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30 giugno 2007

L'ecumenismo non sta vivendo una stagione felice. Ben vengano tutte le informazione sul prossimo appuntamento di Sibiu. "«Dal momento che noi valorizziamo la persona e la dignità di ognuno in quanto immagine di Dio, ci impegniamo per l'assoluta eguaglianza di valore di ogni essere umano ...e per promuovere la giustizia sociale all'interno di un popolo e fra tutti e in particolare a superare l'abisso che separa il ricco dal povero»: così recita il documento approvato da varie firme italiane (Acli, Sant'Egidio, Federazione Chiese Evangeliche, ecc,) in vista dell'assemblea ecumenica di Sibiu."
Molteplici sono le ragioni della presenza più cauta della chiesa nella società italiana. Innanzitutto le reazioni al nuovo protagonismo della chiesa cattolica (Gay Pride e pamphlet contro la religione e il cattolicesimo). Linea più pastorale di Bagnasco. Disagio delle associazione cattoliche radicate nel paese per essere state coinvolte in impegni impropri.
Un saggio sulla diplomazia vaticana durante gli ianni di Solidarnosc: Il cardinale Glemp sapeva, ma non potè fermare la mano degli assassini
"come non insospettirsi per il silenzio pressoché totale che accompagna la sorte di padre Giancarlo Bossi, il missionario rapito nelle Filippine il 10 giugno scorso dopo aver celebrato messa? come non insospettirsi per il silenzio pressoché totale che accompagna la sorte di padre Giancarlo Bossi, il missionario rapito nelle Filippine il 10 giugno scorso dopo aver celebrato messa? ...Come non pensare alla logica spietata dei due pesi e due misure di fronte a questa clamorosa disparità di trattamento con altri sequestrati e altri rapimenti che hanno giustamente conquistato per giorni e giorni il centro dell'attenzione politica italiana?"
"Esce in libreria in questi giorni il primo studio storico, nella sterminata bibliografia milaniana, dedicato esclusivamente ad Esperienze pastorali: Gli anni difficili. Lorenzo Milani, Tommaso Fiore e le Esperienze pastorali (Il Pozzo di Giacobbe, pp. 278, euro 20; per ordinazioni: tel.0923/540339, e-mail: info@ilpozzodigiacobbe.com), di Sergio Tanzarella, docente di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale. Il volume, oltre ad una accurata ricostruzione storico-sociale dell'Italia e della Chiesa degli anni '50 - dalla mancata attuazione della Costituzione alle difficili condizioni dei lavoratori, dal collateralismo Chiesa-Dc alla vicenda del vescovo di Prato e dei "pubblici concubini" fino al caso del 'banchiere di Dio" Giuffrè e della sua "usura alla rovescia" - presenta alcune importanti novità arricchite da inediti significativi: le pagine della versione originale di Esperienze Pastorali con le varianti; le correzioni proposte dal revisore ecclesiastico, il domenicano p. Reginaldo Santilli; e le scelte definitive di don Milani; e il carteggio, mai pubblicato fino ad ora, fra don Milani e l'intellettuale meridionalista Tommaso Fiore."
Continuiamo a dare spazio alle posizioni presenti tra le Chiese Evangeliche, completamente trascurate nel dibattito presente nel nostro paese. (esistono posizioni diverse tra cristiani e tra cristiani appartenenti alle stesse confessioni)

29 giugno 2007

l´agenda della cei: al primo posto c´è l´evangelizzazione, e la necessita di educare i giovani formando personalità più solide
"La forma liturgica pre-conciliare è una grande ricchezza", dice Betone. "Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia, che talvolta viene addirittura concepita etsi Deus non daretur, come se in essa non importasse più se Dio c'è e se ci parla e ci ascolta" scriveva il cardibnale Ratzinger. (ndr.:non ho mai pensato che Dio si esprimesse in latino. In gioco non c'è semplicemente la messa in latino, ma la riforma liturgica promossa dal Vaticano II, la concezione della chiesa - popolo di sacerdoti, la concezione del sacro....)
(ndr.: quante banalità e quanti luoghi comuni in pochissime righe. Possibile che nel nostro paese quando si tratta di argomenti religiosi si manifesta una diffusa ignoranza? Il problema non è se preferire preti in jeans con chitarre o gesti inamidati e ieratici accompagnati da parole arcane, perché vetuste e poco comprensibili. Il problema è che il credente non doverebbe andare a "sentire" o "ascoltare" una messa, ma dovrebbe partecipare e dovrebbe celebrare un culto che è anzitutto il culto della vita donata, proprio di adoratori in spirito e verità. In gioco ci sono orientamenti di fondo e non solo quello di dare la possibilità a ciascuno di scegliere il prodotto più confacente)
"La messa nelle varie lingue moderne significava l'accettazione del pluralismo e anche della democrazia, se è vero che la lingua non è soltanto una questione di vocabolario. Ma, a pochi anni dal Concilio, la reazione ha ripreso quota"
"Nella lettura di queste pagine ho trovato più l'autore che non Gesù di Nazaret. Si tratta, a mio avviso, di uno scritto in cui Ratzinger, credente appassionato e teologo dogmatico militante, ha stampigliato a chiare lettere il suo ritratto spirituale e psicologico di uomo, di filosofo, di credente. Il timbro della sua personalità e i chiaroscuri della sua riflessione emergono a ogni pagina. Questo «incombere» della personalità di Ratzinger, a mio avviso, comporta il prevalere di una tesi precostituita sulla documentazione di una ricerca rigorosa, seriamente confrontata."

28 giugno 2007

La riflessione cristiana sulla bioetica non si limita a quella, molto presente, del Magistero cattolico. I protestanti hanno delle cose da dire! Purtroppo soprattutto in Italia è presente un forte riduzionismo a proposito dei cristiani ridotti ai cattolici e della chiesa ridotta a gerarchia o magistero. Ecumenismo è ascoltare il punto di vista degli altri. Nel dibattito italiano sulla bioetica pare che la contrapposizione di fondo sia tra i cattolici che sostengono la sacralità della vita e i laici che invece parlano di qualità della vita. Il punto di vista protestante dove lo mettiamo? Sono cristiani anche i protestanti?
Dato il tasso di natalità enormemente più elevato dei musulmani il soprasso demografico nei paesi occidentali è alle porte. Inquietanti sono gli scenari di un'espansione del fonamentalismo islamico (un'illusione di un'illusione), che disprezza la vita, feccia dell'esistenza. E' la paura della morte la fonte del religioso, un disturbo infantile che crescendo bisogna lasciarsi alle spalle. La speranza può risiedere solo nel buon senso e nella ragione (ndr.: perché ridurre la religione ad una scarsa considerazione per la vita? Ritenere infantili gli uomini perché religiosi va di pari passo al ritenere poco intelligenti o depravati gli uomini perché non religiosi. Credo che fare di ogni erba un fascio alimenti il fanatismo. Ci sono molto modi di credere e anche di non credere)
L´esenzione non è ingiusta poiché facilita l´offerta di servizi di carattere sociale di cui l´Italia ha un forte bisogno

27 giugno 2007

"Milani mal si adatta a taluni recuperi di agiografia spicciola idealizzante che, cancellando l'identità di una fede indisponibile al compromesso e alla sonnolenza, lo vorrebbero ridurre a innocuo santino o a certa banale appropriazione partitica che desidera porre la sua immagine a servizio della propria causa"
"Wiesel accusa le religioni d'esser culla del fanatismo... Islam, ebraismo e cristianesimo come brodo di cultura del nuovo fanatismo" Ma il problema non è la religione ma il fanatismo:la politica, il potere, il successo sono tutti idoli assoluti i cui fedeli spargono violenza intorno. Non si vince il fanatismo con il relativismo, ma lasciando aperta la porta a Dio (ndr.: quel che l'autore non vede o non vuol vedere è l'esistenza di fanatici in nome del credo religioso. Il problema non è accettare o rifiutare Dio, ma ritenersi o no possessori di DIo, della vertià, dell'assoluto. Chi si ritiene possidente della verità (ancor più se ammantata della sacralità religiosa) inevitabilmente diventa un intollerante violento o paternalista. C'è, eccome, un fanatismo religioso, non esclusivo dell'islam e c'è anche un sacrosanto relativismo cristiano, di chi non si ritiene padrone del buon Dio)
Pubblicata sulla stampa del Quebec in occasione del viaggio del papa in Brasile nel mese di maggio, questa lettera aperta è stata largamente diffusa nei paesi francofoni e ispanofoni, grazie soprattutto a internet. Al contrario la si è poco letta sulla stampa francese. Témoignage Chrétien la pubblica con l'autorizzazione dell'autore, il quale si confessa "sorpreso dell'eco e meravigliato del dibattito che ha suscitato". La lettera a Benedetto XVI di questo prete del Quebec, Claude Lacaille, solleva numerose questioni lancinanti per l'insieme della chiesa cattolica
"Chi ritiene che non ci sia bisogno di una legge non ascolta chi vive fuori dai palazzi della politica. In nove casi su dieci, infatti, i cittadini giudicano utile ed auspicabile una legge sul testamento biologico (secondo un´indagine dell´Istituto Eurispes). Gli italiani si aspettano una legge che serva a rendere effettivi i diritti degli ammalati, ad alleggerire le spalle dei familiari dal peso delle decisioni più difficili e a tutelare l´operato dei medici. "
"Fin quando don Milani è stato vivo, gerarchia e integralismo... si sono rivalsi emarginandolo ed esiliandolo. Poi, dopo morto, un poco alla volta, hanno preso ad appropriarsene..."
"Il successore di Papa Ratzinger, quando sarà il momento, potrà essere eletto soltanto con la maggioranza di due terzi dei cardinali elettori "
"La decisione di Benedetto XVI di impedire ai due candidati sottoposti a ballottaggio di votare e di votarsi dice che questa figura dell'edificante ritrosia a diventar Papa e viceversa del sospetto che questo requisito etico-estetico possa essere venuto meno continua a percorrere il conclave del secolo XXI, o almeno il prossimo."

26 giugno 2007

"Sì, in tutte le religioni di oggi in cui gli estremisti guadagnano terreno in numero e forza. Lo so: dentro di voi, il pensiero va all'Islam, ma l'Islam non è il solo a sedurre fanatici. Il cattolicesimo ha i suoi, così come il protestantesimo e l'ebraismo. Fu un giovane fanatico ebreo ad assassinare il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin." "Io credo nella validità e nella forza delle domande, mentre diffido di coloro che sostengono di aver trovato le risposte. Sono fanatici. Rifiutando il fanatismo in tutte le sue forme, chiedo che mi venga riconosciuto un piccolo diritto, già celebrato da Erasmo e Montaigne: il diritto del dubbio e il diritto di entrare in dialogo. È solo quando fallisce il linguaggio che emerge la violenza."

25 giugno 2007

L'ultimo numero della rivista "OREUNDICI" è dedicato alla figura di Gesù e propone i testi di alcuni autori (come Arturo Paoli, Carlo Molari ...) che possano aiutare a comprenderlo meglio. Tra gli articoli c'è anche il testo tratto da una conferenza di Barbaglio, riguardante Gesù terapeuta. Barbaglio invita a mettere la sordina agli elementi più "miracolistici" per porre l'accento sul "prendersi cura".
Nel nome della laicità non si impongano dottrine per l'autorità di tradizioni religiose, bensì solo in nome della ragione. "I credenti dovrebbero accettare con gioia queste sfide. La fede in Dio creatore implica che nessuna creatura è in grado di accogliere completamente e in un solo istante tutte le offerte che procedono da Dio. " La distinzione tra scienza e fede implica anche la capacità di non applicare a Dio i modelli umani. Il Disegno intelligente ritiene che che da Dio sia pianificato sia il termine che le vie per raggiungerlo. Invece l'azione creatrice non impone le vie per raggiungere il fine ma offre nello stesso tempo molte possibilità.
Chiara Castellani, chirurgo di guerra e missionaria laica da 17 anni nella repubblica democratica del Congo, dove a Kimbau dirige in solitudine e tra tante difficoltà un piccolo grande ospedale, ha inviato questa lettera testimonianza.
"la Croce ci si rivela come una realtà sovversiva rispetto al comune ragionare umano. "..."ciò che conta veramente é non rinunciare mai a combattere per coloro che si ama."
Occorre valorizzare alcuni aspetti della tradizione illuministica e criticarne altri (il rifiuto dei dogmi è anche rifiuto di un dogma illuministico). I 2 obiettivi per cui si è battuto l'illuminismo sono ancora validi: l'esercizio della sovranità da parte del popolo e la libertà degli individui dalle imposizioni esterne, religiose e anche politiche. E' lo stesso illuminismo che ci insegna a non essere dominati dallo scientismo o da un universalismo che non tenga conto delle diversità. L'identità dell'Europa non può essere ridotta ad un solo contenuto (es.. le radici cristiane). "«Io posso parlare due o tre lingue, ma non posso seguire contemporaneamente due o tre religioni. Non posso essere insieme cattolico e protestante, cristiano e musulmano. Esiste una prerogativa della fede religiosa che è la sua esclusività. Una prerogativa che invece non è delle culture, le quali possono integrarsi tra loro. Credo che noi tendiamo ad attribuire un'eccessiva importanza al vocabolario religioso con cui si pongono delle rivendicazioni che di per sé poco hanno a che fare con la religione». " (ndr.: proprio le concezioni esclusivistiche oggi sono oggetto di riflessione anche in campo religioso)
"In opposizione a capi religiosi come Benedetto XVI e agli ayatollah, Habermas afferma che le alternative alla fede religiosa non sono né il "relativismo" né la "perdita delle proprie radici", bensì le nuove forme di solidarietà propugnate dall'Illuminismo...Dewey e Habermas replicherebbero che la cultura scaturita dall'Illuminismo ha conservato, della Cristianità, tutto quello che valeva la pena conservare." (ndr.: occorrerebbe preliminarmente intendersi sia su "cultura scaturita dall'illuminismo" sia su "cristianesimo")

24 giugno 2007

Breve sintesi dell'incontro di Milano del 26 maggio sulla figura di Barbaglio studioso della bibbia e grande divulgatore a contatto con tante comunità cristiane del paese.
  • Nessuno tocchi il nostro vanto di Luisito Bianchi in Viator n. 5 del giugno 2007 (Il mensile cristiano della pace, della solidarietà, del dialogo e dei diritti umani)
Continua il racconto-riflessione della propia esperienza di prete operaio da parte di Luisito Bianchi (nella rassegna sono presenti gli interventi precedenti). Sostiene che la generazione pioniera dei preti operai è destinata a scomparire, tra la crisi vocazionale e la svogliata indifferenza della gerarchia ecclesiastica.
  • L'assurda logica dello scontro di Daniele Gallo in Viator n. 5 del giugno 2007 (mensile cristiano della pace, della solidarietà, del dialogo e dei diritti umani)
"Non basta e non serve l'ottica umana delle prescrizioni e dei divieti: occorre tendere alla dimensione evangelica che cerca e fa emergere il bene, che presta attenzione e ascolto al cuore delle persone, che ne anticipa le esigenze e ne soddisfa i bisogni. In caso contrario tutto sarà comunque un arido campo di macerie."
L'argomento più usato dalle gerarchie cattoliche nella loro crociata contro i Dico è la difesa della famiglia «naturale», l'unica possibile. Ma cosa significa questo in concreto, nell'Italia del 2007? La Chiesa cattolica sembra vivere in un altro mondo, lontano dalla realtà di una società contemporanea che sfugge sempre più alla sua comprensione.
(ndr.: a volte si ha l'impressione che Magdi Allam sia più israeliano degli israeliani e più occidentale degli occidentali. Mi ricorda quegli immigrati dal meridione, che, sistematisi, diventavano i più severi critici dei compaesani...)
"La tolleranza di opinioni e di convinzioni ampiamente diverse è esattamente ciò che distingue una società libera dai regimi ideologici del Medio Oriente. Rushdie ha scritto un romanzo che ha offeso profondamente molti musulmani. I musulmani hanno il diritto di essere a loro volta profondamente offensivi. Hanno inoltre tutto il diritto di esprimere posizioni che possiamo considerare irrazionali, retrograde ed oppressive. Una società libera esige da parte loro solo che portino avanti queste tesi in forma pacifica obbedendo alle leggi vigenti in loco.
Noto con apprezzamento e rispetto che un numero crescente di musulmani britannici, tra cui alcuni che bruciarono il libro di Rushdie nel 1989, ora sono fermamente attestati su questa posizione."
"L'Occidente dovrebbe unirsi per difendere in modo energico i suoi simboli e la sua civiltà che, con tutti i suoi difetti, offre ancora per la maggior parte delle persone la vita migliore." (ndr.: purtroppo prevale la logica dello scontro)

23 giugno 2007

"«Quando don Lorenzo morì, lo fece in un estrema solitudine, nessuna cattedrale, non c'erano né autorità civili né religiose, ma soltanto due pretini, gli altri preti stavano tutti lontani. Ora lo tirano per la giacchetta, facendogli dire a volte cose che non ha mai detto. Chi pensa di rappresentare la società cerca di appropriarsene e paradossalmente era anche la sua paura, che dopo la sua morte se ne sarebbero appropriati non gli ultimi ma il mondo borghese da cui veniva. Ecco perché noi della Fondazione stiamo operando per recuperare don Lorenzo al suo mondo"
Lancisi racconta che, minato dalla leucemia, volle che lo curassero i suoi ragazzi per mostrare loro come muore un uomo
"Per lui la parola è una: è preghiera e anche strumento di libertà. È l'arma essenziale che i poveri devono impugnare per il loro riscatto, per far valere i loro diritti, per combattere l'esclusione, la discriminazione ed avere giustizia, per non essere più esclusi. Una lezione ancora drammaticamente attuale."
Lorenzo Milani fu colpito come tanti e tanti testimoni della Chiesa dei poveri: don Primo Mazzolari, padre Ernesto Balducci, il cardinale di Bologna Giacomo Lercaro, il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, don Luigi Rosadoni, l'abate di San Paolo fuori le mura dom Giovanni Franzoni e mille altri. "lo sento attuale, perché è vivo e attuale il processo storico di umanizzazione sociale dal basso, da tutte le «Barbiana» del mondo, al quale egli ha dato il suo prezioso contributo. Non ne facciamo un santo o un mito."
«per un prete quale tragedia più grossa di questa potrà mai venire? Essere liberi, avere in mano sacramenti, Camera, Senato, stampa, radio, campanili, pulpiti, scuola e con tutta questa dovizia di mezzi divini e umani raccogliere il bel frutto di essere derisi dai poveri, odiati dai più deboli, amati dai più forti. Vedersela vuotare ogni giorno di più, sapere presto che sarà finita per la fede dei poveri».
Queste parole sono la denuncia profetica del cristianesimo politico, di cui oggi vediamo gli ultimi e più pericolosi cascami, quando la Chiesa si fa soggetto politico e riempie le piazze per far cadere i governi,
svuotando così la fede, manipolando la politica, e avendo la pretesa di diventare un improbabile sindacato di valori.
Chi era p. Pedro Arrupe, preposito generale dei gesuiti dal 1965 al 1983? "«Per alcuni è una figura carismatica, un profeta del rinnovamento conciliare... un artefice dell'impegno sociale e dell'opzione preferenziale per i poveri, il padre dell'"inculturazione" e della nuova evangelizzazione; per altri un debole, un ingenuo, incapace di governare, un uomo segnato dalla superficialità dottrinale..., il capro espiatorio di tutti i problemi che la Compagnia di Gesù ha avuto nella tormentata stagione postconciliare»." Io propendo per la prima.
Il presule bosniaco: «Questo non è un santuario mariano». Benedetto XVI e Bertone non nascondono il loro scetticismo.
Padre Cantalamessa, dopo l'intervento del vescoco, rinuncia a partire. «Obbedisco»

22 giugno 2007

  • Saper amare di Prier in Prier n. 293 del luglio 2007 (nostra traduzione)
(ndr.: I cristiani molte volte danno l'impressione di proporre una morale, nell'attuale contesto di profondi cambiamenti, che sembra escludere ogni buona notizia, con la presunzione di possedere in esclusiva la verità (da imporre se possibile a tutti con le leggi). Se ogni volta che si esprimono sulla sessualità, i cristiani enumerano divieti conditi da un idealismo non reale, allora non formano coscienze, non danno chiavi per il discernimento tra il bene e il male. Ci sembrta bello poter offrire riflessioni in positivo sul piacere e sulla sessualità. Non dovrebbe essere così strano per chi dice di credere in un Dio creatore che ha fatto buone e belle tutte le cose! Certamente il testo proposto andrebbe discusso. Ricordo ciò che scriveva nel carcere nazista il teologo luterano Dietrich Bonhoeffer: «Per dirla franca, che un uomo tra le braccia di sua moglie debba bramare l'al di là è, a essere indulgenti, mancanza di gusto, e comunque non la volontà di Dio...». Il rapporto tra sessualità e religione andrebbe meglio precisato)
"Nel tempo che mi rimane spero di non precipitare mai in questa trappola e di poter continuare a testimoniare che la storia è ricca di eventi positivi, talvolta imprevisti e imprevedibili. "
Il seminario del Centro Studi di Pax Christi rilancia una riflessione plurale, libera e laica per riportare al centro del dibattito la ricerca di un'etica universale.
""Nessuno si illuda: non c'è sopravvivenza dell'umanità senza pace mondiale!
Nessuno si illuda: non c'è pace mondiale senza giustizia mondiale!
Nessuno si illuda: non c'è giustizia mondiale senza sincerità e umanità!
Nessuno si illuda: non c'è vera umanità senza convivenza solidale! "
Sono principi su cui possono lavorare cattolici e islamici, scintoisti ed ebrei, animisti e buddisti; ma sono principi, fondamentalmente di tutti e per tutti. Laici."
E' stata presentata ieri la pubblicazione online della rivista «InSchibboleth, idee per un nuovo orizzonte della laicità» (reperibile sul sito www.inschibboleth.org) "La laicità oggi non identifica una parte, bensì la necessità di costruire un'etica condivisa." Alla rivista hanno aderito anche Alberto Melloni e Stefano Ceccanti.
"Zapatero, a detta dei vescovi, è doppiamente colpevole: primo, perché bloccò la riforma della scuola voluta da Aznar, che riconosceva all´ora di religione lo status di materia computabile per la valutazione dell´alunno. E poi per aver varato questa nuova materia obbligatoria nella quale, trattando delle «norme di convivenza», si parlerà del fatto che in Spagna non esiste ormai più un solo tipo di famiglia.

21 giugno 2007

La crescente contrapposizione tra cattolici e laici, secondo il docente di epidemiologia Paolo Vineis, risiede nella radicalizzazione dei presupposti di partenza dei due fronti. La Chiesa, scostandosi dal concilio, proclama un'etica essenzialistica, fatta di verità assolute e immutabili (fa appello a Dio e natura per parlare di valori non negoziabili). La cultura laica tende a ridurre tutto all'utile e al benessere, incapace di dare un solido fondamento all'etica, col prevalere di una prospettiva individualista e con scarsa attenzione alla dimensione sociale. Occorre ricuperare il concetto di limite, non dimenticando il carattere probabilistico della scienza e soprattuto recuperando il senso del sacro o del mistero oltre l'orizzonte dell'utile. Le posizione contrapposte e radicali di assolutismo e di relativismo sono inadeguate a rispondere all'esigenza di etica. Si pensi allo statuto dell'embrione: all'assolutezza della visione cattolica corrisponde una visone del tutto relativista e strumentale. L'individualizzazione è un processo tra cosa e persona: questo significa possibilità di intervento sull'embrione per finalità di alto valore sociale senza ridurre l'embrione a cosa strumentale. (ndr.: tempi cattivi per i costruttori di ponti)
Le deformazioni e gli addomesticamenti della figura di Francesco sono iniziati da subito. A differenza di quanto ha detto il papa ad Assisi il rapporto di Francesco con la chiesa non è stato tranquillo. Non si è posto contro la chiesa, ma il suo comportamento è stato molto difforme dal modo in cui la chiesa del tempo agiva. "La Chiesa del tempo aiuta i poveri, ma non rinuncia ai suoi privilegi di gruppo strutturato. Francesco fa il salto: si mette fra i poveri e diventa povero come loro"
Tutti siamo certi al 100% di vivere in una società molto più minacciosa e violenta di venti anni fa. Invece gli omicidi sono sensibilmente diminuiti. Spaventosa è invece la violenza che colpisce le donne e spesso tra le mura domestiche. L'allarme sicurezza è soprattutto responsabilità dei mezzi di comunicazione (ndr.: per correttezza il rapporto dice che sono diminuiti gli omicidi, ma sono aumentati furti e rapine. Inoltre sarebbe bene evitare non solo l'idealizzazione della famiglia, ma anche la sua demonizzazione.)
Abbiamo fatto tanto per il privilegio di una morte nostra. "Si moriva: si occupava uno spazio breve e decente fra vita e morte, il trapasso e il suo padroneggiamento, lo spegnersi di una candela. " Ora invece si è prolungato l'intervallo tra vita e morte, un'esistenza senza vita, dove non è più possibile il commiato, le ultime parole, le ultime volontà. "Chissà quale superstizione, o quale oltranzismo, vuole vedere nel cosiddetto testamento biologico il sotterfugio dell´eutanasia o del suicidio assistito o di qualche delitto a piacere."
Contrariamente a quanto si afferma circa la crescente religiosità degli Statunitensi, rincorsa dai candidati alla Casa Bianca, è in espansione il fenomeno del nuovo ateismo. La religione è una visione superata e causa di tanti mali. Essere atei è sintomo di sanità mentale. (ndr.: mi piace ricordare quando diceva Norberto Bobbio: "la vera distinzione non è tra credenti e non credenti, ma tra quelli che pensano, cercano e si interrogano e quelli che non pensano, non si interrogano, non hanno dubbi". Gli uni e gli altri si trovano sia tra i sedicenti credenti e sia tra i sedicenti non credenti! Purtroppo la banale irrisione da parte di certi non credenti è speculare al senso di superiorità di certi credenti)

20 giugno 2007

"Vergognarsi del proprio tempo per lavorare a cambiarlo. In questo sta il senso e il succo del lavoro di questo intellettuale generoso e originale (don Milani)".."Se per don Milani la cultura è costruire il sapere con e per chi non sa, e la politica è il contrario dell'egoismo, come stiamo messi oggi? ". "la lezione di don Milani, più che da commemorare, è "semplicemente" da riprendere"
"chi pensa si chiede come si possa parlare di Dio e della fede in lui senza bestemmiare. Altri, invece non hanno dubbi: anche perché il parlar di Dio a braccio - dal pulpito, dalla tv, dalla libreria- rende"..."Hitchens si crede brillante perché trova in una lettura iperfondamentalista della Bibbia contraddizioni «scientifiche», senza rendersi conto che questo modo di ragionare fa contenta solo quella idea rozza e fissista della fede."
"Il sistema politico è certamente in crisi, d'accordo, ma non per questo il progetto di riunificare i cattolici, lavorando sulle sponde per così dire «oltre i poli», risulta ipso facto un'operazione praticabile.". Il partito cattolico c'è già, è Forza Italia. (ndr.: Perché il cattolicesimo deve per forza di cose essere vissuto prevalentemente come moderatismo politico, o come adesione all'ordine esistente? Mounier lamentava che prima della guerra piccoli manifesti ripetessero: "Contro ogni avventura votate cattolico", rimarcando il contrasto con quanto si diceva dei cristiani di Tessalonica: "Costoro mettono sottosopra il mondo".)
"Un decalogo del guidatore che ha come primo comandamento «non uccidere» è contenuto in un documento vaticano di «pastorale della strada» che invita insieme ad allacciare la cintura e a «fare il segno della croce». Il documento tratta anche della prostituzione sostenendo che i «clienti» dovrebbero essere puniti, dei «ragazzi di strada» che vanno cercati «dove si aggregano» e dei senzatetto: si denuncia il fatto che «i poveri non commuovono più»"
"Una battaglia persa in partenza, che ci trova un po' d'accordo."

19 giugno 2007

L'unltimo libro di Zavoli è un caleidoscopico pot-pourri in cui viene riletto - per schegge, frammenti e specifici momenti - mezzo secolo di storia mondiale, dalla guerra del Vietnam all'11 settembre 2001. La questione centrale è il ruolo delle religioni. Per molti religione e libertà sono diventati concetti antitetici, quando invece il Vangelo ha promesso che la verità rende liberi.
"L'islam, in misure diverse, non rispetta la libertà religiosa, o, per essere più preciso: il mondo musulmano - come una volta la cristianità occidentale - non riconosce ai non musulmani gli stessi diritti che riconosce ai musulmani, e non dà al musulmano il diritto di diventare cristiano. " "Questa è la grande sfida per i nostri giuristi: siamo capaci di fondare una società moderna, ove i musulmani vivano con i non musulmani all'ombra di libertà religiose uguali per tutti?"
"Benedetto XVI ha evocato con Bush le «critiche condizioni» delle comunità cristiane in Iraq".."la liquidazione dei cristiani nei Paesi musulmani è un processo recente che ha annullato la presenza del Cristianesimo nelle terre in cui ha avuto origine" "Le Chiese cristiane nei Paesi islamici sono una minoranza senza voce che viene bloccata e distrutta mentre essi sono l'unico punto in cui uno Stato islamico possa differenziarsi dall'Islam." (ndr.: il problema sollevato è vero e altamente drammatico, ma l'analisi lascia perplessi. Non mi sembra che in Iraq i cristiani stessero così male prima della guerra di vciviltà scatenata da Bush)
"La questione in ballo è la sorte dell´insegnamento delle religioni nelle Università italiane a partire dalla religione cristiana. Le religioni giocano oggi (e in futuro) un ruolo fondamentale nella scena mondiale, culturale e politica. Le università debbono assumere un ruolo guida per l´analisi scientifica delle religioni in funzione della società civile. " "Lo stato italiano non può lasciare lo studio delle religioni solo alle facoltà teologiche. " E' insensato accorpare storia del cristianesimo con storia medievale perché " lo studio del cristianesimo non può essere separato da discipline di carattere generale, come storia delle religioni, o filosofia o antropologia culturale. Le religioni vanno studiate in prospettiva pluridisciplinare, storica, letteraria, sociologica, antropologica, giuridica, psicologica." ". Perché non creare un grande unico raggruppamento accademico per lo studio di tutte le religioni, soprattutto Cristianesimo, Ebraismo e Islam? "

18 giugno 2007

le storie, le testimonianze di bambini e ragazzini lavoratori sono state riprese e raccolte in un libro da Sandra Arenal - scrittrice messicana, donna di mille battaglie, impareggiabile «pasionaria» al sevizio dei più deboli - adesso pubblicato in Italia per i tipi della Zoolibri in collaborazione con Arci. Non c'è tempo per giocare, il titolo. "«Alla guerra contro i bambini», sostiene ancora Arenal, nessuno dovrebbe rimanere indifferente. Ma quel che serve per risvegliare le coscienze, era solito dire Don Milani, non è certo la carità pelosa della gente, servono, piuttosto tante «tentazioni». La sacra collera che porta all'indignazione è una di queste, affermava provocatoriamente. Ma non basta. E allora noi, come lui, come il parroco di Barbiana, scegliamo invece quella di obbedire a qualsiasi «tentazione» che possa semplicemente renderli bambini felici."
"Dal Family day la Cei non ricava un partito, ma il soggetto sociale pre-politico di Pezzotta. Da usare all'occorrenza, come l'amicizia con Prodi, Casini o Berlusconi"..."Pezzotta non ci riuscirebbe lo stesso a riunire i cattolici. La Chiesa è oggi il soggetto più policentrico che ci sia in Italia: 25mila parrocchie, grandi associazioni e i movimenti più strani. Metterli insieme è impossibile. E' già tanto che riconoscano un centro nel Papa e chi parla per nome suo. Quando tre-quattro grossi movimenti si erano opposti al Family day, è servita la telefonata di Ruini a nome del Papa per riportali all'obbedienza"..."La prossima battaglia sarà sul testamento biologico, ma è persa in partenza perché la maggioranza degli italiani non vuole più morire soffrendo. E qui la piazza bianca non servirà"
"Io a piazza San Giovanni c'ero sia al Family day che al Gay pride e sabato mi ha fatto male vedere chiuse le porte delle chiese. Sono andato per ascoltare. Il Vangelo va predicato in mezzo alla gente, la Chiesa non deve sentirsi una roccaforte assediata»." "Il Vangelo ci insegna a non temere nulla, neppure le persecuzioni. E dovremmo avere paura del confronto sui Dico? Se la Chiesa si sente cittadella sott'assedio rischia di perdere contatto con la società e scatena reazioni laiciste, mettendo in difficoltà i cattolici impegnati in politica come Rosy Bindi e tanti altri»"
"Ratzinger anche sul tema della pace e di Assisi si pone come continuatore dell'opera di Papa Wojtyla, ma con due punti di correzione, o di interpretazione critica: uno riguardante la figura di Francesco (centralità della fede in Cristo) e un altro il dialogo delle religioni per la pace (Cristo unico mediatore di salvezza). In ambedue i casi - come ha ripetutamente affermato ieri - si tratta di non «amputare» e di non «tacere» la fede cristiana" (ndr.: proprio qui sta il problema del dialogo interreligioso. Se le religioni sono comunque vie di salvezza come conciliare questo con l'unicità del Cristo? Non è un caso che proprio su questi temi vi è stata la massima attività censoria da parte dell'ex Sant'Uffizio, ultimo caso quello di Geffré)
"L'America è una delle nazioni più religiose al mondo, la più religiosa delle nazioni progredite. Dai sondaggi, il 90 per cento degli americani crede in Gesù ...Ma in tema di religione, l'America è anche una delle nazioni più ignoranti al mondo. Lo svela un polemico libro di Stephen Prothero...ha scoperto che l'America non conosce il Cristianesimo. Oltre la metà degli americani non sanno che il Genesi è il primo libro della Bibbia, non riescono a citare cinque dei dieci comandamenti né a nominare uno degli evangelisti, e pensano che a spartire le acque del Mar Rosso fu Cristo, non Mosè. Oltre un terzo è persuaso che Sodoma e Gomorra fossero marito e moglie, non delle città di peccatori, e ignorano che il Sermone della montagna lo pronunciò Gesù. I tre quarti credono che a dire «Sia fatta la luce» fu l'inventore della lampadina Thomas Edison, e il 10 per cento che Giovanna d'Arco fosse la sposa di Noè." (ndr.. l'ignoranza in materia di religione è difusissima anche tra noi. Quando nei quiz televisivi ci sono domande di argomento religioso, anche le più semplici, è rara la risposta corretta)
"Il «Cammino del Che» che verrà presto inaugurato in Bolivia ha molto più a che fare con la devozione religiosa che con la suggestione del tour turistico. " "La «morte di Dio» non ha ucciso la fede, ma l'ha trasferita in nuove credenze, in nuove forme di identificazione religiosa. " (ndr.: Al di là delle apparenze il processo di secolarizzazione continua, sino ad erodere la stessa domanda di senso. Più che di ritorni del sacro ci sono ritorni a forme magico-superstiziose. Barbaglio parlava di ritorno degli dei, dei pontefici, delle liturgie, di forme di sacro spurie. Il sacro biblico è quello degli adoratori in spirito e verità...)
"L´onorificenza concessa dalla Regina Elisabetta a Salman Rushdie solleva le ire di Teheran. A quasi un ventennio dalla fatwa dell´ayatollah Khomeini, che mise all´indice lo scrittore anglo-indiano come apostata per il suo libro «I Versetti satanici», il gesto di Buckingham Palace è interpretato come un esempio delle manovre «pianificate e organizzate» dai Paesi occidentali contro l´Islam."
In questo testo, scritto poco prima dell'ictus che lo ha colpito in aprile, Giuseppe Alberigo ripercorre i suoi incontri con i papi: da Giovanni XXIII a Benedetto XVI, con cui Alberigo ha intrattenuto scambi e corrispondenze per oltre 50 anni
"Un cristiano di Bologna. Fra le molte cose che si possono e si devono ricordare di Pino Alberigo, questa non è seconda a nulla. Storico di prima grandezza ... Alberigo non è stato mai uno di quegli studiosi erranti, portati qua e là dalla ventura accademica, dalla lotta delle ambizioni o peggio ancora dal guadagno. Alberigo è venuto ed è rimasto a Bologna insieme alla moglie Angelina nella laica stabilitas di un cristiano che fa sua la «professione» nello studio."..."Da Bologna la voce d'Alberigo s'è fatta udire nella chiesa italiana e in quella universale in moltissimi dei suoi passaggi più difficili e più esaltanti: dalle lacerazioni degli anni Settanta a quella «lettera dei 63» che denunciava già nel 1989 problemi che oggi tutti sentono, dalla lotta contro la Lex ecclesiae fundamentalis all'impegno per servire il papa nella beatificazione di papa Giovanni, dalla manifesta insofferenza per le forme di imbarbarimento della vita pastorale fino all'ultima campagna per supplicare la Cei di non lanciarsi in nome di un familismo senza vangelo nell'abisso della politicizzazione, dal servizio nel concilio fino all'appunto denso di speranza consegnato lo scorso 7 febbraio all'antico collega e amico divenuto papa che, su richiesta dell'arcivescovo Caffarra, lo ha ricevuto in una udienza affettuosa."
"Giuseppe Alberigo, storico della Chiesa e dei suoi concili, seguace ed erede intellettuale di don Giuseppe Dossetti, come lui animato da una volontà di riforma ecclesiale che non arretra neppure davanti agli anatemi delle gerarchie, è rimasto per decenni là dove il monaco di Monte Sole lo aveva condotto un giorno del 1953: alla guida dell´Istituto di scienze religiose che di Dossetti ora porta il nome"..."Di quel Concilio di speranze e delusioni Alberigo fu dunque il testimone, prima di diventarne il maggiore storiografo. I cinque volumi di studi collettivi da lui coordinati sono apprezzati in tutto il mondo. Un po´ meno in Vaticano. Troppo forte l´accento sulla «discontinuità» del Concilio Vaticano II rispetto alla storia della Chiesa per piacere a una Chiesa che non ama gli strappi. "..."«Partigianeria», «ideologismo» sono accuse che si è sentito ripetere più volte da bocche consacrate e fogli con l´imprimatur. Dell´ «intemperante progressista», invece, se l´è preso dai nuovi atei devoti. Rispose con la sua abituale, placida saggezza: «Le solite patacche»."

17 giugno 2007

"è «lo spirito del Concilio» che impronterà la vita e l'opera di questo intellettuale dolce e intransigente, al punto di sfidare, con ragionamenti di matrice evangelica, la Curia romana e ogni sua manovra di ridimensionamento di quell'evento storico."...
"Ciò che resta, come grande lezione di stile, è quell'intreccio tra fede, ricerca storica e passione civile ". Ha concepito la storia come fede in azione, che aveva come sfondo un giudizio ottimistico sulla natura umana in sintonia coni la cultura dei diritti civili (referndum sul divorzio) e il senso della giustizia incarnato dalla sinistra italiana (oggi più che allargare i diritti individuali è necessario regorane i limiti). Ultimo aspetto è quello della fede adulta, con un cattolicesimo democratico più teso alla'interiorità e alla coscienza che non al proselitismo politico. "Come recuperare il buono e il positivo che pure c'è in questa nuova più temibile postmodernità senza perdere le proprie tradizioni con un'adesione interiore profonda e non solo formale: queste le nuove sfide che dovranno affrontare gli eredi di Alberigo."
"Come è nato l'antisemitismo? Quali le circostanze storiche e culturali che lo hanno favorito e diffuso? Quali le ragioni per cui, nonostante la Shoah, emerge oggi il negazionismo?
Nel panorama affollatissimo di pubblicazioni e analisi su Israele e l'ebraismo, il libro di Giancarlo Elia Valori Antisemitismo Olocausto Negazione. La grande sfida del mondo ebraico nel Ventesimo secolo (pp. 216, e 17), edito da Mondadori, si distingue perché aiuta a trovare le risposte a queste domande. "
L'euroburocrazia respinge al mittente il libro che racconta la verità sui ''Protocolli''. È un volume a fumetti disegnato da un maestro dei comics a stelle e strisce, Will Eisner, aperto da un breve testo firmato da Umberto Eco. In linea col sottotitolo, racconta «La storia segreta dei Protocolli dei Savi di Sion», ovvero il presunto documento - la cui falsità è accertata - che illustra il fantomatico piano degli ebrei per la conquista del mondo.
"A causa del contenuto non può essere dato ai parlamentari". Ignoranza o censura?
"«Più volte - scrive nella postfazione Nicolini, che già si era espresso a favore della regolarizzazione civile delle coppie di fatto - ho avvertito non solo la possibilità, ma anche l'opportunità, che persone che da tanto tempo conosco e stimo come sposi e come padri siano chiamati al ministero presbiterale, che potrebbero esercitare con grande vantaggio per molti»."
"nell´Islam, l´interazione, la coesistenza e il dialogo tra le religioni e le civiltà sono più di una semplice necessità dettata dalla prossimità geografica di nazioni che il nostro mondo moderno rende sempre più vicine. Sono invece un prerequisito per l´autorealizzazione dei veri Musulmani"
"I tempi sembrano propizi per un avvicinamento che rappresenterebbe non soltanto un successo del nuovo Papa, ma anche un passo avanti, se pure indiretto, per la pace nel mondo." "Non pochi motivi di fondo avvicinano oggi più di ieri Roma e Mosca. Fra gli altri l'insistenza sulle radici cristiane dell'Europa e anche l'opposizione, all'interno, sia al relativismo che al laicismo, e, all'esterno, la minaccia dell'islam aggressivo e prepotente"

16 giugno 2007

Alberigo è stato uno dei grandi maestri della ricerca storico-religiosa nel secolo XX. Per Alberigo l'approccio storico non era semplicemente un modo qualsiasi per conoscere il Cristianesimo, ma è il modo necessario: perché per scelta e per natura il Cristianesimo è storia. Con lui - fatta salva la sensibilità del Quirinale che è riuscito in extremis ad onorare la sua figura - l'Italia «colta», la Chiesa delle accademie, le istituzioni per celebrità della cultura, è stata avara solo come è giusto che sia con chi è di un'altra categoria.
"Fino all'ultimo le sue parole sono state accolte con approvazione, sdegno, sarcasmo. Mai sono cadute nell'indifferenza. "
le reazioni alla scomparsa
"Il suo ultimo appello pubblico denunciava "con dolore" la posizione di condanna della Cei sulle coppie di fatto. Un dolore non retorico. L'intellettuale cattolico s'era distinto per altre battaglie politiche, la principale fu quella del '74 dei "cattolici del no" nel referendum abrogativo della legge sul divorzio."
Un'impresa senza uguali quella che ereditò da Dossetti: costruire un centro di studi religiosi laico, non contrapposto alla Chiesa ma neppure subalterno ad essa, in un Paese come l'Italia in cui questo genere di discipline era praticamente monopolio ecclesiastico o affidato a singoli esperti.
«La Chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante energie e fermenti, sta subendo un'immeritata involuzione...». Iniziava così l'accorato appello rivolto ai vescovi a difesa dell'autonomia del laicato nelle scelte politiche lanciato da Giuseppe Alberigo lo scorso febbraio 2007....Un gesto di amore verso la loro Chiesa. Qualche effetto lo ha avuto. È stata questa l'ultima grande e forse dolorosa fatica dello storico bolognese d'adozione, ma lombardo d'origine, formatosi alla scuola di Delio Cantimori, che con Giuseppe Dossetti fondò l'Istituto per le scienze religiose Giovanni XXIII, la scuola bolognese che in tutti questi anni è stata memoria viva del Concilio Vaticano II. "
Con Giuseppe Alberigo scompare uno degli storici che, nell´Italia del secondo dopoguerra, hanno maggiormente contribuito alla crescita e diffusione degli studi di Storia della chiesa e, più in generale, delle Scienze religiose, ma anche un cattolico impegnato e profondamente attento ai complessi processi di trasformazione della cultura e della società e alla loro incidenza sulla vita della Chiesa cattolico-romana."..."Alberigo si è voluto un intellettuale laico nel senso più pieno e nobile del termine, rivendicando, anche in nome del Concilio Vaticano II, la libertà di giudizio e di coscienza del credente: non a caso, era stato il primo firmatario di un significativo appello in questo senso da parte di un nutrito gruppo di cattolici contro le ingerenze del magistero."...", la sua opera è la migliore testimonianza di questa fedeltà a un progetto di vita animato da un atteggiamento spirituale, da un´autocoscienza ecclesiale fortemente ispirata dal vangelo e dalla Bibbia, che si è voluta e si vuole come forma di presenza dei cristiani nella storia, secondo il motto di Alberto Magno caro allo stesso Alberigo, alla ricerca della verità in dulcedine societatis, nella compagnia degli altri uomini e non in contrapposizione con loro. "
"il cardinale Congar a proposito di questo studioso: «Mi ha colpito - mi disse - che potevamo passare un giorno a discutere con lui in un convegno, ma poi lo trovavo con la Bibbia la mattina presto in cappella». Infatti il professor Alberigo è stato, a suo modo, un uomo di fede che ha amato la Chiesa." Alberigo ha avuto un ruolo notevole al Vaticano II nel quadro del lavoro dell'«officina bolognese», guidata da don Giuseppe Dossetti e in sintonia con il cardinale Lercaro, arcivescovo di Bologna. A quella stagione risalgono le sue relazioni con Congar, Chenu, ma anche con Joseph Ratzinger, con il migliore pensiero teologico europeo. "Alberigo era però una storico rigoroso, che aveva assorbito l'insegnamento storiografico di Delio Cantimori (di cui era stato assistente) e di Hubert Jedin. La sua attenzione si era concentrata sul governo della Chiesa e le sue istituzioni, sui Concili e la loro storia. "..."La figura paradigmatica del sentire tra grande storia e riforma nel presente gli era apparsa proprio papa Giovanni, a cui ha dedicato tanti studi e la cui beatificazione auspicava fin dai tempi del Concilio." Importantissimo è stato il suo contributo alla cultura italiana "al risveglio dell'interesse per gli studi storici della Chiesa, del cristianesimo, della storia della teologia e in senso lato delle tematiche religiose."
Ha avuto una forte passione per la riforma della Chiesa e ha cercato con il suo lavoro di costituire le basi per attuarla. Questo è visibile nella più grande opera che Alberigo ha diretto e su cui è stato maggiormente impegnato il suo gruppo bolognese: una storia del Concilio Vaticano II in cinque volumi e tradotta in numerose lingue. "In momenti decisivi della storia ecclesiale italiana, Alberigo non ha mancato di far sentire alta la sua voce, richiamando i valori della laicità, del pluralismo religioso e della corresponsabilità nella Chiesa. "
"non c'è dubbio che proprio la linea interpretativa portata avanti dall'«officina bolognese» di Dossetti e Alberigo, che vede nel Vaticano II un evento epocale di rottura nella storia della Chiesa, una specie di Costituente mai chiusa, risulta vincente dal punto di vista accademico e più in generale culturale e mediatico."... "Si deve a lui, e alla sua scuola, la creazione del mito di Giovanni XXIII come campione del progressismo cattolico."..."La simpatia per Roncalli si accompagna a una certa diffidenza per il suo successore ...La scuola bolognese imputa a Paolo VI di avere in qualche modo affossato le spinte e le aperture del Concilio, di avergli tarpato le ali, di essersi chiuso sotto la spinta predominante dell'ala conservatrice della Curia."
"Alberigo è stato un uomo "retto e di grande spiritualità"... l'idea centrale è che il Concilio Vaticano II ha costituito una rottura con i precedenti concilii, e che soprattutto non si è concluso, ma è anzi da considerare un concilio aperto (ndr.: Cossiga ironizza sull'espressione "cattolico adulto"...essere cattolici significa abdicare alle responsabilità della prorpria coscienza?)
"Se oggi potessi essere a Roma andrei al Gay Pride." "Ci andrei perché, da cittadino italiano, riconosco nei diritti degli omosessuali i miei stessi diritti, e nell'isolamento politico degli omosessuali il mio stesso isolamento politico." "Ci andrei perché ho il fondato timore che la nuova casa comune dei democratici, il Pd, nasca mettendo tra parentesi questo principio pur di non scontentare la sua componente clericale (non cattolica: clericale. I cattolici sono tutt'altra cosa)."
"Nessun eterosessuale ha potuto misurare, nel suo intimo, la violenza di sentirsi definire "contro natura". Chi si sente minacciato dall'omosessualità non ha ben chiaro il concetto di libertà."

15 giugno 2007

Nella scuola di Barbiana nascono le «lettere » che saranno il genere d'eccellenza di don Milani e il banco di prova dell'autoritarismo democratico della sua utopia pedagogica attraverso la scrittura collettiva. L'obbedienza non è più una virtù e Lettera a una professoressa, u"sate come profezie del Sessantotto o come piedistallo del bla-bla pedagogico, quelle epistole marcano ben altro. Sono il confine su cui si consuma il paradosso di cui don Lorenzo è specchio: quello di una scuola nella quale il maestro «ami i ragazzi fino all'osso» e li rispetti lottando con l'amor di Dio. «Eccoti dunque il mio pensiero: la scuola non può essere che aconfessionale e non può essere fatta che da un cattolico e non può essere fatta che per amore (cioè non dallo Stato)»."
Che dalle forme più elemntari e sempli si passia quelle più differenziate e complesse tramite il princio della selzione è quanto Darwin ha scoperto ed appartiene alla descrizione dei fenomeni. Mentre invece la selezione intesa come guerra di natura per l'esistenza (lotta di tutti contro tutti) appartiene all'interpretazione, condizionata dalla cultura inglese del tempo. Sarebbe ingenuo poi sostenere che l'essere umano sarebbe il coronamento dell'evoluzione: per l'uomo ci può essere o la rovina o il perfezionamento. Nella visione cristiana l'uomo è orientato verso una vita superiore. "Il futuro della vita personale, della storia umana e della storia naturale è già ricco di stimoli per lo sviluppo, il progresso e la trasformazione, affinché il mondo divenga ciò che deve essere: la creazione eterna di Dio e il regno della Sua magnificenza"
Scienza e teologia restano su due piani diversi: «oggettivo-descrittivo» il primo, «paradigma di una promessa, dell'attesa di un regno che è da venire» il secondo. Ma per il teologo tedesco sono discorsi integrabili ed anche il paradigma darwiniano è figlio della sua storicità.
Giovanni Mapelli, persona omosessuale. è stato consacrato vescovo della chiesa ortodossa. Ha parole dure nei coinfronti della chiesa cattolica: "è l'ennesima conferma che la chiesa di Cristo e quella di Ratzinger sono agli antipodi. Da una parte una chiesa che è ascolto e riflessione, dall'altra una chiesa giudicatrice e oppressiva. Invece del cuore la chiesa di Benedetto XVI ha posto al suo centro una pietra"
"ad offrire un'autorevole sponda Oltretevere al fronte anti-ddl Marino è «Civiltà cattolica» (le cui bozze vengono riviste dalla Segreteria di Stato vaticana). La prestigiosa rivista invoca una mobilitazione per il rispetto della sacralità della vita. I gesuiti suggeriscono che vengano organizzate manifestazioni di massa dei cattolici sull'esempio del Family Day." (ndr.: Marino difende la morte?)
"anche l'obiettivo del testamento biologico, dopo quello della tutela giuridica delle coppie di fatto, sta per essere archiviato in silenzio dal centrosinistra. Il nodo del testamento biologico è di enorme valore, perché ognuno di noi dovrà prima o poi fare i conti con la fine naturale della vita e con i limiti che vorrà porre all'azione dei medici. Ebbene, ciò che sta accadendo in questi giorni in Senato è l'archiviazione di fatto di ogni possibilità di ottenere entro questa legislatura una legge che ci metta in condizione di decidere con dignità i trattamenti a cui saremo sottoposti in prossimità della fine. Si tratta di qualcosa di profondamente diverso sia dall'eutanasia che dal suicidio assistito, configurandosi piuttosto come un'estensione del diritto all'autodeterminazione nella scelta delle cure "..."ma certo è che i diritti civili si avviano a scomparire definitivamente dall'agenda di un governo sempre più debole e affaticato"
"Quando si scriverà la storia dell'ecumenismo in Italia, non si potrà non assegnare un posto di rilievo a don Luigi Sartori. Credo che egli possa essere considerato il maggior teologo cattolico in campo ecumenico finora apparso sul palcoscenico italiano. Anche per l'amicizia che ci univa, mi è grato rendere omaggio alla memoria di Luigi Sartori, amato fratello in Cristo e maestro comune del popolo ecumenico d'Italia."
"la lezione di Sartori ha decisamente contribuito a sprovincializzare la teologia italiana, nel solco e nella sintonia più vera con il magistero del concilio Vaticano II"
"Sartori è stato teologo di cerniera più che di frontiera"..."la vocazione teologica di Sartori si è concretizzata nel contatto accogliente e comunicativo con persone, comunità, gruppi, più che nello studio paziente in biblioteca"

14 giugno 2007

"La questione del velo islamico «traduce una spinta teocratica su vasta scala, un espansionismo senza direzione unica, senza un progetto segreto e senza espressa volontà di nuocere» che finisce però «con l'imbattersi in universi secolarizzati e vulnerabili"... "tutt'oggi la Repubblica «si è rivelata la forma migliore di organizzazione, in grado di proteggere questo lascito sacro che potremmo chiamare, a seconda dei punti di vista, sovranità della coscienza, libertà della persona, o diritti dell'uomo"
  • Democrazia senza sacro intervista a Julien Ries a cura di Alessandro Torno in Corriere della Sera del 14 giugno 2007
"Ogni forma politica ha bisogno di sacro - dimensione dell'uomo che entra continuamente nel gioco della storia - o sparisce. E chi tende a escluderlo si illude, perché lo trasforma. Non possiamo vivere senza riti, senza simboli e senza miti, così come non riusciamo senza gli altri. Ogni partito politico è simile a una piccola Chiesa" ..."La democrazia, per realizzarsi, tende a eliminare il sacro. O meglio, si potrebbe dire che questa nobile forma di governo è un tentativo di sostituirlo con idee e progetti che mirano al bene comune. Ma, così facendo, la storia insegna che può creare un vuoto, il quale - lo ripeto - si colma con altre forme (a volte imprevedibili) di sacro"
"Scene da macelleria messicana", ha detto testualmente il vicequestore Fournier aggiungendo che, in passato, aveva preferito tacere su quanto aveva visto per "spirito di appartenenza"..."lo spirito di appartenenza del vicequestore è perfino più forte di quanto egli stesso potesse supporre: tanto forte da spingerlo, oggi, a raccontare una verità che fa onore a lui e restituisce onore e logica al senso stesso del difficile lavoro delle forze dell´ordine di un Paese democratico." (ndr.:La difesa del gruppo di appartenenza, del clan, dell'istituzione anche se a danno di altre persone, è un comportamento molto diffuso, a volte anche nella chiesa cattolica)
Di fronte al cambio di rotta di Amnesty sull'interruzione della gravidanza il Vaticano annuncia la sospensione di fondi, anche da parte di associazioni cattoliche e singoli cattolici. I responsabili di Amnesty sostengono di non aderire a politiche abortiste ma vogliono tutelare la salute della donna in caso di violenze sessuali. (ndr.: quanto è difficle il passaggio dalla difesa di astratti principi alla difesa delle persone concrete, soprattutto quando si è in presenza di un conflitto tra valori! Sono sempre stupito poi quando dall'alto si stabilisce non solo quello che farà l'istituzione, ma anche quello che faranno i singoli credenti. Sempre eterodiretti?)

13 giugno 2007

Occorre distinguere tre concetti fondamentali: l'autodeterminazione nella scelta delle cure (qualsiasi cittadino ha il diritto di essere informato sulle terapie cui può venire sottoposto e di dare o non dare il proprio assenso); l'eutanasia o suicidio assistito (somministrazione di un veleno che ferma istantaneamente il cuore e uccide la persona.); il testamento biologico (dà indicazioni su quello che il paziente vorrebbe fare per quanto riguarda la scelta delle cure). I punti controversi sono due: cosa fare in caso di conflitto medici-familiari e le cure palliative.
I cristiani nei paesi arabi sono perseguitati e costretti all'esodo, dall'Iraq, alla Palestina, al Suda, all'Egitto, al Libano. Di qui la proposta di una manifestazione (ndr.: giusta la denuncia, più problematica l'analisi fatta e la proposta indicata. Ad es. se si dice che la situazione più tragica è quella dei cristiani iraqeni e che il problema non sarà risolto finché non ci sarà la pace, la reponsabilità dell'attuale situazione non è solo dei fanatici estremisti musulmani, ma anche di quella parte dell'occidente che ha scatenato la guerra. Inoltre perché parlare di città sante cristiane e non di città sante, come Gerusalemme, per tutte le religioni monoteistiche? L'impostazione ambigua del discorso pesa sulla lodevole intenzione...)

12 giugno 2007

Nel nome di Dio è storicamente e statisticamente più frequente che ci si ammazzi e ci si stermini reciprocamente anziché aiutarsi solidalmente a vicenda. Hitchens sostiene che le religioni sono (tutte: dall'ebraismo al cristianesimo, dall'islamismo all'induismo, dal buddismo agli effluvi New Age) menzogne, menzogne che hanno fatto e continuano a fare molto male al mondo e alle singole persone. (ndr.: per parlare più seriamente del libro occorrerebbe averlo letto. Si può solo valutare la recensione e occorre dire che la cultura religiosa dei giornalisti italiani è davvero mediamente di basso profilo. Occorrerebbe saper conntestualizzare i testi per capirli, saper distinguere tra messaggio religioso e dato culturale. Detto questo il problema del rapporto tra violenza e religione esiste davvero, tenendo conto però che se è vero che la religione, o la verità che si pone come assoluto, genera violenza, è altrettanto vero che l'assenza di religione non elimina la violenza, anzi, soprattutto nelle giovani generazioni, è diffusa una violenza che nasce dalla mancanza di verità. Il problema è molto più complicato. Infine un'ultima annotazione sul provincialismo esterofilo di molti: in Italia un biblista di grande valore come Giuseppe Barbaglio, recentemente scomparso, aveva pubblicato un bel libro proprio sulla violenza nelle scritture ebraiche e cristiane, lontano da qualsiasi maldestra difesa di ufficio: "Dio violento? Lettura delle scritture ebraiche e cristiane", Cittadella Editrice. Ne raccomandiamo vivamente la lettura, eventualmente nella più breve versione apparsa recentemente in un piccolo libro edito da Pazzini "Amore e violenza. il Dio bifronte.")
Paradosso delle religioni: insegnano a ritenersi spregevoli, miserabili e peccatori e insieme ad essere estremamente egocentrici e presuntuosi. (ndr.: che ci siamo persone religiose che corrispondano alla descrizione è vero, molto meno vero che quello sia la conseguenza di un'esperienza religiosa autenticamente vissuta. Proprio chi percepisce Dio come unico Signore, dovrebbe essere indotto a non essere né padrone né schiavo di nessuno, a non farsi signore degli altri e a non fare degli altri dei signori!)
È indubbio che il Corano, e altri testi religiosi contengano dei passi violenti sul destino dei non credenti. Ma sono le parole del Corano il motivo principale della violenza politica in Medio Oriente e in Europa, violenza che viene perpetrata in nome della fede? . I terroristi musulmani sicuramente usano il Corano a giustificazione delle loro azioni omicide, ma le ragioni effettive della loro guerra santa sono politiche, non teologiche. Chi vuole mettere al bando parti del Corano o di altri testi religiosi commette l'errore di non sape contestualizzare il testo scritto.

11 giugno 2007

"Il diritto alla vita - scrive il magistrato nelle motivazioni del provvedimento con cui ha respinto per la seconda volta la richiesta di archiviazione del pm Gustavo De Marinis - «nella sua sacralità, inviolabilità ed indisponibilità» costituisce un «limite per tutti gli altri diritti posti a tutela della dignità umana»." (ndr.: dopo i Dico il testamento biologico sarà il nuovo tema caldo. Purtroppo le premesse non sono quelle di un dialogo-confronto serio ma quelle della contrapposizione e della prova muscolare. A proposito di Welby, perché i giornalisti di Avvenire perché non leggono quanto si scrive anche in pubblicazioni cattoliche, come la rivista Aggiornamenti sociali, in cui si ipotizza che la richiesta di Welby di sospendere la terapia debba essere considerata non eutanasia ma rifiuto di accanimento terapeutico? Si veda nel blog di Christian Albini " Welby: se non fosse eutanasia?" http://sperarepertutti.blog.lastampa.it/sperare_per_tutti/2007/05/index.html)
  • La Bibbia in tutte le scuole di Giuseppe Platone in Riforma n. 22 del 11 giugno 2007 (Settimanale delle Chiese Evangeliche Battiste, Metodiste e Valdesi)
La proposta presentata da «Biblia» al Ministro della Pubblica Istruzione. Una petizione con diecimila firme per introdurre il «grande codice» dell'umanità tra i libri di testo in un'Italia molto religiosa e superstiziosa che ignora i racconti biblici. "Le nuove generazioni, per vivere consapevolmente in una società multietnica e multireligiosa, hanno bisogno di conoscere e di capire la realtà e la complessità del fenomeno religioso: conoscere e capire è insieme la condizione di una pacifica convivenza e di una matura consapevolezza della propria identità"
"Coloro che in Italia - politici, magistrati e amministratori pubblici - sono propensi a legittimare il velo islamico attribuendogli il valore di simbolo religioso o in ogni caso considerandolo una libertà individuale, sappiano che nei Paesi musulmani esso è l'emblema del potere degli estremisti islamici e il parametro che registra il livello del loro controllo sociale tramite la repressione femminile."
don Milani è davvero un personaggio unico, irripetibile e inconfondibile (ndr.: perché "il nostro tempo" non ha uguale coraggio nell'affrontare temi di oggi, quelli in particolare dell'etica privata? Devono passare quarant'anni per essere audaci?)
tre novità su don Milani: 1) l'attenzione alla sua morte; 2)non fu una conversione repentina; 3) il rapporto con la chiesa
Dio aveva trovato in don Milani un testimone straordinario, capace di saldare il Cielo e la Terra, il Vangelo e la giustizia sociale, l'essere cristiani e l'essere cittadini in questo mondo e per questo mondo.
"Il sacerdote fiorentino non fu, né mai ambì ad essere, un pedagogista o un sociologo o un politico dell'istruzione. ... Dalle pagine dei suoi scritti...emerge senza ombra di dubbio che egli fu prima di tutto e soprattutto un prete che pose al centro della propria azione pastorale il problema di come annunciare il Vangelo in modo non rituale o semplicemente devozionalistico, ma sostanziale e cioè in grado di entrare nelle coscienze, di essere capito e assimilato anche dalle persone più semplici e meno provviste di strumenti culturali....Se si vuole rendere giustizia intorno a ciò che ha detto e fatto e prolungarne l'insegnamento bisogna riproporre don Milani nella sua originalità e autenticità: un prete al servizio dei poveri impegnato a trovare le vie più idonee per renderli consapevoli e partecipi della suprema Parola." (ndr.: in questo bel ritratto sarebbe stato opportuno sottolineare anche un altro aspetto, quello della sua laicità, nel senso che non ha mai voluto strumentalizzare scuola o cultura per catturare persone alla chiesa. Propio a Calenzano, dove istituì la prima scuola serale per i figli della povera gente, staccò dal muro il crocifisso e lo mise nel cassetto)

10 giugno 2007

Due eventi hanno fatto convergere l'attenzione su aspetti contenutistici dei programmi di studio: il credito scolastico per chi frequenta l'insegnamento della religione cattolica (crescerà la complicazione con la maggiore presenza di studenti di altre culture e tradizioni religiose) e la proposta (fatta da Biblia) di una maggiore presenza della Bibbia nella formazione culturale di ogni studente. "la sapienza biblica è un patrimonio che non può e non deve essere lasciato solo a chi vi presta la propria fede perché - al di là del considerarlo o meno di origine divina - è un tesoro umano di cui non abbiamo diritto di privare le generazioni a noi posteriori."
il contenzioso tra chiesa e stato va sempre a concentrarsi nel confine fra la vita e la morte (aborto e eutanasia, ma coinvolge anche impropriamente il testamento biologico. La discussione è sulle cure e sull'accanimento terapeutico. Invece si paventa la contiguità con l'eutanasia..
Nelle società moderne il vero terreno di innovazione è quello della cittadinanza, intesa come costruzione di una nuova etica delle opportunità per tante e tanti. Alla politica spetta delineare grandi orizzonti. "Ma è chiaro che questo terreno, prima di altri, chiama in causa proprio i cattolici. Non c'è alcun dubbio sul fatto la scelta della Chiesa di Ratzinger sia quella di una deriva che poco concede alla mediazione, che ha resuscitato conflitti che credevamo superati. Anzi, è la tentazione di affermare che il collante che tiene insieme l'Italia sia proprio il cattolicesimo: una scelta che sgretola l'opportunità di condurre il nostro paese ad una maturità nell'affrontare la modernità." ... "E ritengo sia giusto che ora (i cattolici) trovino anche il coraggio di dissentire da chi pensa che il collante dell'Italia sia una religione e non invece una nuova religiosità civile, da costruire con il contributo di tanti."
"Sta di fatto che i tempi del 2003, quando alla Casa Bianca il Vaticano, contrario alla guerra in Iraq, destava più di un grattacapo, sembrano ormai lettera morta."
"Dalla visita a Roma di Bush la comunità di Sant'Egidio ha ricevuto una specie di autorevolissima e solenne legittimazione. Una sorta di documento ufficiale con il quale il Vaticano investe la comunità a rappresentarlo e con il quale il mondo ne riconosce la rappresentanza ufficiale."... "Chiunque entra in politica, anche se in nome di una chiesa, deve scendere dal cielo per prendere posizione, rinunciando, volta per volta, alla comodità dell'universalismo."
La chiesa pentecostale (born again) si sta rapidamente diffondendo in Uganda. Ad eccezione del quindici per cento della popolazione rappresentato da musulmani (come Amin, che si era convertito), la maggior parte degli ugandesi sono cattolici o protestanti. "Avevo visto soprattutto poveri offrire somme che parevano consistenti a un uomo che ostentava la propria ricchezza e prometteva loro che avrebbero potuto essere come lui e che più avessero dato, prima lo sarebbero divenuti"

9 giugno 2007

La dichiarazione Nostra aetate proponeva "una certa etica del dialogo con le altre religioni" senza però fornire un fondamento teologico che giustificasse chiaramente il dialogo incoraggiato dalla Chiesa. La teologia del compimento è insufficiente (le religioni non cristiane giocano il ruolo di "preparazione evangelica"), non tiene conto dell "l'alterità delle altre tradizioni religiose nelle loro differenze irriducibili". Di qui la prospettiva del pluralismo religioso, distinguendo tra universalità del mistero di Cristo e universalità relativa del cristianesimo.
La Cei e le associazioni ecclesiali hanno mutuato, per il Family day, le tecniche dei pannelliani: campagne martellanti e incentrate sui valori. Un protagonismo diretto che candida la chiesa a ispiratrice dello schieramento conservatore. "la chiesa militante, come spesso accade ai partiti d'opinione, riempirà i telegiornali e le piazze, scoprendosi, poi, rimpicciolita."
In prospettiva ecumenica è sempre bene saper ascoltare il punto di vista dei cristiani non cattolici. L'articolo illustra a grandi linee la storia del celibato connesso al ministero sacerdotale nella chiesa cattolica di rito latino e presenta la posizione dei protestanti. E conclude con questa valutazione: "il celibato è possibile come scelta di vita cristiana, ma riguarda ogni cristiano e non c'entra con la questione del ministero. Il celibato come legge imposta al clero è invece, secondo me, semplicemente iniqua e priva di fondamento evangelico. «Ciascuno ha il suo proprio dono da Dio» dice l'apostolo Paolo. Quello che conta, alla fine, non è essere celibi o sposati, ma come lo si è. È sul «come» che tutto si decide."
"È una prassi interrompere i trattamenti su un malato terminale che decide di non prolungare inutili sofferenze. Non significa uccidere ma assecondare il cammino verso una fine naturale. Altrettanto inaccettabile, sostiene il chirurgo prestato alla politica, è obbligare il paziente a subire l'impiego di tecnologie che gli salverebbero o prolungherebbero una vita già segnata: «Per questo sono convinto che Welby avesse diritto a chiedere di essere lasciato morire»" (ndr.: il titolo è fuorviante. Marino si dice contrario sia all'accanimento teurapeutico che all'eutanasia)
Lo stesso Paolo VI utilizzò la distinzione tra concili ecumenici e concili generali. "Un Paolo VI sospettato in materia di «tradizione cattolica» per un anonimo decreto dell'Osservatore Romano non s'era ancora visto..."
"Attraverso il quotidiano dei vescovi italiani si è provveduto a un fuoco di sbarramento: evidentemente nel fortino arroccato attorno alla beatificazione in corso di Pio XII è divampato il timore che il libro (di Emma Fattorini) fornisse munizioni e argomenti allo schieramento anti-pacelliano. Il libro "coglie l'evoluzione che prende posto nell'ultimo biennio della vita di papa Ratti, non «un'illuminazione improvvisa, ma l'esito di un percorso spirituale che matura nella malattia e che si scontra con la cocente delusione per quel conservatorismo fascista che aveva sperato fosse alleato generoso»"
"Se c'è una vittima della cultura violenta della contrapposizione è la separazione tra sacro e profano nell'educazione. La lezione di religione o di catechismo separata dalle altre discipline e dalla scuola della vita è una delle più grandi violenze che si possono fare alle coscienze in formazione."

8 giugno 2007

La posta in gioco non è tanto la Chiesa, o la sequela di Cristo, ma la fede in Dio. Gesù è la rivelazione del Padre ed è centrale considerare Gesù a partire dalla sua comunione con il Padre. La storia appartiene essenzialmente alla fede cristiana: importanza della storicità di Gesù. Il metodo storico critico non è sufficiente perché non perviene spesso a conclusioni certe. I racconti evangelici non consentono spesso di conoscere la successione dei fatti, perché maggiormente interessati a mostrare il messaggio di salvezza. Per cogliere questo è necessario aprirsi all'azione dell Spirito. Contrariamente a quanto ritengono molti studiosi il vangelo di Giovanni trasmette correttamente i contenuti dei discorsi di Gesù. Ma se lo Spirito continua a guidarci alla verità tutta intera non può voler dire che le riflessioni dei seguaci di Gesù possono essere oggetto di ulteriore purificazione? Inoltre occorre saper testimoniare la verità del Vangelo anche a chi non è credente che pretende che si tenga conto delle conclusioni storico crtiche.
Per quanto riguarda la formula "Figlio di Dio" e la consapevolezza che Gesù aveva della sua condizione filiaie occorre anzitutto sottolineare che ci sono modi diversi di descrivere il Gesù della storia: "o si assume l'interpretazione che ne danno le comunità dei suoi discepoli riportata nel N.T., o si cerca di delineare lo sviluppo della riflessione nei decenni successivi alla morte di Gesù in modo da risalire agli eventi come sono stati vissuti da Gesù e interpretati dai suoi discepoli. Ratzinger sceglie il primo metodo. Vi sono benefici notevoli per i credenti in questa scelta, ma vi sono anche molti limiti." L'espressione "Figlio di Dio" ha nella bibbia vari significati e ci sono varie fasi di consapevolezza del suo rapporto con il Padre. Per Ratzinger non c'è questa evoluzione: la vera conoscenza di Dio presuppone l'unità ontologica con Dio. Non vi è traccia del cammino di cui parla Luca "cresceva in sapienza e grazia presso Dio e presso gli uomini". Non ha rilevanza la distinzione tra natura umana e natura divina, affermata dai concili. "In Gesù quindi la coscienza filiale, le dinamiche della fede, le ragioni dell'angoscia, le gioie della preghiera si svolgono nel tempo e dovrebbero essere individuate nel loro divenire proprio per alimentare quell'intima «amicizia con Gesù, da cui tutto dipende». Altrimenti essa «minaccia di annaspare nel vuoto» (p. 8). A questo fine, la scelta di Ratzinger non sembra aiutare tanto quanto invece aiutano le rigorose recenti letture storiche del Vangelo."
"Ieri (Bagnasco) si parlava di "sana laicità", oggi di "veri diritti". In questo modo, uno dei due dialoganti si attribuisce il potere di stabilire le "condizioni d´entrata" dell´interlocutore. Ma non ci sono "veri" diritti individuali, che qualcuno pretende di definire unilateralmente. Vi sono i diritti riconosciuti dalla Costituzione, e basta. "
Fra Ds e Margherita non c'è stata fusione culturale. Il nuovo partito resta un nome e il presidente l'unica garanzia della sua esistenza. Forse, non per gli elettori.
Dopo l'articolo di Magi Allam sulla diffusione in Italia di un libro "Atlante della creazione" che rifiuta l'evoluzionismo scritto da um musulmano, è entervenuta la Digos a ritirare il libro. Ma gli attacchi alla teroria evoluzionistica non seno specifici dell'Islam, anche in alcuni settori del cristianesimo esistono posizioni analoghe.
"Suscita una qualche sorpresa una nota anonima de L´Osservatore Romano del 3 giugno scorso, «Sulla pubblicazione dei "Conciliorum Oecumenicorum Generaliumque Decreta" curata dal Prof. Giuseppe Alberigo». Il riferimento è al primo volume di un´opera uscita per i tipi di Brepols, a Turnhout in Belgio nel 2006. Si tratta del rifacimento della raccolta dei decreti dei concili ecumenici, curata dall´Istituto per le Scienze religiose di Bologna, con la duplice variante del titolo e dei contenuti: del titolo, perché adesso si parla di concili ecumenici e «generali»; dei contenuti, perché, sulla base delle ricerche storiche sempre in progress, vengono inserite decisioni di concili non contenute nella precedente edizione che risaliva al 1973" ... "La sorpresa è ad un tempo suscitata sia dallo stile che dal contenuto della nota. Dallo stile perché la nota attacca duramente una persona che attualmente si trova in coma sul letto di un ospedale. Ma lo stile, come diceva Buffon, è l´uomo ed evidentemente l´Anonimo è l´uomo che è e nessuno può pretendere che cambi."
L´arcivescovo emerito di Firenze: sarebbe bello che dal Vaticano arrivasse una parola definitiva. "Fu un sacerdote forte un vero profeta sul piano didattico"
A quarant´anni dalla morte del priore vige ancora la condanna della Chiesa contro il testo "Esperienze pastorali"
Il 26 giugno sarà commemorato dal cardinale di Firenze Ennio Antonelli quasi un risarcimento post mortem
Una Fondazione cura la salvaguardia della vecchia sede della scuola. "Ma questo luogo non diventerà mai un museo"
E' ora evidente che il Family Day, più ancora che una battaglia per la famiglia, è stata una operazione politica volta a impedire la nascita di un'aggregazione politica forte, basata esplicitamente su una contaminazione di culture. Contro la presenza dei cattolici nel Partito Democratico.
Questo nuovo soggetto politico in difesa dei valori "cristiani" si limiterà a difendere la famiglia o anche a intervenire sui gravi problemi sociali, come lotta all'illegalità, alla corruzione, alla criminalità, della crescita di un nuovo senso dello Stato, del superamento di un competitività esasperata nella vita sociale, delle nuove sfide del lavoro e della politica internazionale, della stessa crisi della democrazia, non solo in termini di testimonianza, ma in termini di azione pubblica e politica conseguente e efficace? "il futuro della testimonianza cattolica, nel tempo della secolarizzazione e della globalizzazione, si gioca in un impegno laico per la crescita di una cultura politica che unisca e non divida di fronte alle sfide del nostro tempo."
"Con la nascita del Pd finisce la storia dei partiti cattolici perché in esso i Popolari hanno rinunciato alla propria identità, scegliendo invece il meticciato. Io non amo la contaminazione perché a volte ci si infetta".. "C'è in loro un ethos popolare, laico ma profondamente impregnato di cristianesimo, che non può essere offeso con leggi come quella sulla libertà religiosa o sul testamento biologico " (ndr.: ma l'essere credenti non significa abbattere tutti i muri di divisione? Il meticciato non è forse proprio la caratteristica dei credenti? la nostra identità non muta continuamente a contatto con le altre?)

7 giugno 2007

Le cifre sostenute da Odifreddi sui casi di preti pedofili sono scorrette. (ndr.: Quando la prospettiva con cui si parla è quella dell'irrisione e del discredito le barriere si fanno più spesse e il vero dialogo langue. Ricordo quando in un recente passato noi credenti ritenevamo gli atei come persone o di debole intelligenza o depravate moralmente... Con il Vaticano II l'aria è cambiata. Oggi purtroppo soffia un forte vento anticonciliare...)
Intervista a Mario Giro,esponente storico della comunità che sabato incontrerà Bush a Trastevere. Tema del colloquio la richiesta Usa di mediazione nel Darfur? «Parleremo di Aids e di anagrafe dei banbini africani»
"Non sembra forse una mossa astuta di Bush per attirarsi qualche simpatia in più nel mondo cattolico? D'altra parte anche la comunità di Riccardi sembra aver colto la palla al balzo per finire sotto i riflettori di tutto il mondo, mettendo magari da parte per un po', per non imbarazzare l'illustre ospite, la campagna per l'abolizione della pena di morte di cui è fervente sostenitrice."
Sull'uso strumentale della religione
"tutto il bene possibile è stare fuori dalla realtà, fuori dallo schifo, dalle guerre, dalla miseria, dalla sconfitta. I soldi sono come Dio e come l´arte, anche meglio. Portano in fretta altrove. E io voglio stare lassù, felice e indifferente" (ndr.: pur evitando indebite generalizzazioni - i giovani non sono tutti così - si direbbe che abbiamo rubato la speranza a tanti di loro)
"Il vero significato dell´Apocalisse non si identifica con la profezia su qualcosa che deve compiersi. La venuta del Figlio dell´Uomo è stata, è, continua a essere. La presenza di Cristo è fino alla fine del mondo"..."dobbiamo essere sempre preparati. In ogni istante è il tempo ultimo, e la nostra vita deve essere costantemente di fronte ad esso. In questo senso, il tempo è sempre compiuto, e in ogni momento dobbiamo responsabilmente render conto di noi."

6 giugno 2007

Dei ragazzini normali hanno imparato a usare come insulto la parola ebreo. "Siamo di fronte a un abisso di ignoranza di una generazione che ha tra i 13 e i 17 anni che non si riesce neppure a immaginare."
Una buona legge sul testamento biologico deve: 1) essere un'estensione del consenso informato nel momento in cui non si è più in grado di darlo 2) vincolante per il medico 3) su qualsiasi intervento non voluto 4) con procedure snelle 5) stilato anche quando si è sani. (ndr.: Dopo i Dico il testamento biologico. Speriamo non prevalga lo scontro e la forza dei numeri, ma il dialogo serrato per cercare ciò in cui tutti possano convenire)
La «leggenda nera» - ha sostenuto il cardinale Bertone- pretende di «ridurre il pontificato pacelliano ai presunti silenzi», oscurando lo «straordinario magistero» che lo caratterizza e che fa di papa Pacelli un «precursore del Vaticano II». (ndr.: ma il Vaticano II non è stato forse una svolta nel modo in cui la chiesa percepisce se stessa e i rapporti con il mondo, nel modo di intendere i rapporti con le altre confessioni cristiane, le altre religioni e l'umanità intera?...)

5 giugno 2007

"Darwin, dunque, è sotto attacco in Occidente, prima ancora che nel mondo islamico. Ed ha tra i suoi autorevoli avversari più o meno esplicitamente dichiarati sia la massima autorità politica dell'Occidente, il Presidente degli Stati Uniti d'America, sia la massima autorità religiosa, il Papa di Roma."
"L'Atlante della Creazione di Harun Yahya, alias Adnan Oktar, diffuso gratuitamente nelle scuole d'Europa non è dunque pericoloso perché costituisce un subdolo attacco islamico alla cultura dell'Occidente. È pericoloso perché, al contrario, è espressione di un pensiero antiscientifico che appare sempre più trasversale a diverse religioni. "
"L'Islam, come le altre religioni, si presta a interpretazioni diverse. Il concetto di eguaglianza non è affatto negato dal Corano" "Le tesi della scrittrice di origine somala Hirsi Ali sono pericolose, reazionarie e identiche a quelle delle dittature islamiche che dice di aborrire. La signorina Ali sostiene che, per qualsiasi azione intrapresa da governi non democratici in Iran e Arabia Saudita, la colpa ricade sull'Islam. È la stessa identica tesi di quei regimi. Che si difendono dalle accuse di tirannia affermando di "limitarsi a seguire regole e precetti dell'Islam...Io preferisco enfatizzare i tanti punti in comune tra Islam, Giudaismo e Cristianesimo. Dobbiamo invitare la gente alla riconciliazione e alla concordia, non incitarla al conflitto e alla violenza"
La scrittice africana Ayaan Hirsi Ali suscita reazioni contrastanti tra gli intellettuali. C'è chi l'accusa di essere una fondamentalista dell'Illumismo, che vuole estirpare la religione dall'Occidente.
Il libro di Magdi Allam "Viva Israele" è un libro coraggioso ed esposto, ma soffre di un vizio originario: è troppo astratta. Al posto di "Viva Israele" (un inno alla vita di Israele tanto vibrante quanto generico) occorre dire "che Israele viva", nella sua drammatica concretezza.

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