche con il Vaticano e con questo pontificato come era già avvenuto con la reintroduzione dell'antica preghiera del Venerdì del Santo in cui torna la richiesta di conversione degli ebrei alla fede cattolica. La «gelata» nei rapporti con la Santa Sede è stata stavolta, a quanto pare, rinfocolata dai curatori dell'iniziativa televisiva." (ndr.: tempi davvero grami per l'ecumenismo)
Presentiamo alcuni dei commenti apparsi sul settimanale francese Témoignage Chrétien sul viaggio di papa Benedetto XVI in Francia. "La stampa è andata in visibilio per la sua venuta e degli "artisti" sono andati in estasi davanti ai suoi discorsi. Ma per i cattolici non c'è grande differenza tra il cardinal Ratzinger e papa Benedetto XVI." "In linea di massima, il messaggio pratico che Benedetto XVI ha mandato alla Chiesa di Francia è relativamente semplice: "non cambiamo niente, abbiamo ragione noi"."
  • Fascino e vocazioni di Luc Chatel in Témoignage Chrétien n. 3314 del 18 settembre 2008 (nostra traduzione)
L'editoriale del settimanale francese "Un fine settimana durante il quale Benedetto XVI, forte di questa anestesia di ogni pensiero critico (questo è il suo magistrale capolavoro), poté compiere la vera missione del suo viaggio: l'affermazione di una fede cattolica sicura di sé, di un dogma spogliato di ogni apertura liberale."
"Oltre 4000 sono gli ebrei ospitati nelle istituzioni ecclesiastiche, in tutto diecimila contando altri clandestini (giovani renitenti alla leva, politici, eccetera) nascosti in case private, nei conventi, negli ospedali. Il Laterano, ad esempio, divenne una cittadella della clandestinità che nel tempo giunse ad accogliere mille persone. Era una vita sotterranea che sconfinava nel mondo - allora molto a sé - della Chiesa"
"Toaff attacca quello che ritiene un uso strumentale della Shoah. Di una Shoah - sostiene - evocata a ogni piè sospinto, senza senso della misura e dell'opportunità, e in tal modo banalizzata e svuotata da ogni significato. Con il risultato che una storia millenaria, complessa e ricchissima, ha finito con l'essere fagocitata da quella tragedia che tutto comprende e tutto spiega."
"di profonda attualità il tema del XVI Convegno Ecumenico Internazionale di Spiritualità Ortodossa, «La paternità spirituale: elementi biblici», organizzato con il patrocinio congiunto del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e del Patriarcato di Mosca, che si è aperto ieri al monastero di Bose" "quello del padre spirituale è un «ministero di epifania» che aiuta attraverso la dialettica a «manifestare i pensieri del cuore» anche, volendo, nei non credenti, ancorandoli però a una dottrina ormai troppo spesso ignorata, ponendo in dialettica la realtà dell'oggi con l'insegnamento atavico delle scritture,"
"Come per l'enciclica antirazzista, gli sforzi del Papa spesso non riescono ad andare a buon fine. Ha chiesto e dato disposizione di far pubblicare dall'Osservatore Romano il testo integrale della sua nota antirazzista e la risposta che il re gli ha inviato «con sovrana cortesia». Mussolini non si è invece degnato di rispondergli. Il Pontefice si stupisce quindi di vedere pubblicata sul giornale vaticano una sintesi ammorbidita delle sue posizioni e non nasconde il proprio disappunto all'«Eminentissimo cardinale Segretario di Stato»."
"Per una casuale e creativa coincidenza, ieri mentre Papa Ratzinger sottolineava la sapiente prudenza di Pio XII nella difesa degli ebrei perseguitati, un articolo di padre Giovanni Sale scritto per la rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica evidenziava quanto quella prudenza sia incomprensibile a una sensibilità moderna. Le due posizioni non sono in contrasto tra loro, ma certamente pongono un problema interpretativo, tanto più che ogni articolo pubblicato dalla Civiltà Cattolica ottiene preventivamente l'approvazione della Santa Sede."
Un saggio di Andrea Riccardi documenta la volontà del pontefice nel salvataggio dei clandestini in Laterano e in molti conventi romani. " la complessità dell´ingranaggio sotterraneo costruito con il sostegno della segreteria di Stato e del vicariato di Roma induce Riccardi a sostenere che il capo della Chiesa non poteva ignorare l'ospitalità offerta dai religiosi a tanti ebrei braccati da tedeschi, ma non solo" "I materiali offerti da Riccardi documentano, nella gestione dei perseguitati in Laterano, un sostegno sempre più diretto e vigile da parte del vicariato di Roma (Marchetti Selvaggiani) e della Segreteria di Stato (Montini)."

18 settembre 2008

"nella Dogmatica aveva più volte sottolineato che su questo punto le divergenze erano molto profonde: nella dottrina e nel culto di Maria risiedeva l'errore per eccellenza della Chiesa cattolica ro­mana, a partire dal quale tutte gli al­tri si spiegano perfettamente. (...). Karl Barth e Paolo VI parlarono di questioni teologica­mente rilevanti: di ecumenismo e dell'appellativo «fratelli separati» u­sato nei documenti conciliai per in­dicare i protestanti («Gli chiesi se fos­se d'accordo che in quella formula si doveva battere l'accento sulla paro­la fratres»"
Sul settimanale protestante francese Réforme un'intervista al filosofo Abel. "Il papa sviluppa l'idea che i monaci bernardini non esercitavano quel lavoro intellettuale per conservare una cultura cattolica o per crearne una nuova. Il loro scopo era cercare Dio. Questa affermazione mi sembra molto importante ed è un punto di comunione, al di là delle nostre identità confessionali, con i credenti cattolici" "Nel corso del suo viaggio, Benedetto XVI ha messo in guardia contro la seduzione delle idolatrie. Eppure, tutto quel cerimoniale attorno al papa è comunque idolatria! C'è un culto della personalità assolutamente incredibile!"
Tra encicliche e discorsi, l'operato dei pontefici che non hanno mai del tutto rinunciato alla legittimazione religiosa dei conflitti bellici. Un percorso di lettura a partire da un saggio dello storico Daniele Menozzi "L'errore più grave in cui si cade a proposito della Chiesa cattolica è di non coglierne la dimensione storica, il suo divenire e trasformarsi nel tempo. (...)." Le posizioni della Chiesa "sono invece il risultato di un tortuoso cammino nel quale mai (o quasi) la gerarchia ecclesiastica è stata alla guida del cambiamento, andando a rimorchio della lungimirante ricerca e attività di singoli credenti, gruppi e minoranze spesso invise ai guardiani dell'ortodossia e spesso anche a rimorchio di quella cultura laica e di quegli istituti secolari condannati e poi costantemente avversati." (ndr.: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sui temi della pace non hanno fatto parte della retroguardia)
"Con una di loro, la storica Anna Bravo, Ballestra si sente in sintonia, per quel suo coraggio a sostenere che nell'aborto ci sono due vittime, la donna e anche il feto. È una riflessione che scotta, in presenza di quei «diritti del concepito», perno della legge sulla fecondazione assistita, che ha contrapposto il nascituro alla madre, con quel che ne è conseguito. Allo stesso tempo sono evidenti i prezzi che stiamo pagando proprio per aver lasciato alla Chiesa il monopolio della riflessione etica sui temi della vita. Anche questo viaggio su territori poco frequentati ha il merito di ricordarcelo."
"Sta di fatto che è proprio l'assegnazione delle quote non espresse il punto della legge maggiormente contestato da diverse forze politiche e associazioni varie." "le quote non espresse vengono ripartite in misura proporzionale alle preferenze dichiarate dagli altri contribuenti. Sistema contestato da più parti perché con una quota di scelta che si aggira attorno al 37%, la Chiesa cattolica ottiene finanziamenti pari a quasi il 90% del totale."
"Vi è un campo di regole - etiche, giuridiche - alle quali la vita dovrebbe essere sottoposta." "Ma questo invito è spesso accompagnato da una contraddizione, nella discussione italiana soprattutto. Si invocano categorie nuove ma, quando viene il momento di dare spazio alla regola giuridica, troppo spesso si impugnano gli strumenti vecchi. Timorosi del nuovo, l'unica norma possibile sembra essere il divieto." "Vi è un forte nucleo di principi dai quali muovere, che possono essere riassunti nella formula della "costituzionalizzazione della persona"" " Una trama che fa emergere libertà e dignità nella duplice dimensione individuale e sociale, legandole indissolubilmente" "Il governo della vita è così posto anzitutto nelle mani della persona, e ciò esige un diverso modo d'intendere la regola giuridica, che si fa flessibile, discreta, capace di seguire la vita nelle varie sue sfaccettature, singolarità, irregolarità, mutevolezze."
"L'idea di religiosità popolare è un pregiudizio, un cliché facile. Io parlo piuttosto di religione arcaica. Lourdes è un luogo della modernità religiosa, di spiritualità individuale. Sui sei milioni di visitatori ogni anno, solo 800 000 pellegrini vengono in gruppi organizzati." "Per me, coesistono due Lourdes: quella ortodossa e quella eterodossa. La prima è essenzialmente cattolica. L'altra parla a tutta l'umanità, come un luogo precristiano. Ci sono sempre state entrambe."
"...C'è stata anche una certa regressione a partire da Giovanni Paolo II su argomenti come il ruolo e l'autonomia delle Chiese locali e la libertà teologica. Ma la cosa più grave è la crisi delle espressioni della fede, cioè la difficoltà di adesione e di comprensione che molti credenti sentono e vivono rispetto alle formule del Credo, dei dogmi e delle affermazioni del papa e dei vescovi. Questo malessere esiste anche per il vocabolario e le forme della liturgia che è tuttavia cambiata dal 1960."

17 settembre 2008

"Il profano troverà certo più stimoli al trascendente lontano da qui, magari sulle rive del fiume dove scompare alla vista la grande cittadella dei miracoli; eppure sei milioni di persone ogni anno passano con le lacrime agli occhi proprio ai piedi di questa roccia."
Il sociologo Magatti: evitare le ghettizzazioni, anche dal punto di vista dello sviluppo urbanistico Affrontare il disagio educativo e ridare coesione sociale alle città "Occorrono patti di convivenza, che impegnino i cittadini stranieri all'esercizio di diritti e doveri condivisi."
"Non c'entra il razzismo, ripetono in molti ora, e preoccupa questo non voler vedere quale ombra si va insinuando fra noi. Dal palco del raduno della Lega, a Venezia, proprio domenica il prosindaco di Treviso ha gridato: «Che gli immigrati vadano a pregare e p. nel deserto». E certo ha parlato l'anima più becera del partito: ma ci sarebbe piaciuto che qualcuno, dello staff leghista, se ne fosse dissociato. No, non è stato razzismo a Milano, dicono in molti, è stato un furto: due biscotti e una sconsiderata reazione. Sfortunato ragazzo, ha scelto il bar sbagliato. Quanta ansia di rassicurarsi che non è successo niente. Di non voler vedere il segnale di un livido incanaglimento in una città che, una volta, per due pacchi di biscotti, benevola avrebbe borbottato: ragazzo, va a lavurà."
"Più che la deriva razzista, Rosy Bindi teme «l'indifferenza» e la «mancanza di indignazione» della società civile nei confronti di episodi come l'aggressione mortale al diciannovenne Abdoul Guiebré. Il centrodestra, certo, ha la sua parte di responsabilità nell'aver seminato odio nei confronti dello straniero e del diverso, ma la politica ha bisogno «dei movimenti, delle associazioni e degli intellettuali» per cambiare l'orientamento culturale di questo Paese.«Il centrosinistra è stato subalterno al centrodestra sul tema della sicurezza, ma questa estate violenta ci ha fatto capire che dobbiamo darci una svegliata»."
"Diminuisce, dopo quasi dieci anni di costante incremento, la percentuale delle firme per la destinazione dell'otto per mille a favore della Chiesa cattolica." "Tale dato non è l'effetto di una diminuzione in valore assoluto delle firme in favore della Chiesa cattolica (che, anzi, crescono ancora di 38.024 unità), ma di un significativo incremento delle scelte espresse (equivalenti a circa 800.000 firme), quasi tutte per l'opzione 'Stato'" "mentre le campagne pubblicitarie insistono a spiegare che l'otto per mille destinato alla Chiesa viene usato per la carità, per i poveri e per il Terzo mondo, in realtà solo un quinto del totale - per il 2008 si tratta di 205 milioni di euro - è impiegato per "interventi caritativi""
"La maggioranza dei vescovi italiani «ostacola» la celebrazione della messa secondo il vecchio rito: l'ha detto ieri mattina il segretario della Commissione pontificia «Ecclesia Dei», monsignor Camille Perl, parlando a un convegno sul vecchio rito. A quello stesso convegno il cardinale Castrillon Hoyos, presidente di quella Commissione, ha sostenuto che i cultori della messa in latino «a volte sono insaziabili nelle loro richieste»."
"Di fatto, ciò che il Papa vorrebbe - e su questo punto ha avuto piena soddisfazione da parte del nostro presidente - è che all´uomo religioso si riconosca una superiorità morale, in nome del richiamo, peraltro indiscusso, alle radici cristiane della Francia." "non si può non trovare sospetta la sfumatura che Nicolas Sarkozy, nella sua veste di presidente della Repubblica, cerca di introdurre nel concetto tradizionale di laicità." "La preoccupazione di Benedetto XVI è che la Chiesa non cambi in nulla i suoi dogmi per essere più forte, mentre per la salvezza dell´umanità tutte le religioni dovrebbero escludere dal loro messaggio tutto ciò che si contrappone all´universale."
"La domanda che suscita è forse, in ultima analisi, quella di sapere se può esistere un assoluto che sia in grado di premunire l'uomo contro le pulsioni distruttrici che sono in lui. Il carattere profondamente tragico di questo interrogativo sta nel fatto che tutta la storia dell'umanità suggerisce una risposta negativa." Un assoluto cercato nella sintesi tra religioni e ragione. "Dopo aver quindi riconosciuto la necessità di un adattamento permanente del cristianesimo, Benedetto XVI avanza una concezione "razionale" della religione, che appare alquanto anacronistica." "Tutti gli assoluti non sono forse temibili proprio perché mettono un'astrazione al di sopra dell'essere umano nella sua infinita diversità?" " È meno che mai evidente che delle verità rivelate, che appaiono dubbie ad un gran numero di persone, possano essere il miglior garante del rispetto dei grandi principi etici a cui aspira, a giusto titolo, il papa"
"La città di Duisburg resterà forse negli annali come un modello di integrazione riuscita. A fine ottobre, questa città della Ruhr inaugurerà nel suo quartiere di Marxloh la più grande moschea della Germania: l'edificio, di ispirazione bizantina, sormontato da una cupola di 23 metri e da 14 piccole cupole e da un minareto di 34 metri, potrà accogliere sino a 1200 credenti. Situato a nord della città, questo luogo di culto costituisce uno dei rari esempi di cooperazione armoniosa tra le istituzioni locali e la comunità musulmana. Dall'inizio alla fine, l'attuazione del progetto non ha suscitato nessuna controversia."
"Un po' dovunque in Germania, parrocchie cattoliche e protestanti, vittime del contrarsi della pratica religiosa, hanno difficoltà a finanziare le loro chiese." "Come reazione, numerose chiese hanno sviluppato nuove attività:"

16 settembre 2008

Proseguiamo nel presentare gli articoli della stampa francese, in questo caso Le Monde, di commento al vaggio del papa. "Rivolgendosi, domenica 14 settembre, ai vescovi francesi riuniti a Lourdes, (...), papa Benedetto XVI ha condiviso le loro "numerose preoccupazioni", senza dare vere risposte. Tra "sostegno e incoraggiamenti", il papa ha tuttavia approfittato di questo incontro per fissare alcune messe a punto su dei temi che gli stanno particolarmente a cuore, in particolare le delicate relazioni dell'episcopato francese con i fedeli tradizionalisti e il ruolo della famiglia, "cellula fondamentale della società"
"Durante questo soggiorno, il papa ha sottolineato soprattutto l'esemplarità di Lourdes - che mescola le generazioni, le condizioni sociali, le origini nazionali - in materia di solidarietà umana. Questo rimarrà l'asse del suo primo viaggio in Francia. Venerdì all'Eliseo, aveva deplorato "la crescita strisciante della distanza tra ricchi e poveri" e richiamato, con un tono che aveva sorpreso, che, anche se la Chiesa svolge il suo lavoro su piano sociale, "è allo Stato che spetta di legiferare per sradicare le ingiustizie"."
"Paradosso totale: la curiosità per il cristianesimo in Francia cresce mentre la struttura della Chiesa si indebolisce. Quest'ultima sembra anche entrata in una sorta di immobilismo dottrinale, liturgico, ecumenico, che richiama - malauguratamente - gli ultimi anni del pontificato di Pio XII, il papa della guerra e del dopoguerra."
"La politica, l'intelligenza e la fede: in una giornata, venerdì 12 settembre, Benedetto XVI ha catturato l'anima di Parigi. All'Eliseo, le autorità dello Stato; al Collège des Bernardins, l'intellighenzia; a Notre-Dame, la famiglia dei credenti. E Parigi ha scoperto un papa che, agli antipodi della sua caricatura, non assesta colpi, non polemizza, smina il terreno."
"Patologia grave e diffusa è oggi la sostituzione del servizio con la potenza, l'assolutizzazione di ciò che è relativo, l'oblio del senso del limite. Come se il limite in quanto tale fosse un fatto intollerabile. La politica non è servizio al bene comune, è per il potere. L'educazione non è cura delle persone, è per stare sul mercato. Le religioni sono spesso inclini ad annullare la distanza da Dio, sostituendosi a lui...." "Nel pensiero risolutivo - (...) - la verità (...) è intesa come una chiave che già si possiede e spiega tutto. Nel pensiero ermeneutico si ammette invece il limite, poiché la verità comporta il rapporto con il mistero, il quale però non è mera oscurità. È una soglia che protegge e che si lascia attraversare se si accetta di partecipare al mistero senza pretendere di liquidarlo."
"Benedetto ha affascinato e si è fatto ascoltare per questa essenzialità. Convincendo molto più di Sarkozy che, a giudizio di molti francesi, è stato troppo papista con quel suo discorso sulla laicità positiva e l'importanza della religione." "Il professore che a Parigi ha fatto lezione e il pastore severo che ha bacchettato i vescovi è diventato davanti ai ma­lati un amico che consola."
"Le scuse della Chiesa anglicana a Charles Darwin sono «un atto di onestà intellettuale, anche se bisogna evitare di santificare il naturalista inglese e quindi tenere aperto il dibattito sul fenomeno della vita, di cui la sua teoria evoluzionista dà una spiegazione solo parziale»" (Mancuso)
"Da noi molti cattolici coltivano la sindrome della vittima: costante presenza mediatica accompagnata dal lamento dell'esclusione" "Chi non è d'accordo sul lungo elenco dei «no» degli uomini di Chiesa - dalle coppie di fatto alla sospensione dell'alimentazione forzata nel caso di Eluana - è dichiarato laicista. Chi invece è d'accordo è laico positivo." "In Italia si sta estinguendo il dialogo, se con esso miriamo allo scambio di ragioni e di argomenti." " non si parla più davvero di teologia ma di antropologia, come si sente ripetere in continuazione. Il problema che sta a cuore non è la questione di Dio, ma l'idea di natura umana e di razionalità"

15 settembre 2008

"Mi auguro invece che i responsabili politici riconoscano in quella esasperazione - troppo spesso cavalcata e legittimata - motivo di riflessione e allarme."
"«Charles Darwin: a 200 anni dalla tua nascita la Chiesa d'Inghilterra ti deve una scusa per non averti capito». L'atto di contrizione rivolto direttamente al padre della teoria dell'evoluzione è firmato dal reverendo dottor Malcolm Brown, responsabile degli Affari Pubblici della Church of England e sarà pubblicato oggi sul sito ufficiale www.cofe.anglican. org"
Pienamente condivisibile l'analisi fatta dal papa sui due pericoli incombenti: l'arbitrio soggettivo (l'atomismo etico) e il fanatismo fondamentalista (sentimento della verità come iontolleranza e sopraffazione dell'altro). La strada di salvezza per il papa è il nesso tra libertà (contro ogni fondamentalismo) e legame (contro l'arbitrio soggettivo). C'è sicuramente bisogno di principi e di valori, ma la Chiesa pretende di imporne alcuni come riflesso immediato dell'Assoluto (il legame deriva dal rapporto con Dio). Mentre la libertà umana opera sul piano della storia, e quindi può sempre essere messa in discussione, il legame, in mano alla Chiesa, avrebbe un carattere di assolutezza. C'è una frattura profonda. Inoltre "Una parte importante del discorso del Papa è dedicata ad un'esaltazione senza riserve e assai originale della totale storicità del cammino dell'uomo." La storia addirittura giunge a lambire la persona di Dio. "come possiamo credere che nella storia umana vi siano tuttavia regole positive, specifiche prescrizioni di condotta, che non riflettano altro se non un cammino, un'approssimazione, una ricerca, un lavorare per raggiungere una meta - il ricongiungimento con Lui?"
" Da noi è disperante l'assenza di vie d'uscita che non sia l'annullamento del tribunale ecclesiastico. Una severità eccessiva, con l'aggravante di un dislivello rispetto al clero. I preti e i religiosi dispensati dal sacerdozio si possono risposare subito in Chiesa, un povero divorziato o separato che magari si è sposato a vent'anni per un errore e decenni dopo va a convivere con un'altra donna deve attendere i tempi della Sacra Rota per tornare a prendere la comunione" (ndr.: una chiesa senza misericordia quale volto di Dio rende visibile?)
"In Francia, ma anche in altri paesi, è invalsa l'abitudine da parte di parroci più misericordiosi di benedire discretamente la nuova unione di partner cattolici usciti da un divorzio. Papa Ratzinger pone il suo veto. La Chiesa, sottolinea, «mantiene fermamente il principio dell'indissolubilità del matrimonio. Non si possono ammettere iniziative che mirano a benedire unioni illegittime». Dove illegittimi, naturalmente, sono sia i secondi matrimoni sia i Pacs." "Servono preti. «Il sacerdozio è indispensabile. Non c'è cosa più grande che un uomo possa fare che donare ai fedeli il corpo e il sangue di Cristo»." (ndr.: Pintor in "Servabo" scriveva: "Non c'è, in un'intera vita, cosa più importante da fare che chinarsi perchè un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi. ". Mi sembra una visione più biblica e più umana e che riguarda tutti. Solo all'interno di questa grande vocazione stanno le altre, senza gerarchie)
"Severo richiamo del Papa ai vescovi francesi perché si oppongano alla tendenza a «benedire» le seconde nozze, cioè ad ammettere ai sacramenti i divorziati risposati: in Francia il fenomeno si sta affermando incontrando spesso la tolleranza dell'episcopato." Sulla messa secondo l'antico rito preconciliare in latino il Pontefice ha invitato il clero a venire incontro alle richieste per evitare ulteriori divisioni.

14 settembre 2008

  • Polifonia di Dominique Quinio in La Croix del 13 settembre 2008 (nostra traduzione)
"Davanti allo smarrimento del mondo, ad un liberalismo sfrenato, alle vertigini originate dalla scienza, il presidente dice di attendere l'apporto delle religioni. Ma il papa non ha mancato di ricordare ai politici le loro responsabilità. I cristiani possono senz'altro, con le loro associazioni, curare le piaghe, «è allo stato che spetta di legiferare per sradicare le ingiustizie». A ciascuno il suo ruolo: è, dopo tutto, una bella definizione di laicità."
"Allora non lasciamo sommergere insidiosamente questa bella vittoria della libertà sotto un' onda di tiepidezza consensuale. Il vescovo di Roma deve trascorrere qualche giorno in Francia. Diamoci da fare perché i media ritrovino tutta la loro professionalità - la Repubblica tutta la propria vigilanza per il rispetto della laicità - e i protestanti tutto il loro rigore intransigente. Così noi potremmo dire insieme: non tutte le strade portano a Roma. E alcuni di noi avranno voglia di aggiungere: Grazie a Dio!"
Anche Liberation dà spazio alla visita del papa, con maggiore ironia e sarcasmo. "Il numero dei seminaristi, come quello dei battesimi e dei matrimoni religiosi, continua ad assottigliarsi. Ma, se le chiese si svuotano, pellegrinaggi, ritiri spirituali e santuari conoscono un certo successo."
"L'omelia sarkozista del giorno è lastricata di buone intenzioni: «la laicità positiva, la laicità aperta, è un invito al dialogo, alla tolleranza e al rispetto. È una possibilità, una dimensione supplementare data al dibattito pubblico», afferma."
"Si chiude oggi, a Luzzara e Novellara, in quel di Reggio Emilia, il festival delle Culture «Uguali Diversi» una serie di conferenze, dibattiti, incontri, mostre che insieme alla popolazione locale e alle comuni­tà immigrate hanno cercato di svi­luppare tutte le possibili declina­zioni di un rapporto non necessa­riamente facile ma sicuramente affascinante che i figli di diverse civiltà stanno già sperimentando vivendo gomito a gomito nelle strade e nelle piazze d'Italia."
"Attualmente, nella maggioranza degli Stati musulmani l'influenza di modelli giuri­dici occidentali ha relegato la Shari'a in un ruolo secondario. Nonostante ciò, la legitti­mazione di ogni nuova pratica medica ri­chiede il confronto con la Legge islamica (la Legge eterna) e le opinioni dei giurisperi­ti. L'assenza di un'autorità giuridico-religio­sa suprema e di un magistero nell'Islam faci­lita la moltiplicazione di posizioni più o me­no differenziate tra le autorità religiose e i tecnici sui singoli problemi bioetici"
"ritengo la lettura di questo libro quanto mai utile e consigliabile, sia a chi crede sia a chi no, perché mostra un'indubbia verità, ovvero che, per riprendere l'efficace sottotitolo, una religione "si costruisce" "E' esattamente segno della vitalità di una dottrina il fatto di essere in continua evoluzione, perché l'evoluzione è la legge della vita, e ciò che non evolve, muore. Il punto vero, piuttosto, è come valutare tale evoluzione che si trova alla base della costruzione del cristianesimo. Si tratta di un movimento legittimo o di un tradimento?" " non appartengo a nessuna delle due scuole, né a quella unitarista né a quella separazionista, ma sostengo una visione che definisco evoluzionista" "Sostenere che Cristo è maggiore di Gesù equivale a sostenere che la Verità è maggiore della storia." "la prospettiva evoluzionista giunge a poter riconoscere nello sviluppo storico, oltre a sanguinosi tradimenti del messaggio originario, anche dei reali progressi rispetto ad esso, come per esempio riguardo alla schiavitù, la condizione della donna, l'omosessualità, la guerra."
"La sua (del papa) attenzione ai particolari liturgici è quasi ossessiva. Prima della cerimonia lo speaker avverte i fedeli che dovranno rispondere "Io credo" e non "Noi crediamo" come è scritto sul messale. La messa - sottolinea il Papa - «non è solo condivisione e partecipazione» ma soprattutto «unione» al mistero della presenza di Cristo. Al termine dell'omelia nessun applauso, nessun coro per il papa, ma un silenzio impressionante di raccoglimento. Sono lontani i vecchi scenari di papa Wojtyla"
"il tema della visibilità sarà probabilmente centrale nel prossimo futuro. Indirettamente anche la campagna elettorale negli Usa lo sta confermando. Le religioni - anche quella cristiana nelle sue varie forme - non si accontentano della presenza nel privato. Cercano la visibilità: d'altronde il tempo della pubblicità la esige."
"A Parigi s'è visto un papa benevolo e dotto che s'è ben guardato di rivolgersi ai «politici cattolici»; ha parlato invece a tutti gli uomini di buona volontà mostrandosi così molto più "cristiano" dell'arcigno guardiano della morale che tuona dal balcone di san Pietro."
"L'entusiasmo della folla di Parigi e la commozione di quella di Lourdes: ieri il Papa è passato dalla «Città dei Lumi» alla cittadella della pietà popolare, toccando due luoghi simbolo della Francia e ricevendo la stessa calorosa accoglienza in ognuno dei due."
"Il medico deve seguire il comandamento fondatore (primo, non nuocere) ma imparare ad accordare tale comandamento con l'etica. In presenza di atroce dolore non potrà non somministrare medicine che alleviano il dolore, pur accorciando o interrompendo la vita. In ogni momento, si guarderà dal mutare l'uomo in cosa, in mezzo. Lo si tramuta in cosa in ambedue i casi: se non si rispetta il suo diritto a morire, e se gli si antepongono interessi della Società. La morte appartiene all'uomo, non all'umanità."
Le religioni stentano ad apprendere linguaggi e stili nonviolenti che pur il nostro tempo richiede. E l'auspicio profetico di don Tonino è rimasto spesso inascoltato. Che fare allora?
"La «positività» della laicità allora consiste proprio nel suo sapersi porre non come avversario della religione, non come negazione di ogni istanza spirituale, ma come spazio vigile di libertà affinché tutti, indipendentemente dalla fede professata o dal non professarne alcuna, possano operare per il bene della collettività e perseguire la propria piena umanizzazione." "Accanto a questa sottolineatura di una lettura orante della Scrittura e della sua dimensione liberante, accanto alla dimensione della preghiera che si dilata fino a diventare lettura della storia e lievito di cultura, il Papa ha voluto ricordare pure come il monachesimo benedettino (...) abbia saputo dare dignità al lavoro umano, anche manuale...)" "i cristiani anche oggi, se sono fedeli al Vangelo e alla loro grande tradizione, sono capaci di dare un contributo prezioso per la costruzione di una polis segnata da giustizia, pace, libertà e qualità della convivenza."

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