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Incontri di "Fine Settimana" percorsi su fede e cultura |
anno 31° - 2009/2010 "Ero forestiero e mi avete ospitato" |
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Il cardinal Martini non tornerà ad utilizzare il vecchio rito per tre motivi: anzitutto perché la riforma conciliare ha permesso una comprensione più ampia della liturgia e più ampio ricordso alle Scritture, poi per il senso di chiuso che emanava dal vecchio rito mentre la nuova liturgia apre porte e finestre ad una vita cristiana più lieta e più umanamente vivibile, infine per l'importanza della comunione anche nella liturgia.
"è il rapporto che oggi si ha con "il tempo che fa" a essere cambiato rispetto a quello che viveva anche solo la mia generazione fino a quarant'anni fa, soprattutto in campagna"..."... L'essere umano, infatti, si è sempre sentito impotente a dominare il tempo e, quindi, portato a ricorrere agli dèi come all'unica e ultima speranza" "Ieri era Dio colui in cui si aveva fede e fiducia, oggi sembra essere la meteorologia... Cos'è meglio, più umano e più bello? Da parte mia, su questo non ho dubbi." (ndr.: don Giacomini raccontava spesso quanto succedeva in una sequenza di un fil di Eisenstejn, La linea generale mi sembra: per combattere la perdurante siccità si susseguono inefficaci processioni religiose. Arrivano in un secondo momento gli ingegneri che fanno brillare le mine e l'acqua, attraverso i canali, giunge ad irrigare la terra riarsa. Il mondo è stato affidato alla nostra responsabilità)
De Monticelli "accusa i cristiani di favorire l'ideologia, a danno dello spirito. Dove ideologia significa favore concesso alla dottrina, alla appartenenza, alla autorità, mentre spirito significa coscienza, libertà, personalità, amore." Inoltre sottolinea il silenzio di tanti cattolici che la pensano diversamente, ma non hanno la forza di pronunciarsi. (ndr.: nell'articolo pervicacemente De Monticelli è diventata De Ponticelli)
L'imam Mostapha El Korchi della moschea di Ponte Felcino a Perugia "non soltanto non ha compreso nulla di Islam né delle altre due religioni monoteiste: non ha neppure capito uno dei valori islamici più importanti, il concetto di ospitalità."
28 luglio 2007
Si lamenta che sui temi eticamente sensibili, in questo caso il testamento biologico, i mezzi di nformazione pubblici non son rispettosi delle diverse posizioni presenti nel nostro paese. (ndr.: gli inviti al pluralismo e alla dialettica delle posizioni sono sempre ben accetti. Purtroppo vien da dire: "ma da che pulpito viene la predica"?. Quando mai il giornale Avvenire ha dato adeguato spazio alle posizioni diversificate presenti nel mondo cattolico sui cosiddetti temi eticamente sensibili? Per esempio proprio sul testamento biologico quale spazio hanno avuto le posizioni del cattolico Ignazio Marino, quelle della rivista dei gesuiti milanesi "Aggiornamenti sociali"? E' proprio difficile vedere le travi nei propri occhi)
"Attento al dialogo con tutti, con le culture, con le religioni, con le diverse chiese, non dimenticò il dialogo con la sua gente, con la sua terra, con la lingua dei suoi avi... "
Il diritto concesso di celebrare la messa di Pio V riguarda alcune centinaia di migliaia di individui ... che ... mascherano (ma neppure troppo) l'odio per la primavera conciliare e il desiderio di perpetuare una serie di privilegi personali e di classe. "la Chiesa di Cristo o è speranza alta, forza rinnovatrice della storia dei poveri, o continua a parlare la lingua dei vincitori."
"La fede religiosa è pericolosa, come gli evangelizzatori atei Richard Dawkins e Christopher Hitchens non cessano di ricordarci. Ma il fanatismo ricompare sotto molte sembianze. Non dimentichiamo che è stata l'ideologia laica a ispirare gran parte del terrore nel secolo scorso. La visione di una società che può essere trasformata dalla violenza ha ispirato i peggiori crimini dell'umanità e fa sentire ancora oggi il suo velenoso maleficio"
"Oltre sessant'anni dopo quel tragico 24 marzo 1944, gli studiosi seri devono metterselo bene in testa (non ci fu nessuno avviso pubblico, se non vogliono contribuire a una storiografia falsa e tendenziosa"
27 luglio 2007
"Sono molti i '68. E' gravemente scorretto e rozzamente superficiale dare giudizi complessivi sul sessantotto. " La scoperta principale: la gestazione planetaria della speranza. "Caro papa, a proposito del '68 e non solo, per favore, più interrogativi e meno giudizi apodittici. Fa bene alla salute del corpo, della mente e dell'anima e vale per tutti."
" La restaurazione dolce non funziona... Non funziona perché se ci si appella al Concilio per rimuovere il Concilio"..."la Chiesa sta diventando un cruccio per un numero sempre maggiore di persone. Dopo Ratisbona si sono sentiti feriti i musulmani. Con il caso Welby hanno patito scandalo i semplici. Nel conflitto con gli Stati, si sono sentiti messi sotto accusa i laici cattolici. Ora si sentono di nuovo respinti i protestanti, a stento riconosciuti gli ortodossi, passati sotto silenzio gli anglicani. E quando si attende la Chiesa alle grandi rivendicazioni a favore dell'uomo vivente, immagine di Dio ma sfigurato dalle torture, dalle prigionie, dalle espropriazioni e dalle guerre, ecco che la Chiesa mette tutta se stessa nell'embrione" "Era diventato una festa stare nella Chiesa; per molti rischia di diventare una gioia che non si può più festeggiare"
"Giuseppe per la Bibbia e Sartori per la riflessione teologica sono icone dei frutti migliori del rinnovamento conciliare nella chiesa in Italia, tanto che saranno iscritti tra i precursori di quel concilio ecumenico (Vaticano terzo?) che non pare nell'agenda pontificia e che invece è da tempo nella realtà della chiesa"
In molti paesi a maggioranza musulmana cambiare religione è considerato un reato grave, in alcuni casi punibile anche con la pena di morte. Ma per il Corano «non vi è costrizione nella fede» e «chi vuole creda, chi non vuole non creda».
La parola «crisi» rappresenta appieno quegli anni: la speranza allora era di superarla, ma il progetto raramente riuscì. Vinse la soggettività del desiderio: ma resta oggi aperta la domanda sul futuro della persona umana, come ricordano Habermas e Fukuyama (ndr.: la centralità della soggettività non va vista solo in termini negativi...)
"Il no al Concilio inteso come riforma radicale si accompagna al rigetto dell´idea che ai cattolici in politica spetti la responsabilità e la libertà di mediare tra valori di fede e organizzazione dello stato. " ".Al tentativo di cancellare l´autonomia dei cattolici corrisponde la volontà di imporre dall´alto orientamenti cogenti: i cosiddetti «principi non negoziabili»." "L´esito naturale di questa strategia - con l´istituzione ecclesiastica che gestisce l´organizzazione di manifestazioni di piazza e di referendum - porta alla morte del cattolicesimo politico" "Cattolici adulti la gerarchia ecclesiastica non ne vuole". In questo quadro rientrano le sprezzanti frasi di Pezzotta e le singolari agffermazioni di Riccardi
Flamigni chiede con forza un cambiamento di rotta al Governo per "finanziare anche le ricerche sulle staminali embrionali." Le regole ono possono essere stabilite da religioni che rappresentano solo alcuni, ma da una morale laica che rappresenta tutti. Perché la voce dei tanti cattolici sinceramente laici non si fa sentire?
(ndr.: Continuiamo a riprodurre gli articoli dedicati al grande teologo ecumenista Sartori recentemente scomparso). " «Se trovate un teologo o un pastore che non ha questo schema in mente (il pluralismo religioso teologico), che non pensa guardando alla pluralità delle fedi, dite che è ancora preistorico; non è adatto a fare quel che fa, e purtroppo diventa un peso morto».
L'accademico di Francia Jean d'Ormesson anticipa i contenuti del suo prossimo libro «La creazione del mondo» : creazionismo ed evoluzione non sono incompatibili . "Si potrebbe dire, ripetendo la formula di un autore anonimo: «La cosa più importante è Dio, che esista o non esista»."
26 luglio 2007
"con ogni probabilità, quelli che volevano spingersi troppo oltre il concilio erano già scomparsi negli anni Ottanta, ma quelli che lo volevano cancellare sono oggi più che mai presenti, anche se come infima minoranza"
Per papaRatzinger il sessantotto è stato "una crisi della cultura" e in questo con ragione, anche se ne dà una lettura in negativo. E' avvenuto un cambiamento sociale profondissimo ("nella fine della deferenza verso l´autorità, così come nello stravolgimento dei canoni «morali» che presiedevano al rapporto fra uomini e donne; nell´emergere di una coscienza femminile che progressivamente portò al rifiuto dei ruoli di genere prefissati; in una enfatizzazione della cultura e dell´arte come avanguardia espressiva del conflitto; nella relativizzazione di tutti i codici, religiosi ma non solo, che istituivano le regole della vita privata e pubblica"). L'aver posto la soggettività e le sue pulsioni al centro delle relazioni sociali (infividualisto) ha innescato il relativismo (il male per il papa). Altri parlamo in termini più positivi di modernizzazione.
25 luglio 2007
"E´ assurdo porre sullo stesso piano l´eutanasia e la desistenza da cure inappropriate per eccesso. Oltretutto la desistenza terapeutica è pratica comune: così quando l´oncologo interrompe la terapia anti-tumorale, passando alla palliativa, nei pazienti che non rispondono più alle cure.
Ecco i nostri rilievi. I disegni di legge non menzionano la desistenza terapeutica come atto dovuto, quando le procedure si rivelano sproporzionate e senza speranza."
"Un medico deve potersi astenere da trattamenti che procurano più sofferenze che aiuto e lasciare morire senza dolore chi l'ha espressamente chiesto. L'ultima parola deve spettare al malato"..."No (le mie convinzioni non sono in contrasto con la fede cattolica). Evitare a un malato una morte tremenda è un dovere di qualunque medico. Come dice il gesuita padre Carlo Casalone: "Noi dobbiamo avere come finalità il sollievo dalle sofferenze, salvaguardando la dignità umana
"Abbiamo fatto una scelta di vita e sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Con le popolazioni locali abbiamo instaurato rapporti di fiducia e di dialogo. Ecco perché voglio tornare subito a Payao. Per dire alla gente del luogo di andare avanti, di guardare al futuro, di proseguire il cammino per costruire un'umanità nuova."..."non c'è nessuna persecuzione dei cristiani nelle Filippine. L'obiettivo di noi missionari è la convivenza interreligiosa, che realizziamo attraverso l'assistenza quotidiana sia ai musulmani che ai cristiani. Così alimentare l'odio contro l'islam è sbagliato, non avvantaggia nessuno. Già lo dicevo prima del rapimento e continuerò con più forza a ribadirlo ora. Con queste campagne le uniche vittime sono tutte le persone di buona volontà che lavorano per un dialogo tra le parti."
24 luglio 2007
"L´eutanasia è una risposta ad una espressa e lucida richiesta da parte di una persona malata di porre fine alla propria esistenza, perché giudicata non più sopportabile dignitosa a causa della sua malattia. Attraverso il testamento biologico, invece, qualsiasi cittadino, nel pieno delle sue facoltà, può indicare i trattamenti sanitari che intende ricevere o a cui intende rinunciare, nel caso non sia più in grado di prendere decisioni autonome"
"Non giudico una sentenza italiana. Ma, come cardinale, non posso non rammentare che per i cristiani la vita è sacra perché è dono di Dio. Tutti gli altri atteggiamenti sono consequenziali a questa verità. Sempre" (ndr.: per un cristiano ancor più della vita è sacro il donare la vita...)
La giudice romana ha fatto rispettare l'articolo 32 della Costituzione del 1947. "la Chiesa romana, ... scambia proprio lei un medico buon samaritano per un criminale, chiude la porta a una persona che ha tanto sofferto, e mai fatto male al suo prossimo..." Un giudice chiede l'imputazione coatta. Si insinua che Welby non abbia espresso chiaramente la sua volontà e che quindi il medico Riccio è colpevole e a maggiornaza degli italiani è fiancheggiatrice compreso il cardinal Martini. "Abbiamo davanti una lunga strada, e drammatica, e spesso grottesca, prima di arrivare al 1947."
Non si tratta di eutanasia. "«Piergiorgio era in grado di intendere e di volere, risponde alle condizioni descritte dall'articolo 32. Come chi rifiuta un trapianto di cuore dopo aver ricevuto 5 bypass».
c'è "la consapevolezza nell'adesione alla nuova tavola dei valori che ormai è ampiamente affermata anche nel nostro Paese, tavola che ha come centro l'autonomia del cittadino"
23 luglio 2007
Ci pensa mons. Jacques Noyer, vescovo emerito di Amiens, a rompere il sostanziale silenzio calato sulla Chiesa francese dopo la pubblicazione del Motu Proprio che ha reintrodotto l'uso del Messale tridentino. I vescovi di Oltralpe erano stati infatti tra quelli che più si erano opposti alla pubblicazione del documento da parte di Benedetto XVI, consci dei problemi che questo avrebbe portato in un Paese dove forti sono i tradizionalisti che rifiutano non solo la riforma liturgica conciliare ma il Concilio tout court. Per questo, all'indomani dell'uscita del documento, il loro sostanziale silenzio era stato particolarmente significativo (v. Adista n. 53/07). Voce isolata e coraggiosa, però, quella di Noyer, che, in questo testo scritto per Adista, esprime lo sconcerto e i timori per lo spirito di un documento concepito tutto all'interno di un ristretto "orizzonte romano". (a.s.)
(ndr.: l'articolo è stato scritto prima dell'intervista rilasciata dal cardinal Bertone che prevede modifiche alla preghiera per la conversione degli ebrei. E' comunque significativo che non si siano fatte queste considerazioni prima di emanare il motu proprio. La tesi di fondo poi dell'articolo e cioè "l'incapacità di essere protagonisti costruttivi di un dialogo laico e alto con le ragioni e i valori degli altri" è difficile da smentire)
"Il latino immobile ed extrastorico della liturgia, nemmeno compiutamente compreso dalla gran parte dei destinatari, è l'emblema di uno stile acritico nella percezione del passato. .... Del resto anche la ricostruzione biografica della persona di Gesù - cui l'attuale pontefice da tempo si dedica e che ha fatto dire al cardinale Martini che quella non è opera di un filologo - è un esempio concreto, e autorevole, di incursione acritica nello studio del passato. Essa allontana le menti dal piacere dell'indagine storico-critica sul passato.È invece una storia affascinante quella della libertà di pensiero vista attraverso il faticoso e contrastato dispiegarsi della critica sui testi. Il campo in cui primamente in età moderna tale critica provò a dispiegarsi fu appunto quello delle «Scritture» dette «sacre»..."
"Era difficile immaginare (qualche anno fa) che l'Unità diventasse una delle tribune dalle quali si affacciano teologi preoccupati e cattolici senza voce a proposito della messa in latino, motu proprio di Benedetto XVI." Nei prossimi giorni uscirà il ibro "Ritorno all'antica Messa - Nuovi problemi e interrogativi", di Paolo Farinella. Prefazione di padre Rinaldo Falsini; il Segno dei Gabrielli Editori. "considerare il ritorno del latino il privilegio che interessa qualche fedele è un'interpretazione fuorviante e ingannevole. Si tratta di un'autentica rivoluzione al contrario; marcia indietro o, per dirla alla ratzingeriana, restaurazione della visione del mondo in chiave pre e anticonciliare." In gioco c'la partecipazione alla liturgia e la quantità e qualità di letture.
22 luglio 2007
"Bisogna leggere i vangeli con la consapevolezza che l'uno non deve essere letto alla luce dell'altro, perché ognuno trasmette una diversa visione dei fatti. E' necessario fare grande attenzione alle differenze. Inoltre, bisogna sempre ricordare che fin dall'inizio sono state date interpretazioni diverse di Gesù. In principio è la diversità: non un solo cristianesimo, ma molti cristianesimi."
"La storia dell'evoluzione liturgica del venerdì santo rivolta agli ebrei, è quanto mai significativa della relazione tra antigiudaismo (contro la religione ebraica) e antisemitismo (contro la razza ebraica)..."l'associazione cattolica degli "Amici di Israele" avesse proposto l'abolizione della formula dei "perfidi giudei" già nel 1928 ma che, oltre a vedersi rifiutare questa richiesta, aveva finito per essere soppressa essa stessa"
Avvenire pubblica un articolo di Walter Brandmüller, presidente del Pontificio Comitato di scienze storiche, apparso lo stesso giorno anche su l'Osservatore romano con il titolo "Una nuova edizione dei decreti Conciliari". In esso sono riprese e motivate le critiche all'opera "Conciliorum Oecumenicorum Generaliumque Decreta" diretta da Giuseppe Alberigo, già apparse in una nota anonima pubblicata il 3 giugno dal quotidiano vaticano (mentre Alberigo era in coma).
Risposta all'articolo dell'«Osservatore Romano» sulla nuova edizione dei «Decreta» "L'articolo di Brandmüller - va detto subito - fa molte affermazioni ovvie e condivisibili, di cui però trascura i corollari."
21 luglio 2007
"Vorrei tornare al più presto alla mia parrocchia di Payao. A quella gente ho sempre voluto bene e loro vogliono bene a me. Il dubbio che anche qualche cristiano sia coinvolto nel mio rapimento nulla toglie a questo fatto. Durante il sequestro, a un musulmano che mi diceva che anche i cristiani avevano avuto parte nel sequestro, ho ricordato la fine che ha fatto Giuda. Non ho nessun risentimento. Anche ai miei rapitori dicevo: siamo fratelli perché figli di un Padre. Io pregherò per voi tutte le sere perché il Signore vi conceda di tornare presso le vostre famiglie e con loro di cenare in serenità. Ho sempre pregato per loro ma ho anche detto che se dovessi incontrarli per strada non avrei alcun timore ad andare dalla polizia e denunciarli."
"Ben vengano le innovazioni nella struttura gerarchica, ma la donna è già stata riscattata da Cristo due millenni fa. Il processo di emancipazione e valorizzazione femminile era già tutto delineato nel Vangelo, la Chiesa continua a far fatica ad adeguarsi" (ndr.: insieme al perdurante maschilismo persiste il clericalismo, con scarse assunzioni di responsabilità da parte dei laici)
Cosa resta dell'Occidente cristiano ora che non è più cristiano, secondo il filosofo francese Comte-Sponville: non lo Spirito che discende, ma lo spirito che si apre al mondo
20 luglio 2007
"Nelle relazioni tra le culture, le identità e le patrie lo spirito missionario è inaccettabile anche a piccole dosi: esso scatena conflitti. La Verità manifesta è fonte perenne di massacri, perché una volta che ce l'hai dentro pensi che basti aprire gli occhi agli altri, curare la loro cecità o perfidia, liberarli dalla loro superstizione, o religione, o cultura (fa lo stesso). "..."Affrontare, come fa Magdi Allam, un giro di orizzonte sul mondo di oggi utilizzando Israele come principio di vita e l'islam come humus del principio di morte è un errore assai pericoloso. " (ndr.: il termine missionario può essere inteso in modi diversi. Oggi in particolare i missionari presenti nei paesi non occidentali più che persone impegnate a far proseliti, sono testimoni in ascolto delle diversità. L'uso delle parole è sempre molto complicato)
(ndr.: ognuno può giudicare la corrispondenza tra il contenuto dell'appello e l'intervento di Pierluigi Battista)
"In effetti quel che mi ha dato più fastidio, nel tuo Viva Israele, Magdi, è che pure tu, come tanti nostri nemici, esalti una presunta, mai avvenuta, metamorfosi degli ebrei. Finalmente combattenti. Avamposto della guerra occidentale in difesa della sacralità della vita. Per carità, lasciaci continuare a essere quel che siamo! Certe mascherate sono troppo pericolose in tempo di guerra!"
"Qualcosa che ha il sapore dell'intimazione al silenzio, o comunque di un trattamento speciale che genera allarme sociale attorno a un libro e un effetto di intimidazione su un autore e sul suo editore chiamati, per così dire, a una maggiore prudenza nel futuro" (ndr.: vedi notizia successiva)
"Pierluigi Battista, vicedirettore del Corriere della Sera, cambia le carte in tavola". Non c'è nessuna censura nei confronti di Magdi Allam. La rivista Reset pubblica un dibattito a più voci sul libro di Allam da parte di esperti del dialogo interculturale che criticano con rispetto le tesi di Allam perché favorirebbero lo scontro di civiltà. L'appello firmato da 150 studiosi è contro chi afferma che le università italiane pullulano di simpatizzanti del terrorimo islamico. E' una protesta contro l'imarbarimento del cilma, non una censura nei confronti di qualcuno.
Lambertenghi, ematologo al Policlinico, è uno strenuo sostenitore dell'importanza di lasciare ai malati la libertà di rifiutare le cure che prolungano lo stato vegetativo, in linea con quanto prevede il testamento biologico. «È giusto affermare il diritto del paziente a respingere le terapie che prolungano la vita artificiale - dice -. La libertà di scegliere il proprio destino in condizioni terminali non è in contrasto con la difesa della sacralità della vita: ambedue rappresentano principi fondamentali che devono regolare l'atto medico». È una nuova linea di pensiero, influenzata dal padre gesuita Carlo Casalone, vicedirettore della rivista Aggiornamenti Sociali.
"su questioni come quelle che riguardano aspetti fondamentali dell'esistenza umana, è auspicabile superare, nelle istituzioni, forme di bipolarismo etico."
"la festa ... appartiene soprattutto a quell´Italia umile e vitale che nutre le schiere dei nostri missionari. Gente che non fa parte di nessun palazzo, che non si sente importante «in missione», che gira con magliette a righe e pantaloni senza tempo portando umanità, speranza, vicinanza, fede, comprensione, condivisione." ..."si sono visti (in questi 39 giorni) improvvisati fan del missionario, che hanno tentato di imbastire piccole manovre propagandistiche per accreditare l´idea che vi fossero rapiti di serie A e sequestrati di serie B. Fautori di guerre disastrose, che hanno portato terrorismo e fondamentalismo in Medio Oriente distruggendo secoli di convivenza tra cristiani e musulmani, hanno provato ad alzare la voce per accreditarsi come difensori dei cristiani perseguitati. Il flop ha sommerso queste trovate di piccolo cabotaggio."
"I padri del Pime e soprattutto il loro superiore, padre Zanchi, hanno sempre smentito quelle versioni e ieri sera anche padre Benedetti
ha precisato al telefono che «Padre Bossi è stato rilasciato a una decina di chilometri da dove opera abitualmente. Confermo che è stato ostaggio di un gruppo di criminali locali, come noi immaginavamo da tempo»."
"Che le donne stiano per avere ruoli di responsabilità negli organismi vaticani, non fa meraviglia, in primo luogo perché qualcuna di esse è già investita di tali compiti, in secondo luogo perché da tempo la dottrina della Chiesa ha superato ogni residua rappresentazione di disparità nella declinazione maschile e femminile della persona umana." (ndr.: E' straordinario che una cosa così ordinaria sia ritenuta comunque un grande evento. Ricordo che padre Balducci soleva ripetere che la chiesa cattolica nell'epoca moderna non ha mai occupato i primi posti nei grandi movimenti di liberazione, ma è stata sempre nelle retrovie per combattere oggi l'alleato di domani)
l'istituzione culturale creata nel 1953 da Giuseppe Dossetti, il cui presidente è oggi Valerio Onida, costituisce un punto di riferimento obbligato per chiunque si occupi delle istituzioni ecclesiastiche
"La passione esclusiva per la ricerca è la base, poi c'è la passione indispensabile per servire la ricerca altrui, dedicando tempo a una Biblioteca che è un vanto di rango europeo; ancora la passione per gli orizzonti vasti (in autunno speriamo di avere il primo borsista cinese); e infine la passione, che Pino sapeva rendere contagiosa, per uno studio della Chiesa che non sia pura erudizione, ma analisi dei grandi nodi della vita cristiana, delle sue crisi, delle sue riforme"
19 luglio 2007
Il presidente nazionale del S.A.E., Segretariato Attività Ecumeniche, ricorda il teologo Sartori scomparso il 1 maggio scorso. In questi tempi amari per il cammino ecumenico è bene fare memoria di chi ha fatto dell'impegno ecumenico una scelta di vita: "È proprio l'impegno nell'ecumenismo - sono sue parole - che mi ha condotto a scoprire la vocazione segreta della mia vita, e che mi ha aperto a problematiche ancora più ampie, vale a dire a quel nodo dei nodi che, a mio parere, sta nell'auspicata ma non ancora realizzata riconciliazione tra fede e modernità"
in un'intervista a "El País", il teologo Jon Sobrino racconta se stesso e la sua visione della chiesa, dei poveri, del mondo.
"Ho da darvi una cattiva notizia: hanno ucciso tutta la mia famiglia. Ma ho anche una buona notizia: ho vissuto con persone buone". Così penso oggi."
"pastorale, carità, istruzione, culto diventano sempre debitori del genio femminile. Ma chi comanda, deve per forza avere la tonaca" . Possibili aperture da parte di Benedetto XVI e di Bertone
Nuovi documenti presentati da Emma Fattorini nel suo recente «Pio XI, Hitler e Mussolini» avvalorano la posizione isolata del predecessore di Pacelli nel '39 quando fu evidente la sua critica al nazismo e al fascismo. Pio XI non ebbe mai simpatie per i regimi democratici, ma fu indotto a considerare lo stato liberale come l'ambito che avrebbe creato meno ostacoli alla missione della Chiesa.
18 luglio 2007
"Proponendo di sostituire il clash (scontro) di culture con il «dialogo» tra le culture, si rischia di accettare il nucleo della teoria dei fautori dello scontro, ossia l´idea che il mondo sia diviso in «culture» del tutto diverse". Sia il modello de multiculturalismo che quello dell'assimilazione hanno fallito in Europa nei confronti degli immigrati "musulmani". L'attuale ritorno del religioso (fondamentalista) avviene all'insegna dello scollamento tra fede religiosa e modello culturale. "il concetto di «dialogo di civiltà» non coglie il fatto che non ci troviamo di fronte a due civiltà diverse, bensì a una crisi di civiltà, una crisi del rapporto con la cultura. Quando una religione, quale che sia, viene ricostruita al di fuori della cultura, sfocia quasi inevitabilmente in forme di radicalismo."
"il Parlamento italiano dovrebbe leggere la relazione presentata dalla ministra Livia Turco sull´esperienza della legge in materia di procreazione assistita a tre anni dalla sua entrata in vigore" per "riconsiderare le norme vigenti sulla base di una evidenza empirica che non può essere ignorata con una mossa tutta ideologica". Gli effetti negativi della legge erano previsti: "diminuzione delle gravidanze e dei parti, aumento degli aborti e delle gravidanze extrauterine". "Colpisce il quadruplicarsi del turismo procreativo". Occorrerebbe ripensare "a quel "moderno" desiderio d´avere un figlio che dovrebbe stare al centro d´ogni legge sulla procreazione assistita." (ndr.: continuiamo a dare spazio agli interventi sui temi eticamente sensibili nella prospettiva di un serio confronto tra orientamenti etici diversi)
"al professore era cara infatti la fede che giustifica, non quella che condanna i peccatori; proprio come Giovanni XXIII aveva suggerito ai padri conciliari, avanzando la medicina della misericordia in luogo della severità delle condanne."
In questi tempi bui per l'ecumenismo è importante ascoltare la voce dei fratelli evangelici. Paolo Ricca ritiene che "oggi sia ormai necessario distinguere tra il dialogo ecumenico di base - in parrocchie e monasteri, con sacerdoti e laici - che è fruttuoso, serio e fraterno, e il dialogo con l'istituzione romana che, per così dire, distribuisce "pagelle" di cristianità". La stessa nuova normativa circa la messa di Pio V è letta in prospettiva antiprotestante e contro ogni riforma..
Il documento romano "Risposte a..." non ci porta nulla di nuovo, ma con la sua sottolineatura della "Dominus Jesus" rinforza ciò che divide. "Con il recente documento da Roma si è aggiunta una nuova grave ferita a questo corpo. Il richiamo alla preghiera di Gesù "che essi siano una cosa sola" si trasforma sempre più in una pia espressione formale. Però il problema non è quello di avere una chiesa-cuscino in cui raggomitolarsi e relative comunità. Lo scopo dell'unità è per Gesù "affinché il mondo creda". Solo insieme possiamo servire a questo ecumenismo biblico-missionario. ".
17 luglio 2007
Dal Blog di Christian Albini "Sperare per tutti" (http://sperarepertutti.blog.lastampa.it/) siamo venuti a conoscenza della bella riflessione svolta dal teologo Andrea Grillo, che qui riprodiciamo integralmente e presente nel sito statusecclesiae.net (http://www.statusecclesiae.net/). Si presenta anzitutto il contenuto e le intenzioni del Motu proprio sulla messa di Pio V per poi formulare delle valutazioni. 1) Si afferma che il rito romano più recente sostituisce il rito romano meno recente, fino a prova contraria; 2) Il ruolo della lex orandi (la celebrazione liturgica precede la riflessione teologica): si rischia di ripristinare il primato della teologia sulla liturgia. Non è possibile trattare paritariamente due forme di cui la più recente è una riforma della meno recente. 3) La comunione ecclesiale sul piano liturgico difficilmente potrà essere assicurata dai vescovi. 4) la riforma liturgica conciliare viene di fatto relativizzata e depotenziata ("i nn. 47-57 di Sacrosanctum Concilium chiedono di riscoprire nell'eucaristia la ricchezza biblica, l'omelia, la preghiera dei fedeli, la lingua volgare, l'unità delle due mense, la comunione sotto le due specie e la concelebrazione. Si deve invece ricordare - e quasi si dovrebbe scrivere a chiare lettere sugli stipiti di tutte le sacrestie - che neppure uno solo di questi sette elementi si trova nel rito tridentino"). 5) Di fatto la stragrande maggioranza di cattolici è oltre la messa di Pio V. "Lo "sviluppo organico" della tradizione liturgica comporta inevitabili "svolte", con una continuità che ha bisogno di alcune vitali discontinuità"
E' il discorso che l´arcivescovo di Los Angeles ha rilasciato domenica riguardo l´accordo stragiudiziale raggiunto su una vasta serie di cause civili mosse contro l´Arcidiocesi da vittime di abusi sessuali da parte di religiosi.
Le vittime non hanno colpa né r4esponsabilità di questo stato di cose. Noi, in quanto Arcidiocesi, dovremo riconsiderare tutti i nostri ministeri e servizi.
"E, invece, a ebrei, protestanti, Testimoni di Geova e altre confessioni minori piace il nuovo testo sulla libertà religiosa in Italia. Piace, soprattutto, quel passaggio del testo unico in cui si sottolinea che «la libertà religiosa trova il suo fondamento nel principio di laicità dello Stato»."
"Per la Cei suscita «sorpresa e preoccupazione» l´introduzione del principio della laicità come fondamento della legge sulla libertà religiosa. Per i vescovi dovrebbe essere il contrario, e cioè che «il diritto alla libertà religiosa strutturi il principio di laicità». "
"Il disegno di legge sul «Contratto di unione solidale» (Cus) predisposto da Cesare Salvi, Presidente della Commissione Giustizia del Senato, è sotto il profilo giuridico rigoroso...Quanto al testo, la grande novità rispetto al disegno di legge governativo redatto dai ministri Pollastrini e Bindi è costituita dal fatto che i diritti non discendono dalla semplice convivenza di due persone ma da un vero e proprio contratto."
In crisi dai tempi del Concilio, la potente lobby ecclesiastica del partito romano tramonta nel 1978 con il conclave che elegge papa Wojtyla: una svolta ricca di conseguenze
Per Rusconi in Italia vi è un deficit di cultura teologica: "Si confonde la letteratura religiosa edificante con la riflessione teologica" "Nell'attuale ritorno del classico tema «ragione e fede», che rimette in circolazione i non meno classici motivi contrapposti, chi esce perdente è la ragionevolezza", cioè chi non vuole vincere, chi non vuole imporre le proprie convinzioni. Al centro dell'attenzine di papa Ratzinger c'è il tema della razionalità della fede, che ha avuto il suo modello insuperato nell'ellenizzazione del cristianesimo. L'obiettivo polemico è la ragione moderna, rendendo impossibile ogni dialogo.
16 luglio 2007
(ndr.: sarà mai possibile affrontare questi problemi con spirito di verità, senza scandalismi, senza reticenze, senza vittimismi? E' solo accanimento contro la Chiesa cattolica?)
"Chi ha compiuto sessant'anni ne è felice". E ancor più: "Chi non lavora con le mani e ha superato gli anni sessanta, sta oggi vivendo la grande felicità del ritorno alla tradizione." (ndr.: confesso di avere già compiuto sessant'anni e di non essere felice di quanto successo, e non sono il solo. Anzi persone anagraficamente più giovani sembrano molto felici. Oltretutto non faccio lavori manuali di professione, e sono ancora meno felice!)
15 luglio 2007
Forse è utile ascoltare anche la voce del padre dell'ecumenismo italiano, il teologo Luigi Sartori, recentemente scomparso. Nel volumetto "L'unità dei cristiani" illustra proprio il senso del "subsistit in" sia nell Lumen gentium che nell'Unitatis Redintegratio. Sartori accoglie la posizione di Congar secondo la quale il subsistit in è il più grande spiraglio aperto all'ecumenismo dal Vaticano II. Sartori mostra le grandi aperture (la pienezza prende il posto dell'assolutezza) e i limiti del testo della Lumen Gentium, limiti che saranno in parte superati dalla stessa Unitatis Redintegratio (la visione quantitativa degli elementi di vertà e di santificazione, la visione troppo ecclesiocentrica). Sartori mostra il cammino compiuto addirittura tra i testi del concilio! Si è infedeli alla tradizione se la si considera in termini fissisti.
"la contemporaneità del documento con l'autorizzazione papale a tornare a celebrare la messa in latino, autorizza a interpretarlo come esplicito segnale di una svolta anticonciliare, e contribuisce a chiarire che nella prospettiva romana l'ecumenismo si configura come nulla più di una benevola accoglienza nell'ovile cattolico dei fratelli separati,"..."Al fondo di tutto, come si accennava, resta il problema spinoso e lacerante del rapporto tra Chiesa e modernità"
Ravasi espone, senza prendere posizioni, il contenuto del documento della Congregazione per la dottrina della fede, in cui si spiega il senso del "subsistit in". Espone quindi la posizione protestante rifacendosi a Lutero e a Zwingli (ndr.: sembra che per Ravasi non sia esistito nessun dialogo e approfondimento rispetto ai temi del ministero e dell'eucaristia in questi 40 anni che ci separano dal Concilio. Perché non dice quale ecumenismo sia possibile a partire da questo documento se non quello del ritorno all'ovile? Meno reticenza e più coraggio)
Il papa vuol far tornare la messa in latino: peccato che il testo sia pieno di lacune e calchi dal romanesco. "sarà dunque Tempo dello Spirito?
Verrebbe da sperare, se non fosse che lo Spirito non esortava a parlar latino ma si faceva intendere nelle lingue degli altri"
"esiste solo ciò che è misurabile empiricamente? Oppure ci sono realtà che pure appartengono alla nostra esperienza, capaci di dirci verità molto importanti anche se non misurabili?" Ci sono molti mo di conoscere, ci sono diversi livelli di ragione non riducibili a quello scientifico. La scienza non può decider4e da sola ciò che è vita e morte.
La Chiesa non è un freno ma ricorda ll'uomo la sua totalità. La chiesa non determina la forma concreta di una legge, ma afferma principi che giudicano la sostanza della legge. (ndr.: solo un'osservazione: non esiste solo il riduzionismo scientifico ma anche quello ecclesiastico. Si parla di Chiesa riducendola alla gerachia. Sul senso delle Scritture hanno qualcosa da dire oltre al Magistero anche i teologi e il sensus fidelium. Nella Chiesa, con funzioni diverse, tutti apprendono e tutti insegnano)
"si tratta del fenomeno religioso più rilevante del tempo moderno, dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo"... I pentecostali contano "oggi 350 comunità locali, con circa 45 mila membri, ai quali bisogna aggiungere altri 50 mila pentecostali «indipendenti». Un fenomeno, dunque, che deve far riflettere. Nel successo dei pentecostali è in gioco non soltanto il cristianesimo ma la natura stessa del fatto religioso."
14 luglio 2007
"rompere con la tradizione del latino ha significato rompere con una tradizione che era viva fino a due secoli fa: in Germania, ad esempio, all'epoca di Napoleone, nelle università di medicina si studiava ancora l'anatomia in latino... Adesso ci accorgeremo di quanto sono diventati ignoranti i seminaristi, che non conoscono più le declinazioni".
"Nei primi tempi ci sarà più gente, ci saranno gli isterici che vengono solo perché la messa è in latino. Ma non credo che ci sarà un aumento significativo dei fedeli in chiesa; mi aspetto, invece, un miglioramento della qualità dell'essere cattolici. Si è detto per anni che l'importante non era la forma del pregare, ma il contenuto delle preghiere, ma poi arriva il giorno in cui ci si accorge che senza la forma non si sa più pregare..."
"Nonostante le reiterate rassicurazioni, lo storico della liturgia si trova a disagio nel riscontrare la conclamata continuità tra la nuova normativa e i capisaldi della riforma conciliare"..."Un solo auspicio: che, per quanto discutibile, questo intervento non alimenti la mentalità teatrale diffusa nel popolo cristiano, ripresa acriticamente in questi giorni dagli stessi opinionisti cattolici: «andare a messa, prendere messa, sentire o cantare o ascoltare o assistere alla messa». Auspicio che, a partire da noi preti, la messa sia finalmente intesa e presentata non già (mi si perdoni il calembour) come una "messa-in-scena" o una "pia pratica", ma come un accadimento, un reale evento al quale i credenti, unendosi al gesto oblativo di Cristo, vitalmente partecipano. Partecipare: verbo che ricorre una trentina di volte nella Costituzione conciliare del 1963, ma che non figura una sola volta nel motu proprio Summorum Pontificum e nella Lettera di presentazione (che totalizzano oltre 3 mila parole). Peccato."
"La logica domanda che molti giornalisti e semplici cattolici allo stesso modo si stanno ponendo è: "Perché ora?" Che cosa sta spingendo il Vaticano a riaprire tali delicate questioni? La mia risposta è che queste mosse non possono essere viste a se stanti. Sono parte di ciò che ho identificato come uno dei "mega-trend" nel cattolicesimo oggi, cioè la riaffermazione di un forte senso di identità cattolica tradizionale."
"È possibile usare le vacanze per accrescere la propria libertà, imparando a discernere di cosa e di chi siamo schiavi; è possibile fare delle vacanze il tempo privilegiato per la nostra umanizzazione, tralasciando costumi che ci abbrutiscono; è possibile far tesoro delle vacanze per riscoprire l'autenticità di rapporti umani che avevamo condannato alla triste banalità di chi dall'altro non attende più nulla. È possibile, e dipende solo da noi."
"In tutta l'Asia meridionale, dove in molti casi rappresentano una minoranza religiosa, i cristiani - come altre minoranze - sono vittime di atti di intolleranza fomentati da politici e membri di comunità locali. "
Càndito: «Li ho visti all'opera in Congo: sono straordinari. Ma i mass media sono sordi». Capuozzo: «Noi assistiamo agli eventi, loro li vivono. Per padre Bossi non c'è il giusto sconcerto». Mo: «Non dimentichiamo il loro impegno per sostenere la cultura» (ndr.: a partire da questa testimonianza di solidarietà fattiva il mondo missionario ha sviluppato tutta una riflessione non sempre bene accolta dalla ufficialità. E' dal mondo delle missioni che è nata la spinta all'ecumenismo, al dialogo tra le religioni, a ripensare il nostro essere comunità di credenti, a ripensare la missionarietà. E' sufficiente per questo sfogliare alcune riviste missionarie o ascoltare le loro voci, come quella di p. Alex Zanotelli)
Il rischio del fanatismo non riguarda solo l'islam, ma tutti, credenti e non credenti.Oggi nell'islam le convinzioni più sincere sono deviate e confiscate da un culto della morte terrificante. E' capitato anche al cristianesimo nel secolo scorso. "Nel XXI secolo, alla fine postmoderna dei grandi racconti ideologico- storici, il nichilismo prospera nelle piaghe della filosofia, proclamando non soltanto la relatività dei beni e dei valori, ma più radicalmente la relatività del male. ...La religione ha bisogno di una ragione autonoma che non saprebbe sostituirsi a essa...Contro una simile devastazione mentale e mondiale (prodotta dal nichilismo), la lezione di Ratisbona richiama «la fede biblica» e «gli interrogativi della filosofia greca» a rinnovare senza concessioni una alleanza che mi auguro sia definitiva e vittoriosa."
"e se il motivo profondo fosse di tentare di riacchiappare un lembo del dileguante mantello della Trascendenza divina? Questo giustificherebbe ampiamente il mio ripetuto evviva.".."E come non vedere, nella messa in volgare, una degradazione liturgica, un compromesso per nulla convincente con la modernità in astratto? La modernità autentica non accetta il senso della messa in blocco" ...una liturgia che si voglia accessibile ai praticanti, senza veli linguistici e semantici, è una vescica vuota" (ndr.:perché la trascendenza può essere evocata solo da lingue morte? Non ne va forse del cristianesimo stesso che è incarnazione, è prender carne, è condividere fino in fondo, tranne il peccato, la storia degli uomini e quindi anche la loro lingua?)
13 luglio 2007
Il vescovo emerito di Ivrea risponde alle domande del giornalista e ex sindaco di Torino, toccando, con la consueta chiarezza e franchezza molti temi di attialità ecclesiale, sociale e culturale (i giovani e la speranza, vedere le cose a partire dalgi ultimi, il concilio. Solo una sottolineatura di scottante attualità:
"Basta guardare anche oggi come viene considerato il Concilio: l'autorità religiosa di Bologna non c'era ai funerali di Alberigo e non ho potuto presiederlo io, vescovo. Criticano Alberigo perché considerava il Concilio come un evento di grande cambiamento, mentre loro lo considerano solo un'accelerazione, che non va interpretato come una discontinuità ma come una continuità. Su un piano dogmatico è vero che c'è continuità, non ci sono verità nuove, ma su un piano pastorale invece la discontinuità è fortissima. "
Nel luglio del 1907, Pio X stigmatizzava la corrente religiosa di Murri e Bonaiuti. Due mesi più tardi, l'enciclica «Pascendi Dominici gregis» condannerà ancora il movimento definito «sintesi di tutte le eresie». I cattolici avrebbero dovuto aspettare quasi mezzo secolo e il Concilio Vaticano II per recuperare i livelli di libertà ecclesiale che il modernismo aveva fatto intravedere.
"La condanna lasciò indifferente la cultura laica e socialista che vi trovò conferme circa l'irriducibile antinomia tra religione, scienza e modernità. Contentò invece quella liberale moderata e conservatrice, che di un mondo cattolico disciplinato aveva bisogno. A essa inconsapevolmente si ispirano «atei devoti» e «teocon» dei nostri giorni, ignari delle repliche farsesche della storia. Che nel dibattito culturale e politico degli ultimi tempi su scienza e religione, bioetica e darwinismo, laicità dello Stato e neoclericalismo siano rimasti del tutto assenti riferimenti sia al modernismo, sia al clericomoderatismo, la dice lunga sul vuoto di cultura storica su cui galleggia il paese."
Retroterra culturale di Benedetto XVI: un pessimismo intellettuale e il futuro visto come minaccia. Di qui la nostalgia per il passato. L a scelta della lingua latina per il rito è elitaria ed estetica (rivolta al passato). Il Vaticano II insiste per la conversione di tutte le chiese, compresa quella di Roma.
"Il Cus è una forma di mediazione tra la proposta governativa dei Dico (che a Palazzo Madama non sembrava poter raccogliere la maggioranza dei voti), e la proposta di «unione solidale» del senatore forzista Alfredo Biondi, per la quale il riconoscimento giuridico dell'unione civile andava formalizzato davanti a un notaio."
Pollice verso del giornale della CEI: "Il testo base sui "Contratti di unione solidale" elaborato dal relatore Cesare Salvi si risolve così in un intervento che non consiste affatto in una serie di ritocchi e di integrazioni al codice civile opportunamente limitata e calibrata sulla singola persona e su singoli diritti meritevoli di tutela, ma in un'opera di riscrittura che tende a introdurre un'organica disciplina para-matrimoniale. "
"non serve a nulla porsi la domanda, certo irritante, se è giusto che a condizioni scelte soggettivamente, cioè a libertà, debbano corrispondere necessariamente dei diritti. Ciò che conta è far volteggiare un orientamento qualsiasi, a favore o contro, intorno alle bandierine dei Dico diventati Cus."
12 luglio 2007
(ndr.: il titolo virgolettato è fuorviante e falso: non si trova nel testo dell'intervista) Il rischio è "che qualcuno, appunto, prenda spunto dalla possibilità di celebrare secondo il vecchio rito per mettere in discussione il Concilio e che la presenza di due riti generi confusione e disorientamento nella comunità dei fedeli. "«Quella di Pio V era una liturgia privata, mentre la messa di Paolo VI mette al centro la comunità come soggetto celebrante. I tradizionalisti ritengono che il nuovo rito abbia impoverito la liturgia. In realtà esso rappresenta un ritorno alle origini della Chiesa e ha una ricchezza di testi molto maggiore: 560 letture contro le 150 del messale di Pio V, oltre a un numero maggiore di preghiere eucaristiche. Quindi tra chi chiede a gran voce il ritorno alla vecchia messa c'è anche una certa ignoranza».
"in questi giorni puoi ascoltare la voce di parlamentari cattolici (cattolici osservanti, cattolici in latino, cattolici del centro sinistra) che entrano nell'Aula del dibattito e annunciano a voce deliberatamente alta: «Il testamento biologico porta sfiga»." Il testamento biologico è il diritto che "consente di annunciare, in anticipo, con documento scritto e affidato a persona di famiglia o di fiducia, la propria decisione di non voler essere tenuto artificialmente in vita oltre la soglia della vita cerebrale." "I...il testamento biologico ha avversari molto potenti: il Vaticano attraverso l'esercizio del potere politico e dell'ossequio mediatico; e la Chiesa cattolica con il pesante strumento della dottrina. " "Ciò che la maggior parte dei cittadini non sa è lo stato d'assedio in cui lavora il medico presidente della Commissione Sanità del Senato italiano e autore della legge (Ignazio Marino, che è un cattolico), un assedio che tiene inchiodata la commissione ad una impossibilità di decidere."
"Dal mio punto di vista, sembra ovvio che i Padri del Concilio Vaticano II conoscessero allora le implicazioni dei due diversi stili eucaristici e che ancora le conoscono i vescovi di tutto il mondo. Ma le loro preoccupazioni sono state ignorate. Ormai possono farci ben poco. Adesso è compito del laicato decidere quale chiesa realmente vuole - e perché. Ciò che scegliamo può veramente determinare la natura stessa della chiesa per gli anni a venire."
11 luglio 2007
"Perché si realizzi la preghiera di Gesù rivolta al Padre, che tutti divengano una cosa sola, come è scritto nel Vangelo di Giovanni, "come tu, o Padre, sei in me ed io in te, anch'essi siano uno in noi, cosicché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Giov. 17,21), occorre che l'ecumenismo sia dialogo di riconciliazione, non di egemonizzazione. Ma certamente non riconducibile alla logica mondana e politica dello status quo tra Stati sovrani."
"L'orientamento di questo Pontificato mette in gravi difficoltà il cammino ecumenico, in particolare alla vigilia dell'Assemblea Ecumenica Europea di Sibiu del prossimo settembre e dell'incontro di ottobre della Commissione mista cattolico-ortodossa di ottobre"
E' il testo integrale del documento della Congregazione per la dottrina della fede «Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa». Cinque domande e altrettante risposte dalla Congregazione per la dottrina della fede: «Gesù ha costituito sulla terra un'unica Chiesa. Ed essa concretamente sussiste intorno al successore di Pietro e ai vescovi che sono in comunione con lui»
"Preghiamo perché venga il giorno in cui la chiesa cattolica romana vada al di là delle pretese esclusivistiche, in modo che possiamo portare avanti la causa dell'unità cristiana per cui il nostro Signore Gesù Cristo ha pregato".
"il cardinale Ratzinger "subsistit in" Papa Benedetto" (ndr.:quanto veleno contro Enzo Bianchi!)
«Non dice niente di nuovo. Però è molto grave che questo chiarimento arrivi in questi giorni, proprio mentre prepariamo l'incontro ecumenico europeo, il terzo».
"Precisazione dopo precisazione, «le interpretazioni fuorvianti » del Concilio, cioè quelle che guardavano con maggior sensibilità e attenzione al dialogo fra le fedi, all'incontro fra le differenti tradizioni cristiane e che s'interessavano alla condizione storica dell'uomo, sono messe ai margini della chiesa ratzingeriana. "
"Nel testo diffuso ieri dal Vaticano si ricorda quanto fu «esplicita» al proposito «la Notificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede nei confronti di uno scritto di Leonardo Boff secondo il quale l'unica Chiesa di Cristo "può sussistere anche il altre Chiese cristiane"; al contrario, precisa la Notificazione, il Concilio aveva invece scelto la parola subsistit proprio per chiarire che esiste una sola sussistenza della vera Chiesa»"
"Papa Giovanni aveva aperto il Concilio condannando i pessimisti «profeti di sciagure». Ora Benedetto XVI lo chiude condannando il dilagare del relativismo e rivendicando la verità presente interamente soltanto all'interno del cattolicesimo."
"Giovanni XXIII ci ha affidato una chiave di lettura, quella dei segni dei tempi, altra da quella della preoccupazione della conferma della continuità, che non è in sé un valore cristiano, se lo stesso Gesù è stato insieme il Messia annunciato al popolo ebraico e l'annunciatore della Buona Novella."
"Le risposte sono cinque e nel loro insieme costituiscono una specie di assicurazione - si direbbe rivolta al movimento tradizionalista, lefebvriani in testa - sul fatto che il Vaticano II non ha «rivoluzionato» la «dottrina sulla Chiesa», ma l'ha soltanto «sviluppata, approfondita ed esposta più ampiamente». La prima domanda suona infatti: «Il Concilio Vaticano II ha forse cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa?»."
"Un documento, insomma, che è solo un altro tassello della strategia ratzingeriana di sempre: ammonire che il Vaticano II non è stato una rottura con la tradizione ma uno sviluppo e un approfondimento di una fede che è rimasta la stessa, una fede che non conosce distinzioni tra «pre» e «post-conciliare »."
"È triste che i cristiani, anziché chiedersi ciò che Cristo si aspetta da noi, stiano a preoccuparsi delle delimitazioni. Dentro e fuori. Quando tutto comincia proprio facendo entrare chi sta fuori: Gesù va a cena con i peccatori, non con gli uomini di chiesa. Il problema non sono i confini. Tanto più che la Chiesa, lo sappiamo, è e sussiste in Cristo"
"Il risultato ... è ...ferire a morte la credibilità ecumenica del cattolicesimo romano, solo per il gusto di dire che il Vaticano II non ha cambiato la precedente dottrina sulla chiesa.... Ma alla domanda che viene subito spontanea - la Chiesa di Roma desidera o pensa di riuscire a rottamare il Concilio Vaticano II? - non è una Congregazione che deve rispondere.
La Chiesa Evangelica di Germania ha definito il nuovo documento vaticano sul concetto cattolico di chiesa come offesa all'ecumenismo. "ora come prima le chiese evangeliche sono state disprezzate e la speranza in una positiva svolta nell'ecumenismo si è di nuovo allontanata."
"Dopo gli anni di Giovanni Paolo II, l'elezione di Benedetto XVI sembra aver suscitato uno spirito di rivincita nella Curia romana e nelle correnti nostalgiche del dogma cattolico "d'antan", che non si erano mai rassegnate ad una chiesa più prossima agli uomini d'oggi e più aperta al dialogo."
La Congregazione per la dottrina della fede contesta la qualità di Chiesa agli orientali e ai protestanti che non hanno la pienezza della via di salvezza: i primi perch* non sono in comunione con Roma (solo Chiese particolari), i secondi perché privi di successione apostolica e di valida eucaristia (ndr.: 40 anni di dialogo ecumenico dono sono andati a finire?)
"Io già temevo che il papa di fronte a problemi nella chiesa d'occidente e alla società postmoderna inclinasse a terapie che potrebbero col tempo rivelarsi funeste. Perché infatti lui vede troppo poco quali positivi risultati abbiano portato le riforme del Concilio Vaticano II. La conseguenza è l'insorgere di certi limiti, che si notano per esempio nello scetticismo (ovunque percepibile) di chi guida la chiesa nei confronti del dialogo con i laici. L'immagine positiva che la chiesa cattolica ha offerto per alcuni decenni mostrando di partecipare e vivere nella contemporaneità viene in questo modo distrutta. "
10 luglio 2007
Il presidente della Conferenza episcopale tedesca cerca di spiegare il senso del motu proprio (preoccupazione per la riconciliazione nella chiesa, non c'è discontinuità tra i riti...) In particolare afferma però che "A tali richieste vescovi e parroci risponderanno con intelligenza, evitando che la preoccupazione pastorale per limitati e definiti gruppi di fedeli vada a discapito delle legittime esigenze dell'intera comunità o che faccia sorgere litigi e discordia." (ndr.: linguaggio classicamente ecclesiastico e forse poco vicino all'evangelico "sì, sì, no, no")
Con linguaggio semplice Geffré illustra le ragioni del "pluralismo religioso" e i limiti della posizione tradizionale prima esclusivista (fuori della chiesa non c'è salvezza) e poi inclusivista (quanto c'è di buono nelle altre culture e religioni è già presente in pienezza nel Cristianesimo o melio Cattolicesimo)
"La teologia del pluralismo religioso vuole davvero rispettare l'alterità degli altri sistemi religiosi. Cioè, noi pensiamo che i valori positivi che si incontrano nelle altre religioni non sono necessariamente "valori implicitamente cristiani". In altri termini, i musulmani, o i buddisti di buona fede non sono cristiani che non sanno di esserlo! Così, io preferisco non parlare di valori implicitamente cristiani che si incontrerebbero fuori del cristianesimo: questo significherebbe che questi sono solamente schizzi maldestri di quello che il cristianesimo ha poi portato alla perfezione. Se certi non-cristiani vengono salvati, non è a dispetto della loro appartenenza alla loro religione, ma per la fedeltà a tradizioni che hanno una capacità di salvezza in loro stesse."
Giuseppe Laras, presidente dei rabbini, commenta il «motu proprio» con cui il Pontefice ha reintrodotto il vecchio rito e la preghiera per la conversione: «Il messale di Ratzinger alimenta l'antisemitismo»
9 luglio 2007
Un breve ricordo di Barbaglio (dopo le sue ricerche conosciamo l'uomo Gesù come mai lo avevamo conosciuto prima), di Luigi Sartori (senza il quale l'ecumenismo in Italia non sarebbe decollato), della monaca Maria Gallo e di Giuseppe Alberigo (per lui il punto vero non era che si dovesse fare la storia della Chiesa, ma che la Chiesa fosse storia. Il giornale vaticano invece ha continuato a preferire l'apologetica alla storia, molto )disdegnando gli storici.)
"Sulla celebrazione delle funzioni Lehman ha detto che essa si orienta ancora alla forma "ordinaria" e che non bisogna pensare ad una rinascita del rito classico. "..."Il vescovo di Würzburg, Hofman, ha detto che la preoccupazione per un gruppo limitato di fedeli "non deve andare a scapito dei legittimi desideri dell'intera comunità o addirittura far nascere litigi o discordia" "Lo scrittore Martin Mosebach, celebre sostenitore della forma classica, ha detto a questo giornale: "Il vecchio messale contiene qualcosa di essenziale a cui la Chiesa non può rinunciare se vuole sopravvivere come Chiesa." (ndr.: il problema è che la chiesa non deve sopravvivere ma vivere...)
"Dire, come si annuncia del motu proprio, che trenta fedeli possono notificare l'uso di un rito anche a dispetto del vescovo, è un colpo alla dottrina del Vaticano II sul vescovo e all'autorità del vescovo.
Se il vescovo sarà ridotto a notaio de gustibus, è ovvio ciò che accadrà: l'episcopato attuale incasserà l'umiliazione senza reagire o addirittura con qualche eccesso di zelo carrierista o meno. Ma dopo aver logorato sul piano teologico l'autorevolezza del vescovo riducendolo ad un passivo ripetitore di elenchi valoriali, con che cosa lo si riporterà alla sua funzione, al suo munus, al suo potere?"
"«Sperare nella conversione è legittimo ed è nella natura del cattolicesimo. Ciò che non è accettabile è operare per la conversione. O si converte o si dialoga. Per questo sono preoccupata per il ripristino deciso da Benedetto XVI della preghiera per gli ebrei "da convertire"». " (ndr.: la conversione è una dimensione fondamentale, soprattutto quando riguarda se stessi...)
E' bene anche guardare oltre il nostro giardino di casa. "Che la Francia sia la terra benedetta dei cattolici tradizionalisti non cessa di stupire oltre i confini del Paese. ...E' proprio in Francia che le battaglie post-conciliari, negli anni 1960-1970, erano state più dure, le innovazioni liturgiche più indesiderate, le resistenze più forti. ...Nessuno rimprovererà a papa Benedetto XVI di voler tentare di reintegrare le sue "pecorelle smarrite", ma come non temere che una frazione, pur minoritaria, di tradizionalisti - la "Resistenza cattolica" - non tenti di riconquistare posizioni di potere a Roma, nel clero francese e di dare un altro corso alle più innovative opzioni cattoliche degli ultimi quarant'anni?"
Il principale motivo della promulgazione del testo è la sollecitudine per l'unità della Chiesa, unità che sussiste non solo nello spazio ma anche nel tempo, in nome di una ermeneutica del concilio non della scontinuità o rittura ma del rinnovamento nella continuità. "non è fondato il timore che venga intaccata l'autorità del Concilio e messa in dubbio la riforma liturgica" (ndr.: come sosteneva con lucidità Enzo Bianchi "con il messale di Pio V si sarà autorizzati a pregare in modo non conforme all´insegnamento ecumenico del Vaticano II, così si pregherà per «eretici e scismatici perché il Signore li strappi da tutti i loro errori», mentre per gli ebrei si userà l´espressione «popolo accecato». Cosa significherà questo nei rapporti ecumenici con le chiese e con gli ebrei?". Non siamo nell'ambito della semplice diversità ma di visioni opposte. Si comprende sempre meglio l'ostilità romana per Alberigo, per il suo sottolineare le grandi novità del Vaticano II)
"Il motu proprio va oltre le concessioni dell'88, anche se mantiene il quadro formale della riforma montiniana, per non cedere a una controriforma temuta dagli episcopati per il suo effetto destabilizzatore. Non si limita infatti a normare una "convivenza di fatto" tra forme liturgiche "ordinarie" e "straordinarie", tutta da sperimentare, ma apre anche la possibilità di istituire parrocchie "personali" integralmente per i lefebvriani, una separazione liturgica dal resto della Chiesa diocesana che pone un serio problema ecclesiologico, specie per le concelebrazioni."
"Con questo documento il Papa contraddice la riforma conciliare di Paolo VI mettendo sullo stesso piano la vecchia teologia tridentina, quella della Messa in cui il sacerdote, con le spalle al popolo, celebra il sacrificio a cui possono "assistere" dei fedeli, e la teologia conciliare in cui tutta la comunità insieme al presbitero fa memoria della morte e della resurrezione di Cristo"
8 luglio 2007
"Noi cattolici, ma per la convinzione profonda che il vescovo di Roma è il servo della comunione ecclesiale, obbediamo anche a prezzo di fatica, di sofferenza e di non piena comprensione di ciò che ci vien chiesto autorevolmente e che non contraddice il vangelo: siamo anche capaci di obbedienza pur dissentendo lealmente e con pieno rispetto. " Tantissimi sono gli aspetti discutibili, per esempio "con il messale di Pio V si sarà autorizzati a pregare in modo non conforme all´insegnamento ecumenico del Vaticano II, così si pregherà per «eretici e scismatici perché il Signore li strappi da tutti i loro errori», mentre per gli ebrei si userà l´espressione «popolo accecato». Cosa significherà questo nei rapporti ecumenici con le chiese e con gli ebrei?" "La stragrande maggioranza dei vescovi e intere conferenze episcopali nazionali e regionali, anche italiane, hanno manifestato la loro opposizione a questo provvedimento, ma ora nell´obbedienza e per amore della chiesa dovranno discernere come compaginare la comunione che è sempre innanzitutto comunione liturgica"
"Torna ad avere piena cittadinanza nella Chiesa la messa di prima del Concilio e torna - con essa - la preghiera del Venerdì Santo «per la conversione degli ebrei» "..."Siamo lontani dallo «spirito conciliare» che per la riforma del 1970 detterà questa nuova formula: «Preghiamo per gli ebrei. Il Signore Dio nostro, che li scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell'amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza». (ndr.:giornata triste per i credenti "conciliari")
"Qualsiasi elenco di misfatti compiuti in nome della religione ... non mi pare possa fondare l'accusa di autoritarismo, violenza, fanatismo, integrismo, intolleranza rivolta oggi con sorprendente leggerezza alla forma monoteista in quanto tale". Il problema non risiede nel monoteismo in sé, ma nel suo uso. Può essere fattore di violenze e di inimicizia tra gli uomini o svolgere "una preziosa funzione di riconciliazione, di rappacificazione in vista di un ordine mondiale contrassegnato dalla coesistenza, il confronto, il dialogo". "Non si tratta allora di rinfacciarsi reciprocamente le nefandezze commesse ..., ma piuttosto di riaffermare, ciascuno mediante il proprio universo di pensiero e di convincimenti...che ogni essere umano è più grande del male che è capace di compiere e che l'umanità si innalza al livello di cui è degna nonostante le continue contraddizioni a ciò che essa stessa considera «bene».
7 luglio 2007
"Consegnando la difesa dei cristiani perseguitati al centrodestra, accettando senza rimpianti questo mutamento profondo del proprio Dna, la sinistra liberale non rischia di rinchiudere le sue belle teorie sui «diritti per tutti» nelle retrovie di un pensiero filosofico e sociale sgangherato e antistorico?" (ndr.: dietro la difesa dei cristiani era bene visibile la difesa della civiltà cristiana occidentale con tutter le pesanti ambiguità del caso)
"confondiamo fondamentalismo e islamismo e questo non aiuta, anzi. Si dice che in Iraq i cristiani sono perseguitati. Certo, ma dopo la guerra, perché tutto si poteva dire di Saddam tranne che non fosse tollerante con i cristiani. Ma adesso lì scatta l'associazione: cristiani-occidentali. "
"Il rito di Pio V era quello di una Chiesa che si pensava la sola detentrice della Verità. E' una posizione insostenibile a 40 dal Vaticano II. Salvo relativizzare gli apporti fondamentali del concilio stesso: sguardo positivo sull'umanità, riconoscimento del ruolo dei laici, apertura alle altre religioni"
"...Il vero problema è partecipare ...La riesumazione di antiche forme cultuali (lingua, gesti, luoghi) non può dunque coniugarsi con patetiche nostalgie: se mai deve indurci a scoprire quali ragioni oggettive giustifichino l'adozione di forme ormai desuete...Riesumare tout-court il passato sarebbe archeologismo anacronistico, in contraddizione con l'ansia che deve contrassegnare noi credenti. Ma ciò non ci esime dal tradurre in pratica il messaggio evangelico perché l'unico itinerario per entrare in comunione col Padre è quello perentoriamente eversivo di Gesù: «Adorarlo in spirito e verità», a prescindere da qualsiasi formalità linguistica o gestuale."
4 luglio 2007
Castagnetti si rifugia dietro il mito (negativo) di Ruini, dimenticando l'emergere delle questioni poste dalla biomedicina e il ruolo del pontificato di Giovanni Paolo II (ndr.: possibile che Avvenire non abbia qualche dubbio sulla correttezza del suo"non possumus"? A quando un autocritica, smettendola di chiederla solo agli altrii? In una società in cui esistono etiche diverse non è corretto che il più forte imponga agli altri il proprio punto di vista, ma saggia politica è la ricerca della mediazione più alta possibile di volta in volta, senza pretese di possedere verità assolute e avendo sempre la possibilità comunque dell'obiezione di coscienza. Smettiamola infine di arruolare tutti i buomi cattolici nelle posizioni attuali di Avvenire. Anche il cattolicesimo non è una realtà monolitica. E' sempre utile la lettura del libro dell'anziano prof Pietro Prini "Lo scisma sommerso")
"Il rischio, di fronte a tante celebrazioni, è che di lui si trasmetta un ricordo edulcorato e addomesticato, buono per tutte le stagioni. "
"A differenza di molte recenti difese della laicità e delle ragioni della scienza, Roberta De Monticelli oppone ai ragionamenti del papa argomentazioni attinte dall'interno della tradizione teologica cristiana. In primo luogo la difesa della persona come soggetto della responsabilità verso se stessi, gli altri e Dio"
Le adesioni alla manifestazione promossa da Magdi Allam si sonbo estese a personalità del Vaticano. Qualcuno avanza riserve come ò'evangelido Garrone: «non si dovrebbe isolare il problema della persecuzione dei cristiani dalla più ampia persecuzione che in quei paesi riguarda ogni altro discriminato: ebrei, omosessuali, donne e dissidenti »
", pesa in negativo ancora di più la storia recente dei rapporti fra Conferenza episcopale italiana e cattolici del centrosinistra: in particolare i lividi lasciati dallo scontro sulle unioni di fatto, i Dico"
Nella capitale ci sono dodici chiese clandestine con un indirizzo provvisorio. I fedeli sono come membri di una setta segreta, perché ripudiare l´Islam è un reato
La maturazione del percorso spirituale non può essere affidata alla teologia e al Creatore (roba da medioevo, favole da parrocchia) ma alla conoscenza scientifica e al pensiero formale. "Secoli (anzi, millenni) di assuefazione a un pensiero irrazionale e a una visione magica del mondo, che oggi il clero e i clericali chiamano eufemisticamente «le radici cristiane dell'Europa», hanno finito col creare una contrapposizione con il pensiero razionale e la visione scientifica dell'universo. Ma è giunta l'ora di rivendicare le vere radici dell'Occidente". "la vera religiosità non si esprime in giaculatorie e salmi, ma in preghiere come quella di Marco Aurelio: «Tutto ciò che è conveniente per te, o Universo, lo è pure per me»." (ndr.:All'orgoglio delle radici cristiane di Pera fa da controcanto l'orgoglio per le radici stoiche di Odifreddi. Ciò che infastidisce sempre più non è l'affermazione della dignità di una visione atea, ma il ritenere quella visione atea l'unica seria e degna. E' possibile andare oltre questi possessori di verità in esclusiva, presenti in tutti i campi?)
Perché gli atei sono così arrabbiati con un disdegno frammisto allo scherno? Se è vero che in nome delle religioni tanto sangue è stato sparso "perché negare che le fedi hanno saputo anche generare oltre che distruggere, animare oltre che illudere?" A farne poi le spese è la Bibbia. Esiste anche un ateismo più sofferto e sommesso.
Basta battersi il petto, occorre essere orgogliosi della civiltà occidentale, la migliore di tutte. Basta con il relativismo e il laicsmo, che rinnega le radici ebraico-cristiane. "la Chiesa è diventata una guida non solo spirituale ma pure morale e culturale di miliardi di uomini. Non perché essi pensino che «solo un Dio ci può salvare», ma perché, lo preghino o no, credono che quel Dio, il Dio cristiano, ci ha dato una speranza e una civiltà che vogliamo mantenere." (ndr: perché continuare a identificare il Dio cristiano con la civiltà occidentale? Quel Dio che si rivela come amore indiscriminato e indiscriminante, che fa piovere e fa sorgere il sole sui giusti e sui malvagi, che invita allamore del nemico? I missionari, che non sono i promotori della cultura occidentale, ma i testimoni dell'amore indiscriminato e indiscrimnante di Dio, non hanno bisogno di questi difensori)
"Nei fatti di Rovigo quello che colpisce non è nemmeno il gesto blasfemo in sé (ogni gesto blasfemo è anzitutto stupido, l'imbarazzante autoritratto di chi lo compie). Il crocefisso rimosso dal muro e preso a bastonate è stato probabilmente un semplice pretesto. I liceali non avevano sottomano altro materiale: non ragazze da seviziare, non compagni presunti omosessuali da sbeffeggiare." (ndr.: due osservazioni. 1) per un credente la vera grande bestemmia, il profanare il nome di Dio, è il non rispettare, il non prendersi cura di chi ha bisogno (avevo fame , avevo sete, ero nudo, ero in carcere...e non vi siete presi cura...), in questo caso bestemmia ancor più grave è seviziare ragazze o presunti compagni omosessuali... 2) perché giornali e giornalisti battono sempre e solo il petto degli altri? Non hanno nessuna responsabilità anche solo per il fatto di dare molto rilievo a questi episodi negativi sottacendo le tante positive iniziative di cui i nostri ragazzi sono protagonisti?)
3 luglio 2007
"preferisco decisamente la Messa in latino. E´ una questione d´abitudine"..."è necessario lasciare la libertà di agire come si crede, in un ambito del genere" ..."la nozione del rituale implica l'assenza del cambiamento" (ndr.: da un autore originale come Girard ci si aspettavano argomtazionei meno banali)
L'articolo presenta sinteticamente l'evoluzione della celebrazione della messa sino ad oggi (dalla cena del Signore delle prime comunità cristiane, ai percorsi diversi tra Oriente e Occidente, dove si accentua la separazione tra clero e laici, la privatizzazione delle messe... sino alla riforma tridentina in chiave anche antiprotestante e quindi alla svolta del Vaticano secondo (dimensione comunitaria e lingue locali). "la presenza di Cristo e l´efficacia delle formule sacramentali non sono legate al suono delle parole (fosse pure quello maestoso del latino liturgico), ma alla "intenzione" del celebrante e della comunità che concelebra"
"il terrorismo in quanto tale rappresenta una estensione della logica di guerra, con nuove tecniche, verso nuovi obiettivi, per colpire i civili in modo indiscriminato...Il fatto, poi, che l´obiettivo terroristico oggi sia sostenuto da un´ideologia di natura religiosa non altera minimamente la considerazione generale ... (per Carl Schmitt) la religione può sempre diventare un fattore politico quando è capace di indicare con chiarezza un nemico da eliminare...questa considerazione... descrive esattamente il limite che separa l´autentica religiosità da una sua trasformazione degenerativa in ideologia"
"La Storia del Concilio Vaticano II, in cinque volumi è un'opera monumentale tradotta in dieci lingue, alla cui stesura hanno partecipato decine di storici di tutto il mondo. Una pietra miliare dalla quale in futuro nessuno potrà prescindere nell'affrontare lo studio del grande evento che cambiò il rapporto tra Chiesa e mondo nel Novecento"
Questa intervista al professor Giuseppe Alberigo fu realizzata nel 2000. "ciò che resta del Concilio è enorme.... Basti pensare non solo al modo di celebrare la liturgia, ma alla de-europeizzazione del cristianesimo, che in fondo negli anni Sessanta era ancora all'inizio. Quel clima di apertura che il Concilio ha reiteratamente affermato sembra oggi essersi cristallizzato. Eppure é certamente un fatto che senza il Vaticano II non ci sarebbero stati, né sarebbero stati neppure ipotizzabili dalla più sfrenata delle fantasie, la possibilità di studiare e di praticare e conoscere il messaggio di salvezza attraverso la lettura della Bibbia, il riavvicinamento tra i cristiani, l'incontro, nel rispetto delle identità, tra le religioni ed anche il dialogo con il mondo laico sulle grandi sfide etiche per la salvezza dell'umanità.
2 luglio 2007
"Tutto questo si riassume in un'unica indicazione: prendersi cura della coscienza delle persone, della loro crescita e testimonianza nel mondo"..."Correggere l'immagine spettacolarizzata del cristianesimo è il miglior biglietto da visita per il dialogo con altre culture religiose, il dialogo ecumenico, il compito educativo, la cura di tutte le povertà e la stessa presenza sociale. Allontanando per sempre i fantasmi di oscure egemonie politiche"..."«bisogna accelerare l'ora dei laici». Non solo per stare con loro, ma perché senza di loro è impossibile che avvenga quel mirabile scambio tra la vita delle persone e il lievito del Vangelo"
"Di fronte al prepotente riemergere della religione nella sfera pubblica, sotto forma di fondamentalismo o di interventismo politico, a scapito della religiosità - ovvero alla dimensione soggettiva e personale del credere; davanti all'evidente svalutazione di una concezione laica dello stato davvero garante del pluralismo culturale e religioso di tutti, una delle reazioni è stata il ritorno a una veemente polemica stile fine Settecento"
"La Chiesa - ha detto Enzo Bianchi - non può calare i suoi principi dall´alto, non possono esserci ordini apodittici. C´è molta afonia, poche le voci. I teologi sono silenziosi"
"Questi ultimi anni rappresentano una parentesi da chiudere nel rapporto tra Chiesa e politica, per riaprire invece la stagione dell'impegno lanciata dal Concilio. Dobbiamo essere i protagonisti di una gioiosa, serena correzione fraterna su ciò che è accaduto, ci è mancata la radicalità evangelica per dire ai vescovi: così non si fa"..."Nel Pd - ha detto Bindi - rischia di esserci una grande inconsapevolezza culturale su ciò che avviene dentro la Chiesa. Non so se avete chiaro che i nostri nuovi amici trovano e troveranno più facile accordarsi con i "teodem" che con noi"
"Essere donna e musulmana vuol dire rendere conto a se stessi, ognuno risponde per sè, come è scritto nel Corano. Chi siamo noi miseri esseri umani per pretendere di sostituirci a Dio?...." ..."Il velo deve essere una libera scelta. Noi ci arrabbiamo quando il velo viene imposto come simbolo religioso, così come ci arrabbiamo quando veniamo discriminate"
"La concessione della cittadinanza italiana a Dounia Ettaib riassume oggi l'impegno etico del nostro Paese a schierarsi dalla parte di tutte le donne coraggiose che osano sfidare, pagando in prima persona, l'estremismo islamico che fonda il proprio potere sulla discriminazione e sulla violenza nei confronti dell'altro sesso"
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