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31 marzo 2008

Due lettere aperte deplorano la pubblicità data al battesimo di un giornalista italiano, violento nei confronti dell'islam.
"Avrei preferito che il neocattolico Magdi Allam iniziasse la sua vita spirituale con un gesto più consono alla nostra fede comune: vale a dire con un po' più d'umiltà. Il battesimo è una cosa seria e, soprattutto, un sacramento: scegliere proprio il giorno di Pasqua, e farsi battezzare dal capo della Chiesa cattolica in persona, significa senza dubbio godere di forti appoggi e di grande potere mediatico, ed è certo il modo più trionfale e solenne d'entrare nella Casa di Cristo. Ma non è esattamente il più appropriato."
Il giudaismo si è sempre distinto per una visione non apostolica e non cerca altri fedeli. Il filosofo Mendelssohn spiegava che "In obbedienza ai principi della «mia religione, non devo cercare di convertire chi non sia nato nella nostra Legge. Lo spirito di conversione, le cui origini qualcuno vorrebbe attribuire al giudaismo, è in realtà del tutto contrario a esso»"
"per il vicedirettore del «Corriere» il cambio di ruolo è decisivo: da isolata voce critica di Avvertitore (nadhir) dei frolli governi italiani ed europei - arresi per principio, per penuria di chiaroveggenza - a fondamentalista cristiano di limitante segno cattolico, con l'inevitabile psicologia zelotica del neofita."
Da san Paolo sulla via di Damasco fino ai casi più recenti, chi improvvisamente abbraccia o ritrova la fede cristiana viene spinto a questa scelta dalla «teofania»: un atto esterno alla creatura che procede direttamente da Dio. Il verbo che lo stesso Gesù usò nella sua prima predica significava «torcere» la mente verso una visione nuova della vita. "«La conversione più difficile» scriveva un autore spirituale, Louis Evély, nel saggio C'est toi cet homme «è quella a cui tutti siamo chiamati, all'interno della nostra religione»" (ndr.: non sempre la conversione rende esenti da aspetti intolleranti...si pensi al modo in cui Agostino valuterà la sessualità)
I musulmani hanno vissuto con enfasi le svolte religiose di Cassius Clay o Cat Stevens. Silenzio sui casi opposti che, però, sono in aumento. "Le cassandre che denunciano unicamente i rischi insiti nel multiculturalismo farebbero bene a tenerlo presente"

30 marzo 2008

"Mentre l'Islam accoglie sempre più convertiti, non tollera che un musulmano si converta a un'altra
religione. È semplicemente vietato. È detto nel Corano che «il convertito deve essere ucciso» («Al
murtad yuqtal»). Ovviamente questa sentenza era valida al tempo in cui il profeta Maometto si
batteva contro nemici che cercavano con ogni mezzo di essere d'ostacolo alla rivelazione che aveva
ricevuto." "La fede si vive in silenzio, non tra agitazione e spettacolo."
"Nel cristianesimo, forse più che in altre religioni, il concetto di conversione è fondamentale. Lo dice lo stesso Vangelo: «Convertitevi ché il Regno di Dio è vicino» (Mt 4, 17 e Mc 1, 49). E lo dimostra la conversione di San Paolo, a Damasco. Ma anche l'affermazione politica del cristianesimo è segnata da una conversione, quella di Costantino (morto nel 337), che sarà per secoli il modello di ogni sovrano cristiano."
Mentre c'è massima riservatezza sui musulmani convertiti al cristianesimo (paura di ritorsioni), "Pieni di numeri, e di voglia di raccontare, sono invece i cattolici italiani convertiti all'Islam" "Secondo l'Islam tutti nascono musulmani poi magari praticano il cristianesimo, il buddismo, eccetera, per ritrovare poi la fede in Allah, il solo Dio. Noi parliamo di ritorno, non di conversione"
"Tutti sanno, e dicono di sapere, che Martin Luther King fu sacrificato perché la sua minaccia non violenta era infinitamente più pericolosa delle grottesche azioni paramilitari delle Pantere Nere o dei guerriglieri della liberazione, facilmente riducibili ad atti criminali e quindi reprimibili."
"Nonostante il concilio e parecchi studi sul tipo di quelli di Barbaglio, la Bibbia non è ancora di casa nei «palazzi» vaticani. Qui più che la lettura attenta e scientifica dei testi vale l'autorità di chi li ha letti e li ha interpretati ufficialmente. Uno per tutti. Ne soffre non soltanto l'ecumenismo ma la stessa profondità della fede cristiana. Barbaglio è ancora più che mai attuale e necessario."
«C'è in noi il vivo desiderio che Giovanni Paolo II arrivi quanto prima agli altari e lo si possa chiamare "beato" e così rispondere al grido di piazza San Pietro: "Santo subito!"». (ndr.: il grido della piazza non è inevitabilmente criterio di verità. Può urlare anche: "crocifiggilo")

28 marzo 2008

"Quello che vorrei accentuare è la sua testimonianza di nonviolenza: "Non avrebbe ammazzato una formica!", affermeranno gli amici. Anche in questo era in sintonia con monsignor Romero, che evangelicamente condannava ogni violenza, anche se riconosceva che non poteva mettere sullo stesso piano la violenza di chi voleva in tal modo approfondire e perpetuare la propria condizione di privilegio economico e politico, nello sfruttamento legalizzato delle grandi masse popolari, e la violenza di chi, esasperato e sfiduciato da una situazione di violenza strutturale che opprime insopportabilmente la stragrande maggioranza della popolazione, non vede altra strada di uscita che quella di una momentanea, inevitabile violenza rivoluzionaria, da abbandonare appena raggiunta una situazione di giustizia effettiva e di solidarietà."
"Scriveva pochi giorni prima di essere ucciso: "Temo i rischi a cui sono esposto. Mi costa accettare una morte violenta che in queste circostanze è molto possibile; anche il Signor Nunzio di Costarica mi ha avvisato di pericoli imminenti (...) Le circostanze sconosciute si vivranno con la grazia di Dio. Egli ha assistito i martiri e se è necessario lo sentirò molto vicino nell'offrirgli l'ultimo respiro. Ma più che il momento di morire vale il dargli tutta la vita e vivere per lui".
Il 24 marzo 1980 il vescovo del Salvador fu assassinato dalle squadre della morte. Ieri, per la prima volta, l'Osservatore romano ha rotto il silenzio: «non era comunista»
"La presa di distanze di padre Lombardi nasce anche da un desiderio espresso dal cardinale Jean-Luis Tauran, responsabile del dicastero vaticano per il dialogo interreligioso e impegnatissimo in questi mesi per riallacciare un confronto rispettoso con il mondo islamico più aperto e responsabile. Proprio nel momento in cui il suo lavoro stava dando frutti importanti, il battesimo di Magdi Allam ha rischiato di rimettere tutto in discussione."
"non posso più tacere sulla disinformazione riguardo al mondo musulmano che Magdi Allam porta avanti da anni" "vuole soltanto alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di queste crisi. E' diabolico, ma non ci riuscirà."
"«Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa sposarne tutte le idee e le posizioni in particolare su temi politici o sociali»: lo ha detto ieri il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, con riferimento al battesimo di Magdi Cristiano Allam - celebrato dal Papa la notte di Pasqua in San Pietro - e alla richiesta venuta dal mondo musulmano perché la Santa Sede si dissociasse dalle affermazioni antiislamiche del neoconvertito."
"ho assistito con sentimenti contrastanti al tuo ingresso nel popolo dei battezzati in Cristo avvenuto nella notte di Pasqua. Per questo ho scelto di scriverti fraternamente, così come la parresia cristiana mi impone di fare e così come è giusto e importante fare tra fratelli nella fede."

27 marzo 2008

"Un anno fa, proprio in questi giorni, si spegneva Giuseppe Barbaglio, studioso del nuovo e vecchio testamento, grande biblista e una delle voci più ascoltate nei nostri incontri a Montegiove. Si credeva in salvo da una pesante malattia quando un'insospetta tempesta lo portò via, troncando un progetto di lavoro sul quale teologi e amici, credenti e non credenti, si riuniranno a discutere sabato 29 e domenica 30 presso la Facoltà Valdese di via Cossa 42 a Roma."
"Riaffermare pubblicamente chi si è, da quale storia si viene, non vuol dire affatto enunciare per ciò stesso un programma di azione, indicare obiettivi, insomma fare politica nel senso che comunemente si dà a questa parola. È molto probabile insomma che con il battesimo in San Pietro la Chiesa di Benedetto XVI - il cui pontificato sembra particolarmente sensibile proprio a questo tema - abbia voluto soprattutto riaffermare la propria identità, al cui centro sta, precisamente, la conversione." (ndr.: sempre più pericolosi i nuovi difensori della chiesa cattolica, per i quali il Vaticano II non è mai esistito con il modo diverso di intendere il rapporto tra cristiani, tra persone appartenenti a religioni diverse, tra tutti gli uomini di buona volontà. Il problema non è l'identità, ma di quale identità...)

26 marzo 2008

"Non c'è da avere paura se il cristiano dice che possiede la verità. Perché questa verità parla di amore per gli altri, di rispetto per gli uomini, le loro idee e religioni, dunque è una fede che avvicina, non allontana, arricchisce e non impoverisce, è un bene prezioso per chi la professa e per chi ne è lontano." (ndr.: chi possiede la verità non dialoga e non ascolta, tutt'al più paternalisticamente tollera... e quanta presunzione nel possedere la verità e cioè il buon Dio... infine il problema non è la conversione di Magdi Allam, ma l'ostenzazione della stessa...)
"Quanto è desolante e triste che la fede sia diventata una vuota gara "di numeri". "Da tempo ho smesso di attendere che siano i religiosi di qualsivoglia fede a salvare il mondo, ma preferirei che dialogassero piuttosto che vantarsi di quanti nuovi fedeli sono entrati nella loro squadra."
«E' imbarazzante pensare che Ratzinger non fosse estremamente consapevole di ciò che si stava consumando nel battesimo di Magdi Allam, anche se questo getta dubbi sulla sua capacità di essere all'altezza di governare la barca di Pietro. So che anche alcuni cardinali condividono queste perplessità, d'altronde». «Siamo di fronte a una distorsione del senso del battesimo: da una parte ci sono state delle circostanze ostentatorie, dall'altra la motivazione che lo stesso Allam ha spiegato nella lettera al Corsera. Per questo secondo aspetto siamo alla contraddizione stessa del battesimo, che è incorporarsi in Cristo nonviolento. Allam invece ha visto nella cerimonia di Pasqua l'investitura di una missione di crociato contro l'islam considerato in radice violento. Ha degenerato un atto di pace in dichiarazione di guerra. Ora il dialogo rischia di saltare».

25 marzo 2008

Mentre tace su Israele e battezza con la massima risonanza mondiale qualcuno che ha abiurato l'islamismo, mentre, intanto si tiene prudentemente alla larga dal Tibet, dove sta andando il Papa, dove sta portando la Chiesa di cui è governante e docente?
"uno Stato laico debba necessariamente avere una legge sull'aborto. Anche il cardinal Martini, in un dialogo pubblicato sull'Espresso nell'aprile del 2006, ha affermato che uno Stato laico non può non avere una legge sull'aborto e che la questione di coscienza è diversa rispetto alla legislazione di uno Stato laico." "Non sono però d'accordo con la proposta, lanciata proprio dalle pagine di MicroMega, di abolire l'obiezione di coscienza sull'aborto. Chi crede in una vita che supera la nostra condizione materiale, nei confronti dell'embrione riterrà giusto il principio di precauzione. E uno Stato laico deve rispettare questa posizione ed è anche per questo che la legge 194 è una legge equilibrata." "Una situazione molto diversa è invece quella dell'obiezione di coscienza nei confronti del testamento biologico, dove, al di là di qualunque convinzione basata sui propri ragionamenti o sulla propria fede, si tratta di rispettare, o non rispettare, le indicazioni date da un individuo esclusivamente su se stesso. In questo caso, quindi, non si ha a che fare con un altro individuo. (...)"

23 marzo 2008

Viaggio tra i diversi riti e calendari (ebraico, cattolico, ortodosso) che si intrecciano nella celebrazione liturgica più importante dell'anno. Dagli antichi legami con la transumanza al significato di risurrezione impostosi con Gesù.
"se la Pasqua è «detta» solo come risurrezione di uomo dovuta al suo essere Figlio di Dio, allora è un messaggio così sbrigativo che anch'io ritengo possa non interessare molti al di fuori della cerchia dei suoi discepoli." " la «buona notizia» per tutti: Gesù - quest'uomo di Nazaret che ha sempre vissuto l'amore come servizio agli uomini, che ha amato fino all'estremo, fino a spendere la sua vita per gli altri, fino a morire senza difendersi e senza minacciare vendetta, ma anzi perdonando - è stato l'amore che non poteva essere preda della morte." "da allora sappiamo che l'amore ha l'ultima parola sulla morte, sulla paura, sull'inimicizia, sul male. Non è questo un messaggio che interessa ogni uomo?" "Vi è oggi una ricerca di senso che non esclude di potersi concludere al di là dei limiti della vita terrena, in una realtà donata da Dio, ma quanti sono abitati da questa ricerca chiedono che il senso nasca proprio là dove l'uomo può esperirlo nel quotidiano, altrimenti smarrisce ogni significato. Si tratta allora, da parte dei cristiani, di saper parlare della risurrezione non come di qualcosa di esterno alla vita, ma con un linguaggio che accorda la fede al senso profondo racchiuso nella vita umana." "La Pasqua allora è annuncio di una buona notizia, della buona notizia per tutti: l'ultima parola è l'amore"

22 marzo 2008

«Non sarà più Extra Ecclesiam nulla salus. Il Concilio non dice che la Chiesa di Cristo è, ma che sussiste nella Chiesa cattolica, in essa non esaurendosi, superando così Pio XII. Il disegno di salvezza abbraccia gli ebrei, i musulmani, quanti altri riconoscono il Creatore, alligna nella coscienza di ciascun uomo - "la coscienza che è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli si trova solo con Dio". Ciò vuol dire perdere il potere spirituale, dopo l'addio al potere temporale nell'Ottocento».
"Molti credenti - ha denunciato il porporato (il Cardinal Martini) - sembrano aver ormai perso il significato religioso della Pasqua. L'idea diffusa nella cultura comune di trascorrere il Natale «con i tuoi» e la Pasqua «con chi vuoi» può far ritenere a molti che la festa che ricorda la nascita di Gesù Cristo sia più importante del giorno in cui si celebra la sua risurrezione. Tutto ciò indica non soltanto lo stato di confusione e di oblìo che caratterizza molti cristiani circa le verità di fondo della propria fede religiosa; ma anche la scarsa presa che un evento decisivo per il cristianesimo come la Pasqua ha sulla vita e sull'esperienza religiosa di tanti credenti." "L'identità cattolica è un «ombrello» troppo grande e diffuso per rendere ragione di una particolare qualità del credere."

21 marzo 2008

Quagliariello critica lo storico scomparso: considerò obbligatorio l'incontro tra Dc e sinistre
«Queste accuse - sostiene Giovagnoli - mi stupiscono perché sono rivolte a un avversario che non c'è, a uno Scoppola immaginario. Certamente i suoi libri sottolineano il passaggio dalla politica delle élite a quella dei grandi partiti, ma è stato lui il primo studioso a rivalutare il centrismo, in polemica con gli storici marxisti, e a evidenziare in positivo la tenacia di De Gasperi nel voler governare con i laici e i liberali, anche dopo che la Dc aveva ottenuto la maggioranza assoluta."

20 marzo 2008

"i monaci del Tibet, come quelli birmani, come i bonzi del Vietnam, come i monaci cristiani in Algeria o in Iraq, sono uomini impegnati in una disciplina che tende all'umanizzazione di tutti attraverso la rinuncia al potere, al possesso, alla violenza, e perciò sono uomini che lottano ogni giorno per disarmare se stessi, per far tacere la propria aggressività e così indicare a tutti ciò che parrebbe utopico, senza luogo di realizzazione, ma che invece è possibile, anche se mondanamente non vincente. Sì, i veri monaci sono quasi sempre umiliati, a volte perseguitati ma, anche se obbligati a tacere, gridano con il loro silenzio la verità, una verità a servizio dell'uomo."
"viene il sospetto che la preoccupazione della Chiesa non sia tanto la funzionalità della democrazia quanto i vantaggi/svantaggi che derivano immediatamente per la rappresentanza politica della sua strategia pubblica." "L'altra faccia di questa realtà è la sicurezza con cui i vertici della Conferenza episcopale italiana enunciano le loro direttive a nome di tutti i cattolici italiani. Senza preoccuparsi della presenza di orientamenti diversi nella stessa comunità ecclesiale." "In democrazia «non negoziabili» sono soltanto i diritti fondamentali, tra i quali al primo posto c'è la pluralità dei convincimenti, pubblicamente argomentati. A essa deve essere subordinato l'impulso di far valere i propri valori (per quanto soggettivamente legittimi) nei confronti degli altri cittadini."
"Oggi, pensare che la maggioranza dei cattolici italiani abbia un voto che può essere chiesto e può essere ottenuto con riferimento esclusivo o dominante alla loro appartenenza o, meglio, pratica religiosa mi pare alquanto, se non parecchio, sbagliato."

17 marzo 2008

"Dalla secolarizzazione la chiesa cattolica apostolica romana non si è mai rimessa. Spento Giovanni XXIII è stato tutto un lento rimuovere quel che ad essa concedeva il Vaticano II. Con Ratzinger la rimozione è diventata precipitosa" " Se è un affare interno della Chiesa affossare passo a passo il Vaticano II, umiliando una grande speranza dei credenti, sarà bene un affare interno dello stato legiferare senza interferenze sulla famiglia, sulla sessualità, sulla riproduzione, sul diritto di morire con dignità"

15 marzo 2008

"La riflessione sulla modernità, ricorda Bianchi seguendo le orme del cardinale, costringe a mettersi "in ricerca e chiede che la ricerca resti aperta", "che non si proceda deducendo soltanto dai principi". La tirata d'orecchi è esplicita ed è diretta a quanti - gerarchie, movimenti e singoli credenti - proclamano la 'non negoziabilità' dei valori o denunciano il relativismo culturale come la grande piaga della modernità, costringendo alla "rapida chiusura di un confronto" con la storia e con le persone. "La Bibbia - prosegue Bianchi citando il card. Martini - non ha 'come scopo principale di imporre all'uomo gravosi precetti morali'; 'al contrario, ha lo scopo di rassicurare, confortare, incoraggiare l'uomo, rivelandogli che Dio è dalla sua parte, lavora per lui e per il suo vero progresso e sviluppo'". "La stessa istituzione Chiesa - non è chiamata a confrontarsi soltanto con modernità o antimodernità, ma molto più francamente con le beatitudini del Discorso della Montagna"."

14 marzo 2008

"I cristiani sono in Iraq dai tempi della Mesopotamia e mai prima d'ora nella storia della nazione irachena siamo stati attaccati come ora: chiese distrutte e bombardate, sacerdoti uccisi. Un imbarbarimento dovuto all'occupazione del paese."

13 marzo 2008

"Dentro la città, a fianco degli uomini. Può essere sintetizzato così l'atteggiamento che il cardinale Carlo Maria Martini ha tenuto nei confronti del terrorismo, nei lunghi anni del suo magistero episcopale a Milano e, più di recente, nel suo soggiorno di studio e di preghiera a Gerusalemme. Terrorismi diversi, quello dei brigatisti italiani e quello degli estremisti islamici, indagati però con lo stesso sguardo lucido e sapiente. Una vicenda che il cardinal Martini accetta di ripercorrere,"

12 marzo 2008

"In Israele e in Palestina sono al lavoro, spesso vincendo giorno dopo giorno difficoltà enormi, gruppi, più numerosi di quanto i media registrino, di israeliani e di palestinesi che si muovono in fraternità sui sentieri del dolore e di una eroica speranza. Conoscere questi gruppi significa respirare onestà, tenerezza, forza morale, coraggio, creatività."
"«Ho ricostruito le posizioni cattoliche rispetto alla guerra nel secolo scorso a partire da Benedetto XV sino alle condanne di ogni violenza in nome di Dio, leitmotiv del pontificato di Wojtyla. Che, pur senza cancellare la categoria della guerra giusta, ha posto un ulteriore limite ai casi in cui si può ammettere l'intervento umanitario in difesa dei diritti naturali delle persone (con il consenso internazionale)»"
"C'è anche una sensibilità collettiva che cammina insieme al Paese profondo in cui la Chiesa è radicata e che si coglie meglio soprattutto oggi, non tanto perché sono intervenuti cambiamenti nella Chiesa, ma soprattutto perché lo scenario politico è stato profondamente rivoluzionato da varie scelte dei mesi scorsi corrispondendo agli umori profondi del Paese. Il cardinale esprime oggi la ragionevole speranza di una "comunità nazionale" che "impara a volersi più bene e a voler bene al proprio futuro" perché "prende coscienza che c'è uno zoccolo comune che unisce tutti prima delle fisiologiche diversità e delle inevitabili competizioni""

11 marzo 2008

Il cardinale Bagnasco ha ribadito che, in vista delle elezioni di aprile, da nessun esponente della Chiesa arriverà un'indicazione di voto. Una scelta che, però, non deve trarre in inganno perché non è espressione di disinteresse o disimpegno. (ndr.: perché Chiesa è sempre sinonimo di gerarchia? perché la voce della Chiesa non diventa davvero voce della comunità cristiana - pur nei diversi compiti - e non solo di alcuni? C'è chi aveva proposto, come il Priore di Bose l'istituzione di un Forum come spazio prepolitico di confronto, di dibattito, di elaborazione tra credenti. Non sarebbe un bell'esempio di vera corresponsabilità ecclesiale? Come è possibile chiedere ai partiti di dialogare e di mettersi d'accordo su alcune questioni fondamentali, se questo dialogo vero non esiste all'interno della comunità dei credenti?)
"Perché quel ragazzo straniero non ha nemmeno chiesto di salire? Perché non si è arrabbiato? La sua rassegnazione mi fa quasi più male del comportamento dei ragazzi sul tram, dell'insegnante, dell'autista. È la rassegnazione di chi si sente nella condizione di non poter chiedere niente, di non aver diritto a niente. Di chi non apre bocca per paura di essere attaccato, di perdere anche quel po' di spazio vitale conquistato. Se è davvero così, è terribile."
"Una Chiesa che, lasciando la pratica dei diktat politici, puntasse sulla formazione dei credenti e non considerasse i politici cattolici una cinghia di trasmissione di schemi giuridici sanciti a priori dal magistero, una Chiesa che illumina le coscienze, ma poi ne riconosce la libertà di giudizio ultimo nell'esercizio del potere civile, diverrebbe interlocutrice della società in modo ben diverso da come è stata nel recente passato."
"La conoscenza è guidata da un duplice richiamo: la sopravvivenza dell'individuo e quella della specie, l'egolatria e la solidarietà. I due richiami sono spesso contraddittori ed è lì che si determina la scelta, è lì in quella scelta, che l'individuo decide. La dinamica ininterrotta costituisce la trama di ciascun vissuto.
Possiamo definire Bene il momento della solidarietà e Male il momento dell'egoismo, anche se si tratta di definizioni molto azzardate.
Una sola cosa è certa: questi processi avvengono in presenza del nostro peccato originale che, lo ripeto ancora una volta, consiste nella soggettività, nel pensiero che può pensare se stesso, nostro vanto e nostra condanna. Orgoglio della nostra autonomia e rimpianto della perduta innocenza." (ndr.: forse sarebbe necessaria una maggiore conoscenza esegetica e teologica, al di là delle riflessioni fatte...)
"Nessun «coinvolgimento » della Chiesa in scelte «di schieramento o di partito» ma invito agli elettori a «discernere» - cioè a scegliere - con riferimento ai «valori fondamentali» come la vita e la famiglia. Un appello alle larghe intese per superare le emergenze sociali: salari, condizioni economiche e di lavoro. Non viene nominata nessuna formazione, neanche quella esplicitamente cattolica guidata da Casini."
"L'appoggio della Chiesa al franchismo costituisce un'eredità che, tuttora, impedisce alla maggior parte dei vescovi di capire che cosa sia la laicità. Eppure, il cardinale della transizione verso la democrazia, Enrique y Tarancon, diceva di aver paura dei politici che si fanno la comunione ogni giorno. Ma l'aperura di quell'uomo fu messa da parte, proprio da Giovanni Paolo II"
"Non ci stancheremo di ripetere che in democrazia «non negoziabili» sono soltanto i diritti fondamentali, tra i quali al primo posto c'è la pluralità dei convincimenti, pubblicamente argomentati. Ad essa deve essere subordinato l'impulso a far valere i propri valori (per quanto soggettivamente legittimi) nei confronti degli altri cittadini. Dopo di che, evidentemente, si apre lo spazio al confronto - anche duro - delle ragioni che sono condivise o che dividono, e quindi alle regole del gioco democratico."

10 marzo 2008

"per i vescovi e i credenti è tempo di ricominciare l'evangelizzazione, di lavorare alla riconquista della società"
"... piegarsi a pronunciare certe parole è un'umiliazione dalla quale non si guarisce, e inginocchiarsi di fronte al potere religioso o politico è un tradimento della propria professione»."
"Dal punto di vista biologico quindi la situazione è promettente e anche parecchio interessante. È dubbio che l'umanità resisterà a questa tentazione e non si vede nemmeno perché lo dovrebbe fare. Certo che tutto ciò creerà grandi problemi di natura economica e sociale."
«Sì, al di là della visione religiosa io condivido. Non vorrei che la mia vita fosse prolungata oltre il possibile, specie se non ho autonomia fisica e intellettiva. È più utile che le risorse vengano usate per migliorare le condizioni di chi non ha la minima assistenza. Pensiamo a Aids, tubercolosi e malaria. Tutte insieme fanno 6 milioni di morti al mondo».
"Benedetto XVI è tornato a condannare aborto ed eutanasia con immagini forti: anche se è in coma o anche se è un embrione, un uomo è sempre un uomo e la sua dignità va rispettata. E ha attaccato uno dei miti più antichi dell'umanità, ripreso attraverso i secoli: il mito della fonte dell'eterna giovinezza, o dell'allungamento della vita, ora ricercato attraverso la scienza moderna."
"è giusto dire che la lotta contro la miseria è anche una lotta spirituale: quella di accettare di riconoscersi fratello di uomini e donne che sono talvolta estremamente sfigurati nella loro umanità. Non è semplice, neanche per padre Joseph che veniva da quell'ambiente." "vorrei che la mia Chiesa capisse sempre meglio che, per entrare in profondità nelle Scritture, nella Parola di Dio, ha certo bisogno del sapere dei sapienti, dei teologi, dei preti, ma che ha anche assoluto bisogno del sapere di vita, di esistenza, di esperienza dei diseredati. I diseredati sanno delle cose che gli altri non sanno. Non sanno tutto, ma c'è un parte di sapere che è in loro e che ci è indispensabile."

9 marzo 2008

Negli archivi segreti vaticani è stato ritrovato un testo del 1935 in cui Monsignor Tardini, allora sottosegretario agli affari straordinari, fustiga il clero che sostiene Mussolini.
L'alto prelato, con giudizi duri e premonitori, chiede a papa Pio XI di prendere posizione contro la guerra d'Etiopia.
"fin dal primo secolo della sua affermazione storica - il ritrovamento dei corpi di Gervasio e Protasio avvenne a Milano nel 386 in un momento in cui l'imperatrice Giustina voleva cacciare Ambrogio dalla sua sede vescovile - il Cristianesimo affidò ai corpi dei martiri e dei santi funzioni di primaria importanza, anzitutto di protezione."
"avendo declassato il culto delle reliquie ad antropologia religiosa, la Chiesa lascia sussistere tutte le stridenti assurdità reliquiarie, anche a costo di sopportare le ironie laiciste. Che se volesse, potrebbe facilmente ritorcere. La sete di corpi adorabili non è esclusiva della Chiesa."
"il prestigioso quotidiano economico ... fa rientrare l'ipotetica riabilitazione di Martin Lutero fra i «cambiamenti cosmetici » di papa Ratzinger che non ne «intaccano» il dogmatismo"
"Il "deserto" si rivela, ancora oggi, una categoria spirituale più che geografica o fisica: ritirarsi in disparte, non condividere il modo di pensare e di agire della maggioranza, accettare la prova e la privazione per saggiare cosa si ritiene davvero essenziale, fare silenzio per imparare l'ascolto, custodire la solitudine per saper leggere nel proprio cuore e in quello altrui, sono tutti elementi che alcuni individui - in ogni tempo e in ogni luogo - colgono come propria verità fino ad assumerli come totalità della propria condizione e come segno capace di destare maggiore consapevolezza in quanti a loro si accostano, direttamente o attraverso i loro scritti e le loro parole tramandate."
«Senza ignorare o minimizzare le nostre differenze di cristiani e musulmani, possiamo e quindi dobbiamo prestare attenzione a ciò che ci unisce, ed esattamente la fede nell'unico Dio, il creatore provvidente che considererà ogni persona secondo le sue azioni. Siamo tutti chiamati a impegnarci totalmente con lui e ad obbedire alla sua sacra volontà».
"la recente visita del patriarca di Costantinopoli, in Italia e a Roma è scivolato via in un pressoché totale disinteresse da parte dei media" che non ne hanno saputo cogliere la portata. La visita di "Bartolomeo I, che gode di un primato d'onore tra i patriarchi delle chiese ortodosse, ... si ricollegava a due eventi - uno più remoto e l'altro più recente - che possono insegnare molto nella teoria e nella prassi del dialogo tra le chiese cristiane, e non solo. Innanzitutto, l'occasione della visita: il novantesimo anniversario del Pontificio istituto orientale," commemorata anche da studenti non cattolici che aveva frequentato l'istituto come Bartolomeo I. E poi gli anni del concilio in cui si potevano incontrare "un giovane ortodosso turco dottorando in diritto canonico e un affermato teologo tedesco, perito conciliare, che sarebbero divenuti l'uno patriarca di Costantinopoli e l'altro papa di Roma..." "L'altro evento significativo nel confronto tra oriente e occidente cristiano è la ripresa del dialogo teologico tra le delegazioni ufficiali della chiesa cattolica e dell'ortodossia," "Non può sfuggire come questi eventi siano anche la conferma di una precisa volontà di Benedetto XVI, ... non solo di proseguire nell'impegno ecumenico, ma di viverlo come responsabilità peculiare del suo ministero papale e di tradurlo anche in gesti concreti" (ndr.: E' molto giusto sottolineare quanto di positivo sta avvenendo sul terreno dell'ecumenismo, saperne cogliere l'importanza. C'è da augurarsi, o forse c'è da impegnarsi, perché questo avvicinamento non avvenga grazie ad una maggiore divaricazione col mondo della Riforma)
"il concordato vigente, che in teoria i giudici dovrebbero pur conoscere, non solo tutela il rispetto dei sentimenti religiosi dei cattolici ma prevede pure che un vescovo, quando fa il vescovo - oltretutto nell'ambito di un rito sacro ed in obbedienza al Papa - non deve andare a finire sul registro degli indagati." (ndr.: forse si mettono insieme elementi alquanto disparati: un conto è il rispetto per il sentimento religioso delle persone, un conto è il culto delle reliquie, un fenomeno per lo meno ambivalente, che può sfociare facilmente in forme idolatriche...)

8 marzo 2008

Il rapporto che monsignor Tardini presentò a papa Pio XI nel 1935 pubblicato da Lucia Ceci, con gli orrori del regime, i guasti del Concordato.
"in quelle settimane fra settembre e dicembre l'ecclesiastico romano (Tardini) stende per il Papa un'analisi complessiva del fascismo alla luce dell'avventura africana: il «mito dell'impero» che... era pieno di suggestioni nella cultura cattolica, illumina un ben diverso quadro, in cui Tardini vede una «innumerabile massa di dementi», illusi dalla propaganda di regime." "Tardini calcola e giudica le conseguenze sul clero, che ai suoi occhi rappresentano «il disastro più grande»: il diplomatico romano concede che esso debba essere disciplinato anche davanti al regime, ma osserva che «invece questa volta è tumultuoso, esaltato, guerrafondaio. Almeno si salvassero i Vescovi. Niente affatto. Più verbosi, più eccitati, più... squilibrati di tutti »".

7 marzo 2008

"Tanto per cominciare, meno cattedratici e più giovani nei grandi eventi culturali. Poi una bella spolverata al linguaggio troppo paludato e curiale della comunicazione ecclesiale. In generale, niente chiusure o integralismi ma dialogo a tutto campo con la scienza, la filosofia, l'economia. In particolare, mano tesa alle avanguardie e alle sperimentazioni nel campo artistico. Occhi puntati sulle realtà continentali, soprattutto su Asia e Africa. E maggiori risorse da investire in internet, dove forum e blog aprono spazi enormi di confronto con le grandi questioni esistenziali e religiose dell'uomo."
"«Penso che Dio non esista nemmeno - dice il riccio nelle pagine finali del libro - E se esiste, decisamente non vive» in una sinagoga, in una moschea, in una cattedrale. Un attacco frontale e imparziale alle tre grandi religioni monoteiste. Risultato: lo scorso dicembre il ministero chiede di includere il libro - «Wo bitte geht's zu Gott?, fragte das kleine Ferkel »; Per favore, dove si va per Dio?, chiese il porcellino - nella lista della letteratura per bambini considerata pericolosa. Ieri, però, l'Ufficio federale competente ha rigettato la richiesta del ministero: il testo non è pericoloso e non è antisemita, ha stabilito." "Non si può dire che sia un sottile e mediato modo di raccontare e stimolare la fantasia dei bambini. Anzi, vi trionfa il luogo comune."
"Riaprire il discorso tra fede ed evoluzionismo, partire dalle teorie di Darwin per guardare oltre e mettere a confronto scienziati, teologi e filosofi sulle domande di senso dell'uomo contemporaneo.
L'ambizioso progetto, che gode del placet di Benedetto XVI, è di mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Consiglio pontificio per la Cultura. Il programma è di convocare tra breve un convegno internazionale sull'evoluzionismo e le sue teorie, che si terrà all'università Gregoriana con la partecipazione di premi Nobel e dei migliori esponenti di teologia e filosofia. Vi saranno credenti e non credenti."
"Tuttavia anche in Italia oggi è divenuto impossibile disinteressarsi del mondo cristiano d'Oriente, perché è divenuto impossibile disinteressarsi del Medio Oriente. I cristiani d'Oriente possono essere una delle chiavi per avvicinarsi alla situazione mediorientale." "Questi cristiani non sono solo le vittime dell'intolleranza musulmana, ma sono una grande chance per il mondo musulmano, per non essere solo con se stesso." "il mondo musulmano, senza i cristiani, è destinato a un'involuzione verso forme totalitarie: si aprirà il problema delle altre minoranze religiose, etniche, linguistiche. Infatti la presenza dei cristiani, in nome di una bimillenaria tradizione, è quella dell'alterità, la più antica, la più legittima. La scomparsa dell'altro non è soltanto la sua fine, ma anche la fine della base per la convivenza pacifica e per la democrazia."
"La prima firma musulmana nel giornale del Papa. L'intellettuale islamico di origine algerina, Khaled Fouad Allam, deputato uscente e non ricandidato del Pd, diventa editorialista dell'Osservatore Romano." "Una «segno storico» che «non può che riempire di orgoglio», sottolinea il professore, «anche se economicamente non è un'offerta troppo vantaggiosa». Ma, sorride, «come si sa, la Chiesa è giustamente povera»."

6 marzo 2008

Lo scientismo nuoce alla cultura scientifica. Lo afferma il matematico Giorgio Israel, firma del Foglio, nel libro Chi sono i nemici della scienza? (Lindau, pp. 346, € 21,50), in cui accusa la sinistra orfana del marxismo di aver abbracciato una fede acritica nel progresso tecnologico, che la porta a scomunicare chiunque voglia fissare dei limiti alla manipolazione della natura e della stessa vita umana. L'attacco è rivolto a studiosi portatori di concezioni molto diverse: alcuni ritengono che la scienza abbia un valore oggettivo, altri la considerano una fonte di conoscenze provvisorie e relative. Ma tutti costoro, secondo Israel, «marciano separati per colpire uniti», perché sono compatti nel contrapporre nettamente scienza e religione, così come nel respingere ogni critica al darwinismo.
Gli interessati non gradiscono.
"Ho avvertito lungo il cammino il fascino del marciapiede - scrive - e ho pensato che là, fuori dal Tempio, avrei incontrato una Chiesa ancora capace di conquistare l'uomo. Cercavo delle persone, e ho scoperto un esercito in missione perenne tra i dolori e le ingiustizie del mondo, ma pieno di gioia, sorridente, entusiasta... Ecco i miei amati pretacci: semplici don o umili graduati, con un crocifisso attaccato alla maglietta dal quale non si separano mai"

5 marzo 2008

"in millequattrocento anni di relazioni tra cristiani e musulmani non si era mai verificato che tante personalità islamiche, tra intellettuali e guide religiose, si riunissero per scrivere ai massimi rappresentanti cristiani (oltre al papa, il patriarca ecumenico, il capi delle Chiese ortodosse, l'arcivescovo di Canterbury, i più alti responsabili luterani, metodisti, battisti e riformati) nel segno del rispetto e del dialogo."
" il dato sulle donne straniere ci suggerisce anche un'altra considerazione: come sia inopportuno presentare l'aborto come un diritto e un'espressione di libertà personale. È piuttosto la conseguenza di variabili e svariate condizioni di difficoltà, è «l'esperienza di una costrizione, il dolore di una rinuncia», come ha ricordato il ministro della Salute. Qualunque donna, potendo, eviterebbe questa esperienza." "Di fatto, però, il divario etico tra credenti e non credenti in tema di riproduzione, comportamenti sessuali e concezione della vita è assai meno netto."
"«Da due secoli, ogni volta che la Spagna si incammina sulla strada del progresso, deve affrontare due grandi ostacoli: la Chiesa e il nazionalismo basco e catalano. È sempre stato così. Nelle guerre carliste e nella guerra civile." "Qui in Spagna la situazione è molto diversa che in Italia. Da voi la Chiesa ha un grande prestigio, anche se Giovanni Paolo II e ora Benedetto XVI hanno deviato dalla via tracciata dai loro predecessori con il Concilio. Da noi la Chiesa è molto meno ascoltata. Gli spagnoli non dimenticano che il clero fu un pilastro dell'interminabile dittatura di Franco, e respingono la commistione tra fede e morale, non hanno alcuna nostalgia di inquisitori che si infilino sotto le lenzuola e sentenzino cosa si debba e non si debba fare."
«La scelta di Lutero come tema di quest'anno è un segnale di attenzione che favorirà il clima di incontro con i protestanti - spiega il cardinale tedesco Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani -. Da Lutero abbiamo molto da imparare, a cominciare dall'importanza attribuita alla parola di Dio. Il seminario del Santo Padre con i suoi ex allievi è espressione di una visione più positiva, di una concezione meglio articolata di Lutero come figura che ha anticipato aspetti che la Chiesa ha nel tempo riscoperto e inscritto nel proprio percorso»
"Se però provate a cercare il pensiero cattolico in una libreria italiana è improbabile che troverete molto di più che i Socci e i Biffi, la miracolistica di Medjugorie, l'islamofobia e l'idolatria di Pietralcina. Andate invece al secondo piano della Casa del Libro, la più grande libreria madrilena, e avrete l'impressione di un cattolicesimo vivo, dinamico, interessante."

4 marzo 2008

"La politica mi ha appassionato, non strumentalmente come mezzo per un fine diverso dalla politica stessa, ma come politica in sé, come disegno per il futuro, come valutazione razionale del possibile e come sofferenza per l´impossibile, come chiamata ideale dei cittadini a nuovi traguardi, come aspirazione a un´uguaglianza irrealizzabile che è tuttavia il tormento della storia umana. Mi ha interessato la politica per quello che non riesce a essere molto più che per quello che è." "Nella comunità credente "Non è concepibile alcuna forma di sudditanza passiva: la libertà che caratterizza la scelta di fede caratterizzerà in ogni momento anche l'appartenenza alla comunità e il rapporto in essa con l'autorità, rapporto che esige sempre una posizione attiva, non di sudditanza passiva. Non si riceve soltanto dall'autorità l'insegnamento, si partecipa attivamente alla riflessione sulla Bibbia, all'interpretazione della parola, alla lettura dei segni dei tempi." Dobbiamo essere fedeli e difendere il concilio vaticano II. Essere non sudditi ma cittadini nella chiesa. "essere laici significa sentirsi partecipi di una comune umanità prima ancora di aderire a un qualsiasi credo religioso; se si crede per libera scelta e per libera scelta si aderisce ad una corrente di fede, che è prima di noi e anche senza di noi, essere laici significa coscienza di questa alterità"
"L'opera del card. Ratzinger e di papa Benedetto mostra quanto impegno egli dedichi a mantenere l'unità continua della tradizione nel flusso dei tempi." Mentre nel 900 il cattolicesimo ha cercato di fare i conti con l'idea di rivoluzione della modernità (l'impossessamento da parte dell'uomo della storia universale), "Il Duemila è segnato invece dall'appropriazione dell'uomo non della storia ma della natura." Diventano qui centrali i temi del corpo, della famiglia, della vita e della morte. "mentre nel fenomeno postconciliare era sottolineata la diversità cristiana dall'Antico Testamento come forma di una istanza critica del mondo reale, nei tempi attuali la concezione di legge di Dio propria dell'Antico Testamento riprende tutta la sua valenza." (ndr.: mi sembra che ci sia un fraintendimento dell'Antico Testamento, sia perché l'istanza critica nei confronti del mondo reale si alimenta del Dio liberatore dell'Esodo che ascolta il grido del povero, sia perché la legge di Dio sia alquanto diversa dal diritto naturale oggi continuamente sottolineato)

3 marzo 2008

" Rigetto il concetto del Vaticano come centro religioso: è un centro politico, qualche volta ambiguo e fuorviante. Altra cosa è la chiesa di Cristo. Altra cosa è la fede"
"La mia modesta proposta è tenere insieme l'illuminista del Dizionario e il cattolico giansenista dei Pensieri"
" Quando i cristiani e in generale tutti i detentori di una presunta verità assoluta riusciranno convincersi che la politica e l´etica civile che ne deriva non sono la semplice applicazione delle proprie radicate fedi o convinzioni, ma mediazione tra fedi, convinzioni, opinioni, norme e concrete situazioni? Per accedere a questa, che è poi la condizione della vita democratica, non c´è altra via se non quella che Zagrebelsky chiama «etica del dubbio», l´unica che fa onore alla verità che nessuno possiede, perché, di epoca in epoca, la verità si trova sempre per via"
  • La ragione umiliata colloquio con Massimo D'Introvigne a cura di Guido Ceronetti in Corriere della Sera del 3 marzo 2008
" Pesa invece ancora, in modo più lacerante, l'atteggiamento di Pio XII negli anni della Shoah: qui tra il dossier dell'accusa e l'apologetica difensiva cercare motivi di conciliazione e di dialogo sarebbe inutile"

2 marzo 2008

"è bene distinguere decisamente fra Vaticano e mondo cattolico italiano. (....) Il tempo di un cattolicesimo che aspettava indicazioni politiche dalla chiesa gerarchica e era disposto a seguirle si può dichiarare finito e lontano"
Avvenire ospita un dialogo fra teologi, l'evangelico Moltmann e il cattolico Forte, sull'enciclica Spe salvi.
"Se si confronta l'Enciclica sulla speranza di Benedetto XVI con la costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, la sua peculiarità risulta subito evidente: essa è intesa all'interno della Chiesa [...]. Essa limita la speranza cristiana ai fedeli e li separa da quelli che nel mondo «non hanno alcuna speranza». La Gaudium et spes inizia con l'«intima unione della Chiesa con l'intera famiglia umana» [...]." "Il fatto che «un mondo senza Dio» sia «un mondo senza speranza», detto con questa semplicità, può essere empiricamente frainteso: un mondo con Dio è, empiricamente, un mondo in cui possono esistere la rassegnazione e il terrore in nome di Dio. Dipende dal Dio di Israele e da Gesù Cristo, dal Dio della Resurrezione e del futuro Regno sulla terra. Solo questo Dio è il «Dio della Speranza». Solo lui «è colui che viene» (Apocalisse 1, 8)."
"Paradossalmente, la critica di Moltmann sembra capovolgere le posizioni tradizionali del dialogo cattolico - protestante: il Teologo evangelico sottolinea il valore dell'umano, della speranza mondana e storica, criticando il Papa, responsabile a suo avviso di ridurre la speranza alle cose ultime e al mondo dell'avvento, alla sola opera della grazia donata dall'alto."
Pubblichiamo la recensione di Messori del libro di Tornielli e Gaeta su Padre Pio, in contrapposizione alla recente opera di Luzzatto, e la replica di quest'ultimo. "«Luzzatto ha lavorato come chi - dopo la determinazione dell'innocenza di un indagato da parte della Cassazione - ripescasse gli indizi raccolti nel processo di primo grado per cercare di processare di nuovo il prosciolto». Lo storico, dunque, sembra voler ripartire da capo: ignora il lavoro di decenni da parte di commissioni mediche, di periti vari, di storici, ritorna indietro e si ferma ai primi sospetti, presentandoli come gravi capi di imputazione, incurante delle successive spiegazioni."
"Possono scrivere libri religiosamente appassionati, come questo che tanto ha convinto Vittorio Messori. Ma gli agiografi restano degli stranieri nel mondo della storia. Si affannano intorno a un alfabeto che non capiscono. Scimmiottano una lingua che non sanno parlare."
"C'è stata una formula ripresa ai più alti livelli della Chiesa, dalla sua volontà che gli ebrei riconoscano la salvezza di Gesù. Noi riteniamo che la nostra fede sia autonoma e portatrice di salvezza e ricordiamo con angoscia i secoli di ostilità antiebraica giustificata dalla volontà della Chiesa di convertire gli ebrei."
"A Gelmini (che si è sempre proclamato innocente) gli investigatori contestano di avere costretto nove ragazzi del centro di Amelia a «soddisfare le sue richieste sessuali» mediante la minaccia di «avvalersi della sua autorità e della conoscenza di personaggi politici influenti» o promettendo «favori tramite queste conoscenze»." "Ieri sera alle sette, con un volo dal Costarica via Madrid, Gelmini è sbarcato a Fiumicino. È apparso sereno e sorridente e allo staff della comunità ha subito trasmesso fiducia e ottimismo: «La riduzione allo stato laicale era ciò che volevo, così ora potrò tutelarmi al meglio nell'inchiesta»."
"In procura, a Terni, ieri si ostentava la massima serenità. Perfino distacco alla notizia che il Vaticano ha ridotto Gelmini allo stato laicale. Da un punto di vista legale, non cambia nulla. Ma da un punto di vista dell'impatto mediatico e politico, le cose cambiano eccome. E a questo punto nessuno potrà neppure chiamare in causa, a ragione o a sproposito, il Vaticano. La vicenda giudiziaria di don Pierino, che ha lasciato la tonaca, ormai è cosa sua e soltanto sua."

1 marzo 2008

  • parabole di Adriana Zarri in il manifesto del 1 marzo 2008
"Non so se i coniugi Mastella siano cattolici (e cristiani) al di là dei registri parrocchiali, ma sembra assai curioso ritenersi attaccati a causa della fede in un paese dove la fede cattolica è fonte di privilegi più che di persecuzioni" "«La resurrezione - scrive Nogaro - non invia l'uomo in un aldilà migliore, ma immediatamente riconduce l'uomo alla sua vita sulla terra, dove egli fa esperienza della redenzione»".
Recensione del libro "Note su Hiroshima" di Kenzaburo Oe. "È una serie di riflessioni sulla massima tragedia giapponese scritte da un giapponese per un mensile giapponese, e poi raccolte in libro per l'umanità." "C'è in Oe un orgoglio di non essere europeo che è l'orgoglio di non essere cristiano, che è l'orgoglio di vedere sempre aperta davanti a sé la strada del suicidio, che è un atto di libertà e non un peccato." "Nel Medio Evo la fine del mondo era la peste, dopo la quale però intravedevi un Dio che poteva far rinascere l'umanità. Il diluvio atomico non concede questa speranza. L'umanità colpita muta geneticamente, genera mostri, infonde lo spavento che sia arrivata la fine dell'uomo biologico conosciuto finora. Dove non è cancellazione è mutazione del genere umano. Viene un nuovo mondo che sta oltre l'umano. Questo è il primo libro inviato dal di là."
Pubblichiamo la replica di Dino Boffo a un intervento di Michele Serra del 26 febbraio (presente nella nostra rassegna stampa) e la successiva risposta di Michele Serra. "Perché un laico cattolico, su un foglio cattolico, non può esprimere un libero giudizio senza ritrovarselo attribuito a un cardinale suggeritore? Ci avete tolto la cittadinanza pubblica e poi vi lamentate dell'afonia dei laici cattolici, da voi messi a tacere, e della Chiesa clericale, l'unica che sapete scorgere. Ma a chi fa comodo, caro Serra, questa Chiesa clericale?"
"Se è verissimo, come afferma il direttore di Avvenire, che la comunità dei cattolici e financo la Chiesa strettamente intesa sono ben altro, per ampiezza di esperienze e di opinioni, rispetto alla "Chiesa di carta", non è forse questo uno dei massimi problemi dei cattolici italiani di oggi? (Non dei laici: dei cattolici). Come mai - per dirne solo una - l'esperienza formidabile del cattolicesimo conciliare e del cattolicesimo sociale non genera, oggi, voci chiaramente intelligibili, almeno tanto forti quanto quelle "ufficiali"?"
Per cinque settimane, "La Croix" pubblica delle interviste dedicate alla Quaresima. Oggi, Cyril Tisserand, educatore in banlieue, testimonia il modo di vivere la Quaresima in un ambiente in cui l'islam è molto presente.
"privarmi del cibo non è necessariamente, per me, il modo migliore di progredire verso Dio! Mi concentro su un altro tipo di "sforzo". Quest'anno, per esempio, cerco di essere più attento alla Parola di Dio" "Quando i mussulmani del quartiere vivono il Ramadan, lo sanno tutti e si sostengono a vicenda. C'è una solidarietà vera. Per noi, la questione è la stessa: quale solidarietà viviamo durante questa Quaresima?" "Un fatto che mi colpisce molto è che la periferia è uno dei rari luoghi dove Dio non è tabù. Dio è presente in periferia. Se ne può parlare liberamente."

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