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28 febbraio 2007

Il confonto tra credenti e non credenti (agnostici e atei) avviene oggi sempre più all'insegna della derisione e del disprezzo reciproco. E' invece necessario tessere un dialogo che si nutra di ricerca comune, di ascolto e di dibattito. Da una parte i cristiani sono derisi perché la fede è ritenuta fonte di integralismo e di intolleranza. Dall'altra gli atei sono disprezzati perché ritenuti incapaci di moralità. Il cammino di umanizzazione del nostro mondo riguarda tutti. Sia ai credenti che ai non credenti è possibile percorrere la via della spiritualità, come vita interiore profonda, come fedeltà-impegno nella vicenda umana,come ricerca e servizio agli altri, soprattutto come antidoto al nichilismo, che nega ogni progetto e ogni principio etico. Ma la spiritualità degli atei non si esprime in quelli che dicono "sono cattolico e anticristiano" (Mussolini), di coloro cioè che non credono né in Cristo né nel vangelo, e sono pronti a difendere i valori culturali cattolici.
E' proprio sui valori del vangelo, sul messaggio umanizzante a servizio dell'uomo, che può avvenire il confronto tra credenti e atei.
Si afferma nell'articolo l'inconciliabilità di principio tra democrazia e chiesa, una fondata sulla sovranità popolare, l'altra su una organizzazione gerarchica, custode di una verità rivelata. (ndr.: diversi contenuti dell'articolo meriterebbero una approfondita discussione, sul concetto di democrazia, su quello di diritto naturale, sulla difficoltà da parte della chiesa di accettare le regole democratiche. Solo un rilievo riguardante la visione di chiesa. Sembra amaramente che l'ecclesiologia conciliare non abbia fatto breccia, forse anzitutto all'interno della stessa comunità di credenti. E' vero che la chiesa non è una democrazia, in quanto il "potere" non viene dal popolo, ma dalla parola di Dio e dallo Spirito di Dio. Ma proprio per questo la chiesa è (dovrebbe essere) una "superdemocrazia", nel senso che questo Spirito, in ragione del Battesimo, è un dono per tutti e tutti sono chiamati a vivere come popolo sacerdotale profetico e regale...)

27 febbraio 2007

  • In ascolto delle diversità: le persone omosessuali di Giannino Piana e Domenico Pezzini in Incontri di "Fine Settimana" del 16 febbraio 2002
Sul tema delle persone omosessuali è di grande attualità la riflessione svolta in un incontro dei " fine settimana" nel 2002 da parte di Giannino Piana e Domenico Pezzini. In questo sito è presente un'ampia sintesi (http://www.finesettimana.org/pmwiki/index.php?n=Db.Sintesi?num=155)
Andrea vive con David da 7 anni, hanno comperato casa con il mutuo. Lavora per il cinema, è stato scout e catechista. In parrocchia è amato. Assiste la madre che abita con loro. «I Dico? Li faremmo subito»
"la vicenda delle unioni civili non è uno scontro tra cattolici e laici. Non è oggetto di una guerra tra fedi. Ciò che emerge è il gap tra la gerarchia ecclesiastica e la società italiana come è nella realtà"

26 febbraio 2007

"I drammi di Mazzolari e Milani dovrebbero averci insegnato qualcosa. Non può un vescovo o una congregazione romana chiedere ad un prete la comunione su una scelta politica o sul modo di vedere una legge civile. Non può un sacerdote dimostrare di non essere in comunione perfetta con un suo fedele che vota socialista o cose del genere. Facendo così è lui che rompe la comunione, non il suo suddito."
Un punto di vista esterno sui problemi dibattuti nel nostro paese e sul ruolo dell'isitituzione cattolica. Il discorso cattolico apocalittico, percepito come caricaturale, è rifiutato.
La coscienza a cui si fa ricorso in questi giorni è la dittatura del principio della soggettività, che non si fa carico di alcuna responsabilità collettiva e tanto meno delle conseguenze che ne derivano. E' una coscienza troppo ristretta e che non assume responsabilità sociali. Se poi la coscienza si coniuga con l'obbedienza a principi che qualche autorità esterna pone come vincolanti si perviene ad una autolimitazione della libertà ("ho obbedito agli ordini"). Poiché la politica è il luogo della composizione e della mediazione di posizioni diverse, chi si appella alla dittatura della coscienza non dovrebbe entrare in politica

25 febbraio 2007

La quaresima è tempo di ritorno all'essenziale nello spazio della fede, per cogliere e vivere il mistero presente nel cuore dell'uomo, il mistero dell'amare e dell'essere amati, il mistero dell'amore di Dio. Accogliere l'amore di Dio richiede un'ascesi, una lotta spirituale, cercando e difendendo tempi di silenzio per metterci in ascolto della parola di Dio, vivendo il digiuno come appello all'essenzialità nell'alimentazione e alla solidarietà con chi ha fame, vigilando nell'attesa del Signore cercando quali parole e quali gesti ravvivano il nostro cuore.
(ndr.: Con difficoltà si fa strada la distinzione tra partiti e movimenti. Forse c'è eccessiva presunzione nella capacità di convincimento dei propri scritti!)
Finalmente una chiara distinzione tra ruoli e compiti dei partiti e quelli dei movimenti (ndr.: pienamente d'accordo sul primato della coscienza, precisando però che la bontà di una scelta non riguarda solo la bontà dell'intenzione, ma anche quella degli effetti prodotti dalla scelta e cioè proprio dalla dimensione politica)
In Svizzera è consentito il "suicidio assistitito" e sarà un po' più semplice anche in Italia. Un ponte verso la Svizzera è stato aperto con un accordo tra l'associazione Exit-Italia e la zurighese Dignitas, l'unica che nel paese elvetico accetta di accompagnare il suicidio anche di cittadini stranieri. Il prof. Marino ritiene che il suicidio assistito è una forma di eutanasia e come tale non acettabile: c'è una differenza sostanziale tra uso di analgesici per eliminare il dolore di una malattia acuta, cronica oppure terminale, o la rinuncia a ogni terapia per chi non ha più speranza di guarire, con lo scopo di accettare la fine naturale della vita; e invece un atto che intenzionalmente provoca la morte.
L'ideologismo è una malattia che affligge politici e classe dirigente italiani. Si è dimenticata l'esperienza decennale di dominio di Berlusconi (un rapporto arbitrario con la legge, una monocrazia televisiva, una confusione sistematica tra interesse pubblico e interesse privato), si è sottovalutata la minaccia del suo ritorno e non c'è la coscienza della universale soggezione alla forza di Berlusconi. Sono tante le menzogne di Berlusconi e tutte mirano a fare apparire Prodi illegittimo. Contro le speranze di Montanelli, l'Italia non è ancora vaccinata dal virus berlusconiano
Insignito del Premio Novarese dell'anno, Andrea Lebra è un sindacalista novarese e fondatore dell'associazione Liberazione e Speranza (a sostegno delle donne vittime di violenza e della tratta a scopo di sfruttamento sessuale)

24 febbraio 2007

Il pericolo della regolamentazione delle coppie di fatto è allontanato ma non eliminato. Occorre mantenere una mobilitazione ideale e una tensione culturale, facendo percepire la famiglia come ua risorsa e non solo per motivazioni di fede, ma per ragioni laiche, contrastando il permissivismo del desiderio e il narcisismo da grande fratello tv. La regolamentazione darebbe rilievo ad un fenomeno ancora minoritario.(ndr: è lodevole che l'accento si sposti sulla promozione del valore della famiglia fondata sul matrimonio, ma non si capisce perché questa promozione debba avvenire negando ad altre forme di relazione dei diritti. Queste nuove forme di relazione sono già oltre 500 mila, un dato tutt'altro che marginale. Al fondo, nonostante la dichiarata laicità, pare rimanere la convinzione di essere gli unici depositari della verità da imporre, un tempo delle verità di fede e oggi di quelle di ragione. Accettare il pluralismo etico impone un percorso e una propsettiva diversi)
(ndr.: Nel corso della storia che cosa non è stato attribuito a Dio? Forse bisognerebbe essere più attenti alla seconda parola del decalogo "Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio" (Es 20,7))
Ha lottato tutta la vita contro la morte degli altri, sia fisica .sia interiore, ha visto il Volto in ogni essere privato di dignità: ha saputo «destare fame in chi ha pane» e «dare pane a chi ha fame».Ha potuto parlare della propria morte come «incontro con un amico che tarda da troppo tempo» perché ha saputo fare di tutta la propria vita un incontro con l'altro visto come «amico»
per la Chiesa del 400 c'erano alcune unioni di fatto, non costituenti matrimonio, considerate legittime perché sostanzialmente assimilabili al matrimonio.

23 febbraio 2007

Capire le situazioni umane prima di pronunciarsi sulle proposte politiche e legislative
Al modello tendenzialmente autoritario della gerarchia cattolica italiana s contrappone il modello alternativo dei protestanti, basato su di una società in si sia e ci si senta cittadini pienamente responsabili.
La Bibbia non santifica la famiglia e non fa della sua difesa il fulcro del messaggio cristiano. Gesù non è venuto a dare stabilità alle istituzioni esistenti, ma a scuoterne le fondamenta. Una regolamentazione delle convivenze non lede la libertà di chi sceglie di sposarsi. Le posizioni ufficiali della chiesa cattolica non sono condivise da molti cattolici praticanti (una minoranza) e soprattutto non sono messe in pratica dalla gran masa del popolo cattolico.
L'intervento dei vescovi sul disegno di legge dei DICO è pienamente giustificabile per il rapporto inscindibile che c'è tra fede e vita: per un credente non ci possono essere vite parallele, una nella città di dio e l'altra nella città degli uomini. (ndr: la critica all'intervento dei vescovi non riguarda l'invito a unire i valori della fede con la vita ma ben altri aspetti. Primo: l'agire della gerarchia come fosse una forza direttamente politica nel definire una legge dello stato. Secondo: il trascurare che tra fede e politica c'è tutta una serie di mediazioni che evitano qualunque integralismo. Terzo: il mancato riconoscimento che si vive un contesto di pluralismo etico, in cui non posso ritenere gli altri incapaci di bene. Quarto: l'assenza di un simile impegno su altri fronti della giustizia e della legalità (contro chi giustifica l'evasione delle tasse, contro chi invita a a votare per difendere i propri personali interessi...) Qui davvero c'è molta incoerenza tra valori affermati e vita.)
La discesa in campo del Segretario di Stato del Vaticano cardinal Bertone attenua la tensione sulle coppie di fatto. Tuttavia resta il rischio che parte del mondo cattolico voglia scendere in piazza.
La gerarchia cattolica si è opposta ai DICO per paura di minare alle radici l'istituto della famiglia fondata sul matrimonio: nessun riconoscimento pubblico ai conviventi, semmai tutelare meglio i diritti individuali. Sul piano politico la posizione assunta dai vescovi è una esplicita intromissione della gerarchia nel dibattito parlamentare. Sorprende questa reazione sproporzionata, che non c'è stata su temi ben più rilevanti di giustizia e di legalità (leggi ad personam, dichiarazioni di legittimità della evasione fiscale, inviti a votare secondo i propri interessi...). L'attenzione è rivolta più a questioni di "etica privata" che di "etica pubblica". Sul piano etico poi è grave miopia misconoscere che nella nostra società sono in aumento forme di unione extramatrimoniale e per ragioni che non sono riconducibili a capricci individiuali (precarietà economica, fragilità psicologica, impossibilità di accedere al matrimonio...). Le convivenze sono frutto della crisi della famiglia tradizionale e non la causa. Sulle vere cause occorrerebbe intervenire sia da parte delle istituzioni sociali e politiche che da parte delle agenzie educative come la chiesa. Infine poi perché insistere così tanto sui diritti individuali per persone che chiedono tutele giuridiche proprio in quanto sono in una stabile relazione? E' strano che paladini dei diritti individuali siano coloro che proclamano la necessità di superare la visione rigidamente individualista dell'essere umano.

22 febbraio 2007

  • Quando si dice relativismo di Sandro Fazi in Notam, Lettera agli amici del Gruppo del Gallo di Milano n. 280 del 19 febbraio 2007
nell'accostarsi alla cultura del mondo contemporaneo, al modo di pensare e di vivere delle donne e degli uomini di oggi occorre non rinunciare ad esercitare la critica ma senza emettere sentenze di condanna in blocco. Anche nel relativismo ci sono elementi positivi e condivisibili.

21 febbraio 2007

La Chiesa dopo aver rivendicato il primato dell'individuo sulla società con grande incoerenza conculca i diritti del'individuo. Il primato dell'individuo utilizzato dalla chiesa per subordinare a sé la politica, oggi, a secolarizzazione avvenuta, diventa il principio che fonda il primato della politica contro ogni ingerenza ecclesiastica.

20 febbraio 2007

Per Rosmini la Chiesa non ha bisogno di potere o di privilegi, ma di libertà. La verità poi non si impone ma si propone (Vaticano II). Oggi si prediligono le pressioni politiche alla via lunga della testimonianza.
Avevamo pubblicato nella rassegna stampa sia l'intervento di Stefano Ceccanti che l'intero intervento del primate del Canada da noi tradotto. Questa è la replica, sollecitata, del cardinale. Di seguito la risposta di Ceccanti su "l'Unità".
Le nuove norme sulle coppie di fatto non mettono in discussione il dettame costituzionale. La Chiesa ritiene che sia un duro colpo per la famiglia. I punti di vista sempbrano inconciliaboli, con intenti diffamatori nei confronti degli avversari, e si cerca di imporre il proprio punto di vista. Lo stato è laico perché non pretende identità di credenza in campo religioso.
Il testo della lettera pastorale del cardinale Tettamanzi è rintracciabile nel sito della diocesi di Milano: http://www.chiesadimilano.it/. il gruppo "Promozione donna" - attivo nella diocesi di Milano dal 1972 con l'obiettivo di sensibilizzare su tematiche sociali, culturali e di attualità le donne cattoliche e non - nel mese di gennaio ha elaborato un documento che contiene alcune osservazioni sul merito delle linee guida tracciate dall'arcivescovo. L'intento è quello di mettere in luce alcuni problemi concreti delle persone credenti che la pastorale familiare tende a ignorare o tacere, preoccupandosi piuttosto di difendere i principi della morale tradizionale o censurare eventuali devianze dall'ortodossia.
Per noi la famiglia non è solo un "problema", ma nemmeno solo una "visione" da difendere di fronte ad un mondo che vuole violentemente calpestarla o peggio ancora snaturarla. Sul tema "famiglia" verificheremo se, come chiesa, sappiamo appassionarci alla vita reale, concreta delle persone oppure se preferiamo rinchiuderci nel dogmatismo del Diritto Canonico o di una verità asettica che non contiene più il quotidiano e può farne decisamente a meno e che non parla più all'umanità, agli uomini e alle donne di oggi

18 febbraio 2007

La Chiesa di vertice non può pensare che la propria visione valga per tutti. Sbagliato impostare tutto sul non 'possumus´. Tra chi vuole il timbro dello Stato sulla coppia e chi dice 'siete peccatori´, l´interrogativo è: cosa dice la Chiesa ai gay? predicare alla famiglia perché sappia creare responsabilità e apriamo un dibattito sull'omosessualità.
Il modello concordatario italiano ha fatto scuola in Europa. Ma al posto di menare vanto in questi ultimi 2 anni la critica è più intensa, motivata dal fatto che la chiesa non tace e non accetta passivamente le riforme legislative. Siamo di fronte alla ritorsione. La libertà della chiesa non è una concessione, ma è fondata nella costituzione. La regola della democrazia è il confronto per far parlare tutti. In questo senso la voce della chiesa e delle chiese è preziosa. (ndr.: 1. la regola del confronto vale anche all'interno della chiesa "popolo di dio"? Cardia si rende conto del pluralismo del giornale su cui scrive? 2. è possibile sapere quando mai la voce delle chiese non cattoliche ha avuto udienza nel nostro paese e nella chiesa cattolica? )
Negare la pluralità dei valori presenti anche nella società non cristiana significa contraddire l'insegnamento evangelico. Non è così che si sta nella storia e tra gli uomini.

17 febbraio 2007

per dare riconoscimento ai diritti delle persone che convivono e non vogliono o non possono sposarsi è possibile ricorre al Codice civile, con eventuali integrazioni. (ndr: il tono è finalmente diverso, anche se resta la grave presunzione di rappresentare il mondo cattolico)
una risposta a Severino che sosteneva l'inconciliabilità tra cristianesimo e democrazia. (ndr: bene la concezione non puramente procedurale di democrazia, ma non è chiaro se i valori fondanti la democrazia sono quelli unilateralmente stabiliti da qualcuno o quelli sui quali convengono coloro che hanno visioni etiche diverse)
non servono i Dico, serve il vincolo, per garantire l'educazione dei bambini e la continuità del rapporto.
Su temi come unioni di fatto, Afghanistan, pensioni l'unica possibile soluzione è il voto secondo coscienza e non secondo schieramento. (ndr: quali sono i punti qualificanti degli schieramenti?)
Una posizione liberale doc. Per un liberale i DICO sono un'intrusione dello Stato negli affari privati degli Individui
"la Chiesa del Cristo non sta nell'omelia di Vescovi inneggianti al feticismo devozionistico della religiosità popolare, pagana e barbara. La Chiesa del Cristo sta nell'immagine di un bambino, che, incerto e impaurito, guarda la bara del padre ucciso e chiede che qualcuno lo aiuti a capire il prezzo della violenza, da sconfiggere con la forza dell'amore. Al laico resta la forza della convinzione enunciata dal filosofo che seppe dire che «se non siesi pio non si può davvero essere saggio». E saggia non è la Chiesa di Papa Ratzinger"
La nota disciplinare sarebbe un'assoluta novità e comporterebbe o l'insignificanza o la disobbedienza. Abbiamo bisogno di una chiesa che parli (mai i vescovi sono stati tanto muti), ma che parli come parlava al concilio, educandoci alla libertà della fede e della responsabilità.
La nota dei vescovi fissi degli orientamenti di valore senza mortificare l'autonomia del laicato cattolico, quell'autonomia a cui siamo stati educati dalla chiesa. I DICO poi non sono un'alternativa alla famiglia, ma alle mere convivenze di fatto.
La gerarchia in fondo crede che si possano avere leggi 'più cristiane´. É un mito, altrove già tramontato. Che monsignor Plotti abbia rese pubbliche le sue riflessioni è importante. Mi auguro che non rimanga solo
essere vicini a chi vive nelle coppie di fatto e, secondo l´espressione dell´arcivescovo, «condividere con amore paziente e incoraggiante un cammino verso la verità dell´amore». Come scriveva Martini:«Sappiamo che il tentativo di imporre d´autorità e in maniera univoca e uniforme una nostra concezione della famiglia alla società civile europea sarebbe visto quale pretesa di parte e contribuirebbe probabilmente a radicalizzare i conflitti e a degradare ulteriormente il costume».
"Se la voce vaticana ha oltrepassato, come è certo, i suoi limiti, al laico rimane il potere del non ascolto. Della disobbedienza, se si tratta, come in moltissimi casi, del laico cattolico. La disobbedienza è una grande risorsa e ricchezza, come diceva don Milani. Può essere anche un dovere della coscienza cattolica... Speriamo che in questo difficile momento se ne ricordino non soltanto le coppie di fatto, ma anche i parlamentari cattolici, chiamati a decidere fra la voce della coscienza e quella di una politica succube dei palazzi vaticani."
Una critica di segno completamente opposto.
Gli affetti sfuggono al diritto, non possono essere rilevati e regolamentati. Dietro gli affetti si nascondono i rapporti sessuali.

16 febbraio 2007

la maggiore democraticità della fede democratica rispetto alla fede cristiana: la democrazia moderna... rende possibili, senza renderle obbligatorie, leggi che in determinati ambiti, rispettando la Costituzione, consentono a ciascuno di vivere come vuole. La Chiesa, invece, sollecita leggi che, in quegli ambiti, impongano a tutti di vivere secondo i dettami della fede cristiana
"Non servono crociate. E la Nota sulla famiglia penso sia giusto che la facciano tutti vescovi". Monsignor Alessandro Plotti, già vicepresidente della Cei, è appena reduce da un piccolo intervento agli occhi, ma ha lo sguardo molto lucido per quanto riguarda la situazione attuale che vede profilarsi uno scontro tra Chiesa e società. "Mi preoccupa molto il clima di scontro di questi giorni - dice l'arcivescovo di Pisa - è pericoloso. Sento malumore tra i vescovi per queste polemiche tra Stato e Chiesa. C'è chi parla di rimettere in discussione il Concordato, ma scherziamo!".
La chiesa rivendica il diritto-dovere di parlare delle cose degli uomini (in polemica con Rosy Bindi), alzando la sua voce autorevole e scomoda. (ndr: oltre l'evidente e voluto fraintendimento delle parole del ministro si persiste nel confondere il senso della radicalità cristiana. La differenza cristiana non è intransigenza che impone ad altri pesi insopportabili, ma testimonianza di vita che davvero forma coscienze...)
Di fronte al progetto di equiparazione tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali che modifica la definizione di famiglia, il primate del Canada sostiene che i diritti delle coppie omosessuali sono già tutelati dalle norme giuridiche riguardanti le unioni civili (i loro DICO) e invita i parlamentari a votare secondo coscienza. (Ogni commento è superfluo. Il grassetto è ndr)

15 febbraio 2007

L'intervento delle gerarchie ecclesiastiche nella sfera propriamente politica sfida Parlamento e Costituzione. Se i parlamentari cattolici devono votare secondo le indicazioni della chiesa (Ruini) si afferma la sovranità limitata del Parlamento. Se le leggi devono corrispondere al diritto naturale, i cui contenuti sono stabiliti dalla chiesa (Benedetto XVI) viene azzerata la Costituzione come tavola di valori condivisi. Vien così infranto, unilateralmente, il patto costituzionale tra chiesa e stato
"...Giungere però ad una scelta politica come conseguenza della fede, credo sia davvero un salto non solo illegittimo ma sconcertante"
Un altolà senza sfumature al cardinale Ruini, se davvero vuole imbrigliare nei precetti della Chiesa la libertà di decisione politica sui Dico, un tempo noti come Pacs. Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica e padre nobile del centrosinistra, non è contrario alla mediazione Bindi-Pollastrini, e teme la "distruzione" del cattolicesimo parlamentare se la Cei dovesse lanciare diktat a chi riconosce il suo magistero. In sessant'anni - dice - questo non è mai accaduto. Prima di correre certe avventure Ruini dovrebbe avviare "un ampio esame" dentro l'assemblea dei vescovi.

14 febbraio 2007

Si stanno usando, afferma il presidente della federazione della stampa dei settimanali cattolici, tutti i mezzi per imporre il riconoscimento delle coppie di fatto, anche omosessuali, facendo credere che questo corrisponde alla volontà della maggioranza del paese. E' importante che si mobiliti la società civile. Politica e media sono lontani dal paese reale, mentre è la comunità cristiana che interpreta il pensiero della gente.
Ci furono anche in passato pesanti ingerenze del papato e della Chiesa. Gli atteggiamenti di questi giorni non rappresentano una novità, ma sono il segno di una sostanziale continuità. E' possibile, per reazione, una ripresa della consapevolezza dei valori laici dello Stato democratico moderno.
La polemica ecclesiastica contro i DICO fa parte di una strategia per impedire la nascita del Partito Democratico. Ho contibuito a scrivere il testo dei DICO non cedendo a valori di altri, ma rispondendo all'istanza evangelica (Matteo 25) della solidarietà, sulla quale saremo giudicati. C'è una evidente anomalia del caso italiano: in altri paesi come Canada e Spagna l'atteggiamento delle autorità ecclesiastiche è stato diverso. La vera ragione dell'ostilità non è etica o religiosa, ma di ordine politico. La nascita di un grande partito democratico, con la confluenza di tradizioni diverse, impedirebbe gli atti di interdizione e i toni ultimativi di questi giorni.

13 febbraio 2007

Dallo storico Alberigo al sociologo Ardigò, gli intellettuali credenti criticano la chiusura sui Dico - 'Basta con tutta questa retorica sullo scardinamento della famiglia tradizionale' - L' invito comune: 'Dovrebbe esserci un ragionevole accordo sulle convivenze' * ALBERIGO Incontro gente ostile alle unioni ma non dice mai che la famiglia va in rovina con i Pacs * ARDIGÒ La verità è che Ruini vuole gestire lui i rapporti politici, anche coi singoli parlamentari * ROSATI La gerarchia ha sfiducia nei laici cattolici, non gli concede neppure l' ultimo chilometro * DON DIANICH Le coppie di fatto sono un effetto e non una causa della crisi della famiglia * CAMPANINI Il testo del governo sui Dico è una ragionevole mediazione per evitare scontri
Non si tratta, da parte dei vescovi, solo di un dissenso democraticamente espresso. Si preconizza e si minaccia uno spartiacque, una rottura dell'unità morale e politica degli italiani. Inoltre, imponendo la subordinazione di parlamentari della Repubblica ai dettami della Cei delegittima il Concordato
E' allarmante l'annunciato intervento chiarificatore sulle unioni di fatto, vincolante per i cattolici. Siamo in attesa di un nuovo Sillabo, che farebbe strame di qualsiasi idea di cattolicesimo adulto e della libertà di coscienza? La posizione del Vaticano è, a dir poco, anticristiana. E' necessario che quei cattolici, preti e vescovi che non si riconoscono nelle posizioni ufficialmente espresse, facciano sentire la propria voce e pronuncino parole di apertura di cui molti cattolici sentono la mancanza. Ma questo purtroppo difficilmente avverrà, perché nella Chiesa cattolica è stato soffocato ogni dibattito interno, aperto e franco.
Mentre nel passato il dissenso era sulla politica oggi è sulla morale.
"Preferisco parlar chiaro oggi, piuttosto che pentirmi domani di aver taciuto". La Chiesa si batta nella società, non nel Parlamento e nelle urne. I parlamentari cattolici devono farsi carico dell'intero Paese... Non possono per obbedienza alla dottrina cattolica sul diritto naturale, rifiutare di offrire ai cittadini italiani di ogni fede e credenze quel che si offre in gran parte d'Europa.

12 febbraio 2007

Lo Stato riconosce i diritti della famiglia fondata sul matrimonio senza esclusivismi. Quale compito della Chiesa nei confronti delle nuove generazioni, di tanti giovani convinti di amarsi e che si costruiscono un "matrimonio a tappe", come parlare a questi amori dell'indefettibile amore di Dio?
I "cattolicanti" ostentano la fede per fini politici. Perché scagliare la prima pietra senz guardare prima a casa propria?
La proposta del governo sulle unioni civili è una rinuncia al riconoscimento pubblico delle coppie di fatto. Siamo davvero ancora in uno Stato laico? La maggioranza degli italiani, secondo molte inchieste, non condivide le posizioni ufficiali della Chiesa sulle questioni eticamente sensibili. Spetta allo Stato definire cosa è matrimonio e famiglia, apportando quelle modifiche rese necessarie dai cambiamenti intervenuti nella società

11 febbraio 2007

Voler imporre principi religiosi non solo ai cattolici ma a tutta la società è fondamentalismo.
Il direttore della rivista "Confronti" lamenta il deficit di laicità nel nostro paese e l'affidamento alla chiesa cattolica della promozione dei valori. Viviamo ormai in un paese in cui sono presenti culture e religioni diverse e solo la laicità consente una convivenza. Possibile che protestanti, ebrei, ortodossi ecc. non abbiano nulla da dire?
Il divino mai come oggi è in primo piano. A scendere in campo ora non sono i cattolici (presenti in tutti gli schieramenti) ma la gerarchia con gravi conseguenze. Speriamo in una chiesa meno aggressiva e più aperta al confronto e al dialogo.
E' stato messo un paletto al neo-temporalismo della Santa Sede da parte di un premier e da un ministro cattolicissimi. La gerarchia preferisce la compagnia del paganesimo berlusconiano. I laici non sono anticlericali anche se l'episcopato sta facendo il possibile per farli diventare.
La chiesa non è più capace di farsi carico della sofferenza degli uomini di oggi, come fece invece nel II e III secolo. La legge sulla convivenza fronteggia lo smarrimento che caratterizza la nostra epoca ed è reclamata da chi aspira al diritto di avere dei doveri. Anzi i tratti dell'amore oblativo crescono più nelle coppie di fatto che nei matrimoni.
Lo spirito della legge indica il cammino che si vuole percorrere. Le norme elaborate mettono, nello spirito che vi soggiace, sullo stesso piano matrimonio e convivenza, ed eleva l'omosessualità allo stesso piano dell'eterosessualità. La porta è aperta ad una loro legittimazione ed esaltazione.

10 febbraio 2007

L'Italia è considerata dal papato come un laboratorio della nuova missione della chiesa cattolica per tutelare l'identità europea-occidentale, minacciata dalla deriva eugenetica, dal libertinismo e dal fondamentalismo islamico
Gravi riserve di fondo e fermo e severo giudizio sul disegno di legge licenziato dal governo. Si estendono ai conviventi diritti che sono i capisaldi del diritto familiare.
Già un anno e mezzo fa ci furono reazioni indignate di una parte del mondo cattolico alla proposta di Prodi di regolamentare le Unioni civili. In un articolo scritto nel 2005 Giannino Piana sosteneva che la regolamentazione delle coppie di fatto non costituisce un grave attentato alla famiglia fondata sul matrimonio. Anzi, la rigida difesa dei principi può contraddire il più autentico spirito evangelico.

9 febbraio 2007

Dove va la Chiesa italiana che parla più di pacs che del mistero di Cristo morto e risorto e della differenza cristiana? La voce di Avvenire non è la voce della Chiesa e neppure di tutti i vescovi. Questa Chiesa del silenzio, non rappresentata da Avvenire, deve oggi far sentire la propria voce.
La presa di posizione dei vescovi italiani interviene nella vita interna dello Stato italiano, rimettendo in discussione la logica concordataria.
E' ancora possibile in Italia credere in Dio e votare a sinistra?
L'editoriale, non firmato, rigetta la proposta di legge sulle unioni civili e afferma che una eventuale approvazione segnerebbe "uno spartiacque che inevitabilmente peserà sul futuro della politica italiana"

8 febbraio 2007

La storia e l'antropologia ci docono che non esiste una famiglia naturale o definita da Dio. Il riconoscimento delle coppie di fatto negli altri paesi europei non ha minato le fondamenta della famiglia né
Leopoldo Elia, già presidente della Corte Costituzionale, invita a prendere coscienza dell'evoluzione del costrume in tutti gli Stati dell'Unione Europea, evitando eccezioni italiane sul piano del diritto che sarebbero sentite come discriminanti dai non credenti. Ritiene inoltre che compito importante della Chiesa sia quello di educare le coscienze a cogliere l'importanza della scelta matrimoniale e non di ricorre alle costrizioni della legge.

7 febbraio 2007

Sul settimanale francese Témoignage Chrétien è apparso un articolo sulla figura dell'abbé Pierre, recentemente scomparso, da parte del vescovo emerito di Amiens Jaques Noyer. In Francia, ben più che in Italia, la scomparsa dell'abbé Pierre ha suscitato enormi emozioni e reazioni. L'articolo, tradotto e proposto, risente della situazione francese, ma le osservazioni svolte dal vescovo sono stimolanti anche per la gente di chiesa italiana.

6 febbraio 2007

E' compito della gerarchia entrare nel merito tecnico delle soluzioni giuridiche da adottare a proposito di unioni civili?

2 febbraio 2007

  • parresia lettera e risposta di Giancarlo Martini e Beppe Del Colle in il nostro tempo del 4 febbraio 2007
Di fronte al rumoroso silenzio della stampa cattolica ufficiale sull'intervento del cardinal Martini apparso sul "sole 24 ore" ho avuto la poco brillante idea di inviare una lettera al settimanale torinese "il nostro tempo" che l'ha pubblicata con la risposta di Beppe Del Colle. Credo che la risposta si commenti da sola: sono state deformate pesantemente le posizioni e le intenzioni dell'interlocutore, attribuendo a lui e, per interposta persona, al cardinal Martini e a Giannino Piana, un cedimento al laicismo individualista e antisolidale. Proprio il cardinal Martini denuciava in un discorso tenuto nel 1997 per S. Ambrogio il trionfo dell'individualismo, delle "ragioni non sindacabili dell'individuo", della trasformazione dei suoi desideri in diritti, con una insolita convergenza tra progressisti e conservatori. Al centro poi della riflessione etica di Giannino Piana vi è sempre stata la persona intesa come relazionalità. E' un vizio poi molto diffuso alterare le posizioni dell'interlocutore per poterle meglio liquidare. E' davvero un pessimo esempio di giornalismo, che non contribuisce a far nascere un'opinione pubblica nella chiesa, né a formare coscienze libere e responsabili.

1 febbraio 2007

  • Si può ancora parlare di "natura"? - considerazioni antropologico-etiche di Giannino Piana in aggiornamenti sociali n. 9/10 del 2006
Il magistero della chiesa cattolica si richiama spesso al concetto di natura o di legge naturale per condannare comportamenti "devianti" soprattutto in materia sessuale. Ora il concetto di natura è fonte di equivoci fuorvianti, soprattutto se inteso in modo fissista e appiattito sul dato fisico-biologico. Occorre distinguere tra ambito cosmico a cui riservare il concetto di natura e ambito umano per il quale impiegare il concetto di umanità o "humanitas", capace di stabilire un limite alle manipolazioni sempre più estese della vita umana e capace anche di individuare un elemento comune che consenta la comunicazione tra culture.

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