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Incontri di "Fine Settimana" percorsi su fede e cultura |
anno 31° - 2009/2010 "Ero forestiero e mi avete ospitato" |
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«Come, neppure il volere ora appartiene più alla persona?». E moralmente, «quale autorità "ultima" è più ultima della coscienza?»
Questo documento ecclesiale, steso da un gruppo di cattolici torinesi preoccupati, raccomanda a tutta la Chiesa di compiere testimonianza di fede e non pressione politica
30 marzo 2007
"Sia per il parlamentare cattolico che vota i Dico, sia per chi sceglie di convivere invece che sposarsi alla fine conta la coscienza"
"Come fa un parlamentare cattolico a calpestare la sacralità della famiglia, poi ad avvicinarsi ai sacramenti e fare la comunione?"
«Vadano a Roma, quelli che credono che per salvare la famiglia basti uno slogan. Io non organizzerò certo dei pullman. Resterò qui, con le famiglie vere, che ci parlano di figli da crescere e da educare, e non di Pacs o Dico. Ma protestare non conta nulla. La gerarchia della Chiesa non ha certo smesso di essere una gerarchia»
"niente come la possibilità reale dell´inferno dice, in Gesù, l´amore di Dio e la libertà dell´uomo."
Non sono ancora chiari quali debbano essere i rapporti con la Chiesa cattolica. Perché la Cei rivolge i suoi moniti non solo ai credenti ma a tutti i politici? Siamo in uno stato liberale e democratico o in uno paternalista?
Le novità sono il richiamo ad una maggiore attenzione allo stile pastorale e alla collegialità, alla rinuncia a dipingere il quadro politico del momento e a dividere la chiesa in buoni e cattivi. Sono novità contenute nella lettera del cardinal Bertone al nuovo Presidente CEI e affioranti nei toni della Nota
E' deludente che si parli poco di famiglia e tanto di regolamentazione delle coppie di fatto. Alcuni passaggi della Nota sono estranei a qualsiasi spirito pastorale. Si ritengono incoerenti quei credenti favorevoli alla regolamentazione. E' improponibile che i membri di un parlamento possano essere vincolati ad un'obbedienza estranea ale loro convinzioni di coscienza. Non è superfluo rileggere quanto il Concilio Vaticano II ha solennemente richiamato a proposito del fatto che «gli imperativi della legge divina l´uomo li coglie e li riconosce attraverso la sua coscienza che egli è tenuto a seguire fedelmente»
29 marzo 2007
"Non è laicamente consolante, fatta salva la libertà civile di tutti i parlamentari di votare come desiderano, che qualcuno autorevolmente richiami quelli cattolici a votare secondo quello che credono, secondo la verità che professano?"
Un passo indietro, anche rispetto ai tempi in cui l'unità politica dei cattolici c'era, incarnata nella Dc, che metterà in difficoltà una parte grande dello stesso mondo cattolico.
"Non dice una parola in più di quelle che i vescovi hanno già pronunciato sulla difesa della famiglia tradizionale e contro i Dico. Casomai dice qualcosa di meno, o meglio in modo diverso"
maggiore collegialità alla Cei e più attenzione a temi di pastorale e meno politica
colpisce la spavalda arroganza con cui si afferma il primato della chiesa sulla politica laica. In altri paesi europei un gesto del genere apparirebbe patetico e disperato. Da noi invece, il torpore e la diffusa ambiguità delle coscienze laiche lo fanno apparire come una mossa politica quasi normale.
"il cattolicesimo italiano sia ormai da annoverarsi fra le forze politiche di destra." "Con chiarezza si può parlare dei vertici; difficile dire quanto i vertici siano poi seguiti dalla base cattolica" "Non che oggi i cattolici favorevoli al centrosinistra non esistano. Ci sono, ma sono costretti al silenzio e al nascondimento"
"c'è una ossessione nel non voler accettare un dato di realtà: esistono diverse forme di modelli familiari"
Essere laici vuol dire ascoltare. Ma anche decidere nell'interesse dei cittadini, pochi o tanti che siano.
"Della nota della Cei - annota Pedrazzi - mi colpiscono quasi più le omissioni che le affermazioni. C'è una resistenza antistorica a fare i conti con la realtà che cambia."
"è la campana a morto del cattolicesimo liberale o «progressista» in Italia. Leggiamo infatti che il cattolico «non può appellarsi al principio del pluralismo e dell'autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società»."
"E perché ciò che è stato sperimentato finora come una fortuna incalcolabile e una garanzia vitale non dev'essere preservato per il benessere di tutti?"
28 marzo 2007
Quel sommesso accenno del Papa rompe la solitudine di chi offre indifferenza in cambio d'indifferenza, richiama alla coscienza. Ma chi ripeterà le sue parole? (ndr.: perché si riducono di fatto i novissimi all'inferno?)
"È vero, dice Monti, il Cristianesimo ha «plasmato» l'Europa coi suoi valori. E nondimeno «in due millenni malgrado quei valori - e purtroppo talora in nome di quei valori - l'Europa ha fatto infinite guerre»."
"E stasera vado a letto tranquilla sapendo che non è stato fatto nulla di male, se non a noi, e che per diventare persone migliori bisogna imparare a perdonare anche chi questo male ha procurato. Per non avere paura, mai, nemmeno del dolore."
"Ma io trovo un po´ di Vangelo anche nelle coppie che non sono sposate in chiesa e magari hanno deciso solo di convivere. Si sono messi assieme, lavorano, mettono al mondo dei figli. Arrivano da me e mi dicono che vogliono il battesimo per il nuovo nato. Io accolgo loro e la ricchezza che comunque portano alla Chiesa"
"Eppure il Cantico non vuole costruire né un ritratto di membra avvinghiate in un amplesso né un'eterea raccolta di anime. Il suo è un percorso simbolico in senso stretto che parte dalla corporeità e da una relazione d'amore per scoprirvi ed esaltare un Oltre e un Altro trascendenti"
Cardinali e presuli chiedono un intervento più pastorale.Il segretario di Stato: sarà la Santa Sede a guidare i rapporti con l'Italia
27 marzo 2007
Sono elencati otto lasciti del Cristianesimo all'Europa (ndr.: l'autore dimentica di ricordare, come faceva l'altro ieri Scoppola, che è necessaria una purificazione delle memorie: le navi negriere che trasportavano schiavi avevano nomi cristiani!)
Il concordato - come mise in luce Arturo Carlo Jemolo - fu un vero scambio indecente con uno Stato autoritario. Le richieste di un diritto pubblico vigilato dalla chiesa svelano che quello della laicità e delle libertà moderne è un discorso che non è stato chiuso il 24 marzo di sessanta anni fa.
ogni normativa sociale va contro natura
La trovata del «Family day» è indubbiamente geniale in un paese in cui non si fanno figli non perché ci siano i Dico o perché ci siano troppi omosessuali o transessuali, ma perché i giovani trovano poche ragioni per uscire dalla famiglia di origine e per provare a farsene una propria. Nel family day non sono in gioco politiche sociali a favore della famiglia, ma la pretesa di mantenere il monopolio della definizione di quali sono i rapporti responsabili e quali no, quali gli amori leciti e quali quelli illeciti.
Inutile fingere. Il Family Day è la seconda tappa, dopo il referendum sulla procreazione assistita, dell´escalation della Chiesa come soggetto politico.
Dico inacccettabili. Maggiore collegialità.
26 marzo 2007
Bagnasco ha detto che la «nota» non sarà una «clava», ma probabilmente le somiglierà.
(ndr.: alcuni teologi oggi parlano di inferno non come condizione di sofferenza eterna, perché contrasterebbe con la visione di un Dio che vuole il bene dell'uomo, ma come morte eterna. Chi sceglie la morte, rimane nella morte)
(ndr.: l'attuale indebolimento dell'idea dell'inferno come stato di pena eterna non è solo dovuto al processo di scristianizzazione ma al recupero di una visione di un Dio, quello evangelico soprattutto, che non si presenta come un Giano bifronte che distribuisce indifferentemente vita e morte, ma che vuole la salvezza di tutti, a partire dagli ultimi)
parlare di radici cristiane è un falso storico
l'obiettivo prioritario per il popolo americano e inglese è non trattare con il terrorismo, per il popolo italiano è salvare una vita umana. L'episcopato non vuole emendare ma eliminare la legge sui Dico, mentre il governo deve riconoscere i diritti garantiti dalla Costituzione.
La famiglia non è un valore solo cattolico. Non è indifferente quello che succede nel privato. Importanza del dialogo sociale
25 marzo 2007
"Sarebbe davvero riduttivo, a mio parere, concentrare soverchia attenzione sulla richiesta dell'esplicito riconoscimento delle radici cristiane."
Sobrino è accusato di avere eletto i poveri a «luogo teologico fondamentale», cioè a principale fonte di conoscenza per la chiesa, al posto della «fede apostolica trasmessa dalla chiesa a tutte le generazioni»
"Ma dove passa la retorica identitaria, non cresce più un filo di tolleranza, e resta solo un paesaggio di macerie, di fondamentalismi etnici, religiosi: insomma un bello scontro di civiltà."
"infelice invece quel credente che avesse bisogno della forza della legge (come chiede ora il vicepresidente del Senato e Coordinatore delle segreterie nazionali della Lega, Calderoli) per sostenere le sue radici cristiane!"
Tina Anselmi compie 80 anni
"E forse più che puntare sull'imposizione (o sulla libertà) delle leggi, dovremmo impegnarci sulla formazione delle coscienze per metterle in grado di scegliere tra le varie possibilità offerte."
«Ci vuole più laicità: questa carenza nella politica italiana è negativa per tutti, anche per la stessa Chiesa».
Ratzinger dimostra una concezione reazionaria, non è solo aderendo ai valori cristiani che si opera per il bene.
Tutte le occasione sono buone per colmare il solco tra cultura laica e cultura di ispirazione cristiana. Il richiamo del papa alle radici cristiane deve misurarsi su una visione critica della sua storia (si pensi alle navi negriere che avevano nomi cristiani) e alla sua politica (si pensi al passato coloniale).
Il 13 marzo del 2007 il teologo Jon Sobrino, discepolo di Romero, punto di riferimento della cristologia della liberazione, è stato richiamato ufficialmente, «sanzionato», dalla Congregazione per la Dottrina della Fede proprio, per la sua lettura «troppo terrena» di Cristo
24 marzo 2007
Nessuna religione ha mai salvato il mondo
Incontro con il regista Olmi. "Bisogna distinguere tra disciplina e educazione, dove la prima è rispetto delle regole e la seconda rispetto degli uomini. Nessuna religione mi imporrà mai di non rispettare gli uomini. Rispettare le regole è stata la più grande tragedia dell'umanità. I libri possono servire qualsiasi padrone e del resto sono i più prepotenti a dichiarare: Dio è con noi. Io sono contro qualsiasi imposizione della chiesa, e per la libertà dell'uomo"
Il tema della laicità costituisce un terreno delicato per la politica. Perché intendere la laicità solo come autonomia e non anche come dialogo?
23 marzo 2007
«Sono molto dispiaciuto e credo che noi, come comunità islamica, abbiamo l'assoluto bisogno di questo tipo di incontri per chiarire i punti di eventuale dissenso», commenta Abdellah Redouane, direttore del Centro Culturale Islamico d'Italia (Grande Moschea di Roma).
"La Chiesa, dunque, può sopportare senza grandi traumi la riduzione del suo personale religioso se si orienta a essere meno clerocentrica; cioè se impegna maggiormente il clero per le sue specifiche (di guida delle comunità locali, di amministrazione dei sacramenti, di formazione spirituale) e se impiega i laici (sempre più disponibili) nei vari compiti organizzativi connessi alle opere della religione"
"Garelli, con la pacata fermezza dello studioso, si sforza di abbattere i muri di una contrapposizione che spesso non è motivata dalla realtà. Chissà se la sua «ingenua » insistenza convincerà qualcuno, sulle opposte sponde del Tevere, a polemizzare di meno e a capire di più."
«In Italia vi è una grandissima aderenza verbale di molti partiti e uomini politici alle posizioni della Chiesa, e fa specie vedere questa rincorsa a dichiararsi per primi aderenti ai valori etici posti dalla Chiesa a dispetto dei comportamenti portati nella a volte oscillante storia politica»
E' interessante notare la diversa prospettiva di lettura dell'esortazione Sacramentum caritatis. In Francia, dove esiste un forte movimento tradizionalista, si sottolinea l'aspetto riguardante la riforma liturgica, in Italia quello relativo al comportamento dei politici credenti.
Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e nuovo presidente della Cei, annuncia che il Family Day non ha intenzioni «antigovernative» e che la nota dei vescovi sui Dico non calerà come una «clava» sui parlamentari cattolici. Allo stesso tempo, però, chiarisce le ragioni della «ferma» contrarietà della Chiesa a quella legge per timore che ne venga «ferita e indebolita» la famiglia. «Le esigenze particolari delle persone che convivono possono essere soddisfatte attraverso il diritto privato».
La logica del non possumus conduce alla contrapposizione ed è rinuncia a trovare un terreno di incontro. C'è stato addirittura un appello, da parte di una congregazione vaticana, alla disobbedienza alla legge comune. Così avvenisse significherebbe la perdita del senso di appartenenza ad una casa comune. In democrazia la parola d'ordine è "possumus" per tutti. Nel dibattito pubblico i dogmi non possono essere fatti valere come tali. Le istituzioni democratiche devono essere relativiste per fare spazio a tutti. La sindrome di accerchiamento colpisce oggi sia la chiesa che il mondo non credente. Sia credenti che non credenti devono riconoscersi reciprocamente come importanti.
22 marzo 2007
Alla fine ho fatto bene ad accettare quel ministero. Infatti ora è nevralgico, e ne sento il peso sulle mie spalle. Non è il nostro ddl che ha provocato la crisi della famiglia. Anzi, grazie a noi dopo anni il tema è centrale. Chi ha promosso il Family day chiede un contratto tra i conviventi e modifiche al codice. Con i Dico si evitava.
Un'inchiesta di Francesca Paci tra i musulmani italiani sulle radici del fondamentalismo, sul terrorismo, sui rapporti tra uomo e donna e su Israele
Il documento voluto da Ruini sarà discusso dai vescovi forse già lunedì I promotori del corteo: no al ddl. Monaco (Dl): la prova che siete di parte
21 marzo 2007
"Quanti equivoci ormai sul concetto di laicità. E il più grave è questo: l'idea che laicità sia il dialogo. Dove tutti portano le loro credenze, e poi si fa una specie di media ideologica, entro cui però vince chi ha più peso e argomenti."
contnuiamo a prestare attenzione alle posizioni del mondo protestante, abitualmente trascurate dai mass-media del nostro paese. "I Dico, per chi ancora usa la ragione nelle proprie argomentazioni, non costituiscono alcun attacco alla famiglia"
Le dichiarazioni di Scalfaro sulla laicità dello stato e sui doveri dei parlamentari cristiani sono passate inosservate. Solo un vero devoto come l'ex presidente Scalfaro difende ormai la separazione tra Stato e Chiesa
La Chiesa cattolica rivendica il monopolio della morale da promuovere anche con dispositivi di legge vincolanti per tutti. Nel postsecolarismo si rischia di rimettere in discussione i fondamenti laici della democrazia.
Ormai siamo di fronte a uno scontro tra i due poteri non governabile con le categorie tradizionali dell´ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche Quando il dialogo scompare, quando la verità assoluta esclude l´attenzione per il punto di vista altrui, è la logica democratica ad essere sacrificata
20 marzo 2007
Manifesto di associazioni cattoliche (dalle Acli a Comunione e Liberazione) per la manifestazione indetta per il 12 maggio a difesa della famiglia eterosessuale fondata sul matrimonio
Riconoscere i diritti delle coppie di fatto non danneggia la famiglia. Il compito delle chiese non è quello di dettare legge sulle questioni che regolano la vita sociale e per le quali occorre rispettare la laicità dello Stato che invece è di tutti
I cambiamenti nella mentalità degli italiani sono frutto anche del "progetto culturale" della chiesa italiana la cui voce è uscita dalle sagrestie. (ndr.: questo maggiore attaccamento alle radici cattoliche è davvero un risveglio alla fede cristiana?)
il martellamento politico di Ratzinger sulle questini della sessualità e della famiglia ha modificato l'opinione degli italiani, anche se non ha incrementato il loro fervore religioso. "immaginiamo insomma che la politica laica abbandoni la retorica della riduzione del danno e adotti il linguaggio delle libertà. Scommettiamo che in questo caso molti troverebbero da questa parte la bussola etica che oggi trovano nella Chiesa, e lo stesso sondaggio darebbe risultati diversi?" (ndr.: il cristianesimo è ridotto a religione civile, a collante di una società che si vede minacciata dalla presenza di altre tradizioni religiose e culturali. E' una sconfitta del cristianesimo come "buona notizia", come radicalità evangelica)
Due sono stati i motivi che hanno spinto Bush in questo viaggio: uno geopolitico e l'altro energetico, derivante dalla straordinaria abbondanza di biomassa in America Latina e in particolare nell'Amazzonia. Senza una vera rivoluzione nei cuori e nelle menti non potremo evitare le conseguenze devastatrici dei cambi climatici in corso.
«La laicità è un principio che la Chiesa ha condiviso e insegnato: lo Stato è di tutti e condizionare la libertà dei parlamentari cattolici non serve a nessuno, tanto meno alla Chiesa».
Non sono riuscita a sintetizzare convenientemente due principi fondamentali: che l'identità di un bambino ha bisogno di svilupparsi nella relazione tra 2 figure di sesso diverso e che l'adozione è sempre l'ultima istanza, dopo il fallimento di tutte le altre possibilità
19 marzo 2007
(ndr.: forse credere è qualcosa di più serio, come testimoniano gli articoli successivi)
La pronunica del Tribunale di Roma sulla vicenda di Welby contiene un principio di diritto importante ed inaccettabile. Il diritto di richiedere l'interruzione del trattamento, a causa della carenza e della contraddizione delle norme, è un diritto non concretamente tutelato. Per il Tribunale è necessario che intervenga il legislatore. In questo modo però si subordina la costituzione alla legge. I nostri giudici sono abituati a giudicare applicando regole precise e non a giudicare secondo principi di portata generale. E' un compito difficile, ma necessario.
"Ventidue milioni di famiglie: l'Italia sta in questo numero. Se ci si avvicina sono altrettante storie, ciascuna con le proprie inquietudini, i propri problemi, le proprie aspirazioni. Se ci si allontana si scoprono grandi mutamenti"
18 marzo 2007
(ndr.: é troppo chiedere l'uso dela logica nel trattare di un libro di un logico? L'ostilità ad una fede istituzionale che pretende di essere il fondamento delle leggi civili (tesi legittima) non può giustificare qualunque critica (spesso acritica) alle Scritture.)
La pretesa di un magistero universale da parte della chiesa cattolica in nome della ragione per combattere il relativismo non tiene. Una ragione universale non esiste più. Di qui le crtiche sia di parte laica che dall'interno della stessa chiesa. Sembra venir meno la centralità del vangelo, riproposta dal Vaticano II, a vantaggio di una "ragione universale". E' necessario un altro concilio?
affidare in esclusiva alla gerarchia ecclesiastica l'interpretazione del rapporto Dio uomo è un'aberrante teoria. Tra Chiesa e modernità c'è frattura: si sostiene che ragione e fede vanno d'accordo, ma solo se la ragione segue la fede. Nessuna critica è venuta dalla chiesa nei confronti della corruzione che ha coinvolto i partiti e il partito dei cattolici in particolare. E' una leggenda metropolitana l'accusa ai laici di voler togliere la parola alla Chiesa. Ma, stante il concordato, quando vi è ingerenza da parte dela Chiesa nella sovranità dello Stato? Non irrido i credenti, ma perché chiamare "elucubrazioni" filosofiche quelle dei laici?
"Se noi cattolici non sappiamo capire e gestire la modernità del consenso e del numero, la moderna ambiguità dei corpi ed il loro gaio nichilismo, la modernità della ragione e della scienza, allora che ci stiamo a fare? Scomparire è un dovere, solo una gerarchia ecclesiale intrisa di arroganza e di potere non vuole convenirne."
17 marzo 2007
Lo storico Alberto Melloni, membro della Fondazione per le scienze religiose, ripercorre in questa intervista il ruolo dell'ex «cardinale presidente», capo dei vescovi italiani per sedici anni. «La sua smania di accentramento del potere è la principale causa della progressiva emarginazione della chiesa dal resto della società»
Sul piano politico, c'è chi esaspera questa situazione di incertezza con lo scopo di far saltare il Partito Democratico tentando di impedire la convergenza fra la tradizione cattolica e quella socialista. Su quello ecclesiale, sembra vi sia la volontà di serrare i ranghi di fronte ad una modernità che presenta gravi rischi e che forse sarebbe meglio affrontare con la logica della speranza invece che con quella della compattezza
Le diversità riguardano le strategie e il carattere
Il problema vero è come la chiesa si pensa ed è pensata. C'è chi pensa che il papa goda di una sorta di infallibilità generale. Purtroppo non c'è spazio all'ascolto nella chiesa di oggi
Giudicate inopportune le parole sulle coppie
Sono i fidanzati, secondo la bibbia, loro con il loro amore, la catechesi più suggestiva di Dio.
Sobrino è accusato del fatto che nelle sue opere teologiche non dà un'enfasi sufficiente alla coscienza divina del Gesù storico. Per questo gli è stato proibito di far lezione di teologia e tutti i suoi scritti futuri dovranno essere sottoposti ad una previa censura vaticana... La lettura attenta delle opere di Sobrino rivela che egli non nega mai la divinità di Gesù...Dice bene Leonardo Boff riferendosi a Gesù: "Per quanto egli era umano, poteva solamente essere anche Dio". La nostra umanità non è la negazione della divinità, così come non lo era quella di Gesù. La divinità è la pienezza dell'umanità e questa è l'annuncio di quella. "Siamo della razza divina", afferma Paolo agli ateniesi (Atti 17,28).
16 marzo 2007
il primo provvedimento censorio della Congregazione della dottrina della fede dall'insediamento di Benedetto XXVI (che paradossalmente, da vescovo di Monaco, aveva finanziato la traduzione della tesi dottorale di Sobrino) ha avuto l'effetto di riaccendere il sordo e lungo dissidio fra gesuiti e curia vaticana. Il portavoce della Congregazione dei gesuiti, padre Josè Vera, ha significativamente fatto sapere che Jon Sobrino intendeva «aprire un dialogo» con il Sant'Uffizio «per dimostrare che la sua fede è quella cattolica; ma ciò non è stato possibile»
Per Bagnasco il compito della Cei è quello del discernimento rispetto alle grandi sfide contemporanee sulla base di valori non negoziabili perché attengono alla costituzione della persona umana. Alcune novità rispetto a Ruini: pari dignità tra questioni di etica privata e quelle di etica pubblica; il discernimento anzitutto nelle comunità cristiane. Problemi aperti: il rapporto tra discernimento ecclesiale e mediazione politica. Prima c'era per i cattolici unità elettorale e pluralismo culturale, oggi pluralità partitica e unità culturale.
25 milioni di bibbie vendute ogni anno negli Stati Uniti, il 98% si dichiara religioso, ma l'ignoranza religiosa è elevatissima.
la famiglia ha radici antichissime. E' un dato antropologico prima che storico.
"Credo che la chiesa italiana debba dire cose che la gente capisce, non tanto come un comando ricevuto dall'alto, al quale bisogna obbedire perché si è comandati. Ma cose che si capiscono perché hanno una ragione, un senso. Prego molto per questo". "La famiglia ha una sua forza intrinseca e bisogna che questa forza sia messa in rilievo, che quindi appaia la bellezza, la nobiltà, l'utilità, la ricchezza, la pienezza di soddisfazioni di una vera vita di famiglia. Bisognerà che la gente la desideri, la gusti, la ami e faccia sacrifici per essa".
Carlo Maria Martini: «Bisogna farsi comprendere ascoltando anzitutto la gente, le loro necessità, problemi, sofferenze, lasciando che rimbalzino nel cuore e poi risuonino in ciò che diciamo, così che le nostre parole non cadano come dall'alto, da una teoria, ma siamo prese da quello che la gente sente e vive, la verità dell'esperienza, e portino la luce del Vangelo». Dobbiamo confrontarci con i non credenti.
Il fine dell'azione della Chiesa è l'egemonia culturale o l'evangelizzazione? Alla dottrina altissima sul matrimonio non corrisponde un'adeguata attenzione ecclesiale. E' necessaria una riflessione sul matrimonio che non si limiti a proibire e che veda nell'indissolubilità una grazia promessa e non un arcigno divieto...
la politica non ha bisogno di anime belle, ma di persone che si facciano carico della globalità e complessità dei problemi
15 marzo 2007
Il punto di vista evangelico in Italia. Ragionare per contrapposizione non fa che innalzare barricate. I Dico, per chi usa ancora la ragione nelle proprie argomentazioni, non costituiscono alcun attacco alla famiglia.La visione cristiana della famiglia e del matrimonio non è riducibile a fatto di natura, ma è vocazione.
(ndr.: davvero tutto ciò che esiste è razionale?)
"Preferiamo l'ostinazione dell'amore all'ostinazione della legge, sapendo che, per noi cristiani, la legge è per l'uomo e non l'uomo per la legge."
(ndr.:Diversi biblisti hanno detto ben altro sull'autocoscienza di Gesù. P. Balducci soleva dire che ci accostiamo a Gesù proiettando su di lui l'immagine che già abbiamo di Dio e non invece cerchiamo di cogliere il volto di Dio a partire dalla persona di Gesù, da ciò che ha detto e da come è vissuto. Chi impoverisce Gesù?)
Una censura senza sanzioni nei confronti di due opere del gesuita salvadoregno
Ci sono due chiese cattoliche, quella di Cristo (essenzialmente spirituale) e quella del papa (romana, autoritaria, premoderna, gerarchica). Solo raramente questo dualismo si è attenuato grazie alla presenza di papi di forte ispirazione religiosa con Giovanni XXIII. La chiesa che rifiuta la modernità non è la chiesa di Cristo ma quella del papa. Dobbiamo rassegnarci a questo dualismo.
Nell'era Ruini la Chiesa si è affermata come realtà sociale trainante e evangelizzante (ndr.: evangelizzante?)
Il sogno del cardinal Martini, un dialogo tra le culture e un Continente unito dal rispetto per le diversità: «Non è il confronto tra culture diverse che dobbiamo temere; piuttosto dobbiamo temere la mancanza di una forte identità da parte nostra e/o la rinuncia a uno scambio reale e simpatetico di punti di vista e di valori»
14 marzo 2007
Con Bagnasco la Conferenza episcopale sarà più plurale e dialogante, lasciando al Papa le decisioni dottrinali e politiche. Le affinità con il cardinale Siri
Mastella e Pezzotta chiamano i cittadini a riconoscersi tali, erigendo a valore ultimo quello che era per Marx solo l'estremo punto di arrivo dello sfruttamento
Non è solo colpa dei giornalisti se il ricco documento papale viene ridotto alla politica nostrana e al comportamento dei politici cattolici. E' stata la chiesa in questi ultimi mesi a focalizzare l'attenzione su questo punto
Quale accoglienza avrà il documento papale tra i credenti e il clero in cura d'anime, per esempio, la conferma dell'esclusione dai sacramenti dei divorziati? Nella chiesa cattolica è proprio l'aspetto etico ad essere più carente? I politici credenti non dovrebbero essere trattati da adulti?
13 marzo 2007
non si possono mettere sullo stesso piano "Codice da Vinci" e "inchiesta su Gesù". Alcune precisazioni.
si sostiene la piena equiparazione tra coppie etero e omosessuali
«La Chiesa deve parlare ma è la politica che poi laicamente decide».«Se ognuno pianta le sue bandiere e dà battaglia il risultato è il conflitto»
le reazioni smodate, inusuali, dell'Osservatore Romano sono dettate dalla paura. "Il cristianesimo è nato da un grande movimento popolare di liberazione dalla paura e ora il dominio della paura rischia di portarlo alla rovina."
C'è una metamorfosi allarmante di roghie Index, per condannare senza appello e, possibilmente, reprimere. "Come credente non posso non chiedermi se la convinzione della forza della verità e dello Spirito è ormai tanto esile per i membri dell´Episcopato cattolico da indurli a ricorrere a mezzi così umilianti".
Per un laico non c'è nulla che possa essere preso sul serio nel libro di Odifreddi. Amore del prossimo, regola aurea, fratellanza umana sono il contributo della bibbia alla civiltà occidentale. E' inaccettabile l'idea che sia sbagliato il dialogo tra credenti e non credenti, in quanto la Scienza ha sempre ragione e la Religione torto. E' una concezione speculare a quella dei fondamentalisti religiosi.
12 marzo 2007
(ndr.: sono le motivazioni religiose dell'infliggersi sofferenze che oggi mi sembrano ambigue. Pur avendo una gloriosa storia, possono nascondere una visione della spiritualità e del rapporto Dio mondo per lo meno discutibili, quasi che per avvicinarsi a Dio si debba negare, disprezzare, sminuire il mondo, la carne, la materia. Forse il vero sacrificio risiede nel condivedere, nella rinuncia all'atteggiamento del possidente. Il culto cristiano è il culto della vita condivisa.)
è interessante ogni tanto vedere come le stesse dichiarazioni siano lette con accenti diversi dai quotidiani nazionali:
la famiglia non si difende con le leggi. Siamo in una società laica e il vangelo è un annuncio non una legge di stato. "Il cristianesimo non è un codice, ma un'esperienza di vita, un "esempio" da seguire, una "strada" da percorrere (Gv 13,15; 14,6), sempre liberamente. "Se vuoi", disse Gesù al giovane aspirante che gli chiedeva cosa fare per ereditare la vita eterna (Mt. 19,21). E tale sarebbe, se dovesse parlare, la sua risposta anche oggi".
11 marzo 2007
«Se Dio per parlare agli uomini si è fatto uomo, in un dato luogo e in un dato momento, come può la Chiesa non essere amica del proprio tempo, non avere una visione positiva della storia, non vedere il volto di Cristo nel volto dell'umanità? Perché a volta la Chiesa prima che evangelizzare sembra voler giudicare. Ma se Cristo ha accettato che la sua missione venisse portata avanti da noi sgangherati, la Chiesa non deve limitarsi a condannare»
sostanziale continuità. Stato e Chiesa hanno bisognodel reciproco appoggio.
(ndr.: è anzitutto perlomeno ambiguo il ricorso ad un generico concetto di natura; inoltre la riflessione anche teologica sul tema delle persone omosessuali ha fatto qualche cammino. Se la relazione è una dimensione fondamentale della persona, al centro dovrebbe esserci il tema della qualità della relazione e non quello delle forme che può assumere...)
E' in atto uno scontro tra cattolicesimo e modernità, nonostante la Chiesa lo neghi. Gli ultimi due papi, diversamente dai due precedenti, ritengono la modernità inficiata di liberalismo e di relativismo. Il pensiero laico, non quello anticlericale, si è sempre posto il problema del senso del vivere, e si oppone, in nome della libertà della democrazie e della tolleranza, a che qualcuno vieti il riconoscimento dei diritti, soprattutto di quelli delle minoranze. Apprezzamento per ciò che dice Rosy Bindi. "A me piace la Chiesa di Francesco e anche quella di Agostino, quella di Bernardo, quella di Duns Scoto. Mi piace quella di Pascal e quella di Maritain. Mi piace quella del cardinale Martini. Mentirei se dicessi che mi piace quella di Camillo Ruini".
10 marzo 2007
le profonde trasformazioni in corso della famiglia non sono solo segno di declino ma anche di nascita di nuove modalità di relazione che occorre scoprire. Non c'è fine ma trasformazione della famiglia in corso.
Solo conoscendo la propria cultura è possibile incontrare l'altro o gli altri. (ndr.: bisognerebbe aggiungere che la conoscenza delle proprie radici può avvenire in modi contrapposti, o con la prospettiva di marcare la propria diversità come superiorità, come spesso è avvenuto nel passato, o con la prospettiva di arricchire e di arricchirsi nel confronto con altre culture. Non è sufficiente pertanto dire che occorre avere solide radici: molte memorie, anche nella prospettiva del dialogo, andrebbero purificate).
Più che un'intrusione della Chiesa nella politica c'è stata un'intrusione della politica nella Chiesa. La Chiesa è una istituzione morale, ma anche politica (ndr.: si sta parlando della chiesa come è o di come dovrebbe essere? la chiesa è una delle forze politiche in gioco e quindi di parte? l'unica parzialità evangelica non è forse quella del "beati i poveri"?)
La visione laica non può liquidare ogni interrogativo etico. Occorre coltivale il dubbio.
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