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Incontri di "Fine Settimana" percorsi su fede e cultura |
anno 31° - 2009/2010 "Ero forestiero e mi avete ospitato" |
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"Dentro la città, a fianco degli uomini. Può essere sintetizzato così l'atteggiamento che il cardinale Carlo Maria Martini ha tenuto nei confronti del terrorismo, nei lunghi anni del suo magistero episcopale a Milano e, più di recente, nel suo soggiorno di studio e di preghiera a Gerusalemme. Terrorismi diversi, quello dei brigatisti italiani e quello degli estremisti islamici, indagati però con lo stesso sguardo lucido e sapiente. Una vicenda che il cardinal Martini accetta di ripercorrere,"
"«Prevale decisamente lo scontro (tra credenti e non credenti), almeno da parte di una sedicente cultura laica ...C'è un clima di aggressione non soltanto verso la Chiesa, ma anche verso tutto quello che il cristianesimo ha significato sul piano culturale...Ma quella di oggi non è la polemica illuminista, o addirittura marxista, che permetteva alla Chiesa di confrontarsi con ambiziosi sistemi "alternativi" rispetto all'annuncio evangelico. E non è neppure il nichilismo drammatico di Nietzsche.... No, quello di oggi è un nichilismo spicciolo, un gioco di società all'insegna dello sbeffeggio e del complottismo a buon mercato, una libellistica senza sostanza e, in ultima analisi, senza possibilità di replica seria». (ndr.: la cultura dello scontro è alimentata anche da molti adulatori della chiesa che inneggiano all'identità cristiana contro gli invasori...)
Zagaria, Cristina
"Nel mirino finisce, per errore, un musicista romeno che suona la fisarmonica sui treni. Si chiama Petru Birlandeanu. Ha 31 anni e viene colpito al cuore. L'omicidio è filmato dalle telecamere di sorveglianza della Cumana."
Zaghloul, Saleh
"La ricorrente polemica a proposito del burqa... I mezzi d'informazione italiani... danno la massima visibilità a posizioni generalizzanti sostenute preferibilmente da italiane convertite, avvalorando così una visione che vuole le donne tutte sconfitte e vittime. Questo conferma che la via subalterna dell'assimilazione, che prevede la rinuncia alla propria cultura, è più agevole di quella dell'integrazione matura che aspira, faticosamente, a coltivare la propria identità."
Zagrebelsky, Gustavo
"Perché... altrimenti l'attuale legge elettorale continuerà a «ferire la Costituzione» e ad espropriare i cittadini del loro diritto di scegliere da chi essere rappresentati. Per salvare «quella piccola cosa che è la democrazia» si mobilita l'associazione Libertà e Giustizia"
"«La Costituzione è ancora in vigore. E non esiste una costituzione materiale alternativa»... Il Quirinale «È pienamente nel solco della Costituzione». Come cittadino, Zagrebelsky «è angosciato»... «Vedo in corso un processo fatto non di discussioni serie, ma di argomenti pretestuosi che... lasciano trasparire un fondo di violenza... Mi pare il momento in cui tutti coloro che hanno a cuore il confronto politico pacifico, come necessità primordiale della democrazia, devono far sentire la propria voce, per opporsi a questa deriva in fondo alla quale appare uno scenario catastrofico»."
"mentre da parte dei potenti della terra si accentua la loro dichiarata adesione alla democrazia, cresce e si diffonde lo scetticismo presso chi studia l'odierna morfologia del potere e presso coloro che ne sono l'oggetto e, spesso, le vittime. Per secoli, democrazia è stata la parola d'ordine degli esclusi dal potere; ora sembra diventare l'ostentazione degli inclusi."
"al di là della legge c´è pur sempre il diritto, e col diritto la legge deve fare i conti. Forse mai come in questo caso legge e diritto, lex e ius, queste due componenti dell´esperienza giuridica, sono apparsi così nettamente distinti, anzi, contrapposti. Quando ciò accade, la forza della legge è debole perché è avvertita come arbitrio e, prima o poi, anche se con costi e sofferenze, l´equilibrio sarà ristabilito... Nei regimi autoritari... la stampa vive delle informazioni che il potere politico, caso per caso o per legge non fa differenza, l´autorizza a rendere pubbliche; vive degli ossi che il padrone le butta"
"Le Lettere dei condannati a morte della Resistenza contengono la voce d'un altro popolo, di uomini e donne, d'ogni età e classe sociale, consapevoli del dovere della libertà e del prezzo ch'essa, in momenti estremi, comporta... Sono quasi una sfida, un invito a misurarci rispetto a quel tempo, il tempo della libertà e della democrazia riconquistate; un invito a domandarci quale strada abbiamo percorso da allora."
"Padroni e servi, a tutti i livelli del giro, sono legati da patti, ma patti tra complici. La fedeltà ai patti è garantita da favori e minacce, blandizie e intimidazioni e ricatti... La democrazia è dunque forse solo questo: la possibilità di creare «momenti non eroici» di distruzione delle oligarchie. Vediamo così che occorre tenersi stretti ai capisaldi del liberalismo: la sovranità della legge e la libertà dell'opinione; le magistrature e l'informazione. Non ci voleva molto, per arrivare qui, a questa conclusione. Non ci voleva molto, ma questo non vuol dire che sia superfluo ribadirla, ora..."
"Se la legge ha perduto il suo fondamento mistico perché non viene (più) da un Dio, ma è fatta da uomini, perché dovremmo prestarle obbedienza? Perché uomini devono obbedire ad altri uomini? Domande semplici e risposte difficili." " In una società democratica, questo "qualcuno" ( per il quale la legge vale per adesione e non per costrizione) dovrebbe essere il "maggior numero possibile"." "La moralità della legge come tale, indipendentemente da ciò che prescrive, dovrebbe stare nell'uguaglianza di tutti, nel fatto che ciascuno di noi può rispecchiarvisi come uguale all'altro." "l'esistenza delle leggi non esclude che vi sia chi le sfrutta e viola per il proprio interesse, a danno degli altri. Ma il compito della legge, per poter pretendere obbedienza, è di contrastare l'arroganza di chi le infrange impunemente"
"una riedizione del perenne contrasto tra l´etica delle conseguenze e l´etica delle convinzioni. L´uomo politico degno della sua professione - colui che rifugge tanto dall´opportunismo quanto dal fanatismo e cerca di conciliare responsabilmente realtà e idealità - conosce questo conflitto e sa che esistono i momenti delle decisioni difficili. Sono i momenti della grande politica.
Ma da noi ora non è così...."
""Quel che è di Cesare", il libro-intervista di Giovanna Casadio a Rosy Bindi è la prova della tensione che deriva non - come talora erroneamente si dice - dall'essere cittadino e credente al tempo stesso (come se la democrazia dovesse essere necessariamente atea o agnostica), ma dalla doppia appartenenza allo Stato democratico e alla Chiesa come potere disciplinare... La riflessione non tace le difficoltà che derivano dalla posizione politica che la Chiesa Cattolica è venuta assumendo negli ultimi anni, con l'allontanamento progressivo dallo spirito del Concilio Vaticano II. È un regresso, le cui conseguenze sono denunciate a chiare e brucianti lettere, con espliciti riferimenti alla politica della CEI del cardinal Ruini."
"in nessun altro sistema di reggimento delle società, le parole siano tanto importanti quanto lo sono in democrazia" «È solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l´espressione altrui. Che sia ricco o povero importa di meno». " Quando il nostro linguaggio si fosse rattrappito al punto di poter pronunciare solo sì e no, saremo pronti per i plebisciti" " Le parole non devono essere ingannatrici" "le parole devono inoltre, oltre che rispettare il concetto, rispettare la verità dei fatti. Sono dittature ideologiche i regimi che disprezzano i fatti, li travisano o addirittura li creano o li ricreano ad hoc."
"«Le posizioni in tema di etica possono essere prese in due modi. In nome della verità e del dogma, con regole generali e astratte; oppure in nome della carità e della com-passione, con atteggiamenti e comportamenti concreti. Nella Chiesa cattolica, ovviamente, ci sono entrambe queste posizioni...» «Una legge comune è possibile solo se si abbandonano i dogmi, se si affrontano i problemi non brandendo quella verità che consente a qualcuno di parlare di "omicidio" e "boia", ma in una prospettiva di carità.» «Il Concilio Vaticano II ha rovesciato la tradizione della Chiesa come potere alleato dello Stato, ha voluto liberarla da questo legame tutt'altro che evangelico... invitò i cattolici a un impegno responsabile nella società, uomini con gli altri uomini, con la fiducia riposta nel libero esercizio delle virtù cristiane e nell'incontro con gli "uomini di buona volontà"». «Oggi la politica è succuba della Chiesa, ma domani potrebbe accadere l'opposto.»"
" un giorno dialogo, un altro scomuniche; un giorno benevolenza, un altro minacce; un giorno legalità, un altro illegalità; ciò che è detto un giorno è contraddetto il giorno dopo. La coerenza non riguarda i fini ma i mezzi, cioè i mezzi come fini: si tratta di operare, non importa come e con quale coerenza, allo scopo di incrementare risorse, influenza, consenso" "il "politico" di successo, in questo regime, è il profittatore, è l´uomo "di circostanza" in ogni senso dell´espressione, è colui che "crede" in tutto e nel suo contrario." "una definizione che, in una parola, condensi tutto questo (...): nichilismo, inteso come trasformazione dei fatti e delle idee in nulla, scetticismo circa tutto ciò che supera l´ambito (sia esso pure un ambito smisurato) del proprio interesse. Chi conosce la storia di questo concetto sa di quale veleno, potenzialmente totalitario, esso abbia mostrato d´essere intriso. Ciò che, invece, si fa fatica a comprendere è come chi tuona tutti i giorni contro il famigerato "relativismo" non abbia nessun ritegno, addirittura, a tendergli la mano."
"Si parla sempre più frequentemente, soprattutto negli ambienti cattolici e in quelli laici interessati alla religione come religione civile, di «nuova», «giusta» o «sana» laicità. Questa laicità «nuova» pretende di far convivere pluralismo e privilegi (...) L'epoca della neutralizzazione politica rispetto alle religioni sembra terminare la sua curva ascendente. Gli Stati laici vengono percepiti come ostacoli a una nuova confessionalizzazione degli spazi. Dove non è possibile imporre direttamente regimi teocratici o ierocratici, si parla almeno di «nuova» laicità. L'intensità è diversa; il movimento è lo stesso." "Che, poi, questa «nuova» laicità sia anche «sana» oltre che «giusta», sembra da escludere..."
«Bisognerebbe tornare ai primi tre secoli dopo Cristo, prima dell'età costantiniana. C'è tutto un apparato dogmatico che non interessa più a nessuno; gli atteggiamenti recenti della chiesa cattolica un po' aggressivi, questo suo rinchiudersi in una cittadella tradiscono una profonda debolezza. E quel suo sentirsi assediata trasmette anche un pessimismo antievangelico nei confronti del futuro. Ricordo che all'epoca del Concilio vaticano II regnava un clima di ottimismo, di speranza che ormai è andato perduto...».
" la religione si offre come tessuto connettivo di società politiche in auto-disfacimento" " è la ri-proposizione di una funzione antichissima, anzi addirittura originaria, della religione come fattore politico" " la fondazione della vita politica su premesse religiose è prospettata come un atto di amicizia, non d'inimicizia, nei confronti delle società liberali, altrimenti votate al suicidio" " In questo contesto, la religione cattolica romana,(...), si propone come religione civile, come sostegno della società politica, come medicina delle sue infermità, come fattore d'identità". La Chiesa "può pretendere di interpretare e garantire l'«identità» - l'identità cristiana - dei popoli di tradizione occidentale e, in questo, si incontra con progetti politici che nulla hanno a che fare con la fede religiosa, ma sono interessati a un'alleanza per la difesa di una non meglio precisata «civiltà occidentale». Ma questa funzione civile della Chiesa non è compatibile con ciò che prevede la costituzione e il concordato. La religione cattolica come religione civile intacca il principio dell'autosufficienza dello stato. "In secondo luogo, la religione come religio civilis (...) viola il carattere liberale e democratico dell'organizzazione politica della società civile." "In terzo luogo, la religione civile, in un contesto di pluralismo culturale e religioso, comporta di per sé lesione del principio di laicità, nel suo contenuto ugualitario."
"Nella vita del professor Elia, questo impegno si è speso prima per l'attuazione, poi per la difesa della Costituzione, sempre con la consapevolezza ch'essa sia il bene ineguagliabile che la cultura politica degli anni della Costituente aveva dato al nostro Paese, e che il gran da farsi intorno a essa, per modificarla, se non cambiarla, dovesse essere visto con la cautela che viene dal possedere qualcosa che vale e che rischia di perdersi."
"Un sistema di governo in cui le decisioni legislative siano la traduzione immediata e diretta - cioè senza il filtro e senza l´esame della ragione pubblica - di precetti e norme derivanti da una fede (fede in una verità religiosa o mondana, comunque in una verità), sarebbe inevitabilmente violenza nei confronti del non credente («l´infedele»), indipendentemente dall´ampiezza del consenso di cui potessero godere" "Entrambe le formule (etsi Deus non daretur o veluti Deus daretur) non hanno dunque aiutato a fare passi avanti" " la legge deve essere aperta a tutti gli apporti, compresi quelli basati su determinate assunzioni di verità. La verità può trovare posto nella democrazia e può esprimersi in «legislazione che persuade», perché la democrazia non è nichilista. Ma solo a patto però - questo è il punto decisivo - che si sia disposti, al momento opportuno, quando cioè ci si confronta con gli altri, a difendere i principi e le politiche che la nostra concezione della verità a nostro dire sostiene, portando ragioni appropriatamente pubbliche. Così, i sistemi religiosi, filosofici, ideologici e morali non sono esclusi dalla legislazione, ma vi possono entrare solo se hanno dalla propria parte anche buone ragioni «comuni», su cui si possa dissentire o acconsentire"
"Quando una Costituzione genera discordia, è segno di qualcosa di nuovo e profondo che ha creato uno scarto. È il momento in cui le strade della legittimità e della legalità (la prima, adeguatezza ad aspettative concrete; la seconda, conformità a norme astratte) si divaricano. Di legalità si vive, quando corrisponde alla legittimità. Ma, altrimenti, si può anche morire. ... Questa è un´epoca in cui, manifestamente, le relazioni tra le persone si fanno incerte e il primo moto è di diffidenza, difesa, chiusura. Questo è un dato. Alla politica, che pur si disprezza, si chiede attenzione ai propri interessi, alla propria identità, alla propria sicurezza, alla propria privata libertà. L´ossessione per "il proprio" ha, come corrispettivo, l´indifferenza e, dove occorre, l´ostilità per "l´altrui". In termini morali, quest´atteggiamento implica una pretesa di plusvalenza. In termini politici, comporta la semplificazione dei problemi, che si guardano da un lato solo, il nostro. In termini costituzionali, si traduce in privilegi e discriminazioni." "Si difende la Costituzione anche, e soprattutto, con politiche rivolte a promuovere solidarietà e sicurezza, legalità e trasparenza, istruzione e cultura, fiducia e progetto: in una parola, legame sociale."
"Si constata un intreccio crescente tra poteri pubblici e autorità religiose. Il primo chiede sostegno alle seconde e le seconde al primo, ciascuno per la propria utilità. I rispettivi confini si fanno evanescenti." Ci sarebbe stato il "fallimento della pretesa della "ragione secolare" di fondare il governo dell'esistenza, la comprensione del suo significato e la sua salvaguardia su forze morali e scientifiche proprie, cioè esclusivamente umane... Da ciò deriverebbe la necessità di orientare di nuovo la vita politica al trascendente..." a "Dio e ciò che su Dio si appoggia nella storia, cioè religione e apparati chiesastici" per "superare l'impasse in cui, per il nostro orgoglio smisurato, ci saremmo cacciati." "Questo modo di ragionare è un insieme di proposizioni indimostrabili e contestabili...." "La storia insegna che il "sacro", come le religioni, sono un immenso deposito di forza. Ma è una forza ambigua, che può orientarsi a fini opposti, benefici o malefici; verso l'amore del prossimo o l'odio e l'oppressione del diverso; per la pace ma anche per la guerra;" "Davvero possiamo noi stravolgere l'insegnamento evangelico fino a farne qualcosa di simile a un manuale per il buon cittadino? Davvero possiamo trasformare Gesù di Nazareth, che, nel deserto, respinse la tentazione diabolica del potere, che fuggì sul monte quando lo si voleva proclamare re, che di fronte alla morte, non propose a Pilato un compromesso di comune utilità ma rivendicò una regalità di tutt'altra natura; davvero possiamo trasformarlo in maestro di virtù civili?"
"Il maestro è ridicolmente anacronistico. Sembra non essercene bisogno, sembra anzi un ingombro nella società egualitaria dei grandi numeri, propria del nostro tempo, che propone bensì modelli di successo, ma, per così dire, di successo applicativo, non creativo. La via del perfezionamento personale, della conoscenza, della sperimentazione e della consapevolezza, e quindi anche della critica e della ribellione, la via che indicano i Maestri, non è confacente a questa società. (...) Questa società non ha dunque bisogno di maestri. Sono pateticamente inutili. I mezzi attraverso cui si trasmettono conoscenze e si formano coscienze si chiamano maestra-televisione, maestra-pubblicità, maestra-comunicazione, maestra-moda, ecc. Queste sì sono maestre ugualitarie, stanno sul nostro stesso piano, usano il nostro stesso linguaggio, si prestano a essere comprese da tutti senza sforzi, sono adatte alla società dei grandi numeri, sono perciò pienamente democratiche. Che c'è di meglio? (...) E invece no. Le cose non stanno affatto così. Non si tratta di aristocrazia contro democrazia, ma di due concezioni della democrazia, l'una in opposizione all'altra. L'una, la potremmo definire democrazia critica; l'altra, acritica." "Non c'è bisogno di maestri in questa democrazia (acritica), ma di ideologi, di comunicatori, di propagandisti o di pubblicitari, cioè di quelle false maestre (televisione, pubblicità, moda, ecc.) di cui s'è detto. Esse non creano tensione, allontanano da noi l'inquietudine del dubbio, ci fanno credere che ciò che siamo sia anche ciò che non possiamo non essere, che dove siamo non possiamo non essere. Ci fanno stare in pace con noi stessi, perché ci privano della coscienza di noi stessi e ci trasformano da soggetti in oggetti."
Principi e valori indicano dimensioni molto diverse e rinviano a due atteggiamenti morali opposti. Il valore, nella sfera morale, è un bene finale che chiede di essere realizzato attraverso attività a ciò orientate, giustificando qualsiasi mezzo, costo quel che costi (la pace po' giustificare la guerra...). I valori poi sono tiranni e, in caso di conflitto, tendono ad annullare gli altri valori. "per questo, chi integralmente si ispira all´etica del valore è spesso un intollerante, un dogmatico." " Il principio, invece, è...un bene iniziale che chiede di realizzarsi attraverso attività che prendono da esso avvio e si sviluppano di conseguenza" Non autorizza qualsiasi azione. I principi, poi, non sono totalitari, ma possono bilanciarsi. "Chi si ispira all´etica dei principi sa di dover essere tollerante e aperto alla ricerca non della giustizia assoluta, ma della giustizia possibile, quella giustizia che spesso è solo la minimizzazione delle ingiustizie." " Nell´assolutismo (etica dei valori), si trovano a casa propria tanto coloro che parlano dell´aborto, né più né meno, come di un assassinio (oggi si dice "feticidio"), quanto coloro che ne parlano come diritto incondizionato" " ragionar per principi, è certo assai più difficile, ma è ciò che la Costituzione impone di fare" Infine, contrariamente al ragionar per valori " Il ragionar per principi spesso induce la legge a fermarsi prima, rinunciare alle regole generali e astratte e a rimettere la decisione ultima alla decisione responsabile di chi opera nel caso concreto"
"Lo slogan "moratoria dell'aborto", stabilendo una "stringente analogia" tra pena di morte e aborto, accomunati come assassinii legali, ha sì riaperto il problema, ma in modo tale da riaprire anche uno scontro sociale e culturale che vedrebbe, nientemeno, schierati i fautori della vita contro i fautori della morte." La questione dell'aborto è un intreccio di violenze: violenza sull'essere umano in formazione, violenza possibile nella gravidanza sul copro e sulla mente della donna, potenziale carico di violenza delle nostre società incapaci di accogliere nuovi nati. Quasi sempre l'aborto è violenza dei più deboli sui più deboli provocata da una violenza anteriore.
Un conto è la moratoria in quei paesi in cui l'aborto è usato come strumento di controllo delle nascite o di selezione di genere, un conto in quei paesi in cui l'aborto non è imposto ma permesso a certe condizioni. In questo caso la moratoria colpirebbe l'ultimo anello della catena, scaricando sulla donna l'intero peso della violenza di cui la società è intrisa. Il dibattito sull'aborto rinvia alla concezione primaria della donna come persona o come strumento di riproduzione. Sul piano dei principi le posizioni sono inconciliabili " tra una concezione della società incentrata sui suoi componenti, i loro diritti e le loro responsabilità, e un'altra concezione incentrata sull'organismo sociale, i cui componenti sono organi gravati di doveri, anche estremi". Sul piano delle circostanze è possibile invece lavorare "per ridurre le violenze generatrici di aborto".
Abbiamo perso il significato drammatico e discriminatorio della parola "straniero". Dalla visione dello straniero come nemico propria delle società antiche alla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ("tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità di diritti") c'è stato un notevole progresso di civiltà. Ma se guardiamo la realtà dal punto di vista dello straniero ci accorgiamo che permane la discriminazione. "La trappola sta nella distinzione tra straniero "regolare" e "irregolare". Ciò che è irregolare, per definizione, dovrebbe trovare nella regola giuridica il suo antidoto: quando è possibile, per impedire; quando è impossibile, per regolarizzare. Invece, nel caso degli stranieri migranti, la legge promuove, anzi amplifica l´irregolarità, invece di tentare di ricondurla nella regola. Così facendo, è legge criminogena." E' la figura dello straniero irregolare che alimenta racket, il mercato del lavoro nero, la schiavitù. Per non essere scoperto l'irregolare non si rivolgerà ai giudici, non ricorrerà al ricovero ospedaliero, non manderà i propri figli a scuola. Chi deve legiferare deve tener conto di questo.
Non c'è "proposito "laicista" di escludere i credenti dal dibattito pubblico", come afferma Buttiglione. Non parlo di rapporti tra cittadini non credenti e cittadini credenti all'interno della società civile e in quella politica, ma di rapporti istituzionali tra Stato e Chiesa. "da parte cattolica (si sostiene che) data la "impronta" cristiano-cattolica del nostro Stato ch´esso deve salvaguardare come una delle sue "premesse" , è giustificata la sua tacita alleanza con la Chiesa". "le "premesse" del vivere comune nascano dalla e nella libertà" e non da qualcosa che prcede la libertà, come ssostiene contradditoriamente Böckenförde.
Zagrebelsky critica alcune affermazioni del costituzionalista E.W. Böckenförde.
Le premesse di cui uno stato basato sulla libertà ha bisogno devono prendere corpo in senso alla società: sono i cittadini ad essere chiamati in causa per rinsaldare l'ethos di cui lo stato ha bisogno. Per Ratzinger lo stato può trovare legittimamente tali premesse nel cristianesimo, unica forza storicamente disponibile. Pluralismo e tolleranza non vuol dire neutralità nei confronti dei valori. I valori derivanti dalla fede cristiana sono il presupposto della sua consistenza. Di qui la richiesa di uno status differenziato a favore della Chiesa cattolica (i simboli, il sostegno alle scuole cattolichen insegnamento della religione, finanziamenti agevolati, ultima parola sulle questioni etcamente sensibili...). Ma "Nello Stato secolare fondato sulla libertà, tutte le fedi, tutte le religioni, tutte le credenze anche non religiose o antireligiose hanno lo stesso diritto di cittadinanza ed è questo che costituisce "l´impronta" di questo tipo di Stato."
L'idea di un legame unificante che precede la libertà corrisponde ad un'idea di democrazia protetta, a sovranità limitata. Lo stato secolare basato sulla libertà deve reggersi e camminare con le energie spirituali che la società deve avere in sé, senza deleghe a altri.
Chi ripropone la religione in una dimensione civile ritiene che i credenti rispetto ai non credenti godano di uno stato di superiorità non solo morale, ma anche civile. Pensa che senza Dio tutto è permesso all'uomo che vuole prendere il posto di Dio.
Al contrario, proprio se si crede in Dio, si può credere che sia con noi, Gott mit uns. E' una superbia al sommo grado che percorre violentemente la storia sino ai nostri giorni. L'etica della modestia e della responsabilità forse è più facile per chi non crede in Dio e sa che dipemde da lui, insieme agli altri, districarsi nelle difficoltà della vita. "la fede in Dio non è di per sé garanzia di modestia, esattamente come la mancanza di fede in Dio non è di per sé presupposto di necessaria superbia".
L'utilità o la pericolosità della religione dipende anche dal comprendersi come religione della carità (la chiesa delle origini) o religione della verità (la chiesa successiva). E' proprio l'istanza della verità che crea divisioni nelle società pluraliste attuali. Se l'accento fosse posto sulla carità si creerebbero legami, solidarietà, non solo tra cristiani, ma anche tra cristiani e non cristiani.
Condizioni primarie di ogni concezione della democrazia sono la disponibilità alla ricerca di convergenze e, se del caso, al compromesso, in condizioni di uguaglianza partecipativa. Ogni religione della verità è potentemente in conflitto con queste condizioni.
La democrazia si basa sull'autonomia di tutti i suoi partecipanti. La religione della verità pretende invece obbedienza dai suoi fedeli. Di qui il conflitto. Non è in questione la pluralità delle appartenenze, ma l'appartenenza a comunità dogmatiche che riservano a sé la gestione della verità. Lo spirito del Concilio, che aveva affermato l'autonomia e la responsabilità dei fedeli nella sfera politica e sociale, si è appannato. Ma non tutto è perso perché "lo Spirito spira dove vuole".
Nel libro intervista di Zagrebelsky "La virtù del dubbio" sono affrontati con respiro storico temi di etica e diritto di stretta attualità. Il passaggio dal pluralismo al multiculturalismo (convivenza tra gli esseri umani di portata globale) pone sfide inedite. Tra separatismo e assimilazione c'è l'ideale della interazione, il cui postulato è "la necessità e la capacità delle culture di entrare in rapporto, per definire se stesse (e quindi difendersi dall´assimilazione), ma al contempo la disponibilità a costruire insieme e, eventualmente, a imparare l´una dall´altra. In questa disponibilità a rinnovarsi apprendendo gli uni dagli altri (che non è ibridazione o meticciamento, come taluno dice senza rendersi conto del razzismo che c´è in queste parole applicate alle società umane, ma è consapevolezza della comune umanità) c´è il contrario del separatismo." (...)
"I fautori della "guerra di civiltà" credono che si possa difendere l´Occidente chiudendo i confini e armandoli per tenere lontani gli alieni e, al tempo stesso, cercando di rafforzare la sua «identità» attraverso un´operazione ideologica che non trascura nessun mezzo utile, compreso il povero e inerme crocifisso, assurto, per l´occasione, a simbolo di questa identità contrapposta e sulla difensiva, rispetto ad altre. "
Il diritto naturale è una risorsa che appaga il bisogno di sicurezza, ma è anche il luogo dei più aspri conflitti. In nome della natura si è giustificata la schiavitù, l'inferiorità di certe razze, la selezione "naturale"... Si può parlare di natura solo all'interno di una certa visione del mondo, cioè di una certa cultura. Ma solo se si ha "fede e grazia" si può avere una visione corretta di natura? Chi ne è privo è un errante e un reprobo? Si è vicini alla guerra civile quando si invitano gli stessi giudici a disobbedire alle leggi. C'è un'esigenza vera in questa rinascita del diritto naturale e cioè che non tutto ciò che è materialmente possibile è moralmente lecito. Ma l'àncora di salvezza non è la natura, ma la ricerca comune da parte di tutti gli uomini di buona volontà di ciò che è buono e giusto, facendo leva sulla libertà e responsabilità (ndr.: su questi temi più volte sono state svolte approfondite riflessioni negli incontri dei "finesettimana" da parte di Armido Rizzi, di Giannino Piana e dello stesso Giuseppe Barbaglio..)
La logica del non possumus conduce alla contrapposizione ed è rinuncia a trovare un terreno di incontro. C'è stato addirittura un appello, da parte di una congregazione vaticana, alla disobbedienza alla legge comune. Così avvenisse significherebbe la perdita del senso di appartenenza ad una casa comune. In democrazia la parola d'ordine è "possumus" per tutti. Nel dibattito pubblico i dogmi non possono essere fatti valere come tali. Le istituzioni democratiche devono essere relativiste per fare spazio a tutti. La sindrome di accerchiamento colpisce oggi sia la chiesa che il mondo non credente. Sia credenti che non credenti devono riconoscersi reciprocamente come importanti.
La pronunica del Tribunale di Roma sulla vicenda di Welby contiene un principio di diritto importante ed inaccettabile. Il diritto di richiedere l'interruzione del trattamento, a causa della carenza e della contraddizione delle norme, è un diritto non concretamente tutelato. Per il Tribunale è necessario che intervenga il legislatore. In questo modo però si subordina la costituzione alla legge. I nostri giudici sono abituati a giudicare applicando regole precise e non a giudicare secondo principi di portata generale. E' un compito difficile, ma necessario.
La presa di posizione dei vescovi italiani interviene nella vita interna dello Stato italiano, rimettendo in discussione la logica concordataria.
Zagrebelsy, Gustavo
"Legge. Diritto. Giustizia. Tre parole che a un orecchio distratto potrebbero parere analoghe, intercambiabili quasi, e che invece racchiudono modi anche assai lontani di concepire quel sistema di principi e di regole che rende possibile la convivenza tra le persone e tra i popoli. Tre parole che, ieri, hanno aperto con il primo dialogo il ciclo "ItAlieni. Come siamo diventati extraterrestri""
Zakaria, Fareek
"La valle di Swat, in Pakistan, è di nuovo tranquilla. Spesso paragonata alla Svizzera per il suo panorama mozzafiato di montagne e pascoli, questa regione è diventata zona di guerra nel corso degli ultimi due anni, quando i miliziani talebani vi hanno sferrato violente battaglie contro le forze armate. Oggi non è più così, ma solo perché il governo pachistano ha accolto alcune delle richieste chiave avanzate dai talebani, in primo luogo il ripristino delle corti islamiche. Da più parti si teme che questo significhi la demolizione delle scuole femminili, la chiusura dei cinema e la ricomparsa delle decapitazioni sulla pubblica piazza."
Zamagni, Stefano
La scelta pauperistica non è soltanto una via di perfezione individuale, ma un ordine economico-sociale della collettività, utile alla ridistribuzione dei beni.
"Il cambio di paradigma è la grande novità di questo documento. Anche rispetto alle altre encicliche sociali che scontavano una lacuna strutturale: venivano osservati i fenomeni economici, se ne evidenziavano i limiti e poi si proponevano le opere di carità per temperarne gli effetti negativi. Invece occorre agire sul momento generativo delle sofferenze, non metterci una pezza dopo. Il dono non dev'essere inteso come filantropia, ma come chàris , amore gratuito ricevuto e donato che sta dentro il processo economico, nel mercato."
"«l'enciclica dà ragione alla scuola italiana dell'economia civile rispetto a quella anglosassone dell'economia politica, in quanto aggiunge nel discorso economico il principio di reciprocità, accanto a quelli classici dello scambio e della redistribuzione». Cioè «il dono, avendo valenza economica, deve entrare nelle imprese, nelle famiglie, nelle organizzazioni»"
Un volume di Luigino Bruni fa discutere. Oltre la logica del mercato, è possibile individuare forme di reciprocità basate sul modello della fraternità?
"L'idea di fondo che percorre il volume può essere resa così: l'altro è limite al mio avere, ma necessario al mio essere. L'altro è, ad un tempo, sofferenza e benedizione; ma mentre la sofferenza ha a che vedere con la dimensione dell'avere, la benedizione tocca quella dell'essere. Meglio dunque soffrire che non aver amato." "L'originalità del contributo di Bruni è quella di trasferire la dualità sofferenza-benedizione all'ambito propriamente economico"
Si annunciano grandi mutamenti nel quadro legislativo del Terzo Settore.
La posizione da favorire è quella di un non profit plurale, che lasci ai soggetti della società civile la scelta del modello consono alla propria visione
Neoliberismo e neostatalismo sono come una morsa che toglie spazio a una vera sussidiarietà e ad un'attenzione alla persona che non sia solamente retorica.
Con il neoliberismo ci si accontenta della filantropia e del paternalismo compassionevole
Se si attribuisce allo Stato il compito di assicurare a tutti i cittadini livelli essenziali di assistenza, si nega, al livello della sfera pubblica, ogni spazio all'azione gratuita
Il bene comune non è il bene totale, cioè la somma dei beni individuali, ma è qualcosa di indivisibile, perseguibile solo insieme. E non è neppure l'interesse generale. Bene e interesse non sono sinonimi. Alla radice della crisi del bene comune, c'è da un lato il trionfo dell'individualismo, dall'altro il venir meno di un'etica comune. Occorre oggi indicare quali forme concrete può assumere. Sarebbe un potente antidoto alla rinascente antipolitica
Zampaglione, Arturo
"A due mesi dall'insediamento di Barack Obama scoppia negli Stati Uniti una nuova abortion war, una guerra sull'aborto, accompagnata da tensioni crescenti tra la Casa Bianca democratica e l'episcopato cattolico."
Zampa, Sandra
"Non c'è un bene comune "cattolico" e un bene comune di altri. A me l'hanno spiegata così l'evangelica espressione che ci invita «a dare a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio». A me hanno insegnato che la politica è forma di carità. Vogliamo dirci che chi si candida a farlo con senso di responsabilità piena, facendo il proprio dovere fino in fondo, dovrebbe andare bene ai cattolici prima di tutto?"
Zanca, Paola
"le Comunità sono disposte a svendere qualsiasi cosa pur di andar dietro a chi fa le moine al governo israeliano"
"Il punto è che si tratta di criteri che non può stabilire la politica: li definisce un medico, sulla base delle sue conoscenze scientifiche e del rapporto che ha con il paziente."
Zanini, Roberto
"«Il suo peccato è abominevole ma non è compreso nella scomunica. Esistono tanti altri peccati gravi ma il più grave è l'aborto, l'eliminazione di una vita innocente»"
Zanonato, Flavio
"«Apprezzo molto la serietà e il senso di responsabilità della Chiesa che, giustamente, ha ricordato come i rom siano stati vittime della terribile persecuzione nazista. Questo dovrebbe indurci a una maggiore generosità nei loro confronti»."
Zanon, Claudio
"La terapia e nutrizione parenterale (leggasi idratazione ed introduzione di sostanze nutrizionali tramite la circolazione sanguigna) e la terapia e nutrizione enterale (leggasi introduzione di sostanze idratanti e nutrizionali nell'apparato digerente) sono terapie mediche a tutti gli effetti, prescrivibili solo da medici: richiedono un consenso da parte del paziente e certificati del Sistema sanitario nazionale, come atti terapeutici medici, con apposita voce di «Diagnosis related group», che ne regola il rimborso a strutture pubbliche o convenzionate. Non potrebbe essere altrimenti"
Zanone, Valerio
"il cristianesimo di Croce rimane totalmente laico nel significato biblico: laico è tutto ciò che non ha ricevuto consacrazione sacerdotale." "Non c'è niente oltre la storia, in un altro mondo. Ma per non lasciarsi travolgere dal male che è nel mondo, Croce cerca un appiglio nella storia e lo trova nella storia cristiana." " Fedele ad una spiritualità che esclude la trascendenza, considera i misteri della fede nient'altro che negazioni del pensiero"
Zanotelli, Alex
"Alex Zanotelli, in questa prefazione al volume «A distanza d'offesa» analizza la progressiva deriva razzista d'Italia: una politica colpevole che ha messo radici nel paese reale, di cui Rosarno è il tragico simbolo."
«L'aria e l'acqua sono in assoluto i beni fondamentali e indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili. L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto. Pertanto, si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile».
"Perché gli aiuti servono a noi, al sistema, non ai poveri (...) Il nostro Paese dovrebbe vergognarsi di parlare di aiuti all'Africa quando accoglie gli immigrati che arrivano da noi con un pacchetto sicurezza del ministro Maroni che è l'espressione di un razzismo e di una xenofobia mai viste in Italia (...) Se vogliamo aiutare l'Africa dobbiamo... favorire un'economia di autosostentamento, non per l'esportazione (...) Basterebbe che la smettessimo di investire in armi e investire, invece, in vita."
"Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba...." "E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth." " Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre vent'anni"
"I colori dell'arcobaleno devono essere banditi dalle piazze. Incredibile, ma vero. E' successo a Verona, dove la giunta del sindaco Tosi ha aspettato cento giorni per dare il suo via libera alla Carovana della Pace, un'iniziativa che da alcuni giorni vede i padri comboniani itineranti per tutta l'Italia."
"Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano. Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza. Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale( l'11% della popolazione consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere." "Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati, carcerati, stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me»."
"In una nazione come l'Italia che è diventata ricca, quello che si chiede prima di tutto è la sicurezza, la sicurezza a tutti i costi. La sicurezza per chi ha. Con questa ricerca di sicurezza si ritorna all'individuazione del capro espiatorio. Rom, e immigrati."
Il Kenya, a differenza dei paesi vicini, non ha mai conosciuto guerre civili. Allo stesso tempo non c'è mai stata integrazione tra diverse etnie. La responsabilità di quanto sta avvenendo è da addebitarsi al sistema repressivo vigente nel paese, di cui le baraccopoli sono un segno. Solo la Chiesa potrebbe svolgere un ruolo rappacificatore. Purtroppo il cardinale di Nairobi ha sostenuto uno dei due candidati (Kibaki) nella competizione elettorale. Le prospettive sono fosche.
Rabbia e delusione di Zanotelli per l'approvazione del finaziamento dei Cpt, delle missioni militari e del riarmo del nostro paese. "Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media. Ma anche nel quasi totale silenzio del «mondo della pace»"
Finalmente una chiara distinzione tra ruoli e compiti dei partiti e quelli dei movimenti (ndr.: pienamente d'accordo sul primato della coscienza, precisando però che la bontà di una scelta non riguarda solo la bontà dell'intenzione, ma anche quella degli effetti prodotti dalla scelta e cioè proprio dalla dimensione politica)
Zanotti, Andrea
Andrea Zanotti - ordinario di Diritto canonico nella facoltà di Giurisprudenza a Bologna e presidente dell'Istituto trentino di cultura, cerca di cogliere la portata della scissione tra sessualità e procreazione introdotta dalla tecnica sulla struttura secolare del matrimonio - e del matrimonio cristiano in specie - e della famiglia che ne origina
Zanotti, Raphaël
"Le orfanelle ... hanno intentato causa all'istituto religioso che gestiva l'orfanotrofio perché hanno scoperto che il testamento del conte potrebbe non essere stato rispettato: il nobile voleva che tutto andasse alle orfane in caso di chiusura dell'istituto. Invece oggi è un hotel di lusso gestito da privati che pagano un affitto cospicuo alla Curia di Ravenna."
Zantonelli, Franco
"Un minareto alto 6 metri, fatto in legno, pvc e cartonato. L'idea di erigerlo è venuta al 46 enne Guillame Morand... «È un falso, in quanto sotto non c'è alcuna moschea - ha spiegato l'imprenditore - tuttavia mi è sembrato giusto costruirlo, per protestare contro la legge che li vieta, inviando contemporaneamente un segnale di pace ai musulmani»."
Zaouali, Lilia
La scrittrice tunisina Lilia Zaouali ha parlato ieri della «Bellezza nell'Islam». Pubblichiamo uno stralcio del suo intervento. "Lo sguardo è il primo approccio umano alla bellezza. Artificiale o naturale che sia, la bellezza sa di esistere attraverso lo sguardo: dall'atto del guardare nasce l'incontro e nasce lo scambio con l'oggetto contemplato. La bellezza è un avvenimento che provoca emozione, penetra l'anima, agisce sul comportamento, trasforma il modo di pensare."
Zappa, Chiara
«Trent'anni fa, a Mansheyet Nasr, le bambine venivano date in spose a dieci anni, mettevano al mondo, nell'immondizia, una dozzina di figli, vedendone morire la metà. Oggi le ragazze possono studiare e scegliere da sole chi vogliono sposare. Se educhi un uomo educhi un individuo, diceva suor Emmanuelle, se educhi una donna educhi un popolo»
Ciò che Marguerite Barankitse fa è spargere semi di pace in mezzo all'odio. "Quando ho visto uccidere decine di persone davanti ai miei occhi ho deciso di allevare una nuova generazione, che cresca nella pace. Noi africani dobbiamo alzarci in piedi e dire 'Basta!'"
Zappalà, Daniele
Il teologo Boespflug:«Dopo il caso delle vignette danesi ho cercato di vedere come l'umorismo possa essere un mezzo per porre domande difficili». «L'ostilità verso le immagini denota un certo pessimismo antropologico: per il cattolicesimo l'uomo è capace invece di distinguere bene fra Dio e le sue rappresentazioni evitando l'idolatria» (ndr.: il cattolicesimo sì, molti cattolici forse)
Zappi, Sylvia
"Benché il cattolicesimo resti la principale religione in Francia, il suo declino, cominciato agli inizi degli anni '70, continua e riguarda tutte le classi sociali e tutte le regioni. Questa diminuzione, che non tocca le altre confessioni, avviene soprattutto a favore dei "senza religione", secondo la sintesi del sondaggio IFOP, reso pubblico il 15 agosto."
Zappolini, Armando
Un augurio per il 2009? «Che la nebbia si diradi e che chi ha fiato soffi. Perché con il vento la nebbia si dirada. Bisogna far soffiare un vento che ritorni al rispetto della gente, che costruisca il consenso e non lo insegua nei sondaggi».
Zarri, Adriana
"Cani, gatti, scoiattoli... l'importante è che ci sia sempre qualche animale, perché più bestie ci sono più il mondo è bello."
"Per fortuna sono finiti i tempi in cui un gay era come un appestato e sono cominciati tempi nuovi..."
spigolature
"È un triste primato dei cattolici quello delle santificazioni. Altri non le praticano, qualcuno (forse a ragione) le contesta..."
"È una sorta di pena di morte rovesciata: una pena di vita di persone cui impediamo di morire dignitosamente e, nel contempo, di dignitosamente vivere."
"quelle mani da manovale ci son parse più sacre di ogni appello, meglio di quando reggevano il pastorale"
" Ero forestiero
e non mi avete accolto"
"Dio non sa che farsene della religione, utile soltanto ai sacerdoti, quelli che vendono il sacro, in tutte le culture. Dio non chiede di essere religiosi, ma di essere buoni, specialmene con chi ha maggior bisogno di bontà, perché è poco buono"
E ai mafiosi che offrono soldi per una festa religiosa i vescovi li rispediscono al mittente e dicono: «Basta!».
"Io invece (che, per mia fortuna, non abito in Arabia saudita) vorrei fare l'elogio del rosso: il colore dell'amore, del sangue dei martiri e dello spirito santo. E, nella sacra liturgia, appunto per lo spirito e per i martiri si indossano i paramenti rossi"
"La cenere perciò serve anche per fertilizzare la terra e non solo per metterne un pizzico sul capo a ricordare la nostra caducità. La cenere, così smorta e volatile, è la figlia del fuoco e ci ricorda la fiamma viva che accenderemo all'inizio della veglia di Pasqua quando, al termine del tempo penitenziale, celebreremo la gioia della Resurrezione alla quale si affiancherà la gioia della primavera in cui tutto rinasce. "
"Febbraio: tempo di neve, tempo di carnevale, tra un poco tempo di Quaresima e, tra un altro poco, tempo di primavera e Pasqua. Guardiamo la neve e pensiamo agli alberi fioriti, riceviamo le ceneri dell'inizio di Quaresima e pensiamo al fuoco che inizia la veglia pasquale. Cantiamo il Miserere e pensiamo al Magnificat. Viviamo il presente tesi verso il futuro. È la morte, è la vita. "
«Se ne è andato contemplando il volto di Dio», ha detto chi lo ha assistito (Schillebeeckx).
E così si descrive il suo funerale: «Il 31 dicembre scorso si sono celebrate le esequie. Ho visto una folla silenziosa passare davanti alla semplice bara di legno. Il suo corpo, quasi trasparente, era avvolto nel saio bianco dei domenicani. Vescovi e teologi, corpo accademico e frati, studenti e gente comune lo toccavano con venerazione. Il suo volto contemplava Dio e qualcuno ha ricordato una sua frase, quasi un suo testamento: nonostante le avventure sono felice di appartenere a questa chiesa e all'ordine domenicano»
"Il vescovo o i sacerdoti che smettevano di guidare una comunità, tornavano allo stato laicale. Siamo soltanto noi che abbiamo posto la gerarchia tanto al di là e al di sopra del popolo." (ndr: perché usare il termine "sacerdote" per indicare solo una categoria di persone? Nelle scritture neotestamentarie il termine sacerdote è riferito a Cristo o all'intero popolo di Dio. Esistono altri termini per indicare i ministri ordinati: o il termine "presbitero" - forse di difficile comprensione ad un pubblico di lettori di quotidiani - o il termine più comune "prete", usato anche in altre lingue. Data l'attenzione che Adriana Zarri presta alle parole mi ha un po' stupito questa svista, dato che le parole non sono mai innocenti)
"In quei presepi partenopei c'è di tutto: il cane che abbaia, la donna che scopa, l'uomo che attinge l'acqua, il gatto che acchiappa il topo. Tutto tranne Gesù. Gesù non è che non ci sia. Gesù c'è ma è come che non ci fosse, come il nostro cristianesimo"
"O noi crediamo d'esser tanto meglio di loro (delle prostitute), come il fariseo disprezzava il pubblicano che venne perdonato e il fariseo invece no, perché probabilmente riteneva di non avere bisogno di perdono?"
"Un'aria nuova circola anche nei conventi femminili. Molte religiose raddrizzano la schiena, anche di fronte al Vaticano"
"La Lega (che incredibilmente si presume cristiana) l'ha attaccato con la violenza e la volgarità che ne sono proprie. E l'attacco è vergognoso non tanto perché è perpetrato nei confronti di un vescovo (altri vescovi vi sono degni di riprovazione), ma perché si tratta di un vescovo, di un cristiano e di un uomo degnissimo e, per di più, attaccato non per i vizi (posto poi che li avesse) ma per le virtù che indubbiamente ha."
"Faremmo meglio a preferire, ai crocifissi di legno appesi alle pareti, i crocifissi di carne che camminano per le nostre strade senza che noi li riconosciamo e li degniamo di uno sguardo."
Severino: "Secondo me l'inferno è il gigantesco scheletro nell'armadio del cristianesimo. Io credo che la chiesa sia in una posizione di imbarazzo estremo, perché riuscire a giustificare l'inferno o eliminarlo dal vangelo e dalla dottrina dei papi è impossibile"
"penso che le critiche sovente riservate ai gatti sono tutte bugie: bugie dell'uomo che mal sopporta fierezza e indipendenza e preferisce il cane accucciato ai suoi piedi"
"La neve è uno dei regali più belli del cielo..."
"alle parole di Bossi (che) vantano la cristianità della Lega non c'è che da rispondergli con le parole di Cristo: «Non si dice signore signore, ma chi fa la volontà del padre entrerà nel regno dei Cieli»"
",,,un ulteriore tentativo di infantilizzare il popolo di dio, fatto in tal modo il popolo del prete: e di un prete preconciliare e sempre più nostalgico del tempo che fu. ..."
"Noi italiani ci illudiamo di non essere razzisti ma non è vero..."
"Penso che la gerarchia eclestiastica dovrebbe essere un po' più severa e rigorosa in ordine alle reliquie...."
"se mancano conversione e confessione, non c'è perdonanza che tenga."
"«noi andavamo a lavorare non ad ammazzare». Questa affermazione insultante e razzista - che nega la realtà, finge di ignorare quanti lavoratori italiani siano stati trattati come criminali da un Bossi dell'epoca e definisce delinquenti centinaia di migliaia di onesti lavoratori stranieri, molto spesso supersfruttati"
"I vescovi assistono allo sfacelo morale del paese ciechi, muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la verità. Perché non avete sconfessato Berlusconi quando ha respinto gli immigrati, condannandoli ad una morte certa?"
Durissima reazione di Pax Christi al pacchetto sicurezza: «Una bestemmia civile e cristiana così grande deve essere respinta da un'insurrezione non violenta»
"Si fa un gran parlare e discutere e contestare la possibile (ma forse improbabile e impossibile) beatificazione di Pio XII di cui si critica soprattutto il suo silenzio sul problema ebraico. Io non mi soffermerò su questo (può anche darsi che il suo silenzio fosse giustificato) ma su altri aspetti non meno (anche più) negativi."
"Quale provvidenza preferiamo ringraziare? La provvidenza di Paolo VI o quella di Pio XI? È la domanda che si pone la rivista Tempi di fraternità, ed è la domanda che poniamo anche noi."
Istituzione e profezia: "Rispetto a quanto precedentemente osservato in ordine alla dialettica tra obbedienza e libertà, possiamo dire che si tratta di due problemi analoghi e paralleli, entrambi necessari alla vita e all'equilibrio della chiesa. "
"In realtà essi (i contemplativi) sono invece con i piedi per terra perché l'aria, il cielo e la terra non sono realtà contrapposte ma congiunte in una serena e feconda dialettica. Per un cristiano - e per di più santo come era Vianney - il cielo è disceso sulla terra e la terra è chiamata a farsi cielo."
"C'è dunque uno scarto notevole tra l'interesse per la religione e l'interesse per la chiesa, fatto peraltro ben espresso nella presente dichiarazione: «Dio sì, la chiesa no»...."
"Anche se saprei farlo, non mi rivolgo ai miei familiari parlando la lingua dell'antica Roma, bensì con l'eloquio del mio tempo, con l'italiano ..."
"Ci sono dei beni che non si possono privatizzare perché sono tutti elargiti gratuitamente da Dio (e, se qualcuno non crede, da Madre Natura, scritta in questo caso con la maiuscola perché è una sorta di vice-Dio). Tra questi beni il sole che ci illumina e ci scalda, la terra che calpestiamo, l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo. Ma c'è chi vorrebbe privatizzare l'acqua (e meno male che non può chiudere in un rubinetto l'aria, il sole e la terra!)."
"In medio non stat virtus, in medio stat mediocritas" "il Vangelo ci invita non già a tornare bambini - il che sarebbe un regredire verso il mutismo - ma a diventare bambini, progredendo verso la parola."
Respingerli, ricorda Don Ciotti, «è contro la dichiarazione universale dei diritti umani». Ed ha così proseguito: «Bisogna avere il coraggio della denuncia, non ci si può permettere di stare in silenzio: anche il silenzio rende complici»
"«Se non ci sono stati frutti è stata utile la bellezza dei fiori. Se non ci sono stati fiori è stata utile l'ombra delle foglie. Se non ci sono state foglie è stata utile l'intenzione del seme»."
" il fatto dell'imboccare evoca gesti e modalità infantili che mal si addicono ad una maturità di fede"
"C'è da temere che da quel regno noi rimaniamo fuori perché non facciamo la volontà del Padre ma seguitiamo a dire «Signore, Signore»..."
"Tra le tante chiese de L'Aquila crollate c'è quella del Suffragio che si dice sia molto cara all'Opus Dei. E allora che questa se la restauri da sola, che i soldi ce li ha, e potrà fare anche un'opera buona a sconto dei suoi molti peccati."
"Uno dei grandi problemi dell'informazione religiosa in Italia è lo smisurato spazio concesso alle posizioni del Papa (e agli esponenti della gerarchia) a discapito delle realtà di base, del laicato e di tanti religiosi e religiose che esprimono un'idea di chiesa e di fede spesso diversa da quella dei vertici, o comunque in grado di offrire un quadro più pluralistico del cattolicesimo italiano"
"guardando indietro mi sembra di guardare in avanti"
"molte intuizioni del teologo (Tommaso d'Aquino) sul potere civile della repubblica, sul rapporto tra dio e Cesare (papato e impero, stato e chiesa) e sulle condizioni perché una guerra possa dirsi «giusta» aprono squarci di novità rispetto al pensiero dominante del XIII secolo (Tommaso morì nel 1274) e gettano segni di cambiamento, in senso evangelico, che più tardi saranno portati a piena fioritura"
E quanto si dovrà ancora attendere per avere la prima donna papa?
"I poveri innocenti animali non sanno di lavorare per una oscena politica; e il nostro giornale così commenta la notizia: «povere bestie!»"
«Si può rientrare da uno scisma durato oltre vent'anni senza che gli scismatici manifestino alcun segno di pentimento né riconoscano il Concilio Vaticano II, ma anzi seguitino a mantenere le loro riserve in proposito e propongano la loro visione di chiesa come l'unica possibile ricetta per uscire da ogni crisi»?
"Riposi in pace e non parliamone più. Ne abbiamo troppo parlato, e lei - se avesse potuto udire - ne sarebbe certo rimasta infastidita. Ora lasciamo che parli e che canti tra gli angeli del cielo."
"al vecchio «sporco negro» e al nuovo «sporco rumeno» sarà il caso di aggiungere «sporco italiano»"
"Secondo Elia Richetti, il rabbino capo di Venezia, il pontificato di Benedetto XVI farebbe fare alla chiesa cattolica molti passi indietro. A conferma di ciò, egli ricorda la reintroduzione del messale preconciliare con la preghiera del venerdì santo che invoca la conversione degli ebrei"
«Non c'è alcuna ragione perché sia impedito ai preti cattolici di sposarsi» ha affermato il vescovo di Nottingham «è sempre stata una questione di disciplina più che di dottrina, tantomeno che l'obbligo del celibato fu introdotto solo nell' XI secolo da Papa Gregorio VII».
Parole che dedichiamo a papa Ratzinger che forse saprà come l'obbligo suddetto sia largamente disatteso, e assai frequenti invece le donne dei preti e i figli dei preti: conseguenza inevitabile di un peso imposto e non scelto. I preti infatti scelgono il sacerdozio e il celibato solo lo subiscono.
«Non è il mondo che deve diventare chiesa, ma è la chiesa che deve diventare mondo» diceva Mongillo: (...) A questa doppia fedeltà - a dio e all'uomo, al cielo e alla terra - fu legata indissolubilmente la vicenda teologica e umana di padre Mongillo che oggi, nel terzo anniversario della morte, noi tutti ricordiamo con affetto, con amicizia e con riconoscenza."
"non sono solo gli uomini ad avere vizi e peccati, le gazze (ed altri simili animali) peccano come noi ma non debbono pentirsi e cambiar vita. Siamo in tempo di avvento: periodo di penitenza e conversioni. Per gli uccelli non c'è né avvento né quaresima, ma carnevale tutto il tempo dell'anno"
"In un articolo, apparso il 5 novembre sul Corriere della sera, il cardinale Martini non dà risposte, come tutti sembrano attendersi da un autorevole esponente della chiesa, ma pone domande e esprime perplessità. E (...) ci piace qui porre in luce il domandare, l'esser perplessi e dubitosi, là dove troppo spesso si scialano certezze (e spesso addirittura si pretendono risposte e professioni di fede) dove certezze e risposte non ci sono ma soltanto domande, opinioni, ricerca, dubbi, perplessità, probabilità"
"Si sa che quando Pio X impose, un po' arrogantemente, il dogma dell'infallibilità papale, alcuni vescovi partirono in anticipo per non esser costretti a sottoscrivere un dogma che non condividevano. Fra i vescovi che piantarono in asso il papa con le sue pretese ci fu appunto il vescovo di Ivrea. ..."
"Una buona notizia: è in corso il processo di canonizzazione di sei coppie di coniugi. Segno che si sta superando quel sottile sospetto per il sesso che fino a oggi ha tenuto gli sposi a debita distanza dagli altari, riservati a frati, monaci, abbadesse e via dicendo."
«Per lungo tempo abbiamo detto che il fine primario del matrimonio è la procreazione, fino al punto da negare il sacramento a chi è impotente. Ma io credo che il fine del matrimonio sia l'amore. E se ci sono due persone del medesimo sesso che si amano, pur non chiamando la loro unione matrimonio, dobbiamo aiutarli a stare insieme».
"Tra gli animali addestrati non si vede e forse mai si vedrà un gatto. Il nostro micio domestico è troppo indipendente, fiero e indomito e non si presta alle pretese stupide dell'uomo. All'uomo elargisce le sue affettuose fusa ma non la disponibilità a lasciarsi umiliare. Resta domestico ma indomito, affettuoso ed amico ma non succube e suddito."
"Prevedibile (e triste) la reazione della chiesa cattolica all'ordinazione di donne vescovo, attuate dalla chiesa anglicana. In un mondo sempre più celermente in cammino verso la pari dignità dei sessi, dove le donne ormai occupano le cariche più prestigiose, il permanente rifiuto cattolico all'ordinazione femminile è una posizione di retroguardia sempre meno comprensibile."
"L'accorgersi di essere nudi è la scoperta del male, il non accorgersene e non provare più vergogna è l'escaton: la fine del mondo e l'inizio del regno dei cieli e la nudità, così volgarmente idolatrata - si fa simbolo escatologico."
"Ormai è entrata nel linguaggio corrente il ridicolo termine «papa mobile»; non meno ridicolo della gabbia di cristallo entro la quale viaggia il papa chiuso come in un ostensorio. Ormai ci abbiamo fatto l'occhio e non ci stupiamo più di tanto...."
"Mi è assai piaciuta l'affermazione di Prodi: «Io sono un cattolico adulto» che coniuga l'affermazione di fede («sono un cattolico») con la rivendicata e fiera autonomia che non si prostra a tutte le sillabe de l'Osservatore romano."
"mi domando quale interesse possa avere per il cristianesimo un partito egoista, razzista, e perfino idolatra, che adora fiume (il dio Po) e che disprezza tutti coloro che non risiedono in Padania, cioè la maggioranza degli uomini."
«Dove non c'è religione c'è superstizione» e religione vuole dire tante cose: non solo un credo più o meno confessionale, ma anche un senso sacro e profondo della vita, un'attenzione agli altri, al mondo, alle cose. Chi è religioso, anche in questa sessione meno sacrale e più allargata non necessariamente è superstizioso. Chi invece magari è cattolico osservante (ma quale osservanza?) e frequenta la chiesa (e quale chiesa: quella del cuore o quella di mattoni?) ma pratica riti scaramantici non lo è, anche se si chiama Acquafresca e si fa tatuare non solo i nomi dei parenti ma anche una croce sulla schiena.
"Lo Spirito Santo è davvero lontanissimo dalla nostra cultura che si estenua in un produttivistico efficientismo. E perciò è tanto più necessario per ricordarci la nostra povertà di creature, bisognose di tutto."
"il quotidiano sedicente cattolico, che non ha una parola per deplorare tanta superstizione fanatica, tanti paragoni blasfemi, ma si allinea esso pure al trionfalismo e al fanatismo di turno. E' questo, dunque, il popolo di dio, e questa è la sua chiesa?"
"Cristo modello di laicità?
«Sicuramente. Per trent'anni su trentatré ha fatto un mestiere laico. Il padre era un falegname. L'avrà aiutato... E non meno laica sarà la vita pubblica. Ricorda? L'incontro con la Samaritana: là dove Cristo smantella l'idea di una Chiesa di mattoni ("Viene il momento in cui l'adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte... in cui gli uomini adoreranno il Padre guidati dallo Spirito..."). Il Buon Samaritano, un mezzo eretico: si occupa di quel prossimo che la casta sacerdotale ignora. Le Beatitudini: sono nove, otto si occupano di valori laici»."
"Non so se i coniugi Mastella siano cattolici (e cristiani) al di là dei registri parrocchiali, ma sembra assai curioso ritenersi attaccati a causa della fede in un paese dove la fede cattolica è fonte di privilegi più che di persecuzioni" "«La resurrezione - scrive Nogaro - non invia l'uomo in un aldilà migliore, ma immediatamente riconduce l'uomo alla sua vita sulla terra, dove egli fa esperienza della redenzione»".
La liturgia presenta domenica prossima il brano del cieco nato. Ho ritrovato questo racconto scritto da Adriana Zarri 21 anni fa per la rivista della Queriniana "Servizio della Parola". Ritengo meriti la lettura.
Le parabole di Adriana Zarri: un vescovo, successore di Romero, fatto generale; un legionario sepolto in terra speciale; una critica alle facili canonizzazioni.
Dopo un lungo periodo di silenzio Adriana Zarri a ripreso a scrivere sia su "Rocca" che su "il manifesto".. Non le manca certamente la parresia.
Zatterin, Marco
"Due rimproveri alla Francia firmati dalle Nazioni Unite, uno di contenuto, l'altro di forma. Il Comitato Onu per l'eliminazione della discriminazione razziale ha invitato ieri Parigi «a evitare i rimpatri collettivi di cittadini di etnia Rom», circostanza che invece comincia a riprodursi con cadenza settimanale... «l'integrazione deve essere prioritaria». L'Europa ha dimostrato di crederci al punto di aver stanziato 17,5 miliardi per i Rom nel Fondo sociale (2007-13) in quanto «comunità vulnerabile». I capitali sono spesi e controllati dagli Stati membri..."
"«Cosa direbbero se ci fossero i simboli di più di una religione? Il problema della posizione laica è che non accetta nemmeno questo. Tutto dipende da come li si presenta. Ciò che contesto è che la Corte dia una sola regola per tutti, proibendo il crocifisso in tutte le classi e in tutti i paesi»."
"«E' importante che la "Grande Chambre" decida in modo chiaro, forte e allo stesso tempo ponderato. E' necessario per ristabilire un diritto fondamentale, quello di avere una educazione equilibrata in un mondo multietnico e multireligioso»"
"«Nel momento in cui la Chiesa ha riconosciuto che nel passato - e forse nel presente - sono successe alcune cose che non dovevano succedere, e che ci sono delle vittime che hanno dei diritti che dovrebbero essere oggetto di un verdetto di tribunale, la gente vuole che la Chiesa sia trattata con rispetto senza essere però essere immune dal giudizio»."
"Rik Devillé ha l'aria mite, ma pronuncia parole pesanti come macigni... [ex parroco di Buizingen a sud di Bruxelles] dal 1992 raccoglie le testimonianze di chi sostiene aver subito violenze da parte di preti, ne ha accumulate oltre 300 negli archivi della sua associazione "Diritti e Libertà nella Chiesa». È stato lui, all'inizio di giugno, a trasmettere gli incartamenti alla procura della capitale belga, mossa che ha innescato le perquisizioni di Mechelen (Malines)"
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