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31 dicembre 2007

I pericoli per la Chiesa non vengono "dai pulpiti accademici e giornalistici di un laicismo ideologico sempre più spento, legnoso, ripetitivo, ossessivamente chino sulla riformulazione catechistica della vulgata tardo-illuminista" (Odifreddi-Onfray-Dawkins...). I credenti non non capiscono "che bastano poche righe di uno scrittore (Philip Roth) straziato dalla morte del padre per spegnere ogni barlume di speranza e voltare le spalle a ogni trascendenza. (ndr.: sono rilfessioni simili a quelle di Cacciari, il quale però aggiunge che questa visione disperata non riguarda solo i credenti, ma tutti)
"la cultura attuale, per dirla con il filosofo Friedrich Nietzsche, ride di coloro che cercano dio e della tradizione cristiana. Questa è la novità con quale dovrebbe confrontarsi la Chiesa: oggi non esiste più un rapporto essenziale, profondo con la tradizione cristiana" ... Questo è un dramma sia per la Chiesa, della quale occorre avere un grande rispetto, che per i laici..., checché ne pensi Odifreddi...«La Chiesa deve smettere di essere dogmatica e si deve ricordare, come diceva il protestante Barth, che il tratto fondamentale del peccato è il voler giudicare come se si fosse dio».
"La sciatteria è non fare bene le cose, metterci negligenza, pigrizia e indifferenza, trascurare un dettaglio, pensando che sia solo un dettaglio, un'inezia. "..."Non so come, ma credo esista un preciso legame tra sciatteria e bullismo. Forse il bullismo è la forma estrema della sciatteria. Nasce dalla stessa volontà di non far bene le cose, di trascurare, di negligere: di non avere rispetto. Bullismo è volersi sentire così potenti da ignorare i sentimenti dell'altro, non rispettare la sua persona, umiliarlo. "

30 dicembre 2007

È moderno pensare che la Repubblica abbia bisogno di credenti, intendendo per credenti coloro che appartengono a una determinata Chiesa. "È estremamente moderno dare alla religione una radice identitaria che coincide con una nazione o una terra. Tutte queste idee nel Medioevo non c'erano e con l'universalismo cristiano sono poco compatibili: sono nate con le nazioni, e si sono esasperate con i nazionalismi." "I credenti cui alludiamo sono moderni perché questo loro dover-voler credere rimanda a ideologie chiuse, inaccessibili al dubbio, che escludono il diverso denominandolo miscredente o dissidente." "sono chiamati credenti coloro che credono in questo Dio, esecutore di umani disegni. Tutti gli altri sono non-credenti." "Questo comprendere un'altra cosa al posto di Dio è l'essenza dell'integralismo moderno. È cercare in Dio le ragioni di una politica, e arrogarsi una giustificazione esterna che altri - non credenti, atei, agnostici - non possiedono."
"Non possiamo parlare dell'omosessualità come di una malattia, dopo quel che Hitler ha detto di essa. La memoria, non possiamo liberarcene come fosse un'inutile verità: se esistono parole tabù quando si parla di ebrei, debbono esisterne per gli omosessuali, i Rom, i malati mentali.
Non è relativismo, avere dubbi su una fede così connessa alle vicende terrene da secernere la presunzione di poterle cambiare con miracoli, preghiere, atti di forza. È avere coscienza dei propri limiti, assolutamente. È capire che non abbiamo diritto di comprendere un'altra cosa al posto di Dio, e darle lo stesso il nome di Dio."
"l'acedia è la nausea di cui parlava Jean-Paul Sartre, è il non-senso che ci assale, è ciò che si avvicina pericolosamente alla stato di depressione. ...In radice l'acedia è dunque incapacità di perseverare, di dedicarsi, di avere cura. ... un vegetare anziché vivere." "l'acedia attacca più facilmente chi ha l'animo piccolo e gli orizzonti ristretti, chi vive in un mondo per così dire lillipuziano, e, di conseguenza, è incapace di nutrire interessi ampi, di esercitarsi al dialogo con gli altri che dà sapore alla vita"
La storia per la Bibbia è la sede delle epifanie divine. Con l'Incarnazione, dunque, si ha un'unione intima tra due realtà che sono antitetiche, il tempo e l'eterno. Non è più il "divoratore delle cose" (Ovidio), il "vorace cormorano" (Shakespeare), il "boia delle ore" (Gongora), il "sinistro iddio, impassibile, spaventoso" (Baudelaire). Diventa invece "storia della salvezza"
Le questioni di inizio e fine vita non si risolvono con le leggi, i proclami, gli appelli a una natura umana immodificabile, ma guardando alla delicata drammaticità dei singoli casi, all'importanza della relazione
Il fascicolo che la rivista palermitana Segno dedica alla laicità (il n.290 della lunga serie di questo mensile) fa sentire la voce di quel cattolicesimo conciliare che, nonostante le tendenze dominanti nei vertici della Chiesa, non è affatto spento o assente né nel nostro paese né, a maggior ragione, nel vasto mondo cattolico
E' possibile una condizione nella quale le apparenze siano quelle della convivenza dei due poteri, ma la sostanza sia quella della manomissione dell'uno a vantaggio dell'altro. Nella storia tante volte è accaduto. Oppure si può configurare un'idea della laicità più alta e più adeguata di quella della semplice separazione delle sfere. Un'idea secondo cui la politica può svolgere da sola il suo compito, anche quello più alto della promozione dell'umano. E a questo compito possano concorrere, come lievito e sale, fedi e religioni che trovano il loro cammino proprio proponendo all'umanità la liberazione trascendente e definitiva dell'uomo dal peccato nell'incontro con Dio
«Sono un cristiano e ho grande rispetto per la libertà religiosa. Ma Gesù arrivò a Gerusalemme sul dorso di un mulo. Quando oggi vedo pastori che girano in Rolls Royce e che si spostano da una città all'altra col loro jet personale, mi chiedo: serve davvero a diffondere il Vangelo?»
Odifreddi ripresenta la sua visione di laicità, o laicismo come "agire come se la religione e la Chiesa non ci fossero, senza naturalmente far nulla affinché non ci siano. Questa posizione è un compromesso tra i due estremi del clericalismo e dell´anticlericalismo."
"Siamo di fronte a una fase due del pontificato di Benedetto XVI, che dopo un lungo periodo per lo più dedicato ai temi dell'etica e dell'identità cristiana sembra ora applicarsi con forza alle questioni sociali nel mondo? " "I temi sociali sono centrali per una Chiesa la cui missione è di far crescere la pace umana e spirituale. Di questi accenni saranno contenti i molti laici che imputano alla Chiesa di Roma di essere oggi attenta soltanto ai temi della vita e della bioetica ..., ma pure non pochi credenti e cattolici per i quali l'impegno sociale è un criterio di coerenza di fede e di promozione della vita umana."
"Non mi illudo che si possa fare molto per cambiare questa deriva e questa perdita dei valori. Ma un tentativo pure va fatto in un mondo dai drammi quotidiani, almeno in un ricordo di quel "bambino" che, poi, ad un certo punto disse che bisognava amare il nemico, che pronunciò il discorso delle beatitudini, che dialogò con affetto con la prostituta, che disse "chi è senza peccato, scagli la prima pietra"..."
una democrazia laica non può limitarsi a scrivere regole procedurali dichiarando che non esistono verità sull'uomo (ndr.: non mi sembra che riporti correttamente le tesi di Rusconi)

29 dicembre 2007

L'ultimo numero della bella rivista genovese "Il Gallo" ci regala alcune dense riflessioni sul Natale. Anzitutto alcuni pensieri di don Michele Do, raccolti da chi ha ascoltato le sue omelie.
"Questo è il gioioso annuncio del Natale: Gesù è venuto a rivelarci il senso divinamente grande di ogni vita e di ogni destino, a cominciare dagli ultimi, dalle realtà apparentemente assurde..."
"il Verbo, il senso della vita, non è un catechismo, non è una serie di definizioni. "Il Verbo si è fatto carne..., la vita concreta del Signore Gesù. I connotati sono quelli, quelli e non si possono cambiare. Quelli ci raccontano Dio e ci raccontano l'uomo, l'essenza di Dio, il vero volto di Dio, l'essenza dell'uomo, il vero volto dell' uomo.... La Parola si fa carne e noi facciamo diventare parola la carne. E cioè riduciamo a un nome Gesù..."
"Proprio alla crescita di una prassi musulmana, pienamente inserita nella cultura italiana, è invece dedicato il libro Dentro la moschea (Rizzoli, pagg. 516, euro 10,80) di Yahya Pallavicini, imam dell´unica moschea di Milano " "Non si tratta - sottolineava il patriarca di Venezia Scola in una recente intervista a Repubblica - di puntare su un astratto «Islam moderato», ma di confrontarsi con un «Islam di popolo» in un dialogo sulle istanze primarie di ciascuno: gli affetti, il lavoro, l´educazione, l´esperienza della nascita e della morte, il rapporto con Dio. Su queste basi cristiani e musulmani devono pazientemente conoscersi, interrogarsi, ascoltarsi. Yahya Pallavicini, con il suo libro, è protagonista di questo sforzo, il cui esito positivo interessa gli italiani di ogni credenza. "
"se l'avventura planetaria dell'essere umano fallisse, questo comporterebbe indubbiamente una immane tragedia. Ma non sarebbe una tragedia assoluta" "i cristiani sostengono che l'ultima parola non è la morte ma la resurrezione, che non è la rianimazione di un cadavere. È la piena realizzazione delle potenzialità dell'essere umano, una vera rivoluzione dentro l'evoluzione." "Ciò che può avere fine non è la vita umana, ma questa vita umana insensata che ama la guerra e la distruzione di massa. Dobbiamo inaugurare un mondo umano che rispetti la vita, desacralizzi la violenza..." "Tutto ciò che esiste, merita di esistere. Tutto ciò che vive, merita di vivere. Soprattutto l'essere umano."
"nell'inafferrabile mercato della devozione c'è soprattutto la testimonianza di una inculturazione profondissima, di un desiderio di protezione e guarigione che l'affarismo di chi vende sfondi o senso rivela più che produrre"
Due ragazzi italiani hanno lanciato un servizio, a pagamento, per scaricare sul display del proprio telefonino immagini sacre. Il santino più scaricato è quello di Giovanni Paolo II, seguito da padre Pio e da Santa Lucia.l Trenta le immagini disponibili, ma il catalogo, visto il successo dell'iniziativa, verrà ampliato.
L'accordo: il Campidoglio fornisce mezzi e autisti, l'Opera pellegrinaggi paga
le guide e incassa i soldi del biglietto. L'accusa: soltanto 156 mila persone trasportate lo scorso anno nel tour delle principali chiese romane
"Non sono tempi facili per la Chiesa cattolica. I processi di secolarizzazione, nonostante alcuni maldestri tentativi di negarne l'evidenza, proseguono apparentemente inarrestabili e, anzi, cominciano a investire anche aree, come l'America latina e gli Usa, che ne sembravano finora escluse. " (ndr.: mi sembra un'analisi troppo semplicistica del fenomeno religioso oggi)

28 dicembre 2007

"Vedrei dei concili che prendessero uno o due temi... come la parola di dio ... e la famiglia". "lo Spirito mi ha condotto giorno dopo giorno e mi riserva sempre sorprese, che riguardano anche il futuro. Non bisogna mai adagiarsi sul presente!" "Certamente è positivo che si parli di religione, però bisogna che questo interesse sia portato da una vera fede, da un vero amore al vangelo e non soltanto dal desiderio di contarsi e di contare."
"La quale (Spe salvi) presenta forti analogie con i precedenti pronunciamenti antimoderni del papato e soprattutto ha in comune con essi la paura e la difficoltà a rapportare la speranza e la fede teologali alle speranze e alle fedi terrene. I papi antimoderni compreso Benedetto XVI pensano in termini contrappositivi." "Le speranze terrene non hanno bisogno di sbandierare il riferimento a Dio per essere autentiche. Dio ce l'hanno dentro per chi vede i "misteriosi piani", anche se sono speranze laiche e di atei." "Soprattutto è una presa di distanza esplicita dall'antimodernismo la grande lezione della teologia dei "segni dei tempi" proposta dalla Pacem in Terris che vede e valorizza gli aspetti di speranza del cammino umano nell'ascesa del mondo operaio, nell'emersione della soggettività femminile, nella liberazione dei popoli." "Siamo agli antipodi del pensiero di Ratzinger"
Padre Giovanni Sale della «Civiltà Cattolica», sulla base di documenti inediti, sostiene che Dossetti alla Costituente fu in piena sintonia con la Santa Sede, come ha riferito Dino Messina sul «Corriere» del 22 dicembre. Il giorno dopo è intervenuto sulla questione Alberto Melloni, secondo cui l'azione di Dossetti si poneva l'obiettivo di rafforzare la democrazia.
"Mentre il capo del governo cercava compromessi con gli altri partiti sui temi costituzionali il leader della sinistra cattolica sosteneva posizioni in completa sintonia con il Vaticano"
"Dossetti pratica una manuductio, «portando per mano» verso l'accettazione del sistema democratico una Chiesa percorsa dalle nostalgie dello Stato confessionale."
Nell'intervista condotta all'interno del programma televisivo "Che tempo che fa" vengono toccati vari problemi, dal senso del Natale, al significato della verginità di Maria, al momento difficile per il dialogo, al peccato, al monachesimo...
"Oggi si ha diffidenza della parola dialogo, anche all'interno delle religioni, purtroppo anche tra i credenti. Nelle religioni oggi ci sono credenti che lavorano contro il dialogo. Dicono che il dialogo è una parola ormai indecente, per cui non bisogna fidarsi, perché pensano che occorre ritornare ad una identità dura, ad una identità autoreferenziale. Invece ogni identità nasce e cresce col confronto, con la relazione e il contatto con gli altri. Viviamo dei tempi molto difficili per quelli che credono nel dialogo, nel confronto, nell'ascolto dell'altro."
"E se ogni uomo, anche il non cristiano, anche l'ateo, è immagine e somiglianza di Dio anche lui ha qualcosa da dirmi. E l'umanità o la costruiamo insieme o in realtà la distruggiamo e rendiamo più barbara la vita umana"
"«Grazie a Dio abbiamo un Papa che ha deciso di combattere frontalmente il diavolo - commenta padre Amorth - era ora che i vescovi diocesani fossero obbligati a incaricare un numero stabile di esorcisti per liberare le persone possedute dagli spiriti maligni.
Per la verità, l'obbligo ce l'hanno già ora, ma non lo rispettano perché proprio loro che sono esorcisti per diritto divino, non credono all'esistenza del diavolo»"
Un progetto allo studio per il 2008 Padre Amorth: "Il Papa vuole combattere frontalmente il Maligno"
Su questo tema rinvio all'articolo che Giuseppe Barbaglio scrisse nel settembre del 1986: "Tutti i diavoli della Bibbia" (http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa/070925barbaglio.pdf) inserito in questa rassegna in cui sostiene che "la credenza (degli angeli e del diavolo) fa parte integrante del messaggio religioso della Bibbia, oppure è da annoverare tra i detriti di natura culturale?...sembra di poter sostenere, con cognizione di causa, che quanto la Bibbia afferma degli angeli e del diavolo ha valore funzionale, puramente funzionale. Intendo dire che non appartiene al messaggio vitale che si vuole comunicare, ma costituisce un modo simbolico, immaginario, culturalmente datato, proprio di ristretti circoli, di esprimere articoli fondamentali di fede."

27 dicembre 2007

Il discorso del presidente della Repubblica francese in Vaticano rivela una scelta ideologica al servizio del religioso. "Essa (la laicità) ha per funzione non di liberare le credenze, cioè di favorirle, ma di liberare dalle credenze istituite che le diverse chiese hanno sempre, poco o tanto, voluto imporre. (...) L'identità progressista della Francia repubblicana non si è costruita con l'eredità cristiana ufficiale, ma, essenzialmente, contro di essa. (...) Alla radice dell'approccio "sarkosiano" della laicità, che rompe con la tradizione repubblicana francese, c'è un partito preso ideologico: l'idea che l'uomo non potrebbe fare a meno della religione e del fondamento che si ritiene essa porti alle sue scelte morali. (...) Voler radicare la morale nella religione, significa far dipendere i valori che devono riunire tutta l'umanità da credenze particolari, spesso opposte tra loro e la cui perennità non è affatto assicurata; significa esporre se stessi al relativismo e al nichilismo nel momento stesso in cui si crede di combatterli."
"Viene affrontato per la prima volta nel mondo e per la prima volta nella Chiesa cattolica da parte d´un cattolico militante che si riconosce in un partito ed ha un seggio nel Senato della Repubblica. Si tratta dell´intervento di Dio nella formulazione delle leggi, sollecitato dalle preghiere della senatrice devota." "Siamo di fronte ad un caso che, come ho prima accennato, non ha riscontro nella storia né parlamentare né religiosa di nessun Paese." (...) "Impegnare il nome e l´intervento di Dio in questi «ex voto» avrebbe piuttosto l´aria d´una provocazione e sfiorerebbe la blasfemia violando il comandamento mosaico che fa divieto di «nominare il nome di Dio invano»."

26 dicembre 2007

L'ex arcivescovo di Fortaleza, Aloisio Lorscheider, è deceduto domenica all'età di 83. "«Predicare il concilio, è un passaporto per la prigione»" sosteneva negli anni settanta. E' stato sempre una figura critica «Il papa è prigioniero dei circoli che sono attorno a lui e che lo separano dalla base, confida nel 2001 a La Croix. Giovanni Paolo II ha fatto molti sforzi per cambiare le cose, tuttavia, non credo che ci sia riuscito. Ha aperto la strada, ma è al suo successore che spetterà di liberarsi da una certa organizzazione troppo ecclesiastica e non sufficientemente ecclesiale»
"La religione è stata di rado così presente in una campagna elettorale negli Stati Uniti, dove le discussioni di teologia hanno preso il sopravvento sugli orientamenti economici.
Nel cuore del dibattito tra i candidati repubblicani non figura il ritiro delle truppe dall'Iraq, ma la controversia tra mormoni ed evangelici sulla reincarnazione di Gesù Cristo. Tutti sono convinti che avverrà. Ma dove? Nel Missuri, dove credono i mormoni? O sul Monte degli Ulivi, a Gerusalemme, come assicurano gli evangelici?"

25 dicembre 2007

"Nella sua recente enciclica il Papa esclude che le speranze umane abbiano un vero valore se non si fondano in Cristo, e - forse senza saperlo - Salman Rushdie, (...) gli risponde che le speranze proposte da quelli che egli sprezzantemente definisce "i preti" sono inganni micidiali e pesti fondamentaliste."
"La speranza non soggiorna nelle corti dei Potenti né si esibisce sui palcoscenici dei Filosofi. Veste il grembiule di una bambina (Mounier parlava della piccola speranza che ci dà il buongiorno ogni mattina) piuttosto che i paramenti di un gran sacerdote o le decorazioni di un generalissimo" ...
"Come dice il pastore Paolo Ricca, "Se vuoi udire la parola di Dio, porta attenzione alla parola degli uomini... Non in voci celesti, in rivelazioni straordinarie, in esperienze eccezionali parla il Signore, ma preferibilmente nel mondo del quotidiano, nella normalità di esistenze comuni"
"Pensavo anche (presuntuoso come sono!) che (il papa), dall'alto della sua cattedra, avrebbe mostrato come un germe del Regno di Dio sia presente in tutti i luoghi in cui gruppi di persone lavorano, rischiano e soffrono per un mondo migliore"... "Poiché nelle chiese veniva proclamato un dio senza speranza, i poveri andarono a trovare speranze senza Dio" ha scritto il teologo Moltmann."
Il Natale è per i credenti segno di luce e di redenzione e per tutti simbolo di vita che fiorisce nel grembo oscuro della storia. "È in questa crisi di ottimismo "scientifico" che si innesta di nuovo la speranza cristiana come annunzio di una redenzione non intramondana, autoreferenziale e autosalvatrice, bensì come offerta di un amore "esterno", perfetto e trascendente". (ndr.: dopo la severa e "conciliare" critica di Masina all'enciclica papale, l'encomio, gravato di mille erudite citazioni, di Ravasi).

24 dicembre 2007

"Molti europei dubitano della capacità dell'Asia di raggiungere l'Europa sotto il profilo dell'integrazione regionale. Ma l'Asia non ha solamente il tipo di fondamenti etici comuni e stabili che furono così importanti per l'integrazione europea, ha anche una serie di princìpi morali, alcuni dei quali facevano saldamente parte della cultura dell'Asia molto prima che venissero adottati in Europa. Di fatto questi princìpi asiatici possono rappresentare un aspetto di una etica globale comune emergente. "
"Il dato che emerge in questo moltiplicarsi di nuove forme di familiarità mi sembra fuori discussione: ed è lo sbiadirsi dell´importanza del fattore puramente biologico, rispetto al rilievo determinante dell´aspetto affettivo" "Ma se famiglia e amore si intrecciano sempre di più - fino al punto da compensare attraverso nuove pratiche culturali persino l´asimmetria fra affettività e riproduzione - come si fa a non chiedersi perché il riconoscimento dell´amore non debba anche prevalere rispetto all´obbligo della diversità di genere"
"la «messa in scena della famiglia» che avviene in questi giorni è anche l'occasione per ribadire gerarchie di rilevanza tra parenti e tradizioni (dove si fa il pranzo di Natale e secondo quale tradizione), definire appartenenze, ma anche esclusioni."
"Nessun oggetto, nessuna istituzione, nessun rito sono di per sé sacri; sacro è solo il senso di amore e soprattutto di rispetto per gli uomini." "...il ridanciano e scampanellante Babbo Natale è un segno della crescente scristianizzazione; della perdita della memoria, del linguaggio, del senso che il Cristianesimo dà al mondo." "Anche in quei Natali tradizionali si violava e negava, senza saperlo, il significato del Natale, che è preludio di Buona Novella e di liberazione e non malinconia; tempo annunciato e vissuto come pienezza, come compimento di attese e valori, e non quale stillicidio di minuti e di anni nel nulla. Ma tutto ciò era almeno riscattato dalla malinconia" "Babbo Natale invece è sinistramente allegro" "Il Natale è la nascita di un bambino, di un salvatore che sarà crocifisso e conoscerà l'estremo abbattimento del Getsemani; la gioia che esso annuncia non è una truffa, perché non nasconde il dolore, il crollo del mondo."
Si tratta di una nuova lettura del ruolo svolto da Dossetti alla luce dei documenti inediti analizzati da padre Giovanni Sale, il quale sostiene una tesi molto semplice e lineare: che cioè Dossetti si mosse con coerenza cattolica per sostenere all'interno della Costituente il punto di vista della Santa Sede
Una replica alle tesi di padre Sale sul ruolo del politico cattolico alla Costituente.Se cercò il consenso del Vaticano, fu per rafforzare la democrazia. Il suo obiettivo era avvicinare i credenti alle istituzioni. "Chiamata a vivere per la prima volta nella sua storia in un contenitore democratico, dopo i secoli del potere temporale, i decenni della «prigionia» della questione romana, e i lustri del fascismo, la Chiesa doveva dar valore alla riconquistata libertà politica italiana, anche a costo, come diceva Pombeni, di accontentarla su punti che non inquinassero quel dato fondamentale: perché questo rappresentava la risposta ad una simmetrica e simultanea vocazione dei due «massimi sistemi» di cui Dossetti ragionava"

23 dicembre 2007

Il mondo cattolico predilige impegnarsi sui temi della famiglia e del matrimonio, rispetto ad altri più evangelici come guerra e povertà
"al di là del folclore e di uno sfruttamento commerciale insensato, questa festa (il Natale) è, per i cristiani, il ricordo della nascita del Figlio di Dio a Betlemme. Ma ha un significato antropologico universale: è la festa della nascita, della novità, del mistero, della fragilità della vita umana. La si può celebrare senza essere credenti!"... "Il religioso si iscrive sempre nell'antropologico. Il cristianesimo più di ogni altra cosa, poiché è la religione dell'incarnazione"
"Non si tratta dunque di annoiare la gente con le radici cristiane dell'Europa. Rispettare la memoria, è rispettare la pluralità delle sue tradizioni culturali: l'Europa, è tanto Gerusalemme quanto Atene o Roma. Stessa cosa per l'ethos nazionale, neanche quello possiamo ignorare. La Francia è Voltaire, le idee del 1789, ma è anche Giovanna d'Arco. Come dimenticare Reims, Vézelay e la Comune di Parigi?"
la tristezza è il non-piacere per eccellenza, essa «spoglia da ogni piacere e fa inaridire il cuore», ... è alla radice della depressione nervosa, perché conduce al sentimento del non-senso della vita, a uno stato di letargo in cui la vita appare senza luce, senza speranza, in una parola, invivibile.
la tristezza è una patologia riguardante il rapporto con il tempo: si idealizza il passato come stagione senz'altro migliore di quella attuale e, specularmente, ci si pone in modo irreale di fronte al futuro.
"occorre obbedire risolutamente al comando di rallegrarsi ed esercitarsi nella gioia vivendo in pienezza il momento presente, così da sperimentare che né il passato né il futuro possono imprigionarci, ma determinante è solo l'oggi in cui ci è chiesto di vivere, grati verso ciò che è stato e aperti verso quanto il futuro ci riserva"
"c'è anche una tristezza che nasce dalla constatazione della felicità altrui, reale o presunta che sia, dall'invidia. ...L'invidia è un riflesso che consiste nel paragonarsi sistematicamente agli altri, nell'incapacità personale di ammettere con gratitudine i doni rispettivi di cui ciascuno è dotato."
"nessun dono, se è dono, è accostabile allo scambiare, allo stipulare contratti, a un dare condizionato" "Il donare autentico non ha nulla di necessario, anche se comporta una fatica che tuttavia arde benevola. Più è inutile, a volte, più è regale" "Deliziosa è la vecchia massima secondo cui a caval donato non si guarda in bocca" "Il donare è un'esperienza eminentemente religiosa, se vissuto con profondità"

22 dicembre 2007

Riflessioni sapienti di don Angelo Casati sul taglio degli alberi avvenuto nottetempo sulla piazza antistante la chiesa.
"Che cosa insegna il Natale e che cosa insegniamo ai nostri figli? E se il segno dell'immensa tenerezza di Dio, anziché declinarlo in vuote liturgie, riprendessimo a declinarlo nelle liturgie quotidiane della vita, come fece lui. Curando lo sguardo."... ", la compagnia degli uomini e delle donne del mio tempo mi hanno reso sempre più diffidente delle parole declamate, magniloquenti, hanno il tono e la pretesa dell'onnipotenza, il più delle volte sono devastanti. Mi sto innamorando, come i folli e i poeti, di parole piccole e di sguardi che abbiano il colore degli occhi di Gesù, il piccolo. A scanso di equivoci, "piccolo" anche quando ebbe più di trent'anni. E forse lo dimentichiamo"
""A Natale i cristiani celebrano la loro fede in una realtà già avvenuta - la discesa di Dio nella carne di Gesù - come pegno di quanto ancora attendono: che Dio sia in tutta l'umanità, che l'umanità trovi quella pienezza in Dio sperimentata nell'Eden delle origini. Ma, se questo è il fondamento della gioia che abita i credenti in questa festa, allora essa non può essere soggetta ad alcuna «esclusiva»: è gioia per l'intera umanità, destinataria ultima dell'amore di Dio." "i cristiani non possono impadronirsi del Natale sottraendolo agli altri, non possono imprigionare la speranza che è anelito del cuore di tutti""
"«Le congregazioni religiose potrebbero uscire presto dalla tutela della Repubblica e il ruolo della Chiesa cattolica diventare centrale, uscire dall'angolo in cui è stato confinato. Nel colloquio con il segretario di Stato Bertone, Sarkozy ha detto che la religione deve collaborare, riconoscendo quindi la funzione straordinaria della religione. Una funzione pubblica e non privata. Quindi adesso appare pronto a riconoscere un carattere di culto alle attività caritative della Chiesa e il valore dei diplomi rilanciati dagli istituti cattolici»."
"Nel paese della laicità, dove la Marianna della République si è a lungo opposta alla Madonna della Chiesa, il discorso di Nicolas Sarkozy nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ha suscitato forti reazioni. C´è chi l´ha trovato curioso ma anche ingenuo e un po´ provocatore; e chi invece l´ha considerato un solenne riconoscimento del nuovo clima nei rapporti tra Stato e religione. I due divergenti giudizi sono apparsi nettamente nei commenti di Le Monde e di La Croix. Il primo quotidiano è l´interprete del pensiero laico, il secondo di quello cattolico. " (ndr.: i due articoli, tradotti, sono stati inseriti in questa rassegna)
"Le radici della Francia sono essenzialmente cristiane, martella Sarkozy. Assumo pienamente il passato della Francia e il legame particolare che ha unito da così lungo tempo la nostra nazione alla Chiesa". (...) "il presidente afferma che la Francia ha tutto da guadagnare da una "laicità positiva", da un riconoscimento effettivo del posto delle correnti spirituali nella vita pubblica, dal loro concorso nella definizione di una "morale" per il paese"
"Il discorso pronunciato ieri da Nicolas Sarkozy al palazzo del Laterano farà storia. Resterà come l'affermazione di ciò che può essere una «laicità positiva». Vale a dire una concezione delle relazioni tra le religioni e lo Stato che permette al presidente della Repubblica di riconoscere un'eredità: «La Repubblica ha interesse a che esista una riflessione morale ispirata da convinzioni religiose». "
"Qui non si tratta né di religione, ne di fede, né di morale, e tanto meno di conflitto con la Costituzione. Qui si tratta di sacrosanti diritti e basta. Stupisce che autorevoli esponenti di una grande istituzione come la Chiesa Cattolica, ricca di culture, di organizzazioni e di uomini straordinari combattano una battaglia di retroguardia foriera di sofferenze morali e fisiche inflitte a persone che scelgono di amarsi a modo loro. "
"Se le chiese, tutte le chiese, non smettono i loro paludamenti dottrinali e ideologici e non fanno l'esperienza dell'umanità di Gesù in cui credono, il loro declino non sarà certo fermato dallo sfoggio di un potere sempre più anacronistico."

21 dicembre 2007

Reportage da Sobradinho, nord est del Brasile, dove dom Luiz Cappio, vescovo francescano, è in sciopero della fame per impedire la deviazione del rio São Francisco voluta dal governo. E dall'agro-business Sobradinho (Bahia)
Un vescovo francescano sta digiunando da 24 giorni per impedire la trasposizione delle acque del San Francisco. "Mi accusano di essere nemico della democrazia perché sto digiunando e pregando contro un progetto autoritario, sbagliato e retrogrado del governo federale, che è la trasposizione delle acque del fiume São Francisco." "Sono stato definito «fondamentalista» e «nemico della democrazia» perché ho cercato di sollevare il popolo, e di questo i «democratici» che mi accusano hanno paura. Perché non si presenta la verità sul progetto e non si discute quale sia la miglior soluzione, quale il cammino del vero sviluppo del semi-arido? Questa è la nostra lotta, questa la vera democrazia."
È il messaggio cristiano stesso a patire se viene ridotto soltanto a canzoncine, alberi decorati o festoni colorati. Secondo i racconti evangelici quella del Messia di Israele è una nascita nella povertà, in condizione di itineranza, e sono dei poveri, i pastori, che per primi lo incontrano.
"quel bambino, uomo come noi, nato da donna come noi, è in realtà Dio che si è fatto carne fragile, creatura umana come noi..." "Dio era eterno e in quel bambino si è fatto mortale, Dio era potente e si è fatto debole, Dio era invisibile e si è fatto visibile. Fin dalla sua nascita, l´uomo Gesù comincia a narrare, a raccontare" questo Dio. Nel Natale poi i cristiani vedono l'annuncio delle realtà ultime e definitive, della venuta di Gesù alla fine dei tempi. Se i cristiani recuperassero questo patrimonio umano e di fede sarebbe un arricchimento per tutti: la giustizia e la pace per l'intera umanità "oggetto dell'amore di Dio".
Guardando le pratiche natalizie degli acquisti e dei consumi sembra che nella nostra cultura il Natale sia ormai già ateo, o se preferiamo agnostico, certo profondamente laico. Di cristiano è rimasto solo il rito che si ripete, la ricorrenza che ritorna, la festa che, come nessun´altra, è davvero "comandata". "la domanda non è: che senso ha la festività di Natale per un laico, ma che significato essa ancora possiede per un cristiano che vive in una cultura opulenta, e in ogni suo aspetto laicizzata, dell´Occidente "cristiano"?"
"che ne è del cristianesimo che ha fatto la sua irruzione nel tempo annunciando proprio il futuro come speranza? In Occidente se ne è persa la traccia. (...) Ma se riconosciamo che la nostra cultura è regolata unicamente dalla rigida legge del mercato ed è disposta a ospitare solo qualche deroga in forma di elemosina, beneficenza e volontariato (utili più ad alleviare il senso di colpa connesso al nostro privilegio che a trasformare le condizioni più disastrose del mondo), allora evitiamo almeno quella falsa coscienza che ci porta a identificare l´Occidente con il cristianesimo"
"è difficile non vedere che la religiosità e la fede in questi dibattiti (sulla laicità) c'entrano poco, e che si tratta molto più verosimilmente di questioni di potere." "Ciò non vuol dire che con la questione della laicità la fede non c'entri nulla. C'entra anzitutto perché la Chiesa, con le sue gerarchie, usa troppo spesso il richiamo alla verità religiosa per difendere i propri privilegi, per lo più riconosciuti dal Concordato, cioè dalla Costituzione" "La pretesa del Papa d'annunciare la vera morale naturale, e la richiesta agli stati di conformarvisi, non significa altro che un radicale disprezzo d'ogni altra cultura che non sia la cattolico-romana"
"L'enciclica di Benedetto XVI «Spe salvi» ribadisce e anzi radicalizza l'anatema della Chiesa cattolica contro una modernità colpevole di disobbedire a Dio, e che precipita perciò nella disperazione del nichilismo. L'outing è ora completo. Anche la democrazia è menzogna se la sovranità degli uomini non si sottomette all'imperio della «legge naturale», cioè se la libertà non coincide con l'obbedienza agli ukase della Chiesa, unica interprete autorizzata di tale «legge naturale» e della volontà di Dio con cui essa coincide. La democrazia deve essere cristiana, altrimenti è disumana. Il giallo è finalmente risolto. Il colpevole è Voltaire, anzi addirittura Bacone. Il Male è l'illuminismo, il progetto di autonomia dell'uomo"
"In pochi giorni le autorità scolastiche del Texas hanno costretto alle dimissioni la direttrice dell'agenzia per l'istruzione scientifica, accusata di «tifare» per l'evoluzionismo anziché assumere un atteggiamento neutrale tra darwinismo e teorie creazioniste, e hanno autorizzato l'Istituto di ricerca sul creazionismo a tenere corsi post-laurea e a distribuire «master» in educazione scientifica." "Un europeo, abituato a vivere in una realtà sociale nella quale il darwinismo non viene seriamente contestato ed è accettato anche dalla Chiesa cattolica che lo considera compatibile col cristianesimo, non finisce mai di stupirsi per l'intensità di questo scontro"
Non esiste più un centro che permetta un abbraccio con i moderati dell'una e dell'altra parte, con esclusione soltanto delle estreme. Per il cattolicesimo politico un bel dilemma: né a destra né a sinistra, ma al centro poca o nulla visibilità

20 dicembre 2007

"gli italiani si fidano di più a dare i propri soldi alla Chiesa anziché allo Stato. Ma è comunque sempre poco in confronto alle spese che deve sostenere la Chiesa. Dovessimo fare un bilancio rispetto a quanto la Chiesa dà alla società italiana..."
La laicità è un'espressione eminentemente pubblica: mira ad ordinamenti atti a garantire a tutti (credenti, non credenti e diversamente credenti) il diritto di orientare autonomamente la propria esistenza. In questo la laicità coincide con la democrazia. Un laico ha tre compiti: 1) che il credente introduca nel discorso pubblico solo tesi che non limitino l'autonomia di giudizio e il comportamento degli altri cittadini (vale anche il reciproco); 2) deve sviluppare un discorso pubblico capace di forza persuasiva (non è vero che la laicità favorisce l'individualismo anziché il solidarismo); 3) il laico deve far valere il principio universalistico della cittadinanza costituzionale (contro forme di cittadinanza comunitarista).
In caso di convinzioni incompatibili tra loro rimangono le procedure democratiche e cioè lo scambio amichevole di argomenti nella lealtà reciproca. Chi accetta questo è laico. Chi non accetta, accusando di relativismo, uccide ogni dialogo.
non siamo autorizzati a censurare quei passi della Bibbia che non sono rassicuranti, né condivisibili, come il «beato chi afferrerà i tuoi bambini e li sbatterà contro la roccia!» del salmo 137.
Prima di tutto perché "versetti come questi (e i passi biblici affini) ci ricordano con un'evidenza inconfutabile che la Bibbia è stata scritta da uomini, non da angeli, da uomini, non da Dio. Essa quindi porta, insieme al suo messaggio divino, anche il peso della nostra umanità."
Poi perché "essi documentano dove può portare un amore sviscerato com'era comprensibilmente quello dell'ebreo deportato a Babilonia per Gerusalemme ormai rasa al suolo e il Tempio ridotto a un cumulo di macerie - un amore talmente smisurato da tramutarsi in odio altrettanto smisurato per Babilonia,". Infine "essi ci fanno toccare con mano la novità di Gesù, che ci chiede di amare i nostri nemici e di pregare per quelli che ci perseguitano"
"il papa punta su una Francia chiamata fra sei mesi a presiedere l'UE. Sarà grato al presidente francese di tenere duro sulla Turchia, sull'obbligo assunto dall'Unione, nel mini-trattato, di "mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con le Chiese"

19 dicembre 2007

Il saggio di Sergio Luzzatto sul popolare santo di Pietrelcina è una nuova e diversa storia del nostro Paese nel ´900 dove arcaismo e progresso si intrecciano Non si sente il frusciare delle ali degli angeli ma ci si muove sul terreno politico Le stimmate arrivano proprio il 20 settembre 191 una data carica di significati. Celebre fu la resistenza di Agostino Gemelli e quella di Papa Giovanni XXIII I due fratelli Montini e il finanziamento dell´ospedale di San Giovanni. "La religione dell´«alta Italia» di Padre Gemelli o di Papa Giovanni e quella dell´Italia «bassa», percorsa da «fermenti di idolatria» come scrisse nel 1960 il visitatore apostolico monsignor Maccari, dovevano andare insieme. Ne andava dell´unità d´Italia"
«Oggi mi accusano di eresia per aver denunciato le discriminazioni patriarcali dei libri sacri Le donne nell'Islam sono oppresse da maschilismo, verginità obbligatoria, mutilazioni, velo»
"Il mio crimine sono i miei scritti, e anche la mia battaglia contro l'uso patriarcale della lingua nella religione e nella politica, quando affermo che Dio non è né maschio né femmina, che Dio è simbolo di giustizia, libertà e amore, come mi diceva la mia nonna contadina più di 65 anni fa. Dio è simbolo di giustizia e non un libro sfornato da una tipografia." ... "La religione è asservita al sistema politico. È usata da gruppi di potere che giustificano l'ingiustizia dicendo che è un volere divino."
"Ha dunque solo un alto valore simbolico, è solo uno strumento di pressione morale? No. Essa produrrà anche importanti effetti pratici, il cui significato si potrà forse percepire soprattutto nel lungo termine." (ndr.: quest'oggi presentiamo una rassegna di alcuni editoriali di quotidiani italiani sul voto all'ONU riguardante la moratoria alla pena di morte. Tutti valutano positivamente, ma con accenti e considerazioni a volte molto diversi. Cassese su la Repubblica insiste sul valore e l'abilità della nostra diplomazia; Gaggi sul Corriere sostiene che si tratti di un reale progresso nell'affermazione dei diritti umani; Levi su La Stampa coglie l'occasione per affermare che l'Italia non è un paese in declino. Mentre poi Colombo su "l'Unità" rende merito solo ai radicali (oltre al Governo), Andrea Riccardi in "Europa" parla solo della Comunità di S.Egidio, mentre Lavazza su "Avvenire" ricorda le forti radici cristiane e le nervature del migliore liberalismo, magari dimenticando che quando Beccaria scriveva il suo libro nello Stato pontificio funzionava il patibolo e che, quindi, proprio quelle radici cristiane sono state meglio comprese dal liberalismo... E' sempre difficile per tutti riconoscere pienamente il merito degli altri)
  • Passi in avanti di Massimo Gaggi in Corriere della Sera del 19 dicembre 2007
"...Chi, invece, è consapevole che questa sarà, comunque, una battaglia lunga e difficile, non può non considerare un successo che l'anno apertosi con l'esecuzione di Saddam Hussein si chiuda con l'approvazione della moratoria."
"non siamo un Paese in declino, o un Paese senza valori e senza ideali. Siamo soprattutto un Paese che oggi ha poco orgoglio, poca stima di sé." ... "Anzitutto, la nostra iniziativa (che ha in Italia lontane ma indimenticate radici nella nostra tradizione culturale e civile, e particolarmente nelle caratteristiche del nostro illuminismo laico), non avrebbe avuto successo se non fossimo riusciti ad ottenere che questa causa, all'inizio soprattutto italiana, ottenesse il consenso dei partner europei, diventando un'iniziativa dell'Unione Europea"... "Gli americani riconoscono facilmente le paglie negli occhi altrui, faticano a riconoscere le loro."
"l'Italia testarda e neppure spalleggiata (o spalleggiata con distrazione) dall'Europa, ha fatto ciò che le armi non fanno: ha cambiato le carte in tavola nella storia del mondo. Noi sappiamo benissimo - e lo sanno coloro che leggono questo giornale - che alle spalle dell'Italia, che si è fatta avanti con l'immagine e il prestigio del suo governo, della sua diplomazia, e di ciò che sa far meglio - discorsi di pace e non di potenza - c'è il Partito Radicale e l'ossessione insieme tragica e festosa di Marco Pannella."
"L'approvazione della risoluzione per una moratoria universale della pena capitale da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite segna un passaggio storico. È la vittoria di una cultura della vita che, negli ultimi anni, appariva in regresso negli orientamenti e nei comportamenti." ... "Siamo spesso pessimisti sul nostro presente e sul nostro futuro. Lo siamo anche sulla funzione dell'Italia nel mondo, tanto da ridurre talvolta i dibattiti interni a questione condominiali. La realtà è anche che l'azione internazionale del nostro paese, proprio in questo delicato campo, ha avuto una sua funzione storica, di cui dobbiamo essere orgogliosi. "
"Non in mio nome. Non si può uccidere per affermare il diritto, non si può togliere la vita per conto del popolo sovrano. Il diritto fondamentale va rispettato anche per il peggior criminale, una comunità democratica non dispone dell'esistenza di alcun suo membro."
Un registro delle unioni civili nella capitale della cristianità sarebbe stato inaccettabile oltretevere. Un editoriale ha dettato la linea al Campidoglio. "Quella sulle unioni civili a Roma è per la chiesa italiana e per la Santa sede, una prova importante su cui giudicare Walter Veltroni e capire il posizionamento che il Partito democratico vorrà tenere su questioni etiche e di coscienza"
"in un clima di autentico rispetto, di dialogo vero, di consapevolezza che su temi come questi, che riguardano anche i dettami della coscienza, si sgomberi davvero il terreno da integralismi e fondamentalismi, e si possa serenamente affermare il basilare principio della laicità."
ha ragione chi dice che quarant'anni fa eravamo più laici e più civili. La Chiesa faceva la sue debite pressioni, lo Stato laico si comportava da Stato laico... non doveva accadere che, come al solito, temi che sono appartenuti nel passato alla cultura illuminata di questo paese, dall'azionismo al socialismo liberale, dai cattolici progressisti, al pensiero radicale e liberale, possano diventare appannaggio e bandiera soltanto della sinistra radicale... (perché) Permettiamo che sui nostri giornali laici e democratici il presidente della «Pontificia accademia per la vita» (mons. Sgreccia) definisca gli omosessuali dei «malati da curare», e «con terapie adeguate» (senza nessuna replica) ?

18 dicembre 2007

"«Essere stato alla guida dei giovani evangelici (la Federazione giovanile evangelica italiana; ndr) è stata l'esperienza più importante per la mia formazione, insieme al lavoro in fabbrica. Diciamo che la matrice evangelica sta prima e quella politica viene dopo... Non ho paura della parola "radicale", ma sinceramente credo che il quadro politico italiano sia talmente moderato che spesso anche idee di semplice buonsenso appaiono estremiste. "
"Questa del Card. Lercaro è una testimonianza appassionata di quell'amore per la liturgia che sta alla base della Riforma liturgica, la quale non fu un tradimento, come alcuni oggi vorrebbero affermare, ma il segno più autentico, anche se certamente non senza aspetti migliorabili, della vitalità della Chiesa, che, come diceva Giovanni XXIII, «è una fonte e non un museo». Infatti, citando una frase di G. Bonaccorso, «il rito è tradito non quando è riformato, ma quando non svolge più il suo compito». Il Card. G. Lercaro aveva ben capito che proprio per essere fedeli alla tradizione era necessario "riformare"."
"il Partito Democratico nasceva nell´intenzione di chi lo aveva fortemente voluto, sulla scommessa della possibile unità tra le culture laiche presenti nelle fila dei Democratici di Sinistra e della Margherita. Uno sforzo di mediazione doveva essere possibile, evitando l´irrigidirsi delle rispettive posizioni. La proposta dei Dico, elaborata insieme dalle ministre Pollastrini e Bindi andava esattamente in questa direzione. Ma è stata nei fatti prima ridimensionata e poi respinta. Una vittoria, senza dubbio, per le gerarchie cattoliche. Una sconfitta per chi aveva scommesso su una possibile convergenza e unità dei due diversi riformismi, uno di origine popolare l´altro di origine socialista."
Marcello Pera critica il concetto di identità di genere, che a differenza di quella sessuale, introdurrebbe oltre al genere maschile e femminile, altri generi a libera scelta, cioè non definiti su base naturale, ma culturale. "mentre l'identità di sesso è uno stato obbligato, l'identità di genere è una libera scelta". È il trionfo del relativismo
"L'identità di genere non è un vestito che si sceglie ogni mattina, come sembra pensare Marcello Pera (su La Stampa di domenica) e con lui molti teodem e teocom. È molto più una costruzione/costrizione sociale che ci si trova addosso, specie le donne, per il solo fatto di avere organi sessuali femminili piuttosto che maschili, che non l'esito della scelta di un modo di essere e porsi." Non si riferisce all'orientamento sessuale, ma al modo in cui in ogni società viene definito ciò che è maschile o femminile. "L'idea dell'omosessualità come inversione e terzo sesso fa parte dello stesso armamentario culturale per cui i maschi sono aggressivi, audaci, non piangono mai e le femmine sono dolci, passive, accudenti, un po' sceme" La norma che vieta la discriminazione sulla base dell'identità di genere riguarda soprattutto i transessuali.

17 dicembre 2007

"I cattolici hanno non solamente il diritto, ma anche il dovere di evangelizzare, ossia di testimoniare la loro fede in Cristo. E, anche di fronte a cristiani non cattolici, possono a giusto titolo rivendicare la possibilità di presentare la verità della Chiesa cattolica, senza essere per questo tacciati di proselitismo....il testo rischia di ferire quella parte di cattolici che considerano che la missione deve passare non tanto da un annuncio esplicito del Vangelo quanto da una testimonianza di vita."
(ndr.: c'è una notevole differenza rispetto al Dalai Lama che recentemente invitava gli italiani a non convertirsi al buddismo per evitare facili confusioni! Occorrerebbe poi distinguere tra il relativismo che nega l'esistenza di verità assolute e quello che ne afferma l'esistenza, ma non il possesso...; inoltre l'evangelizzazione non può essere solo unidirezionale: anche i non credenti possono essere in cattedra...)
"Alla Chiesa preme solo aiutare chi ha bisogno" (ndr.: sembra che la Congregazione per la Dottrina della Fede non sia d'accordo dato che - vedi articolo successivo - ritiene centrale evangelizzare e favorire conversioni)
La Congregazione per la Dottrina dela Fede ha riaffermato il diritto-dovere della Chiesa cattolica ad annunciare la verità della propria fede a tutto il mondo e ad invitare alla conversione e al battesimo tutti gli uomini. Si tratta delle implicazioni missionarie della Dominus Jesus, volte a riaffermare l'unicità e l'assolutezza della verità della Chiesa di contro a chi, sulla scorta dell'"agnosticismo e del relativismo del pensiero contemporaneo" sostiene che "sarebbe possibile esser salvati anche senza una conoscenza esplicita di Cristo e senza una incorporazione formale alla Chiesa"
"nei fatti in alcune realtà parrocchie e missioni cattoliche sono rimaste sole a presidiare i confini più disperati della società, quegli stessi dai quali lo stato sociale si ritira ogni giorno." "Privilegi fiscali, esenzioni, pioggia di finanziamenti a vario titolo ma per delegare al mondo cattolico un lavoro sporco che lo stato non vuole e non sa fare".... "La vera forza della chiesa non sta nel suo aspetto pubblico, mediatico, politico, ma nell´essere rimasta l´unica organizzazione con un forte radicamento nei territori e una pratica sociale quotidiana"(De Rita) "La bontà da sola non basta, a volte anzi è un alibi per lasciare irrisolti i problemi. Questa bontà ci rende complici di un sistema fondato sull´ingiustizia, ... La questione è reclamare più giustizia, non offrire come carità ciò che dovrebbe essere un diritto"(don Ciotti)
"vivere in uno Stato democratico ...coinvolge e reclama una condivisione vasta di valori partecipati, come la libertà dei cittadini e la loro espressione reale nella società." "Oggi molti rilevano presente nel corpo sociale una crisi di questa idea di uguaglianza (tutti i cittadini godono originariamente di un eguale diritto alla libertà), che si esprime con atteggiamenti di discriminazione e d´intolleranza verso le minoranze". Ma che "tutti i cittadini hanno uguale dignità vuol dire che hanno qualcosa in comune e non tutto". Inoltre il "principio di uguaglianza è il fondamento di una serie molteplice di differenze". Sono così escluse non solo le discriminazioni ma anche la distruzione di differenze naturali, quali quella sessuale. "Distinguere quanto è naturale da quanto in politica è negoziabile non è una scelta facile in democrazia, ma è l´unica vera scelta non democratica necessaria per la vita della democrazia stessa." (ndr.: le differenze "naturali" non sono così nette, maschile e femminile sono presenti in ciascuna persona... l'unità è più grande delle differenze, e le differenze sono più complicate di quanto non appaia... non è pertanto così scontato distinguere il "naturale" dal negoziabile)
La fede secondo Gramsci. Il pensatore sardo criticava il cattolicesimo ma ne riconosceva la capacità di farsi parte della modernità. "Dal carcere, riflettendo sulle cause della sconfitta il suo giudizio sarà opposto: la forza morale e la capillare egemonia della chiesa risiedono proprio nella sua straordinaria capacità di adattarsi molecolarmente alla modernità, senza perdere la propria identità"
Da una sponda le istituzioni politiche sono concepite dal punto di vista dell'autorità divina e della redenzione spirituale; dall'altra no. Comprendere tale differenza è il compito intellettuale e politico più urgente del nostro tempo. La sfida della teologia politica non scomparirà mai del tutto fintanto che resisterà quell'istinto a collegare le nostre vite terrene all'al di là. Chi crede che la legge di Dio debba governare l'umanità segue un istinto antico, destinato a sfidare la democrazia. Il fondamentalismo e il messianismo politico non hanno solo cause sociali, e quindi risolvibile modificando situazioni sociali o economici. "Fintanto che un gran numero di persone crede nella verità di una teologia politica globale, non ci si può aspettare la piena riconciliazione con la democrazia liberale moderna"

16 dicembre 2007

Le parole della Chiesa, soprattutto nel campo della morale personale sono inascoltate. E' in atto un vero scisma, un divorzio, che rende difficile l'ascolto della Buona Notizia. "qualcosa deve cambiare nel modo con cui la Chiesa prende la parola ed esercita la propria autorità.".." Nessuna verità, qualunque essa sia, può essere imposta dall'esterno, senza che quelli e quelle a cui è indirizzata siano parte attiva di una ricerca comune" La Chiesa "non ha ancora «la cultura del dibattito»". "I nostri contemporanei... «non sopportano che si parli al loro posto»"..."«ci sia nella Chiesa la possibilità di discutere apertamente e liberamente» (cardinal Martini)".
"Laici, preti, religiosi, vescovi, dobbiamo tutti lasciarci convertire per accogliere la sfida del dialogo." (ndr.: Questo articolo è pubblicato sul quotidiano cattolico francese. Quando il giornale "cattolico" del nostro paese ospiterà interventi simili? 9 anni fa Pietro Prini pubblicò il libro "Lo scisma sommerso" e fu sommerso)
Riflessioni sul perdonare e chiedere perdono. "Chiedere perdono è meno gratificante di perdonare, perché chi perdona si pone al di sopra di chi viene perdonato come un giudice o un sovrano che concedono una grazia. Il perdono cristiano invece non è ambiguo, perché nasce dal sentimento fraterno della comune fragilità, che tocca ora l'uno ora l'altro, chiamandoli a turno a scusarsi a vicenda..." "Se perdonare nel modo giusto è difficile, lo è altrettanto chiedere perdono."... "L'accanimento sul comunismo giustamente e fortunatamente sconfitto misconosce fra l'altro il fatto che esso ha significato, per milioni di uomini, un ideale e una speranza di riscatto universale, valori in sé cui si può - e forse si dovrebbe - restare fedeli... È questa la differenza tra comunismo e nazismo, la cui caduta nessuno che non fosse nazista poteva salutare con commosso rispetto".
"Comunque il cattolicesimo italiano non potrà evitare a lungo di optare decisamente nella scelta fra una religione «debole» per tutti (religione di stato) e una più «forte» per quelli che la scelgono personalmente e volontariamente. Una scelta che prima o poi si imporrà anche da noi, come in quasi tutti gli altri paesi."
La visione della laicità non è rappresentata da Rushdie o da molti credenti fautori di "sane" o "giuste" laicità. Dialogo è disponibilità a lasciarsi contaminare dall'altro. Dove trovare la «contaminazione» cioè la sintesi che non è una giustapposizione né un volatile sincretismo ma, appunto, sintesi a livello più alto sia della tesi sia dell´antitesi? La laicità senza aggettivi riposa esclusivamente sul principio di non imporre ai cittadini altro vincolo all´infuori di quello che vieta a ciascuno di limitare la libertà altrui e di violare il principio di eguaglianza di tutti di fronte alla legge
"esiste anche un'ira, una collera «positiva», necessaria alla vita umana e allo sviluppo della personalità; è una sorta di zelo, di rigore positivo che è addirittura necessario manifestare di fronte al male, all'ingiustizia, alla sofferenza delle vittime" "La pulsione della collera è invece un male quando diviene una presenza costante nei nostri rapporti con gli altri, quando è il segno del disprezzo e dell'odio nutriti verso ogni altro in quanto tale" "Cedere costantemente alla collera è il segno di una vita scarsamente umana, non sufficientemente ritmata dal riposo, dalla solitudine e dal silenzio" "Più in profondità, però, per sconfiggere la collera occorre la capacità di porsi una semplice ma decisiva domanda: chi è l'altro per me?"

15 dicembre 2007

"Anche qui da noi lo scontro tra ateismo e fede è diventato un tema costante nel dibattito pubblico. Case editrici, filosofi, intellettuali e maitre à penser ne hanno fatto un refrain e si sono lanciati in una produzione sterminata di pamphlet ora (un po' più) a favore dei credenti, ora (un po' meno) a favore del laicismo"
"È però tutt'altro che morto un cattolicesimo italiano maggioritario. Caotico, libero, difficile da capire e da raccontare. Invisibile agli occhi tanto dell'«Osservatore Romano» che del «New York Times», ma ben reso da Massimo Leone nell'opera Utet incriminata: quaranta pagine sulla religione purtroppo del tutto sfuggite all'«Osservatore Romano». Esiste un cattolicesimo maggioritario che fa cultura diversamente da come la fa una lobby.
Ed esiste soprattutto un cattolicesimo per cui fare i diritti umani è più importante che fondarli filosoficamente."
"Il 28 marzo di quest'anno è morto Giuseppe Barbaglio, insigne biblista, esperto dell'ambiente storico del Nuovo Testamento e delle origini cristiane, autore di opere storico-esegetiche su Gesù e su Paolo (cf. il sito: www.giuseppebarbaglio.it), ma anche uomo di dialogo e di libertà, appassionato ai temi della giustizia e della laicità, impegnato in realtà ecclesiali di base. L'ultimo libro che ci ha lasciato riunisce i due «amori» che hanno segnato il suo lavoro di studioso: Gesù di Nazaret e Paolo di Tarso (Edizioni Dehoniane, pp. 312; e 25). Con rigore storiografico l'autore guida il lettore in un confronto tra due personaggi contemporanei che non si sono mai incontrati personalmente "... "In tempi in cui il mercato editoriale si intasa di libri su Gesù e sul cristianesimo, spesso di dubbio o certamente scarso valore, c'è bisogno di opere rigorose e accessibili. Anche per questo il nostro grazie a Giuseppe Barbaglio."
Si conclude con questa intervista a Florence Delay, scrittrice e accademica di Francia, l'inchiesta del giornale cattolico francese "La Croix", durata cinque settimane e che abbiamo abbondantemente tradotto sull'avvenire del Cristianesimo.
Riluttante al dolorismo e all'apologia del martirio che furono, secondo lei, troppo a lungo esaltati dalla "Chiesa ufficiale" - con la quale non è sempre tenera - , la scrittrice, Florence Delay, accademica di Francia, preferisce parlare di carità cristiana e soprattutto di gioia.
"Se noi sapremo rianimare in noi stessi la fiamma dei primi cristiani, non saremo gli ultimi"
"Sono, beninteso, persuasa della spiritualità fuori dal comune e dell'alto valore intellettuale di Benedetto XVI. Ma altrettanto scioccata per la mano tesa agli integristi, per la beatificazione dei religiosi spagnoli..., per la superiorità numerica dei cardinali occidentali quando invece l'avvenire della Chiesa è altrove, per l'assenza di uguaglianza tra uomini e donne (gli amici di Cristo non erano anche - soprattutto - donne?)..."

14 dicembre 2007

Quest'oggi dedichiamo molto spazio all'inchiesta sull'avvenire del Cristianesimo condotta da "La Croix", lungo il corso di 5 settimane, che è stata in larga misura da noi tradotta e inserita nel nostro sito. In questo breve articolo c'è un sintetico bilancio ("non è più il tempo della nostalgia, ma della creatività") che introduce alle successive riflessioni di un cattolico, di un protestante e di un ortodosso.
  • Il sale e la luce di Jean-Arnold de Clermont in La Croix del 14 dicembre 2007 (nostra traduzione)
Non è solo questione di numeri ma di qualità di vita e testimonianza cristiana. I cristiani sono presenti, insieme ad altri, nell'affrontare, come testimoni del vangelo, le sfide del mondo di oggi (povertà, ingiustizia, umanità divisa in due, salvaguardia del creato...). "Quando, (a Sibiu) mal ispirata, l'équipe del messaggio finale ha voluto proporre loro come "zuppa ecumenica" un testo senza sapore, è stata una vera levata di scudi ad imporre un testo che manifestasse l'impegno comune che è al cuore del metodo ecumenico" "Di che cosa parliamo? Non di un cristianesimo che schiera gli eserciti, ma di un cristianesimo che potrebbe avere il sapore del sale e lasciare che risplenda la luce del Vangelo."
  • Volere e sperare di Maurice Bellet in La Croix del 14 dicembre 2007 (nostra traduzione)
"E' sperare - ed è volere - la verità della relazione e il coraggio del pensiero. I cristiani, sufficientemente inseriti nella società, hanno potuto permettersi di venir meno in modo significativo all'amore reciproco senza che il cristianesimo, apparentemente, crollasse. Suvvia! Noi paghiamo il prezzo di queste pigrizie cristiane. Non è più possibile presentarci come amici di Cristo senza amarci veramente gli uni gli altri.
Tutti nei confronti di tutti, senza eccezioni"
"Il cristianesimo non è una morale, ma è la vita in Cristo", diceva padre Cyrille Argenti, grande figura ascetica del cristianesimo ortodosso,...opponendo in permanenza il Vangelo alla Legge."
I milioni di immigrati latinoamericani che arrivano ogni anno per lavorare negli Stati Uniti hanno spesso una fede incrollabile. Ma il modo di esprimerla cambia a contatto con le Chiese delle periferie dove essi abitano.
Quando la popolazione della Terra arrivò a sei miliardi di persone, Salman Rushdie scrisse un articolo in forma di lettera indirizzata appunto al bambino sei miliardi. Repubblica lo pubblicò (12 ottobre '99) e Mondadori lo ha incluso nel libro di saggi di Rushdie intitolato Superate questa linea. Era una lettera all´ultimo nato sui segreti del mondo e sugli interrogativi millenari che la specie porta con sé.
L´auspicio era che il bambino sei miliardi sapesse crescere senza dogmi, cercando risposte nella scienza e dunque nella ragione. Ora Rushdie ha voluto aggiornare l´articolo mutandolo in un punto essenziale: il problema dello scontro di civiltà. Ecco l´articolo nella sua nuova versione.
Lo scrittore riscrive un suo celebre articolo e ammette che lo scontro di civiltà esiste. La maggioranza silenziosa dei musulmani si è alleata con gli estremisti. È evidente che ogni storia religiosa sul come siamo arrivati qui è di fatto sbagliata. "forse allora, dopo tutto, sta effettivamente iniziando una guerra di religione, perché ai peggiori tra noi viene concesso di dettare l´agenda al resto di noi, e perché i fanatici, che fanno sul serio, non incontrano un´opposizione sufficientemente forte da parte della «loro gente»." "Scegliere la nonfede è scegliere la ragione contro il dogma, fidarsi della nostra umanità invece di tutte queste pericolose divinità."
Tragedia e commedia, liturgia e scaramanzia: una fede esportata dagli emigranti in tutto il mondo.

13 dicembre 2007

"«La morte individuale è un dettaglio, un moralismo. In teologia il vescovo è il pastore che dà la vita per il suo gregge, non è padrone della sua vita. Io non posso tradire la mia missione, sono al fianco di una società marginalizzata da secoli, il Nordest brasiliano è una valle di lacrime e dolore»"
"Eventi del genere, ovvero la esibizione di un estremismo religioso estraneo ai percorsi (dare, avere, spiegare, compromettere) della ragione, non erano mai accaduti in questa Italia pur così sensibile non tanto alla religiosità quanto alla autorità religiosa."
"«Mi sono limitato a fare ciò che mi ordinava la mia coscienza», minimizza il ragazzo musulmano, che non avendo assicurazione non si è neppure potuto far medicare al Pronto Soccorso, «i miei genitori mi hanno allevato così»"
"Ogni confronto con un magistero religioso è perso in partenza. Quale dizionario potrebbe accontentare L'Osservatore Romano citando come si deve «studiosi cattolici» oppure tenendo nel «dovuto conto la Dottrina sociale della Chiesa»: soltanto un dizionario cattolico può riuscirvi, dizionario peraltro già esistente nel Catechismo del 1992 e persino nel Codice di diritto canonico del 1983"
"La Chiesa, con al centro il Papato, mantiene le verità contrapposte, non abbandona il linguaggio nato dal Vaticano II. Ma sente che, dopo aver tanto parlato dell'uomo, è il tempo di parlare di Dio." " Aver fatto Papa un teologo tedesco ha messo in cattedra un grande pensiero teologico laterale rispetto al flusso ordinario del linguaggio cattolico. L'et-et si è verificato al massimo livello nella cattedra di Pietro."
Continua l'inchiesata di La Croix sul passaggio da una fede ereditata ad una fede liberamente scelta.
"Partito da zero", questo catecumeno di Bruxelles di 29 anni, che sarà battezzato a Pasqua, ha "fatto amicizia" con la sua nuova parrocchia. Si è presto reso conto che Dio superava "le storie di angioletti e di un vecchio signore con la barba bianca"

12 dicembre 2007

Riflettori puntati sul Quebec, nell'inchiesta sull'avvenire del Cristianesimo de "La Croix". Provincia del Canada a maggioranza cattolica, il Quebec non si è ancora ripreso da una rivoluzione culturale rapida che ha detronizzato la Chiesa una trentina d'anni fa. La fede cattolica non è più evidente, la sua trasmissione ancora meno. "La diminuzione che voi in Francia avete conosciuto in due secoli, noi l'abbiamo vissuta qui in quarant'anni."
Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni Narni Amelia, dopo il tragico incidente all'acciaieria ThyssenKrupp, ha inviato questa lettera al cardinal Severino Poletto Arcivescovo di Torino "Mi pare sempre più urgente, perciò, favorire in ogni modo la crescita di una cultura del lavoro che metta al centro della preoccupazione di tutti la dignità della persona umana. Solo su queste basi, infatti, è possibile avere non solo un'adeguata attenzione alle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche a renderli luoghi di sviluppo e di crescita umana e spirituale."
Sono rimasti solo 400 mila i cristiani in Irak, una delle culle del cristianesimo. Una diminuzione di oltre la metà a partire dalla prima guerra del Golfo (1991). Vescovi iracheni, siriani, giordani e egiziani suonano l'allarme. L'arcivescovo di Bagdad Slaiman si rammarica dell'attuale "ripiegamento etnico e confessionale" dei partiti che li rappresentano: "La prima responsabilità dei cristiani dovrebbe essere di riunirsi e di ricostruire, con i loro concittadini, uno Stato di diritto. Sono culturalmente preparati per incarnare una nuova politica irachena di cittadinanza e pure una nuova laicità capace di tradurre, nei valori comuni, la preoccupazione per il bene comune. Non è quello che voi chiamate la Repubblica?"

11 dicembre 2007

"quando il richiamo è alla coscienza, nessun partito o coalizione possa contestarlo. Non c'è disciplina né appartenenza che tenga....vale per tutti, credenti e non: la coscienza è il criterio ultimo di giudizio all'interno del quale nessuno può interferire. Nemmeno la Chiesa" Però la coscienza del credente è nutrita dalla Scrittura e dal Magistero." ... "Qui non si fa una questione ideologica né confessionale. Si parla di un consenso etico che si fa forte solo della ragione" (ndr.: non ricordo parole così nette sul primato della coscienza ai tempi del non possumus)
Per Paolo Flores D'Arcais la filosofia non può che essere atea, dato che è amore per il sapere accertabile. Tutti gli interrogativi che trovavano nel passato soluzione in Dio oggi sono stati chiariti. Tutte le religioni pretendono di possedere la verità, in questo modo contraddicendosi e mostrando la loro origine umana, dovuta alla non accettazione della morte. Per Vattimo non c'è una sola ragione, ma tante ragioni quanto sono le culture, compresa quella della religione della Scienza se assolutizzata. La pretesa di avere il monopolio della verità assoluta non riguarda il problema della verità, ma del dominio. Per Onfray la ragione interviene dopo la scelta esistenziale di carattere pre-logico. Ma l'onere della prova spetta a chi sostiene l'esistenza di Dio.
Per Galimberti il problema non è se Dio esiste o non esiste, ma se è vivo o morto. "Il nostro mondo ruota ancora intorno a Dio o intorno ad altre parole come "economia", "tecnica"? In questo caso Dio, che un tempo esisteva, ora è davvero morto. Di Lui si può raccontare solo la sua storia."
""Oggi negli Usa, come in molti altri paesi del mondo, chi sostiene idee che ammettano la discriminazione sulla base della razza, della fede religiosa, della nazionalità, dell´orientamento sessuale non viene assunto in un´azienda o ammesso in un´università La tolleranza è considerata una condizione indispensabile del convivere civile al fine di garantire pieno senso di cittadinanza a tutti...." "Non credo che esistano giustificazioni, laiche o religiose, per ostacolare una legislazione che mira a sanzionare l´odio." ... "Per chi come me crede nel messaggio di Cristo non dovrebbero comunque valere di più le parole pronunciate di fronte all´adultera: «Chi tra di voi è senza peccato scagli per primo una pietra contro di lei»?" "
L'inchiesta di La Croix sull'avvenire del Cristianesimo si rivolge al mondo anglosassone britannico.
Nella famiglia di Shane Johnston, come presso molti altri anglicani britannici, i nonni erano credenti praticanti, ma i nipoti scelgono in funzione dei loro gusti e desideri. Un quarto dei Britannici si dichiarano cristiani senza riconoscersi membri di alcuna comunità particolare.
"Un mondo senza violenza: potremmo cominciare ad avvicinarci a questa magnifica utopia del ventunesimo secolo se solo fossimo capaci di controllare tutte le espressioni di violenza che ogni giorno entrano nelle nostre case con la televisione, i film e internet, e se le chiese, tutte le chiese, si convincessero che la lotta per la pace, per i diritti umani e per il rispetto per la diversità, in un quadro di multiculturalismo e di multilateralismo, è il modo migliore per esprimere il proprio amore per Dio."

10 dicembre 2007

Ultima settimana dell'inchiesta sull'avvenire del cristianesimo, dedicata al passaggio da un cristianesimo trasmesso di generazione in generazione, per una sorta di appartenenza passiva, ad una fede liberamente scelta, vissuta come un processo di adesione intenzionale. E' un passaggio che segna oggi i paesi occidentali, detti ancora ieri "di cristianità".
Non è uno slogan dichiarare che oggi si crede molto meno (come numero di fedeli), ma molto meglio di ieri
"Si faranno dei passi solo accogliendo l'idea che si è diversi e accettando di parlare di argomenti che disturbano, in particolare della libertà religiosa."..."Nelle coppie miste, è importante insistere che non si imponga all'altro la propria religione. Bisogna che su questo punto prendano la parola degli intellettuali mussulmani, poiché, sul campo o nelle istanze rappresentative mussulmane, coloro che lo pensano fanno ancora fatica a dirlo. Eppure la libertà di coscienza è pegno di pace sociale."
Negli ultimi venti anni, ovunque sono spuntati gruppi fondati da personalità, spesso chierici, che hanno forte presa sulle comunità locali, vescovo compreso. Nei loro statuti, affermano di fare riferimento alla dottrina cattolica ed alla guida del vescovo, in realtà dipendono dalla volontà del rispettivo fondatore e dirigente supremo.
"La manipolazione mentale si spinge fin dentro la famiglia. Si innesca un meccanismo errato tra il leader del gruppo e l'adepto, tra il sacerdote ed il fedele"
"per la prima volta nella storia della chiesa si assiste alla presenza contemporanea di due usi dell'unico rito romano" ... "Un rito "straordinario"... rivolto a dei destinatari ben precisi, all'interno di una armonica pastorale ordinaria. Eppure è difficile coniugare quanto abbiamo detto finora con il clima di rivalsa portato avanti da alcuni gruppi tradizionalisti e con l'adesione appassionata di alcuni presbiteri" ... "non possiamo rimanere indifferenti a un tentativo di ritornare al passato per rimediare alle difficoltà di imparare la lingua del presente"
"Penso soprattutto ai giovani e ai giovanissimi. Quante affettuose pacche sulle spalle, quante sciocche tolleranze donate come caramelle." Cerchiamo davvero di capirli? le "curve" sono l'iceberg di un lutto generazionale per una totale mancanza di offerte di futuro....Qualcuno sta ascoltando il mormorio desolato dei ragazzi della Locride per il trasferimento di un vescovo amato?"
Molto più severa la critica del decano della facoltà valdese di Teologia rispetto a quella svolta dai protestanti francesi "Reazioni della federazione protestante di Francia all'enciclica Spe Salvi di Benedetto XVI," che abbiamo tradotto e inserito in questa rassegna. Apprezzabile è che la gerarchia cattolica intervenga su di un aspetto centrale della fede cristiana, e non come troppe volte fa su temi etici. Apprezzabile è anche il robusto fondamento scritturistico. Al di là delle ovvie divergenze dottrinali sul purgatorio e sul suffragio ai defunti e il modo di intendere Maria, non condivisibile è la critica del mondo moderno e delle sue correnti di pensiero. Sarebbe stata necessaria un'autocritica per aver pensato più al proprio potere che non a diffondere speranza e formare coscienze libere; per essersi poco occupata di giustizia; per aver rinviato nell'al di là la speranza di un mondo migliore, per aver combattuto la scienza. Quanti martiri vittime della cristianità! L'obiettivo polemico della modernità e del cristianesimo moderno impedisce di accogliere serenamente gli interrogativi del mondo di oggi.

9 dicembre 2007

""oggi possiamo chiederci se l'avarizia non sia ritenuta una pubblica virtù, fonte di una vita segnata dal benessere e incurante del fatto che il 20% dell'umanità consuma ormai l'80% delle risorse disponibili..." "Davvero è il denaro che possiede chi lo possiede" "Avarizia, cupidigia, attaccamento ai beni e al denaro generano una sorta di identificazione con ciò che si possiede, al punto che perdere qualcosa dei propri averi equivale a perdere qualcosa di se stessi." "L'insicurezza del domani appare compensata dai beni posseduti e così si scatena una bulimia dell'avere" "A ben vedere, l'avarizia, oltre a essere un insulto fatto ai poveri che non possiedono nulla, è anche una violenza fatta alla terra stessa, che in nome di questa brama del «mai abbastanza» è sfruttata e violentata..." "Chi è posseduto dall'avarizia pone nei beni il suo cuore e così lo sottrae allo spazio vero dell'amore: l'incontro e la comunione con i fratelli e le sorelle in umanità" "se ci esercitassimo a condividere ciò che abbiamo, a dare e a ricevere, conosceremmo sempre di più la gioia che nasce dal vivere la «communitas» e, una volta gustata questa gioia, non potremmo più farne a meno."
"Dicono che la signora Binetti abbia opposto il suo No perché voleva testimoniare la propria fede. Perché non ha ammesso che la «sua coscienza venisse strangolata». Sono parole forti, rumorose, e imprecise. Opporsi a una norma che vieta la discriminazione dei diversi testimonia di che, sempre che il testimoniare cristiano abbia il senso classico? Accettarla, strangola in che modo una coscienza fedele a Gesù? Ci sono gesti centristi che a forza d'esagerare son divenuti banali, e accolti come un nobile credo che nessuno tuttavia discerne: anche quando nascondono opportunistiche manovre. Che questo indigni la sinistra radicale non sorprende. Indigna chiunque sappia che cos'è una coscienza strangolata e, nel cristianesimo, un testimone-martire."
Dopo l'intervista apparsa ieri sul quotidiano cattolico francese La Croix, che abbiamo tradotto e inserito nella nostra rassegna stampa, oggi Avvenire pubblica un articolo del filosofo francese apparso sulla rivista "Communio". Per Rémi Brague, professore di Storia della filosofia medievale presso l'Université Panthéon-Sorbonne (Paris I), se si desidera un vero dialogo, occorre iniziare a rispettare l'altro, e questo implica: comprenderlo come lui stesso si comprende, prendere le parole di cui si serve nel senso che lui stesso dà loro, accettare l'iniziale situazione di disaccordo per tentare di farla evolvere verso una comprensione migliore
(ndr.: Ponendo l'accento solo su ciò che divide non si pongono le premesse per un dialogo e un confronto, che necessità anche di una base comune e di una volontà comune... Il punto di partenza deve essere sia ciò che distingue - unico aspetto su cui si insisteva in passato - sia ciò che è comune, a partire dal venir meno della pretesa di possedere tutta la verità. Inoltre, esiste solo una autocomprensione dell'ebraismo, del cristianersimo e dell'Islam?)
Altra recensione del libro dell'egittologo Assmann "I monoteismi (senza differenze tra ebraismo, cristianesimo e islam) hanno posto fine a questa traducibilità affermando un nuovo concetto di verità, esclusivo e irriducibile, che giunge a una rigida separazione tra vera e falsa religione," ."la religione dell'altro è l'elemento estraneo e nemico, per l'esattezza nemico di Dio" (ndr.: è diventato ormai un luogo comune affermare il legame tra religioni che pretendono verità assolute e violenza. Occorrerebbe anche sottolineare che l'assenza di verità è fonte di violenza e che anche l'ateismo può essere fonte di violenza - la marxiana violenza levatrice della storia. Forse bisognerebbe chiedersi quale religione e quale ateismo)
"L'evoluzionismo mette ancora paura agli ambienti più conservatori e fondamentalisti del cattolicesimo e del protestantesimo. " L'accettazione dell'evoluzionismo rimette in discussione un certo modo di intende verità cristiane, dalla creazione, alla specificità dell'anima umana. Ma conoscere è interpretare e l'ionterpretazione è sempre aperta.
Pubblicità per l'uso della lingua latina nella liturgia, una lingua "universale, antica e immutabile", più capace di comunicare il senso del mistero e dell'esperienza religiosa, rispetto alle lingue volgari, che offrono più informazioni ma meno senso del mistero. (ndr.: è incredibile come persone intelligenti confondano e identifichino universalità con uniformità. Persino la Bibbia, regola di fede per i cristiani, è un libro plurale, anche con pluralità di lingue: aramaico, ebraico e greco. Perché maggiori informazioni, o meglio la possibilità di comprendere una parola che mi interpella, si oppone o limita il senso del mistero? Che concezione si ha del sacro, del mistero, del divino, cosificato, unito indissolubilmente ad una precisa lingua? Il cristianesimo non ha forse abolito le separatezze della sacralità? Il sacro, l'ulteriore non dovrebbe dischiudersi dalle profondità dell'umanità, insieme ciò che mi trascende e mi è intimo? )
Apprezzamenti teologici a Benigni "In Dante teologia e poesia diventano una cosa sola, e il grande merito di Benigni è saper comunicare questa percezione: un servizio poetico alla teologia di Dante che è poesia di Dio"
"Quando il sentimento di compassione e gli scrupoli di coscienza di un musulmano «moderato» cozzano con i precetti di Allah, egli dovrebbe assecondare i primi. Fino a quando ciò non avverrà molto più spesso, l'Islam moderato non potrà che restare una chimera."

8 dicembre 2007

"La semplice tolleranza (nei vangeli) viene sovrabbondantemente superata dallo stile dell'accoglienza e del riconoscimento dell'altra e dell'altro: il samaritano, il ladrone, gli stranieri, l'adultera, l'esattore delle imposte, i lebbrosi, la vedova e la samaritana... non solo non vengono giudicati (e tanto meno discriminati) ma addirittura proposti come modelli nella prospettiva che coloro che consideriamo ultimi, ci precedono.
In un Paese realmente democratico le proposte di legge si discutono di volta in volta nelle sedi istituzionali previste dalla Costituzione. Per queste ragioni faccio francamente molta fatica a comprendere il "giornale dei cattolici" che parla nel suo editoriale di "decisione squassante"
Si conclude la quarta settimana di inchiesta sull'avvenire del crstianesimo condotta dal quotidiano cattolico francese con un'intervista al filosofo Rémi Brague. Per Rémi Brague, non bisogna preoccuparsi della crisi attraversata dal cristianesimo, e ancora meno lamentarsi, ma piuttosto pregare e formarsi, leggere e meditare la Bibbia, i grandi scrittori e pensatori cristiani.
L'ultima mossa della congregazione fa dei religiosi il primo polo di ricerca italiana sui medicinali.
"la Congregazione dei figli dell'Immacolata entra nel giro d'affari vero, quello della lotta alla malattia più difficile del nostro tempo e ancora incurabile in gran parte del mondo sottosviluppato. «Non lo facciamo per affari ma per destinare la produzione farmaceutica anche a favore delle popolazioni povere»"
"E' l'ennesima battaglia per affermare i valori irrinunciabili, per ribadire la distinzione «cattolica» in politica; che nel caso della Binetti si è concretizzata nel gioco pericoloso di far cadere il governo."
Oltre a evitare che il tema dell'ordine sia monopolio della destra "questi politici cattolici sentono forte il richiamo alla distinzione delle proprie posizioni, per cui - nel caso analizzato - ai problemi dell'ordine pubblico sembrano anteporre questioni di principio che possono «penalizzare» la posizione e i valori dei cattolici in altre sfere della società" "alcuni esponenti del cattolicesimo italiano sembrano preferire l'Aventino, privilegiando - su varie questioni - legittime posizioni di principio senza troppo preoccuparsi di costruire una mediazione politica ai problemi sul tappeto." "La vera sfida che attende anche i politici credenti è quella del pluralismo, della capacità di affermare e di «concretizzare» i grandi valori in un contesto in cui si vivono condizioni e orientamenti diversi, ove più nulla è dato per scontato. Ogni area culturale è chiamata a dare il proprio contributo progettuale per arricchire e dar risposte alle diverse situazioni e promuovere più larghe convergenze."
"La cultura contemporanea si è trovata così disarmata di fronte alle imposture, indotta a tacere sulle loro falsità. Si può capire benissimo che preti e politici abbiano bisogno di imposture, che debbano promettere ciò che non possono fare e tacere su ciò che effettivamente fanno..." "ma qualcuno potrebbe pur dire che certe cose sono false, anche se si invoca il rispetto dovuto a istituzioni e credenze religiose per far tacere chiunque dica che i libri sacri sono pieni di imposture, che i preti sono anche impostori, che quello di san Gennaro è un imbroglio." (ndr.: esistono ancora gli atei di una volta)

7 dicembre 2007

L'amico Lebra ci ha inviato queste riflessioni sulla fede in Gesù Cristo, attingendo dalle Scritture Neotestamentarie. "Una fede autentica e viva non può permettersi di ripetere pigramente formule storicamente situate e linguisticamente contingenti, figlie di una cultura e di un immaginario che abbiamo in larga misura alle spalle." "Ogni cristiano dovrebbe, quindi, essere in grado di rispondere alla domanda posta duemila anni fa da Gesù ai suoi discepoli, a Cesarea di Filippo: "E voi, chi dite che io sia ?" "Gesù Cristo, così come ci è testimoniato nella Sacra Scrittura, è l'unica parola di Dio che dobbiamo ascoltare, in cui dobbiamo confidare e a cui dobbiamo obbedire in vita e in morte." (Dietrich Bonhoeffer)
"A ragione denunciamo i misfatti del capitalismo, gli orrori generati dal fondamentalismo liberista di mercato, gli eccidi dell'«imperialismo umanitario». Ma alzi la mano chi sa rispondere alla domanda «Insomma che società volete?» se non in termini negativi (una società non fondata sul profitto, una società che non discrimini, che non predetermini l'ineguaglianza tra esseri umani, che non sia ingiusta come questa ecc...). Noi sappiamo dire «una società che non», ma non sappiamo più dire «una società che sì». " "si sarebbe Marx mai aspettato che nel terzo millennio intellettuali e politici occidentali avrebbero passato il tempo a disquisire di Allah, Maometto e Corano? O che gli esponenti borghesi del più grande impero avrebbero finanziato fondamentalisti cristiani?"
"Se Bertinotti può sfidare il governo Prodi lo fa perché Berlusconi ha reintrodotto in politica, in collaborazione con Veltroni, la forma naturale della politica italiana.
Ciò obbliga Rifondazione a domandarsi perché Prodi, Parisi e la Bindi, siano gli unici alieni alla linea del proporzionale. E la mia idea particolare è che il dossettismo li renda alieni anche alla Chiesa cattolica in Italia. Sta a voi ora decidere il giudizio su Romano Prodi. Forza Italia l'ha già dato. E il fatto che egli preferisca un sistema elettorale che nega il principio fondamentale della politica italiana meriterebbe qualche approfondimento da parte del suo giornale." (ndr.: perlomeno curiosa la parentela tra sistema proporzionale e chiesa cattolica in Italia. Nascono dubbi sull'identità dell'una e dell'altra)
Appello del cardinale Tettamanzi a vivere ed educare alla «responsabilità sociale». "«La responsabilità sociale rischia di diventare una categoria perduta», denuncia Tettamanzi, mentre si affievolisce «il senso della legalità», come dimostrano numerose circostanze: «Non pagare le tasse, farsene un vanto, frodare nel commercio e nella produzione manifatturiera, guidare ubriachi o drogati, non rispettare gli elementari diritti dei lavoratori »... L'uomo del cuore è invece un uomo che rispetta la «sacralità degli obblighi sociali »"
Risposta all'intervento di Muraro sul "il manifesto" di ieri. "il suo commento è fitto di riconoscimenti alla forza di pensiero del papa e alla sua lucidità nel descrivere la condizione dell'essere umano contemporaneo, rimane il rifiuto del suo diritto a proporsi come maestro in campo umano e spirituale: se il papa viene liquidato come «uno che pretende di parlare di Dio credendo di sapere quello che dice, che pretende di avere la verità in tasca» non ci rimane che un orizzonte piatto di nichilismo." La pratica di cambiare il mondo a partire da se stessi nasce dal cristianesimo, non dal femminismo. Nel femminismo di oggi prevale la dimensione individuale, non quella comunitaria
"Di fronte alla minaccia vaticana di delegittimare la politica (che sia la Repubblica neonata ieri, o il Partito democratico oggi), è certa la resa senza condizioni." "su questioni che implichino un possibile conflitto con la Chiesa di Ratzinger, nel Pd saranno le ragioni della Binetti anziché quelle di Grillini, o addirittura di Rosi Bindi, a prevalere. Il punto di vista della Curia, o dell'Opus Dei, anziché quello dei movimenti delle donne e per i diritti. "
"Il politically correct bertoniano non fa ingerenza, ma favorisce lo scambio di opinioni e di vedute a salvaguardia dei «principi non negoziabili». " "è il segretario di Stato a trattare con la politica italiana, proprio come aveva anticipato il 25 marzo al presidente della Cei, Angelo Bagnasco, invitandolo a contare sulla «rispettosa guida della Santa Sede»" "Il dialogo avanza, e i vescovi italiani saranno sempre meno obbligati, quando si riuniscono per parlare di pastorale, a sentire solo analisi politiche."
"la qualità del consenso che oggi la religione-di-chiesa chiede agli italiani non prevede alcuna specifica competenza teologica. Il suo punto di forza è la rivendicazione del monopolio dell´etica, basato sulla presunta «naturalità» o «razionalità» dei suoi argomenti e delle sue proposte.
Verità di natura e sentimento popolare festeggiano la loro unione felice. La religione cattolica è promossa a fattore di integrazione sociale, a surrogato di religione civile degli italiani. Naturalmente ci sono consistenti minoranze di credenti che non condividono questa impostazione, ma lo fanno con voce flebile e prudente, benevolmente tollerati dalla gerarchia."
"Al Consiglio (per il dialogo interreligioso) davano per «naturale » che vi sarebbe stato l'incontro, essendocene stati uno con Paolo VI nel 1973, cinque con Giovanni Paolo II (tra il 1980 e il 1990) e già uno con Benedetto XVI. Ma la «voce» sul nuovo appuntamento provocò un duro monito di Pechino - esso poteva «urtare i sentimenti dei cinesi» - e la Segreteria di Stato, che non aveva ancora affrontato la questione, decise per il no." (ndr.: Pechino val bene una messa)
Le nomine di due membri della Chiesa cattolica ufficiale cinese sono state approvate da Roma. Una delegazione del Vaticano è stata ricevuta in novembre a Pechino, con un po' di ritardo a causa delle voci che circolavano in Europa di un possibile incontro tra Benedetto XVI e il Dalai-Lama.
Nella Corea del Sud, i laici cattolici, spesso convertiti di recente, non osano assumere responsabilità in seno ad una Chiesa animata soprattutto dai preti, che hanno a cuore la perfetta fedeltà a Roma.

6 dicembre 2007

Il testo della seconda enciclica è lontanissimo dal linguaggio delle condanne, ricco invece di critiche e di proposte che non possono non interessare quelli che hanno concepito la speranza di grandi cambiamenti. Siamo invitati a prendere le distanze dalle raffigurazioni tradizionali del giudizio, sia per il maggior peso dato agli aspetti terribili sia perché si superi la separazione tra la ricerca personale della salvezza e quella politica, una affidata alla fede religiosa e l'altra alla fede nel progresso storico. Critica dell'ateismo: la volontà del bene a tutti i costi, forzando i limiti umani, può essere causa di aberrazioni maggiori di quelle indotte dal normale egoismo. (non solo Stalin ma anche la Chiesa!). Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. I movimenti legati al marxismo sono naufragati, e con essi molte speranze e, purtroppo, anche alcune conquiste sociali.
Contributo principale dell'enciclica riguarda la dimensione simbolica dell'agire politico, trascurata dal movimento operaio e fatta propria dal movimento delle donne (tutto passa, eppure quando io leggo un libro di mille anni fa e questa lettura mi risponde e m'ispira, i mille anni fa parlano qui e ora). Una lacuna dell'enciclica è l'assenza del sapere femminile.
Questione di fondo che solleva l'enciclica: "il papa, non diversamente da noi altri, comune umanità, ci appare paradossalmente ma inevitabilmente «ateo e marxista». Ossia, uno che parla di Dio credendo di sapere quello che dice, che pretende di avere la verità in tasca, che presume di sanzionare il bene e il male, che si candida a risolvere i problemi degli altri non avendo risolto i suoi."
Dialogo Concia Binetti: basta casacche.
Concia: "Come sempre succede in Italia (forse solo in Italia) il dibattito sulle unioni civili e sui diritti degli omosessuali è farcito di ideologia, di volgarità, di strumentalizzazioni, di mancanza di rispetto.... I diritti di noi omosessuali non hanno nessun giovamento da questa battaglia ideologica: continuiamo a non avere diritti. ... Non ci sono divise, Paola cara, c'è solo la nostra vita, il patrimonio personale che portiamo in questa nuova avventura."
Binetti: "Nulla di ideologico. Amo questa città, che vorrei ogni giorno più fedele alla sua vocazione di carità profonda, concretizzata in gesti audaci e generosi, ma la vorrei fedele anche alla sua fede...Al diritto di porsi come coppia di fatto, la responsabilità di vivere come coppia di fatto.... La mia ricerca ha un obiettivo, non esclusivo ma prioritario, il dialogo, la pace, la comprensione, una reale e concreta amicizia."

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