Incontri di "Fine Settimana"

chi siamo

relatori

don G. Giacomini

programma incontri
2009/2010

sede incontri

incontri anni precedenti
(archivio sintesi)

pubblicazioni

per sorridere

collegamenti

rassegna stampa

ricordo di G. Barbaglio

album fotografico

come contattarci

Rassegna stampa

Cliccando sul titolo dell'articolo, ne viene visualizzato (quando disponibile) il testo.
Gli articoli sono memorizzati nel formato PDF, pertanto per leggerli occorre avere installato sul proprio computer un programma apposito, come Adobe Reader, che si può scaricare cliccando sull'immagine sottostante.

Scegliere la visualizzazione: per data di inserimento (ultima settimana) --- per data di inserimento (divisa per mesi) --- per autore


Scegliere il mese: 09/2010 - 08/2010 - 07/2010 - 06/2010 - 05/2010 - 04/2010 - 03/2010 - 02/2010 - 01/2010 - 12/2009 - 11/2009 - 10/2009 - 09/2009 - 08/2009 - 07/2009 - 06/2009 - 05/2009 - 04/2009 - 03/2009 - 02/2009 - 01/2009 - 12/2008 - 11/2008 - 10/2008 - 09/2008 - 08/2008 - 07/2008 - 06/2008 - 05/2008 - 04/2008 - 03/2008 - 02/2008 - 01/2008 - 12/2007 - 11/2007 - 10/2007 - 09/2007 - 08/2007 - 07/2007 - 06/2007 - 05/2007 - 04/2007 - 03/2007 - 02/2007 - 01/2007 - 12/2006 - 11/2006

31 ottobre 2007

Ancora un contributo critico sul tema della legge naturale, alla quale il Magistero attribuisce sempre più importanza. Si costringono al silenzio i teologi dissenzienti: "il dissenso ... è contrario alla comunione ecclesiale e alla retta comprensione della costituzione gerarchica del popolo di Dio" (VS, 113). I moralisti cattolici hanno da tempo messo in discussione con argomenti razionali la nozione di legge naturale: sono stati zittiti, non contraddetti. L'uomo è consapevole che il suo compito non è quello di attuare un disegno già stabilito, ma di individuare un modello di umanità che merita in quella determinata epoca di essere perseguito. Non c'è una chiara linea di confine tra natura e cultura, anzi la stessa distinzione è un fatto culturale. "Rinunciando alla pretesa di fornire precetti morali immutabili, si assegnerà alla ragione il compito di trovare di volta in volta soluzioni efficaci per i problemi posti dall'esperienza, tenendo conto dei valori di cui si ha consapevolezza in un determinato momento storico" Il fondamento per stabilire ciò che di volta in volta è legittimo non è la legge naturale, ma la dignità dell'uomo: è morale ciò che ha effetti umanizzanti, immorale quanto lede o attenta alla dignità umana.
"La Spagna come unità è una creazione cattolica, che trascende, in nome della religione, le differenze statali e fonda un unico Stato"
"Siamo sempre andati dagli altri a lavorare e dovremmo avere rispetto per chi adesso viene da noi a lavorare. Non è così e in questo modo oltre a disprezzare la storia degli altri disprezziamo anche la nostra. La gran parte delle donne immigrate in Italia non arrivano in una città o in un paese, ma in una casa dove c'è una persona che non abbiamo più tempo e voglia di assistere" "Insomma, queste donne non sono qui per contribuire alla costruzione di una società come accadeva a noi in Svizzera o altrove, ma per occuparsi dei nostri corpi. Corpi morenti o corpi astinenti, comunque corpi afflitti, soli, sformati. " "Ci sarebbe bisogno di una trasfusione collettiva di spiritualità. Far scendere il loro sangue nelle nostre vene. E invece accade che lasciamo cadere nelle loro tasche solo poche monete. "
Contro l'Anestetizzazione delle coscienze e ruolo educativo dei farmacisti (ndr.: tra "clericali" e "laicisti" tertium non datur? E' possibile un dialogo e confronto serio per elaborare norme valide per tutti, senza ritenersi possidenti di verità assolute?)
"In effetti, la disciplina dell'obiezione di coscienza nell'ambito della sanità va cambiata, e radicalmente. Ma in direzione esattamente opposta alla deriva clericale caldeggiata dal supremo Pastore tedesco"
"Posso immaginare una sola conseguenza, a un disastro come questo: raddoppieranno gli aborti."

30 ottobre 2007

Nell'ultimo e interessante numero di Testimonianze, la rivista fondata da Padre Balducci, nella sezione "Culture e Religioni, è presente un contributo di Armido Rizzi sul tema del "diritto naturale", oggi tanto invocato e dileggiato. Di fronte ad un dibattito superficiale pro o contro il riferimento alla "legge naturale", bisogna riscoprire l'etica del messaggio biblico in cui il fondamento del diritto è il "diritto del povero" ed in cui l'etica si fonda sull'amore nei confronti dell'altro.
Dopo aver delineato il concetto corposo di diritto naturale, come frutto dell'incontro tra Atene, Roma e Gerusalemme, e la sua crisi con l'avvento della cultura moderna ("dal progressivo faticoso emergere e prevalere dell'autocoscienza individuale sul sentimento di appartenenza alla totalità cosmica e sociale, e dalla conseguente percezione della necessità di delineare un nuovo ordine, non più naturale ma «positivo», cioè prodotto - «posto» - dall'uomo, dagli uomini") Rizzi propone una terza figura, richiamandosi al pensiero biblico, al primato del dovere sul diritto. Sì allora al ritorno alla legge naturale se questo vuol dire che c'è qualcosa che antecede il diritto positivo (Dio, mito, ragione...); no se significa insieme di norme che si possono dedurre dalla natura...
"Il Papa chiede il riconoscimento - sul piano internazionale - del diritto all'obiezione di coscienza per i farmacisti quando si tratti di vendere medicinali che potrebbero provocare l'aborto o l'eutanasia "
"condivido il suo (del papa) richiamo a un'educazione per i nostri giovani improntata a valori importanti, forti, come quelli della responsabilità e del riconoscimento dell'altro. Apprezzo molto l'invito a non banalizzare la sessualità, e dovrebbe essere ascoltato anche dai laici"...", ma quando si tratta di leggi dello Stato la sovranità è dello Stato. Per questo accolgo il discorso educativo contenuto nelle sue affermazioni, ma con altrettanta fermezza, da ministro e cittadina, dico che i farmacisti devono rispettare la legge"
"la fondamentale ragione del contendere è piuttosto semplice. Finché la Chiesa rivolge le sue raccomandazioni ai credenti, non esiste (né è mai esistito) motivo del contendere. Ma quanto la Chiesa sceglie di intervenire su comportamenti pubblici e provvedimenti di legge che riguardano tutti, l´intera comunità, il conflitto è semplicemente inevitabile."
1)sul piano di fede, la fedeltà al vangelo vuole coerenza alla verità; 2)sul piano etico, non si deve collaborare a dare la morte; 3) sul piano giuridico, il diritto non può inversamente prevaricare la libertà delle coscienze che rifiutano il concorso nell'ingiustizia avvertita.
Nella realtà attuale il confine tra il rubare e il non rubare, tra furto e il comportamento "onesto" diventa sempre più incerto di giorno in giorno. "Il prevalere dell'economia finanziaria sull'economia reale, lo sviluppo delle false privatizzazioni nelle quali la proprietà diviene privata ma di fatto rimane un monopolio o quasi monopolio; l'aumento incredibile delle rendite rispetto ai redditi di lavoro e la sperequazione all'interno stesso delle retribuzioni (che ha distrutto il concetto cardine del "giusto salario") sono tutti fenomeni che hanno messo oggettivamente in crisi l'ordine e i valori tradizionali della proprietà, del mio e del tuo. "
Coscienza religiosa e impegno civile: è il binomio al centro delle sue ricerche ma anche la tensione che ha attraversato la vita di Scoppola uomo e studioso. Dalla sua lezione: 1)il rapporto tra cultura e politica; 2)andare fieri dell'identità cattolico-democratica, e per altro verso relativizzarne gli strumenti politici; 3) proiettarsi in avanti ancorandosi alla Costituzione; 4) essere cristiano e, insieme, fieramente laico, cattolico-democratico e proteso al dialogo e alla cooperazione con gli uomini di buona volontà di altre correnti politiche e culturali.
"L'ombra dell'ignoranza e del disinteresse religioso sembra calare sull'Italia di oggi, uno dei Paesi più «cattolici» del mondo e in cui la chiesa gioca un ruolo di primo piano nel dibattito pubblico. Il 70% degli italiani non ha mai letto, in vita sua, i quattro Vangeli e l'82% non ha mai preso in mano un libro di argomento religioso nell'ultimo anno."
"Il libro non aspira a stabilire una volta per tutte se quelle di Padre Pio siano state vere stigmate, o se Padre Pio abbia compiuto veri miracoli. Perché non è questo il terreno sul quale deve misurarsi uno studioso di storia. ...In sede storica, quello che importa è ricostruire le circostanze attraverso le quali uno dei numerosi taumaturghi che il Mezzogiorno d'Italia ha prodotto nei secoli, (...) è potuto diventare Padre Pio. Cioè un fenomeno di immensa portata spirituale e temporale"
Lo storico per mestiere studia le fonti, ma le fonti vaticane, fino a poco tempo fa, non erano consultabili. Io sono stato il primo ad avere accesso a carte molto importanti conservate nell'ex Sant'Uffizio. Dopo di che penso che ci sia anche un paradosso: le persone che si riconoscono in padre Pio non sentono il bisogno di studiarlo, perché un santo va venerato e pregato più che studiato, mentre le persone che non si riconoscono in lui lo sentono lontano e proprio per questo non lo studiano.
"Le indicazioni della Deus Caritas Est sono preziose anche per il centrosinistra politico, come stimolo ulteriore all'impegno e non appaiono minimamente in contraddizione strutturale con i suoi valori fondamentali. "
"Forse un po' di esercizio blasfemo e anticlericale può servire, se è accompagnato, subito dopo, dagli argomenti della ragione e dell'indignazione morale"

29 ottobre 2007

"la Pontificia Commissione Ecclesia Dei... sta lavorando alla "definizione di alcuni aspetti del Motu proprio papale", in particolare per precisare cosa si intenda per "gruppo stabile" "per contrastare il rifiuto di una parte rilevante del clero - preti, ma anche vescovi - di consentire la messa tradizionalista"
La violenza ha sempre accompagnato il cammino dell'umanità, ma non è detto che sempre lo dovrà essere. La violenza ha diverse forme e diverse motivazioni. In una prima fase essa ha caratterizzato la storia umana per ragioni di sopravvivenza. È innegabile che spesso le violenze e le guerre hanno assunto un carattere sacro per le motivazioni religiose di cui si rivestivano. Anche in ambito cristiano... I dialoghi interreligiosi sono chiamati a mettere in moto dinamiche di pace e di riconciliazione, con la richiesta di perdono per le scelte violente compiute dalle generazioni passate e l'immissione di spinte positive...
Il dialogo se è autentico suppone due identità in rapporto di comunione vitale e operativa. La finalità del dialogo interreligioso, perciò, non è solo la conoscenza reciproca, ma anche, e più importante, è lo scambio di doni vitali per crescere insieme e acquisire un'identità più ricca.
"Un tempo, erano case per poveri, per preti e per suore dedite ad opere di bene ed al servizio della Chiesa. Poi, complice il boom del mattone, il virus della speculazione è penetrato anche dentro corpi che ne dovrebbero essere immuni. Si tratta dei circa 2000 enti ecclesiastici che, nel centro di Roma, posseggono un quarto dell'intero patrimonio immobiliare cittadino. " Un comitato di inquilini si appella a Bagnasco: «Perché privilegiate i mercanti del tempio?»
  • Post scriptum di Eugenio Scalfari in la Repubblica del 28 ottobre 2007
E' la parte finale dell'articolo di domenica intitolato: "Il nuovo partito che rompe con il '900", che riferisce dei funerali di Scoppola. "Da non credente mi ci sono trovato a mio agio. Mi hanno dato fiducia nel futuro."

28 ottobre 2007

Scoppola "Credeva alla presenza di Dio nella vita degli uomini, prima di tutto; alla politica democratica come il modo più idoneo per migliorarne la convivenza nel Novecento. Ma soprattutto alla profonda coerenza tra le convinzioni e le azioni. In questo semplice e profondo assioma sta il cuore della sua laicità, della sua fede e della sua etica. E della sua profonda anomalia nel panorama della nostra cultura attuale"
"Roma si sta allontanando decisamente dal protestantesimo, mentre cerca qualche avvicinamento nei confronti dell'ortodossia."
"avendo le proprie feste, la Chiesa non rovina quelle altrui, né ossequia i ritmi della politica minuta".
Le atroci violenze anticlericali del 1936 vanno analizzate sotto una luce nuova, che rifletta il ruolo del clero spagnolo e i silenzi repubblicani. Ma le beatificazioni di oggi non avvicinano alla verità storica
"Questo popolo (ebraico) della domanda, che rimane aperta anche dopo che la bocca si è chiusa, era un ingombro insopportabile per un mondo brutale posseduto dal demone dell'odio...Oggi l'ebreo ha perso questi statuti; li cede in cambio di certezze, di confini, di forza, di status sociale autorevole. Un tempo l'ebreo era come lo zingaro, oggi lo zingaro è l'ebreo (ma per Ahmadinejad è l'ebreo che rimane ingombrante). Ma talora l'antico ingombro dell'ebreo si specchia negli occhi di un vecchio palestinese... L'ingombro dell'altro è sempre lì per parlarci, sta a noi ascoltarlo."
"La memoria dei nostri morti è allora decisiva per vivere il nostro presente e sperare il nostro futuro, ed è sorgente di sapienza per coglierci nella catena di generazioni che abitano questa terra, ciascuna delle quali è tenuta a essere solidale e responsabile nei confronti della successiva"

27 ottobre 2007

Il rigoroso libro di Luzzatto è stato travisato dalle letture sensazionalistiche
"Luzzatto, infatti, ha ricostruito una biografia difficile, con la maestria di chi non si lascia attrarre né dalle sirene della agiografia assai fitta attorno al taumaturgo di San Giovanni Rotondo né dalla sirena che ispira le letture «cretiniste» della fede"
"C'è quindi un vuoto normativo; ma in questo vuoto prospera un sistema di caste, la cui stessa esistenza rovescia i principi costituzionali in materia religiosa. "
"Oscilla da quindicimila a quarantacinquemila euro con una media ormai attestata intorno ai trentamila euro, sessanta milioni delle vecchie lire. E' il costo delle circa 8000 nullità di matrimonio richieste ogni anno, con un processo non particolarmente complesso, davanti ad uno dei diciannove Tribunali ecclesiastici, uno per regione della Chiesa italiana" Pochi legali rispettano le tariffe fissate dalla Cei
La morte di Pietro Scoppola. Dal contraddittorio rapporto della Chiesa con il fascismo al valore fondante della Resistenza, una lettura inquieta della società italiana.
Il nodo del rapporto tra cattolici e democrazia sarebbe stato il fulcro di tutta l'opera di Scoppola: non solo come storico, ma anche come politico e ispiratore della politica.
"Proprio in direzione di un rilancio degli unici valori condivisi che storicamente la nostra democrazia avesse espresso era significativo il suo impegno in difesa della Costituzione e della Resistenza intesa non tanto come guerra guerreggiata, ma come impegno civile, moto di solidarietà, esperienza condivisa di sofferenza collettiva."
Rispetto ai problemi della Chiesa di oggi e del mondo cattolico vanno ricordate due preoccupazioni fondamentali dei suoi ultimi anni: in primo luogo la riconferma della laicità dell'agire politico e culturale; poi ... la denuncia amara della «Chiesa silente», che parla con una voce sola sia pure autorevolissima e popolare.

26 ottobre 2007

Della sua eredità un interrogativo sulla capacità da parte delle comunità cristiane di "educare (persone) coscienti e coerenti più che assecondare la tentazione di avallare operazioni di intervento politico comunque di corto respiro"
"Scoppola è stato non solo maestro di studiosi e studenti, ma una figura che ha lavorato intensamente per dare alla storia politica dei cattolici italiani una fondazione culturale che era per alcuni un vezzo surrogabile con l'anticomunismo o con l'integrismo. " "proponeva intonso ai cattolici italiani il compito di far crescere la democrazia prima e più di qualsiasi punto confessionale." compito "che gli costò qualche diffidenza, diventata denigrazione sulle pagine dell'Avvenire nei lustri prima di Bagnasco".
Scoppola era un po´ allergico ad una certa rincorsa cattolica nei confronti della modernità, non gli piaceva quella che potremmo definire la banalità dell´anticonformismo. Probabilmente, il Vaticano II è stato l´evento che più ha segnato la sua vita, orientando tutto il suo percorso religioso, culturale, politico. Sulla scia di grandi maestri come Marc Bloch ed Henri Marrou ha profuso nei suoi studi una forte simpatia verso tutto ciò che è umano collocandosi in politica nella tradizione di Sturzo, De Gasperi e Moro
"tanto abbiamo imparato da lui su come si possa esser cattolici e democratici insieme, rispettosi del magistero morale della Chiesa e autonomi nelle scelte sia etiche sia politiche." "Il rapporto diretto dei fedeli con Dio e con le scritture evangeliche rappresenta in questo contesto il solo efficace baluardo contro la vocazione gerarchica e fondamentalista e getta un ponte verso la laicità delle istituzioni, il pluralismo dei contributi, l´autentica libertà religiosa e, infine, l´autonomia del laicato cattolico e democratico."
"Sarà ricordato come esponente di spicco del mondo cattolico democratico, quello che più di altri lo ha analizzato in profondità a partire dal ruolo di Alcide De Gasperi. Uomo di profonda fede e al tempo stesso convinto difensore della laicità. Il Concilio Vaticano II e la Costituzione repubblicana sono stati i suoi riferimenti costanti."
"La sua non è mai stata una storiografia confessionale o a tesi; anzi era convinto che è la fede l'antidoto più efficace ad ogni lettura ideologica della storia."
"L'intreccio con la diretta partecipazione politica, pur nel rispetto assoluto dell'autonomia intellettuale, diviene, così, la caratteristica peculiare della sua figura pubblica. Non nel senso di uno storico «prestato» alla politica, ma in quello di uno storico a cui, nei momenti più difficili, ricorre la politica"
"Il dramma è che la gerarchia ecclesiastica sembra prevalentemente orientata su un rapporto di vertice con la politica, per ottenere benefici e vantaggi in cambio di speranze e promesse di consensi. Questo rappresenta un arretramento terribile rispetto al modello proposto dal Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes (...) e alla Chiesa tocca il compito di dare linfa vitale, linfa spirituale, di dare orientamenti, ma non di guidare in modo normativo, perché altrimenti la laicità della politica non esiste più e non esiste più la responsabilità del laicato"
"La transizione infinita di questo paese è povera soprattutto di cultura, cioè della capacità di fare veramente i conti con il proprio passato: un passato che non va rinnegato in modo semplicistico e liquidatorio, ma compreso criticamente per tutti gli aspetti e le conseguenze di lungo periodo che gli eventi storici comportano sempre.
Per questa mancanza di cultura Scoppola criticava lo schieramento di centrodestra, ma anche quello di centrosinistra, nel quale pure si riconosceva e al quale contribuiva attivamente"
"(scrivo) di lui alcune cose, alcune soltanto e centrate intorno più ai suoi studi che alla sua attività pubblica, nella chiesa e nella politica" "Nessuna delle sue opere fu neutrale rispetto al contesto culturale-religioso e culturale-politico nel quale vide la luce, tutte esprimevano una sensibilità profonda per problemi della contemporaneità che - sui destini degli uomini e delle donne, al pari di quelli delle istituzioni del vivere civile - ad un tempo coinvolgevano il sentire religioso e il sentire politico, anzi ne proponevano come fecondo il continuo confronto e dialogo."
"(Scoppola) viene ora giustamente ricordato e onorato da un coro di voci come merita la sua figura di eminente studioso e di intellettuale impegnato in politica, in modo illuminato e capace comunque di ottenere il rispetto anche di chi non ne condivideva le impostazioni e le scelte.
Egli rappresentava la tradizione di quel cattolicesimo politico sicuramente democratico e ancorato ai valori dell'antifascismo e della Costituzione repubblicana"
Autorevole e equilibrato ci ha lasciato veri capisaldi su Chiesa, fascismo e Resistenza.
""Perché un così profondo logoramento delle radici culturali e spirituali della vita politica italiana e in particolare della presenza cattolica nel nostro paese?". Posta a chiusa di una conferenza tenuta nel cinquantesimo della morte di Alcide De Gasperi, questa è la domanda attorno a cui si può dire abbia ruotato come attorno a un perno tutta l'esperienza intellettuale e politica di Pietro Scoppola. Da storico di valore e decano riconosciuto degli studi sul cattolicesimo politico italiano; da cattolico e democratico; da radicale contestatore del corroso partito dei cattolici, la Democrazia cristiana, in nome di una differente e meno corruttibile "democrazia dei cristiani"."
  • Tra fede e società intervista a Achille Silvestrini a cura di Marco Tosatti in la Repubblica del 26 ottobre 2007
"Nella sua (di Scoppola)concezione la politica ha ragioni in se stessa, di cui va tenuto conto, di cui anche la Chiesa non può non tenere conto...Nella consapevolezza che il cristiano in politica deve sapersi assumere le proprie responsabilità" "Era convinto della necessità che all´interno della Chiesa ci fosse spazio per l´intera varietà di valutazioni. Lo considerava un servizio alla Chiesa. Affinché comprendesse meglio la realtà"
Insieme amicizia e opposizione sul piano delle visioni scientific he e concezioni politiche. Oggi non c'è bisogno di sintesi tra cattolicesimo democratico e comunismo, ma di elementi di liberalismo.
"C'è un futuro, c'è un lavoro da fare per i cittadini, la democrazia ha bisogno di essere vivificata e arricchita dalla partecipazione popolare"
"È un equivoco molto più diffuso che la razionalità e il razionalismo, intesi come disciplina mentale e stile di vita, siano espressione di un formalismo metodico, indifferente a quelli che sono chiamati «i valori». Il razionalismo sarebbe sostanzialmente sempre strumentale, cioè incapace di creare e trasmettere valori autentici e senso del vivere privato e collettivo. È un'affermazione inconsistente. Il razionalismo infatti nasce e si muove all'interno di un surplus di valori, in un orizzonte pieno di valori di segno differente."
A cento anni dall'enciclica «Pascendi» con cui Pio X condannò il movimento dei «novatori», un convegno a Trento analizza criticamente i risvolti di quel conflitto, i cui nodi fondamentali sono ancora oggi evidenti. "Sul lungo periodo la condanna del modernismo causò l'avvio di una stagione in cui il ritardo della cultura cattolica rispetto al dibattito nella società contemporanea si approfondì e tale rimase, almeno a livello ufficiale, fino al concilio Vaticano II"
"Questa operazione verità necessita che non sia occultato nessuno degli orrori della guerra fratricida" e che la Chiesa spagnola si interroghi sul sostegno dato al franchismo.
L'articolo descrive varie posizioni presenti in Spagna. "Di beatificazione, di martiri e di leggi della memoria si parla molto sui giornali, si discute in modo acceso alle Cortes, ma non sembra che il tema stia appassionando particolarmente l´opinione pubblica. Perché se è vero che quasi ogni famiglia spagnola ha una vittima da piangere (sia in campo repubblicano che tra i nazionalisti) i giovani, ad esempio, sentono la guerra civile come qualcosa di sempre più distante."

25 ottobre 2007

"«Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi ad una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia ad una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un'anima da salvare, e per cui prego intensamente»" così annota Giovanni XXIII riferendosi a Padre Pio
Continuiamo a seguire con attenzione gli interventi sui i temi "eticamente sensibili".
Non esiste in Italia un vuoto normativo. L'intervento dei giudici si fonda su di un'amplissima serie di norme. "per arrivare ad una decisione nella quale è netta la distinzione tra il rifiuto di cure, di cui si discute, e le diverse ipotesi dell´eutanasia, del suicidio assistito" Proprio nella prospettiva del rispetto della persona c'è il diritto di ciascuno di disporre del proprio corpo. Nel caso la persona si trova in stato vegetativo permanente si deve tener conto della irreversibilità e dell'orientamento dell'interessatro espresso precedentemente. Inoltre l'alimentazione e idratazione forzata sono ritenuti trattamenti terapeutici a cui si può rinunciare, come pure si stabilisce la legittimità della sedazione.
Il direttore di la Repubblica risponde all'ingiunzione del cardinal Bertone di finirla con l'inchiesta "sul costo della Chiesa per i contribuenti italiani". "La confutazione, a quanto pare, anche se è incredibile dirlo, riguarda la legittimità stessa di affrontare questi temi. Come se esistesse, lo abbiamo già detto, un'inedita servitù giornalistica dell'Italia verso la Santa Sede, non prevista per le altre istituzioni italiane e straniere, ma tipica soltanto di Paesi non democratici. In più, Sua Eminenza è il Capo del governo di uno Stato straniero che chiede di "finirla" con il libero lavoro d'indagine (naturalmente opinabile, ma libero) di un giornale italiano. Dovrebbe sapere che in Occidente non usa. Mai. "
"Il centro e il cuore del discorso di Ratzinger si può considerare un giudizio fortemente negativo sul mondo e sulla società che si sarebbe allontanata dalle radici cristiane (così anche Giovanni Paolo II, diverso, caso mai, il giudizio di Giovanni XXIII). Soltanto un ritorno al rapporto fra ragione e fede potrebbe essere in grado di salvare l'umanità." Grave limite: la sottovalutazione della storia, che non presenta né una ragione unica, né una concezione univoca di verità.

24 ottobre 2007

Siti Musdah Mulia insegna a Giakarta, nella più antica università islamica, e a suon di versetti del Corano combatte l'integralismo
«Il testo sacro va letto storicamente» spiega e racconta il suo impegno nonostante l'ostilità dei vecchi ulema. Si batte per l'emancipazione delle donne nelle società islamiche, denuncia la violenza domestica che molte di loro patiscono, sostiene l'abolizione della pena di morte, dirige la "Conferenza indonesiana delle religioni per la pace", frequenta i cristiani e rivendica il diritto ai matrimoni misti per fede religiosa.
Mentre l'ora di educazione civica tende a scomparire, lo stato si preoccupa di tutelare l'ora di religione cattolica, che costa agli italiani circa 1 miliardo di euro all'anno. Gli insegnanti di religione godono di un trattamento di favore rispetto agli altri docenti. In Europa il tema dell´insegnamento religioso nelle scuole pubbliche è al centro di un vivace e colto dibattito, ben al di sopra delle vecchie risse fra clericali e anticlericali. In Italia ogni timido tentativo di discussione è stroncato sul nascere da una ferrea censura. L´ora di religione cattolica è un dogma. (ndr.: il taglio prevalentemente economico del discorso impedisce di coglierne la complessità. Sarebbe importante anzitutto riconoscere la necessità che ogni persona avesse nel proprio bagaglio culturale una certa conoscenza delle religioni e del cristianesimo, in particolare del Grande Codice, la bibbia. A partire da questo sarebbe bene discutere come garantire queste conoscenze, che superino alcune ambiguità della attuale situazione. Si vedano ad esempio le proposte di "Biblìa")
"A ben vedere dunque il Pontefice, con il suo messaggio sulla dignità del lavoro e contro il lavoro precario propone uno scambio: la Chiesa è disponibile a sostenere i diritti sociali dei lavoratori, a schierarsi dalla loro parte a condizione che questi rinuncino a battersi per il riconoscimento e l´allargamento dei cosiddetti diritti civili"
Un saggio di Traniello ripropone il rapporto tra religione e politica. Al centro della sua analisi è il liberalismo cattolico, soprattutto di Gioberti. Discutibile è la sua idea di democrazia che non accoglie il principio del suffragio popolare, ma immagina di creare un governo dei dotti. Ci sono somiglianze col pensiero di Croce e di intellettuali di sinistra, che sognano un governo dell'"intellighenzia"...
Il libro dello storico Sergio Luzzatto apre nuovi dubbi sul frate di Pietralcina: la testimonianza di un farmacista. «Nel 1919 fece acquistare dell'acido fenico, una sostanza adatta per procurarsi piaghe alle mani»
"La disobbedienza è il cuore della lotta non violenta. «Nemmeno i più potenti possono governare senza la collaborazione dei governati», ha detto il Mahatma Gandhi"
I templari, monaci-guerrieri, sono stati sterminati per ragioni politiche ed economiche e non perché eretici o blasfemi. E soprattutto senza l'avallo del pontefice di allora, Papa Clemente V. È questa la verità che affiora, dopo oltre 700 anni, dagli atti del processo e, in particolare, da un documento inedito: il «manoscritto di Chinon». (ndr.: San Bernardo di Chiaravalle non è il fondatore dei Cistercensi, ordine religioso monastico fondato da Roberto di Molesne nel 1098)
"Si avvertì insomma il peso di una cultura popolare anticlericale profondamente radicata, dovuta alla particolare posizione temporale costantemente mantenuta dalla Chiesa cattolica spagnola, sempre identificatasi con il potere e con l'oppressione, sempre legata agli interessi dei proprietari terrieri e degli strati più ferocemente reazionari. Su queste complicità la «beatificazione di massa» può stendere il velo della santificazione ma non quello dell'oblio."
"mentre la chiesa spagnola è impegnata, da tre anni, in un braccio di ferro con il governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero su delle riforme di costumi (fra le altre, il matrimonio omosessuale) e mentre quello stesso governo propone l'adozione di una legge mirante a riabilitare le vittime repubblicane della guerra civile e della dittatura di Franco, questa beatificazione di massa sembra una provocazione" "Come scrive il collettivo che contesta la cerimonia romana del 28 ottobre, è perché la Chiesa non ha mai chiesto perdono che "queste beatificazioni sono inopportune, discriminatorie, e manifestano l'incapacità della gerarchia a rivedere le sue posizioni di settant'anni fa". "
Ancora un intervento sulla contrarietà di Pio XI alla conquista dell'Etiopia

23 ottobre 2007

"la purezza della fede cristiana è stata, fin dall'inizio e inevitabilmente irretita nel gioco degli interessi. Per altro, quando si è minoranza si rivendica la libertà, quando si è maggioranza s'invoca la verità."
Altro articolo sulla laicità, qui intesa soprattutto in termini negativi di non conferssionalità. "dal fatto che la Santa Sede sia uno Stato derivano vincoli e divieti". Se il Vaticano interviene sulle vicende legislative italiane non si tratta di libertà religiosa ma di questione di diritto internazionale. Che si direbbe se lo Stato italiani interferisse sul diritto canonico della Chiesa?
Non c'è "proposito "laicista" di escludere i credenti dal dibattito pubblico", come afferma Buttiglione. Non parlo di rapporti tra cittadini non credenti e cittadini credenti all'interno della società civile e in quella politica, ma di rapporti istituzionali tra Stato e Chiesa. "da parte cattolica (si sostiene che) data la "impronta" cristiano-cattolica del nostro Stato ch´esso deve salvaguardare come una delle sue "premesse" , è giustificata la sua tacita alleanza con la Chiesa". "le "premesse" del vivere comune nascano dalla e nella libertà" e non da qualcosa che prcede la libertà, come ssostiene contradditoriamente Böckenförde.
"Dire che lo Stato ha dei presupposti e che la religione è uno di questi non significa affatto dire, come sembra credere Zagrebelsky, che la Chiesa Cattolica detti allo Stato ciò che lo Stato deve fare, ". Tra Stato e Chiesa c'è il popolo, a cui spetta di decidere. Occorre lasciare c he la Chiesa parli al popolo.
  • L'Etiopia è italiana di Luigi Gedda in Credere del 10 maggio 1936 (Settimanale Gioventù di Azione Cattolica)
Nell'archivio di don Giacomini, questo prete antifascista che ha educato molti di noi a gustare il sapore della libertà e a cui è intestata la nostra associazione, abbiamo ritrovato questo articolo scritto dall'allora presidente della Giac. L'articolo non ha bisogno di commenti. Anche allora però c'erano persone, poche, che la pensavano diversamente e delle quali è necessario fare memoria.
"Con la guerra d'Etiopia il fascismo toccò l'apice del consenso. E gran parte della Chiesa italiana diede all'impresa coloniale un sostegno aperto, a volte anche entusiastico. Tuttavia per la Santa Sede il discorso è assai più complesso, tanto che nel settembre 1935, alla vigilia dell'aggressione, Papa Pio XI fu sul punto di inviare a Mussolini una lettera per esortarlo a non scatenare il conflitto. "

22 ottobre 2007

Don Bottoni, responsabile del servizio per l'ecumenismo e il dialogo della diocesi di Milano, fa una analisi critica dell'assemblea di Sibiu, un'assemblea solo di nome, di fatto essendo un meeting destinato ad un ampio pubblico di ascoltatori selezionati, chiamati a fare numero... Per come è stata organizzata - dibattito in plenaria di fatto impedito, mancanza di democrazia, assenza di alcuni temi teologici portanti - l'AEE3 rappresenta un passo indietro rispetto alle precedenti Assemblee.
Tomassone è pastora valdese e vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e ha partecipato all'Assemblea di Sibiu come coordinatrice della delegazione protestante italiana. "ogni confessione - ortodossa, cattolica o protestante - ha mostrato le differenze al proprio interno" "La visione di un'Europa dalle forti radici cristiane, un'Europa dei valori, è stata evocata anche nei giorni successivi senza, purtroppo, che ci sia stato un confronto su cosa significa questo termine, dando così per scontata la visione cattolica dei valori: la sacralità della vita umana dal concepimento alla morte naturale, l'espulsione di uno spirito laico nell'affrontare i nodi del rapporto fra Chiese e legislazioni nazionali o europee, l'imposizione di modelli cosiddetti «naturali» di famiglia". "L'ecumenismo è nell'agenda delle chiese...Ma, a livello del confronto istituzionale appare una strada difficilmente percorribile.
"La domanda, allora, deve essere non se l'islam sia o meno compatibile con i diritti umani, ma quale islam. Noi possiamo, con un'interpretazione corretta della religione, essere musulmani e rispettare i diritti dell'uomo" "Io penso che la religione debba essere separata dallo Stato, per impedire ai governanti di abusare dei sentimenti religiosi dei loro popoli"
"Craig Venter vuole sostituirsi a Dio e creare la vita; può farlo? In realtà, entrambi i presupposti della domanda sono infondati. Sia perché Craig Venter (ammesso che abbia davvero sintetizzato il cromosoma artificiale di un batterio) non «ha creato la vita». Sia perché, ove pure l'avesse creata, non si sarebbe certamente «sostituito a Dio».". Anche ammettendo la possibilità di creare vita artificiale l'uomo non si sostituirebbe a Dio (per un credente) o alla natura. L'uomo è parte integrante della natura e i suoi interventi di modificazione non sono pertanto contro natura. Resta, anzi aumenta la resposabilità dell'uomo, che ha il dovere di non tagliare il ramo dell'albero sul quale siede.
Il biologo americano Venter costruisce in laboratorio una nuova forma di vita. Lo scienziato che ha realizzato un cromosoma di sintesi non vuole imitare Dio, sono ben altri quelli che cercano di mettersi al Suo posto su questa nostra terra. "La scienza è un elemento importante di questa stessa responsabilità, con la quale l'umanità continuerà a poter camminare con Dio. Importante non è imitare Dio, ma camminare con Dio."
"In realtà è indubbia la continuità di fondo del pensiero di questo bavarese giunto - con sua sincera sorpresa - al vertice romano e che ha sempre praticato e insegnato non l'aut-aut del rivoluzionario (o dell'eretico), ma l'et-et del cattolico, che sa che l'accettazione del nuovo non significa il rinnegamento dell'antico" (ndr. : quale continuità tra una chiesa societas perfecta e sostanzialmente gerarchica e una chiesa mistero e popolo di Dio in cui tutti in forza del battesimo hanno stessa dignità e sono corresponsabili; quale continuità tra una liturgia a cui si assisteva e in cui la Parola di Dio aveva un posto secondario e il rinnovamento liturgico operato dal Vaticano II; quale continuità nel concepire l'unità dei cristiani come un ritorno all'ovile degli altri, e quella derivante da un convertirsi tutti a Cristo; quale continuità in un chiesa "semper reformanda"; quale continuità tra una chiesa che si sente cittadella assediata dalle forze del male e una chiesa in ascolto e in dialogo con il mondo? Non c'è solo continuità ma anche discontinuità. Forse bisognerebbe intendersi meglio sui termini "tradizione", "continuità", "novità", "rottura")

21 ottobre 2007

L'intervista dice qualcosa sul modo in cui Ratzinger legge la stagione post-conciliare, di cui è stato ed è protagonista. Dopo un primo momento di entusiasmo, pervenne ad un'analisi sempre più cupa di ciò che accadeva sotto Paolo VI, con l'emergere di problemi, di confusioni e di pericoli. Nell'intervista fa un'autocritica conservatrice per l'eccessiva prudenza nel cogliere il punto di conflitto tra tesi troppo audaci e dogma, ma soprattutto definisce il suo impegno-combattimento: "un combattimento «per la vitalità della fede nella nostra epoca, per la sua espressione e comprensibilità da parte degli uomini di questo tempo, nella fedeltà di fondo alla sua profonda identità»". Ma non era proprio ciò che il Concilio aveva fatto, si chiede Melloni?
Alcune opinioni di studiosi sull'intervista a Joseph Ratzinger

20 ottobre 2007

L'ermeneutica del Concilio che ha portato e porta molti frutti è quella del rinnovamento nella continuità e non della rottura (ndr.: altri padri conciliari, come Bettazzi, danno una valutazione ben più aritcolata e cioè se è vero che c'è stata continuità nell'aspetto dogmatico, è altrettanto vero che c'è stata discontinuità su molti aspetti pastorali, dal rinnovamento liturgico, alla centralità della Scrittura, al diverso attegiiamento con il mondo ecc.. Si veda al proposito il suo ultimo libro: "Non spegnere lo Spirito. Continuità e discontinuità del Concilio Vaticano II", Queriniana 2006)
Benedetto XVI rievoca la figura del cardinale Leo Scheffczyk e il clima irrequieto degli anni Sessanta. «Cresceva la confusione nella Chiesa, era a rischio la vitalità della fede. Dovevo osare di più»
"Negli ultimi anni c'è stata una crescita della solidarietà. Confesso di essere preoccupato di questa crescita perché ho visto, al tempo stesso, una diminuzione dei diritti e delle garanzie sociali. Dunque, provocatoriamente, dico che vogliamo meno solidarietà e più diritti, cioè più giustizia. "

19 ottobre 2007

" non basta esser scienziati, non basta esser famosi per aver sempre ragione. Lo stesso si può dire degli intellettuali in genere" (ndr.: come non basta essere cristiani o cattolici per aver sempre ragione)
"L'autorità cattolica si afferma sulla presunzione di un vuoto. E di un certo pessimismo: gli altri sbagliano" "La risposta...non deve limitarsi a polemiche più o meno anticlericali ma deve mostrare la validità di quei valori e di quel pluralismo che la laicità sostiene, anche se con fatica"
"Il senso ultimo del lavoro, quindi, non riposa tanto in ciò che dal lavoro si può ottenere, ma da ciò che possiamo divenire noi stessi e da ciò che possiamo migliorare degli altri."
Alla Settimana sociale di Pistoia-Pisa "Non si parlerà soltanto del «bene comune nell'era della globalizzazione», ma anche di come attuarlo nel rapporto tra «Stato, mercato e terzo settore», nella sfera della «biopolitica», sulla questione educativa e più in generale nella politica. Tutte riflessioni che presuppongono un maggior impegno e coinvolgimento dei cattolici in quei ruoli pubblici e istituzionali da cui dipende il futuro del Paese. Anche questa può essere una risposta al clima di antipolitica oggi dilagante."
"Limitarsi a pensare che il Papa abbia preso ieri posizione a favore di una qualunque parte politica rischia di essere fuorviante per tutti."
"E' il Dio padrone unico e insindacabile della vita e della morte «la cifra assoluta dell'aggressività umana» (Ernesto Balducci). La gerarchia cattolica manca gravemente di umanità nel negare a Eluana il diritto di amare la vita fino a chiedere attraverso suo padre di interrompere l'alimentazione forzata"
Un'introduzione al cristianesimo per adulti. Vien qui proposto una risposta all'interrogativo circa il bisogno di una religione.
"(le istituzioni religiose) sono utili a condizione che rispettino la libertà di ciascuno, che offrano aiuto e non impongano pesi o catene, che abbiano coscienza dei loro limiti e della loro relatività. Quando esse si assolutizzano, quando dimenticano che sono dei mezzi al servizio delle persone e vogliono mettere le persone al loro servizio, allora diventano dannose, e noi abbiamo bisogno di contestarle e di liberarcene. Ma se rifiutano di esercitare un magistero per svolgere un ministero, allora rendono un grande servizio" "Si ha ancora bisogno di una religione? Sì, ma non come una volta; ne abbiamo bisogno spiritualmente e non utilitaristicamente. E, soprattutto, bisogna sottolineare che le religioni hanno bisogno di credenti liberi, intelligenti, che vivano una fede profonda e personale per rendere i servizi che sono la loro ragion d'essere."

18 ottobre 2007

"In realtà è la gerarchia cattolica che non lascia tracciare a nessuno, tanto meno alla magistratura «i confini», perché ritiene di avere essa soltanto il monopolio dell'etica"..."Eleva una concezione della vita umana sostanzialmente biologicistico-vegetativa a criterio etico unico e univoco, da cui discendono soltanto giudizi diffamatori per ogni altra visione della vita. " "Nel nostro Paese non esiste un vuoto di valori - come ripetono i clericali - ma una paradossale ricchezza di valori che sono spesso in contrasto tra loro" "Ciò che manca nel nostro Paese è una cultura e una politica laica, degna di questo nome. Una politica che governi davvero il pluralismo dei valori, di cui tutti i politici si riempiono la bocca"
"Una donna in stato vegetativo permanente dal 1993, un padre che si batte da oltre dieci anni affinché vengano sospese le terapie e rispettate le volontà della figlia, un vuoto normativo che rende impossibile una soluzione. " ". Proprio sulla base di quanto scritto nella Costituzione e di questa nuova forza, dobbiamo pensare di allargare il nostro orizzonte e di colmare il vuoto normativo con una legge che si occupi delle tematiche di fine vita nel loro complesso, dalle dichiarazioni anticipate di volontà nei trattamenti sanitari al rispetto dell´autodeterminazione dei pazienti, dalle cure palliative per i malati terminali alle terapie per il dolore"
Eluana non è morta, ma malata. Ha il diritto ad essere curata. Non ci sono criteri scientifici per stabilire l'irreversibilità del coma. Alimentare e idratare non sono accanimento terapeutico e non sono atti medici. I "testamenti orali" non sono validi.
"è inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita. Accettare, pure nel vuoto legislativo, una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia. Di più: introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili. Significherebbe attribuire appunto ad ognuno una potestà indeterminata sulla propria esistenza dalle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico"
Emanuele Severino disegna uno scenario ultraterreno alternativo a ogni fede ."Ha mostrato in Gloria (Adelphi, 2001) come la salvezza da questo concreto nulla non sia una semplice possibilità ma una vera e propria necessità, perché «l'uomo è atteso dalla terra che salva»" in Oltrepassare afferma che "noi siamo destinati alla felicità, per necessità e non come premio. E la vita eterna non è quella di cui parlano le religioni"
Il velo discrimina le donne e attenta alla democrazia: "Il velo islamico nelle scuole pubbliche è una testa di ponte grazie alla quale i nemici del laicismo, dell'uguaglianza fra uomo e donna, della libertà religiosa e dei diritti umani pretendono di ritagliarsi spazi d'autentica extraterritorialità legale e morale all'interno delle democrazie: qualcosa che, se queste l'accettassero, potrebbe condurle al suicidio. ".

17 ottobre 2007

"Un bilancio del documento si potrà fare solo tra qualche mese. E' tuttavia evidente che il suo impianto teorico appare fragile e ricco di equivoci...Dire queste cose è una possibilità per tutti i cristiani, ma è un compito per quei bambini che nella chiesa si chiamano "teologi". Essi sono "obbligati" a dire la verità, senza tutte le mediazioni che vincolano altri ministeri a logiche necessariamente più complesse. "
"Gli studi storico-giuridici dimostrano che la democrazia moderna ha radici già nel V secolo, quando la Chiesa reintroduce due grandi principi. Il primo, riscoperto da Leone I nel 440, insegna che colui che deve governare su tutti deve essere eletto da tutti. Il secondo, spiega che ciò che interessa tutti come singoli va discusso e approvato da tutti. "
"Sta così ai giudici supremi della Cassazione ricordare al Paese che «la salute dell´individuo non può essere oggetto di imposizione autoritativo-coattiva» e che «il diritto all´autodeterminazione del paziente non incontra un limite nel sacrificio del bene della vita», " Per rispettare la volontà del paziente esiste una via maestra: il testamento biologico.
Zagrebelsky critica alcune affermazioni del costituzionalista E.W. Böckenförde.
Le premesse di cui uno stato basato sulla libertà ha bisogno devono prendere corpo in senso alla società: sono i cittadini ad essere chiamati in causa per rinsaldare l'ethos di cui lo stato ha bisogno. Per Ratzinger lo stato può trovare legittimamente tali premesse nel cristianesimo, unica forza storicamente disponibile. Pluralismo e tolleranza non vuol dire neutralità nei confronti dei valori. I valori derivanti dalla fede cristiana sono il presupposto della sua consistenza. Di qui la richiesa di uno status differenziato a favore della Chiesa cattolica (i simboli, il sostegno alle scuole cattolichen insegnamento della religione, finanziamenti agevolati, ultima parola sulle questioni etcamente sensibili...). Ma "Nello Stato secolare fondato sulla libertà, tutte le fedi, tutte le religioni, tutte le credenze anche non religiose o antireligiose hanno lo stesso diritto di cittadinanza ed è questo che costituisce "l´impronta" di questo tipo di Stato."
L'idea di un legame unificante che precede la libertà corrisponde ad un'idea di democrazia protetta, a sovranità limitata. Lo stato secolare basato sulla libertà deve reggersi e camminare con le energie spirituali che la società deve avere in sé, senza deleghe a altri.

16 ottobre 2007

"la risoluzione fa riferimento a un certo creazionismo di marca americana (quello che si lega a una interpretazione letterale della Bibbia e alla nuova versione dell'Intelligent Design), giustamente contestato nel documento stesso perché ritenuto fuori da ogni prospettiva di ordine scientifico, sebbene i suoi sostenitori la rivendichino". Non si distingue chiaramente tra creazione e creazionismo, con possibili ambiguità
Il cosmonauta musulmano "Muszaphar ha costretto le autorità religiose della Malesia a riflettere a lungo su una questione che il Profeta non aveva previsto: come osservare i rituali religiosi quando si gira sedici volte al giorno attorno alla Terra, si perde di vista La Mecca, la mancanza di gravità rende "delicate" le genuflessioni e l'acqua per le abluzioni non è prevista?"
"la lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi di questa estate (è stato) l'atto politicamente più rilevante del pontificato fino ad oggi: talmente rilevante che pochi ne hanno colto la portata in Europa e soprattutto a Pechino. Ed ora la consacrazione riconosciuta di Giuseppe Li Shan, che fissa - per la sede della capitale e dunque potenzialmente per sempre - un precedente preziosissimo."
"E' una conquista di libertà e una salutare igiene intellettuale che la religione non si immischi di questioni scientifiche e che, simmetricamente, la scienza non si immischi di questioni religiose. " "I nostri ragazzi, a scuola, è sacrosanto che vivano il fascino di ambedue questi tipi di curiosità. Ma non si devono mescolare le carte. Non si deve presentare alla stessa stregua un'ipotesi scientifica e un'ipotesi teologica. Questa non è libertà, questa è confusione."
"Papa Benedetto vuole riportare la Chiesa nel tempo eterno: per questo mette al centro del suo ministero la liturgia come espressione piena e propria dell'esistenza ecclesiale. " "Il motu proprio che stabilisce la non interrotta validità della liturgia tradizionale in latino come liturgia vivente vuole significare che il flusso della preghiera è inarrestabile e che trascende il tempo: non si aggiorna" "L'eredità di Siri torna ancora a essere benedetta." (ndr.: fine del Concilio)

15 ottobre 2007

Le Settimane sociali dei cattolici italiani compiono cent'anni. Domani sera alle 21 nel Salone delle manifestazioni di Genola (Cuneo) si presenterà il nuovo libro di Giovanni Quaglia «Le settimane sociali 1907-2007. Un confronto per la crescita dell'Italia» (Aragno). Prefazione di Giorgio Campanini, postfazione di Giannino Piana. "Il concetto di bene comune può trovare sul terreno operativo piena attuazione se è legato al recupero di centralità della politica, al riconoscimento cioè della insostituibilità della sua funzione e perciò dell'esigenza del suo potenziamento e del rinnovamento delle modalità di esercizio. Ad essa spetta, in ultima analisi, il compito di realizzare il bene della polis, facendo convergere attorno ad esso le diverse forme di aggregazione che caratterizzano il tessuto sociale."
"30 anni dopo memoria e perdono restano i problemi irrisolti della Chiesa nel continente più cattolico del mondo" "Non a caso il comunicato della Commissione Episcopale appare cinque minuti dopo l'annuncio dell'ergastolo. Perché cinque minuti dopo e non cinque anni o cinque mesi fa come i credenti pretendevano? " "il silenzio della comunità ecclesiale è il peccato inspiegabile che ha riunito tanti vescovi e tanti sacerdoti, alcuni di loro prossimi al processo"
Andrea Lebra, presidente dell'associazione novarese "Liberazione e speranza" a sostegno delle donne che si sottraggono alla violenza e ai condizionamenti dei criminali dediti allo sfruttamento della prostituzione, con la storia narrata, ci invita ad aprire gli occhi sulla realtà della prostituzione nel nostro paese.

14 ottobre 2007

Dopo il testo di Assmann sul legame tra monoteismo e violenza e il commento di Rusconi di giovedì ecco il contributo del priore di Bose.Tantissimi sono i testi nella Bibbia che attribuiscono a Dio stesso la violenza: guerre sante, sterminio dei nemici.... "in un mondo di violenza, anche il rapporto dei credenti con il loro Dio è letto con il linguaggio della violenza".
Il Dio violento è un Dio frutto delle proiezioni degli uomini (contro ogni fondamentalismo la bibbia non è parola di Dio, ma contiene per i credenti la Parola di Dio...).
Innanzitutto c'è una evoluzione nella comprensione di Dio. Inoltre un certo modo di intendere l'universalismo proprio del monoteismo cristiano e islamico ha aperto la porta alla violenza, per imporre (e non proporre) la fede a tutti. Lo stesso dicasi per la verità diventata idolo e possesso. Infine (pur se molti "cristiani" lo hanno dimenticato in tanti momenti della storia) la buona notizia di Gesù è anche annuncio di liberazione dalla violenza religiosa (che si richiama alla volontà di Dio). Il cristianesimo è una religione dell'uscita dalla religione (rompendo i legami di sangue, superando i confini del tempio e della terra di Israele, ribaltando il potere in servizio). La miccia della violenza religiosa "è sempre in agguato anche per i cristiani se dimenticano che Gesù ha voluto distruggere una volta per tutte quella miccia non con una violenza speculare, ma con l'amore per il nemico e con il dare la vita per gli altri."
Miccoli ritiene "che, al di là delle varianti stilistiche, Wojtyla e Ratzinger abbiano in comune l'obiettivo di rilanciare la pretesa di autosufficienza della Chiesa sulla inesorabile laicità della storia, cioè uno schema di relazioni Chiesa-mondo tipico del regime di cristianità che sembrava abbandonato con i crediti alla storia aperti dal Concilio Vaticano II"
Riflessioni sulla laicità a partire dai libri di Miccoli, Scoppola e Ruggieri. Merito di Miccoli è avere rimesso la storia al centro del dibattito sulla laicità "è nella lettura dei segni della storia, secondo l'indicazione evangelica, ancor prima che conciliare, che il credente esercita pienamente il suo discernimento." La laicità conquistata, da cui è nato il cattolicesimo politico, non è solo distinzione del piano religioso da quello politico, ma anche tesimonianza di un modo nuovo di stare al modo rispetto allo schema intransigente. "Per uno dei casi più clamorosi di eterogenesi dei fini, proprio i cattolici hanno finito così, secondo Scoppola, con l' "avvantaggiarsi" (in tutti i sensi) da quel processo di secolarizzazione che cercava in tutti i modi di espellerli dalla storia". La postura del cristiano per Ruggieri è "lo stare sotto" (Dio si è messo sotto per sotenere la storia degli uomini tramite Cristo).
Mai nella storia statunitense la politica è stata separata dalla religione: c'è un "vangelo americano" invocato costantemente. Ma il ruolo della fede nella democrazia è controverso."Che il cristianesimo abbia contribuito, in taluni Paesi, culture e circostanze, alla nascita della democrazia moderna e dei diritti del cittadino, è affermazione che si può condividere, ma che non può certo essere estesa alla Chiesa cattolica per tutto il periodo di formazione della democrazia moderna, fino alla seconda metà del Novecento. All'origine della politica concordataria col fascismo e il nazismo vi era l'odio per il liberalismo, non solo la paura del comunismo. La denuncia degli aspetti totalitari e anticristiani del fascismo e del nazismo, da parte del papa, non fu mai invocazione a restaurare la dignità e la libertà di tutti i cittadini in un regime democratico"
"«Pressoché tutti i sequestri organizzati da gruppi terroristi prima e dopo la vicenda Moro (dal sequestro Sossi a quello del generale Dozier, passando per l'interessante vicenda del sequestro Cirillo) sono stati risolti in uno dei due modi che furono invece evitati nel caso Moro: o attraverso la trattativa, o liberando l'ostaggio ». Per lo statista democristiano, scrive il figlio, non fu fatta né una cosa né l'altra" il "Vaticano, «mostrò come minimo di non comprendere i termini della questione», in particolare la segreteria di Stato (retta allora da Jean-Marie Villot), che si oppose a un'iniziativa dei vescovi italiani «con le stesse parole del sommo sacerdote Caifa nel dare via libera alla condanna di Gesù: "È meglio che un uomo muoia perché il popolo viva"»"
"la chiesa si propone più per il bene comune che per la diffusione della fede evangelica e per questo motivo esige un posto ben preciso nell'insieme della società .... Un posto di primo piano, riconosciuto dalla società e dallo stato (...) Molto discutibili i vantaggi del do ut des, soprattutto quelli che dovrebbero giovare alla fede religiosa"
  • Uno, due, tre, quattro... di Massimiliano Fortuna in il foglio n. 344 del settembre 2007 (mensile di alcuni cristiani torinesi)
"Il fatto che i Vangeli - canonici naturalmente - siano quattro e impossibili, a meno di forzature impervie, da ricondurre a uno testimonia invece con chiarezza che la verità cristiana si dà originariamente come plurale" " (la) buona novella non è codificabile in un solo linguaggio e la convinzione che imbozzolarla in un'unica parola sia un mezzo efficace per proteggerla stride innanzitutto ...con le diverse scelte d'interpretazione teologica compiute dagli evangelisti. Se poi ci si ricorda che il termine greco per scelta è aíresis, forse non risulta troppo provocatorio sostenere che il cristianesimo è eretico nei suoi fondamenti..."

13 ottobre 2007

Andrea Lebra, presidente dell'associazione novarese "Liberazione e speranza" a sostegno delle donne che si sottraggono alla violenza e ai condizionamenti dei criminali dediti allo sfruttamento della prostituzione, svolge una rilfessione sul tema dei doveri e del bene comune, Partendo da alcune considerazioni di Norberto Bobbio e attingendo alla dottrina sociale della chiesa. Presenta quindi un decalogo di doveri in funzione del bene comune.
L'ultimo numero della rivista internazionale di teologia "Concilium", dedicato a Cristianesimo e democrazia, ricorda Giuseppe Alberigo, membro del Comitato scientifico della Rivista, riportando il testo dell'omelia pronunciata da Giuseppe Ruggieri, durante la liturgia di congedo celebrata a Bologna il 18 giugno scorso. "Frutto di un pluriennale lavoro collegiale che ha coinvolto e impegnato studiosi di diversi continenti, i cinque volumi della Storia del concilio Vaticano II hanno evidentemente rappresentato la sua opera maggiore, che ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza del Vaticano II come evento che ha segnato un prima e un poi nella storia della chiesa."
Per la prima volta un presidente Cei a colloquio con il portavoce del movimento "Noi Siamo Chiesa" Vittorio Bellavite. Il «disagio» e le richieste di molti cattolici. L'arcivescovo ribadisce che le posizioni ufficiali «sono note»
"Ma come e perché un ateo, socialista di fede politica e storico di mestiere, può avere una consonanza così intensa e un rapporto così coinvolgente con un prete dall'ortodossia tanto rigorosa, quasi ossessiva? E, specularmente, come e perché quel prete può avere un rapporto di fiducia e di stima incondizionate oltre che di interesse culturale con un intellettuale non credente? Quale minimo (o massimo?) comune denominatore li unisce? "
"Le autorità vaticane tre giorni fa hanno sospeso dall´incarico e sottoposto a procedimento disciplinare un monsignore capoufficio di uno dei più importanti dicasteri pontifici, la Congregazione per il Clero..." (ndr.: al di là dello scandalo, quando si potrà parlare seriamente, serenamente, a volto scoperto della condizione e dei problemi delle persone omosessuali?)
Presentazione del libro di Ruggieri "La verità crocifissa", la cui posizione differisce di pochissimo, ma con conseguenze capitali, da quella del teologo Ratzinger. Al centro c'è il modo di intendere la relazione di Gesù coi peccatori e la relazione (Calcedonia) tra natura umana e divina (unite e non confuse). Ma data l'irrilevanza che oggi si dà alla relazione che Dio tramite la croce ha coi peccatori "discende quel vezzo tipico delle discussioni bioetiche nelle quali il relativismo clericale sfila a sciorinare principi che «non c'entrano con la fede », vantandosi di enunciare «precetti di diritto naturale » che per questo dovrebbero essere da tutti accettati o a tutti imposti. Ma se ciò fosse il pensiero cristiano in un mondo renitente ai valori ...serve... a lucidare l'argenteria della morale aristotelica? A salare col pessimismo le insipide zuppe della politica?"

12 ottobre 2007

"Accettare il burqa non vuol dire essere accoglienti, ma porre le basi per una divisione e separazione tra le persone nei momenti di più naturale socializzazione. Vuol dire ridurre l'immagine femminile ad una presenza nascosta, mimetizzata, negare la libera e piena espressione della personalità individuale."
A colloquio con il sacerdote che nel 68 fondò la "scuola 725" tra i baraccati romani. Ora "Non tacere", un film di Fabio Grimaldi presentato domani alla Casa del Cinema, ricorda quell'esperienza straordinaria.
Terza puntata dell'inchiesta di Curzio Maltese sui finanziamenti alla chiesa cattolica e terza polemica assicurata. "La questione non sono i 350 milioni per gli stipendi prelevati con l´otto per mille, inventato per questo. Ma gli altri quattro miliardi che vanno altrove, in parte certo alle missioni di carità, in parte più cospicua dentro una macchina di potere che influenza e condiziona l´economia, la politica, la vita democratica e a volte l´esercizio dei diritti costituzionali, fra i quali la libertà di stampa."

11 ottobre 2007

"Una delle tesi sostenute è che la violenza non sia propriamente un prodotto della religione ma della sua commistione con la politica" Ma come è possibile una depoliticizzazione "dal momento che le dogmatiche (le verità) delle tre religioni continuano a essere scritte nel loro linguaggio originario che lui stesso definisce della violenza.?"
(ndr. : su questi importanti temi si vedano le riflessioni di Barbaglio presenti in questo sito come pure l'articolo di Panikkar del 9 ottobre in "la Repubblica", sulla verità e il monoteismo in cui sostiene che "la verità esiste, ma è relativa...")
"mi limito a constatare che nei testi canonici delle religioni monoteiste i temi della violenza, dell'odio e del peccato hanno un ruolo preponderante in quanto assumono un significato specificamente religioso". Nei monoteismi la violenza è in rapporto con la verità, nei politeismo solo con il potere.
Dieci anni moriva Di Liegro, il sacerdote romano fondatore della Caritas, figura emblematica di una Chiesa che si è schierata con gli ultimi. Ha difeso i diritti dell'umanità emarginata insegnando un nuovo modo di misurarsi con l'emergenza sociale. «Non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere»
Le amnesie selettive del vaticanista dell'Espresso
"Questo processo storico ha rimesso in causa il ruolo svolto dalla Chiesa cattolica, influente in Argentina, durante la dittatura. Di tutti gli episcopati dell'America latina alle prese con regimi militari, quello d'Argentina è stato il più compromesso per la sua complicità passiva, e talvolta attiva, con la repressione, che ha fatto 30 000 scomparsi, secondo le organizzazione dei diritti umani."
Questa lettera di Masina è dedicata quasi integralmente alla testimonianza dei monaci birmani e alle nostre responsabilità. "Nelle strade sono rimasti i morti. Qualche fotografia mostra monaci riversi nel fango, scomposti, con occhi sbarrati ai quali nessuno si cura di calare le palpebre. Nelle foto non si vede se hanno accanto le loro ciotole. Io penso che noi dovremmo deporvi qualche briciola di amorosa attenzione."
"In meno di dieci anni, il patto civile di solidarietà si è imposto come un vero e proprio modo di vita coniugale: nel 2006, più di 77 000 coppie hanno scelto questo tipo di unione, il numero più alto dalla creazione di questo contratto nel 1999. Mentre il numero dei matrimoni continua a diminuire, il pacs, invece, ottiene un successo incredibile: su 100 matrimoni, la Francia contava nel 2000 solo cinque pacs eterosessuali. Oggi ne conta 25"

10 ottobre 2007

"«Quello che sottolinea il caso von Wernich - dice al Corriere Luis Alen, capo di gabinetto della segreteria dei diritti umani della nazione, che ha rappresentato il governo nel processo - è che la dittatura non è stata solo militare. Ma che c'è stato il coinvolgimento di altri settori della società (dalla chiesa alle imprese) che va ancora indagato»."
"«La Chiesa cattolica in Argentina ha luci e ombre. C'è stato un settore che ha appoggiato la dittatura, che è stato complice. Alti prelati, semplici sacerdoti. E dentro le diocesi delle Forze Armate istituite da Giovanni Paolo II i cappellani militari e della polizia, che hanno giustificato la repressione in virtù della cosiddetta difesa della civiltà cristiana e occidentale. Von Wernich ha avuto un ruolo diretto nella repressione, ha visitato campi illegali, ha fatto pressioni perché i detenuti parlassero»."
"«questo appuntamento è un bel segnale di rasserenamento rispetto a quella contrapposizione tra impegno politico nel centrosinistra e l´ostracismo di un certo mondo ecclesiale»"
«Le donne immigrate sono fragilissime e hanno paura non solo che si riproduca qui la sottomissione che si esercita nelle loro civiltà, ma anche di subire da parte nostra il non rispetto della loro civiltà. La vera sfida è costruire la loro libertà nel rispetto della loro differenza».
"Non è accettando il burqa che riconosciamo un diritto alle donne: sottolineando la loro «diversità» santifichiamo la loro ghettizzazione. E quando si parla di libera scelta occorrerebbe tenere in considerazione che l'unica scelta di cui godono queste donne è quella di portare il velo e molte di loro hanno così interiorizzato l'idea che la loro sicurezza passa attraverso l'annullamento del proprio corpo che non si sono ancora liberate del burqa"
"Piuttosto che "una riforma della riforma", come si augurava da cardinale, Benedetto XVI introduce progressivamente una nuova visione della liturgia al massimo vertice della Chiesa" "...il papa ha dato in due anni alla pratica liturgica una inflessione sensibilmente diversa da ciò che si faceva con Giovanni Paolo II". In gioco c'è la visione ecclesiologica e il ruolo della tradizione (ndr.: come sottolineava M.Cristina Bartolomei in un recente articolo su Jesus la tradizione è una realtà viva, che si alimenta e si esprime nel riconoscere i segni dei tempi...)

9 ottobre 2007

Si parla dell'amore del nemico, "che ribalta il nemico, ma anche te". "...dopo un'esperienza di quaranta secoli di logica del nemico ... continuiamo ad avere nemici dappertutto. L'unica cosa che per me resta da mettere in pratica è "il Sermone della montagna".
"C´è una strada da esplorare per non cadere negli scontri di civiltà ideologicizzati: è quella della pace e del perdono." ..." ... il perdono ha un effetto catartico, purificatore così importante che cambia l´altro." "Il perdono non è azione-reazione. Ha bisogno di un tempo di maturazione, per perdonare è necessario aspettare"
"È necessario rilevare che gli scontri di civiltà, storicamente, hanno a che fare con il problema della verità e del suo possesso esclusivo. Non si può negare, infatti, che in nome della verità si siano fatti crimini spaventosi e trovate giustificazioni orribili. Noi non siamo i padroni della Verità". "La verità esiste, ma è relativa: a noi, ad una mente, a qualsiasi cosa." La relatività non è relativismo, dove tutto è uguale. "Per superare il relativismo non si deve cadere nell´assolutismo. Il rimedio sarebbe peggio della malattia"
Maria Grazia Cutuli, giornalista del Corriere della Sera inviata in Afghanistan, viene uccisa a 39 anni sulla strada da Jalalabad a Kabul con tre colleghi: lo spagnolo Julio Fuentes, l'australiano Harry Burton e l'afghano Azizullah Haidari.
L'inchiesta italiana ha portato all'individuazione di sei indagati. In Afghanistan è stato condannato a morte due anni fa Reza Khan, la cui esecuzione è avvenuta domenica.
"L'uso della violenza è sempre inutile. Questo non vuol dire che in certi casi non si debba ricorrere alla forza. Ma credo che la diplomazia, la politica e l'intelligenza umana siano le armi migliori per risolvere la maggior parte dei conflitti»."
"Se per motivi religiosi una persona indossa il burqa, lo può fare, basta che si sottoponga all'identificazione e alla rimozione del velo." Questa decisione del prefetto di Treviso è fortemente osteggiata da Allam, che preconizza la fine della civiltà occidentale
(ndr.:Al di là delle contraddizioni tra leggi e circolari, in gioco ci sono problemi complicati. Portare il velo e ancor più il burqa è segno di libertà di espressione o di inferiorità della donna?)
"la critica diretta di Salman Al Oadah segna una svolta. Mai prima Bin Laden era stato sottoposto ad una tale censura da parte di un universitario"
L'antropologa Dounia Bouzar ha studiato in Francia le origini dell'integralismo e smontato i suoi meccanismi. "Gli integralisti non sono mai vecchi praticanti"
Per questo sociologo, il ripiegarsi di una parte dei mussulmani europei su una visione tradizionalista dell'Islam è legato a situazioni di esclusione. Una parte dei mussulmani europei è totalmente secolarizzata, senza pratica religiosa, e cerca prima di tutto l'integrazione sociale, economica e culturale.
"Le moschee non rispondono ai bisogni dei giovani" "E' per questo che si rivolgono ad altre sorgenti di informazione, alcune delle quali li spingono verso la radicalizzazione"
Si annunciano grandi mutamenti nel quadro legislativo del Terzo Settore.
La posizione da favorire è quella di un non profit plurale, che lasci ai soggetti della società civile la scelta del modello consono alla propria visione
Neoliberismo e neostatalismo sono come una morsa che toglie spazio a una vera sussidiarietà e ad un'attenzione alla persona che non sia solamente retorica.
Con il neoliberismo ci si accontenta della filantropia e del paternalismo compassionevole
Se si attribuisce allo Stato il compito di assicurare a tutti i cittadini livelli essenziali di assistenza, si nega, al livello della sfera pubblica, ogni spazio all'azione gratuita

8 ottobre 2007

Battista polemizza con la posizione assunta dall'Assemblea del Parlamento europeo a maggiornanza contro il creazionismo.
n.d.r.: Grande è la confusione sotto il cielo. Il ritenere Dio all'origine della realtà si può dire in molti modi, anche contradditori. Molari in un articolo per Rocca, su "evoluzionismo e creazione" del 1 luglio 2007 (riportato in questa rassegna) sosteneva che nel nome della laicità non si impongano dottrine per l'autorità di tradizioni religiose, bensì solo in nome della ragione. "I credenti dovrebbero accettare con gioia queste sfide. La fede in Dio creatore implica che nessuna creatura è in grado di accogliere completamente e in un solo istante tutte le offerte che procedono da Dio. " La distinzione tra scienza e fede implica anche la capacità di non applicare a Dio i modelli umani. Il Disegno intelligente ritiene che da Dio sia pianificato sia il termine che le vie per raggiungerlo. Invece l'azione creatrice non impone le vie per raggiungere il fine ma offre nello stesso tempo molte possibilità." Si è dogmatici se si rifiuta il dogmatismo?
"Il mio commento istintivo, di fronte alla notizia del «raddoppio in tre anni» degli immigrati dalla Romania, consiste nel dire: grazie romeni."
"L'irruzione dell'artificiale nella sfera della vita è destinata a togliere sacralità alla vita stessa, sino a farla ritenere come un insieme di processi controllati e controllabili". Ambivalenza della scoperta e necessità di controlli.
"può l'uomo sostituirsi a Dio e creare la vita? In realtà, entrambi i presupposti della domanda sono infondati. Sia perché Craig Venter (ammesso che abbia davvero sintetizzato il cromosoma artificiale di un batterio) non «ha creato la vita». Sia perché, ove l'avesse creata, non si sarebbe certamente «sostituito a Dio».

7 ottobre 2007

"Solo un medico sciocco vuole decidere da solo sul destino di un paziente, sottraendosi alla condivisione. Il volere del paziente è un sollievo per il medico, e spesso la decisione scritta del paziente aiuta il medico dubbioso sul da farsi. Guai a non avere dubbi!". Il prof. Ignazio Marino, chirurgo specializzato in trapianti d'organi e presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, difende la proposta di introdurre in Italia il testamento biologico e dice: "Se sulla procreazione medicalmente assistita può essere difficile capire bene tutti i dettagli, è facile capire e decidere su un tema che si potrebbe riassumere così: 'Tu vuoi avere la libertà di decidere sul tuo corpo oppure vuoi che sia qualcun altro a farlo?' E credo che tutti abbiano le idee chiarissime".
«Sui diritti umani non si fanno, non si possono fare sconti per nessuno»

pagina successiva >>

Shinystat

Login


Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!