|
Incontri di "Fine Settimana" percorsi su fede e cultura |
anno 31° - 2009/2010 "Ero forestiero e mi avete ospitato" |
![]() |
Rassegna stampaCliccando sul titolo dell'articolo, ne viene visualizzato (quando disponibile) il testo.
Scegliere la visualizzazione: per data di inserimento (ultima settimana) --- per data di inserimento (divisa per mesi) --- per autore Scegliere il mese: 09/2010 - 08/2010 - 07/2010 - 06/2010 - 05/2010 - 04/2010 - 03/2010 - 02/2010 - 01/2010 - 12/2009 - 11/2009 - 10/2009 - 09/2009 - 08/2009 - 07/2009 - 06/2009 - 05/2009 - 04/2009 - 03/2009 - 02/2009 - 01/2009 - 12/2008 - 11/2008 - 10/2008 - 09/2008 - 08/2008 - 07/2008 - 06/2008 - 05/2008 - 04/2008 - 03/2008 - 02/2008 - 01/2008 - 12/2007 - 11/2007 - 10/2007 - 09/2007 - 08/2007 - 07/2007 - 06/2007 - 05/2007 - 04/2007 - 03/2007 - 02/2007 - 01/2007 - 12/2006 - 11/2006 31 gennaio 2008
Un punto di vista protestante sulla vicenda della Sapienza. L'autore è docente alla facoltà Valdese di Teologia e professore invitato all'Istituto di Studi Ecumenici di S. Bernardino a Venezia. Sui temi della libertà e del dialogo è sempre opportuno ascoltare il punto di vista delle "minoranze".
"Il Vaticano II, in realtà, è più vivo che mai: in buona parte ci è ancora davanti, nel senso che è ancora da realizzare pienamente. Non si può negare, del resto, che una certa stanchezza, ... collegabile, almeno in parte, a una vistosa rarefazione del dibattito all'interno del mondo cattolico, alla carenza di ascolto reciproco, alla prevalenza - talora enfatica - della categoria della testimonianza su una riflessione aperta tra posizioni diverse ma plausibili, legittime, vive. Forse c'è chi legge in positivo un simile silenzio, ritenendo finalmente conclusa la stagione del cosiddetto dissenso e del cattolicesimo critico, e debellato il pericolo - reale, si badi - di una contrapposizione intestina....tale stagnazione celi in realtà una sorta di contestazione silenziosa, non più urlata ma indubbiamente presente, e semmai ancor più soffocata dall'apparente trionfalismo dei clamori riservati al magistero degli ultimi papi."
Fanfani è essenziale per capire l'ultimo cinquantennio italiano... per la sua capacità di produrre classe dirigente (Fanfani crea poteri a cui consegna autonomia, non debiti d'obbedienza) e per il suo impegno nello sconfiggere il temporalismo(quando il giornale vaticano ... «invita i cattolici a non far nulla in politica senza il consenso della gerarchia », scrive che questo condanna i cattolici «all'isolamento, in quanto nessun partito potrà trattare con noi, se prima non si è assicurato che abbiamo il placet. Così alla Dc non resta che farsi nominare un assistente ecclesiastico».
La protesta laica non riguarda la religione, ma la politica dei privilegi. "A me liberale laico ma - crocianamente - non massone, immanentista ma non irreligioso (la "religione della libertà", e l'etica e la vita morale che ne conseguono), tutto ciò non piace. Non piace che la religione sia di nuovo trasformata in instrumentum regni dal grande fratello Ferrara o dal piccolo gollista Sarkozy"
30 gennaio 2008
"da moderata e da cattolica - educata negli ideali di Dossetti e di De Gasperi a rispettare, a difendere la laicità dello Stato e a legare strettamente l´onestà dei comportamenti all´operato politico - mi rivolgo ai tanti che ho visto maturare e crescere nelle file del mio partito, e a tutte le donne e agli uomini di buona volontà che vorranno ascoltare le mie parole. E, aggiungo, da partigiana."
Roberta De Monticelli: cos'è la "natura" senza la persona? «La falcata di Oscar Pistorius è una bella immagine della modernità in cui molto più spirito si incarna, e molta più natura si spiritualizza. C'è, invece, oggi chi, come il magistero cattolico, difende la vita umana in nome della sua indisponibilità, in nome della natura». "Ma dove la biologia, il sesso, l'amore, la morte sono "impersonate", come si può rispettare la natura senza rispettare le differenze fra le persone? Si è addirittura arrivati a contraddire le norme europee contro la discriminazione degli orientamenti sessuali, e questo è grave: ma è una conseguenza di quella cecità."
"Dovremmo abituarci ad associare a questa bella parola, "Lumi", il cielo stellato di Kant, alto e splendente sopra l'età adulta dell'uomo che sente in sé la capacità di consentire liberamente al bene e per questo, non perché il prete o il principe glielo impongano, di obbligarsi al dovere."
"è cresciuto per ciascuno l'ambito d'esperienza e giudizio di valore: ... molti più fatti biologici, molti più legami sociali si fanno oggetto della sensibilità, e dunque della coscienza morale di ciascuno"
29 gennaio 2008
«La 'Spe Salvi' non risponde certo ai Dawkins, ma dialoga con l'ateismo tragico di Nietzsche o di Horkheimer: quello che coglie la profondità della domanda di senso. Anche chi non crede può avere un'etica della responsabilità, ma se si arriva fino in fondo ci si apre alla possibilità di Dio»
L'impegno responsabile nell'agire politico si esprime non solo nella difesa di grandi valori, "ma innanzitutto nello sforzo sincero e operoso per realizzare una società più giusta e più solidale, in cui, fra l'altro, i valori stessi della vita, della famiglia e della religiosità possano attuarsi concretamente e universalmente, non limitandosi a dichiarazioni superficiali o a privilegi settoriali". "... in un tempo in cui il degrado della vita politica è evidente, in cui troppi rincorrono interessi e privilegi particolari, in cui gli stessi grandi ideali, proposti e difesi dalla Chiesa, vengono talora strumentalizzati anche da chi nella sua vita personale ha sempre mostrato di non tenerne un gran conto." "Sento di doverLa ringraziare anche come vescovo, benché emerito, per l'esempio che Ella ha dato di stile e di attenzione alla gente più in difficoltà." "forse il vero modo di "dare a Dio quello che è di Dio", in questo campo, è "dare a Cesare quel che è di Cesare", cioè serietà, onestà, solidarietà"
"Bettazzi ricorda anche che durante l'ultima settimana sociale dei cattolici il tema del bene comune è stato riproposto con decisione come criterio guida dell'azione politica di ispirazione cristiana.
Nei fatti, però, questa via, fa capire Bettazzi, raramente è praticata e si cade nel gioco di potere al servizio solo di qualcuno o, peggio, del privilegio. Di qui il ringraziamento rivolto a Prodi. Un grazie che viene significativamente da un vescovo ottantaquattrenne testimone diretto del Concilio Vaticano II, quel Concilio che con la costituzione Gaudium et spes mise la promozione del bene comune e del dialogo al centro della politica intesa come servizio.
Era il 1965. Quanti secoli fa? "
Il discorso ricorrente di Nicolas Sarkozy sulla religione opera una cesura con l'eredità repubblicana. "E' la nozione di "laicità positiva" che apre la breccia, sul piano teorico, nel principio di neutralità: il discorso suggerisce così che la laicità sarebbe stata, fino ad oggi, "negativa" o ostile rispetto alle religioni, il che conduce ad una sorprendente svalutazione della legge del 1905. Invece, la legge del 1905 non era né "positiva" né "negativa" rispetto alle religioni, era "neutra""
Prosegue in Francia un acceso dibattito sulla laicità, dopo le prese di posizione di Sarkozy, circa la laicità "positiva".
La Repubblica non è solo una forma di regime politico. E' un insieme di principi, di valori. E' soprattutto un progetto. Affermare che la Repubblica ha bisogno di credenti convinti, è negare il valore di questo progetto. La Repubblica non ha bisogno di credenti per esistere, ha bisogno di cittadini liberi e uguali.
India. Da Natale cinque morti nello Stato dell'Orissa."Le Chiese cattolica e protestante dell'India sono allarmate per una nuova ondata di aggressioni anticristiane, in particolare nello Stato dell'Orissa, nell'est del paese. I cristiani vi rappresentano solo l'1% della popolazione, soprattutto fra gli aborigeni ("tribals"), i dalit ("intoccabili") e le caste basse. Ma il partito nazionalista indù BJP, al potere in questo Stato, è accusato di farvi regnare un clima di terrore contro la popolazione non indù."
«Gli atei sono convinti di rappresentare la ragione illuminata moderna, quindi hanno una supponenza tutta loro, che è la grande difesa della mia fede. Io piuttosto che diventare come Dawkins - o come Flores d'Arcais o Odifreddi - sottoscrivo anche il miracolo di Fatima» (Vattimo).
«La fede religiosa elimina la responsabilità, favorendo fanatici e integralisti politici» "La religione, al pari di tutte le convinzioni parareligiose, rassicura e deresponsabilizza, e non saprei dire quale dei due aspetti sia più ben accetto agli individui che la professano. Se l'aspetto della rassicurazione non ci deve riguardare più di tanto, è sull'aspetto della deresponsabilizzazione che la modernità ha qualcosa da dire." "A maggior ragione non ci piace la delega per l'etica che il clero si è attribuito. Nessuno può legiferare per nessuno in tema di morale." "se non si vede quale diritto abbia il clero di decidere sui temi della morale individuale, ancora meno si può accettare che detti legge in tema di etica sociale." "il senso del sacro vive di ignoranza, di paure e di oscure minacce, confina con la superstizione e dispone al fatalismo e al fanatismo. Se c'è veramente questo ritorno del sacro, significa che l'Occidente tenta di rientrare in quello stato di minorità dal quale l'Illuminismo, secondo Kant, l'aveva a suo tempo affrancato." (ndr.: ci sono modi diversi di intendere religione e sacro, come ci sono modi diversi di essere non credenti)
Le figure carismatiche sono state accolte, secondo il Concilio, all'interno della Chiesa: ma il carisma ha giocato ovunque a favore del Papato e della dottrina. "Il movimento per la moratoria internazionale sull'aborto è un fatto nuovo, riguarda la possibilità dei movimenti creati dai non cattolici convergenti nelle posizioni cattoliche sulla vita, sul sesso, sulla famiglia e sulla civiltà cristiana nel suo insieme. Crea certo problemi a livello delle chiese locali. Ma è un fatto nuovo sul cui senso, la promozione di un consenso sui valori di civiltà, è presente il magistero personale di papa Ratzinger."
"L'aborto è «soppressione di un essere umano innocente» e la Chiesa non può accettare una legge che lo autorizza ma «non incita» alla rivolta contro la 194, anzi vorrebbe che venisse applicata «integralmente» valorizzando il capitolo della prevenzione e «aggiornandola» al progresso della medicina" (ndr.: non è sufficientemente distinto il piano della legge da quello della morale...)
28 gennaio 2008
"Lo slogan "moratoria dell'aborto", stabilendo una "stringente analogia" tra pena di morte e aborto, accomunati come assassinii legali, ha sì riaperto il problema, ma in modo tale da riaprire anche uno scontro sociale e culturale che vedrebbe, nientemeno, schierati i fautori della vita contro i fautori della morte." La questione dell'aborto è un intreccio di violenze: violenza sull'essere umano in formazione, violenza possibile nella gravidanza sul copro e sulla mente della donna, potenziale carico di violenza delle nostre società incapaci di accogliere nuovi nati. Quasi sempre l'aborto è violenza dei più deboli sui più deboli provocata da una violenza anteriore.
Un conto è la moratoria in quei paesi in cui l'aborto è usato come strumento di controllo delle nascite o di selezione di genere, un conto in quei paesi in cui l'aborto non è imposto ma permesso a certe condizioni. In questo caso la moratoria colpirebbe l'ultimo anello della catena, scaricando sulla donna l'intero peso della violenza di cui la società è intrisa. Il dibattito sull'aborto rinvia alla concezione primaria della donna come persona o come strumento di riproduzione. Sul piano dei principi le posizioni sono inconciliabili " tra una concezione della società incentrata sui suoi componenti, i loro diritti e le loro responsabilità, e un'altra concezione incentrata sull'organismo sociale, i cui componenti sono organi gravati di doveri, anche estremi". Sul piano delle circostanze è possibile invece lavorare "per ridurre le violenze generatrici di aborto".
Lo scrittore israeliano ha ricevuto ieri a Firenze la laurea ad honorem. Pubblichiamo parte del discorso che ha letto durante la cerimonia. "Sei milioni di ebrei morirono in Europa in un eccidio senza precedenti nella storia dell'umanità e dopo il quale l'umanità non fu più la stessa. Ecco alcuni interrogativi che la Giornata della memoria risveglia: esiste oggi un dibattito sulla Shoah in quanto avvenimento dal significato universale e non esclusivamente ebraico? ... E noi, rappresentanti di questa generazione, di tutti i popoli e le religioni, comprendiamo l'incisività e l'attualità degli interrogativi che la Shoah ci prospetta e la rilevanza che hanno ancora oggi, soprattutto oggi? Queste domande concernono, peraltro, anche il nostro rapporto con gli stranieri, i diversi, i deboli di ogni nazione del globo; concernono l'indifferenza che il mondo mostra, di volta in volta, verso episodi di massacro in Ruanda, in Congo, in Kosovo, in Cecenia, nel Darfur; concernono la malvagità e la crudeltà del genere umano che nel periodo della Shoah si profilarono come concreta possibilità di comportamento."
" Se insomma il centrodestra separasse ciò che è da separare, scioglierebbe un equivoco, stabilirebbe un limite, si dimostrerebbe (magari fosse vero) autenticamente cristiano e non clericale.
Sarebbe il segnale di una politica laica e non laicista. Attenta alla sfida cattolica sui temi fondamentali e non negoziabili della vita e della morte (sull'aborto, sullo status interamente umano degli embrioni, sull' eutanasia) e laicamente duttile sulle leggi che registrano una situazione di fatto, regolandone diritti e modalità"
"Esisteva quindi in Italia all'epoca di De Gasperi per i cattolici in politica, un potere superiore a quello dello Stato. Ed è probabile che negli anni successivi le cose non siano sostanzialmente cambiate." L'Italia non è l'Ameria.
«Non possiamo, non dobbiamo dimenticare ciò che accadde nei lager nazisti. E che al fondo dell'Olocausto vi era il proposito di annientare gli ebrei, colpevoli di esistere: chi lo nega infligge alle vittime dei campi di sterminio una seconda morte». A parlare, nella Giornata delle Memoria, è Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace 1986, che nei campi di sterminio di Auschwitz (vi perse la madre, il padre e la sorellina) e Buchenwald trascorse 11 mesi. Ma non c'è solo il rischio dell'oblio: Ahmadinejad e il terrorismo sono pericoli reali»
"E si parte dall'Asia, «la vera sfida», per il generale e i suoi gesuiti, anzi «la grande scuola del terzo millennio cattolico», il continente dove la Chiesa deve apprendere la sintassi del dialogo interreligioso, dell'interiorità spirituale, del ruolo dei laici, della pace, dello sviluppo e della trasparenza."
27 gennaio 2008
Nemmeno Auschwitz, con la sua industriale banalizzazione dell'assassinio, poté spegnere nelle sue vittime l'amore per l'esistenza. Un legame al sole e alla terra che trovò linfa in una "fede" - religiosa o laica - che sostenne la battaglia per la sopravvivenza degli internati. La densa riflessione di Piero Stefani nel Giorno della Memoria.
Il confronto con la morte fa parte integrante della vita. Per osservarla, occorre non trovarsi in una condizione in cui la morte occupa, da sola, l'intero orizzonte. In quei contesti estremi essa diviene infatti una realtà ovvia come lo è il sorgere del sole al mattino e il suo tramonto alla sera: ci si alza, si lavora, si mangia, si dorme, si muore. La morte fa parte integrante della quotidianità. Tutto ciò ha trovato nel lager la sua realizzazione più sistematica.
Liana Millu ci attesta come l'umanizzazione della propria morte fosse il segno di essere ormai fuori dal lager. «Cosa rimane delle tante cose che formano il tessuto di una lunga esistenza? ... Non so e non cerco di saperlo. So soltanto che, dalla decantazione di tanta vita, emergono due elementi: amore per "sora nostra madre terra" e compassione, una grande, profonda compassione per la condizione umana»
"La responsabilità di ricordare come chi non c'è più riposa tutta e solo su noi. L'oblio è l'arma con cui i vivi possono uccidere i morti. La volontà di essere presente come vita implica l'obbligo di conservare viva la memoria di chi ha vissuto."
Dai suoi testi è assente ogni riferimento al cattolicesimo liberale, illuminato e drammatico dello scrittore lombardo. "Il mondo moderno è più sofferto da Josef Ratzinger che "capito". Mia impressione, non giudico. Nella Chiesa ci sono preti che soffrono e anche capiscono, ma vanno cercati nel basso clero, non certo dove la gerarchia inizia e culmina."
La Shoah oggi viene troppo legata alla difesa di Israele. Perdendo il suo significato universale. Dalla "banalità del male" di cui parlava Hannah Arendt al rischio della banalizzazione e dell'appiattimento. "Vi sentireste al sicuro, accettati e benvenuti, negli Stati Uniti, oggi, se foste un musulmano o un immigrato clandestino? E se foste un "Paki" in certe zone dell'Inghilterra? O un marocchino in Olanda? Un "beur" in Francia? Un nero in Svizzera? Uno "straniero" in Danimarca? Un rumeno in Italia? Uno zingaro ovunque in Europa? E non vi sentireste più al sicuro, più integrati, più accettati come ebrei?"
"Il papa non tocca, invece, alcuni temi di fondo che riguardano proprio la trasmissione del messaggio «evangelico» mediante i media di massa. Una trasmissione che suscita non pochi problemi" "Sempre meno importanti i sacerdoti e i catechisti: basta il papa e il televisore. Con i mass media la chiesa (meglio, forse, il plurale) si è trovata quasi senza accorgersene dalla parte dei ricchi anche se diceva e ripeteva di parlare ai poveri." "non bisogna dimenticare quello che ormai ci dicono tutti gli studiosi che, cioè, il mezzo condiziona il messaggio e lo modifica."
Dopo un lungo periodo di silenzio Adriana Zarri a ripreso a scrivere sia su "Rocca" che su "il manifesto".. Non le manca certamente la parresia.
Un prete francese riscrive la storia dell'Olocausto in Ucraina. I testimoni: «Sul bordo della fossa era stata sistemata una scala. Ad uno ad uno, completamente nudi, scendevano i gradini e si sdraiavano sui corpi di quelli che erano stati uccisi prima di loro»
1917, un testo di Benedetto XV chiama l'Oriente cristiano alla sottomissione Ma il Papa è convinto a ritirarlo da chi lo giudica «freddo» e «irritante» . Le bozze vennero mandate a tre dotti religiosi francesi. Tornarono con il consiglio di non pubblicarlo. "Per passare dal paternalismo all'ascolto, dall'unionismo all'ecumenismo, ci sarebbe voluto ancora mezzo secolo. La mitezza del papa genovese e la franchezza dei suoi censori è una parte finora ignota, ma non secondaria, di quel percorso."
"«Si affaccia all'età adulta una generazione scettica, priva non di ideali ma di certezze, anzi, diffidente delle grandi verità rivelate; disposte invece ad accettare le verità piccole, mutevoli di mese in mese sull'onda convulsa delle mode culturali, pilotate o selvagge»." (Primo Levi)
"Dal '43 al '45 settemilacinquecento ebrei vennero deportati nei lager e in gran parte vennero uccisi. Circa diciassettemila furono complessivamente i deportati italiani, mettendo insieme agli ebrei anche i diversi e gli oppositori politici. L'Italia non fu al di fuori ma dentro il cono d'ombra del grande massacro e dobbiamo averlo chiaro se vogliamo rispettare e attuare la costituzione repubblicana."
"Il Giorno della Memoria è importante per la presa di coscienza che porta con sé sul passato e sul futuro". "Penso che sia giusto dare una propria identità alle tragedie che rientrano nella categoria del genocidio"
"Il giorno della Memoria ha preso a ripetersi con cadenza regolare, uscendo da quel tratto di eccezionalità che lo caratterizzava nei primissimi anni. E ora siamo tenuti a confrontarci con alcuni problemi: i testimoni diretti, per ragioni anagrafiche, ci lasceranno ben presto e questo comporterà un incremento dell'aspetto celebrativo e la celebrazione cela sempre un'insidia, quella di trasformarsi nel ricettacolo della falsa coscienza. "
26 gennaio 2008
"Dicono che un importante cardinale abbia definito l'Omino di Vergaio "grande teologo", dopo la sua lettura del XXX canto del Paradiso. Non so se sia vero, ma mi sia consentito di dichiarare che, quanto a me, trovo spesso nei commenti danteschi di Benigni una toccante "pastoralità". Penso cioè che sarebbe bellissimo se anche nelle nostre chiese risuonassero talvolta voci vibranti del suo emozionato stupore davanti al mistero, e della sua gioia di ragazzo per l'annunzio che ne nasce."
"L'errore di Sarkozy è di confondere la laicità e la secolarizzazione dei costumi, dei comportamenti, delle idee. E' l'errore che commettono anche, a modo loro, gli episcopati spagnolo ed italiano ascrivendo ad offensive laiche l'indebolimento della memoria cristiana, il declino delle pratiche religiose, l'impantanarsi della fede nelle delizie del materialismo." "La laicità è diventata una sorta di "bene comune" della nuova Europa, come dice il sociologo protestante Jean-Paul Willaime. Nessun paese membro si identifica più in una unica forza ideologica o religiosa. Questa vittoria della laicità non esclude il riconoscimento dell'utilità sociale e del ruolo di animazione democratica svolto dalla religione."
"Penso sia necessario per le comunità cristiane ripensare a fondo quattro questioni: il rapporto tra i credenti e Dio e quindi la mediazione sacerdotale; il rapporto tra credenti e politica e quindi il temporalismo e la laicità; il modo con cui i credenti interpretano la loro esperienza religiosa e il modo in cui leggono la Bibbia e quindi il fondamentalismo; il modo con cui i credenti testimoniano la loro fede e quindi la loro sincerità e verità. Su tutti questi argomenti noi laici possiamo e dobbiamo dare un grande contributo."
"La chiesa cattolica è l'unica religione a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, «sterco del diavolo». Vangelo secondo Matteo: «E' più facile che un cammello passi nella cruna dell'ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». Ma è anche l'unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l'Istituto Opere Religiose." "Con l'immagine di Luciano Moggi maestro di morale cattolica si chiude l'ultima puntata dell'inchiesta sui soldi della Chiesa." "In un'Italia dove la politica conta ormai meno della finanza, la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di quanta ne avesse ai tempi della Democrazia Cristiana"
Ennesima recensione del libro di Mancuso, L'anima e il suo destino. Si ha l'impressione, a volte, che molti si improvvisino competenti di teologia. " Dopo Auschwitz, il filosofo Hans Jonas ha ripensato Dio: è buono e onnisciente ma non onnipotente, il male è più grande di lui, lui non ha potuto farci niente. Ho l'impressione che Mancuso faccia la stessa operazione: il creatore è buono e onnipotente, ma non onnisciente, gli sfugge il dolore degli innocenti, non lo conosce"
«La nostra missione è verso gli ultimi», afferma il «Papa nero», eletto a vita una settimana fa. «Abbiamo il compito di servire Dio, la Chiesa e il mondo senza mai dimenticare che oggi ad annunciare la salvezza non sono le nazioni geografiche ma quelle umane e cioè i poveri e gli emarginati».
Gravagnuolo critica Magris di conformismo e di scarso coraggio. "Ha dimenticato Magris che tra le regole laiche che tanto gli premono c'è anche quella di dissentire, manifestare, protestare?Anche contro una decisione del Senato accademico? Anche contro il Papa?"
25 gennaio 2008
La 194 ha funzionato. Compito di uno stato è ridurre il più possibile il male nella città reale. Lo stato non può decidere sul copro della donna "né nella forma dell'aborto forzato come accade in Cina, né nella forma della proibizione dell'aborto come si vorrebbe da noi, perché in entrambi i casi significa considerare la donna non come "persona" e quindi come soggetto di libere scelte, ma come semplice "funzionaria della specie", quindi sotto un profilo che non esitiamo a definire di "bieco materialismo"". Insanabile contraddizione tra natura e individuo, dimensioni che confliggono nel corpo della donna. I principi di una morale laica.
"Non mi sento di aderire alla moratoria proposta da Ferrara. Vorrei che fossero rimossi gli ostacoli che autorizzano l'aborto"
"si può forse cercare di rileggere in modo meno negativo e preoccupato la vicenda e le tensioni di queste settimane, riconoscendo che laici e cattolici hanno dimostrato in vari modi di avere a cuore i loro valori e di volerli testimoniare pubblicamente.
Ora bisogna fare un passo avanti: riconoscere la legittimità anche di quelli che stanno a cuore agli altri. "
Due affermazioni taglienti sono venute ieri dal Papa: una che ammonisce gli operatori dei media sulle «possibilità abissali di male» che insidiano il loro lavoro, tra «volgarità» e «manipolazione»; un'altra che bolla il «secolarismo occidentale » come «più subdolo di quello marxista». Del «secolarismo » ha parlato ai vescovi sloveni, dei media tratta nel messaggio per la «giornata delle comunicazioni sociali».
"Feyerabend, ..., ha messo a fuoco come colui che aveva mandato in pezzi «la fabbrica dei cieli» di Aristotele e di Tolomeo non fosse così attento alle «regole del metodo», come tendono a credere i posteri - specie storici e filosofi della scienza." "in Italia Contro il metodo venne accolto come un testo che poteva «corrompere i giovani»: guarda caso, la stessa locuzione, infelicemente usata da qualche professore di laicismo nei confronti di Benedetto XVI."
"La Chiesa all'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione."
Anche il Francia il tema della laicità è oggetto di dibattiti, dopo i discorsi di Sarkozy a Roma e a Riad. Secondo gli autori il presidente francese non rimette in discussione la laicità, ma vuole che i rapporti tra Chiesa e Stato tornino ad essere "confluenti" e non conflittuali
Ultima puntata sui luoghi dell'ecumenismo. A Bruxelles, nel cuore dell'Unione europea, il vissuto quotidiano spinge le Chiese al partenariato.
24 gennaio 2008
"Come parlamentare della Repubblica, come italiano di origine araba, come musulmano, come uomo di buona volontà, ritengo che il divieto all'imam della moschea di Roma di recarsi alla sinagoga della nostra capitale, dopo che alcuni mesi fa il rabbino capo di Roma fu invitato nella stessa moschea, sia inaccettabile." "il monoteismo è nato per far capire agli uomini che devono trascendere le frontiere etniche intrinseche alla loro diversità, per raggiungere quell'universalismo che ci dà la fede nel Dio unico."
«L'aborto è una pena capitale inflitta ad un innocente indifeso. Se la Chiesa - come gli Stati che all'Onu hanno firmato per la moratoria - è contro la condanna a morte, a maggior ragione deve ricordare che è peccato uccidere i bimbi mai nati. I cattolici devono saperlo ed essere coerenti nelle loro azioni. Non vogliamo polemizzare con nessuno, ma solo far conoscere la dottrina cattolica." (ndr.: I cattolici forse non solo sono destinatari di informazioni o di prescrizioni. Può darsi che abbiano qualcosa da dire a proposito di moratoria, come del resto appare anche nell'intervista al vescovo di Pisa... Nella settimana di preghiera dell'Unità dei cristiani sarebbe poi bello ascoltare anche il punto di vista di altri)
"A quarant'anni dall'Enciclica (Humanae vitae: che ritiene illeciti e immorali i metodi contraccettivi non "naturali"), mentre la stragrande maggioranza dei cattolici pratica la contraccezione e il sensus fidelium la dà per scontata, la situazione non è cambiata. Né Giovanni Paolo II né Benedetto XVI hanno compiuto il passo che i fedeli cattolici si sono oramai stancati di attendere." Ma un terzo delle gravidanze non è voluto. Per diminuire il ricorso all'aborto sarebbe utile una moratoria sulla contraccezione, da liberare da tabù e divieti.
«Bagnasco ha sentito il dovere di richiamare dei valori. Ma non è che se cade l'esecutivo cadono i problemi» «Purtroppo ci sono movimenti che hanno la mania di presenzialismo e di visibilità (striscioni e bandiere) e così si diventa più papalini del Papa. C'è il rischio di un effetto-boomerang che faccia rinascere umori anticlericali. Non stanno normalmente tra la gente» "Occorre piuttosto cercare di trovare punti di approccio, di riferimento e di dialogo. Sul territorio, nelle parrocchie, nelle attività pastorali ordinarie, questo clima di collaborazione esiste."
«Rischiamo di essere tirati dentro una guerra per bande» «La moratoria sull'aborto è un'altra invenzione estemporanea»
"La Croix" rivela il contenuto del rapporto inviato dall'ordine dei domenicani in risposta alla brochure scritta da tre di loro nei Paesi Bassi, che proponeva che le comunità parrocchiali eleggessero i loro preti. "Non abbiamo voluto dare una risposta disciplinare, ma porci, come il documento iniziale, su un piano teologico." Padre Hervé Legrand, domenicano francese, sottolinea nel suo rapporto le debolezze del testo olandese relativamente alla forma, come le sue pecche di fondo. "Nella Chiesa come nell'ordine, ritiene padre Couto, occorre un dibattito. Con questa risposta, noi riconosciamo che la situazione è difficile e che, se le conclusioni di Kerk en Ambt devono essere rifiutate, esistono delle soluzioni accettabili, che sono state evocate a più riprese, come l'ordinazione di uomini sposati." L'intero testo, in francese, è leggibile nel sito del giornale "La Croix": www.la-croix.com
Il Papa torna a segnalare la «grande emergenza educativa» e il «degrado delle scuole» che caratterizzano il nostro tempo e lo fa con una lettera «alla diocesi e alla città di Roma»: un appello a reagire perché con il «contributo di ognuno» la società di oggi «a cominciare da questa nostra città di Roma» diventi «un ambiente più favorevole all'educazione ».
Presentazione del Libro "Atlante della Bibbia". "Ravasi specifica che la Bibbia feconda la cristianità in modo particolare. «Diversamente che nell'Islam, dove la Divinità è distante come il Sole, nel cristianesimo Dio si è fatto uomo. Interagisce con noi. Le sue epifanie sono nelle vicende umane: Dio devi scoprirlo nella tua storia personale, non salendo verso cieli mistici. La morte è la carta d'identità del genere umano, e Cristo muore, si fa storia. Ecco perché saperla, questa meravigliosa storia, è necessario. Non ci sarebbero stati neanche Voltaire e Nietzsche, senza l'humus biblico»
Quarta tappa nella presentazione dei luoghi dell'ecumenismo da parte del giornale "La Croix".
Dopo un periodo di tensioni, la diffidenza tra cattolici ed ortodossi comincia a venir meno.
"Le cooperazioni concrete si moltiplicano, così come il nostro lavoro comune sulle questioni dei diritti umani."
23 gennaio 2008
Il giornale cattolico francese La Croix dedica durante questa centesima settimana per l'unità dei cristiani una serie di servizi sui luoghi dell'ecumenismo. Questo è il terzo articolo. Abbiamo tradotto anche gli altri e inseriti in questa rassegna. Dopo mezzo secolo di progressi, il dialogo ecumenico ha fatto passi indietro in questi ultimi anni in Gran Bretagna. ""i cattolici frenano il dialogo. Il cappellano cattolico dell'università non lo considera importante." Inoltre, l'atteggiamento recente di Benedetto XVI irrita."
Continuiamo a dare spazio, in questa settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, al punto di vista dei protestanti italiani, in questo caso al modo in cui valutano il motu proprio che ha ridato spazio alla liturgia preconciliare. Il giudizio è molto severo, perché si ritiene che l'antico rito è "caratterizzato dalla negazione di tutto ciò che la Riforma aveva affermato sul piano del rinnovamento del culto pubblico cristiano" (ndr.: il ritorno della barbarie di cui parla Enzo Bianchi si esprime anche in questo inverno dell'ecumenismo e del dialogo)
"C'è un deficit di democrazia nella Chiesa italiana. Ruini ha convocato piazza San Pietro da solo. Si vogliono governanti pronti ad esaudire i desideri ecclesiali a costo di lacerare il paese con Dio-patria-famiglia - aggiunge Casale - è giusto difendere la vita nel grembo materno, però bisogna pure farli crescere i figli, garantire un lavoro ai precari e non affidarsi ai conservatori che per convenienza si rifugiano pericolosamente sotto l'emblema sacro della Chiesa."
"Quando oggi si parla, a ragione, di ritorno alla barbarie, non è per mettere in guardia da inesistenti orde che premerebbero fameliche ai nostri confini, bensì per stigmatizzare la rottura del dialogo, il rifiuto dell'altro, la rinuncia a costruire insieme uno spazio abitabile per tutti."
"c'è clandestinità e clandestinità. E che un conto è colpire con mano durissima la delinquenza, e qui siamo con lei (Letizia Moratti), un altro i bambini wop, cioè without-papers, senza documenti in ordine," "I delinquenti «vogliono» rimanere clandestini e mandare i figli a elemosinare, rubare, scippare. Chi manda i figli a scuola, in genere, ha un sogno: uscire dalla clandestinità. Come quei nostri bambini emigrati in Svizzera"
La manifestazione in piazza San Pietro, voluta il 20 gennaio dal cardinal Ruini, vicario di Roma, per esprimere «solidarietà» al papa «impedito» di andare, il 17 gennaio, all'università La Sapienza a inaugurarvi l'anno accademico, ha reso evidenti molte contraddizioni e, soprattutto, propagandato una mistificazione incredibile: che il papato e la gerarchia ecclesiastica siano «emarginati» in una Italia ove, in realtà, hanno ai loro piedi la Rai e, con poche eccezioni, l'establishment politico. Come reagire a tanta impudenza? Un nostro piccolo sogno, e una speranza.
"Si ingarbuglieranno ancora di più i grovigli nelle nostre teste, se non ci si vuol rendere conto che noi italiani, nell'immensa maggioranza, siamo laici o cattolici o pagani secondo le ore del giorno, le circostanze della vita, le occasioni, gli umori."
" ritengo importantissimo il dialogo fra scienziati e uomini di fede. Altri non la pensano così, in entrambi i campi" "Penso anche che i calcoli di Dawkins sull'improbabilità di Dio siano stupidi, oltre a ricordare pericolosamente i calcoli, altrettanto stupidi, sull'improbabilità dell'evoluzione, sviluppati da psuedoscienziati antidarwiniani" "Dawkins non verrà mai invitato a esprimere le sue idee dal pulpito di una chiesa, e giustamente: esprime certezze, non cerca il dialogo. Per la stessa ragione, però, non vedo che senso avesse invitare Papa Ratzinger alla Sapienza. Non perché è il Papa, ma per la sua evidente e ribadita indisponibilità al dialogo."
22 gennaio 2008
Centesima settimana dell'unità dei cristiani (2/5)
Grazie a "Pro Oriente", fondazione creata nel 1964, le relazioni tra la Chiesa cattolica e il patriarcato di Mosca appaiono qui "esemplari". Una "vocazione di ponte" tra i due polmoni del cristianesimo.
In questa settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani ridiamo spazio al punto di vista protestante, così trascurato nel nostro paese quando si parla di Cristianesimo. Garrone ritiene inopportuno l'invito al papa della Sapienza, dato che "il Papa non viene a discutere o a confrontarsi, ma viene per essere ascoltato con reverenza ed eventualmente accolto con una genuflessione". Ma una volta rivolto l'invito doveva parlare, pur dando spazio alle forme di dissenso. "Chi pensava che Benedetto XVI fosse meno capace di "comunicare" del suo predecessore, ha oggi una bella smentita. Non andando alla Sapienza, il Papa diventa una vittima dell'intolleranza laica, la nuova inquisizione lo sta portando al rogo."
Comte-Sponville sostiene che "«la spiritualità è una dimensione costitutiva dell'esistenza umana. ... la spiritualità sta nella necessità di confrontarsi con l'infinito, con l'eternità, con l'assoluto. La nostra vita spirituale si gioca sul rapporto tra finito e infinito; tra temporale ed eterno; tra relativo e assoluto. Anche gli atei hanno bisogno di abitare infinito, eternità, assoluto" che non è Dio ma l'universo, la natura, l'essere. "la morale è la stessa per laici e cristiani" . "Ci sono delle grosse differenze fra credenti e non credenti, ma anche all'interno dei credenti e all'interno dei non credenti. Il problema non è la fede, e lo dimostra il fatto che anche su temi importanti come la pena di morte, l'eutanasia o l'aborto ci sono sostenitori e avversari tra gli uni e tra gli altri."
Si contestano i limiti del laicismo nostrano che vuole relegare nel privato il religioso, negando la sua rilevanza pubblica, a differenza di quando avviene in America o in Francia (Sarkozy). (ndr.: non mi sembra che questo risponda del tutto al vero. E' sufficiente leggere i molti interventi in proposito presenti in questa rassegna. "Chi pratica la laicità democratica sostiene che tutte le opinioni
dispongono legittimamente di uno spazio pubblico per esporre e sostenere i loro modi di pensare" (Scalfari); ciò che si contesta è "l'idea che esistano comportamenti etici su cui lo Stato non può autonomamente legiferare perché appartenenti alla legge naturale, ... interpretabili e tutelabili solo dalla Chiesa" (Spinelli)
" Nonostante gli sforzi dell'università, la ragione stenta a raggiungere la meta: senza la fede gli sforzi della ragione sono insufficienti. È qui, in questa affermazione, il nodo centrale del discorso pontificio. Sulle possibilità della ragione senza la fede, un deciso pessimismo"
"la grande lezione di tolleranza offerta dal mondo cattolico andrebbe rivolta anche all'interno, sa com'è, la pagliuzza e la trave. Credo che l'atteggiamento di Tettamanzi sia più rappresentato nella base che nelle gerarchie. E sarebbe una ricchezza se le gerarchie rappresentassero di più la varietà della base. Il cristianesimo è sempre stato plurale..."
"Prolusione vibrata del cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei, più in stile Ruini che in quello dimesso che aveva tenuto fino a ieri: parla di «Paese sfilacciato e frammentato» (ndr.: ma la chiesa non fa parte di questo paese sfilacciato? perché battere sempre il petto altrui?)
Emanuele Severino nel dibattito tra laici e cattolici:"Anche la tecnica, che oggi è destinata a dominare il pianeta portando al tramonto ogni integralismo religioso, dovrà fare i conti e riconoscere di non avere l'ultima parola»". Il «Date a Cesare quel che è di Cesare rivela il fondamento teocratico del Vangelo». «È tipico delle grandi religioni volere che leggi dello Stato convergano con quelle di Dio». «La Chiesa considera l'aborto omicidio ma poi accetta la guerra giusta e legittima la pena di morte»
"Nella sfera pubblica tutti i soggetti devono accettare la logica del dialogo, della critica ed anche della contestazione." "Ha fatto bene Alberto Asor Rosa a ricordare la feconda stagione di dialogo tra credenti e non credenti nella Cappella universitaria della Sapienza, dove ebbi la fortuna di discutere con un grande biblista, Luis Alonso Schoekel. Aggiungo il mio personale ricordo dell'invito che rivolsi a monsignor Clemente Riva perché venisse a parlare nel mio corso, e del suo emozionante dialogo con gli studenti. Altri tempi, altre persone, altra politica? Una stagione irripetibile? Spero e voglio credere di no, perché continuo ad avere molte occasioni di dialogo con un mondo cattolico che tuttavia fatica ad essere presente nella sfera pubblica."
"Davvero è in discussione in questo paese la libertà di parola del capo della comunità cattolica, visto che egli ha più di chiunque accesso ai media televisivi, e che sul territorio egli parla ai fedeli attraverso decine di migliaia di parrocchie, centinaia e centinaia di scuole, associazioni e riviste? Eppure un ricco campionario di esponenti politici ha pensato di manifestare in Vaticano proprio per «difendere il diritto di parola del papa». Ossia per una causa che non esiste."
21 gennaio 2008
I luoghi del dialogo (1/5)
Nella città di Calvino, la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che termina venerdì prossimo, mobilita sia il Consiglio ecumenico delle Chiese che le Chiese cristiane della città.
"«Se avete trovato uomini o donne della comunità cristiana che vi hanno in qualche modo ferito», se da loro avete sentito «giudizi senza misericordia», o «condanne senza appello», ebbene «desidero dirvi il mio dispiacere». Comincia così, con una richiesta di perdono, la lettera che il cardinale Dionigi Tettamanzi ha deciso di scrivere agli sposi separati, divorziati, risposati."
"Ieri a San Pietro abbiamo assistito alla sfilata di un ampio gruppo di parlamentari della Repubblica intenti non solo ad affermare niente se non l'ovvio (l'affetto di un cattolico verso il Pontefice) ma soprattutto a testimoniare l'incapacità di tutelare la propria autonomia dinanzi alla Chiesa."
"A quelli che sono andati in piazza con la nostalgia di un partito cattolico, e a coloro che vi sono andati pur sentendosi in fuga proprio dal partito cattolico, ha suggerito di diventare custodi di quell'idea di libertà e di tolleranza, vissuta per una mattina dai 200 mila di Roma in amicizia con tutti."
Se il papa è invitato alla Sapienza, per par condicio Napolitano deve essere invitato alla Gregoriana. Ragioni dell'assenza di insegnamenti di Teologia nella facoltà statali.
20 gennaio 2008
"un successo del trasformismo e della conservazione. Un ulteriore degrado della politica, che non ha più finalità grandi, ma è mossa solo dagli interessi particolari (mi dispiace dirlo) dei soci della casta, "
questa esaltazione della ragione spiega, almeno in parte, il successo «laico» del libro di Mancuso. Un successo che non può far dimenticare i contrasti suscitati. Sia ieri che oggi è esistito un cristianesimo, per così dire, «dell'assurdo»
"Un gesuita meno occidentalizzato, meno assorbito nella gestione e costruzione di grandi istituzioni, più consacrato ai compiti della formazione delle coscienze cristiane e della creazione di cellule spirituali nel vivo della città secolare. Un gesuita più pronto anche a far posto ai cristiani laici, presidiando le frontiere della Chiesa, audace nel discernere i fermenti delle trasformazioni storiche in corso, ma anche attento a non farsene abbagliare. Come ha raccomandato Papa Ratzinger. Una missione non facile per il nuovo "generale"."
I 217 delegati da tutto il mondo hanno scelto il nuovo Superiore generale, Padre Adolfo Nicolas, spagnolo, eletto al secondo scrutinio. Grande sostenitore dell'«inculturazione», la capacità di dialogo e di immedesimazione con le diverse tradizioni. Il papa chiede maggiore fedeltà. Intanto una risposta è arrivata dal provinciale dei gesuiti messicani, padre Juan Luis Orozco: «Obbediamo al Papa ma non siamo guardie svizzere».
"Ci si racconta la storia di una Chiesa perseguitata, prendendo in prestito il linguaggio dell'esperienza ebraica; si denuncia e si irride la stasi della politica. In questo Ruini ha comportamenti sovversivi che singolarmente lo apparentano alla figura di Berlusconi.
Ma è un sovversivo che miete successi," "Non è un successo religioso, perché l'indebolirsi delle fedi non si argina riempiendo piazze. Non è neppure in questione la libertà della religione cattolica, perché in Italia essa è garantita e ha un'estensione enorme." "La Chiesa italiana non è imbavagliata ma piuttosto sovraesposta. L'idea che esistano comportamenti etici su cui lo Stato non può autonomamente legiferare perché appartenenti alla legge naturale, dunque iscritti dalla mano creatrice di Dio nella stessa natura umana, dunque interpretabili e tutelabili solo dalla Chiesa, è idea diffusa." " Il laico non è, contrariamente a quello che Marcello Pera ha scritto su questo giornale, «chi non crede o non riesce a credere»" "Il laico è colui che tra Chiesa e Stato sente di dover erigere,..., un alto «muro di separazione»: per proteggere sia la sovranità legiferante del popolo, sia le religioni." "La laicità non è un'opinione ma un metodo, uno spazio dove le convinzioni più diverse - anche integraliste - possono incontrarsi senza violenza e senza impedire leggi attente al bene comune." "L'episodio della Sapienza non è caduto dal cielo, e non rendersene conto significa che una certa imprudentia politica sta divenendo la caratteristica del Pontefice."
"Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l'opposto di credente". "Laicità ... è essenzialmente la capacità di distinguere ciò che è dimostrabile razionalmente da ciò che è invece oggetto di fede, a prescindere dall'adesione o meno a tale fede; di distinguere le sfere e gli ambiti delle diverse competenze, in primo luogo quelle della Chiesa e quelle dello Stato." " Laico è chi conosce il rapporto ma soprattutto la differenza tra il quinto comandamento, che ingiunge di non ammazzare, e l'articolo del codice penale che punisce l'omicidio". Una cosa, in tutta questa vicenda balorda, è preoccupante per chi teme la regressione politica del Paese, i rigurgiti clericali e il possibile ritorno del devastante governo precedente. È preoccupante vedere come persone e forze che si dicono e certo si sentono sinceramente democratiche e dovrebbero dunque razionalmente operare tenendo presente la gravità della situazione politica e il pericolo di una regressione, sembrano colte da una febbre autodistruttiva, da un'allegra irresponsabilità, da una spensierata vocazione a una disastrosa sconfitta.
"La vicenda della regolamentazione dell'aborto in Italia si è contraddistinta per un vasto dibattito culturale, sostenuto ad alti livelli, ed ha avuto un iter parlamentare molto travagliato. Gli sviluppi delle riflessioni filosofico-religiose e politico-sociali sul quesito della vita hanno avuto importantissime implicazioni nel corso degli anni Settanta; questa stagione è sostanzialmente dietro l'angolo ma, secondo le analisi che leggiamo in questi giorni sui quotidiani, sembra del tutto dimenticata. Per questo appare necessario ripercorrerla sinteticamente"
"Oggi i «dimenticati» sono una cinquantina scarsa, maggiormente presenti in Lombardia, Veneto, Piemonte. La loro rivista Preti Operai ha ancora la copertina rossa. Esce tre volte l'anno e pone l'accento sulla «giustizia». Il loro credo è stato riaffermato nell'incontro dei preti operai europei prima del vertice G8 di Heiligendamm: «Ci sentiamo in sintonia con gli uomini e le donne che ritengono il valore della persona umana più alto di tutte le ricchezze della terra»."
"Non andai in fabbrica perché gli operai erano una classe ma perché erano i poveri. Mi dava fastidio l´idea che un prete potesse vivere con loro, pensavo dovesse vivere come loro" A colloquio con don Carlo Carlevaris per capire - dopo i morti della Thyssen e la messa di spalle di Papa Ratzinger - cosa resta di un´esperienza appassionata e controversa "Negli ultimi anni in Italia si sono privilegiati spiritualità e culto piuttosto che la testimonianza tra i più deboli. I giovani seminaristi sono più attratti dai papa-boys che dalle tute blu. Un altro segno dei tempi. Noi, i sacerdoti delle fabbriche, non abbiamo figli, e non sarebbe strano che non avessimo eredi"
" Siamo stati e siamo il "giardino del Papa", ci piaccia o no. Questa condizione ha determinato in larga misura la nostra storia sociale e nazionale. Nel positivo e nel negativo" "La motivazione (dell'adunata a San Pietro) è esplicita: dimostrare al Papa l'amore del suo gregge dopo l'offesa subita. Se questa non è una motivazione politica domando al Vicario del Vicario che cosa è. Se questo non avrà come effetto di acuire la tensione degli animi, la lacerazione d'un tessuto già usurato e logoro, ne deduco che il Vicario è privo di intelligenza politica...." Scoppola " Distingueva il popolo di Dio dalla gerarchia; sosteneva che la gerarchia è al servizio del popolo di Dio e non viceversa". Oggi tira un vento poco favorevole su questo punto. Non è vero poi che i laici vogliono confinare il religioso nel privato "Chi pratica la laicità democratica sostiene che tutte le opinioni dispongono legittimamente di uno spazio pubblico"
"Siccome, in altre parole, le proposizioni scientifiche non sono verità assolute perché sono appunto così condizionate, il cardinale Bellarmino ha avuto le sue buone ragioni a temere che la cosmologia copernicana fosse troppo rivoluzionaria per la società del suo tempo." "Da un lato, infatti, il Papa difende Bellarmino in nome del bene della comunità;...E ha ragione quando dice che la ricerca scientifica non può considerarsi un valore assoluto, ma deve corrispondere a un senso di responsabilità sociale. Dall'altro lato, però, il Papa continua a pretendere di fondare i propri imperativi e divieti sulla verità assoluta rivelata da Dio." "Ma quando la Chiesa e i cattolici, anche quelli eletti al Parlamento come rappresentanti di tutti i cittadini, parlano di principi «non negoziabili», pretendono proprio questa assolutezza." "Ratzinger ... e Odifreddi (non a caso a lungo accoppiati in testa alla classifica dei bestseller) si meritano reciprocamente. Il «popolo cristiano», che continua a credere al Vangelo proprio perché non lo misura con la bilancia delle proposizioni «scientifiche» o dei principi non negoziabili ma ne ascolta il richiamo alla carità, non prova alcuna passione per questa scontro."
Deve chiedere scusa chi non è riuscito a garantire condizioni di sicurezza perché l'invito potesse essere accolto, e cioè il presidente del Consiglio e il suo governo (ndr.: sic!)
"il laico, anche credente, ha spesso l'impressione che la Chiesa, schierandosi contro l'autonomia della ricerca e il diritto del singolo ad una libera scelta circa l'uso dei suoi risultati, abbia nuovamente ingaggiato una battaglia contro la modernità e il pensiero scientifico, come purtroppo a più volte fatto nel corso della sua storia."
«Assolutamente un'istanza positiva (la laicità), non oppositiva al clericalismo. Quell'istanza coincide con la democrazia stessa e le sue regole. La tolleranza, il confronto, il rispetto dell'altro, sono consustanziali alla laicità della democrazia. Il che implica un'assoluta parità tra i diversi soggetti in gioco, con tutte le conseguenza del caso. Che si possano pretendere trattamenti privilegiati, che la religione sia una pretesa civile, è contrario ai princìpi fondamentali della democrazia, a cominciare dal principio di eguaglianza».
19 gennaio 2008
" Ora, siamo fuori dell'universo dialogato (nella forma storica in cui l'ha configurato una cultura millenaria) quando logica ed esperienza non contino, essendo imposta la regola da autorità soi-disantes infallibili" " la soi-disante verità immutabile dura finché non se ne parli chiaro" "Insomma, siano benvenuti i dialoghi, purché nessuno sfoderi atout abusivi e ciascuno sappia con chi gioca"
"è chiaro che, per difendere nello spirito volterriano la libertà di espressione del Papa, non possiamo negarla né ai docenti né agli studenti per quanto disapproviamo le loro opinioni in materia." "bisogna riconoscere poi che nella sua rigorosa impostazione dottrinaria questo Pontefice non ha mostrato un particolare impegno ad alimentare il confronto con il mondo laico, assumendo posizioni che spesso hanno diviso al proprio interno perfino quello cattolico." "Sul piano dell'opportunità, cioè su un piano politico o diplomatico, la rinuncia di Benedetto XVI all'invito della Sapienza si può anche considerare allora una decisione giusta e apprezzabile" "Sul piano della comunicazione, invece, la decisione del Papa rischia di apparire purtroppo come un segnale di rottura."
l laici devono essere presenti in massa all'angelus del papa per una ragione culturale, e cioè che i laici (non credenti) non sono laicisti (non credenti che ritengono imbecilli i credenti); e per una ragione politica, e cioè che i laici devono distinguersi dai clericali (generati dal laicismo), e cogliere l'importanza del religioso in funzione identitaria (ndr.: chi spiega a Pera che identificare cristianesimo con una cultura è negare il cristianesimo stesso, è negare che "non c'è né giudeo né greco, né libero né schiavo, uomo e donna, ma tutti voi siete uno in Cristo Gesù"?)
Il confronto avuto anni fa con il vescovo Clemente Riva all'università "La Sapienza" fu " un bell'esempio, io credo, di «dialogo». Tutt'altra cosa la vicenda riguardante l'invito a Benedetto XVI ad intervenire con un suo proprio discorso all'inaugurazione dell'anno accademico all'Università di Roma «La Sapienza ». Chi non lo capisce - vorrei esser molto chiaro - è un grullo. E, a giudicare dalle reazioni, di grulli ce n'è parecchi in Italia." "Quando Veltroni e Ferrara, Casini e Mussi, Turco e Bondi - e altri non meno importanti - dicono esattamente le stesse cose, usando le stesse parole, vuol dire che il senso delle distinzioni su cui uno Stato laico si fonda, si sta perdendo," Siamo in una fase in cui la Chiesa di Roma tende a espandere i confini del proprio intervento, della propria libertà di parola e del proprio diritto di censura. Questa è la situazione: non certo quella opposta
18 gennaio 2008
"Benedetto XVI non ha chiesto alla ragione di cessare la sua critica, anzi le critiche della ragione possono migliorare la fede e la religione. Ma ha invitato gli uomini a mettere la ragione al servizio della verità." Ma "la verità non è mai pura teoria, anche perché il semplice sapere rende tristi, ma coincide con la ricerca e la conoscenza del bene."
Il capo dello Stato (Sarkozy) presenta i suoi auguri, giovedì 17 gennaio, alle autorità religiose. I suoi discorsi di Roma e di Riyad sconvolgono la laicità alla francese. "Sarkozy mette nella società una dimensione religiosa che non è condivisa da tutti. Questi interventi rischiano di radicalizzare le posizioni e di rilanciare una forma di anticlericalismo"
"Un conto è la solidarietà doverosa a un Pontefice che è stato fatto oggetto di una discriminazione pubblica. Altro conto è se questa circostanza negativa diventa un motivo per rafforzare steccati tra aree culturali e politiche vitali per il Paese, alimentando a vari livelli divisioni e contrapposizioni." "Parte del mondo laico non critica il Papa perché ha un'idea alta della verità, .... Ma perché in qualche suo passo l'affermazione della verità sembra prevalere sul riconoscimento che anche altri - pur a partire da posizioni e convinzioni diverse - possono essere alla ricerca della verità." "Parallelamente, la Chiesa può sentirsi estranea alla cultura contemporanea, perché settori influenti del mondo laico non riconoscono il valore innovativo delle battaglie per la crescita umana e spirituale che essa promuove da tempo. Come sempre gli steccati sono destinati a cadere quando i vicini si sporgono oltre le differenze."
"Ciò che è in questione è l'ateismo, che sembra divenuto in vari casi un correlato necessario dell'anticlericalismo, e che oggi è basato su uno scientismo rozzo, che spesso vede nella teoria evoluzionistica la spiegazione di tutto." "Occorre evitare con tutte le forze, siano esse di credenti o di non credenti, di fare dell'anticlericalismo, del clericalismo e della laicità una battaglia di poteri e di potere, ossia una lotta senza esclusione di colpi per la supremazia tra i duellanti, in un gioco in cui se uno prevale, l'altro soccombe." Occorre "mutare la volontà di supremazia in una lotta per la verità, in un confronto pacifico e rispettoso indirizzato ad una migliore comprensione della verità e del bene."
" è un dramma, probabilmente, tutto italiano". Sui giornali stranieri la notizia non è neppure apparsa." Il vero dramma è la disperata assenza, di maestri laici e spirituali. " Due disperanti assenze che stanno dietro due maschere grottesche: l'anticlericalismo e il clericalismo di oggi" L'etica nasce "perché un uomo di Dio mai più consideri eticamente incompetente un uomo senza fedi, e anzi gli possa dire, coi versi di Padre Turoldo: «fratello ateo, nobilmente pensoso/alla ricerca di un Dio che io non so darti/attraversiamo insieme il deserto». Quanto ci manca questa luce mistica, quanto ci manca questo pensiero, dietro le due tragiche maschere di oggi"
"Per qualche aspetto, l'anticlericalismo sembra un atteggiamento semplicemente fuori moda." Ma l'attuale permanere del contrasto può derivare dall'incontro mancato tra liberali e cattolici "il liberalismo nel nostro paese non è mai diventato un orientamento politico di massa proprio perché i liberali non hanno saputo "dirsi cristiani", cioè fare i conti con l'antropologia profonda dell'Italia"
L´appello di Ruini per domenica dimostra che è il popolo cattolico a dover risarcire il Pontefice dell´affronto La lotta politica che divide l´Italia è una schiuma superficiale rispetto alle cose che stanno a cuore ai suoi cittadini. " L´urgenza della convocazione a San Pietro per domenica prossima contraddice la pacatezza dell´esortazione del cardinal Bagnasco a guardare lontano - o forse aiuta a capire finalmente a quale orizzonte lontano si stia guardando da parte di alcuni. Con la pubblica uscita di Ruini l´appuntamento di domenica si configura come il secondo atto di quel duro avvertimento del Papa al sindaco di Roma sul degrado della città di pochi giorni fa" "La libertà che si chiede per il Papa è garantita dalle leggi italiane nel modo più ampio. In cambio, si chiede solo al sovrano dello Stato della Città del Vaticano di mostrare altrettanto rispetto per la Repubblica italiana,"
"La verità è che il confine dell'incomprensione non divide i cattolici dai laici, ma gli intransigenti (laici e cattolici) dagli uomini di pace e di dialogo (laici e cattolici). Gli "intransigenti" sono pochi, ma stanno crescendo assai. E pazienza se fosse quell'intransigenza limpida, magari troppo rigida ma sorretta da coscienza granitiche, coerenti... Sono gli intolleranti i veri "cattivi maestri"."
"Non abbiamo respirato più libertà, in questi giorni. Ne abbiamo avuta meno. Non si è affermato, non è più forte di ieri, il principio della laicità. Un principio per me indiscutibile. Laicità dello Stato, delle istituzioni pubbliche, dei comportamenti dei singoli individui. Laicità che vuol dire innanzitutto rifiuto di ogni intolleranza, assenza di pregiudizio, rispetto delle posizioni dell'altro, accoglimento delle verità che esse possono contenere.
La laicità non c'è, non può vivere, quando viene meno la libertà."
"Il mondo contiene tutti i saperi, tutte le filosofie, tutte le concezioni religiose, tutte le idee. È la libera circolazione delle idee che fa evolvere la mente. La terra gira effettivamente intorno al sole, ha avuto ragione Galileo, dunque ha vinto il pensiero critico che poggia su "sensate esperienze", non su un principio esterno di autorità. Proprio per questo bisogna spalancare le porte al confronto."
"La scienza rivendica come suo valore fondante l'universalismo. Può contribuire pienamente al suo sviluppo chiunque: a prescindere dal sesso, dalla razza e, appunto, dalla fede religiosa. I cattolici non fanno scienza meglio dei protestanti, degli islamici o dei non credenti. E affermarlo, come hanno fatto i 67, può essere politicamente ingenuo (bisogna sempre calcolare gli effetti indesiderati di ogni propria azione), ma non è affatto oltraggioso. Anzi, è addirittura meritorio." "faremmo bene a preoccuparci del conformismo di un paese che tratta così sessantasette persone che hanno l'unico torto di aver fatto emergere con ingenua determinazione l'esistenza di un nodo, quello dei rapporti tra chiesa e società, che negli ultimi tempi si è aggrovigliato e si è stretto fino a diventare a volte doloroso."
"Se però ci si avvicina alla concreta realtà delle comunità ecclesiali, si respirano sentimenti diversi....Evidentemente chi vive in mezzo alla gente, e non nelle ovattate stanze, non si rifiuta di aprire gli occhi, esercitando le virtù cristiane dell'ascolto e dell'accoglienza." "è possibile un confronto tra queste due componenti fondamentali della nostra cultura (laici e cattolici)? In altre parole, è possibile una diversa impostazione del problema? Forse sì, se la Chiesa mostrasse un volto diverso da quello che negli ultimi tempi sembra proporre continuamente."
Il presidente francese sta lentamente reintroducendo argomenti religiosi nei discorsi: «Ma non tradisco la laicità»
"Papa Benedetto XVI esce comunque da vincitore nella vicenda che lo ha visto rinunciare alla visita alla Sapienza. Le sue parole sono risuonate ugualmente nell'ateneo romano; ha incassato la stima delle più alte autorità accademiche e politiche (e anche un nuovo invito); ha dato a tutto il mondo un'immagine di dignità e umiltà; ha ricevuto tributi e riconoscimenti da tutte le istituzioni. Domenica prossima sarà il popolo dei suoi fedeli, più numeroso e rumoroso che mai, a stringersi attorno a lui per manifestargli calore, affetto e solidarietà. Cosa desiderare di più?"
17 gennaio 2008
"non si vede in nome di quale pericolo le religioni, come insiemi di valori condivisi da una larghissima parte della popolazione, dovrebbero rimanere relegate nella sfera privata delle famiglie o delle sacrestie." Ma questo non significa benedire quanto Sarkozy afferma in proprosito. "La religione è una cosa grande che non merita né questi eccessi d'onore né questa indegnità." (ndr.: qunado mai capita in Italia che il giornale cattolico critichi qualche politico per eccesso di difesa della religione?)
"Nei primi anni dopo la guerra il nostro impegno a favore dei senzatetto assorbiva giorno e notte la mia vita e quella degli «stracciaioli di Emmaus». Un giorno - la casa era già piena, ogni stanza occupata - i compagni mi portano un'intera famiglia con quattro bambini. Ero disperato. Decisi allora di liberare la stanza adibita a cappella. Presi Gesù presente - e lo so bene! - nelle ostie consacrate e lo portai nel granaio, al freddo. Qualche compagno mi criticò per la soluzione, ma io cercai di fargli capire che Gesù, in quel giorno, aveva freddo nei corpi di quelle persone, di quei quattro bimbi in giovane età, e non nell'ostia consacrata. "
"La risorsa universale della ragione avrebbe dovuto spingere perché, riflettendo ancora, le tensioni si raffreddassero e si giungesse a una soluzione nella quale a vincere fosse stata la capacità di dialogo anche con i più distanti, in nome, innanzitutto, del concetto di bene comune. Che non è appannaggio di nessuna componente della società."
" Una preliminare discussione in proposito poteva far toccare da vicino l'attuale contraddizione tra i livelli delle conoscenze e delle tecnologie e il ritorno invadente delle religioni, tra le sicurezze promesse dalle varie fedi e la radicale incertezza del mondo globalizzato; un confronto che avrebbe dovuto chiamare in causa non soltanto le scienze della natura, ma anche tutto l'orizzonte della cultura umanistica, i modelli di vita, le domande radicali sul senso e sul destino dei singoli e del mondo. Senza nessun confronto di questo tipo, il cercato effetto mediatico si è alla fine rovesciato su se stesso: e se l'evento è stato organizzato con superficiale leggerezza, malaccorto e affrettato è stato certamente anche il documento dei firmatari opponenti, la cui forma ha danneggiato le stesse giustissime ragioni laiche a cui essi facevano riferimento"
"La presenza del Papa all´interno dell´università è opportunissima. Potevano fare un documento intelligente con il quale aprire un dialogo, una discussione."
"un viaggiatore che arrivasse per la prima volta in Italia, alle lettura dei giornali in aereo si farebbe l´idea che da noi la Chiesa cattolica è perseguitata, e che un forsennato laicismo ha messo al suo supremo Pastore la mordacchia. Ma soggiornando per qualche settimana, e informandosi ogni sera da un diverso telegiornale, scoprirebbe con stupore che Joseph Ratzinger è libero di parlare, eccome, e che anzi è di fatto l´onnipresente editorialista dei telegiornali pubblici e privati"
"Innanzitutto, l'invito è stato rivolto al Papa in modo un po' maldestro, con una formalizzazione del Rettore non ancora convalidata dal Senato Accademico. Poi, attorno alla presenza del Papa, si è inserita una lotta politica interna all'Università stessa che, probabilmente, avrebbe trovato altri modi per manifestarsi, diversi da questo, ma che ha potuto utilizzare un evento certamente di primo piano come occasione perfetta per ottenere i propri scopi." L´autonomia della ricerca è sacrosanta e c´è da sette secoli. Questa volta è mancata la capacità di ragionare fuori dalle ideologie.
"Al centro del pontificato una decisa sottolineatura, in positivo, dell'esclusivismo della verità cattolica e in negativo del relativismo. La verità, dice e ripete il papa, o è cattolica o non è. Deciso, quindi, il verdetto di insufficienza o addirittura di falsità per le altre pretese di verità. O false, o, comunque, relative. L'assoluto vive e prospera soltanto all'ombra del Vaticano" "Al di là della Sapienza e della contestazione di Roma il cammino della verità proseguirà: lo spazio non manca per chi vuole contribuire, al di là e al di qua del Tevere."
Diffuso ieri il testo che il Papa avrebbe dovuto pronunciare nella sua visita mancata: l'università è laica, ma la sua origine e la sua ragione sono cristiane
"In una sola mossa, disdicendo la visita di Benedetto XVI all'Università La Sapienza di Roma, il Vaticano ha messo abilmente in ginocchio, e col capo cosparso di cenere, l'intera classe politica italiana, le istituzioni, la quasi totalità dei media. Non era imprevedibile""Un dialogo? Non scherziamo. Si trattava di un monologo tanto sacrale da non ammettere espressioni di dissenso"
Il dibattito sulla laicità è un segno della crisi culturale e politica del paese. La responsabilità di quanto avvenuto è anche da addebitarsi a molti interventi recenti delle gerarchie ecclesiastiche. "Laicità è sinonimo di libertà di parola, di espressione, d'iniziativa.". Vari episodi hanno riportato la laicità al centro del dibattito (referendum fecondazione assistita, caso Welby, coppie di fatto, attacchi alla 194. su molte questioni restiamo un paese a sovranità limitata." "la laicità, sinonimo di libertà e dunque rifiuto dell'esistenza di una morale superiore in quanto dei credenti che può dare lezioni ai non credenti in quanto portatori di una morale inferiore."
"Ma la sconfitta più grande è dell'università stessa, di tutte le università, del modo con cui oggi si fa cultura in università."
In Francia, tre opere, rispettivamente di storia, di sociologia e di teologia, tornano ad occuparsi della vocazione e del posto dei laici dopo il Vaticano II. Dobbiamo scorgervi un segno dei tempi o la fine di un'epoca?
16 gennaio 2008
"Con la sua rinuncia, il Papa teologo e filosofo ha privato tutti coloro che riconoscono alla religione un ruolo della possibilità di sapere se lui pretende che nello spazio pubblico esista soltanto una voce e soltanto una verità, oppure se è disposto all'ascolto. Un'occasione perduta da accogliere senza entusiasmi con un silenzio critico. "
E' sconvolgente che un presidente affermi che la Francia ha essenzialmente radici cristiane: è un insulto per chi, non cristiano ha fatto la Francia; che la Francia "è la figlia maggiore della chiesa" (espressione da chiesa); che accosti la vocazione politica a quella sacerdotale; che affermi che l'aspirazione spirituale, e anche morale, che è in ogni uomo troverebbe la sua realizzazione solo nella religione... (ndr.: che cosa direbbe l'autore se vivesse in Italia?)
"Per la prima volta ciò che finora è stato sempre possibile a tutti i pontefici romani, e cioè di muoversi senza problemi sul territorio italiano, di essere accolti in qualunque sede istituzionale, di prendere la parola perfino nell'aula del Parlamento, per la prima volta tutto ciò non è stato invece possibile a Benedetto XVI. E questo nel cuore della sua diocesi, nel cuore di Roma." "Quella che ha vinto, infatti, è una caricatura della laicità."
"E un rovesciamento grottesco dei ruoli grazie al quale l'erede dei giudici che allora imposero il silenzio allo scienziato fiorentino potrebbe - potrà - presentarsi da oggi col segno del martirio, come vittima dell'odiosa censura." "altri si occuperanno sicuramente di sfruttare questa censura e di amplificarla allo scopo di rendere ancor più salato il conto da presentare alle impaurite compagini governative, agli scalpitanti candidati alla successione del governo in carica." " Da chi verrà una parola di chiarezza, di conoscenza libera da bandiere e paraocchi, se le università che dovrebbero praticare l'unica ricerca degna di questo nome ... si abbandonano al gioco infantile del fare dispetti ai potenti?"
"Fino a ieri, questo era un Paese tollerante, dove la forte impronta religiosa, culturale, sociale e politica del cattolicesimo coesisteva con opinioni, pratiche, culture e fedi diverse, garantite dall'autonomia dello Stato repubblicano, secondo la regola della Costituzione.
Qualcosa si è rotto, drammaticamente, sotto gli occhi del mondo." " il Papa, che è anche vescovo di Roma, non può parlare all'Università della sua città, in questa Italia mediocre del 2008" "Sopra questa nuova rissosa incomunicabilità ostile, manca il tetto condiviso di una Repubblica serenamente laica, cosciente dei valori della tradizione e delle religioni, capace di difendere la sua autonomia e la sua libertà garantendo la libertà di tutti." "Nell'Italia d'argilla del 2008, non è nel nome di un'idea forte che si è pensato di vietare al Papa la Sapienza, ma di un'idea malata. Una malattia che ha già fatto due vittime: la libertà di espressione, naturalmente, e la laicità: che già non godeva di buona salute, in questo sfortunato Paese."
" E forse proprio in questa decisione, dettata dalla prudenza, e probabilmente anche dall'amarezza, si misura la differenza fra i due pontefici."
"È la laicità come tale messa sotto accusa perché incapace di difendere i suoi stessi principi." "chissà quanti in queste ore in campo clericale, dietro le espressioni furenti e l'atteggiamento di vittima, ritengono di avere inferto un colpo agli avversari." "Come hanno potuto Vaticano e autorità accademiche pensare che nel clima di oggi la presenza del Papa alla Sapienza potesse replicare la vecchia formula? Non si tratta di fare una messa in scena accademica, ma di prendere sul serio la logica e il confronto degli argomenti su temi cruciali."
Con questo papa si torna indietro, un passo indietro rispetto al Concilio. Tra paco saremo al Sillabo. "E' con questo papa che l'intera sfera politica italiana, da destra a sinistra, a eccezione dei radicali, dialoga e compone, cedendo ogni giorno qualcosa di più" "Che la destra vaticana voglia la riconquista dello stato si capisce. Che questo le spalanchi le porte no."
"Lo scontro fra la scienza e la fede che si sta dispiegando sotto i nostri occhi increduli in momenti nodali dell'attuale vicenda umana, religiosa e politica, ripropone in termini formalmente nuovi ma sostanzialmente identici la dura competizione che si è scatenata all'alba della modernità fra la «fede ormai impallidita» e la scienza che stava nascendo."
15 gennaio 2008
"lo stesso 1990 non è poi così vicino da farne una ragione di estradizione del Papa dall'università, che si chiama così perché vuol essere laicamente universale, e aperta a tutti." "resta il fatto che di fede e ragione, come di tutto, la cosa migliore è discutere, a casa propria e altrui, e nelle pubbliche aule e piazze, tanto più quando le piazze non vogliano più, e comunque non possano, essere usate per metterci al rogo i frati di genio." "Forse la Chiesa dovrebbe esserne meno sorpresa di tutti (della protesta), e chiedersi quanto le tentazioni di censura o di proibizionismi anticlericali debbano al suo proprio oltranzismo. Dopotutto, Galileo è lontano e benedetta la sua memoria, ma la lezione di amministrazione urbana impartita dal Papa, magari per penna interposta, al sindaco di Roma è affare dell'altro giorno."
"«l'esercizio della libertà di ricerca ha bisogno del rispetto e del confronto di valori». E' davvero necessario aggiungere che un tale confronto non può che essere con i valori diversi dai propri?" Dietro la protesta "C'è l'idea che in una democrazia che vuole essere tale la religione debba essere esclusa da qualsiasi spazio pubblico; che esistono orientamenti culturali e ideali - e quelli religiosi sarebbero i primi tra questi - i quali sono radicalmente incompatibili vuoi con la società democratica e con il suo ethos pubblico, vuoi più in generale con una moderna visione del mondo."
"Lasciamo parlare il Papa alla Sapienza e ascoltiamo con civile rispetto quello che dirà, liberi, subito dopo, di approvare o criticare le sue affermazioni" "La verità è che nel nostro Paese assistiamo a una crescente invadenza della Chiesa, accentuatasi durante la lunga presidenza della conferenza episcopale da parte del cardinale Ruini. La Repubblica italiana, ..., deve fare conti sempre più complicati con l'enorme rilevanza della Chiesa-istituzione e della sua immagine pubblica, in gran parte monopolizzata dalla figura e dal ruolo del Pontefice." "La Chiesa parla con la voce della certezza: Extra ecclesiam nulla vox. .... Misurando la diversa capacità di fornire risposte sulle questioni fondamentali della vita, la Politica indietreggia" " Chi si afferma laico oggi dovrebbe riflettere sulle ragioni di questo arretramento e, magari, impegnarsi a contrastarle"
"Propongo una «modesta» contro-moratoria: contro la criminalizzazione delle donne e contro l'aborto non-scelta, con l'obiettivo di rendere possibili tutte le maternità desiderate ed anche quelle per le quali il desiderio è appena appena un dubbio." " Al momento della consapevolezza della gravidanza il sì ed il no si fronteggiano con la stessa dignità morale. Ogni gravidanza, segua ad un atto d'amore o derivi da uno stupro, diventa fatto morale per la possibilità di scelta tra il sì o il no. L'aborto volontario scelto con «piena avvertenza e deliberata volontà» può essere un'azione morale che restaura la verità della donna di fronte alle sopraffazioni della sua libertà di persona." "La distinzione etica non si pone tra maternità e aborto, ma riguarda il peso della libertà e della responsabilità tipiche della donna-persona nei confronti della propria capacità di mettere al mondo."
"Su un punto concordo con il cardinal Bagnasco: quello di dare applicazione piena alla legge 194.
In conclusione la chiesa ha il diritto di far valere le ragioni del suo magistero, ma lo stato ha il dovere di proteggere i diritti e le libertà di tutti."
"Non si invita un Pontefice a inaugurare un anno accademico perché il Papa è un capo di Stato, ed è la massima autorità della Chiesa cattolica. Come non si invita Benedetto XVI non si invita il Dalai Lama, e non si invita il Rabbino capo di Roma." "Ratzinger è un pontefice che si è espresso in modo netto, e più volte, sul fatto che la scienza deve essere subordinata alla religione. E l'università è prima di ogni cosa una comunità scientifica che non si sente subordinata a nessuno." "non sono un bello spettacolo, anche se legittimi, gli striscioni antipapa davanti all'università, e ancor meno le inopportune e ridondanti veglie di preghiera degli studenti cattolici."
"Perché siamo così intolleranti e settari da non volergli dare la parola?" Perché "Nessuno di loro (docenti e discenti) può però accettare che qualcuno, per quanto vanti investiture dall'Alto, possa loro prescrivere cosa debbano o possano dire, fare o pensare."
14 gennaio 2008
"In realtà, dopo la nomina del nuovo cerimoniere, Monsignor Guido Marini, le celebrazioni pontificie danno uno spazio sempre maggiore alle tradizioni liturgiche preconciliari." "Secondo Benedetto XVI, infatti, il Vaticano II non ha introdotto una rottura nella liturgia. Il motu proprio di luglio 2007 mirava non solo a liberalizzare la messa in rito tridentino, ma anche a far sì che l'antico rito potesse influenzare il rito di Paolo VI. Nelle intenzioni del papa, ciò dovrebbe permettere di preservare la liturgia da innovazioni che egli giudica eccessive." (ndr.: E' un gesto gravido di conseguenze: tutte le chiese edificate prima del concilio, e non solo la cappella sistina, erano state pensate non per la mensa attorno alla quale il popolo credente fa memoria del suo Signore, ma per officianti all'altare che mostrano le spalle ai fedeli...; in nome della continuità si pone un gesto di discontinuità nei confronti dei due papi precedenti, del Vaticano II e della sua recezione... ; quale rapporto con ciò che l'apostolo Paolo chiamava "la cena del Signore"? Sono giorni difficili per coloro che hanno respirato a pieni polmoni l'aria fresca dell'evento conciliare)
La festa che precede la Pasqua è una pausa, un interregno tra la fine del vecchio anno e l'inizio del nuovo: come una nave di folli porta l'umanità in un'orgia necessaria per staccarsi da ciò che muore e per ricreare la vita che rinascerà
"Il Carnevale non si sottrae al senso della Festa e, seppure in ogni Festa sia presente un elemento orgiastico, esso solo è la Festa stessa dell'orgia, manifestazione di sovrabbondante energia, che sconvolge la crosta gelata del vecchio Anno, necessaria sia per liberarsi-staccarsi da esso, che per ri-creare il gioco cosmico. Riso, danza e maschera sembrano essere gli elementi essenziali di questa liberazione-ricreazione."
Si ride. Il riso di scherno che deride il passato e ne scopre l'impotenza, ma anche la risata gioiosa della rinascita. Si balla. La danza è la trama che unisce gli opposti e il filo che ci lega al ritmo del tempo, della vita che si ri-crea. La maschera profetizza il volto che avrà la nuova era e ci svela il nostro vero volto, quello della Morte.
"Chi riconosce un ruolo pubblico della religione non può far parte del Pd, o almeno deve accettare che esso sia laicista: altrimenti in questo nuovo partito a confusione si aggiunge confusione!"
"Il pontefice non devia dalla rotta scelta: riorientare l´applicazione del Vaticano II.
Perché lui allo «spirito del Concilio», come lo hanno interpretato i riformatori più conseguenti, non ci crede. Lo ha detto da subito: il Concilio non è stato «rottura», ma riforma nella «tradizione» e comunque già da cardinale sosteneva che aver impostato il rito postconciliare con il celebrante rivolto ai fedeli, è un tradimento. Poiché tutti - fedeli e sacerdoti - devono guardare a Oriente, alla Resurrezione."
"perché qualificare degli operatori psicologici o psichiatrici come cattolici? La trovo una dizione ridondante: una persona per bene non deve qualificarsi come cattolica, altrimenti implicitamente le persone non cattoliche sarebbero per male... Io non ho mai capito l'utilità e neppure la convenienza di un raggruppamento come quello che presiede Cantelmi."
"Ma davvero, impedire a chicchessia di parlare ed esprimere un pensiero in una sede universitaria sarebbe un'esuberante manifestazione di libertà dissidente? "
13 gennaio 2008
"In Italia ci sono oggi due minoranze, quelle dei cattolici autentici e quella degli autentici laici. In mezzo c'è un corpaccione di laici e di cattolici «dimezzati», che ostentano virtù civiche e religiose che non praticano affatto. Quella è la maggioranza del paese."
"La sorpresa e il disorientamento sono forti per tutti i cattolici che hanno assorbito la lezione del Concilio Vaticano II su una Chiesa popolo di Dio nella quale il ruolo della gerarchia non cancella ma anzi è al servizio di un laicato che ha proprie e specifiche responsabilità. Tra queste vi è proprio quella di tradurre nel concreto della vita politica e della legislazione di uno Stato democratico esigenze e valori di cui la coscienza cattolica è portatrice. E' legittimo e doveroso per tutti i cittadini, e perciò anche per i cattolici, contribuire a far sì che le leggi dello Stato siano ispirate ai propri convincimenti ma questo diritto dovere non è la stessa cosa che esigere una piena identità tra i propri valori e la legge."(Scoppola)
"Il partito democratico è moderno. Non ha una morale opprimente, e cerca di non fare giochi opportunisti, anche se non sempre in questi mesi gli è riuscito. E di fronte a questa modernità che la Chiesa ha un vero e proprio disagio, perché la lingua non è più comune e non è più la stessa. Con il "moderno" questa chiesa ratzingeriana, che rispetto al suo predecessore è più reazionaria, ha difficoltà e mille disagi. Un potente partito democratico, moderno e aperto sui temi etici, e sui valori laici, è di una pericolosità immensa."
"L'orgoglioso non ha un vero rapporto con l'altro e nemmeno con Dio: ogni sua relazione è rapporto con se stesso e proietta la sua immagine in Dio, al punto che, quando pensa a Dio, pensa a se stesso." Una società come la nostra vede sorgere il culto della personalità "Si prepara così il terreno propizio a soluzioni politiche in cui il grande timoniere, l'unto, l'eletto, il salvatore della tradizione e della morale si profila all'orizzonte come necessario e augurabile. Anche oggi, purtroppo, c'è sempre qualcuno che aspetta di sentirsi vocato a prendere il posto di Dio."
"Mi stupisce però che il solo discorrere di aborto, al di là delle stime trionfalistiche sulla riduzione dei casi in Italia, sia considerato dai suoi sostenitori un tabù."
"Chi scrive i discorsi al Papa? E chi li legge, prima che Benedetto XVI li pronunci? Il «caso» nato dalle critiche pesantissime rivolte agli amministratori di Roma non è unico; basti pensare a Ratisbona (con la citazione su Maometto che incendiò il mondo islamico) e ad Auschwitz con la parola «Shoah» aggiunta in extremis. Oppure al Brasile, dove fu accusato di aver omesso il lato oscuro della conquista. Ma probabilmente l'attacco alla giunta capitolina - forse senza precedenti, nella storia delle udienze pontificie - merita un'attenzione particolare."
|